STAGIONE 2006/07

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Reti: 83' Calaiò (rig), 86' Leon

Napoli: Iezzo, Cannavaro, Maldonado, Savini, Grava, Dalla Bona (92' Montervino), Gatti, Bogliacino, Rullo (62' Trotta), Calaiò, Bucchi (72' Sosa). Allenatore: Reja. (Gianello, Giubilato, Cupi, Pià).

Genoa: Rubinho, Bega, De Rosa, Criscito, Rossi (75' Stellini) Coppola, Milanetto, Juric, Adailton (56' Greco) Di Vaio, Botta (56' Leon). Allenatore: Gasperini. (Scarpi, Masiello, Carobbio, Fabiano).

Arbitro: Paparesta di Bari. Spettatori 55.000 circa.

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Pubblico da finale di Champions league al San Paolo, 55.000 mila spettatori di cui quasi 2.000 sono di fede rossoblù. Il Napoli deve rinunciare al fantasista De Zerbi squalificato ma in compenso recupera il graziato Calaio’. In difesa manca anche l’infortunato Domizzi che viene sostituito da Savini. Gasperini decide di fregare Reja che si aspetta un Genoa stile Bologna e nel ballottaggio tra Greco e Leon preferisce scegliere Botta. Esordio in attacco dal primo minuto per Di Vaio mentre l'altro acquisto Carobbio si sistema in panchina. 01’ Inizia le ostilità subito il Napoli e De Rosa con perfetta scelta di tempo interviene in anticipo su Bucchi. 05’ Angolo per il Genoa conquistato da Juric, la battuta di Adailton viene messa fuori area dalla difesa partenopea poi lo stesso Juric calcia fuori misura alla sinistra di Iezzo.  08’ Juric scambia con Di Vaio che mette subito in movimento Adailton che poco fuori l’area calcia in diagonale rasoterra a lato di poco. Il Genoa in questo frangente di partita sembra più in palla del Napoli. 13’ Bega interviene a gamba tesa su Calaiò lanciato da Bucchi e si prende la prima ammonizione della partita. 14’ La punizione centrale calciata da Bucchi viene ribattuta dalla barriera poi lo stesso azzurro riprende il rimbalzo e scaglia di poco alto sopra la traversa. 20’ I partenopei conquistano due angoli consecutivi e sembrano essere rientrati in pieno nella parte di chi gioca in casa. 26’ Juric mantiene la palla in campo per Adailton che mette rasoterra la sfera al centro per Di Vaio che viene anticipato di un niente da Maldonado in scivolata. 27’ Subito dopo s’invertono i ruoli, Di Vaio serve in area Adailton che viene pescato in millimetrico fuorigioco. 28’ Rubinho esce dai pali e respinge la palla coi pugni rimanendo infortunato a terra, Paparesta lascia proseguire e Gatti dalla distanza con un pallonetto mette la palla alta sopra la porta. 31’ Punizione dallo spigolo dell’ area, Bogliacino calcia a girare verso l’incrocio e con un volo d’angelo il portiere brasiliano del Genoa alza la palla in angolo. Sul tiro dalla bandierina ancora Rubinho agguanta la palla subendo anche fallo. Il Genoa si stà facendo schiacciare troppo in difesa dai napoletani. 37’ Ripartenza rossoblu, scambio veloce tra Botta e Di Vaio che in area dalla sinistra col suo tiro costringe Iezzo alla mezza papera con la sfera che termina in angolo. 39’ Il Genoa rimane più stabilmente nella metà napoletana, Adailton viene anticipato da Cannavaro in spaccata. 42’ Juric scambia con Di Vaio che avanza, s'accentra e appena in area spara rasoterra a rete, la palla lievemente deviata termina tra le mani di Iezzo. Finisce la prima frazione con uno 0 a 0 sostanzialmente giusto. 48’ Un lancio alto di Bogliacino per Calaiò viene intercettato provvidenzialmente da Rossi che mette in angolo. 51’ Juric entra su Grava e viene ammonito. Il rossoblu era diffidato quindi salterà la prossima gara per squalifica. 52’ Gasperini sostituisce Botta, comunque tra i migliori, per mettere in campo Leon e di conseguenza un vero tridente d’attacco. 57’ Adailton che come si sa soffre di pubalgia lascia il posto a Greco. 59’ Leon in diagonale calcia dalla distanza lontano dai pali della porta napoletana. 61’ Prima sostituzione per Reja, entra Trotta ed esce il nuovo arrivato Rullo. 64’ Travesrsone da sinistra, la sfera respinta di testa finisce verso lo spigolo destro dell' area dove Dalla Bona gira al volo verso Rubinho che in volo riesce a bloccare. 65’ Triangolazione tra Di Vaio e Leon, il romano all’ interno dell’area piccola spostato sulla sinistra calcia a rete con Iezzo che miracolosamente chiude lo specchio della porta respingendo la palla, che quasi gli passa sotto le gambe, col tacco. 67’ Calaiò poco fuori l’area serve all'indietro per Bucchi, l’attaccante colpisce in diagonale mandando la palla a sfiorare il palo sinistro. 70’ Juric lancia verso Greco che con un perfetto tocco serve di prima Di Vaio che libero sulla sinistra poco dentro l'area spara incredibilmente alto sopra la traversa. 73’ Attaccante per attaccante, esce Bucchi ed entra Sosa. 74’ Traversone di Trotta e stacco proprio di Sosa che di testa manda abbondantemente sopra la traversa. 76’ Ultima sostituzione genoana, entra Stellini a sostituire Rossi 78’ Leon si fa soffiare la palla da Grava e poi commette fallo. La punizione dai 30 metri termina lontana dalla porta rossoblu. 83' Prima della partita i genoani temevano più che il Napoli un rigore patacca che puntualmente arriva. Lancio in area genoana, sulla palla c'è Stellini pronto al rinvio in rovesciata e Rubinho in uscita. In mezzo ai due s'infila Bogliacino che braccia avanti col pugno porta via la palla con conseguente scontro col portiere. Cosa succede? Rigore e ammonizione all' estremo rossoblù. Naturalmente le immagini chiariscono perfettamente che il rigore è inesistente ma sui vari commenti dei giornalai nazionali su internet il rigore definito netto non viene spiegato. Insomma per l'arbitro era difficile vedere mentre il guardalinee era lì solo per alzare la bandierina su almeno 2 fuorigioco inesistenti a Di Vaio. Sul dischetto comunque và Calaiò che spiazza Rubinho mettendo rasoterra alla sua destra. 86' Il Genoa conquista una punizione centrale ma da una distanza di almeno 30 metri dalla porta azzurra. Sulla sfera và Leon che pennella una parabola imprendibile per Iezzo che forse posizionato troppo sul secondo palo arriva in ritardo sulla palla che s'infila alla sua destra. 88' Riparte il Napoli, traversone dalla destra, Calaiò prolunga la traiettoria di testa e Dalla Bona davanti a Rubinho spara a rete ma la palla contobattuta dal portiere in uscita termina in angolo. Calciato il corner la palla viene deviata da Sosa verso il palo lontano. Cannavaro tenta la rovesciata e Rubinho respinge la palla, che gli rimbalza quasi sui piedi, con un intervento pallavolistico. 91' Milanetto lancia la sfera per Greco che di sinistro tenta di sorprendere Iezzo con un diagonale rasoterra ma la traiettoria lievemente toccata da Maldonado termina a lato. 92' Contrasto tra Leon e Sosa e ammonizione per il rossoblù. Susseguentemente il Napoli effettua l'ultima sostituzione mandando in campo Montervino al posto di Dalla Bona. 93' Punizione dalla destra per il Genoa. Leon ancora una volta disegna una traiettoria perfetta per l'inserimento di Stellini liberissimo in piena area spostato sul secondo palo. Il difensore rossoblù leggermente in anticipo scivola e quasi da terra all'indietro riesce a colpire la palla di testa che và a sbattere all'incrocio dei pali con Iezzo immobile. Passa un secondo e Paparesta manda le squadre negli spogliatoi.

 

TUTTOSPORT - Genoa, il ruggito di Leon. La sfida del San Paolo finisce in parità, gode la Juve che resta sola al 1° posto. Napoli a segno con Calaiò su rigore, replica l’honduregno: magia su punizione. Gara vibrante e intensa, spettacolare solo nella ripresa. I campani più determinati, i rossoblù molto compatti. Debutto un po’ incolore di Di Vaio che sbaglia troppo. di Giovanni Tosco. NAPOLI. L’ 1- 1 tra Napoli e Genoa fa contenta soprattut­to la Juventus, che chiude il girone d’andata sola in vetta. Le emozioni più forti, ovvero il botta e risposta tra Calaiò dal dischetto e Leon, sono arrivate negli ultimi minuti, ma la partita è stata sempre vibrante e intensa: a conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che le due squadre saranno protagoniste fino all’ultimo nella lotta per la pro­mozione. Più compatti i rossoblù nel primo tempo, più determinata la formazione di Reja dopo l’intervallo quando, tuttavia, si è esposta al contropiede rischiando più del lecito: a conti fatti, il pareggio è risultato che fotografa con esattezza i valori espressi in campo. Esordio migliore non poteva sperare Julio Cesar Leon, l’honduregno che il Genoa ha prelevato dalla Reggina. Il Napoli stava ancora festeg­giando il rigore trasformato da Emanuele Calaiò ( concesso per un fallo di Rubinho su Bogliacino, che però probabil­mente si è aggiustato la palla con la mano) e l’aggancio alla Juventus, quando Leon ha inventato una punizione dai ventidue metri semplicemente perfetta: Iezzo s’è proteso in tuffo, ma arrivarci era pressoché impossibile. Meno brillante la “ prima” di Marco Di Vaio, convincente dal punto di vista fisico senza però la necessaria freddezza a tu per tu col portiere. Di positivo c’è la reazione che il Genoa ha mostrato dopo aver subito la rete di Calaiò: in un San Paolo gremito come per una sfida di serie A ( 60.000 spettatori) e ebbro di gioia, poteva accadere che i rossoblù si arrendessero al destino e si consegnassero alla sconfitta. E in­vece, nonostante il poco tempo a disposizione, si sono gettati in avanti con ardore, agguantando quasi subito il pari. Sotto lo sguardo attento di Enrico Preziosi ( ringraziato con uno striscione da un gruppo di tifosi napoletani per aver donato giocattoli a ragazzini bisognosi del quartiere Fuorigrotta), Gasperini ha schierato un Genoa molto equilibrato tatticamente, rinunciando inizialmente all’impiego di Leon. Niente 3-4­3, dunque, ma un 3- 5- 2 nel quale Botta è stato attento a sinistra in fase di copertura e Milanetto, molto “ alto”, e Cop­pola hanno limitato l’inventiva di Gatti e Bogliacino. Schierato accanto a un Adailton non al meglio, Di Vaio s’è mosso molto, ha impegnato per due volte Iezzo tra il 37’ e il 42’ ma si è fatto pescare spesso in fuorigioco. Il Napoli - privo dello squalificato De Zerbi, con Calaiò al rientro e Rullo al debutto - ha faticato a trovare spazi, tant’è vero che l’unico pericolo per Rubinho nel primo tempo è scaturito da una punizione di Bogliacino alzata sopra la tra­versa. Dopo l’intervallo Gasperini ha scelto di osare, ridisegnando il Genoa con l’ingresso di Leon e Greco al posto di Botta e Adailton. Ma, col passare dei minuti, il Napoli ha preso il sopravvento, rendendosi minaccioso al 15’ con Bogliacino ( tiraccio al volo da buona posizione), al 18’ con Dalla Bona (conclusione secca appena dentro l’area bloccata da Rubinho) e al 22’ con Bucchi ( conclusione fuori d’un soffio). Il Genoa, a quel punto, si è affidato al contropiede: Di Vaio per due volte s’è trovato solo davanti a Iezzo, ma prima ha concluso addosso al portiere in diagonale, poi - liberato da un delizioso tocco al volo di Greco su lancio di quaranta metri di Juric ha sparato alto dal limite. Quando lo 0- 0 pareva non schiodarsi, ecco il travolgente finale, con il rigore di Calaiò, la replica di Leon e la determinazione di entrambe le squadre che fino all’ultimo hanno provato a vincere. Rubinho è stato addirittura strepitoso al 43’, quando si è opposto a Dalla Bona e, sugli sviluppi dell’angolo successi­vo, a una spettacolare rovesciata di Cannavaro, mentre Greco ha concluso a fil di palo una ripartenza velocissima e Stellini, in posizione però di fuorigioco, ha colpito il palo. La Juventus può festeggiare il titolo solitario di campione d’inverno, ma dal San Paolo giungono segnali importanti perché si realizzi il sogno confessato nel pomeriggio da Preziosi: Genoa, Juventus e Napoli in serie A.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Dalla Bona dà sostanza, Bega convincente. di Giovanni Tosco. NAPOLI: Iezzo 6: per tre volte si oppone con bravura a Di Vaio. Incolpevole sulla punizione di Leon. Cannavaro 5.5: soffre la rapidità di Di Vaio. Vicino al gol in rovesciata nel finale. Maldonado 6: involontario protagonista dello scandalo che nel 2005 condannò il Genoa alla Se­rie C1, chiude quasi sempre con grande tempestività. Savini 6.5: limita la pericolosità di Adailton. Grava 6: apprezzabile nella spinta, ma troppo spesso impreciso. Dopo l’innesto di Trotta va a sinistra. Dalla Bona 6.5: garantisce sostanza al centrocampo. Al 18’ st chiama in causa Rubinho con un tiro secco dai sedici metri. Gatti 5.5: soffre l’aggressività di Milanetto, consegnandosi a una prova costellata di errori. Al 28’ pt vede Rubinho a terra dopo uno scontro con Bega e cerca il gol capolavoro con un tiro da 40 metri che si spegne però sul fondo. Bogliacino 6.5: controllato con attenzione da Coppola, impegna Rubinho con una splendida punizione al 31’ pt e ha il merito di guadagnare il rigore. Rullo 6: all’esordio, è molto abile nel mantenere “basso” Rossi. Trotta (17’ st) 6: si sistema a destra, dove garantisce forze fresche e una serie di buone sortite. Calaiò 6.5: al rientro dopo la squalifica, si allarga per cercare spazi. Lancia Bogliacino nell’episodio del rigore che trasforma con freddezza per l’ottava rete stagionale. Bucchi 5.5: si muove parecchio per liberarsi dal controllo di Bega, che lo contiene sulle palle alte. Nella ripresa inventa una conclusione bellissima che si spegne a fil di palo. Sosa (27’ st) ng. All. Reja 6: il timore del reparto offensivo genoano lo induce a un atteggiamento prudente per un tempo. Nell’intervallo sistema le cose pur senza modificare l’assetto tattico, per un Napoli più coraggioso e propositivo. GENOA. Rubinho 6.5: effettua almeno quattro parate importanti. Provoca il rigore uscendo alla disperata su Bogliacino. Bega 6.5: subito ammonito per intervenire su una palla persa da De Rosa, non si lascia condizionare dal cartellino e sfodera una prestazione convincente su Bucchi. De Rosa 5.5: sbroglia alcune situazioni minacciose al limite dell’area ma commette due gravi errori ai quali rimediano i compagni di reparto. Criscito 6: quasi sempre attento nella marcatura di Calaiò ma che l’anticipa nell’azione dell’1-0. Rossi 5.5: tatticamente disciplinato, si propone poco in avanti. Stellini (30’ st) ng. Coppola 6: ha il compito di limitare la creatività di Bogliacino, e dimostra notevole applica­zione. Milanetto 6: impedisce a Gatti di ragionare. Non sempre felice nella fase d’impostazione. Dopo l’ingresso di Leon arretra il raggio d’azione per mantenere l’equilibrio tattico. Juric 6: combatte a centrocampo con rabbia e qualche incertezza. Ammonito, sarà squalificato. Botta 6: molta determinazione in copertura ma non la necessaria continuità nella spinta. Leon (7’ st) 6.5: smanioso di dimostrare le proprie qualità al debutto, eccede in individualismo però si fa perdonare pennellando la punizione dell’1-1. Adailton 5: non al meglio a causa della pubalgia, ha un guizzo in avvio, ma per il resto non lascia il segno. Greco (12’ st) 6: s’inserisce bene, regalando a Di Vaio una palla deliziosa che l’ex bomber del Monaco spreca. Di Vaio 5.5: l’uomo mercato della Serie B fatica a inserirsi nei meccanismi di Gasperini. Era prevedibile, ma nel primo tempo troppe volte si fa trovare in fuorigioco. In compenso, palla al piede spaventa il Napoli: Iezzo è bravo, tuttavia sulla coscienza di Di Vaio ci sono le due ghiotte occasioni sprecate tra il 19’ e il 25’ st. All. Gasperini 6: nel primo tempo schiera molto bene il Genoa, che chiude gli spazi e concede pochissimo al Napoli. Dopo l’intervallo fatica invece a tenere alta la squadra, affidandosi quasi solo al contropiede. Arbitro. Paparesta 7: direzione impeccabile.

 

TUTTOSPORT - SOFFERENZA IN TRIBUNA POI TUTTI CONTENTI Preziosi: «Il risultato che volevo» De Laurentiis: « Soddisfatto così». di Angelo Rossi. NAPOLI. Un gol all’esordio con la maglia del Genoa. Se glielo avessero detto alla vigilia non ci avrebbe creduto Julio Cesar Leon. « La rete me la sentivo, quelle sono le mie occasioni ideali, speriamo di continuare così, l’im­portante è che le palle gol gli attaccanti le abbiano create » . Arrivato insieme con Marco Di Vaio per rinforzare il reparto offensivo, l’honduregno ringrazia Adailton per i complimenti e si stringe al tecnico Gasperini: « Piano piano sto entrando negli schemi del mister. Mi trovo bene e voglio ripagare subito la fiducia del Genoa. Da qui in avanti le partite saranno tutte difficili, la cosa più importante è metterci sempre l’anima » . L’allenatore del Genoa, Gian Piero Gasperini, è soddisfatto per l’impegno del collettivo e per i nuovi arrivati: « Sono contento per gli ultimi acquisti, anche se ci vorrà ancora un po’ di tempo per il loro inseri­mento completo. Comunque, quello del San Paolo è un pa­reggio importante contro un’avversaria nella lotta per la promozione» . « Era il risultato che mi aspettavo. Io ho tifato per molto tempo Napoli, ovvia­mente questo pareggio mi soddisfa, penso che possa soddisfare anche i nostri avversari » . Parole di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, che spende frasi di elogio per Leon. « Ha fatto quello che sa fare, ci ha regalato un pareggio giusto per ciò che si è visto in campo, anche se il Napoli ha tenuto più palla. Però anche noi, attraverso varie azioni, abbiamo dimostrato di avere un buon gioco » . Preziosi non dimentica neppure l’altro neo acquisto rossoblù, Di Vaio: « Era la pri­ma partita, magari c’era un po’ di emozione. Poi manca la condizione fisica e l’affiatamento con i compagni » .

 

CORRIERE DELLO SPORT - Calaiò segna su rigore al 38’ della ripresa, Leon firma l’1-1 al 41’. Napoli sogna per 3’. di Antonio Maglie. NAPOLI - Con un bel secondo tempo (dopo un primo privo di emozioni e con troppi erro­ri di palleggio) Napoli e Genoa rendono ono­re al loro ruolo di protagoniste in questo tor­neo. E se Reja ha provato ad aggrapparsi a un suo vecchio salvagente, Calaiò, per cercare la vittoria, Gasperini ha toccato con mano l’utilità di uno dei suoi nuovi acquisti, Leon, entrato nella ripresa: con una prodezza su punizione l’ex reggino ha rimesso il risultato in equilibrio nel giro di appena 180 secondi. Un risultato giusto tra due squadre che dovranno contendere alla Juve sino alla fine i tre posti validi per la promozione in A. Una sfida per quarantacinque minuti ben giocata a conferma che quest’anno la qualità della B è veramente molto elevata. Il Genoa ama giocare, produce calcio offensivo e diverte. Ma ieri Gasperini, temendo gli avversari, ha aggiornato un po’ il copione e se da un lato ha mandato in campo il neo­acquisto Di Vaio, dall’altro ha organizzato un centrocampo in qualche maniera simile a quello del Napoli. Simile ma non uguale. Perché se da un lato Gatti faceva il regista arretrato, dall’altro Milanetto faceva il regista avanzato muovendosi ampiamente più avanti di Coppola e Juric (quest’ultimo, in possesso di palla, si allargava consentendo a Botta di avanzare di qualche metro per riformare, seppur a singhiozzo, il tridente d’attacco). Al pari del collega ligure, anche Reja ha deciso di dar fuoco alle nuove polveri mandando in campo il neo-acquisto Rullo: l’ex leccese, seppur disordinato, ha comunque tenuto sotto pressione Marco Rossi che dà il meglio di sé soprattutto in fase offensiva. Dal punto di vista della manovra, il Napoli è apparso un po’ disorganico, con Bogliacino per lunghi tratti della gara ai margini del gioco e con Gatti non sempre pronto a offrirsi ai compagni come punto di riferimento per il riavvio della manovra. Conseguenza: spesso è toccato ai difensori ( in particolare Paolo Cannavaro e Maldonado) costruire gioco nell’unica maniera che conoscono, cioè il lancio lungo a scavalcare il centrocampo. Le caratteristiche delle due squadre promettevano una partita spettacolare. Con una sonora fischiata alla fine del primo tempo il pubblico ha manifestato la propria delusione per le attese tradite. Solo in un paio di occasioni i due portieri si sono visti all’opera: al 31' quando Rubinho ha con qualche difficoltà alzato sulla traversa una punizione battuta da Bogliacino e al 37' quando Di Vaio dopo un elegante palleggio al limite ha scagliato una «sassata» verso la porta avversaria che Iezzo ha mandato prudentemente in angolo. Insoddisfatto, Gasperini ha cambiato in avvio di ripresa lo spartito, abbandonando le prudenze. Greco è subentrato ad Adailton sostituendolo anche nel ruolo; Leon ha rilevato Botta sistemandosi nella posizione di purissimo trequartista. Stimolato dalla chiara voglia di vincere del collega genoano, Reja ha deciso di mandare in campo un centrocampista esterno, Trotta (si è sistemato a destra con spostamento a sinistra di Grava) al posto del più difensivo Rullo. E la gara si è infiammata: prima una buona parata di Rubinho su Dalla Bona, poi un miracolo di Iezzo su Di vaio, quindi una conclusione al fil di palo dalla media distanza di Bucchi, infine un gol let­teralmente divorato da Di Vaio messo davanti al portiere da Greco. Il tutto nel giro di sei minuti, dal 20' al 25'. Una gara diventata improvvisamente bella non poteva restare senza gol. E al 38' provvedeva Rubinho a colmare la lacuna con una uscita scomposta su Bogliacino: rigore che Calaiò trasformava firmando il suo ottavo gol. Tre minuti e Leon rispondeva: punizione da circa venticinque metri, palla all’incrocio, imprendibile. Ancora tre minuti e Rubinho evitava con una strabiliante deviazione un nuovo ko su sforbiciata plastica di Calaiò; quattro minuti e sul fischio di Paparesta, Stellini colpiva di testa la traversa. Fine delle montagne russe di emozioni.

 

CORRIERE DELLO SPORT - NOVANTUNESIMO Il pareggio, arrivato in uno spettacolare finale, soddisfa entrambe le squadre. Reja: Siamo forti e ci temono tutti. di Daniele Rindone. NAPOLI - C’era la punizione? Edy Reja ha lo sguardo deluso, ma come sempre l’onestà non gli fa difetto anche se da quel fallo un po’ contestato è nata la perla di Leon. «Direi che ci poteva stare, è un periodo che non ci va bene. Si può capire il nostro rammarico a 5’ dalla fine, con un gol di vantaggio... ma bisogna applaudire Leon per quella prodezza». Dicono del suo Napoli che non gioca bene, che produce poco spettacolo. « Non possiamo discutere del dettaglio oggi. Per dire, anche il Genoa è abituato a giocare con altra intensità, ma ci temeva come noi avevamo rispetto dei liguri. Il Napoli nel primo tempo ha commesso troppi errori nei fraseggi, ma la ripresa è stata tutta un’altra musica, ci siamo liberati psicolo­gicamente e abbiamo prodotto venti minuti finali belli e tosti. Più che spettacolo nel caso del Napoli parlerei una caratteristica speciale: è un diesel, morfologicamente siamo robusti e necessitiamo di tempo per cominciare a pedalare e macinare gioco». Rullo, prima presenza in azzurro. « Mi sembra che abbia fatto bene, era emozionato e si è visto, giocare a Napoli in questo stadio fa un certo effetto. Si abituerà, e farà di più » . Visto il mercato? Tutti si rinforzano in attacco, voi no. « Beh noi davanti ci siamo attrezzati per tempo. Abbiamo De Zerbi, Calaiò, Sosa e Bucchi, mi spiace addirittura non poterli far gocare sempre. A lungo andare mi verranno buoni tutti» Cambiamo campo, colori e trincea, e spunta il sorriso pulito e timido di Leon. Dopo lo splendido gol del pari, i primi complimenti glieli ha fatti, da qualche decina di metri, il compagno Adailton: « Che gol che ha segnato... » . Leon ascolta la confidenza, sorride e incassa: « Lo ringrazio per questi complimenti, fatti da lui che di gol se ne intende valgono doppio. Che dire, me la sentivo, quella punizione la vedevo mia: ci ho provato e mi è andata bene». Gran risultato, anche se la traversa all’ultimo assalto... «Intanto speriamo di continuare con questa grinta. Io mi trovo bene, sto entrando negli schemi del Genoa. Da qui alla fine saranno tutte partite difficilissime, ma non lasceremo mai nulla di intentato » . Pacato il presidente genoano Preziosi: «Sono contento perchè era il risultato che mi aspettavo. Credo che sul piano del gioco possa soddisfare anche il Napoli. Leon? Ci ha regalato un risultato giusto, è vero che il Napoli ha tenuto più palla, ma noi abbiamo espresso più azioni da gol. Di Vaio? Mi ha soddisfatto, per il resto causa emozione e condizione fisica da ritrovare non poteva fare di più, dalla prossima partita sarà un altro Di Vaio » . Il lavoro di mercato è stato imponente, ma Preziosi non dice basta e rilancia: «Bojinov? Uno come lui fa gola a tutti in A, noi che abbiamo obiettivi importanti ci abbiamo provato e ci riproveremo ancora. Anche se in attacco siamo competitivi e al limite potrebbe essere più utile un “pennellone”, uno alto e grosso che può sbloccare le partite.

 

CORRIERE DELLO SPORT - le pagelle Calaiò ancora implacabile. Iezzo miracolo su Di Vaio. Leon punizione magistrale Milanetto quantità e qualità di Rino Cesarano. NAPOLI. 7 Calaiò - Spunti da fuoriclasse, impreziositi dal gol su rigore e da un numero nel finale sventato da Rubinho. 6,5 Iezzo - Non è nuovo ai miracoli ma stavolta ne compie uno su Di Vaio che vale per due. Nulla può fare sulla fucilata di Leon. 6,5 Dalla Bona - Ingaggia una sfida personale con Juric, quando si sgancia non sempre riesce a scegliere il tempo, mostra i muscoli nella ripresa. 6 Cannavaro - Proporsi in appoggio non è il suo forte, meglio quando gli tocca chiudere su Di Vaio che a tratti si sposta nella sua zona. 6 Maldonado - Registra la difesa con il solito puntiglio, mostrando tempismo e determinazione. 6 Savini - Se la cava con autorevolez­za nel suo ruolo preferito: sul centro sinistra, a guardia di Adailton e poi di Leon. 6 Grava - Parte abbastanza contratto, frenato dalle incursioni di Botta e quando si scioglie mostra qualche imprecisione nei cross. Si sposta poi a destra. 6 Gatti - Non ha la personalità per orchestrare in cabina di regia, soffre Milanetto anche se cresce alla distanza. 6 Bogliacino - A disagio in avvio, stenta a trovare la posizione. Suo il calcio piazzato che costringe Rubinho ad una difficile deviazione in angolo. 6 Trotta - Si piazza sull’out destro ma guadagna raramente il fondo. 6 Reja ( allen.) - Presenta un Napoli piuttosto guardingo in avvio. Prova a liberarlo nella ripresa ma stavolta la dea bendata gli volta le spalle, il Genoa pareggia su calcio da fermo. Rullo - Avverte l’emozione della prima al San Paolo, 5,5 tra l’altro Gasperini gli piazza a guardia Marco Rossi che sa difendere ed anche attaccare e non riesce a brillare. 5,5 Bucchi - Gli riesce complicato trattenere il pallone e far salire la squa­dra. Precipitoso e poco concreto in zona gol. Sosa e Montervino sv. GENOA 7 Leon - Rileva Botta e realizza il gol del pari con una punizione magistrale. 6,5 Rubinho - S’avventura in un paio di uscite da brividi, s’allunga su Bogliacino, commette la frittata atterrando Calaiò e poi salva il risultato sempre su Calaiò 6,5 Milanetto - Lavoro di qualità e quantità a metà campo 6 Bega - Si limita prima a tenere a bada Bucchi, poi prende in consegna Calaiò. 6 Coppola - Presidia il centro destra con sufficiente disinvoltura. 6 Criscito - Deve vedersela con Cala­iò, cliente non facile, ma regge bene il confronto. 6 Di Vaio - Difetta di affiatamento con i compagni. Iezzo gli nega il gol e poi divora un’occasione d’oro. 6 De Rosa - Stavolta si sgancia meno ma regala sicurezza ai compagni della difesa. 6 Greco - Subentra ad Adailton e cer­ca di dialogo. 6 Gasperini (all.) - Coraggioso quando inserisce Leon e Greco nella ripresa. 5,5 Rossi - Si nota meno perché si sacrifica tanto. 5,5 Botta - Minaccia Grava in avvio ma affonda raramente sulla sinistra. 5,5 Juric - Si spegne alla distanza. 5 Adailton - Pochi spunti degni di nota. L’arbitro Paparesta 6,5 - Direzione di gara, autoritaria e senza sbavature.

 

IL SECOLO XIX - Leon ruggisce. Il Genoa fa paura al Napoli. Va sotto su rigore reagisce e sfiora la vittoria nel recupero. di Giovanni Ciolina. Napoli. Ruggisce il Leon, ma non è quello partenopeo. E’ honduregno, non “U Lione”. Arriva da Reggio Calabria, Totò forse non lo conosce neanche e pennella una magica punizione quando il buio sembra calare sui sogni rossoblu. Finisce in parità il big match della serie B: 11. Meritato, anche perché il Genoa confeziona almeno tre palle gol, contro le due del Napoli. Tutto negli ultimi 8 minuti. Un finale da vivere con il cuore in gola, senza respirare. Se il primo tempo non regala eccessive emozioni, la ripresa va un po’ meglio. Ma le occasioni sono inversamente proporzionali al gioco che diventa più spezzettato, condito di errori e le due squadre si allungano. Il Grifone prova a rovinare la notte del San Paolo, ci prova con un’ingenuità che regala il rigore a Calaiò e un tuffo intesta alla classifica per il Napoli. La storia però va riscritta a tre minuti dalla fine.Ed è storia piacevole, bella, con una conclusione che vale un punto, che fa classifica e morale. Velocità e cinismo, ma non certo spregiudicatezza. Gasperini deve aver pensato molto alla squadra da mandare in campo al San Paolo. Gioca la sua partita a scacchi con un assetto del Napoli che prevede un centrocampo folto e il regista (Gatti) arretrato. Pensa e ripensa ed ecco che dal cilindro dell’uomo di Grugliasco esce l’ennesima sorpresa. Non che «Gas Gas» non avesse avvisato, ma l’impiego di Botta, preferito a Leon, si dimostra ben presto scelta azzeccata. Per due motivi. Intanto il Grifone si schiera in maniera speculare ai padroni di casa, evitando spiacevoli e pericolose inferiorità numeriche, ma soprattutto il tecnico rossoblù fa compiere un paio di passi in avanti a Milanetto chiamato a tenere a bada Gatti. La mossa ha due risultati. Il partenopeo non riesce a trovare aria vitale, al contrario di Omar the Hannibal che in quel ruolo deve correre meno per rimanere nel cuore della manovra e quindi incide maggiormente. Fuori Leon e Greco, quindi, ma Botta ripaga a modo suo, con i fatti e non con le parole, alla fiducia concessagli del tecnico. Il suo primo tempo è da incorniciare, al pari di quello di Coppola. Il rosso mancino recupera decine di palloni e dà vita ad un pressing sulla corsia di sinistra al quale Grava e Cannavaro (del fratello dimostra di avere solo il cognome tanto che il pubblico di casa lo becca spesso) non riescono a districarsi. Il primo tempo perfetto riesce però solo in parte ai rossoblu che, se lasciano a Calaiò e Bucchi solo qualche tocco e una punizione all’ex perugino, da parte loro non riescono a rendersi pericolosi in fase offensiva. L’esordiente Di Vaio si libera due volte per il tiro, ma ad Adailton e compagni manca l’ultimo tocco, quello decisivo in grado di piegare il Ciuccio partenopeo. «Fratello Grifone che vinca il migliore » recita uno striscione nella storica curva B. Sentito, ma il pubblico di casa vuole vincere e spinge sull’acceleratore dei sentimenti. E’ carico il pubblico di casa. Spera che possa essere l’occasione buona. Serata dai buoni sentimenti con uno striscione per il presidente Preziosi che ha donato giocattoli ai bimbi di Fuorigrotta. Serata di festa, ma anche del ricordo: Claudio Spagna per i genoani, Mario Fiocco, ex autista in epoca maradoniana e deceduto la scorsa settimana. Il pubblico saluta con un’ovazione liberatoria la botta di destro di un deludente Bucchi a riprendere una ribattuta della barriera su punizione. Rigurgito di bile emotiva La ragnatela particolarmente alta e fitta del Genoa costringe però spesso il Napoli a lanci lunghi difficilmente giocabili dagli avanti locali e l’euforia iniziale, con i sessantamila spettatori a far ballare lo stadio, lascia spazio ad una fischiata collettiva quando l’ottimo Paparesta (gara comunque non difficile) decreta la fine del primo tempo. Il San Paolo esplode al rito propiziatorio iniziale degli azzurri a quello di Iezzo e al 31’ quando Rubinho devia in angolo una punizione mancina di Bogliacino. E’ l’unico sussulto di 45’ molto tattici, giocati meglio dal Genoa, ma non certo entusiasmanti. Gasperini lascia altre sorprese per la ripresa. Sei minuti e Leon rileva Botta, undici e Greco subentra a Adailton. Rivoluzione offensiva che porta frutti al 19’: Iezzo deve appellarsi a San Gennaro per respingere la battuta di Di Vaio a colpo sicuro. Miracolo, senza scioglimento del sangue. Sangue che si ghiaccia nelle vene di Rubinho due minuti su botta di Calaiò. Le squadre si allungano, qualche bottone salta nella cerniera di centrocampo e se la precisione viene a mancare spesso e volentieri è così possibile agitarsi per qualche occasione da gol in più. Di Vaio dimostra di non essere ancora riuscito a ripulire la ruggine della panchina monegasca quando al 25’ Greco gli serve una palla di sponda che chiede solo di essere buttata dentro. La conclusione è da dimenticare. Napoli si esalta quando Reja chiama El Pampa Sosa a rilevare Bucchi. Mix di emozioni: rabbia per vedere la squadra che non riesce a passare; speranza di vittoria. Fino alla sfogliatella confezionata con grazia da Stellini e Rubinho a Bogliacino. Rigore e San Paolo che esplode. Ma Napoli non aveva ancora fatto i conti con Leon.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6,5 Allunga le braccia e le mani diventano tenaglie: le palle alte non gli danno pensiero alcuno. Bravissimo sulla punizione che Bogliacino telecomanda a togliere la ragnatela dall'incrocio. Poi esce a valanga su Bogliacino, pur sapendo che da queste parti è ancora più pericoloso che altrove. Si farà perdonare dopo. BEGA 7 Segue le orme di Bucchi, raddoppia su Rullo e Bogliacino. Poi arriva Calaiò, e si immola per evitare che arrivi in porta: prende palla piena, l'arbitro fischia punizione dal limite e lo ammonisce pure. Encomiabile. DE ROSA 7 Per l'anagrafe è nato a Dusseldorf, ma sotto il Vesuvio il difensore-goleador sente aria di casa. Bucchi tende a decentrarsi permettendogli anche di contribuire in fase di impostazione. Di testa è un martello: sono tutte sue. CRISCITO 7 Contrariamente a De Rosa, è nativo della Campania ma - per formazione mentale e rigore -è un tedesco mancato. Gli tocca l'Arciere, cliente che esige un trattamento di riguardo e non glielo nega. ROSSI 7,5 Lo hanno clonato, ma è un segreto da custodire gelosamente; in campo i gemelli si sdoppiano: uno aiuta la difesa chiudendo e raddoppiando, l'altro va in percussione in attacco. Esce stremato (30' st Stellini 6, si fa trovare impreparato su Bogliacino e nel recupero colpisce la traversa). COPPOLA 6,5 In teoria il suo uomo è Bogliacino, in pratica corre ovunque. Con l'argentino in difficoltà, Reja decentra a sinistra Dalla Bona, senza che la mossa sortisca effetti apprezzabili. MILANETTO 6,5 Con Gatti è un confronto a tutto fosforo. Il Napoli gioca su ritmi altissimi, lui dimostra di poter abbinare ragionamento e dinamismo. Il suo soprannome non è forse Hannibal? Per spiegazioni domandare a chi ha subito il suo pressing. JURIC 6,5 Rispetto a Pescara, altro ruolo e altra prestazione: su Dalla Bona è una gara di grande abnegazione. Nulla cambia quando dalla sua parte arriva Bogliacino. Ammonito, salterà il Vicenza. ADAILTON 6 Stringe i denti nonostante la pubalgia. Si abbassa spesso per ricevere palla e vestire i panni del suggeritore (11' st GRECO 6: dà peso all'attacco, andando a puntare il fratello d'arte Cannavaro). DI VAIO 6,5 Dalla Nazionale alla serie B passando per lo scudetto con la Juve e l'esperienza internazionale fra Valencia e Monaco. È l'osservato speciale della serata. Il primo tiro piega le mani a Iezzo, ma finisce in angolo. Nella ripresa ha una ghiotta occazione che il capitano partenopeo devia d'istinto, poi è lui a sciupare. Comunque buona la prima uscita in maglia rossoblù. BOTTA 7 Fra i due litiganti - Leon e Greco - il terzo gode: è la mossa a sorpresa di Gasperini. Con una logica: serve ad evitare che i centrocampisti del Napoli si trovino in superiorità numerica. Non ci sarà il fascino esotico della novità, però è l'usato sicuro. Accorcia la squadra facendo il centrocampista aggiunto in fase difensiva, e si alza nel tridente in quella difensiva. Monumentale (6' st LEON 7: il Genoa si accontenta? Niente affatto: Gasperini lo mette per iscritto quando schiera l'honduregno. Gran gol su punizione). NAPOLI- IEZZO 6,5 Coreografico e plateale: già prima dell'inizio offre un lungo show personale al pubblico. Ricordate Higuita? Lo stile è poco più sobrio. A vedersi non dà granché sicurezza, però è efficace. CANNAVARO 6 Schiacciato dal fatto di essere il fratello del Pallone d'Oro: buon difensore, ma il confronto non regge e qualche volta il pubblico lo becca. MALDONADO 6 Per la prima volta da avversario dopo un'estate da involontario protagonista: all'Hotel Happy Stubai di Neustift c'è una stanza prenotata a suo nome ancora adesso, ma lui - approfittando della situazione - preferì alzare il prezzo. SAVINI 6 L'acquisto di Rullo e la contemporanea assenza di Domizzi lo fanno arretrare sulla linea dei difensori, che poi è la posizione che gli è più congeniale. GRAVA 6,5 Nasce terzino, Reja gli chiede di spingere facendo l'ala aggiunta per tenere Botta a distanza. E' uno dei più continui. DALLA BONA 6 Una parentesi in blucerchiato senza rimpianti reciproci: per lui non è una notte da derby. GATTI 6 Se fa il professionista a certi livelli deve molto ad Alessandro Gaucci, che lo ha scoperto e lanciato nel Perugia. Non riesce a frenare Milanetto. BOGLIACINO 6 Il suo diagonale di sinistro fece tremare la Juve, che poi ci mise una pezza. Stavolta mette i brividi su punizione, ma Rubinho gli dice no. RULLO 5,5 E' il rappresentante azzurro al gran ballo dei debuttanti ma si trova davanti Rossi in serata di grazia (17' st TROTTA: 6 ). CALAIO' 6,5 Doveva partire mezzo sinistro, invece si porta dalla parte di Criscito nel tentativo di mettergli pressione. Guizzi da giocatore importante. BUCCHI 5 Galleggia fra Bega e De Rosa per ritagliarsi lo spazio giusto: esce fra i fischi (SOSA 6). ARBITRO Paparesta di Bari 5: Sulla carta è una garanzia: molti direttori di gara si lasciano condizionare dall'ambiente. Regge abbastanza l'urto, ma vede male sul rigore che avrebbe potuto essere fatale per il Genoa. Rubinho e Rossi reclamano un fallo di mano di Bogliacino.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: il Genoa ha lo spirito giusto. Rossi contesta il rigore: «Inesistente, provocato da un loro fallo di mano. Se una squadra doveva vincere era il Genoa». di Giuliano Gnecco. Napoli. Edoardo Reja non avrà la qualità di far giocare bene la sua squadra, ma certamente ha il pregio dell'onestà: «Siamo stati assistiti anche dalla sorte. Non è stata una buona partita, abbiamo sbagliato molto». Aurelio De Laurentiis la mette sullo scherzo: «Se Nedved ha segnato nel recupero, ci sta che il Genoa abbia pareggiato nel finale; con questo gemellaggio era giusto il pareggio». Il rammarico è invece tutto dalla parte del Grifone, per una partita che si poteva vincere e si è invece rischiato di perdere. Intanto l'episodio decisivo: «La palla mi è rimbalzata davanti - racconta Rubinho -. Ho visto lì Stellini, ho fatto per togliere le mani, ma Bogliacino mi è caduto addosso». Marco Rossi è ancora più esplicito: «Non era rigore, riguardatelo bene. È inesistente perché provocato da un loro fallo di mano». Gian Piero Gasperini taglia corto: «Penso che il risultato sia giusto, perché una volta andati in svantaggio era poi difficile rimontare». In sintesi: il punto a Napoli va bene, ma c'è da mordersi le mani. Anche perché prima del rigore, il Genoa ha avuto più occasioni per portarsi in vantaggio. «Era in una buona posizione, ma ci sta che Di Vaio abbia sbagliato», lo giustifica Giuseppe Greco. Il quale però avverte: «Farò di tutto per essere titolare». Uno per tutti, tutti per uno. Perché questa è una partita giocata con il cuore, a grande intensità, sapendo anche soffrire. Soprattutto il centrocampo è stato inappuntabile in fase di filtro: «Molto bene, molto bravi - concorda Gasperini -. È un bello spirito. Forse abbiamo perso un po' di qualità in avanti, ma ho visto cose positive». Un esempio? La prestazione di Botta, l'arma a sorpresa nella gara del San Paolo: «Dovevamo affidarci alle cose certe - spiega il tecnico -. Non era la partita giusta per schierare troppi nuovi. Leon è importante, ma è appena arrivato. Il Napoli andava affrontato con chi ha fatto sei-sette mesi di lavoro con noi». Botta non ha tradito. E a Napoli si è esaltato pure Marco Rossi: «Alla fine ero un po' stanco - confida il capitano -. Loro mi attaccavano con Bogliacino e Rullo, io ho dovuto abbassarmi. Ma se oggi c'era una squadra che doveva vincere, quella era il Genoa. Peccato per le occasioni sciupate con Di Vaio». Gasperini, tuttavia, non se ne preoccupa: «Oggi siamo stati meno tecnici davanti - ribadisce -, però in questo mercato abbiamo aumentato molto il nostro potenziale offensivo. Fra le squadre di vertice siamo quella che ha cambiato di più. Abbiamo un po' sofferto sulle palle alte, però siamo stati molto bravi a chiudere il Napoli sulle fasce. Secondo me c'è un posto già assegnato, quello della Juve. Ha un organico tale, considerando anche la penalizzazione, che è difficile contrastarla. Per quanto espresso nel girone di andata, ritengo che la classifica sia veritiera, però dopo stasera sono convinto che Genoa e Napoli abbiano le qualità per arrivare almeno ai playoff. Sarà un bello sprint, un bel campionato. Poi qualcuno da dietro potrà anche inserirsi, ma dovrà fare una bella rincorsa. Marzo, con i turni infrasettimanali, farà una bella selezione». La squadra rientrerà a Genova in mattinata, chi non ha giocato si allenerà a Pegli, gli altri si limiteranno a una leggera sgambata: sabato c'è già il Vicenza e bisogna vincere.

 

IL SECOLO XIX - L' eurogol di Leon anticipato da Scarpi «Aveva intuito che avrei segnato» Di Vaio: «Peccato per i due errori». di Giovanni Ciolina. Napoli. Due esordienti in maglia rossoblù confezionano un gol e almeno due occasioni da stropicciarsi gli occhi e strapparsi i capelli. Entrambi hanno comunque il volto sorridente. Julio Cesar Leon, honduregno, si culla una punizione da una trentina di metri che ha le sembianze di una gemma incastonata in una notte che ormai era buia buia. Decide il match « e questo stadio - parole sue - non è un amuleto». Lo dice, e sembra convinto. Ma chissà se lo pensa davvero. Perché lui, Julio Cesar, quando vede le maglie azzurre del Napoli sembra trasformarsi in un toro che vede rosso. Già con la maglia della Reggina Leon aveva ruggito. «Già con la Reggina avevo fatto gol del genere», ammette appena messo fuori il naso dal lungo corridoio del San Paolo. «Sono tranquillo», ribadisce lasciando anche al suo volto la testimonianza di uno stato d'animo corrispondente alle apparenze. Sfila l'auricolare del telefonino e mostra, con un sorriso, tutta la gioia per il gol del pari ammettendo però di «poter fare meglio». In effetti, nei 38 minuti che Gasperini gli regala per mettersi in mostra, il nuovo arrivato non fa molto per farsi notare in positivo. Il tecnico lo richiama spesso, si infuria per almeno 3-4 palle perse malamente a centrocampo e per le difficoltà a ripiegare sugli avversari. «Ma - spiega - mi serve tempo per adattarmi agli schemi del Genoa anche se sono simili a quelli della Reggina». «In effetti il mister mi ha chiesto di tenere palla e di attaccare gli spazi - aggiunge Leon - E si poteva fare male al Napoli». E dopo aver tessuto le lodi per uno stadio «che ti ispira», il Leon del Grifone rivela un aneddoto: «Scarpi ha intuito che avrei fatto gol. Me o aveva detto». E il portierone, passandogli a fianco, sorride e gli ricorda quel particolare. Tutti si attendevano Marco Di Vaio ed invece la zampata è del compagno Leon. A dire il vero, l'ex monegasco l'occasione per fare piangere Napoli l'ha avuta «ma la troppa voglia di far gol mi ha tradito. L'ho colpito troppo bene quel pallone»è il ricordo di un destro tirato in curva A al 25' della ripresa da posizione invidiabile. «Avrei dovuto essere più sereno», aggiunge con il sorriso sulle labbra. Un amico gli chiede la maglia. «L'ho già promessa»è la risposta. Cortese. Di Vaio sa di aver fallito una grossa palla gol, ma nel bilancio della sua prima notte genoana c'è comunque un notevole lavoro sulla quantità. L'ex monegasco, infatti, infila due conclusioni nel primo tempo e deve mettere in conto anche«una prodezza di Iezzo pochi istanti prima del gol mancato». Insomma, non una passerella, ma la prestazione convinta di chi ha voglia di rienergere e guadagnare un ruolo da protagonista. Insomma, per Di Vaio l'importante era essersi e soprattutto farsi trovare pronto al momento della chiamata. Avrà tempo il bomber romano per ritrovare la via del gol e soprattutto non perdonare i portieri avversari.

 

LA REPUBBLICA - Di Vaio acerbo, Leon la magia Pari giusto, i rossoblù sfiorano il colpaccio in extremis con Stellini. di Gessi Adamoli. NAPOLI - Genio e sregolatezza, Julio Cesar Leon, proprio come ce lo si aspettava. Capace di fare (più volte) arrabbiare Gasperini perché si è intestardito in qualche dribbling di troppo o non ha fornito la copertura adeguata ai compagni, ma anche di giocate straordinarie. Come la punizione, alla Maradona viene da dire visto il contesto, che ha permesso al Genoa di acciuffare per i capelli una partita che assolutamente non meritava di meritava di perdere e che, anzi, avrebbe potuto vincere se Di Vaio non si fosse divorato due clamorose palle gol. La cornice di pubblico è straordinaria e tra i 60 mila del San Paolo con bagarini scatenati c´è una nutrita rappresentanza rossoblù. Per una volta i tifosi in trasferta non devono mimetizzarsi, tra Genoa e Napoli c´è un solido gemellaggio che resiste da 25 anni. Applausi del San Paolo anche al presidente Preziosi, abitualmente poco amato lontano da Genova, e perfino uno striscione: grazie per aver regalato un sorriso ai bambini di Fuorigrotta. Il riferimento è al dono natalizio (un tir di giocattoli) per i bambini del quartiere dove sorge lo stadio San Paolo. Difficilmente, però, nonostante gli auspici delle rispettive tifoserie, Genoa e Napoli riusciranno a salire a braccetto in serie A. Un posto sembra comunque già assegnato alla Juventus e allora c´è da battagliare in campo per assicurarsi la seconda promozione diretta e cercare di evitare i playoff. Gasperini decide di coprirsi e così nel ballottaggio tra Leon e Greco a godere è Botta. Fin troppo chiara l´intenzione di Gasperini che vuole un Genoa più coperto e prudente con Botta solo in linea teorica sulla linea di Adailton e Di Vaio, ma di fatto centrocampista aggiunto. A preoccupare Gasperini è soprattutto Grava che spinge molto sulla fascia. Botta ha l´ordine di non perderlo mai di vista e così, invece, di essere Grava a marcare Botta, è il giovane esterno rossoblù a fare il terzino. L´inizio è di studio, il Napoli che Reja vuole estremamente pratico e utilitaristico non rinnega nemmeno in questa occasione la sua indole attendista. E sordo all´urlo dei sessantamila del San Paolo che lo vorrebbero all´attacco, difende alle volte anche con nove uomini (naturalmente più il portiere) sotto la linea della palla. Ma il Genoa non cade nella trappola di lasciare spazi per le ripartenze di Bucchi, Calaiò e Bogliacino e così, quasi suo malgrado, il Napoli si trova costretto a fare la partita, palesando le ben note pecche in fase di impostazione. Ne viene fuori un primo tempo poverissimo di emozioni con Rubinho, impegnato soprattutto in uscite alte, che deve compiere una sola, vera parata. Un´unica parata anche per Iezzo, che devia in corner il tentativo dal limite di Di Vaio, andato al tiro dopo un triangolo stretto con Botta. Tattica del Genoa riuscita perfettamente se l´obiettivo era lo zero a zero. Il momento di Leon arriva al 7´ della ripresa. Prende naturalmente il posto di Botta, ma nel tridente offensivo rossoblù occupa una posizione anomala sistemandosi tra Di Vaio a destra e Adailton a sinistra. I tre titolari insieme giocano solo 5 minuti perchè al 12´ entra anche Greco, ma non per un Di Vaio ancora comprensibilmente non perfettamente inserito negli schemi di Gasperini. Ad uscire è Adailton alle prese con una pubalgia che ne limita il rendimento. Leon fa imbestialire Gasperini quando (14´) prova una maldestra conclusione da 30 metri invece che cercare un compagno, ma al 20´ inventa l´assist che smarca Di Vaio a pochi passi da Iezzo. Sembra gol fatto, ma l´attaccante genoano riesce a calciare debolmente di interno proprio addosso al portiere. Ma forse è ancora più clamoroso dell´errore del 25´. Questa volta il passaggio smarcante è di Greco, Di Vaio arriva in corsa e avrebbe anche la possibilità di fermare il pallone e prendere la mira. Invece va al tiro di prima intenzione, ma calcia clamorosamente alle stelle. Tra le due occasioni di Di Vaio un gran tiro di Dalla Bona dal limite con mira sbagliata solo di pochi centimetri. Entra Sosa e Gasperini fa ricorso a Stellini (per Rossi) proprio per contrastare l´argentino nel gioco aereo. Il gol di quella che sarebbe stata un´immeritata vittoria il Napoli lo segna su rigore a 7´ dal novantesimo, dopo che Rubinho in uscita ha travolto Bogliacino che però un attimo prima tocca la palla con un pugno. Trasforma Calaiò e per il Genoa sembra davvero finita. Ma Leon su punizione fulmina Iezzo (41´). Ancora qualche brivido nel finale con la difesa rossoblù incomprensibilmente distratta e con Rubinho decisivo prima, nel chiudere lo specchio in uscita su Dalla Bona, e poi sulla conclusione in mezza rovesciata di Cannavaro.

 

LA REPUBBLICA - Bega attento, Adailton soffre la pubalgia De Rosa distratto, Juric uomo ovunque, l´ex laziale spreca due assist preziosi. di Gessi Adamoli. Rubinho 6,5: nel primo tempo solo uscite in presa alta con gli avversari che poco cavallerescamente lo caricavano. Tanto lavoro invece nella ripresa con l´uscita che provoca il rigore (ma Bogliacino si aiuta con una mano) e le grandi parate nel finale su Dalla Bona e Cannavaro. Bega 6,5: attento e agonisticamente sempre in partita. Quando c´è il rigore, da capitano dovrebbe protestare e invece va lontano 40 metri forse per non lasciarsi scappare qualche parola di troppo. De Rosa 6: sbaglia un disimpegno e costringe Bega al fallo da ammonizione e viene da chiedersi anche dov´è, quando Rubinho è costretto ad uscire in maniera disperata su Bogliacino. Criscito 6: forse ha patito l´esordio nel suo San Paolo. Meno bello a vedersi di altre occasioni, ma comunque efficace. Rossi 6,5: meglio in fase difensiva che non in quella offensiva (pregevoli un paio di diagonali difensive). Viene sacrificato sull´altare dei centimetri, quando Reja butta nella mischia Sosa. Dal 30´ st Stellini 6: né lui né De Rosa presidiano il centro dell´area costringendo Rubinho all´uscita che causa il rigore. Coppola 6: tanta quantità, ma anche troppi passaggi sbagliati. Milanetto 6: prova a cucire la manovra, ma la condizione non è ancora al top. Juric 6,5: il soldatino di Gasperini è preziosissimo, sempre al posto giusto nel momento giusto. Ammonito salterà la partita con il Vicenza, ma questo è l´ultimo dei problemi: c´è Fabiano. Adailton 6: ha la pubalgia, ma stringe i denti. Cerca l´intesa con Di Vaio ma con risultati non sempre apprezzabili. Dal 12´ st Greco 6,5: grida vendetta l´assist che Di Vaio non riesce a sfruttare. Di Vaio 6: quei due errori clamorosi sottoporta non sono da lui. Ci vuole un pizzico di pazienza, va aspettato. Botta 6: la mossa con cui Gasperini cerca di sorprendere Reja. E diligente, ma la qualità di Leon è tutta un´altra cosa. Dal 7´ st Leon 7: non è il massimo per gli schemi di Gasperini, ma il pareggio del San Paolo porta la sua firma. Prima di quella punizione capolavoro aveva messo sul piede di Di Vaio una palla che andava solo spinta in rete.

 

IL GIORNALE - Rossoblù tutto cuore e geometria costringono il Napoli al pareggio di Federico Casabella. Si gioca al calor bianco nell'ultimo quarto d'ora tra Genoa e Napoli, per uno scampolo di partita non adatto ai deboli di cuore. Pareggio che può soddisfare la squadra di Gasperini che riesce a rimediare al vantaggio (su rigore) dei partenopei, dopo una gara ben giocata sotto l'aspetto tattico. Il Grifone riesce a controllare le fonti di gioco del Napoli a centrocampo lasciando pochi spazi alla manovra avversaria meritando il pareggio che vale l'aggancio al Mantova a 36 punti. Rubinho è bravo nel primo tempo al 30' su insidiosa punizione a girare di Bogliacino. Gasperini risponde con azioni di rimessa che partono sulla destra con Juric e sfruttano gli inserimenti di Adailton e Di Vaio. Nella ripresa il Genoa in contropiede crea le occasioni migliori con Di Vaio, al 64' bravo a chiudere un triangolo con Leon su cui è provvidenziale Iezzo, e al 70' con una tiro dal limite che finisce alto. All'83' pasticcio in area Rubinho-Stellini, Bogliacino ne approfitta e viene steso dal portiere: rigore che Calaiò realizza. Passano 3 minuti e Leon sorprende Iezzo con una straordinaria punizione per l'1-1. Al 93' clamorosa traversa di Stellini che sfiora la beffa. RUBINHO 6,5: prestigioso intervento su calcio piazzato di Bogliacino. Incertissimo sull'episodio del rigore salva il risultato due volte negli ultimi quattro minuti. BEGA 6: ammonizione (da discutere) per un intervento su Calaiò, gioca con prudenza per evitare la seconda sanzione. DE ROSA 6: non deve fare gli straordinari vista l'impalpabilità di Bucchi e Calaiò. Bravo negli anticipi, è utile anche quando Grava si spinge fino a fondo fascia: non gli scappa mai. CRISCITO 6,5: attento e pulito su ogni intervento dimostra qualità e disinvoltura non comuni per un ragazzo così giovane. ROSSI 6: ordinato, gioca sulla linea del centrocampo senza avanzare troppo per non scoprire la squadra. Tenta un paio di incursioni sulla fascia senza esito. (dal 75') STELLINI 5,5: pasticcia con Rubinho nell'occasione del rigore, poi a tempo scaduto colpisce la traversa. COPPOLA 6: Gasperini mette lui e Milanetto a chiudere il gioco del Napoli. Il loro lavoro è prezioso e contribuisce in modo determinante a bloccare la manovra azzurra. MILANETTO 6,5: vale il discorso fatto per Coppola. Bloccando Bogliacino e Gatti la squadra di Reja non riesce a servire Calaiò e Bucchi isolati in attacco. JURIC 6: dai suoi piedi partono le rare azioni di rimessa del Genoa. Tanta corsa, gli manca un pizzico di precisione. Dalla sua parte non riesce a limitare l'avanzata di Paolo Cannavaro che tenta invano cross dalla trequarti per le punte: visti i piedi del fratello d'arte sembra aver risparmiato del fiato. ADAILTON 5,5: lo abbiamo visto in giornate migliori, ma risente dell'andamento fiacco della gara. Controllato molto bene da Maldonado, ha pochi spazi e risente della scarsa condizione fisica. (dal 56') GRECO 6: bel diagonale con cui sfiora il 2-1 al 90'. DI VAIO 5,5: perché ritrovi la forma ci vorrà ancora del tempo. L'intuizione e la classe non le ha perse, lo si vede in un paio di azioni. Butta al vento nell'occasione successiva il gol del possibile vantaggio. BOTTA 6: solito giocatore generoso corre avanti e indietro sulla corsia di destra, ma più che il terzo in fase offensiva sembra un centrocampista aggiunto. (dal 51') LEON 7: la punizione dell'1-1 vale una gara intera. Risolleva una partita. GASPERINI 6,5: tappa il buco della serratura e le chiavi del gioco napoletano non entrano. Ottimo punto per la volata promozione.

 

   

 

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