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CAMPIONATO 2007-08 | Cronache Partite | Tabellini | Immagini | Giocatori | Calendario | |
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Reti: 12' Cannavaro (aut), 52' Domizzi (rig), 89' Sculli. Napoli: Gianello, Cupi (33' Hamsik), Cannavaro, Domizzi, Garics, Blasi, Gargano, Bogliacino (62' Sosa), Savini, Lavezzi, Zalayeta (74' Calaiò). (Del Giudice, Grava, Contini, Montervino). Allenatore: Reja. Genoa: Scarpi; Konko, De Rosa, Lucarelli; Bovo, Juric, Paro, Milanetto (60' Coppola), Danilo (85' Papa Waigo), Leon (54' Sculli), Borriello. (Lanza, Rossi, Ghinassi, Di Vaio). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Pierpaoli di Firenze. Ammoniti: Savini, Bovo, Lucarelli, Blasi, Gargano, Scarpi, Borriello, Garics. Note: Partita giocata a porte chiuse per fatti avvenuti in Napoli - Livorno.
Di ritorno da un San Paolo a spalti completamente vuoti il Genoa trasporta con se 3 punti d'oro difficilmente pronosticabili alla vigilia. Un Napoli lanciato verso i quartieri alti si trova davanti una difesa impenetrabile e un attacco micidiale e spietato nel concretizzare le occasioni sotto porta. Il Grifone privo di tre elementi per la difesa (Bega, Masiello e Santos) scende in campo con il 4-4-2 della partita casalinga contro l'Udinese con Scarpi e Juric che prendono il posto dello squalificato Rubinho e di Coppola. Konko assume il ruolo di terzino destro in cui si era ottimamente destreggiato mercoledì mentre all' attacco sono riconfermati Leon e Borriello. assente anche Fabiano il suo ruolo viene ricoperto ottimamente da Danilo. Reja risponde a Gasperini con un 3-5-2 con la vecchia conoscenza rossoblù Lavezzi e l'ex juventino Zalayeta come punte. I tre della difesa, Cupi, Cannavaro e Domizzi sono tutti protagonisti del campionato azzurro passato. Le novità per i partenopei sono a centrocampo dove troviamo l'altro ex juventino Blasi e l'uruguayano Gargano mentre Hamsik viene lasciato riposare in panchina. 01’ Sulla sinistra Danilo ruba palla e verticalizza per Borriello che può involarsi da solo verso la porta ma è in fuorigioco. 04’ Fallo su Lavezzi. La punizione è un tiro cross che Scarpi in uscita coi pugni allunga in angolo. 06’ De Rosa per 2 volte consecutive con perfetti interventi in scivolata porta via la sfera sui piedi degli avversari. 09’ Dalla distanza Lavezzi prova con un tiro rasoterra, la palla smorzata dal tocco di un difensore rossoblu arriva a Scarpi che la blocca a terra senza problemi. 10’ Sulla sinistra scambio tra Lavezzi e Gargano, l’uruguagyo entra in area e cade ma stoppando male la palla col petto aveva rimediato aggiustandosela col braccio. 11’ Sulla destra Konko mette palla a Leon che giunto sul fondo crossa basso e teso verso il primo palo. Cannavaro in scivolata anticipa Borriello, pronto come un falco alla deviazione, ma insacca alle spalle del sorpreso Gianello. 12’ Errore di Cupi che consegna palla a Borriello. Dai 25 metri l’attaccante rossoblu non perde tempo e spara a rete costringendo il portiere azzurro alla presa in due tempi a terra. 15’ Il Napoli pressa, dopo un prolungato tentativo di trovare un varco spione un traversone in area per Zalayeta che in buona posizione ma spalle alla porta stoppa ma prima che la sfera tocchi terra viene spazzata via da un genoano. 16’ Leon fa filtrare centralmente per Konko che potrebbe avere davanti a se il solo portiere ma non aggancia la palla e Cannavaro può così intercettarla e passarla indietro a Gianello. 17’ Konko per Leon, traversone respinto di testa verso il lato sinistro dove Danilo poco fuori area spara non di molto alto sulla trasversale. 19’ Splendida girata per Leon per la ripartenza di Konko che sulla destra supera in velocità Savini che lo stende. Ammonizione per il napoletano. 20’ Accelerazione di Lavezzi sulla sinistra. Bovo cerca di contrastarlo poi poco fuori area lo mette giù. Cartellino giallo per il difensore genoano. Garic mette in area e Cannavaro di testa manda alto. 21’ Neanche un minuto e Lavezzi con un'altra accelerazione centrale cerca di passare tra Bovo e Lucarelli che lo mette giù poco prima dell’ area. Altra ammonizione per i rossoblu. Domizzi scarica un rasoterra sulla barriera che respinge. 25’ Borriello filtra in area per Leon che di tacco all’ indietro cerca di servire Paro. Domizzi anticipa ma il suo tentativo di spazzare via rimbalza pericolosamente sul genoano e Gianello deve intervenire per bloccare la palla. 27' Passaggio filtrante di Milanetto per Borriello che defilato a sinistra gira in diagonale in porta ma Gianello blocca a terra. 29’ Zalayeta serve Gargano che dalla distanza spara alle stelle. 30’ Leon sulla sinistra vede il suo traversone ribattuto in angolo. Lo stesso Honduregno batte il corner a girare in porta ma Gianello sul primo palo è pronto ad agguantare la sfera. 31’ Milanetto fa filtrare sulla sinistra a Borriello che con un diagonale rasoterra impegna l’estremo azzurro alla presa a terra. 32’ Il Napoli in palese difficoltà cerca riparo, Reja inserisce Hamsik al posto di Cupi. 36’ Il nuovo entrato sulla fascia sinistra mette all’ indietro quasi sul dischetto del rigore per l’accorrente Lavezzi che spara di poco alto sopra la traversa. E’ l’azione più pericolosa del Napoli nel primo tempo. 41’ Konko avanza sulla destra e mette palla all’ indietro per Borriello che è troppo in anticipo sulla palla che sfila via attraversando l’area. 46’ Contropiede del Genoa 2 contro due, Borriello sulla sinistra aspetta l’inserimento di Leon in area ma viene stoppato. Ritornato sulla palla conquista un angolo. Il primo tempo finisce con il Genoa meritatamente in vantaggio, le azioni ripetitive del Napoli vengono sempre fermate all’ ingresso dell’ area di rigore. Il solo Lavezzi e, per questo spezzone di tempo, Hamsik sono sembrati in grado di aggiungere un po’ di fantasia agli attacchi napoletani. Danilo sulla sinistra scodella a centro area dove un errato tocco difensivo fa impennare la sfera. Borriello interviene in semirovesciata e Gianello blocca sulla sua destra in tuffo. 48’ Hamsik avanza sulla sua sinistra accentrandosi. Palla a Zalayeta che girandosi supera il suo controllore ma Bovo raddoppia la marcatura e respinge il tiro del napoletano che a traiettoria a campanile finisce in corner. 51’ Lavezzi tenta centralmente l’entrata in area genoana passando in mezzo a Konko e De Rosa. Mezzo metro, ma mezzo metro prima dell’ area De Rosa col braccio spinge l’argentino che nello slancio finisce il suo volo in area. L’arbitro aspetta dieci secondi e cosa fa…..dà un rigore inesistente al Napoli. Domizzi trasforma mettendo rasoterra a sinistra a fil di palo con Scarpi che si dirige a destra. 54' Il Napoli spinge e Gasperini inserisce Sculli, capace di coprire di più, al posto di Leon visibilmente affaticato. 59' Tiro cross di Bogliacino abbondantemente distante dalla porta. 60' Seconda sostituzione rossoblù, esce Milanetto ed entra Coppola. 62' Reja estrae dal cilindo la mossa che dà il là alla vittoria del Grifone, Napoli a tre punte con l'ingresso di sosa a sostituire Bogliacino. Ora il Genoa è quasi sempre in superiorità numerica a centrocampo. 63' Una palla ribattuta arriva a Hamsik che sulla sinistra controlla superando Konko e avanza. Poco fuori area spara un diagonale a mezz'altezza che Scarpi in tuffo allungando una mano devia alzando al di sopra la trasversale in angolo. E' l'azione più pericolosa del Napoli nel secondo tempo. 64' Dal corner la palla viene messa fuori area di testa, Lavezzi rasoterra tenta il diagonale ma Scarpi para in due tempi a terra. 65' Punizione di Juric per Paro che mette indietro per Sculli che libera al tiro Coppola che però manda da fuori area altissimo. 70' Errore difensivo, Zalayeta pennella in area ma Sosa di testa colpisce fiacco mandando la palla in braccio a Scarpi. 72' Errore napoletano, Garics serve indietro Gianello che per poco coi piedi rinvia addosso a Juric davanti alla porta. 74' Sostituzione Napoli, Zalayeta negli spogliatoi e Calaiò in campo. 82' Traversone di Lavezzi che sfila in area con Konko che sul secondo palo mette in corner. Calaiò di testa manda altissimo. 85' Ultimo cambio per Gasperini, Papa Waigo subentra a Danilo. 87' Blasi mette giù Sculli che stava servendo Papa Waigo liberissimo a destra. Ammonito il napoletano. 89' Lancio in area a sinistra per Borriello, il suo primo tiro viene contratto da un difensore in scivolata ma il genoano continua l'azione e mette un traversone all' indietro al centro. Sculli liberissimo colpisce di testa e piazza la sfera alla sinistra di Gianello che l'accompagna con lo sguardo in fondo alla rete. 90' Ammoniti Borriello e Garics che si scambiano le loro opinioni. 91' Ammonito Scarpi per perdita di tempo su una rimessa dal fondo. 92' Garics viene ammonito per aver alzato troppo la gamba su Sculli che rimane a terra. La palla messa in area sulla sinistra arriva a Borriello che con l'avversario addosso gira in porta ma la palla deviata finisce in angolo. 93' Rimessa laterale per il Genoa, la battuta è per Borriello che poco prima di entrare in area dal lato destro viene steso quasi sulla riga. Akaiaoi
LE PAGELLE di Akaiaoi - SCARPI 6.5: Qualche piccola sbavatura nelle uscite ma si fa trovare sempre pronto nelle poche occasioni in cui il Napoli vede la porta. Una grande risposta su un diagonale di Hamsik. Nulla può sul rigore a fil di palo di Domizzi. Konko 6.5: Cambiano col tempo gli avversari da marcare ma non cambia il risultato, non gli lascia alcun spazio. Ancora qualche errore nei passaggi in avanti ma le sue ripartenze mettono sempre in difficoltà gli avversari ed in un occasione Savini è costretto a fermarlo con le cattive. Dà il là all' azione di Leon per il vantaggio Genoano. De Rosa 7: Problemi a non finire per lui ad inizio campionato ma quando entra in campo è un grande, sempre in anticipo sugli avversari, in scivolata o di testa sempre impeccabile. Viene preso una volta in velocità da Lavezzi e lui nel momento giusto lo spinge con un braccio. L'arbitro gli fischia contro un rigore inesistente. Lucarelli 6,5: Zalayeta trova un muro davanti a sè. Una sola volta in difficoltà quando deve fermare fallosamente quasi sulla riga l'avanzata di Lavezzi. Un Napoli poco convincente butta palle in area e lui è sempre pronto alla respinta. Bovo 6.5: Gli tocca il compito più difficile, oltre al resto gli tocca arginare le avanzate di Lavezzi. L'argentino arretra il suo raggio d'azione cercando di partire da lontano per sfruttare al meglio la sua velocità. Gli riesce una sola volta quando Bovo deve stenderlo e prendersi il cartellino giallo. Juric 6: Messo di fronte a Bogliacino come sempre gioca la sua partita con grinta e volontà. Gioca un infinità di palloni ma questa volta sbaglia alcuni passaggi di troppo forse per troppa convinzione o per stanchezza. A volte dovrebbe conservare un pò di più la palla. Paro 6,5: Come con l'Udinese non si fa notare per spunti notevoli ma tiene unito il centrocampo toccano innumerevoli palloni. Anche al San Paolo non sbaglia quasi mai un passaggio. Milanetto 6: Inizia bene, dà una bella palla filtrante in area per Borriello, è certamente una prova migliore rispetto a quelle precedenti ma alla lunga va in sofferenza e deve uscire. (60' Coppola 6,5: Entra in campo quando il Napoli ha appena pareggiato e spinge in avanti alla ricerca dei tre punti. Reja mette una punta in più e il centrocampo rossoblù con la sua aggiunta e quella di Sculli coi minuti guadagna sempre più spazio e il Napoli si spegne). Danilo 6.5: Fa un enorme lavoro di copertura, appena arriva la palla da quelle parti passa al raddoppio di marcatura sull' avversario. In fase offensiva anche questa volta prova a trovare la porta ma sarà per la prossima. (85' Papa Waigo Sv: Poco tempo ma s'intravede che la sua velocità mette in imbarazzo chi deve tenerlo d'occhio e di fatti sul gol Sculli è liberissimo al centro dell' area). Leon 6.5: Va via sulla fascia che è una meraviglia servendo sui piedi di Borriello, anticipato da Cannavaro, l'assist del vantaggio. Sempre presente nelle azioni pericolose del Genoa anche oggi sfoggia colpi di tacco e altre giocate da gran giocatore. (54' Sculli 7: Dopo la lunga squalifica e alcune gare giocate non al meglio una prova veramente convincente del rossoblù. Per lui vale il discorso di Coppola, pensa a bloccare il centrocampo napoletano e appena può si avvicina alla porta avversaria facendosi trovare, ad un minuto dal termine, pronto all' appuntamento col traversone di Borriello). Borriello 6.5: Se non era per l'intervento di Cannavaro andava in rete anche questa domenica. Pennella il traversone che Sculli trasforma nel gol vittoria e durante i novanta minuti vince il novanta per cento dei contrasti con i difensori napoletani. Spalle alla porta quando protegge la palla e aspetta che i compagni salgano non riescono mai a portargliela via. GASPERINI 7,5: S'infuria sul rigore concesso al Napoli che rischia di rovinare una partita tatticamente perfetta. Blocca le fonti di gioco Napoletano con Konko, Juric e Danilo poi quando il Napoli mette in gioco le 3 punte risponde con Coppola e Sculli riportando a favore rossoblù il centrocampo. In attacco insiste sulla coppia Borriello-Leon con l'Honduregno che spazia per il campo. Meglio di così. nAPOLI - Gianello 5.5, Cupi 5 (33' Hamsik 6.5), Cannavaro 5, Domizzi 6.5, Garics 5.5, Blasi 6, Gargano 6.5, Bogliacino 6 (62' Sosa 5.5), Savini 6, Lavezzi 6.5, Zalayeta 5 (74' Calaiò 5.5). Arbitro - Pierpaoli 5 : Chissà se prima della fine del campionato per sbaglio qualche arbitro si sbaglia e così facendo non sbaglia. Sei partite e sei episodi sfavorevoli al Genoa. Questa volta non c'era rigore perchè il fallo è avventuto mezzo metro fuori dall' area.
TUTTOSPORT
- Napoli s’inchina al Genoa nel
silenzio del San Paolo.
Napoli senza pubblico e punti: impresa del Genoa nel segno della concretezza.
Sculli squarcia il silenzio. Primo gol dopo la squalifica: « Con questa rete mi
lascio tutto alle spalle». I partenopei, disorientati dalle scelte tattiche di
Gasperini, rimediano su rigore (Domizzi) all’autogol di Cannavaro, ma subiscono
nel finale il 2-1. Reja: «Loro bravi e fortunati». di Angelo Rossi. NAPOLI. La
legge del gemellaggio stava per generare il solito pareggio. E così sarebbe
finita se il Napoli non avesse confezionato il suicidio con le proprie mani.
Mica perché non si stava accontentando del pareggio. Questo no: giocando in casa
ed esercitando un notevole dominio territoriale, ci sta mettere dentro i tre
attaccanti e provare a vincere. Quello che non va è la sciagurata gestione dei
minuti e dei palloni finali: troppo “molli” su un possesso palla, così finisce
che la difesa meno battuta del campionato regali a Borriello e Sculli l’ultima
azione, quella decisiva, che vale tre punti. «Bravo il Genoa ma non mi sento di
fare i complimenti perché è stato solo fortunato: un tiro, due gol. Per noi
questa partita è cominciata male per via di quattro individui (in realtà il
tecnico usa un’espressione molto più pesante, ndr) che ci hanno costretto alle
porte chiuse e finita peggio per quella maledetta disattenzione nel finale»,
l’analisi sul fronte napoletano viene fatta da Reja. C’è del vero, perché già un
pareggio poteva stargli stretto, immaginate una sconfitta. Ma bisogna anche dire
che il Genoa ha interpretato meglio il pregara, cioè quando si è trattato di
fare la formazione. Aspettavamo il tridente, invece Gasperini per non dare punti
di riferimento in attacco, rinfoltisce il centrocampo. Il risultato è che il
Napoli si trova ad avere un difensore in più (Cupi) che vaga per il campo,
mentre avrebbe bisogno di maggiore sostanza in fase di filtro e di impostazione
del gioco. Eppure il Napoli disputa un buon primo tempo. Va sotto per colpa di
una maldestra deviazione di Cannavaro, ...abile nel tap-in su iniziativa di Leon
a destra, ma nella porta sbagliata. Lo sfortunato tentativo di anticipare
Borriello inganna Gianello e così la difesa riprende a incassare gol dopo
quattro turni. Gasperini schiera Leon in linea con Borriello, anzi spesso l’honduregno
parte alle spalle del centravanti e quando schizza tra le linee dà fastidio. La
mossa sorprende Reja che intorno alla mezz’ora rivede le proprie scelte. Fuori
Cupi e dentro Hamsik, al quale era stato concesso un po’ di riposo. Rimontare
contro una squadra bene assestata non è impresa facile, i liguri tamponano bene
a centrocampo e sono veloci nelle ripartenze. Lavezzi ha qualche spunto buono,
gioca però troppo distante dall’area avversaria. Due soli guizzi partenopei nei
primi 45’ dalle parti di Scarpi: una capocciata di Cannavaro e un destro di
Lavezzi, conclusioni alte di poco. Saggio amministratore di un vantaggio piovuto
dal cielo, l’undici genoano fa di tutto per meritarselo. Niente da dire in
quanto a organizzazione di gioco, considerate anche le numerose assenze: gira
bene la palla fino alla trequarti, e davanti ha un Borriello in giornata-sì che
manda in tilt Cannavaro. La pressione azzurra viene premiata a inizio ripresa.
Fallo da rigore di De Rosa su Lavezzi, non proprio solare. «Questi rigori che
ci fischiano contro mi fanno girare le scatole. Non c’era fallo, ho visto bene
dalla panchina, l’argentino ha simulato e andrebbe punito» accusa Gasperini
negli spogliatoi. Comunque, Domizzi pareggia e il Napoli ci crede ancora di più.
Lo si capisce quando Reja piazza i tre attaccanti (Lavezzi, Sosa, Calaiò) in
posizione di sparo. La panchina genoana risponde con Sculli e la sfida sulla
scacchiera premia il Grifone. E proprio Sculli va in gol, dopo undici mesi e una
squalifica che lui ritiene ingiusta. «Ma basta con questa storia, il gol
significa lasciarsi tutto alle spalle e ripartire», gioisce il rossoblù. Il
Napoli resta di sasso: voleva vincere, meritava il pari, resta a mani vuote.
CORRIERE SPORT
- Un Napoli smarrito ferma la sua corsa nel S.Paolo fantasma.
Sculli premia il Genoa a pochi secondi dalla fine. di Rino Cesarano. NAPOLI -
Una gara nata male e finita peggio per il Napoli. Dopo la conferma delle porte
chiuse da parte della Corte di Giustizia federale, anche una sconfitta, la
seconda in casa del campionato, che brucia oltremisura per il modo in cui è
scaturita: ad un minuto dal termine, la difesa partenopea, impenetrabile per
quattro gare di fila, si distrae inopinatamente lasciando colpire di testa il
neo entrato Sculli che sigla il due a uno regalando al Genoa la prima vittoria
esterna in serie A ed il primo gol fuori casa. Punizione eccessiva per i padroni
di casa, un cadeau insperato per i liguri che riescono così a confermare il
trend positivo ed a rialzarsi in classifica. Va subito detto che è stata una
partita di calcio a dir poco anomala. Senza pubblico sugli spalti, diversi
calciatori, e a tratti anche l’arbitro, hanno peccato di concentrazione ed
applicazione. Ne hanno risentito soprattutto i padroni di casa, costretti anche
a rimontare per un autogol di Cannavaro dopo dodici minuti di gioco: cross teso
dalla sinistra di Leon ed il difensore nel tentativo di evitare l’intervento di
Borriello devia il pallone nella propria porta. Tutto potevano ipotizzare i
partenopei tranne che perdere l’imbattibilità dopo 403' su un autorete di
Cannavaro junior, uno dei migliori in questo avvio di stagione. Il Napoli ha
cercato di rimediare anche senza quella spinta inesauribile che di solito arriva
dagli spalti. Ma si è scoperto senza idee e senza nerbo. Come se il motore si
fosse inceppato di colpo. Troppo poco affidarsi ai guizzi del solo Lavezzi, per
giunta egoista all’eccesso. Né Bogliacino, schierato al posto di Hamsik,
riusciva mai ad illuminare la manovra sulla trequarti. Dal suo canto, il Genoa,
disegnato da Gasperini in maniera quasi speculare all’avversario, aveva vita
facile a chiudere gli spazi già a centrocampo potendo contare su Milanetto
schierato inizialmente tra le linee al posto di un attaccante. Evidente il
disegno dei liguri: imbrigliare il Napoli in cabina di regia e cercare
soprattutto di non subire, affidando a Borriello e Leon eventuali azioni di
alleggerimento. Alla mezzora Reja ha tolto Cupi per inserire Hamsik. E qualcosa
di meglio si è cominciato ad intravedere. Nella ripresa, il Napoli ha cominciato
a premere con determinazione e dopo cinque minuti Lavezzi ha costretto De Rosa e
Konko ad ostacolarlo in area di rigore. L’arbitro ha atteso prima di fischiare
il penalty, forse il segnale acustico dell’assistente. Non così plateale
l’intervento di De Rosa, la caduta in area di Lavezzi sì. Dal dischetto è andato
Domizzi che di sinistro ha trafitto Scarpi. A pareggio acquisito il Napoli ha
cominciato a credere nella vittoria. E qui, per eccedere, Reja ha tolto
Bogliacino per Sosa poi Zalayeta per Calaiò. E Gasperini che aveva già fatto
entrare Sculli, dava spazio anche a Coppola a centrocampo e a Papa Waigo in
attacco. Ma solo una bambola della difesa partenopea poteva incanalare la strana
gara del San Paolo verso una vittoria dei liguri. E nel finale prenderà
un’ammonizione anche Blasi che, diffidato, salterà l’Inter.
IL SECOLO XIX -
Sculli raccoglie l’oro di Napoli.
I rossoblù solidi e compatti difendono il vantaggio dopo il regalo di Cannavaro. Rigore
dubbio poi il colpo finale: 2-1. di Giovanni Ciolina. NAPOLI. Sarà brutto il San
Paolo così spoglio e mai così grande come quando i ventidue in campo li vedi
piccoli piccoli e quella decina di stewards presenti sulle tribune non aiutano
certo a farli diventare giganti come invece riesce la curva B. E’ un altro
calcio e anche il minimo urlo dalle tribune sembra dar fastidio. Senti le
imprecazioni di Gasperini, il rumore sordo delle scarpe bullonate che picchiano
sul pallone, le chiamate del fuorigioco. «E’ la sconfitta del calcio» sottolinea
il vice presidente Giambattista Pastorello, ma il pomeriggio rossoblu è
splendido. Troppo importante la vittoria, troppo grande la gioia per un
risultato inatteso e che negli spogliatoi viene festeggiato dai protagonisti. Il
Grifone vola sulle teste dei “fratelli partenopei”. Prima del fischio d’inizio è
festa fuori dal San Paolo. Vince il Genoa (2-1) e la sua classifica si fa
meravigliosa, se si pensa che fino a sette giorni fa qualcuno parlava di
allenatore in bilico e di una squadra brutta a vedersi: due vittorie ed è
cambiata l’aria. I commenti erano trancianti: non si può giocare così, si
rischia troppo. Gasperini mette a tacere tutti con lezioni di tattica pura.
«Poteva starci anche il pari» ammette Pastorello, ma la vittoria è più bella
assai. E se in campo il Genoa non regala una prestazione straripante come quella
di mercoledì con l’Udinese, il tecnico Gasperini incassa un’altra, l’ennesima,
qualità di questa squadra: l’opportunismo, il cinismo. Gasperini azzecca
l’undici iniziale e i cambi. E’ suo lo scacco matto all’amico Reja e regala al
Genoa la gioia di una storica vittoria al San Paolo. Bisogna cominciare dalla
prima fase,dalla preparazione della gara,per trovare l’origine del capolavoro
napoletano. I due tecnici danno vita a una partita a scacchi nella quale la
prima mossa – che risulterà decisiva – la fa Gasperini. Il camaleonte rossoblù
si posiziona con cinque elementi a centrocampo e soprattutto Milanetto in
posizione avanzata a contrastare Gargano e con il compito di far ripartire
l’azione. Meccanismo che funziona fino a quando Milanetto non si fa schiacciare
all’indietro. Di fronte a due assetti speculari, però, il risultato è di una
partita blindata, monotona, che il silenzio di Fuorigrotta non aiuta certo a
decollare. Il gol, o meglio l’autogol di Cannavaro preoccupato del
sopraggiungere del granatiere Borriello, impone a Reja la seconda mossa. Forse
scontata, forse azzardata. Il Napoli prova ad accelerare, inserendo Hamsik a
centrocampo, avanzando Bogliacino e dirottando Lavezzi a destra. Tridente,
quindi, con Gasperini che arretra Konko a prendersi cura di Bogliacino. Ti
aspetti Lavezzi e sotto certi aspetti lo trovi. Soprattutto quando parte in
velocità l’argentino diventa incontenibile e Bovo deve aggrapparcisi per
fermarlo. Zalayeta, là davanti è una quercia in grado di abbinare forza e
classe,ma la difesa del Genoa «è più equilibrata e solida» è anche l’uruguagio
napoletano trova un solo spunto nella ripresa, ma lo spreca. Che bello è Tano De
Rosa in versione guerriero. La vera anima di questo Ciuccio risulta Blasi,
scuola juventina e desiderio estivo genoano. E’l’uomo ovunque della formazione
di Reja, si sacrifica a tessere offensive e ripiega quando gli avversari puntano
l’area di Gianello. Si becca anche un giallo per un recupero su Sculli. Ma il
vero gioiello di giornata, «uno babà», risulta essere un calabrese dal sorriso
contagioso e da una carriera costellata da ostacoli. Beppe Sculli non segnava
dal 21 ottobre 2006, con il Cesena in casa. In mezzo ci sono stati diecimesi di
inattività, due processi e tanta amarezza. A Napoli la sua cabeza pelata infilza
Gianello con una precisione da chirurgo, quando al cronometro manca un solo giro
al 90’: «E’ andata bene. Quando ce vò, ce vò». E lui l’eroe di giornata. E’
Sculli l’uomo partita, ma Borriello partecipa giustamente alla festa. Super
Marco sperava forse di continuare il filotto di gol e qualche volta si lascia
andare a eccessivi personalismi, ma un attaccante è così: egoista. Borriello per
lunghi tratti della sfida si carica il reparto sulle spalle e va “a fare a
botte” con Cannavaro, Garics e Domizzi senza risparmio di energie. Sculli chiude
i conti, ma Borriello fa tutto bene in precedenza. E la pennellata dalla fascia
è un invito a nozze. Sculli, appunto.E’ proprio lui l’asso nella manica del
Grifone raggiunto su rigore, che le immagini televisive confermeranno
inesistente. Gasperini cambia ancora. «Ci mancava lucidità e forza nelle
ripartente» ed allora scocca l’ora di Sculli che rileva un Leon interessante
nella prima frazione, ma che alla lunga va in difficoltà. Adesso si potrà dire
«chissà cosa sarebbe successo se le cose fossero andate male? ». A posteriori è
sempre facile trarre conclusioni, ma è il momento che il popolo rossoblu cominci
a vedere il bicchiere pieno, e non solo mezzo pieno, perché questa squadra «sta
crescendo, pur avendo ancora tanti margini». Gasperini è convinto che il Grifo
«si possa esprimere ancora meglio in futuro». La sfida con il Cagliari di
domenica è alle porte. E la panchina di Di Vaio potrebbe essere finita.
IL SECOLO XIX
- Scarpi missione compiuta, Di Vaio si prepara.
Il portiere lascerà il posto all'amico Rubinho, l'attaccante è pronto a
rientrare. Ieri è stato come un allenatore aggiunto. di Giuliano Gnecco. Napoli.
L'ex (e prossimo) panchinaro da una parte, l'ex (e prossimo) titolare
dall'altra. Alessio Scarpi e Marco Di Vaio; per la serie: destini incrociati.
Dato in comune: due uomini spogliatoio. Scarpi al San Paolo ha dimostrato di non
essere solo un uomo che fa gruppo, un dodicesimo affidabile, ma di essere ancora
un portiere da serie A. Precisazione: a lungo si è potuto limitare
all'ordinario, ma sulla sventola di Hamsik e sulla conclusione di Lavezzi (due
insidie in due minuti) ha ribadito di avere tecnica, qualità, preparazione. A 34
anni si allena con l'entusiasmo dei ragazzini: la professionalità è l'elisir di
longevità per un calciatore. Di buono c'è anche che è uno che sa stare al suo
posto: niente dualismi con Rubinho, che anzi è un amico; domenica Scarpi tornerà
in panchina - anche se con il Cagliari, con il quale ha trascorso gran parte
della sua carriera, compresa un'esperienza in Europa, non gli spiacerebbe
esserci - e fra i pali ci sarà il brasiliano. Scarpi tornerà a ricoprire il
ruolo che ieri ha svolto Di Vaio: l'allenatore aggiunto, l'uomo in più in
panchina. «Verrà il momento di Di Vaio, come è arrivato quello di Borriello, di
Leon, di Sculli, di Papa Waigo», assicura Gian Piero Gasperini. Ieri, per la
seconda volta consecutiva, l'ex juventino è stato escluso dalla formazione base.
A lungo il tecnico ha meditato di farlo entrare, lo ha fatto scaldare, poi ha
optato per altre soluzioni. Però Di Vaio ha dato conferma di essere un campione
anche fuori dal campo: niente lamentele, niente proteste, niente musi lunghi,
niente sceneggiate. Ha invece incitato continuamente i compagni, ha fatto il
tifo per loro, gli ha dato raccomandazioni. Come abitualmente fa Scarpi,
appunto. Era talmente in trance agonistica che non riusciva neppure a stare
seduto in panchina e si alzava in piedi per fare sentire ai compagni che gli era
vicino. Ci sono a volte giocatori di secondo piano che fanno drammi per
un'esclusione, mentre lui nonostante il palmares, ha dato prova concreta di
essere più di un professionista: un uomo serio legato al Genoa e ai suoi
giocatori; uno che pensa che il bene dei molti debba prevalere su quello di
pochi, o di uno. Come dire: un esempio per i giovani. Scarpi e Di Vaio: destini
incrociati perché sono due esempi in campo e fuori. Perché non creano problemi
nello spogliatoio ma anzi si adoperano fattivamente per cementare il gruppo.
Come faceva Stellini, ad esempio; come fa Rossi, come fa Sculli, come fa
Milanetto, come fanno tanti altri. Se lo scorso anno il Genoa ha conquistato la
promozione è anche per questo spirito, che ora si sta ritrovando grazie a
modelli positivi come Scarpi e Di Vaio. Dal campo Scarpi tornerà in panchina.
Dalla panchina Di Vaio tornerà in campo. Ma comunque, giocando o meno, il loro
comportamento - tecnico e professionale - è stato fra i fattori decisivi
dell'impresa di ieri al San Paolo.
IL SECOLO XIX -
LE PAGELLE - Nessuna
sbavatura, ottimo “esordio” di Scarpi, gran lavoro di Borriello e Leon. di
Giuliano Gnecco. SCARPI 6,5 Non giocava dall’inizio dalla finale playoff di
ritorno contro il Monza al Ferraris: in pratica, anni luce fa. Torna e indossa
subito la fascia da capitano. È presto chiamato a far valere tutti i suoi
centimetri sulle palle alte che piovono ripetutamente in area. Dimostra di avere
i riflessi intatti prima su un gran diagonale di Hamsik e poco dopo sulla bomba
di Lavezzi. Dietro Rubinho, una sicurezza. BOVO 7 L’esordio in centro, a
sinistra contro l’Udinese, questa volta è dirottato a destra: per lui cambia
poco a conferma di una straordinaria duttilità in difesa. Non a caso, dopo
l’addio di Nesta alla Nazionale, Donadoni ha confidato ad amici di considerarlo
nella rosa dei papabili per l’iscrizione al Club Italia. Dalle sue parti si
alternano Zalayeta e Lavezzi, ma è soprattutto l’argentino che ronza
insistentemente cercando lo spunto vincente. Non glielo concede. Con la difesa a
quattro diventa il centrale di sinistra, e gioca sempre pulito, senza affanni.
Un pilastro della difesa di Gasperini. DE ROSA 6,5 Il biglietto da visita è
incoraggiante: sradica il pallone dai piedi di Lavezzi ed esce palla al piede
prima di servire Milanetto affidandogli l’incarico di impostare. Poi, però, una
sua leggerezza in disimpegno mette in moto il contropiede di Lavezzi, per
fermare il quale si deve immolare Lucarelli e si becca un giallo.A inizio
ripresa prima abbocca alla finta dell’argentino, poi però recupera e lo
contrasta bene: l’arbitro Pierpaoli, però, vede un fallo, ed è il rigore del
pareggio. Sono le due macchie nere di una partita ad alti livelli. LUCARELLI 6,5
All’inizio duella prevalentemente con Zalayeta, e la Pantera non riesce a
ruggire; quando Reja toglie Cupi per passare al tridente, Gasperini ridisegna la
difesa a quattro decentrando l’ex livornese a sinistra; da quella parte arriva
Lavezzi, che rispetto a lui ha un passo e una agilità differente. Tiene ancora,
con intelligenza e mestiere. Così di lì ritorna Zalayeta. Ma su questo fronte non
si sfonda. KONKO 6,5 Inizia frastornato: sbaglia appoggi elementari, arriva in
ritardo sulla palla, non trova le misure. Anche i chilometri su e giù per la
fascia gli tolgono lucidità. Poi il Napoli passa al tridente, e finisce lui a
contrastare Bogliacino. Quindi ancora, sempre in marcatura su Zalayeta quando in
mezzo va Sosa. Non basta? Gli tocca pure Calaiò. Risultato? Attento in marcatura
e ripartenze pericolose. La condizione è buona perché cresce alla distanza e
chiude alla grande. JURIC 6,5 Parte dal centrodestra – posizione per lui
inconsueta – in marcatura pressoché a uomo sull’uruguagio Bogliacino, pericolo
pubblico negli inserimenti del Napoli. Torna a fare il gioco abituale quando
Bogliacino avanza nel tridente. Per lunghi tratti è il migliore in campo: uomo
ovunque, cattivo e preciso.Nella ripresa cala e sbaglia troppo. Alla fine però si
scuote e ritorna al top. A lui affideresti anche il portafoglio: ti puoi fidare
ovunque lo metti. PARO 7 Nei piani della vigilia deve fronteggiare Blasi; presto
però Reja rimescola le carte e finisce sulle piste di Hamsik, talento slovacco
che un paio d’anni fa Skuhravy suggerì al Genoa quando ancora si poteva
acquistare per pochi soldi. A quel punto è costretto a decentrarsi, ma non si
scompone. Poi torna in mezzo e fa tanta legna con qualità. Fa un gran lavoro di
cucitura per avviare l’azione dell’1-2. Forse il migliore di giornata. DANILO 6,5
Sembra il Pendolino: fa avanti e indietro sulla fascia infinite volte. Il piede
è da brasiliano, ovviamente; la testa è da europeo. Copre bene e poi si riversa
in avanti: quando scende fa piuttosto male. È un giocatore vero. ( 41’ ST PAPA
WAIGO NG: pochi minuti per dare profondità e puntare sulla velocità). MILANETTO
6 Avanza sulla trequarti per tenere basso Gargano, cioè lontano dalla zona
pericolo. Avendo una porzione di campo più limitata da coprire, riesce a pensare
e costruire. Però dura poco: è obbligato ad arretrare di parecchio il baricentro
quando nel Napoli entra Hamsik. Si disimpegna bene, non si tira indietro,ma non
ha ancora l’autonomia per giocare a certi ritmi per 90’, e alla fine deve
uscire. (15’ ST COPPOLA 6,5: entra subito in partita, mostra i muscoli, va a
raddoppiare e ad aggredire. Imposta pure: dal Napoli a Napoli, passando per
l’infortunio, un giocatore ritrovato). LEON 6,5 Al San Paolo ha esordito in
rossoblù trovando subito una gemma preziosa; Gasperini non bada alla cabala ma
gli rinnova la fiducia dopo la confortante prestazione di mercoledì. Alla prima
occasione lascia subito il segno: detta a Konko il passaggio sul filo del
fuorigioco emette in mezzo una palla tesa che Cannavaro, nel tentativo di
anticipare Borriello, devia nella propria porta. Si batte e impensierisce
ilNapoli con i suoi funambolismi, anche se li alterna ad alcune ingenuità (10’
ST SCULLI 7: decisivo, quasi un anno dopo. Gioca una gara attenta sotto il
profilo tattico, anche occasioni ne ha poche. Si fa però trovare pronto
al momento giusto, con una rete che ricorda – dalla fascia opposta una delle due
segnate lo scorso anno a Brescia). BORRIELLO 6,5 Napoletano verace, gioca per la
prima volta nello stadio dove da bambino veniva ad ammirare le prodezze di
Maradona. Stavolta non segna ma si batte come un leone.Va vicino al gol in mezza
rovesciata,mette lo zampino su entrambe le reti. Grandissimo il lavoro per
servire a Sculli il gol vittoria. NAPOLI Gianello 6; Cupi 5,5 (32’ pt Hamsik
5,5), Cannavaro 5,5 ,Domizzi 6;Garics 6, Blasi 6,5,Gargano5,5, Bogliacino 5,5
(17’ st Sosa 5), Savini 5; Zalayeta 5,5 (29’ st Calaiò ng), Lavezzi 5,5. ARBITRO
PIERPAOLI DI FIRENZE 5: al 5’ della ripresa Lavezzi accelera a De Rosa lo
contrasta in area; l’argentino cade, l’arbitro sembra lasciar proseguire poi –
forse accogliendo un suggerimento del quarto uomo ci ripensa e indica il
dischetto. È un errore che rischia di rovinare la partita del Grifone.
LA REPUBBLICA -
Sculli scacco matto, Genoa in orbita.
I rossoblù passano a Napoli e salgono in classifica: dopo un´autorete di
Cannavaro il pareggio su rigore inesistente. Poi la rete in extremis. Gasperini
vince la partita tattica con Reja, decide un gol all´89´. Rabbia per il penalty
subito: "Troppi errori contro di noi in queste prime sei partite". Il Grifone
s´aggiudica una sfida vibrante anestetizzata dalla assenza di spettatori. di
Gessi Adamoli. NAPOLI - Giocano a scacchi, Gasperini e Reja, nello stadio
deserto che rende come anestetizzata quella che avrebbe dovuto essere una sfida
vibrante per oltre sessantamila spettatori. Lo scacco matto arriva all´89´: il
gol lo segna Sculli di testa, il cross perfetto è di Borriello. Vince il Genoa,
vince Gasperini il duello alla lavagna. Il primo tempo del Genoa è stato
perfetto. Al Napoli, che abitualmente gioca con 5 centrocampisti, non viene
concessa la superiorità numerica nella zona nevralgica del campo. Così il
tecnico rossoblù opta per un 3-5-2 speculare a quello del Napoli. E Juric, uno
dei cinque centrocampisti del Genoa, è destinato ad una marcatura ad uomo su
Bogliacino in tutto e per tutto simile a quella a cui si era dedicato a Bellucci
nel derby. Difendere a tre non è solo una necessità (Bovo, De Rosa e Lucarelli
sono gli unici difensori sopravvissuti dopo che, oltre a Masiello e Santos,
anche Bega è andato k. o.), ma anche una scelta contro Lavezzi e Zalayeta. E, là
davanti, Borriello e Leon, ispiratissimi contro l´Udinese, tengono da subito in
apprensione la difesa del Napoli. Così (12´) Cannavaro, sul cross teso dalla
destra di Leon, è talmente preoccupato dalla presenza di Borriello da
intervenire in scivolata e mandare il pallone alle spalle di Gianello. Il Napoli
è solo Lavezzi: il funambolo argentino, genoano per un mese nella famigerata
estate 2005, nel giro di tre minuti fa ammonire prima Bovo, l´avversario che
opera nella sua zona e che non ha il passo per opporsi alle sue fulminee
accelerazioni, e subito dopo Lucarelli. Reja prova a fare la prima mossa: dentro
Hamsik e fuori Cupi. Sono passati solo 33´, quella del tecnico partenopeo è
un´ammissione pubblica dell´errore commesso a concedere al giovane talento
slovacco un turno di riposo. Il Napoli dal 3-5-2 passa al 4-4-2 ma con Hamsik e
Bogliacino, fantasisti mancini, che finiscono per pestarsi i piedi. Un po´ come
succederà nella ripresa quando, per un certo periodo, il Napoli avrà in campo
contemporaneamente due attaccanti centrali come Zalayeta e Sosa. Il Genoa va al
riposo senza correre rischi particolari e nel secondo tempo si ripresenta in
campo con una difesa a quattro con Konko arretrato sulla linea dei marcatori e
Bovo, anche per evitargli pericolosi uno contro uno con Lavezzi, spostato nel
settore di centro-sinistra. Contromossa di Reja: Lavezzi da sinistra viene
spostato a destra nel settore di competenza di Lucarelli, l´altro difensore
genoano ammonito e lui pure non certo velocissimo. A riportare in parità il
Napoli è però un rigore generosamente concesso dall´arbitro Pierpaoli dopo 6´.
Si arrabbia molto Gasperini ed è difficile dargli torto: «Troppi gli errori
contro di noi in queste prime sei partite. Il rigore era inesistente e lo dico
senza nemmeno aver bisogno di rivedere le immagini in televisione. Era una
simulazione clamorosa, ma l´arbitro ha fischiato e con un ritardo clamoroso come
se qualcuno tramite l´auricolare gli avesse suggerito che il fallo invece ci
fosse». Dopo il pareggio di Domizzi dagli 11 metri, sarabanda di cambi. Dentro
Coppola, a fare diga, per Milanetto, mentre Reja sostituisce prima Bogliacino
con Sosa e successivamente Zalayeta con Calaiò. Ma la mossa decisiva è
l´ingresso, nelle ultime battute, di Papa Waigo che va a destra. Sculli così si
sposta a sinistra ed è bravo a seguire un´azione di Borriello: tiro respinto,
riprende ancora Borriello e cross per la testa di Sculli, la palla picchia sul
palo interno e finisce in rete. E la vittoria del calcio all´italiana: difesa e
contropiede. «Non abbiamo ancora la possibilità di sopportare troppi attaccanti
- spiega Gasperini - In questo senso dobbiamo crescere, ma non ci sarà da
aspettare moltissimo».
LA REPUBBLICA -
Napoli, beffa nel deserto "Tutta colpa dei teppisti".
Reja dopo la sconfitta: "Denunciateli". Partita senza pubblico, vince il Genoa
(1-2) favorito all´inizio da un autogol di CannavaroNegli ultimi minuti altro
errore in difesa: gol-vittoria di Sculli. Per la squalifica (gara a porte
chiuse) perso un milione di euro. Amarezza del tecnico "Paghiamo per il gesto di
quattro imbecilli". di Marco Azzi. AL DANNO, con inesorabile puntualità, s´è
aggiunta la beffa. Immeritato il ko del Napoli, uscito a testa bassa dal
pomeriggio di ieri al San Paolo. L´assenza forzata dei tifosi, messi in castigo
per un turno dal giudice sportivo, ha agevolato nel finale il successo del Genoa
(1-2), firmato in contropiede da Sculli al 44´ del secondo tempo. Disastroso il
bilancio, in campo e fuori: tre punti in meno e un milione di euro in fumo.
Tutta colpa della bottiglietta che aveva colpito un guardalinee contro il
Livorno e provocato la chiusura dello stadio. «Abbiamo pagato per colpa di
quattro imbecilli. Mi auguro che sia l´ultima volta», s´è lamentato dopo la
sconfitta Edy Reja, chiedendo ai tifosi di spezzare il muro di omertà. «Bisogna
denunciare i teppisti. Non è giusto che le conseguenze di questi gesti ricadano
su di noi e sulla gente perbene. I miei giocatori, alla fine, erano delusi. Col
pubblico, non avremmo perduto la partita». Non ci sarà una controprova. Di
certo, però, la sconfitta del Napoli è stata ingiusta. Gli azzurri devono
rimproverarsi soltanto per il loro autolesionismo, che ha spianato la strada del
Genoa. Gli errori più evidenti sono stati commessi dalla difesa, il reparto che
fino a ieri era stato impeccabile. Emblematico l´autogol di Paolo Cannavaro, che
ha messo fine dopo 404´ di campionato all´imbattibilità. Evitabili pure gli
errori che hanno favorito il raddoppio di Sculli (44´ st), lasciato da solo al
centro dell´area di rigore. «Qualche cosa non ha funzionato, dovevamo essere un
po´ più attenti», s´è giustamente lamentato Reja, a sua volta non impeccabile
nella gestione della gara. Non ha convinto la rinuncia iniziale a Hamsik,
gettato precipitosamente nella mischia dopo mezzora. Presuntuoso anche l´assalto
finale con il tridente, Lavezzi, Calaiò e Sosa insieme, che ha permesso al Genoa
d´impadronirsi del centrocampo e uscire dal bunker. Il gol decisivo di Sculli,
peraltro casuale, è stato favorito proprio dagli spazi lasciati davanti a
Gianello: una leggerezza imperdonabile. La voglia di vincere a tutti i costi ha
condannato il Napoli, privandolo di un punto molto utile. Si profila il
terribile ciclo di ottobre: Inter (sabato prossimo), Roma, Juventus e
Fiorentina. Reja giura di non aver paura. «Ce la giocheremo con tutti, col
piglio giusto». Ma non sarà facile dimenticare subito la sconfitta, aggravata
anche dalla squalifica (somma di ammonizioni) di Blasi. «L´arbitro ha sbagliato,
il mio giocatore non meritava quel cartellino giallo», se l´è presa il tecnico
friulano, è amareggiato. «Non avevamo cominciato bene, l´ammetto. Nella ripresa,
però, eravamo padroni del campo. Per questo ho cercato di vincere con il
tridente». Il Napoli ha dato il meglio di sé dopo l´ingresso di Hamsik, gettato
nella mischia al posto di Cupi. Nel primo tempo, dal grigiore generale, s´era
elevato soltanto Lavezzi, a tratti incontenibile. Due folate del "Pocho",
stroncate con la forza da Bovo e Lucarelli, erano costate altrettante
ammonizioni ai difensori ospiti. Nessun intervento, però, per il portiere
Scarpi. Il Genoa, invece, aveva colpito al primo tentativo, con il clamoroso
autogol di Cannavaro su cross di Leon. Più movimentata la ripresa, cominciata
con il fallo da rigore su Lavezzi e la trasformazione di Domizzi (6´). Fallito
il colpo del ko con Hamsik (18´, prodezza di Scarpi) e con Sosa (25´), gli
azzurri si sono consegnati ingenuamente al contropiede degli ospiti, fino a quel
momento chiusi nel loro bunker. Inattesa la combinazione tra Borriello e Sculli,
che ha battuto Gianello. Reja c´è rimasto male. «Ci hanno fatto due gol con un
tiro e mezzo». Una beffa che si poteva evitare.
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AKAIAOI |