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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

Reti: 12' Cannavaro (aut), 52' Domizzi (rig), 89' Sculli.

Napoli: Gianello, Cupi (33' Hamsik), Cannavaro, Domizzi, Garics, Blasi, Gargano, Bogliacino (62' Sosa), Savini, Lavezzi, Zalayeta (74' Calaiò). (Del Giudice, Grava, Contini, Montervino). Allenatore: Reja.

Genoa: Scarpi; Konko, De Rosa, Lucarelli; Bovo, Juric, Paro, Milanetto (60' Coppola), Danilo (85' Papa Waigo), Leon (54' Sculli), Borriello. (Lanza, Rossi, Ghinassi, Di Vaio). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Pierpaoli di Firenze. Ammoniti: Savini, Bovo, Lucarelli, Blasi, Gargano, Scarpi, Borriello, Garics.

Note: Partita giocata a porte chiuse per fatti avvenuti in Napoli - Livorno.

 

 

     

 

Di ritorno da un San Paolo a spalti completamente vuoti il Genoa trasporta con se 3 punti d'oro difficilmente pronosticabili alla vigilia. Un Napoli lanciato verso i quartieri alti si trova davanti una difesa impenetrabile e un attacco micidiale e spietato nel concretizzare le occasioni sotto porta. Il Grifone privo di tre elementi per la difesa (Bega, Masiello e Santos) scende in campo con il 4-4-2 della partita casalinga contro l'Udinese con Scarpi e Juric che prendono il posto dello squalificato Rubinho e di Coppola. Konko assume il ruolo di terzino destro in cui si era ottimamente destreggiato mercoledì mentre all' attacco sono riconfermati Leon e Borriello. assente anche Fabiano il suo ruolo viene ricoperto ottimamente da Danilo. Reja risponde a Gasperini con un 3-5-2 con la vecchia conoscenza rossoblù Lavezzi e l'ex juventino Zalayeta come punte. I tre della difesa, Cupi, Cannavaro e Domizzi sono tutti protagonisti del campionato azzurro passato. Le novità per i partenopei sono a centrocampo dove troviamo l'altro ex juventino Blasi e l'uruguayano Gargano mentre Hamsik viene lasciato riposare in panchina. 01’ Sulla sinistra Danilo ruba palla e verticalizza per Borriello che può involarsi da solo verso la porta ma è in fuorigioco. 04’ Fallo su Lavezzi. La punizione è un tiro cross che Scarpi in uscita coi pugni allunga in angolo. 06’ De Rosa per 2 volte consecutive con perfetti interventi in scivolata porta via la sfera sui piedi degli avversari.  09’ Dalla distanza Lavezzi prova con un tiro rasoterra, la palla smorzata dal tocco di un difensore rossoblu arriva a Scarpi che la blocca a terra senza problemi. 10’ Sulla sinistra scambio tra Lavezzi e Gargano, l’uruguagyo entra in area e cade ma stoppando male la palla col petto aveva rimediato aggiustandosela col braccio. 11’ Sulla destra Konko mette palla a Leon che giunto sul fondo crossa basso e teso verso il primo palo. Cannavaro in scivolata anticipa Borriello, pronto come un falco alla deviazione, ma insacca alle spalle del sorpreso Gianello. 12’ Errore di Cupi che consegna palla a Borriello. Dai 25 metri l’attaccante rossoblu non perde tempo e spara a rete costringendo il portiere azzurro alla presa in due tempi a terra. 15’ Il Napoli pressa, dopo un prolungato tentativo di trovare un varco spione un traversone in area per Zalayeta che in buona posizione ma spalle alla porta stoppa ma prima che la sfera tocchi terra viene spazzata via da un genoano. 16’ Leon fa filtrare centralmente per Konko che potrebbe avere davanti a se il solo portiere ma non aggancia la palla e Cannavaro può così intercettarla e passarla indietro a Gianello. 17’ Konko per Leon, traversone respinto di testa verso il lato sinistro dove Danilo poco fuori area spara non di molto alto sulla trasversale. 19’ Splendida girata per Leon per la ripartenza di Konko che sulla destra supera in velocità Savini che lo stende. Ammonizione per il napoletano. 20’ Accelerazione di Lavezzi sulla sinistra. Bovo cerca di contrastarlo poi poco fuori area lo mette giù. Cartellino giallo per il difensore genoano. Garic mette in area e Cannavaro di testa manda alto. 21’ Neanche un minuto e Lavezzi con un'altra accelerazione centrale cerca di passare tra Bovo e Lucarelli che lo mette giù poco prima dell’ area. Altra ammonizione per i rossoblu. Domizzi scarica un rasoterra sulla barriera che respinge. 25’ Borriello filtra in area per Leon che di tacco all’ indietro cerca di servire Paro. Domizzi anticipa ma il suo tentativo di spazzare via rimbalza pericolosamente sul genoano e Gianello deve intervenire per bloccare la palla. 27' Passaggio filtrante di Milanetto per Borriello che defilato a sinistra gira in diagonale in porta ma Gianello blocca a terra. 29’ Zalayeta serve Gargano che dalla distanza spara alle stelle. 30’ Leon sulla sinistra vede il suo traversone ribattuto in angolo. Lo stesso Honduregno batte il corner a girare in porta ma Gianello sul primo palo è pronto ad agguantare la sfera. 31’ Milanetto fa filtrare sulla sinistra a Borriello che con un diagonale rasoterra impegna l’estremo azzurro alla presa a terra. 32’ Il Napoli in palese difficoltà cerca riparo, Reja inserisce Hamsik al posto di Cupi. 36’ Il nuovo entrato sulla fascia sinistra mette all’ indietro quasi sul dischetto del rigore per l’accorrente Lavezzi che spara di poco alto sopra la traversa. E’ l’azione più pericolosa del Napoli nel primo tempo. 41’ Konko avanza sulla destra e mette palla all’ indietro per Borriello che è troppo in anticipo sulla palla che sfila via attraversando l’area. 46’ Contropiede del Genoa 2 contro due, Borriello sulla sinistra aspetta l’inserimento di Leon in area ma viene stoppato. Ritornato sulla palla conquista un angolo. Il primo tempo finisce con il Genoa meritatamente in vantaggio, le azioni ripetitive del Napoli vengono sempre fermate all’ ingresso dell’ area di rigore. Il solo Lavezzi e, per questo spezzone di tempo, Hamsik sono sembrati in grado di aggiungere un po’ di fantasia agli attacchi napoletani. Danilo sulla sinistra scodella a centro area dove un errato tocco difensivo fa impennare la sfera. Borriello interviene in semirovesciata e Gianello blocca sulla sua destra in tuffo.  48’ Hamsik avanza sulla sua sinistra accentrandosi. Palla a Zalayeta che girandosi supera il suo controllore ma Bovo raddoppia la marcatura e respinge il tiro del napoletano che a traiettoria a campanile finisce in corner. 51’ Lavezzi tenta centralmente l’entrata in area genoana passando in mezzo a Konko e De Rosa. Mezzo metro, ma mezzo metro prima dell’ area De Rosa col braccio spinge l’argentino che nello slancio finisce il suo volo in area. L’arbitro aspetta dieci secondi e cosa fa…..dà un rigore inesistente al Napoli. Domizzi trasforma mettendo rasoterra a sinistra a fil di palo con Scarpi che si dirige a destra. 54' Il Napoli spinge e Gasperini inserisce Sculli, capace di coprire di più, al posto di Leon visibilmente affaticato. 59' Tiro cross di Bogliacino abbondantemente distante dalla porta. 60' Seconda sostituzione rossoblù, esce Milanetto ed entra Coppola. 62' Reja estrae dal cilindo la mossa che dà il là alla vittoria del Grifone, Napoli a tre punte con l'ingresso di sosa a sostituire Bogliacino. Ora il Genoa è quasi sempre in superiorità numerica a centrocampo. 63' Una palla ribattuta arriva a Hamsik che sulla sinistra controlla superando Konko e avanza. Poco fuori area spara un diagonale a mezz'altezza che Scarpi in tuffo allungando una mano devia alzando al di sopra la trasversale in angolo. E' l'azione più pericolosa del Napoli nel secondo tempo. 64' Dal corner la palla viene messa fuori area di testa, Lavezzi rasoterra tenta il diagonale ma Scarpi para in due tempi a terra. 65' Punizione di Juric per Paro che mette indietro per Sculli che libera al tiro Coppola che però manda da fuori area altissimo. 70' Errore difensivo, Zalayeta pennella in area ma Sosa di testa colpisce fiacco mandando la palla in braccio a Scarpi. 72' Errore napoletano, Garics serve indietro Gianello che per poco coi piedi rinvia addosso a Juric davanti alla porta. 74' Sostituzione Napoli, Zalayeta negli spogliatoi e Calaiò in campo. 82' Traversone di Lavezzi che sfila in area con Konko che sul secondo palo mette in corner. Calaiò di testa manda altissimo. 85' Ultimo cambio per Gasperini, Papa Waigo subentra a Danilo. 87' Blasi mette giù Sculli che stava servendo Papa Waigo liberissimo a destra. Ammonito il napoletano. 89' Lancio in area a sinistra per Borriello, il suo primo tiro viene contratto da un difensore in scivolata ma il genoano continua l'azione e mette un traversone all' indietro al centro. Sculli liberissimo colpisce di testa e piazza la sfera alla sinistra di Gianello che l'accompagna con lo sguardo in fondo alla rete. 90' Ammoniti Borriello e Garics che si scambiano le loro opinioni. 91' Ammonito Scarpi per perdita di tempo su una rimessa dal fondo. 92' Garics viene ammonito per aver alzato troppo la gamba su Sculli che rimane a terra. La palla messa in area sulla sinistra arriva a Borriello che con l'avversario addosso gira in porta ma la palla deviata finisce in angolo. 93' Rimessa laterale per il Genoa, la battuta è per Borriello che poco prima di entrare in area dal lato destro viene steso quasi sulla riga. Akaiaoi

 

LE PAGELLE di Akaiaoi - SCARPI 6.5: Qualche piccola sbavatura nelle uscite ma si fa trovare sempre pronto nelle poche occasioni in cui il Napoli vede la porta. Una grande risposta su un diagonale di Hamsik. Nulla può sul rigore a fil di palo di Domizzi. Konko 6.5: Cambiano col tempo gli avversari da marcare ma non cambia il risultato, non gli lascia alcun spazio. Ancora qualche errore nei passaggi in avanti ma le sue ripartenze mettono sempre in difficoltà gli avversari ed in un occasione Savini è costretto a fermarlo con le cattive. Dà il là all' azione di Leon per il vantaggio Genoano. De Rosa 7: Problemi a non finire per lui ad inizio campionato ma quando entra in campo è un grande, sempre in anticipo sugli avversari, in scivolata o di testa sempre impeccabile. Viene preso una volta in velocità da Lavezzi e lui nel momento giusto lo spinge con un braccio. L'arbitro gli fischia contro un rigore inesistente. Lucarelli 6,5: Zalayeta trova un muro davanti a sè. Una sola volta in difficoltà quando deve fermare fallosamente quasi sulla riga l'avanzata di Lavezzi. Un Napoli poco convincente butta palle in area e lui è sempre pronto alla respinta. Bovo 6.5: Gli tocca il compito più difficile, oltre al resto gli tocca arginare le avanzate di Lavezzi. L'argentino arretra il suo raggio d'azione cercando di partire da lontano per sfruttare al meglio la sua velocità. Gli riesce una sola volta quando Bovo deve stenderlo e prendersi il cartellino giallo. Juric 6: Messo di fronte a Bogliacino come sempre gioca la sua partita con grinta e volontà. Gioca un infinità di palloni ma questa volta sbaglia alcuni passaggi di troppo forse per troppa convinzione o per stanchezza. A volte dovrebbe conservare un pò di più la pallaParo 6,5: Come con l'Udinese non si fa notare per spunti notevoli ma tiene unito il centrocampo toccano innumerevoli palloni. Anche al San Paolo non sbaglia quasi mai un passaggio. Milanetto 6: Inizia bene, dà una bella palla filtrante in area per Borriello, è certamente una prova migliore rispetto a quelle precedenti ma alla lunga va in sofferenza e deve uscire. (60' Coppola 6,5: Entra in campo quando il Napoli ha appena pareggiato e spinge in avanti alla ricerca dei tre punti. Reja mette una punta in più e il centrocampo rossoblù con la sua aggiunta e quella di Sculli coi minuti guadagna sempre più spazio e il Napoli si spegne). Danilo 6.5: Fa un enorme lavoro di copertura, appena arriva la palla da quelle parti passa al raddoppio di marcatura sull' avversario. In fase offensiva anche questa volta prova a trovare la porta ma sarà per la prossima.  (85' Papa Waigo Sv: Poco tempo ma s'intravede che la sua velocità mette in imbarazzo chi deve tenerlo d'occhio e di fatti sul gol Sculli è liberissimo al centro dell' area). Leon 6.5: Va via sulla fascia che è una meraviglia servendo sui piedi di Borriello, anticipato da Cannavaro, l'assist del vantaggio. Sempre presente nelle azioni pericolose del Genoa anche oggi sfoggia colpi di tacco e altre giocate da gran giocatore. (54' Sculli 7: Dopo la lunga squalifica e alcune gare giocate non al meglio una prova veramente convincente del rossoblù. Per lui vale il discorso di Coppola, pensa a bloccare il centrocampo napoletano e appena può si avvicina alla porta avversaria facendosi trovare, ad un minuto dal termine, pronto all' appuntamento col traversone di Borriello). Borriello 6.5: Se non era per l'intervento di Cannavaro andava in rete anche questa domenica. Pennella il traversone che Sculli trasforma nel gol vittoria e durante i novanta minuti vince il novanta per cento dei contrasti con i difensori napoletani. Spalle alla porta quando protegge la palla e aspetta che i compagni salgano non riescono mai a portargliela via. GASPERINI 7,5: S'infuria sul rigore concesso al Napoli che rischia di rovinare una partita tatticamente perfetta.  Blocca le fonti di gioco Napoletano con Konko, Juric e Danilo poi quando il Napoli mette in gioco le 3 punte risponde con Coppola e Sculli riportando a favore rossoblù il centrocampo. In attacco insiste sulla coppia Borriello-Leon con l'Honduregno che spazia per il campo. Meglio di così.  

nAPOLI - Gianello 5.5, Cupi 5 (33' Hamsik 6.5), Cannavaro 5, Domizzi 6.5, Garics 5.5, Blasi 6, Gargano 6.5, Bogliacino 6 (62' Sosa 5.5), Savini 6, Lavezzi 6.5, Zalayeta 5 (74' Calaiò 5.5). Arbitro - Pierpaoli 5 : Chissà se prima della fine del campionato per sbaglio qualche arbitro si sbaglia e così facendo non sbaglia. Sei partite e sei episodi sfavorevoli al Genoa. Questa volta non c'era rigore perchè il fallo è avventuto mezzo metro fuori dall' area.

 

TUTTOSPORT - Napoli s’inchina al Genoa nel silenzio del San Paolo. Napoli senza pubblico e punti: impresa del Genoa nel segno della concretezza. Sculli squarcia il silenzio. Primo gol dopo la squalifica: « Con questa rete mi lascio tutto alle spalle». I partenopei, disorientati dalle scelte tattiche di Gasperini, rimediano su rigore (Domizzi) all’autogol di Cannavaro, ma subiscono nel finale il 2-1. Reja: «Loro bravi e fortunati». di Angelo Rossi. NAPOLI. La legge del gemellaggio stava per generare il solito pareggio. E così sarebbe finita se il Napoli non avesse confezionato il suicidio con le proprie mani. Mica perché non si stava accontentando del pareggio. Questo no: giocando in casa ed esercitando un notevole dominio territoriale, ci sta mettere dentro i tre attaccanti e provare a vincere. Quello che non va è la sciagurata gestione dei minuti e dei palloni finali: troppo “molli” su un possesso palla, così finisce che la difesa meno battuta del campionato regali a Borriello e Sculli l’ultima azione, quella decisiva, che vale tre punti. «Bravo il Genoa ma non mi sento di fare i complimenti perché è stato solo fortunato: un tiro, due gol. Per noi questa partita è cominciata male per via di quattro individui (in realtà il tecnico usa un’espressione molto più pesante, ndr) che ci hanno costretto alle porte chiuse e finita peggio per quella maledetta disattenzione nel finale», l’analisi sul fronte napoletano viene fatta da Reja. C’è del vero, perché già un pareggio poteva stargli stretto, immaginate una sconfitta. Ma bisogna anche dire che il Genoa ha interpretato meglio il pregara, cioè quando si è trattato di fare la formazione. Aspettavamo il tridente, invece Gasperini per non dare punti di riferimento in attacco, rinfoltisce il centrocampo. Il risultato è che il Napoli si trova ad avere un difensore in più (Cupi) che vaga per il campo, mentre avrebbe bisogno di maggiore sostanza in fase di filtro e di impostazione del gioco. Eppure il Napoli disputa un buon primo tempo. Va sotto per colpa di una maldestra deviazione di Cannavaro, ...abile nel tap-in su iniziativa di Leon a destra, ma nella porta sbagliata. Lo sfortunato tentativo di anticipare Borriello inganna Gianello e così la difesa riprende a incassare gol dopo quattro turni. Gasperini schiera Leon in linea con Borriello, anzi spesso l’honduregno parte alle spalle del centravanti e quando schizza tra le linee dà fastidio. La mossa sorprende Reja che intorno alla mezz’ora rivede le proprie scelte. Fuori Cupi e dentro Hamsik, al quale era stato concesso un po’ di riposo. Rimontare contro una squadra bene as­sestata non è impresa facile, i liguri tamponano bene a centrocampo e sono veloci nelle ripartenze. Lavezzi ha qualche spunto buono, gioca però troppo distante dall’area avversaria. Due soli guizzi partenopei nei primi 45’ dalle parti di Scarpi: una capocciata di Cannavaro e un destro di Lavezzi, conclusioni alte di poco. Saggio amministratore di un vantaggio piovuto dal cielo, l’undici genoano fa di tutto per meritarselo. Niente da dire in quanto a organizzazione di gioco, considerate anche le numerose assenze: gira bene la palla fino alla trequarti, e davanti ha un Borriello in giornata-sì che manda in tilt Cannavaro. La pressione azzurra viene premiata a inizio ripresa. Fallo da ri­gore di De Rosa su Lavezzi, non proprio solare. «Questi rigori che ci fischiano contro mi fanno girare le scatole. Non c’era fallo, ho visto bene dalla panchina, l’argentino ha simulato e andrebbe punito» accusa Gasperini negli spogliatoi. Comunque, Domizzi pareggia e il Napoli ci crede ancora di più. Lo si capisce quando Reja piazza i tre attaccanti (Lavezzi, Sosa, Calaiò) in posizione di sparo. La panchina genoana risponde con Sculli e la sfida sulla scacchiera premia il Grifone. E proprio Sculli va in gol, dopo undici mesi e una squalifica che lui ritiene ingiusta. «Ma basta con questa storia, il gol significa lasciarsi tutto alle spalle e ripartire», gioisce il rossoblù. Il Napoli resta di sasso: voleva vincere, meritava il pari, resta a mani vuo­te.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Angelo Rossi. Zalayeta non incide, Borriello sì Blasi lotta, però il “giallo” pesa. NAPOLI. Gianello 5.5: coinvolto nello stordimento generale che provoca il raddoppio genoano. Cupi 5: paga l’assetto iniziale fasullo. Hamsik (32’ pt) 6: lotta, spinge, va alla conclusione. Anche se a sprazzi, però si fa vedere. Cannavaro 4.5: soffre maledettamente Borriello. Sfortunato sull’autorete, ingenuo nel regalare la palla del secondo gol rossoblù. Borriello lo anticipa spesso. Domizzi 6.5: uno contro uno ha la meglio su chi gli capita in zona. Tra i più generosi quando si tratta di attaccare. Garics 5: non ripaga la fiducia che gli concede il tecnico preferendolo a Grava. Non affonda mai i colpi, sbaglia pa­recchi appoggi. Testardo. Blasi 6: è tra i pochi a garantire vitamina e ferro al centrocampo. L’ammonizione gli costerà l’inevitabile squalifica per la sfida di sabato contro l’Inter. Gargano 5: peggio di altre volte. Il centrocampista non è costante, migliorerà tantissimo quando saprà amministrare il gioco con maggiore saggezza. Bogliacino 5: prestazione grigia. Vorrebbe affondare ma non ci riesce. Testa e gambe non sono al top come mercoledì scorso. Sosa (17’ st) 6: si fa vedere ovunque, dà peso all’attacco, sfiora un altro gol di testa. Savini 5.5: non è l’uomo adatto per spingere a sinistra. Infatti non è questo il suo ruolo. Però gioca lì e non fa un figurone. Zalayeta 5: ha perso lo smalto (o l’entusiasmo?) delle pri­me giornate. Si limita a tenere palla lontano dalla porta. Nessuna conclusione verso la porta di Scarpi. Calaiò (34’ st) ng: non incide. Lavezzi 6: qualche fiammata nel primo tempo, provoca il rigore del pari ma scompare poco alla volta. Viene un dubbio: ma è giusta la sua posizione? All. Reja 5.5: Gasperini lo brucia in partenza, quando rinuncia al tridente per rassodare il centrocampo. Raddrizza la partita sacrificando Cu­pi, cerca di vincerla ma nella gestione del finale di gara il suo Napoli è sciagurato. GENOA. Scarpi 6: fa poco perché troppe volte viene graziato dagli attaccanti di casa. Bovo 5: non se la passa bene quando incrocia Lavezzi. De Rosa 5: centralmente il Napoli passa più di una volta. Suo il contatto con Lavezzi sul penalty, l’argentino gli era sgusciato via già nel primo tempo. Lucarelli 6: con le buone e con le cattive riesce a non farsi superare. Tra i più reattivi nel raddoppiare la marcatura. Konko 6: parte bene, discreto dinamismo. Forse il fiato lo tradisce perché alla lunga non riesce a tenere lo stesso ritmo. Juric 6: primo tempo perfetto, pressa e tampona. E’ ovvio che con il caldo non possa reggere tutti i 90’. Milanetto 5.5: non ha totale autonomia nelle gambe e si vede. Coppola (15’ st) 6: entra nel momento più difficile, quando il Napoli attacca a testa bassa. Se la cava. Paro 6: distribuisce palloni e gioco. Poche le illuminazioni, meglio la quantità che la qualità. Ma svolge bene il compito che gli ha assegnato il tecnico. Danilo 5.5: fronteggia Garics, alla fine i due si annullano. Papa Waigo (41’ st) ng. Borriello 6.5: in attacco gioca da solo. E provoca sconquassi nella difesa azzurra, oltre alle due reti. Leon 5: subito mette lo zampino nell’azione che porta al primo gol. Poi cerca la giocata e diventa fumoso. Giustamente sostituito. Sculli ( 10’ st) 6.5: tocca un solo pallone ma è quello giusto e vale tre punti. All. Gasperini 6.5: non schiera il tridente per non dare punti di riferimento. Anche se il possesso palla è napoletano, il Genoa non va mai alle corde. Arbitro. Pierpaoli 5: qualche cartellino giallo è eccessivo, forse c’è fallo da ultimo uomo su Lavezzi e il rigore al Napoli è quanto meno dubbio.

 

CORRIERE SPORT - Un Napoli smarrito ferma la sua corsa nel S.Paolo fantasma. Sculli premia il Genoa a pochi secondi dalla fine. di Rino Cesarano. NAPOLI - Una gara nata male e finita peggio per il Napoli. Dopo la conferma delle porte chiuse da parte della Corte di Giustizia federale, anche una sconfitta, la seconda in casa del campionato, che brucia oltremisura per il modo in cui è scaturita: ad un minuto dal termine, la difesa partenopea, impenetrabile per quattro gare di fila, si distrae inopinatamente lasciando colpire di testa il neo entrato Sculli che sigla il due a uno regalando al Genoa la prima vittoria esterna in serie A ed il primo gol fuori casa. Punizione eccessiva per i padroni di casa, un cadeau insperato per i liguri che riescono così a confermare il trend positivo ed a rialzarsi in classifica. Va subito detto che è stata una partita di calcio a dir poco anomala. Senza pubblico sugli spalti, diversi calciatori, e a tratti anche l’arbitro, hanno peccato di concentrazione ed applicazione. Ne hanno risentito soprattutto i padroni di casa, costretti anche a rimontare per un autogol di Cannavaro dopo dodici minuti di gioco: cross teso dalla sinistra di Leon ed il difensore nel tentativo di evitare l’intervento di Borriello devia il pallone nella propria porta. Tutto potevano ipotizzare i partenopei tranne che perdere l’imbattibilità dopo 403' su un autorete di Cannavaro junior, uno dei migliori in questo avvio di stagione. Il Napoli ha cercato di rimediare anche senza quella spinta inesauribile che di solito arriva dagli spalti. Ma si è scoperto senza idee e senza nerbo. Come se il motore si fosse inceppato di colpo. Troppo poco affidarsi ai guizzi del solo Lavezzi, per giunta egoista all’eccesso. Né Bogliacino, schierato al posto di Hamsik, riusciva mai ad illuminare la manovra sulla tre­quarti. Dal suo canto, il Genoa, disegnato da Gasperini in maniera quasi speculare all’avversario, aveva vita facile a chiudere gli spazi già a centrocampo potendo contare su Milanetto schierato inizialmente tra le linee al posto di un attaccante. Evidente il disegno dei liguri: imbrigliare il Napoli in cabina di regia e cercare soprattutto di non subire, affidando a Borriello e Leon eventuali azioni di alleggerimento. Alla mezzora Reja ha tolto Cupi per inserire Hamsik. E qualcosa di meglio si è cominciato ad intravedere. Nella ripresa, il Napoli ha cominciato a premere con determinazione e dopo cinque minuti Lavezzi ha costretto De Rosa e Konko ad ostacolarlo in area di rigore. L’arbitro ha atteso prima di fischiare il penalty, forse il segnale acustico dell’assistente. Non così plateale l’intervento di De Rosa, la caduta in area di Lavezzi sì. Dal dischetto è andato Domizzi che di sinistro ha trafitto Scarpi. A pareggio acquisito il Napoli ha cominciato a credere nella vit­toria. E qui, per eccedere, Reja ha tolto Bogliacino per Sosa poi Zalayeta per Calaiò. E Gasperini che aveva già fatto entrare Sculli, dava spazio anche a Coppola a centrocampo e a Papa Waigo in attacco. Ma solo una bambola della difesa partenopea poteva incanalare la strana gara del San Paolo verso una vittoria dei liguri. E nel finale prenderà un’ammonizione anche Blasi che, diffidato, salterà l’Inter.

CORRIERE SPORT - Reja: Napoli, così non va «Perdere così brucia, non dovevamo lasciare Sculli solo in area». DI Antonio Giordano. NAPOLI - Il vuoto intorno. Il vuoto dentro. Il vuoto ovunque. «Che calcio è questo? » Già, il controcalcio che svuota le anime e improverisce il Napoli è un contenitore che sa di niente, se non d’amarezza, è una scatola priva di contenuti, è un’arida interpretazione del nulla dinnanzi alla quale Reja indietreggia: «Complimenti a quel signore che ha lanciato la bottiglietta. Mi auguro che qui, un giorno, ci sia un tifoso in grado di fermare gesti inconsulti. Oppure di denunciarne gli autori » . Il vuoto pneumatico che circonda Napoli-Genoa è uno spazio senza tempo che assorbe il Napoli, rivoltato dentro se stesso da quella sensazione di sgradevolezza assoluta fornita a Marino da uno stadio deserto, disabitato, brullo: «Noi cerchiamo di educare, altro non possiamo fare. Spero che il lanciatore isolato della bottiglia avverta sulla coscienza il peso di questa sconfitta» . Napoli- Genoa la si può riempire, al 91 °, solo attraverso i rimpianti, le allusioni, i rimorsi: quando l’ha persa, Reja? « Solo in quella sciagurata azione, nella quale abbiamo commesso un errore che non dovevamo commettere, perché non si lascia un avversario solo al centro dell’area. Ma prima l’avevamo giocata bene ed avevamo provata a vincerla. Ho tentato l’esperimento delle due punte con Lavezzi alle spalle, abbiamo pressato, forzato: niente. Le partite si possono perdere, ma stavolta brucia e, credetemi, non riesco neppure a fare i complimenti al Genoa, perché non ha meritato» . Il vuoto che avvolge il Napoli è in quella classifica rimasta immobile, dopo quattro settimane, è nel silenzio impostosi da Aurelio De Laurentiis, che attraversa lo spoglia­toio, fa i complimenti alla squadra per l’impegno profuso, poi va via evitando telecamere e taccuini ma, soprattutto, reprimendo quel vulcano che vorrebbe esplodere. Napoli-Genoa è la sfida che rimuove il disincanto di Reja, la sua serenità interiore, l’onestà nell’accettare le sconfitte, inducendo il tecnico a mostrare il mister Hyde ch’è in lui e farlo esplodere di bile: «Ma come si fa ad ammonire Blasi, che correva spalla a spalla con un avversario? Avrei voluto vedere con cinquantamila persone, che tipo di decisioni avrebbe preso in alcune circostanze l’arbitro. Io non cerco scuse, ho perso e basta, ma ci sono modi e modi» . E il modo che offende è aver perso una partita di calcio senza averla giocato in un campo di calcio; è il modo che offende, è scoprire la vulnerabilità propria - di tutti - in presen­za d’uno scellerato: «Spero che sia l’ultima volta che succede una cosa del genere, perché così non c’è divertimento. La sconfitta mi brucia, ma ancor più mi brucia che questa squadra e questa città siano state private d’un entusiasmo che non aveva eguali. Mercoledì sera, dopo aver battuto il Livorno, eravamo felici tutti. E il gesto di uno sconsiderato non può rovinare noi e la gente perbene, che qui è la maggioranza quasi assoluta » . Napoli­Genoa è il tormento del Napoli, di De Laurentiis, di Marino, d’una società che trascorre la domenica sera dinnanzi alla tv e annota. « Io faccio il direttore generale del Napoli e non il giudice sportivo. Da parte mia, spero solo che qui si cambi atteggiamento. Quello che è successo altrove mi interessa ma sino a un certo punto. Se il petardo dell’Olimpico varrà una giornata di squalifica, lo deciderà il giudice non io. Sarà lui a dover valutare» . Napoli-Genoa, un salto nel vuoto...

CORRIERE SPORT - Le pagelle. Blasi lotta su ogni pallone Bogliacino non è brillante Borriello, allarme continuo De Rosa, una sola distrazione. di Rino Cesarano NAPOLI 6Hamsik - Reja vorrebbe dargli un turno di riposo ma è costretto a spedirlo in campo quando s’accorge che mancano idee e rapidità di manovra. 6 Blasi - L’ammonizione, peraltro evitabilissima, gli fa saltare la gara con l’Inter. A centrocampo è l’unico a lottare su ogni pallone. 6 Domizzi - Non è nelle sue migliori giornate ma s’incarica di trasformare il rigore e lo fa con freddezza e precisione. 6 Lavezzi - Si procura il penalty ed è il più insidioso dei suoi ma è anche troppo egoista. 6 Savini - Si limita alla fase di contenimento, anche se non con la necessaria continuità. Lo si vede poco in appoggio. 5,5 Cannavaro - E’ sfortunato in occasione dell’autogol, si riprende, ma poi nel finale perde di nuovo colpi. 5,5 Cupi - Finchè resta in campo mostra qualche affanno nelle chiusure. 5,5 Garics - Non sempre preciso al cross, nella ripresa chiude con approssimazione. 5,5 Gargano - Non è più il motorino lucido e frizzante in cabina di regia. A volte commette anche ingenuità che potrebbero costare caro. 5,5 Zalayeta - Per generosità, niente da dire. Ma ha perso lo smalto e non sa essere incisivo come dovrebbe in area di rigore. 5,5 Sosa - Entra per dare un certo peso alla ma­novra ma di testa sciupa una buona occasione. 5 Bogliacino - Non riesce a trovare la posizione in campo, non è brillante nelle intuizioni. 5 Gianello - Non ci prova neanche a deviare il colpo di testa di Sculli. Un rinvio avventato sta va per regalare il pallone agli avversari. 5 Reja (All.) - Sarà la mancanza di pubblico, sarà un po’ di stanchezza, il Napoli sembra irriconoscibile. Senza idee e senza cattiveria agonistica. I cambi producono solo confusione tattica. GENOA 6,5 Borriello - Fa reparto da solo. Tiene sempre in allarme il Napoli. 6,5 Sculli - Ha il merito di aver realizzato il gol vittoria. 6 Scarpi - Non lascia rimpiangere Rubinho. 6 Bovo - Fatica a contenere Lavezzi ma alla fine avrà la meglio. 6 De Rosa - Non si lascia mai sorprendere tranne nell’azione del penalty che ancora contesta. 6 Lucarelli - E’ attento nell’intervenire su chiunque capiti dalle sue parti. 6 Juric - Gran lavoro a centrocampo, abbina la qualità alla quantità. 6 Paro - Ingaggia un bel duello con Blasi. 6 Danilo - Tiene sempre sul chi va là Garics, riuscendo anche a proporsi. 6 Milanetto - Abile nell’interpretare e nel fare da riferimento tra le linee. 6 Coppola - Il suo ingresso assicura fosforo in cabina di regia. 6 Leon - E’ piuttosto vivace. 6 Gasperini (All.) - Presenta un Genoa guardingo quanto ordinato. Nel finale, osa. 5,5 Konko - Gara a corrente alternata. L’arbitro 5,5 Pierpaoli di Firenze - Temporeggia prima di accordare il penalty. Estrae troppi cartellini gialli per una gara non certo cattiva. Spesso in ritardo negli interventi.

 

IL SECOLO XIX - Sculli raccoglie l’oro di Napoli. I rossoblù solidi e compatti difendono il vantaggio dopo il regalo di Cannavaro. Rigore dubbio poi il colpo finale: 2-1. di Giovanni Ciolina. NAPOLI. Sarà brutto il San Paolo così spoglio e mai così grande come quando i ventidue in campo li vedi piccoli piccoli e quella decina di stewards presenti sulle tribune non aiutano certo a farli diventare giganti come invece riesce la curva B. E’ un altro calcio e anche il minimo urlo dalle tribune sembra dar fastidio. Senti le imprecazioni di Gasperini, il rumore sordo delle scarpe bullonate che picchiano sul pallone, le chiamate del fuorigioco. «E’ la sconfitta del calcio» sottolinea il vice presidente Giambattista Pastorello, ma il pomeriggio rossoblu è splendido. Troppo importante la vittoria, troppo grande la gioia per un risultato inatteso e che negli spogliatoi viene festeggiato dai protagonisti. Il Grifone vola sulle teste dei “fratelli partenopei”. Prima del fischio d’inizio è festa fuori dal San Paolo. Vince il Genoa (2-1) e la sua classifica si fa meravigliosa, se si pensa che fino a sette giorni fa qualcuno parlava di allenatore in bilico e di una squadra brutta a vedersi: due vittorie ed è cambiata l’aria. I commenti erano trancianti: non si può giocare così, si rischia troppo. Gasperini mette a tacere tutti con lezioni di tattica pura. «Poteva starci anche il pari» ammette Pastorello, ma la vittoria è più bella assai. E se in campo il Genoa non regala una prestazione straripante come quella di mercoledì con l’Udinese, il tecnico Gasperini incassa un’altra, l’ennesima, qualità di questa squadra: l’opportunismo, il cinismo. Gasperini azzecca l’undici iniziale e i cambi. E’ suo lo scacco matto all’amico Reja e regala al Genoa la gioia di una storica vittoria al San Paolo. Bisogna cominciare dalla prima fase,dalla preparazione della gara,per trovare l’origine del capolavoro napoletano. I due tecnici danno vita a una partita a scacchi nella quale la prima mossa – che risulterà decisiva – la fa Gasperini. Il camaleonte rossoblù si posiziona con cinque elementi a centrocampo e soprattutto Milanetto in posizione avanzata a contrastare Gargano e con il compito di far ripartire l’azione. Meccanismo che funziona fino a quando Milanetto non si fa schiacciare all’indietro. Di fronte a due assetti speculari, però, il risultato è di una partita blindata, monotona, che il silenzio di Fuorigrotta non aiuta certo a decollare. Il gol, o meglio l’autogol di Cannavaro preoccupato del sopraggiungere del granatiere Borriello, impone a Reja la seconda mossa. Forse scontata, forse azzardata. Il Napoli prova ad accelerare, inserendo Hamsik a centrocampo, avanzando Bogliacino e dirottando Lavezzi a destra. Tridente, quindi, con Gasperini che arretra Konko a prendersi cura di Bogliacino. Ti aspetti Lavezzi e sotto certi aspetti lo trovi. Soprattutto quando parte in velocità l’argentino diventa incontenibile e Bovo deve aggrapparcisi per fermarlo. Zalayeta, là davanti è una quercia in grado di abbinare forza e classe,ma la difesa del Genoa «è più equilibrata e solida» è anche l’uruguagio napoletano trova un solo spunto nella ripresa, ma lo spreca. Che bello è Tano De Rosa in versione guerriero. La vera anima di questo Ciuccio risulta Blasi, scuola juventina e desiderio estivo genoano. E’l’uomo ovunque della formazione di Reja, si sacrifica a tessere offensive e ripiega quando gli avversari puntano l’area di Gianello. Si becca anche un giallo per un recupero su Sculli. Ma il vero gioiello di giornata, «uno babà», risulta essere un calabrese dal sorriso contagioso e da una carriera costellata da ostacoli. Beppe Sculli non segnava dal 21 ottobre 2006, con il Cesena in casa. In mezzo ci sono stati diecimesi di inattività, due processi e tanta amarezza. A Napoli la sua cabeza pelata infilza Gianello con una precisione da chirurgo, quando al cronometro manca un solo giro al 90’: «E’ andata bene. Quando ce vò, ce vò». E lui l’eroe di giornata. E’ Sculli l’uomo partita, ma Borriello partecipa giustamente alla festa. Super Marco sperava forse di continuare il filotto di gol e qualche volta si lascia andare a eccessivi personalismi, ma un attaccante è così: egoista. Borriello per lunghi tratti della sfida si carica il reparto sulle spalle e va “a fare a botte” con Cannavaro, Garics e Domizzi senza risparmio di energie. Sculli chiude i conti, ma Borriello fa tutto bene in precedenza. E la pennellata dalla fascia è un invito a nozze. Sculli, appunto.E’ proprio lui l’asso nella manica del Grifone raggiunto su rigore, che le immagini televisive confermeranno inesistente. Gasperini cambia ancora. «Ci mancava lucidità e forza nelle ripartente» ed allora scocca l’ora di Sculli che rileva un Leon interessante nella prima frazione, ma che alla lunga va in difficoltà. Adesso si potrà dire «chissà cosa sarebbe successo se le cose fossero andate male? ». A posteriori è sempre facile trarre conclusioni, ma è il momento che il popolo rossoblu cominci a vedere il bicchiere pieno, e non solo mezzo pieno, perché questa squadra «sta crescendo, pur avendo ancora tanti margini». Gasperini è convinto che il Grifo «si possa esprimere ancora meglio in futuro». La sfida con il Cagliari di domenica è alle porte. E la panchina di Di Vaio potrebbe essere finita.

IL SECOLO XIX - Reja non ci sta: «colpiti nel momento migliore, ma senza pubblico non siamo gli stessi». Napoli. Edy Reja non ci sta. Questa sconfitta non vuole accettarla. Per l'allenatore del Napoli il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio. «Abbiamo giocato bene a tratti - racconta in sala stampa - poi è arrivato il gol di Sculli proprio nel momento in cui stavamo spingendo per segnare. Abbiamo provato a vincere, ma non ci siamo riusciti. È andata male, ma non facciamone un dramm. Andiamo avanti con tranquillità». Nessu rischio di contraccolpi psicologici, dopo questo ko casalingo? Reja non ha dubbi: «Credo che in questa circostanza il Genoa sia stato abbastanza fortunato. Per questo non temo contraccolpi. Ci siamo sempre rialzati dopo i ko. Certo, adesso la strada è in salita, ci attendono degli impegni proibitivi. Ma gli stimoli ci sono, e sono giusti. Andremo a giocare in stadi non vuoti, tanto per iniziare. Oggi l'assenza del pubblico ha pesato, eccome. Questa è una squadra abituata a contare sul sostegno della gente, che oggi purtroppo non c'è stato. Da parte mia non c'è rabbia, al massimo c'è rammarico, ma ora dobbiamo reagire». Nel finale il Napoli è parso decisamente meno tonico del Genoa. «Per quanto mi riguarda, posso dire che Lavezzi alla fine era un po' stanco, ma solo perché è un giocatore abituato a partire da lontano. Le polemiche sull'arbitraggio? Di solito l'espulsione avviene quando si fa un fallo da ultimo uomo, come è accaduto sul Pocho. L'arbitro, non ha avuto grosse difficoltà. Nemmeno Blasi andava ammonito. Sosa? Ha sfiorato il gol di testa. Si è inteso bene con Calaiò e Zalayeta, che hanno fatto il possibile». Reja contro il Genoa ha cambiato modulo. Perché? «Ho usato i quattro difensori per provare gli inserimenti dei centrocampisti. Ho fatto dei tentativi, pur sapendo di perdere un po' di equilibrio. Il fatto è che non siamo partiti con il piglio giusto. Un messaggio a chi ha lanciato la bottiglietta? Potrei dirgli tante cose. La città non meritava lo stadio vuoto. Sono personaggi da denunciare subito, questo è il fatto. Per il resto, sono costretto a ripetermi: giocare senza pubblico per il Napoli è un handicap gravissimo. E il risultato di questa partita purtroppo lo dimostra».

 

IL SECOLO XIX - Scarpi missione compiuta, Di Vaio si prepara. Il portiere lascerà il posto all'amico Rubinho, l'attaccante è pronto a rientrare. Ieri è stato come un allenatore aggiunto. di Giuliano Gnecco. Napoli. L'ex (e prossimo) panchinaro da una parte, l'ex (e prossimo) titolare dall'altra. Alessio Scarpi e Marco Di Vaio; per la serie: destini incrociati. Dato in comune: due uomini spogliatoio. Scarpi al San Paolo ha dimostrato di non essere solo un uomo che fa gruppo, un dodicesimo affidabile, ma di essere ancora un portiere da serie A. Precisazione: a lungo si è potuto limitare all'ordinario, ma sulla sventola di Hamsik e sulla conclusione di Lavezzi (due insidie in due minuti) ha ribadito di avere tecnica, qualità, preparazione. A 34 anni si allena con l'entusiasmo dei ragazzini: la professionalità è l'elisir di longevità per un calciatore. Di buono c'è anche che è uno che sa stare al suo posto: niente dualismi con Rubinho, che anzi è un amico; domenica Scarpi tornerà in panchina - anche se con il Cagliari, con il quale ha trascorso gran parte della sua carriera, compresa un'esperienza in Europa, non gli spiacerebbe esserci - e fra i pali ci sarà il brasiliano. Scarpi tornerà a ricoprire il ruolo che ieri ha svolto Di Vaio: l'allenatore aggiunto, l'uomo in più in panchina. «Verrà il momento di Di Vaio, come è arrivato quello di Borriello, di Leon, di Sculli, di Papa Waigo», assicura Gian Piero Gasperini. Ieri, per la seconda volta consecutiva, l'ex juventino è stato escluso dalla formazione base. A lungo il tecnico ha meditato di farlo entrare, lo ha fatto scaldare, poi ha optato per altre soluzioni. Però Di Vaio ha dato conferma di essere un campione anche fuori dal campo: niente lamentele, niente proteste, niente musi lunghi, niente sceneggiate. Ha invece incitato continuamente i compagni, ha fatto il tifo per loro, gli ha dato raccomandazioni. Come abitualmente fa Scarpi, appunto. Era talmente in trance agonistica che non riusciva neppure a stare seduto in panchina e si alzava in piedi per fare sentire ai compagni che gli era vicino. Ci sono a volte giocatori di secondo piano che fanno drammi per un'esclusione, mentre lui nonostante il palmares, ha dato prova concreta di essere più di un professionista: un uomo serio legato al Genoa e ai suoi giocatori; uno che pensa che il bene dei molti debba prevalere su quello di pochi, o di uno. Come dire: un esempio per i giovani. Scarpi e Di Vaio: destini incrociati perché sono due esempi in campo e fuori. Perché non creano problemi nello spogliatoio ma anzi si adoperano fattivamente per cementare il gruppo. Come faceva Stellini, ad esempio; come fa Rossi, come fa Sculli, come fa Milanetto, come fanno tanti altri. Se lo scorso anno il Genoa ha conquistato la promozione è anche per questo spirito, che ora si sta ritrovando grazie a modelli positivi come Scarpi e Di Vaio. Dal campo Scarpi tornerà in panchina. Dalla panchina Di Vaio tornerà in campo. Ma comunque, giocando o meno, il loro comportamento - tecnico e professionale - è stato fra i fattori decisivi dell'impresa di ieri al San Paolo.

IL SECOLO XIX - La strana partita con contorno di nulla. Il deserto del San Paolo ha impressionato il brasiliano Danilo: «Si gioca peggio». Sculli: «Non è bello segnare». di Giovanni Ciolina. Napoli. In Brasile aveva già gustato il sapore di una gara a porte chiuse «ma al San Paolo è stato più brutto giocare. Mi era capitato di giocare a porte chiuse Pontepetra-Fortaleza,nel 2005, ma lo stadio era più piccolo. Oggi ho provato una sensazione strana. E' più difficile giocare». Danilo Sacramento, 25 anni, incassa il secondo gettone da titolare della stagione ed è raggiante quando esce dal campo. «Buona gara, siamo tutti felici per la vittoria» sono le prime parole appena arriva in sala stampa. In un sacchetto il trofeo di giornata: la maglia azzurra del Napoli. «Il merito della mia crescita è del mister - sottolinea - Mi ha parlato a lungo , mi ha insegnato cosa fare, tenere palla, saltare l'uomo. Così diventano naturali i migliori». Il tema di giornata, però è quell'insolito contorno di nulla che ha caratterizzato la sfida. Quell'immensa cattedrale di cemento deserta non è piaciuta al brasiliano: «Senza tifosi si gioca peggio». Ma si fa risultato. «Non so se è peggio giocare senza tifosi avversari» ammette Gian Piero Gasperini immaginando la bolgia che si sarebbe scatenata al pari del Napoli. «E' la sconfitta del calcio» è il tranciante commento del vice presidente Giambattista Pastorello. «Capisco la tolleranza zero, ma in questo modo si finisce per penalizzare la stragrande maggioranza del pubblico. E poi quando manca il pubblico anche lo spettacolo stenta a decollare». L'insolito scenario è uno dei temi di giornata anche per il match winner di giornata Beppe Sculli. Il cannoniere rossoblu è ovviamente felice per il gol «anche se non è tanto bello segnare in uno stadio deserto». Imbarazzo e disagio anche per tutti gli altri elementi della rosa genoana. Una situazione che ha convinto anche il presidente Enrico Preziosi a disertare la trasferta. Lo aveva lasciato intendere in settimana. E' stato di parola. Meglio sedersi davanti alla tv, piuttosto che assistere ad una gara senza pubblico. Domenica, al Ferraris, ci sarà. C'è da scommetterci.

IL SECOLO XIX - IL GOL DEL BOMBER RITROVATO «Che gioia dopo la squalifica». di Giovanni Ciolina. Napoli. Si era fatto conoscere dal popolo rossoblù con una doppietta decisiva a Brescia. La vendetta dell’ex era risultata decisiva al Rigamonti. Da quel giorno erano seguiti altri momenti felici. L’ultimo centro a Marassi con il Cesena, primo gol del 43 ai romagnoli e quarta rete nel bottino personale. Poi il «silenzio degli innocenti». Beppe Sculli, 26 anni, ha ritrovato il gol a Napoli dopo undici mesi e qualche giorno di astinenza. E anche stavolta la zampata del calabrese è risultata decisiva, determinante. Una rete da tre punti e che tre punti per il Genoa che conquesta vittoria sale a quota nove. «Quella palla di Borriello era troppo bella per essere sprecata» dice l’attaccante che sembra quasi in difficoltà di fronte a tanta attenzione. E’ un timido fuori dal rettangolo di gioco e la dedica per quella perla allo scadere della partita del San Paolo non può che andare a suo figlio Francesco e alla compagna. «Ma che gran cosa ha fatto Marco – racconta Sculli un’ora dopo il gol che ha deciso la partita di Napoli– Gli ho dato palla, lui ha calciato e Cannavaro lo ha rimpallato, ha ripreso il pallone e lo ha depositato sulla mia testa. E’ andata davvero bene». Il gol al San Paolo, oltre a segnare il ritorno alla vittoria del Grifone in trasferta (ultimo colpo esterno il 5 maggio dello scorso anno con un 2-0 al Frosinone), segna anche la rinascita di un giocatore che ha temuto di veder interrotta la carriera per un’accusa di illecito sportivo. Contestazione che è caduta, per fortuna. Una vicenda che risale a cinque anni fa, ma che ha comunque pesato sulla stagione scorsa. Otto mesi di squalifica, due processi e ritorno in campo da giocatore libero solo a Catania, un mese fa. «Era quasi un anno che non facevo gol..» aggiunge e quando lo dice si libera di un peso. E rimarca: «Devo ritrovare il ritmo partita e con la serie ravvicinata di impegni alla fine faccio fatica, ma piano piano sto tornando ai miei livelli». Ma pur coccolandosi il gol e la vittoria Sculli regala un monito a tutti: «Prendiamoci questa seconda vittoria consecutiva,ma dobbiamo pensare solo alla salvezza. E’ quello il nostro obiettivo.Punto e basta. Quello che arriverà in più sarà tutto di guadagnato». Concreto come quando puntualizza «di aver creduto fino alla fine alla vittoria». Domenica arriva il Cagliari e Sculli pensa già alla sfida con i sardi. «Dobbiamo credere di proseguire su questa strada», benché l’importante sia non perdere. Adesso che ci ha preso gusto il Grifone non vuole interrompere il sogno. Borriello non è più l’unico realizzatore rossoblù «ma sono contento lo stesso,perché pur non avendo segnato,ho messo lo zampino in entrambe le occasioni» Da cannoniere a rifinitore: per Super Marco non cambia la sostanza. «Peccato aver giocato a porte chiuse, avrei preferito il pubblico, ma va bene così».Anche perché i motivi di soddisfazione per il Grifone sono tanti. Le statistiche sono fatte per essere smentite e allora ecco il ritorno al gol in trasferta dopo il 2-2 di Bari della scorsa stagione, ma anche l’imbattibilità della porta napoletana interrotta a 403’. Sono numeri di un’impresa, sono spunti che piano piano restituiscono alla squadra di Gasperini quella realtà che la dura sconfitta con il Milan sembrava poter essere incrinata. «Continuiamo così, tenendo i piedi per piantati per terra» è l’invito di Borriello che ora dà l’appuntamento a domenica pomeriggio, quando al Ferraris scenderà il Cagliari.

 

IL SECOLO XIX - LE PAGELLE - Nessuna sbavatura, ottimo “esordio” di Scarpi, gran lavoro di Borriello e Leon. di Giuliano Gnecco. SCARPI 6,5 Non giocava dall’inizio dalla finale playoff di ritorno contro il Monza al Ferraris: in pratica, anni luce fa. Torna e indossa subito la fascia da capitano. È presto chiamato a far valere tutti i suoi centimetri sulle palle alte che piovono ripetutamente in area. Dimostra di avere i riflessi intatti prima su un gran diagonale di Hamsik e poco dopo sulla bomba di Lavezzi. Dietro Rubinho, una sicurezza. BOVO 7 L’esordio in centro, a sinistra contro l’Udinese, questa volta è dirottato a destra: per lui cambia poco a conferma di una straordinaria duttilità in difesa. Non a caso, dopo l’addio di Nesta alla Nazionale, Donadoni ha confidato ad amici di considerarlo nella rosa dei papabili per l’iscrizione al Club Italia. Dalle sue parti si alternano Zalayeta e Lavezzi, ma è soprattutto l’argentino che ronza insistentemente cercando lo spunto vincente. Non glielo concede. Con la difesa a quattro diventa il centrale di sinistra, e gioca sempre pulito, senza affanni. Un pilastro della difesa di Gasperini. DE ROSA 6,5 Il biglietto da visita è incoraggiante: sradica il pallone dai piedi di Lavezzi ed esce palla al piede prima di servire Milanetto affidandogli l’incarico di impostare. Poi, però, una sua leggerezza in disimpegno mette in moto il contropiede di Lavezzi, per fermare il quale si deve immolare Lucarelli e si becca un giallo.A inizio ripresa prima abbocca alla finta dell’argentino, poi però recupera e lo contrasta bene: l’arbitro Pierpaoli, però, vede un fallo, ed è il rigore del pareggio. Sono le due macchie nere di una partita ad alti livelli. LUCARELLI 6,5 All’inizio duella prevalentemente con Zalayeta, e la Pantera non riesce a ruggire; quando Reja toglie Cupi per passare al tridente, Gasperini ridisegna la difesa a quattro decentrando l’ex livornese a sinistra; da quella parte arriva Lavezzi, che rispetto a lui ha un passo e una agilità differente. Tiene ancora, con intelligenza e mestiere. Così di lì ritorna Zalayeta. Ma su questo fronte non si sfonda. KONKO 6,5 Inizia frastornato: sbaglia appoggi elementari, arriva in ritardo sulla palla, non trova le misure. Anche i chilometri su e giù per la fascia gli tolgono lucidità. Poi il Napoli passa al tridente, e finisce lui a contrastare Bogliacino. Quindi ancora, sempre in marcatura su Zalayeta quando in mezzo va Sosa. Non basta? Gli tocca pure Calaiò. Risultato? Attento in marcatura e ripartenze pericolose. La condizione è buona perché cresce alla distanza e chiude alla grande. JURIC 6,5 Parte dal centrodestra – posizione per lui inconsueta – in marcatura pressoché a uomo sull’uruguagio Bogliacino, pericolo pubblico negli inserimenti del Napoli. Torna a fare il gioco abituale quando Bogliacino avanza nel tridente. Per lunghi tratti è il migliore in campo: uomo ovunque, cattivo e preciso.Nella ripresa cala e sbaglia troppo. Alla fine però si scuote e ritorna al top. A lui affideresti anche il portafoglio: ti puoi fidare ovunque lo metti. PARO 7 Nei piani della vigilia deve fronteggiare Blasi; presto però Reja rimescola le carte e finisce sulle piste di Hamsik, talento slovacco che un paio d’anni fa Skuhravy suggerì al Genoa quando ancora si poteva acquistare per pochi soldi. A quel punto è costretto a decentrarsi, ma non si scompone. Poi torna in mezzo e fa tanta legna con qualità. Fa un gran lavoro di cucitura per avviare l’azione dell’1-2. Forse il migliore di giornata. DANILO 6,5 Sembra il Pendolino: fa avanti e indietro sulla fascia infinite volte. Il piede è da brasiliano, ovviamente; la testa è da europeo. Copre bene e poi si riversa in avanti: quando scende fa piuttosto male. È un giocatore vero. ( 41’ ST PAPA WAIGO NG: pochi minuti per dare profondità e puntare sulla velocità). MILANETTO 6 Avanza sulla trequarti per tenere basso Gargano, cioè lontano dalla zona pericolo. Avendo una porzione di campo più limitata da coprire, riesce a pensare e costruire. Però dura poco: è obbligato ad arretrare di parecchio il baricentro quando nel Napoli entra Hamsik. Si disimpegna bene, non si tira indietro,ma non ha ancora l’autonomia per giocare a certi ritmi per 90’, e alla fine deve uscire. (15’ ST COPPOLA 6,5: entra subito in partita, mostra i muscoli, va a raddoppiare e ad aggredire. Imposta pure: dal Napoli a Napoli, passando per l’infortunio, un giocatore ritrovato). LEON 6,5 Al San Paolo ha esordito in rossoblù trovando subito una gemma preziosa; Gasperini non bada alla cabala ma gli rinnova la fiducia dopo la confortante prestazione di mercoledì. Alla prima occasione lascia subito il segno: detta a Konko il passaggio sul filo del fuorigioco emette in mezzo una palla tesa che Cannavaro, nel tentativo di anticipare Borriello, devia nella propria porta. Si batte e impensierisce ilNapoli con i suoi funambolismi, anche se li alterna ad alcune ingenuità (10’ ST SCULLI 7: decisivo, quasi un anno dopo. Gioca una gara attenta sotto il profilo tattico, anche occasioni ne ha poche. Si fa però trovare pronto al momento giusto, con una rete che ricorda – dalla fascia opposta una delle due segnate lo scorso anno a Brescia). BORRIELLO 6,5 Napoletano verace, gioca per la prima volta nello stadio dove da bambino veniva ad ammirare le prodezze di Maradona. Stavolta non segna ma si batte come un leone.Va vicino al gol in mezza rovesciata,mette lo zampino su entrambe le reti. Grandissimo il lavoro per servire a Sculli il gol vittoria. NAPOLI Gianello 6; Cupi 5,5 (32’ pt Hamsik 5,5), Cannavaro 5,5 ,Domizzi 6;Garics 6, Blasi 6,5,Gargano5,5, Bogliacino 5,5 (17’ st Sosa 5), Savini 5; Zalayeta 5,5 (29’ st Calaiò ng), Lavezzi 5,5. ARBITRO PIERPAOLI DI FIRENZE 5: al 5’ della ripresa Lavezzi accelera a De Rosa lo contrasta in area; l’argentino cade, l’arbitro sembra lasciar proseguire poi – forse accogliendo un suggerimento del quarto uomo ci ripensa e indica il dischetto. È un errore che rischia di rovinare la partita del Grifone.

IL SECOLO XIX - UNA SQUADRA CAMALEONTE. Gasperini cambia e vince. di Giuliano Gnecco. NAPOLI. Due vittorie consecutive, sette punti in una settimana, un’imbattibilità che si prolunga da cinque partite; l’unica sconfitta con il Milan, proprio nel momento migliore del Diavolo che in quel periodo ne rifilava tre agevolmente anche al Siviglia. Letti così, freddamente, sono numeri da grande squadra. Con maggiore equilibrio: dimostrano che il Genoa ha trovato una sua quadratura. «Anche con il Milan – assicura Gian Piero Gasperini –rifarei cento volte le stesse scelte.Per mezz’ora abbiamo giocato bene, e in quel momento, con i giocatori a disposizione, non c’erano molte alternative ». A Napoli invece il Grifone ha dimostrato di essere cinico – come serve in serie A – nonostante la situazione di partenza non fosse ottimale. «Cinici sì – precisa Gasperini –Ma abbiamo giocato bene, soprattutto nel primo tempo. Abbiamo meritato. Avevamo difficoltà a ripartire perché mancava lucidità nonostante ci fosse una superiorità in mezzo al campo e non mancassero gli spazi. Non eravamo freschi, abbiamo pagato la prestazione di mercoledì: in dieci per un tempo. Non abbiamo potuto recuperare, e non c’era una rosa sufficiente per il turn over. Poi sono entrati Papa Waigo e Sculli per dare profondità ». È anche questa una chiave di lettura: come contro l’Udinese – soprattutto nel primo tempo – la partita l’ha vinta Gasperini a livello tattico mandando all’aria i piani di Marino, così a Napoli gran parte dei meriti sono dell’allenatore che ha ridisegnato la squadra in modo da chiudere i varchi a Reja, e ha cambiato volto alla squadra più volte nel corso della gara per rispondere alle contromosse che l’allenatore campano si sforzava di trovare. Dal 3412 iniziale (352 se si preferisce) così il Genoa è passato al 4321 mutando più volte fino a concludere con il tradizionale343. «Non c’entrano i moduli –assicura Gasperini– Ilmodulo è sempre lo stesso, cambia l’interpretazione in base all’avversario. Non avevamo freschezza nonostante gli spazi che si presentavano, ma stiamo crescendo tecnicamente, ritrovando equilibrio e tecnica. Serve sempre elasticità: in questo momento abbiamo difficoltà a reggere le tre punte, ma contiamo di arrivarci ». Il Genoa camaleonte compie un’impresa con cuore e carattere, con grinta e sacrificio ma anche con tecnica, tattica e intelligenza. Eppure ha rischiato di rimetterci altri due punti per l’ennesima svista arbitrale in questa stagione: «Il rigore ci ha cambiato un po’la partita–ricorda il tecnico– Lo contestiamo: in sei partite abbiamo avuto diversi episodi negativi da parte degli arbitri. Così non va bene. La simulazione era evidente». L’arbitro, peraltro, ha fischiato il rigore in ritardo; in un primo momento sembrava intenzionato a lasciar proseguire. Il sospetto è che la segnalazione sia arrivata dal quarto uomo, Celi. Eppure le moviole confermano che se De Rosa commette un fallo– leggera trattenuta con la mano – sarebbe comunque ampiamente fuori area: Lavezzi invece stramazza al suolo, come colpito da un proiettile, una volta in area. Tuttavia il calcio è strano: fino a una settimana fa sembrava tutto da rifare, oggi invece fra i tifosi c’è chi inizia a sognare. Per la serie: equilibrio zero. «La classifica è buona, la vittoria meritata– ribadisce Gasperini– Però con il Milan è andata come è andata, a Catania sul quel campo era difficile giocare, con il Livorno ci è andata male. Il derby è stato brutto, ma siamo arrivati con inutili tensioni: sembrava un’ultima spiaggia. Se invece questa squadra ha fiducia ed è supportata, può faticare e lottare come è successo oggi». E i risultati arrivano.

 

LA REPUBBLICA - Sculli scacco matto, Genoa in orbita. I rossoblù passano a Napoli e salgono in classifica: dopo un´autorete di Cannavaro il pareggio su rigore inesistente. Poi la rete in extremis. Gasperini vince la partita tattica con Reja, decide un gol all´89´. Rabbia per il penalty subito: "Troppi errori contro di noi in queste prime sei partite". Il Grifone s´aggiudica una sfida vibrante anestetizzata dalla assenza di spettatori. di Gessi Adamoli. NAPOLI - Giocano a scacchi, Gasperini e Reja, nello stadio deserto che rende come anestetizzata quella che avrebbe dovuto essere una sfida vibrante per oltre sessantamila spettatori. Lo scacco matto arriva all´89´: il gol lo segna Sculli di testa, il cross perfetto è di Borriello. Vince il Genoa, vince Gasperini il duello alla lavagna. Il primo tempo del Genoa è stato perfetto. Al Napoli, che abitualmente gioca con 5 centrocampisti, non viene concessa la superiorità numerica nella zona nevralgica del campo. Così il tecnico rossoblù opta per un 3-5-2 speculare a quello del Napoli. E Juric, uno dei cinque centrocampisti del Genoa, è destinato ad una marcatura ad uomo su Bogliacino in tutto e per tutto simile a quella a cui si era dedicato a Bellucci nel derby. Difendere a tre non è solo una necessità (Bovo, De Rosa e Lucarelli sono gli unici difensori sopravvissuti dopo che, oltre a Masiello e Santos, anche Bega è andato k. o.), ma anche una scelta contro Lavezzi e Zalayeta. E, là davanti, Borriello e Leon, ispiratissimi contro l´Udinese, tengono da subito in apprensione la difesa del Napoli. Così (12´) Cannavaro, sul cross teso dalla destra di Leon, è talmente preoccupato dalla presenza di Borriello da intervenire in scivolata e mandare il pallone alle spalle di Gianello. Il Napoli è solo Lavezzi: il funambolo argentino, genoano per un mese nella famigerata estate 2005, nel giro di tre minuti fa ammonire prima Bovo, l´avversario che opera nella sua zona e che non ha il passo per opporsi alle sue fulminee accelerazioni, e subito dopo Lucarelli. Reja prova a fare la prima mossa: dentro Hamsik e fuori Cupi. Sono passati solo 33´, quella del tecnico partenopeo è un´ammissione pubblica dell´errore commesso a concedere al giovane talento slovacco un turno di riposo. Il Napoli dal 3-5-2 passa al 4-4-2 ma con Hamsik e Bogliacino, fantasisti mancini, che finiscono per pestarsi i piedi. Un po´ come succederà nella ripresa quando, per un certo periodo, il Napoli avrà in campo contemporaneamente due attaccanti centrali come Zalayeta e Sosa. Il Genoa va al riposo senza correre rischi particolari e nel secondo tempo si ripresenta in campo con una difesa a quattro con Konko arretrato sulla linea dei marcatori e Bovo, anche per evitargli pericolosi uno contro uno con Lavezzi, spostato nel settore di centro-sinistra. Contromossa di Reja: Lavezzi da sinistra viene spostato a destra nel settore di competenza di Lucarelli, l´altro difensore genoano ammonito e lui pure non certo velocissimo. A riportare in parità il Napoli è però un rigore generosamente concesso dall´arbitro Pierpaoli dopo 6´. Si arrabbia molto Gasperini ed è difficile dargli torto: «Troppi gli errori contro di noi in queste prime sei partite. Il rigore era inesistente e lo dico senza nemmeno aver bisogno di rivedere le immagini in televisione. Era una simulazione clamorosa, ma l´arbitro ha fischiato e con un ritardo clamoroso come se qualcuno tramite l´auricolare gli avesse suggerito che il fallo invece ci fosse». Dopo il pareggio di Domizzi dagli 11 metri, sarabanda di cambi. Dentro Coppola, a fare diga, per Milanetto, mentre Reja sostituisce prima Bogliacino con Sosa e successivamente Zalayeta con Calaiò. Ma la mossa decisiva è l´ingresso, nelle ultime battute, di Papa Waigo che va a destra. Sculli così si sposta a sinistra ed è bravo a seguire un´azione di Borriello: tiro respinto, riprende ancora Borriello e cross per la testa di Sculli, la palla picchia sul palo interno e finisce in rete. E la vittoria del calcio all´italiana: difesa e contropiede. «Non abbiamo ancora la possibilità di sopportare troppi attaccanti - spiega Gasperini - In questo senso dobbiamo crescere, ma non ci sarà da aspettare moltissimo».

LA REPUBBLICA - Borriello invita a non farsi prendere dall´euforia, Sculli ammette il sapore speciale del successo. Il bomber che non s´arrende mai "Adesso sono tornato a vivere". di Gessi Adamoli. NAPOLI - A San Giovanni a Teduccio ieri sera, nonostante la sconfitta del Napoli, hanno comunque festeggiato. È il quartiere della periferia orientale dov´è nato Totonno Juliano, il più grande giocatore napoletano nella storia del Napoli, ma è anche è il quartiere di Marco Borriello. Sino a qualche settimana famoso per essere il fidanzato di Belen, ma che, a suon di gol, è saputo balzare anche agli onori della cronaca calcistica. «Bella, sofferta e voluta, questa vittoria - racconta - La squadra ha dimostrato di avere uno spirito eccezionale e anche di saper interpretare splendidamente la partita. Difesa e contropiede: questa è la tattica che c´eravamo imposti di adottare». Dopo la tripletta all´Udinese è rimasto a secco, ma nel secondo tempo ha retto da solo tutto il peso dell´attacco. «È normale - spiega - venire a Napoli e doversi sacrificare. Sul nostro primo gol ho fatto il movimento classico come per andare sul primo palo e ho messo in difficoltà Cannavaro, ma quella palla, se l´avesse lasciata passare, l´avrei certamente presa io. Sul secondo gol prima ho cercato il tiro; poi, sulla ribattuta, sono stato bravo a pescare Sculli al centro dell´area. Questi sette punti in una settimana sono fondamentali per la nostra classifica, ma ora non dobbiamo farci prendere dall´euforia e non dimenticare che il nostro obiettivo è la salvezza». Ha un sapore speciale il gol per Beppe Sculli e non solo perché è quello della vittoria. «Quello che ho passato avrebbe messo k.o. chiunque, ma non il sottoscritto. Io sono uno che non si arrende mai». Fermo otto mesi per una squalifica quanto meno anomala e senza nemmeno la possibilità di presentare appello: «Grazie a questo gol vedo definitivamente la fine del tunnel. È ripresa la mia vita da calciatore, l´ultima rete in serie A l´avevo segnata nel 2006 con la maglia del Messina al Milan. Ma quella volta avevamo perso tre a uno». Per il gol la dedica è scontata: «Al piccolo Francesco che ha solo 4 mesi». E di Gasperini, che l´ha plasmato nelle giovanili della Juventus e che ora, a 26 anni, da attaccante l´ha trasformato in mediano di fascia, dice: «Il mister sa che sono uno che non si tira mai indietro. A destra, a sinistra: dove mi mette io gioco». Il vicepresidente Pastorello confida che la squadra non era ancora rientrata negli spogliatoi che aveva già il presidente Preziosi al telefono: «Ed è stato difficile tenerlo a freno». Normale che, dopo la seconda vittoria consecutiva, ci sia grande euforia. «La partita - prosegue Pastorello - l´abbiamo vinta a centrocampo, dove eravamo costantemente in superiorità numerica. Questo è un Genoa diverso rispetto a come eravamo abituati, è più prudente però non rinuncia comunque alla possibilità di offendere. Ora la classifica è dalla nostra parte, però non ci illudiamo di essere dei fenomeni. Ma non eravamo nemmeno così scarsi come invece ci avevano dipinto a inizio stagione».

 

LA REPUBBLICA - Napoli, beffa nel deserto "Tutta colpa dei teppisti". Reja dopo la sconfitta: "Denunciateli". Partita senza pubblico, vince il Genoa (1-2) favorito all´inizio da un autogol di CannavaroNegli ultimi minuti altro errore in difesa: gol-vittoria di Sculli. Per la squalifica (gara a porte chiuse) perso un milione di euro. Amarezza del tecnico "Paghiamo per il gesto di quattro imbecilli". di Marco Azzi. AL DANNO, con inesorabile puntualità, s´è aggiunta la beffa. Immeritato il ko del Napoli, uscito a testa bassa dal pomeriggio di ieri al San Paolo. L´assenza forzata dei tifosi, messi in castigo per un turno dal giudice sportivo, ha agevolato nel finale il successo del Genoa (1-2), firmato in contropiede da Sculli al 44´ del secondo tempo. Disastroso il bilancio, in campo e fuori: tre punti in meno e un milione di euro in fumo. Tutta colpa della bottiglietta che aveva colpito un guardalinee contro il Livorno e provocato la chiusura dello stadio. «Abbiamo pagato per colpa di quattro imbecilli. Mi auguro che sia l´ultima volta», s´è lamentato dopo la sconfitta Edy Reja, chiedendo ai tifosi di spezzare il muro di omertà. «Bisogna denunciare i teppisti. Non è giusto che le conseguenze di questi gesti ricadano su di noi e sulla gente perbene. I miei giocatori, alla fine, erano delusi. Col pubblico, non avremmo perduto la partita». Non ci sarà una controprova. Di certo, però, la sconfitta del Napoli è stata ingiusta. Gli azzurri devono rimproverarsi soltanto per il loro autolesionismo, che ha spianato la strada del Genoa. Gli errori più evidenti sono stati commessi dalla difesa, il reparto che fino a ieri era stato impeccabile. Emblematico l´autogol di Paolo Cannavaro, che ha messo fine dopo 404´ di campionato all´imbattibilità. Evitabili pure gli errori che hanno favorito il raddoppio di Sculli (44´ st), lasciato da solo al centro dell´area di rigore. «Qualche cosa non ha funzionato, dovevamo essere un po´ più attenti», s´è giustamente lamentato Reja, a sua volta non impeccabile nella gestione della gara. Non ha convinto la rinuncia iniziale a Hamsik, gettato precipitosamente nella mischia dopo mezzora. Presuntuoso anche l´assalto finale con il tridente, Lavezzi, Calaiò e Sosa insieme, che ha permesso al Genoa d´impadronirsi del centrocampo e uscire dal bunker. Il gol decisivo di Sculli, peraltro casuale, è stato favorito proprio dagli spazi lasciati davanti a Gianello: una leggerezza imperdonabile. La voglia di vincere a tutti i costi ha condannato il Napoli, privandolo di un punto molto utile. Si profila il terribile ciclo di ottobre: Inter (sabato prossimo), Roma, Juventus e Fiorentina. Reja giura di non aver paura. «Ce la giocheremo con tutti, col piglio giusto». Ma non sarà facile dimenticare subito la sconfitta, aggravata anche dalla squalifica (somma di ammonizioni) di Blasi. «L´arbitro ha sbagliato, il mio giocatore non meritava quel cartellino giallo», se l´è presa il tecnico friulano, è amareggiato. «Non avevamo cominciato bene, l´ammetto. Nella ripresa, però, eravamo padroni del campo. Per questo ho cercato di vincere con il tridente». Il Napoli ha dato il meglio di sé dopo l´ingresso di Hamsik, gettato nella mischia al posto di Cupi. Nel primo tempo, dal grigiore generale, s´era elevato soltanto Lavezzi, a tratti incontenibile. Due folate del "Pocho", stroncate con la forza da Bovo e Lucarelli, erano costate altrettante ammonizioni ai difensori ospiti. Nessun intervento, però, per il portiere Scarpi. Il Genoa, invece, aveva colpito al primo tentativo, con il clamoroso autogol di Cannavaro su cross di Leon. Più movimentata la ripresa, cominciata con il fallo da rigore su Lavezzi e la trasformazione di Domizzi (6´). Fallito il colpo del ko con Hamsik (18´, prodezza di Scarpi) e con Sosa (25´), gli azzurri si sono consegnati ingenuamente al contropiede degli ospiti, fino a quel momento chiusi nel loro bunker. Inattesa la combinazione tra Borriello e Sculli, che ha battuto Gianello. Reja c´è rimasto male. «Ci hanno fatto due gol con un tiro e mezzo». Una beffa che si poteva evitare.

LA REPUBBLICA - Le pagelle. De Rosa il baluardo. Scarpi 6,5: grande sicurezza, su Hamsik (17´ st) la parata più difficile. Bovo 6,5: sbanda davanti alle accelerazioni di Lavezzi, impeccabile nella ripresa da centrale. De Rosa 7: baluardo insuperabile, è il leader della difesa. Lucarelli 6,5: concentrazione e mestiere,. Konko 6,5: da centrocampista a difensore, eccellente trasformista. Juric 6: meno preciso che nelle ultime prestazioni. Milanetto 6: Gasperini prova a farlo convivere con Paro e così lo schiera vertice alto di un centrocampo a cinque. Fatica a trovare la posizione. Dal 15´ st Coppola 6: grande grinta. Paro 6: centrocampista lineare ma onesto. Danilo 6,5: un sinistro di velluto e buona disponibilità al sacrificio. Dal 41´ st Papa Waigo sv. Leon 6,5: ispirato, un cross propizia l´autogol di Cannavaro. Gasperini lo sacrifica in favore della corsa di Sculli. Dal 10´ st Sculli 7: si batte come un mediano antico, e trova l´acuto vincente. Borriello 7: induce Cannavaro all´autogol, confeziona l´assist per Sculli.

LA REPUBBLICA - Ora si aprono nuovi scenari. di Franco Rotella. Ha cambiato atteggiamento e pelle il Genoa. E´ stato molto pratico, coperto quando doveva esserlo e opportunista al momento giusto. Il Napoli invece ha fatto poco; Scarpi ha compiuto solo un paio di interventi. Gasperini ha poi messo molto bene in campo la squadra e non era facile. Potrebbero davvero aprirsi nuovi scenari per i rossoblù se giocassero sempre così. Le basi per rivedere il Genoa dell´anno scorso mi sembra siano state gettate. Mi spiace solo per la sostituzione di Leon avvenuta subito all´inizio nel secondo tempo: era stato bravissimo, come Borriello, ispiratissimo per la palla deliziosa a Sculli al novantesimo. Il pareggio forse era giusto, ma il Genoa ha il merito di averci creduto fino alla fine: ha avuto due occasioni e le ha sfruttate entrambe. Ha capitalizzato al massimo le chance per segnare, con la necessaria spietatezza. Ecco, forse adesso sotto il profilo psicologico, il Genoa sa di poter dire la sua in A, mentre all´inizio era un po´ timoroso.

 

     

 

     

 

 

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