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EUROPA LEAGUE 2009-10 HOME >> |
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ODENSE BK - GENOA 1 - 1 (1 - 0) Reti: 48' pt Figueroa (aut), 53' Criscito
ODENSE BK:
Carrol; Ruud, Christensen, Haland (81' H.Hansen), Sorensen; Gislason, Djemba
Djemba, Andreansen; Demba Nyren (79' Helveg), Caca. A disposizione: Lindegaard,
E.Hansen, Runstrom, Nielsen, Feldballe. All: Olsen. Arbitro: Kuipers (Olanda). Ammoniti: Djemba Djemba, Biava, Papastathopoulos, Caca. Angoli: 4 a 2 per l'Odense. Spettatori: 12.000 circa
AKAIAOI - Il Grifone si presenta al Fionia Park col tranquillizzante risultato di 3 a 1 conseguito all' andata. Proprio nel riscaldamente Crespo deve dare nuovamente forfait per problemi muscolari, al suo posto dal primo minuto nuovamente Figueroa. La squadra subisce, rispetto alla partita di andata, alcuni cambiamenti: in difesa Papastathopoulos è in campo al posto di Bocchetti, infortunatosi proprio nella gara al Ferraris, Rossi esterno destro al posto di Mesto spostato in avanti a sostituire Palacio, e Zapater nel ruolo di Milanetto. L'Odense deve fare a meno di Utaka squalificato e presenta Caca dal primo minuto lasciando Helveg in panchina. La prima azione degna di nota è al 6', Criscito recupera su passaggio sbagliato danese, da centrocampo avanza e da fuori area centralmente calcia rasoterra a rete. Il tiro è debole e non crea problemi alla presa del portiere. 07' Recupero palla di Juric e passaggio a sinistra per Sculli che avanza. Palla al centro per Figueroa che si libera di un avversario mentre gli altri non intervengono. L'argentino lasciato libero calcia in porta verso il primo palo ma la palla ad uscire termina di poco a lato del palo destro di Carrol. 10' Scambio veloce in area Sculli-Figueroa, il delantero da buona posizione può già tirare ma cerca un dribbling di troppo e in scivolata un avversario gli porta via la palla. 11' Juric salta per colpire una palla di testa, Djemba saltano in ritardo con la nuca lo prende in pieno viso. Il genoano cade a terra tramortito. Ammonizione per il giocatore danese ma Juric non può riprendere la gara e viene portato fuori dal campo. La punizione di Zapater spiove in area dove interviene di testa Figueroa che mette abbondantemente alto. 14' Milanetto entra a sostituire l'infortunato Juric. 18' Avanzano i danesi, la palla perviene poco fuori dallo spigolo destro dell' area a caca che calcia mandando la palla abbondantemente sul fondo. 20' stessa posizione di prima ma questa volta il passaggio è di Caca per Ruud che manda la sfera ancora più distante di prima dai pali di Amelia. 27' Angolo per i bianco-blu, palla in area e Amelia in uscita viene anticipato da Haland che spedisce però parecchio distante dai pali. 33' Punizione per i danesi a pochi metri dall' area spostati sulla destra. Il tiro rasoterra di Demba, verso sinistra, viene deviato da un giocatore dell' Odense in barriera e si spegne in diagonale, verso destra, sul fondo. 34' Azione personale di Mesto che parte da centrocampo e ai 25 metri, saltato un avversario, sparacchia alto sopra la traversa. 34' Aziomne personale di Sculli sulla sinistra, servizio centrale per Figueroa che si gira sull' avversario e tenta il tiro a rientrare sul palo lontano ma la palla termina di poco a lato. 38' ancora Sculli sulla sinistra, appoggio a Zapater che prolunga a Figueroa. L'argentino tocca all' indietro per l'accorrente Milanetto che poco fuori area spara in diagonale rasoterra verso il palo destro di Carrol. La sfera rimbalza sulla base del palo a portiere battuto. 38' Fallo di Papastathopoulos e ammonizione per Caca che protesta. 43' L'arbitro s'inventa un fallo di Criscito. E' una specie di corner corto sulla destra ma il giocatore dell' Odense ceffa completamente la battuta mandando la palla ai tifosi dall' altro lato dietro la porta di Amelia. 47' Angolo ancora a destra per i bianco-blù. Sorensen batte verso il primo palo dove Andreasen salta senza colpire la palla. Figueroa dietro di lui devia di testa alle spalle del sorpreso Amelia. Odense in vantaggio senza mai aver mandato una palla tra i pali di Amelia. 48' Ammonizione per Biava che interviene in scivolata su un avversario. Il Genoa si trova in una situazione strana, la partita è stata guidata dai rossoblù che hanno permesso ai danesi solo tiri da fuori area finiti a cinque metri dalla porta di Amelia eppure si trovano in svantaggio. La ripresa vede subito l'Odense all' attacco che però, pur galvanizzato dal vantaggio non crea niente di pericoloso a parte un traversone rasoterra da sinistra di Ruud al 1' minuto sul quale Biava deve intervenire in scivolata per spazzare via. 48' Lancio lungo di Mesto per Figueroa che si trova solo davanti al portiere che però in uscita lo anticipa ed agguanta la palla. 53' Mesto sulla destra all' indietro per Zapater che dal centro apre a sinistra per l'accorrente e liberissimo Criscito. Dallo spigolo dell' area il rossoblù carica e spara a rete, Christensen tenta di far barriera ma la sua deviazione mette la sfera imparabilmente alle spalle di Carrol. 57' Lancio lungo per Figueroa che presa palla libera un compagno solo davanti al portiere ma l'arbitro ferma l'azione per fuorigioco. 65' Scambio veloce sulla sinistra, Mesto entra in area e subito un contrasto, probabilmente falloso, in scivolata termina a terra. Sulla ripartenza Demba piroetta sulla palla evitando Zapater e dai 25 metri spara la palla nella gradinata dove sono i genoani. 66' Lancio filtrante di Zapater, palla verso sinistra e taglio di Mesto che liberissimo mette alle spalle di Carrol ma l'arbitro annulla per fuorigioco. 73' Avanzata di Zapater da centrocampo, palla a Figueroa che tenta il tiro che, debole e centrale, non impensierisce l'estremo difensore danese che blocca. 74' Demba in dribbling si guadagna un angolo. Il Genoa libera senza problemi scattando fulmineo in contropiede. In superiorità numerica Mesto a sinistra riceve palla e calcia in diagonale a rete, un difensore intercetta la palla che s'impenna e termina in calcio d'angolo. 76' Papastathopoulos spinge Demba e si becca l'ammonizione. 78' Palacio prende il posto di Mesto mentre poco dopo Helveg rileva Demba e in sequenza H.Hansen prende il posto di Haland. 81' Punizione di Sorensen da destra, Amelia in uscita viene anticipato di testa da Andreasen ma la palla finisce abbondantemente alta sopra la traversa. 83' Ultima sostituzione dei rossoblù, Figueroa lascia il posto a Kharja. 84' Criscito appoggia a Milanetto che pennella verso il palo di destra dove Sculli stacca mandando la palla a lato di poco. 90' Dopo uno scambio Sorensen dai 25 metri in diagonale scaglia verso la porta di Amelia, la sfera esce di poco a lato del palo destro. 92' Una capocciata di Gislason sul fondo mette fine alla gara che permette al Genoa di continuare meritatamente la sua avventura in Europa League. Ad attendere i rossoblù sono avversari più ostici degli atletici danesi, ma la squadra di Gasperini può sicuramente far bella figura in questa competizione indipendentemente dall' avversario che si andrà ad affrontare.
GAZZETTA dello SPORT - L' EuroGenoa è piu forte di tutte le sfortune. Festa Genoa, ma paura per Juric. Crespo k.o. nel riscaldamento, Juric sviene in campo dopo un colpo e finisce in ospedale, Figueroa firma un autogol. Ma poi risolve Criscito. di Filippo Grimaldi. Odense (Danimarca) d La notte degli incubi finisce in gloria. C' è una giustizia anche nel calcio, se alla fine il Genoa di Gasperini approda con merito alla fase a gironi di Europa League tirando fuori il meglio di sé proprio nella sfida tutta in salita del Fionia Park: rabbia, cuore, orgoglio, classe. Una squadra incerottata, che ha avuto il merito di confermarsi matura, brava a rimettere il risultato in parità dopo il vantaggio dei padroni di casa e più forte di un destino a lungo avverso. ALTRO CHE FAVOLE. Nessuno parli ai rossoblù di Odense come del paese di Andersen. Se il 3-1 dell' andata pareva una dote solidissima, Sculli e compagni non avevano fatto i conti con la maledizione danese. La serata era cominciata male: Crespo k.o. durante il riscaldamento a 19' dall' inizio (fastidio ai flessori, incerto il suo utilizzo anche domenica a Bergamo) e sostituito da Figueroa, l' eroe dell' andata. Proseguendo, poi, persino peggio: Juric fuori in barella dopo uno scontro violentissimo con il roccioso Djemba-Djemba (trauma facciale e ricovero del croato in ospedale per accertamenti ma «per fortuna abbiamo ricevuto buone notizie» rassicura alla fine Gasperini); fino all' autorete di Figueroa (deviazione sciagurata di testa fra Andreasen e Milanetto), in pieno recupero del primo tempo. Patatrac, ma non era finita. LA CHIAVE Sarebbe bastato pochissimo, a quel punto, per spingere la squadra di Gasperini all' inferno. Invece, il Genoa ha continuato ad attaccare, evitando di aspettare l' Odense dalle parti di Amelia. Anzi, dopo avere sfiorato il vantaggio prima del gol ospite (palo con Milanetto), non è caduto nella trappola dell' Odense, riuscito solo in parte a ripetere il giochino dell' andata, quando Ruud (e Andreasen in sovrapposizione) erano stati spesso lesti a creare pericoli sulla fascia destra. Stavolta Papastathopoulos se l' è cavata (con qualche patema), grazie anche all' aiuto di un Criscito davvero in forma da Nazionale. MIMMO GOL. Proprio quest' ultimo, servito da Zapater, l' altro protagonista di giornata, ha trovato in avvio di ripresa il colpo del definitivo uno a uno, approfittando di una deviazione di Christensen che ha ingannato Carroll. Da lì in poi è stata tutta un' altra partita. Grifone attento, Odense meno lucido. Ed il tempo che passava. Fino alla festa finale, sognando l' EuroGenoa di Bagnoli e l' ultimo rinforzo di lusso - Mancini - che potrebbe essere annunciato proprio nelle prossime ore. ODENSE - GENOA 1 - 1 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Figueroa aut. (G) al 47' p.t., Criscito (G) all' 8' s.t. ODENSE (4-4-2) Carroll; Ruud, Christensen, Haland (dal 36' s.t. H. Hansen), Sorensen; Gislason, Andreasen, Djemba-Djemba, Absalonsen; Caca, Demba-Nyrén (dal 33' s.t. Helveg). PANCHINA Lindegaard, Runstrom, Nielsen, E. Hansen, Feldballe. ALLENATORE Olsen. GENOA (3-4-3) Amelia; Moretti, Biava, Papastathopoulos; M. Rossi, Zapater, Juric (dal 13' p.t. Milanetto), Criscito; Sculli, Figueroa (dal 38' s.t. Kharja), Mesto (dal 33' s.t. Palacio). PANCHINA Scarpi, Esposito, Modesto, Tomovic. ALLENATORE Gasperini. ARBITRO Kuipers (Olanda). AMMONITI Djemba-Djemba (O), Biava (G) e Papastathopoulos (G) per gioco scorretto, Caca (O) per proteste. NOTE paganti 10.001, incasso non comunicato. Tiri in porta 3-5 (con un palo). Fuori 8-4. In fuorigioco 0-2. Angoli 4-3. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.
GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Alessio Da Ronch. GENOA 6,5. AMELIA 6 Sul gol, unico vero pericolo, si ritrova due avversari a far muro su di lui e nessuna guardia del corpo. L' uscita sembra davvero impossibile. BIAVA 6 Alcune incursioni in avanti risultano incomprensibili, dietro però è lucidissimo. Rimedia la solita ammonizione e sarà squalificato. MORETTI 6,5 Come una zanzara: non lo vedi ma lo senti, e quando l' attaccante si accorge che c' è, lui gli ha già succhiato via il pallone. PAPASTATHOPOULOS 5,5 Dalle sue parti la gente non si chiede quanti sono i nemici ma dove sono. Sbaglia proprio quando di nemici in giro non se ne vedono e si rifugia nell' angolo che costa lo 0-1. ROSSI 6,5 Ladro gentiluomo, ruba la partita ad Absalonen, il migliore dei danesi nell' andata, annullato senza commettere nemmeno un fallo. Preziosissimo in ogni zona del campo e in ogni momento della sfida. ZAPATER 7 Il campo per lui è un' arena: ammansisce il toro furioso Djemba-Djemba e regala a Criscito il colpo vincente per l' Europa. Sa far tutto con una semplicità incredibile. JURIC s.v. Investito dal tir Djemba-Djemba finisce subito all' ospedale. MILANETTO 5,5 Entra a freddo e senza troppa fiducia, dopo il tè nell' intervallo è un altro giocatore. CRISCITO Ad Odense, città famosa per il design, proveranno ad esorcizzeranno sfruttando le sue scarpette azzurre. Il gol, con carambola, è solo il colpo più utile di una lunga serie. SCULLI 6,5 Sbandiera da destra a sinistra senza perdere efficacia, manca solo un guizzo in zona gol. FIGUEROA 6 Il colpo da k.o. a Juric lo manda in bestia e rivela a tutti un nuovo Figueroa fin troppo rabbioso, regala comunque due acuti prima della sfortunata deviazione che beffa Amelia (Kharja s.v.). MESTO 6 Venti minuti in confusione, ma alla lunga fa venire il ma di testa a Ruud. (Palacio s.v.). All. GASPERINI 6,5 Si siede al tavolo e la malasorte gli toglie due carte di mano, Crespo e Juric, ma lui non cambia strategia e corre in Europa. ODENSE 5 Carroll 6; Ruud6,5, Christensen 5,5, Haland 5 (H. Hansen s.v.), Sorensen 5; Gislason 6, Andreasen 6,5, Djemba-Djemba 6, Absalonsen 5; Caca 5, Demba-Nyren 6 (Helveg s.v.). All.: Olsen 6. TERNA ARBITRALE: KUIPERS 6,5 Identico metro di giudizio per tutti, bene anche con i cartellini. Van Roekel 6-Simons 6.
TUTTOSPORT - GENOA, E' UN PARI CHE VALE. Ci pensa il solito Criscito. L’Odense passa nel recupero del 1° tempo: autorete di Figueroa. In avvio di ripresa l’11 dell’azzurro. Juric: paura per un duro scontro. Mancini vicino. di Gianluca Scaduto. QUALCHE piccolo brivido, ma il Genoa va. La squadra di Gasperini si qualifica per la fase a gironi dell’Europa League (oggi alle 13 il sorteggio) imponendo in casa dei danesi dell’Odense un 1-1 che non fa una grinza. Il Genoa non ha fatto una grandissima partita, c’era un po’ troppa accademia e minor carica agonistica di altre partite. Ma ci stava, visto che l’obiettivo era quello di controllare il match dopo il 3-1 dell’andata. Leggero patimento dopo l’autogol di Figueroa nel recupero del primo tempo che aveva illuso i danesi. Il pari di Criscito in avvio di ripresa ha spento ogni velleità di Helveg e compagni. Amelia non ha fatto una parata vera e questo dice tutto su come il Genoa abbia controllato senza affanni. LA PAURA Alla fine il rischio più grosso il Genoa lo ha corso al 10’, in un brutto scontro appena fuori l’area fra Djemba Djemba e Juric: cercando la palla il camerunese trova la testa del croato che cade a terra svenuto. I giocatori, spaventati, vedendolo a terra privo di sensi si sbracciano per chiedere l’intervento medico. Juric si riprende quasi subito ma resta il trauma facciale per la testata rimediata sotto lo zigomo. Vorrebbe addirittura restare in campo ma per precauzione è sostituito da Milanetto e portato in ospedale per accertamenti. Pare non ci sia nulla di grave, oggi ne sapremo di più. LA PARTITA Gasperini non fa turnover. Rispetto alle attese della vigilia, schiera Figueroa al posto di Crespo, bloccato nel riscaldamento da una sciatalgia: l’argentino non va neppure in panchina. L’Odense prova a fare la partita che il Genoa controlla agevolmente, senza rinunciare a pungere, come con Sculli al 9’. I danesi ribattono al 19’ con una giocata di rimessa che porta Ruud alla conclusione dal limite, deviata fuori da Criscito. Il Genoa cresce, alla ricerca di quel gol che chiuderebbe la contesa. E dopo una mezza occasione per Figueroa, al 37’ palo di Milanetto, che ci prova con un gran rasoterra da fuori. Nel finale di tempo, l’Odense reclama un rigore, ma è una sceneggiata di Andreasen il quale, nel recupero del primo tempo, prima si procura un corner, poi sugli sviluppi spizza la palla deviata nella propria porta da Figueroa di testa. Così i danesi vanno all’intervallo con un 1-0 che gli fa sperare nella qualificazione, basterebbe loro un secondo gol senza prenderne. RIPRESA I danesi ripartono a testa bassa ma al 3’ Mesto imbecca bene Figueroa al limite dell’area, buona l’usita in anticipo di Carroll. E’ il preludio del pari che arriva all’8’: Zapater vede l’inserimento a sinistra di Criscito che appena dentro l’area batte a rete con un diagonale sfiorato da un difensore danese, Carroll senza colpe, è l’1-1. L’Odense accusa il colpo e il Genoa riprende il controllo delle operazioni e bisogna aspettare il 20’ prima che i danesi si facciano vivi da Amelia: Caca, il più pericoloso dei suoi, conclude alto dal limite. La partita s’addormenta, ha un sussulto al 36’ col solito Andreasen che spreca di testa, risponde sull’altro fronte Sculli che anche lui di testa mette a lato. I cambi non cambiano la storia della partita, Gasperini ha il tempo per chiudere la partita. «Il gol di Criscito ha chiuso la partita - dice Gasperini - abbiamo perso tanti giocatori, non era facile iniziare così bene la stagione: vogliamo replicare in Europa la grande stagione dell’anno scorso in campionato». magari con un Mancini dall’Inter in più: la trattativa è ancora aperta. ODENSE-GENOA 1-1 Marcatori: pt 47’ aut. Figueroa; st 8’ Criscito. ODENSE (4-4-2): Carroll 6; Ruud 5, Haland 5.5 (35’ st H.Hansen ng), Christensen 6, Sorensen 6; Gislason 6, Andreasen 6.5, Djemba Djemba 5.5, Absalosen 6; Caca 6.5, Dyemba Nyren 5 (34’ st Helveg ng). A disp. Lindegard, Nielsen, E.Hansen, Runstroem, Gislason, Feldballe. All. Olsen 6. GENOA (3-4-3): Amelia 6; Papastathopoulos 6, Moretti 6, Biava 6; Rossi 6, Zapater 6.5 Juric ng (15’ pt Milanetto 6), Criscito 7; Mesto 6 (33’ st Palacio ng), Figueroa 5.5 (38’ st Kharja ng), Sculli 6. A disp. Scarpi, Esposito, Tomic, Modesto, Kharja. All. Gasperini 6.5. ARBITRO: Kuipers (Olanda) 6.5 NOTE: spettatori 12.000 circa con folta e rumorosa rappresentanza genoana. Ammoniti: Djemba Djemba, Papastathopoulos e Biava per gioco falloso, Caca per proteste; Recupero tempo: pt 3’; st 3’
IL SECOLO XIX - SPETTACOLO EUROGENOA. Più forte della sfortuna. Ora la fase a gironi. di Mauro Casaccia. ODENSE. Dalla disco all’heavy metal, passando per Nirvana, Acdc e i Queen con “WeWill Rock You”.Ma il Grifone gioisce dell’attimo di gelo silenzioso che cala sulla parte biancoblù del Fionia Park all’8’ della ripresa: Zapater apre splendidamente a sinistra per Criscito, nello spazio creato da Sculli senza palla, sinistro deviato da Christensen e 11. Come con la Roma, rete ancor più pesante.Quello è il momento in cui torna la musica rossoblù. Perché prima, specie, dopo l’autorete di Figueroa nel recupero della prima frazione, la colonna sonora era stata la canzone di Rocky, sparata a tutto volume. È sofferenza. E lotta, collettiva e individuale. Duelli fisici assai tosti:Zapater contro Djemba Djemba, Sculli controRuud, Sokratis contro Demba Nyren. Quelli di Olsen hanno muscoli da far paura, quelli di Gasperini non mollano. Sebbene il Genoa non disponga di Floccari, Bocchetti, Jankovic e Palladino, perda Crespo prima del match e Juric dopo 11’, conn un po’di paura. Svantaggio e situazione difficile. Ma il Grifone sa resistere. Alla Rocky, incassa tutto e poi risponde. Pareggia e si prende la fase a gironi di Europa League: oggi il sorteggio. Il primo obiettivo stagionale è raggiunto. E il regalo, adesso, èAmantino Mancini. Lo stadio non è tutto esaurito, ci sono alcuni spazi vuoti, però l’ambiente è caldo. Crespo si prepara con i compagni ma avverte un fastidio ai flessori, non può andare nemmeno in panchina (entra Modesto nei diciotto) e andrà valutato in vista dell’impegno a Bergamo, domenica, contro l’Atalanta. Così quando mancano venti minuti al fischio d’inizio comincia il riscaldamento Figueroa. Davanti, Mesto si piazza a sinistra, però dopo pochi minuti s’inverte con Sculli.Dietro, Moretti è il centrale, alla sua sinistra Sokratis e alla sua destra Biava che, ammonito, va in squalifica. L’Odense si schiera con il 442, il brasiliano Caca accompagna il massiccio Demba Nyren inattacco, mentre a centrocampo c’è Gislason a destra e Absalonsen a sinistra. Il fulcro del gioco danese è Djemba Djemba. Il quale all’11’ fa perdere a Gasperini anche una seconda importante pedina: il centrocampista camerunense (sarà ammonito) entra come un carro armato in contrasto aereo con Juric, che va giùt ramortito e resta immobile, i giocatori rossoblù chiamano a gran voce la panchina. Si teme, poi il croato si riprende ed esce dal campo camminando, con una borsa del ghiaccio sulla parte posteriore. Trauma facciale, trasportato in ospedale per accertamenti, resta sotto osservazione («Non ha niente di grave», rassicura al termine Gasperini). In campo Milanetto. I primi pericoli sono portati dai rossoblù sfruttando l’anticipo di Criscito a centrocampo:nel primo caso avanza fino al limite dell’area e prova il sinistro, Carroll para centralmente; due minuti il mancino napoletano innesca il contropiede rossoblù, Sorensen è fuori posizione e Sculli ha libertà, serve centralmente Figueroa, il cui tiro da fuori spaventa il portiere irlandese dell’Odense. Risposa danese al 19’: Gislason va alla conclusione che Sokratis riesce a deviare sopra la traversa. Il grecoè formato battaglia,non perde un contrasto che sia uno, anche se gli capita di esagerare nella foga. In avvio Gasperini si arrabbia con Mesto, che perde qualche pallone di troppo sul primo controllo dopo il taglio al centro da destra; quando invece può lanciare la corsa negli spazi, l’esterno d iMonopoli è più efficace.Lamigliore occasione genoana del primo tempo, comunque, non arriva su ripartenza, bensì da azione manovrata, al 38’: sull’appoggio di Sculli da sinistra, scarico intelligente di Figueroa al limite dell’area, destro d’incontro di Milanetto e palo esterno. Nel recupero della prima frazione, tuttavia, passa l’Odense da corner: Figueroa, sul primo palo, si trova la palla addosso e nonhail riflesso per evitarel’autorete, 1 0 e tutto torna in discussione. Quando si riparte, i rossoblù faticano a gestire il possesso e l’Obmette pressione. La causa è anche il poco movimento senza palla, serve ritrovarlo. Lo fa Sculli e apre il varco giusto per Criscito, Zapater è lucido e lo pesca là dove nasce il pareggio che regala tranquillità.Manovra avvolgente, alla Genoa, come per dire che il Grifone è tornato. Buona replica al 21’ st, con Sculli che trova Mesto in profondità, rete annullata per fuorigioco. E ancor più simbolico è il contropiede “a sei” del30’st:sultirodiMestodeviazionee 12 solo sfiorato. I rossoblù rischiano pure un po’,ma sono di nuovo loro,è di nuovo il loro calcio. Entra Palacio per Mesto, stanchissimo, poi Kharja per Figueroa, mentre Olsen becca fischi inserendo Helveg per il centravanti DembaNyren. Sadi resa.Loè.Genoa, Europa, l’avventura continua.
IL SECOLO XIX
- «Bravi a rimontare, ci tenevamo troppo».
L'allenatore rossoblù: «Non ho avuto paura, ho visto che la squadra reagiva».
Zapater: «E chi dorme stanotte?» Odense. «Una qualificazione che ci dà ancora
maggiore convinzione, ottenuta nonostante le difficoltà. E con un pubblico
fantastico, tanta gente che ci ha seguito così lontano, era come se giocassimo
in casa. È bello poter regalare loro altre trasferte». È la soddisfazione di
Gasperini dopo il sofferto pareggio di Odense. Venato anche di paura per
l'incidente a Juric, portato in ospedale dopo aver perso conoscenza in uno
scontro con Djemba Djemba. Il più pronto a capire e intervenire, subito, è stato
Sculli, che non ci ha pensato un attimo e ha preso la lingua al croato, evitando
guai peggiori: «Sì, sono stato io, ma non è il caso di parlarne?». Modesto e
fondamentale, come in campo. Rossi, come altri, urlava per richiamare
l'attenzione della panchina: «Mi sono spaventato quando ho visto Ivan a terra,
mi sembrava che non respirasse. Poi per fortuna l'ho visto muoversi». Sul fatto,
il tecnico rossoblù riconosce la colpa del centrocampista camerunense: «Un
brutto intervento, molto brutto. Ora Juric si è ripreso, ma si è trattato di un
episodio volontario, non uno di quelli che nel calcio succedono. Bruttissimo». A
fine gara, comunque, il croato era nuovamente al Fionia Park, sorridente, ed è
salito con i compagni sul pullman, che all'uscita dallo stadio era attorniato
dai tifosi in delirio. Cori un po' per tutti: «Grazie ragazzi». Oggi si
conosceranno le tre avversarie della fase a gironi, inizia la seconda parte del
sogno europeo. Dopo aver superato un ostacolo divenuto all'improvviso alto. «Mi
aspettavo che la partita fosse tosta - continua Gasperini - inoltre non siamo
stati fortunati, Crespo si è fermato per una sciatalgia e abbiamo perso un
cambio in attacco, dove già non avevamo molte soluzioni. Poi Juric e
quell'autorete. Peròè stata una buona prestazione, ho visto una squadra con
buona personalità anche nel primo tempo e nel secondo, nonostante il risultato
in bilico, non abbiamo avuto timore». Carattere e orgoglio. E poi, per
raggiungere il pareggio, il Genoa ha ritrovato le sue migliori armi tecniche, il
fraseggio di qualità nel breve: «Nelle difficoltà ci siamo attaccati al nostro
gioco. Volevamo venire qui e segnare, era il nostro obiettivo e ci siamo
riusciti. Se ho avuto timore? Quando giochi il timore non esiste. C'erano
segnali che non fosse una serata fortunata, ma la squadra ha tenuto il campo e
mi dava sicurezza». La rete Criscito è arrivata a regalare tranquillità. «Il mio
gol vale tantissimo, perché la partita si era messa in salita, il loro vantaggio
ci aveva un po' tagliato le gambe. Però non abbiamo mai avuto paura di perdere
la qualificazione, nell'intervallo nello spogliatoio c'era grande serenità e
infatti nel secondo tempo siamo ripartiti con convinzione». Momento d'oro per il
mancino, che racconta la prodezza, seconda di fila dopo quella con la Roma: «Mi
è arrivata la palla sulla sinistra, ho visto che c'era un po' di spazio e sono
stato fortunato perché c'è stata la deviazione del difensore». L'assist per
Criscito è arrivato da Zapater, autore di un'altra gara da protagonista. E il
centrocampista sprizza personalità pure quando esprime i desideri per il
sorteggio: «Ora voglio incontrare una squadra spagnola». Il primo obiettivo
stagionale è stato raggiunto e il bilancio non può che essere tracciato dal
capitano rossoblù, poche parole e tutta anima in campo. «Sarebbe stato un
peccato non qualificarci - dice Rossi - questo risultato conclude un anno
speciale. Abbiamo giocato una grande partita, siamo andati sotto ma siamo stati
capaci di recuperare». Grande assente dell'ultima ora, ieri, Crespo: «Domenica a
Bergamo? Magari?». Non c'è ottimismo. Al centro dell'attacco dovrebbe esserci
nuovamente Figueroa. Ma all'Atalanta si pensa da oggi. Ieri, festa grande.
Zapater (e non solo lui) dice: «Bellissimo. E chi dorme stanotte?».
IL SECOLO XIX - Odense si tinge di rossoblù: «Forza ragazzi». di Mauro Casaccia. Il centro della città danese invaso da 1.500 supporter in maglietta del Grifo. Gemellaggio (a base di birra) con gli avversari. Odense. C'è chi lo canta a squarciagola per le vie di lindo lastricato nel cuore di Odense: «Forza Genoa alé, forza Genoa alè, in Europa portaci con te». C'è chi lo ribadisce da un'auto in Vestre Stationvej, direzione Fionia Park, con bandiera rossoblù al vento: «Eccoci da te». C'è chi lo dice sulla maglietta: ripreso il manifesto del Grifone con la scritta "Yes We Go", aggiunta della fotografia del singolo Grifone viaggiatore e delle parole "I Go". Fin dalla mattina, la cittàè invasa dai tifosi genoani. E alla sera, allo stadio, più gremita la kop rossoblù - già che in Danimarca va alla grande il calcio inglese - che quella di casa. Una prima onda, composta perlopiù da persone che hanno attraversato l'Europa puntando a nord in auto, che percorre avanti e indietro Vestergade e le altre vie del centro, aspettando che sia l'ora, tra chiacchierate, cori e birre, di muoversi verso lo stadio. Per unirsi con l'altra onda, quella in arrivo da Copenaghen, dove sono atterrati i charter: appuntamento alle ore 15.30, partenza verso le 16, pullman in fila per passare da un'isola all'altra, da Selandia a Fionia. Verdi prati coltivati, l'imponente ponte sullo Storebealt. E ce n'è una terza che ha volato su Billund, nello Jutland, la parte continentale della Danimarca, per poi passare a Fionia da Middelfart. Tre marosi rossoblù, per la trasferta europea del Genoa, diciassette anni e un po' dopo Amsterdam. I genoani sono almeno 1.500 e in tanti hanno acquistato i biglietti direttamente su internet e si sono messi in viaggio in proprio. Chi è arrivato ieri mattina ha visto Odense svegliarsi col sole. E con la simulazione della partita della sera al campetto di Vindegade, dove un bambino dalla lunga chioma biondissima gridava la sua gioia per l'ennesimo gol dell'idolo Djemba-Djemba. Nel pomeriggio, quando già il cielo s'è tinto di grigi minacciosi, la palla spunta in piazza del Comune, Flak Haven, e lì le reti sono tutte di Crespo e compagni. Perché, a parte qualche isolato tifoso dell'Ob che mostra la maglia biancoblù a strisce verticali dei padroni di casa, il resto è red & blue. Anche qualche prova di fraternizzazione, soprattutto a mezzo alcolico, come avevano annunciato i Tigers, la principale componente di tifo organizzato dell'Odense: «Inviteremo i genoani al pub». Sebbene talvolta funzioni "al contrario": arriva un fan dell'Ob già rubicondo in volto per le pinte andate, zigzagando in bicicletta; propone un paio di cori solitari, stringe mani, un abbraccio, ottiene una golata di bionda fresca. Prosit, ai liguri taccagni. Fallisce anche un tentativo musicale, domanda e risposta in inglese: «Vi piace Tiziano Ferro?», chiede un fan locale; «Proprio no», risposta in buon coro di un gruppetto di rossoblù. Ad altri l'approccio va meglio, mentre molti genoani vanno a caccia di magliette e gadget della squadra di Lars Olsen. Tutto scorre tranquillo, tra gli sguardi divertiti di ragazze e ragazzi danesi. Qualche sostenitore s'è spinto già in mattinata al Fionia Park, per provare a buttare l'occhio alla sgambata di circa 45 minuti sostenuta da Rossi e compagni. Poi ritorno a Vetsergade e piacevole sorpresa, visto che dopo pranzo molti giocatori, tecnici e dirigenti hanno passeggiato tra la casa natale di Hans Christian Andersen e le viuzze del centro: autografi, foto e il "forza ragazzi". Ben felici i negozianti dell'area pedonale cittadina, buoni affari. E c'è chi, per battere la concorrenza, ha puntato sull'italiano, come lingua e come gusti. Al Gertrud Café due grandi lavagne su cui con il gesso bianco è scritto: «Benvenuto Genoa a Odense, l'espresso più buono vieni a provarlo qui». Viene fuori anche un po' d'orgoglio patrio degli italiani che hanno ristoranti e negozi in città, come il padrone del Monna Lisa, romano, che sarà allo stadio a sostenere il Grifone: «In tanti anni qui, è la prima volta che ci vado». Arriva l'ora, si va al Fionia Park, chi in bus e chi a piedi insieme ai tifosi di casa. I quali, dentro, salutano con «Genoa-Genoa». Dall'altra parte la risposta è un lungo applauso. Prima va la musica di Rocky, poi Nirvana e Acdc, quindi parla il campo. E cantano forte i Grifoni in Europa, partendo così: «Forza. Vecchio. Cuore rossoblù».
LA REPUBBLICA - IL GENOA NON SBAGLIA. La fiaba europea continua. Dopo il 3-1 del match di andata al Ferraris, i rossoblù, nella città del celebre scrittore Hans Christian Andersen, tremano un po' per lo svantaggio sul finale del primo tempo ma in apertura di ripresa Criscito segna il gol (1-1) qualificazione di Armando Ossorio. ODENSE (Danimarca) - Il Grifone può continuare a sognare: nella città di Hans Christian Andersen il Genoa stacca il biglietto per la fase a gironi di Europa League, dopo una partita in cui i rossoblù hanno il merito di mantenere i nervi saldi contro un avversario che fa di tutto per innervosirli. Gli uomini di Gasperini gestiscono al meglio la doppia sfida, approfittando dei momenti di debolezza dell'Odense, controllandone le sfuriate quando i danesi accelerano. Emblematico in tal senso il fatto che i due gol scandinavi, nell'arco dei 180 minuti, arrivino da due autoreti. PAURA PER JURIC - Il Genoa si presenta con Figueroa titolare: l'eroe della gara d'andata avrebbe dovuto prendere posto in panchina ma Hernan Crespo, titolare designato, lamenta un fastidio ai flessori in riscaldamento. Sembra mettersi male per il Genoa quando, dopo dieci minuti di gara, va k. o. anche Ivan Juric: duro contrasto per il croato con Djemba-Djemba che lo colpisce involontariamente con una testata al volto. Juric resta a terra privo di sensi per qualche istante, poi si rialza. Ora il calciatore è ricoverato presso l'ospedale di Odense ma le sue condizioni non destano preoccupazione. GARA NERVOSA - I danesi provano a far valere la maggior fisicità ma il Genoa non si lascia intimorire, colpendo un palo con Milanetto. Spinge l'Odense per gran parte del primo tempo, senza creare grossi pericoli alla porta difesa da Amelia. Sembra che lo 0-0 al riposo sia l'ipotesi più probabile ma è Figueroa a fare harakiri di testa su corner dalla destra. Alla beffa si aggiunge il danno, pochi istanti dopo, del giallo a Biava: diffidato, salterà l'esordio nella fase a gironi. CRISCITO PORTA IL SERENO - In avvio di ripresa l'Odense attacca a testa bassa ma l'illusione dei danesi dura poco. Ottavo minuto del secondo tempo, Criscito in diagonale fulmina Carroll con la complicità della deviazione di Christensen: è il gol che di fatto chiude la sfida. Gli uomini di Olsen provano ancora ad attaccare più per onorare i propri tifosi che per reali speranze di rimonta. In una frazione molto spezzettata è il Genoa ad andare più vicino al secondo gol, con un contropiede cinque contro due non capitalizzato da Mesto. Finisce 1-1 ad Odense, non finisce la favola genoana: domani l'urna di Montecarlo deciderà le prossime compagne d'avventura. GASPERINI: UN RISULTATO STORICO PER NOI "E' un risultato importantissimo perchè il Genoa mancava da una competizione europea da tanti anni. In Europa vogliamo ripetere le buone prestazioni fatte in Italia l'anno scorso". Queste le parole del tecnico genoano Gian Piero Gasperini dopo l'1-1 in trasferta contro i danesi dell'Odense che vale la qualificazione alla fase a gironi di Europa League. "Il primo tempo si era messo male con il loro gol - racconta Gasperini - ma siamo stati bravi a recuperare con il gol di Mimmo (Criscito, ndr) e a chiudere il discorso qualificazione". Il tecnico rossoblù poi parla degli infortunati Crespo e Juric: il primo ha accusato una sciatalgia nel corso del riscaldamento, mentre per il secondo (uscito dopo dieci minuti di gioco a causa di uno scontro, ndr) non dovrebbero esserci problemi. Alla domanda se questo Genoa dopo le partenze di Thiago Motta e Milito sia meno forte di quello dello scorso anno, Gasperini risponde: "E' ancora presto per dirlo. Abbiamo perso dei giocatori importanti ma il gruppo ha dimostrato di essere competitivo e con una grande mentalità". JURIC STA MEGLIO, HA LASCIATO L'OSPEDALE Ivan Juric ha lasciato l'ospedale di Odense dove è stato curato per un trauma facciale e ha raggiunto i compagni allo stadio per festeggiare la qualificazione alla fase a gironi di Europa League. Il centrocampista croato sta molto meglio, come ha confermato il capitano Marco Rossi: "Ho avuto paura per Juric perchè è caduto a terra e non respirava più ma l'ho visto ora e sono contento che si sia ripreso" ha detto alla fine della gara. Beppe Sculli è stato tra i primi a intervenire per aiutare il compagno svenuto. A quanto ha raccontato è stato lui il primo ad aprirgli la bocca e ha aiutarlo a respirare. ODENSE-GENOA 1-1. MARCATORI: Figueroa (G) al 47' p.t. aut., Criscito (G) al 53'. ODENSE: Carroll; Ruud, Haland (Hen. Hansen dall'80'), Chistensen, Sorensen; Gislason, Djemba-Djemba, Andreasen, Absalonsen; Demba-Nyren (Helveg dal 79'), Cacà. Allenatore: Olsen. GENOA: Amelia; Biava, Moretti, Papastathopoulos; Rossi, Zapater, Juric (Milanetto dal 14'), Criscito; Mesto (Palacio dal 78'), Figueroa (Kharja dall'83), Sculli. Allenatore: Gasperini. ARBITRO: Kuipers (NED). AMMONITI: Djemba-Djemba (O), Cacà (O), Biava (G), Papastathopoulos (G)
IL GIORNALE - Il Genoa soffre, poi si esalta e tutto diventa azzurro Criscito. di Paola Balsomini. Essere o non essere. In terra danese, il Genoa per qualche minuto ha provato anche ad essere amletico, passando in svantaggio nel primo tempo, ma alla fine il gol del Principino Criscito ha permesso alla squadra di Gasperini di passare il turno, qualificandosi per il gironcino di Uefa. Eppure qualche spettro sembra esserci. La serata inizia male per Gasperini che deve rinunciare a Crespo: durante il riscaldamento l'argentino è stato costretto a fermarsi per un problema ai flessori e al suo posto viene inserito Figueroa. E come se non bastasse dopo 10 minuti perde anche Juric per un forte trauma facciale dopo una testata di Djemba Djemba che lo obbliga al trasferimento in ospedale per gli accertamenti. Ma il Genoa, pur meno brillante dopo la terza partita in una settimana, c'è, e prima con Figueroa poi con Sculli va vicino al gol. La squadra rossoblù tiene bene il campo, tanto che bisogna aspettare 18' per assistere alla prima occasione dell' Odense: gran tiro di Ruud da destra, Criscito mette in angolo. L'occasione più ghiotta capita però sul piede di Milanetto che colpisce il palo con un tiro da fuori. L'Odense preme ma non troppo e che la serata non sia fortunata si capisce quando al 2' minuto di recupero del primo tempo arriva il gol dei padroni di casa: Andreasen va a saltare sull'angolo ma Figueroa devia per primo il pallone segnando l'autogol. La partita per il Genoa si complica: i danesi accelerano alla ricerca del raddoppio, mentre i rossoblù provano soprattutto a colpire in contropiede. Così alla fine ci pensa ancora il difensore-goleador: Criscito che all'8', dopo aver raccolto un assist di Zapater, colpisce di sinistro e, con una deviazione di mano in scivolata di un avversario, trova il pareggio. La partita scivola via: l'Odense continua a premere ma senza troppa convinzione e il Genoa ottiene una meritatissima qualificazione. Amelia: voto 6. Nulla può sull'autogol di Figueroa. Inoperoso. Papastathopoulos: voto 6,5. Partita praticamente perfetta fino alla metà del primo tempo quando dal limite commette fallo su Caca, regalando una punizione ghiotta all'Odense. Si fa prendere dall'ansia in occasione dell'autogol di Figueroa, deviando in angolo un pallone non pericoloso. Biava: voto 6. Sbaglia poco o nulla. Moretti: voto 6. Bene nell'anticipo, male sull'1-1 si fa saltare dall'attaccante dell'Odense rischiando troppo. Rossi: voto 6. Non è quello della gara con la Roma ma si guadagna la sufficienza. Zapater: voto 7. Si conferma uno dei migliori acquisti della campagna estiva, è suo l'assit per il gol di Criscito. Juric: sv. Sfortunato. La sua partita dura appena 10': Djemba Djemba lo colpisce al volto con una testata. Paura in campo, il croato sviene, poi riprende conoscenza e viene trasportato in ospedale (13' pt Milanetto: voto 6. Va con la marcia scalata rispetto ai compagni, ma il piede è sempre quello giusto e infatti al 36' con il destro colpisce la base del palo. Troppi palloni persi). Criscito: voto 7. Fa il suo dovere, chiudendo bene in anticipo, poi quando sembra in leggero calo segna il gol del pareggio. Mesto: voto 5,5. L'ex reggino è meno preciso rispetto al match con la Roma. Giornata storta e la squadra ne risente. (32’ st Palacio sv). Figueroa: voto 6. Sostituisce all'ultimo Crespo, ma dopo pochi minuti va subito vicino al gol con un gran destro. Si rivede al 36' con una bella girata che finisce alta. (37’ st Kharja sv). Sculli: voto 6,5. Solito motore d'attacco, va vicino al gol all'8' poi soprattutto corsa e assist. All. Gasperini: voto 6,5. Sceglie di non optare per il turn over schierando, defezioni a parte, la migliore squadra possibile. Non è una delle serate migliori, ma anche se il gioco non è quello di sempre la forza di volontà della sua squadra fa la differenza.
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AKAIAOI |