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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

PALERMO - GENOA                      2 - 3   (1 - 1)

Reti: 24' Amauri (rig), 29' Figueroa, 50' Milanetto, 61' Konko, 93' Amauri
Palermo: Fontana, Zaccardo, Rinaudo, Biava, Balzaretti, Guana, Migliaccio (54' Tedesco), Simplicio, Cavani (25' Jankovic) Amauri, Bresciano. (Agliardi, Cani, Cassani, Caserta, Cossentino). Allenatore: Guidolin.

Genoa: Scarpi, Konko, Santos, Lucarelli, Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano, Leon (54' De Rosa), Figueroa (61' Borriello) Sculli (73' Danilo). (Rubinho, Masiero, Di Vaio, Vanden Borre). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Tagliavento di Terni. Angoli 9-8 per il Palermo.

Ammoniti: Sculli, Migliaccio, Balzaretti, Guana, Biava, Rinaudo, Konko. Spettatori: 23.260.
 

     

 

     

 

  

   

TUTTOSPORT - Colpo Genoa Ciao Guidolin. I siciliani crollano in casa, i rossoblù ormai a un passo dalla salvezza. Il tecnico: «C’era uno strano clima ostile» Zamparini: «Bugiardo, ci ha sputtanato...» Il patron: «Non può insinuare certe cose contro pubblico e società. Da deferimento, darò mandato ai miei avvocati». di Luigi Butera. PALERMO. Il Palermo perde, ma Francesco Guidolin si gioca la panchina non per la crisi di risultati, bensì per le dichiarazioni del dopo partita nelle quali la società ha letto accuse nei propri confronti: quelle di aver organizzato in modo premeditato la contestaziona. E così, dopo aver sentito le parole di Guidolin («Abbiamo giocato bene in un clima impossibile, senza il minimo apporto da parte del pubblico. Tutto era stato ben preparato... Ai giocatori ed a pochi altri voglio dire comunque grazie»), Zamparini ha messo nel cassetto la sua intenzione di conferma nonostante tutto («Guidolin resta con noi, ci ha messo nella m..., ora deve tirarci fuori) ed è passato al contrattacco. LA REAZIONE «Guidolin è un bugiardo - ha detto il presidente del Palermo a Telelombardia - i tifosi hanno sostenu­to la squadra. Darò mandato al mio avvocato, visto che le sue dichiarazioni sono da defe­rimento. Sono molto dispiaciuto - ha detto il presidente rispondendo alle domande dei giornalisti -: sono mesi che non rilascio dichiarazioni su Gui­dolin. Ha detto di aver giocato in un clima infernale. Invece i tifosi hanno sostenuto la squadra fino alla fine. È normale che alla fine Guidolin abbia preso fischi. Guidolin ha rilasciato una dichiarazione falsa, sputtanando pubblico, società e presidente. Io non ho mai fat­to nessuna dichiarazione. Ha fatto così anche a Bologna o da altre parti. Probabilmente lo fa apposta per farsi cacciare. Aspetto una sua telefonata per i chiarimenti». Alla domanda se Guidolin sarà esonerato, Zamparini ha risposto: «Io son sempre il suo Presidente, vor­rei vedere se resta al suo posto di lavoro chi parla in questi ter­mini del suo presidente. Non ho una squadra da retrocessio­ne. Palermo ha il pubblico tra i migliori d'Italia. È una vergogna per il signor Guidolin, è un bugiardo». In serata, poi, un co­municato della società ha ufficializzato le parole del presidente, riservandosi: «In relazione a queste dichiarazioni, ogni decisione in merito alla conduzione tecnica della squadra ». Sembra inevitabile, a questo punto, il ritorno di Stefano Colantuono, esonerato dopo la sconfitta dell’andata a Torino contro la Juve, e un addio da Guidolin che rischia di essere assai tumultuoso. BLOCCATO AMAURIE dire che il Palermo di ieri è stato sfortunato e che i giocatori avevano dimostrato unità di intenti con il loro tecnico: «Alla mia squadra non posso dire niente - afferma Guidolin ­Non abbiamo mai mollato, siamo stati sfortunati. Fosse per me resterei fino alla fine, penso di meritarlo. Credo che molti abbiano dimenticato quello che ho fatto qui, ma forse è anche colpa mia che non mi sono mai pubblicizzato come dove­vo. Sono fatto così, a me non piace farlo e adesso ne pago le conseguenze. L'abbraccio dei ragazzi dopo il gol di Amauri? Mi ha commosso e mi ha fatto piacere, ma non ce n’era bisogno ». E se Guidolin ringrazia la sua squadra, Zamparini bacchetta invece la difesa che da ieri è la peggiore del campionato. «Ancora una volta ab­biamo preso tre gol evitabili, non è possibile prendere tante reti ad ogni partita - conclude il presidente -. Sono preoccupato, ho paura di retrocedere. Amauri? Sono stufo di vederlo ogni giorno sui giornali. Anzi dico di più, è fuori dal mercato, resterà a Palermo». GIOIA GASPERINI Tutt’altro clima nel Genoa. Gasperini: «Abbiamo fatto una bella partita. Il rigore è stato molto dub­bio. Il campionato ci sta dando soddisfazioni, con più conti­nuità si poteva pensare ad altro, ma va bene così».

 

TUTTOSPORT - PARTITA & PAGELLE. di Luigi Butera. Amauri, fischi nonostante i gol Milanetto, non solo geometrie  PALERMO Finisce tra i fischi: il Palermo perde e comincia a sentire puzza di bruciato, il Genoa da ieri può invece dirsi salvo. Vince la squadra che sta meglio di testa, perde quella che sta vivendo il suo momento peggiore da quando è tornata in A. Al Palermo di ieri, però, c'è poco da rimproverare perché i rosa meritavano un risultato diverso. Guidolin torna al 4-3-2-1, Gasperini non rinuncia al 4-3-3, ma Borriello è ancora in panchina. Partita aperta da Amauri con un rigore generoso concesso da Tagliavento per un fallo di Santos su Cavani, ribaltata da Figueroa (splendido il suo sinistro a girare) e Milanetto e infine chiusa da Konko. Inutile il gol di Amauri a tempo scaduto, che così fa doppietta. I fischi stavolta non risparmiano nemmeno lui.  PAGELLE PALERMO Fontana 6 Incerto sul primo gol, poi compie buone parate. Zaccardo 5 L'azione che partorisce la rete del pari parte da un suo errore. Rinaudo 5.5 Bene fino ad un certo punto, poi si lascia travolgere anche lui. Biava 5 Chiude in ritardo su Figueroa, sempre in affanno. Balzaretti 5.5 Confu­sionario, però la sua generosità non è in discussione. Guana 5 Non riesce a dare dinamismo. Migliaccio 5.5 Conquista tanti palloni, ma è lento nel ripartire. Tedesco (8’ st) 6 Ci mette il cuore, sfiora due volte il gol. Simplicio 5 Scompare con il passare dei minuti, sbaglia un gol fatto. Cavani ng Fa in tempo a prendersi il rigore, poi va fuori per infortunio. Jankovic( 24’ pt) 6.5 Rischia di spaccare la traversa con un destro al volo, ci crede fino all'ultimo, è l'unico che si prende applausi. Bre­sciano 6 Meglio di altre volte. Amauri 6 Solo perché segna una doppietta (eguagliato il record di gol in A), prestazione incolore. All. Guidolin 6 Squadra giusta, perde pure per sfortuna. PAGELLE GENOA Scarpi 6.5 Una bella parata su Balzaretti, sempre attento. Konko 6.5 Inizia dietro, poi passa avanti. Prezioso, e chiude anche la partita. Santos 6 Sul rigore ha ragione lui, prima di Cavani tocca la palla. Lucarelli 6 All'inizio è dura con Amauri, l'aiuta il mestiere. Fabiano 6 Attento dietro, s'inserisce con i tempi giusti. Rossi 6.5 La sua corsa si sente. Milanetto 7 Organizza in maniera perfetta, segna col tempismo di un attaccante. Juric 6.5 Spesso brucia sul tempo i dirimpettai. Leon 6.5 Innesca l'azione che porta al gol del pari. De Rosa (8’ st) 6 Dà un buon contributo. Figueroa 7 Straordinario il gol del pari, assist al bacio per Milanetto. Borriello (15' st) 5.5 La panchina gli fa male, egoista. Sculli 6 Subito ammonito, ne risente l'esuberanza. Danilo (27' st) ng Aiu­ta quando la squadra soffre. All. Gasperini 7 Non sbaglia niente. ARBITRO Tagliavento 5 La sua direzione non convince, il rigore al Palermo è generoso.

 

CORRIERE SPORT - Amauri (rigore dubbio) illude i rosanero Figueroa, Milanetto e Konko calano il tris e Cavani s’infortuna. di Paolo Vannini. PALERMO - Altra batosta, terzo ko di fila, Palermo in dodicesima posizione, la peggiore in questi 4 anni di serie A, contestato dai tifosi prima (lancio di uova al pullman rosa, ma da parte di uno sparuto gruppetto) e semmai dopo la gara, un pizzico sfortunato (clamorosa traversa di Jankovic che avrebbe dato il 2-2) ma soprattutto incredibilmente fragile e ingenuo, incapace di ricavare risultati anche da situazioni favorevoli, come l’ennesimo vantaggio sciupato. Onore al Genoa, che gioca un calcio semplice e veloce, grazie a cui aveva givinto all’Olimpico con la Lazio e ad Udine ed ha dalla sua una serenitche il Palermo delle liti non conosce da mesi, forse da anni. Sidisposto a fisarmonica, chiudendo gli spazi ma pronto a ripartire con elementi veloci e sempre ben piazzati sul campo. Il Palermo invece perde la trebisonda con una facilitimpressionante, appare spaventato: regge poco anche la tesi prospettata nel dopo gara da Guidolin che ha parlato di clima ostile verso la squadra. La contestazione iniziale silimitata a qualche coro (“andate a lavorare”) mentre il pubblico ha sostanzialmente seguito la gara con un misto di applausi e fischi, aumentati d’intensitsolo al termine. Certamente c’diffidenza e perplessitsul comportamento della squadra, ma del resto prestazioni e risultati, incostanti e discontinui, sono davanti agli occhi di tutti. Guidolin comunque resta ancora in sella (al momento...), separato in casa con Zamparini, prigionieri entrambi di un balletto che ovviamente non puportare benefici alla squadra. Forse il presidente ha scelto una strada indolore per chiudere alla meno peggio l’annata, forse vuole evitare la situazione dello scorso anno, quando prima caccipoi riprese il tecnico veneto. Ieri sivisto un Palermo dalle buone intenzioni, cui non­ mancato l’impegno fino al 90' ed oltre, ma colpito praticamente ad ogni contropiede concesso all’avversario, a dimostrazione di equilibri tattici inefficienti o saltati con troppa facilit. Guidolin stavolta aveva ritoccato il modulo, tornando alla difesa a 4 per opporsi alle tre punte di Gasperini che, pur rinunciando al capocannoniere Borriello, pupermettersi di schierare un fronte offensivo con ottime doti tecniche individuali e dal movimento incessante. I rosa tenevano uno sterile predominio di possesso palla, i rossoblfacevano venire i brividi ad ogni ripartenza, costruita con semplici dai e vai (8', Sculli fermato da Fontana). Il vantaggio rosanero nasceva da un rigore piche dubbio, con Santos che anticipava Cavani rovinando solo dopo sulla sua gamba. Ma il ritorno al gol di Amauri non bastava perchdopo soli 5', una prodezza da fuori area di Figueroa, innestato da Leon, rimetteva il punteggio in parite cancellava anche le poche sicurezze cercate dal Palermo. Stessa musica nella ripresa: Guana ad un passo dal gol (traiettoria deviata e gran riflesso di Scarpi), ma poi praterie a disposizione per il contropiede ligure (palla persa da Jankovic), cross di Figueroa e tocco semplice semplice di Milanetto (primo gol per lui) con l’intero Palermo in ritardo. Reazione rosa, fantastico tiro al volo di Jankovic che s’infrange sulla traversa ma poi su calcio d’angolo altro regalo al Genoa con Konko che piazza l’incornata del 3-1. Una partita surreale, quasi l’emblema della stagione sbagliata che sta vivendo il Palermo. Senza esito anche l’assalto finale dei rosa che non concretizzano almeno quattro palle gol a due passi da Scarpi (con Balzaretti, Tedesco e Simplicio) e trovano il gol della bandiera con Amauri (bellissimo, un tiro a girare dal limite dell’area) quando ormai­scaduto anche il recupero. Subito dopo comincia un’altra partita, l’ennesima sfida verbale fra presidente ed allenatore. Intanto il Palermo precipita e non­ancora salvo. MARCATORI: 23' pt Amauri (P, rig.) 29' pt Figueroa (G), 5' st Milanetto (G), 15' st Konko (G), 48' st Amauri (P). PALERMO (4-3-2-1): Fontana 6; Zaccardo 5,5 Rinaudo 5,5 Biava 5 Balzaretti 6; Guana 5 Migliaccio 5,5 (8' st Giov. Tedesco 6) Simplicio 5; Cavani 6 (26' pt Jankovic 6,5) Bresciano 6,5; Amauri 6. A disp. Agliardi, Cani, Cassani, Caserta. All. Guidolin 5. Falli commessi: 15 Fuorigioco procurati: 3 GENOA (3-4-3): Scarpi 6,5; Konko 6,5 Santos 6 A. Lucarelli 6; M. Rossi 6,5 Milanetto 6,5 Juric 6,5 Fabiano 6; Leon 6 (8' st De Rosa 6) Figueroa 7 (15' st Borriello 5,5) Sculli 5,5 (28' st Danilo sv). A disp. Rubinho, Masiero, Di Vaio, Vanden Borre. All. Gasperini 6,5. Falli commessi: 27 Fuorigioco procurati: 3 ARBITRO: Tagliavento di Terni 5,5 Guardalinee: De Luca-Petrella. Quarto uomo: Ciampi. AMMONITI: Sculli (G), Migliaccio (P), Balzaretti (P), Rinaudo (P), Guana (P), Biava (P) per gioco falloso; Konko (G) per proteste. NOTE: spettatori 23.260, paganti 3.264 per una quota di euro 25.840, abbonati 19.996 per una quota di euro 327.074,92. Incasso totale euro 352.914,92. Angoli 8-7 per il Palermo. Recupero: pt 4', st 3'. Infortunio a Cavani (trauma contusivo distorsivo all’articolazione tibio tarsica sinistra).

 

CORRIERE SPORT - Le pagelle. di Paolo Vannini. Amauri segna una doppietta ma non­brillante Jankovic tiene vivo il Palermo con le sue giocate Figueroa non fa rimpiangere Borriello. PALERMO: 6,5 Jankovic - Tiene vivo il Palermo con giocate e inventiva ed almeno conquista la folla. Tatticamente ancora un po’ ingenuo, perde palla e il Genoa va sul 2- 1. 6,5 Bresciano - Guidolin lo rilancia e l’australiano lo ripaga. Corsa e disponibilit sulla fascia. Una delle poche buone notizie di giornata potrebbe essere il suo recupero. 6 Amauri - Prima doppietta al Barbera, eguaglia il proprio record di gol (11). Ma­ meno brillante di altre volte. 6 Fontana - Immobile sulla prodezza di Figueroa, reattivo su altre tre occasioni genoane. 6 Tedesco - Spirito indomabile, va su tutte le palle sporche e sfiora il gol. 6 Cavani - Si procura il rigore, ma s’infortuna nell’azione. 6 Balzaretti - Continuo nel tentativo di spinta ma non sempre preciso. 5,5 Rinaudo - Bene nel 1tempo, cala nella ripresa e non riesce ad evitare il tracollo della difesa. 5,5 Migliaccio - Avverte un po’ l’usura di tante battaglie. Giammonito, evita di far fallo su Leon nell’azione del primo gol ospite. 5,5 Zaccardo - Parte bene su Leon poi piano piano si perde. 5 Biava - Figueroa lo mette in crisi. Coinvolto come gli altri nelle disattenzioni dei gol. 5 Simplicio - E’ il pitecnico fra i centrocampisti rosa, ma incide pochissimo. 5 Guana - Generoso ma arruffone. 5 Guidolin (all) - Torna alla difesa a 4 ma nonil modulo il problema del Palermo. Lo condannano i risultati e il senso di impotenza che trasuda dalla squadra. GENOA 7 Figueroa - La riserva di Borriello si regala una gran giornata. Un gol e l’assist del secondo. 6,5 Gasperini (all) - Quando riparte, il Genoa­proprio bello a vedersi. 6,5 Scarpi - Non fa rimpiangere Rubinho, almeno due grandi parate. 6,5 Milanetto - Opposizione e regia in mezzo al campo, puntuale inserimento per il gol del vantaggio. 6,5 Konko - Non soffre, va a sfruttare la sua elevazione in fase d’attacco. 6,5 Juric - Grinta al servizio del collettivo. 6,5 Rossi - Fa avanti e indietro sulla fascia secondo i dettami del 3-4-3. 6 Leon - Si muove bene fra le linee e crea le premesse dell’1-1. 6 Santos - Commette (anzi non commette...) il fallo da rigore. Per il resto attento. 6 Lucarelli - Con Amauri non­ mai vita facile. 6 Fabiano - Riparte con continuitsulla sinistra. 6 De Rosa - La sua esperienza al servizio della squadra. 5,5 Borriello - Gioca l’ultima mezz’ora ma spreca un paio di chances. 5.5 Sculli - Non converte una palla gol e rischia l’espulsione. L’arbitro 5,5 Tagliavento - Non convince. Il rigore per il Palermo non c’è.

 

IL SECOLO XIX - La vittoria della maturità. di Giovanni Ciolina. La partita perfetta, in grado di rimediare anche al torto di un rigore concesso a Cavani e che rischia di cambiare l’andamento della gara dopo una ventina diminuti. Lo svantaggio è una frustata ristoratrice per il Grifo. Figueroa, Milanetto e Konko mettono il sigillo al quarto successo esterno della stagione (Napoli,Lazio e Udinese), il secondo sul terreno palermitano in serie A. Da 73 anni il Grifo non festeggiava alla Favorita. Tanto, troppo tempo. E ora, con i tre punti in tasca, la salvezza è in cassaforte. Missione compiuta, per Gasperini, che confeziona un brutto uovo di Pasqua alla sua ex squadra, preparando con i suoi ragazzi la gara perfetta. Forse non è la più bella stilisticamente parlando, ma sicuramente al Barbera va in scena un Grifone cinico, maturo, capace di aspettare l’avversario e poi colpirlo quando il fiato comincia ad accorciarsi. Insomma il Genoa sfrutta al meglio i limiti di un Palermo apparso timoroso, con poche idee, con uno stadio pronto alla contestazione e che alla prima difficoltà si sgonfia. Amauri nel primo tempo, Jankovic e Balzaretti nella ripresa i pochi a salvarsi. SuperBorriello non ce la fa. Il problema alla schiena si rivela più complicato da dribblare di qualsiasi avversario e il granatiere rossoblùfinisce in panchina. Come con l’Inter, ma questa volta il tecnico Gasperini accoglie la situazione con umore differente anche perché non si tratta di una scelta, bensì di un’imposizione dettata da una fitta che ha bloccato il giocatore l’altro pomeriggio nel bel mezzo della rifinitura. Spazio quindi a Figueroa nella conduzione dell’attacco per la seconda giornata consecutiva. E stavolta festeggia anche con un gol, splendido, e un assist a Milanetto, mentre il resto dell’undici genoano rimane invariato rispetto alle aspettative della vigilia. Cambia anche Francesco Guidolin, beccato dal pubblico di casa già all’ingresso in campo per il riscaldamento della squadra, che presenta una formazione a trazione anteriore, con Mark Bresciano preferito a Cassani. Il cambio palermitano è una sorta di elettroshock ai rispettivi assetti tattici. Di fronte ad una punta(Amauri)e a due trequartisti (Cavani e Bresciano), Gasperini arretra Fabiano a prendersi cura dell’uruguaiano di Guidolin per una difesa che finisce per essere a quattro e soprattutto con il risultato di circoscrivere parecchio la pericolosità dell’esterno rosanero. Si diradano quindi le maglie a centrocampo dove Juric ringhia su chiunque capiti dalle sue parti: Migliaccio e Guana, più che Simplicio. E SOPRATTUTTO il Grifone ha il predominio anche perché Leon si sacrifica in uno sfiancante lavoro di copertura che permette ai rossoblùdi rimanere corti e soprattutto in grado di ripartire velocemente. Peccato che spesso l’honduregno si intestardisca in un passaggio o in un dribbling di troppo che permettono il recupero alla difesa. Nonostante ciò l’honduregno regala l’assist a Figueroa per il pareggio. La svolta è l’ennesimo coniglio che il neo internazionale Tagliavento estrae dal cappello delle magie. Con la collaborazione dell’assistente De Luca assegna un calcio di rigore su affondo di Santos su Cavani. E’il 23’:10, Amauri. Esce Cavani per un problema alla caviglia sinistra e il Palermo, in vantaggio di un gol, si sistema con un 442 che prevede l’avanzamento di Bresciano, conJankovic adestra.Ma i Guidolin Boys non hanno neppure il tempo di assaporarsi l’immeritato vantaggio che Figueroa inventa un sinistro da biliardo, che Fontana si limita a guardare, per un pari giusto. Amauri si danna l’anima, regala qualche giocata da campione, ma sembra predicare nel deserto. Il Genoa, invece, da parte sua, è attento e soprattutto capace di non correre rischi e ripartire alla prima occasione propizia. A livello di pura forza fisica, i rossoblù pagano dazio, ma Juric e compagni hanno il grandissimo merito di mettere sul prato verde della Favorita coraggio, cuore, determinazione, attenzione, qualità e quella tranquillità che manca in questo momento a Zaccardo e compagni. E alla fine del primo tempo è ancora Figueroa a mettere paura a Fontana e soprattutto al macchinoso Zaccardo, con un colpo in scivolata sul quale il portiere mette un piedino. Non regala frutti il cambio di fascia tra Bresciano e Jankovic. CINQUEMINUTI e il Grifone confeziona l’azione campione della sua partita in terra siciliana. Juric sradica letteralmente palla dai piedi di Migliaccio e invita Figueroa all’affondo sulla sinistra. Zaccardo guarda, come Biava e Rinaudo, sulla spaccata di Milanetto solo al centro dell’area: 1 2. Tutto finito? Neanche per idea. intanto le panchine danno vita a qualche cambiamento. Gasperini ridisegna la difesa (Lucarelli, De Rosa, Santos e Fabiano), con avanzamento diKonko in mediana e alla luce di quanto succederà di lì a poco è mossa vincente. Sul campo, poi, il Palermo va avanti a sussulti, con poche idee e qualche scossa da ultima spiaggia. La traversa di Jankovic (7’) è un mix di potenza e coordinazione che trasforma la conclusione in un gesto tecnico da manuale. Scarpi è pronto e su Guana e Balzaretti fa vedere che c’è. Bravo. Konko (16’), però, chiude la partita di testa su angolo di Juric che festeggia l’ingresso in campo di mister Borriello. La prodezza di Amauri a tempo scaduto è un flash prima della tempesta. Di fischi

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 7 Confermato fra i pali nonostante il recupero di Rubinho. Intuisce il rigore di Amauri, ma non riesce a neutralizzarlo. Poco dopo invece anticipa il contropiede di Bresciano.Al 34’ non si fa sorprendere neppure dal siluro di Jankovic su punizione. Bravissimo a inizio ripresa a smanacciare in angolo la conclusione sporca di Guana. La traversa lo aiuta invece sulla bomba dalla distanza del solito Jankovic. Superlativo al 23’ della ripresa su Balzaretti. Asuo agio anche nei palloni alti che il Palermo scodella a ripetizione nel finale sperando in unmiracolo. Nulla poi può sulla carambola finale di Amauri, utile solo per le statistiche. KONKO 7 Aspetta nella zona di competenza Bresciano, e quando le condizioni glielo consentono prova pure a sostenere l’azione offensiva. Quando poi esce Leon avanza a centrocampo.Usa bene la testa, tanto dal punto di vista dell’intelligenza quanto per l’incornata che chiude i conti. Per confermare di essere un jolly a tuttotondo, passa pure inmediana. LUCARELLI 6,5 Con lamaglia del Palermo ha giocato una stagione in serie B lasciando ottimi ricordi. Implacabile su Amauri, al quale non concede un metro. Avanza pure in zona gol. Con l’ingresso di De Rosa si allarga a destra nella zona di Bresciano. SANTOS 6,5 Con Lucarelli divide il fardello della marcatura su Amauri,ma si dedica soprattutto a impostare la manovra dalle retrovie, spesso ricorrendo al lancio lungo a scavalcare il centrocampo rosanero. Sulle palle alte dà sempre lui: i cross con i quali il Palermo spera di riaprire i giochi sono il suo pane. FABIANO 7 Con il Palermo a una punta e due trequartisti è costretto ad abbassarsi sulla linea dei difensori per prendere in consegna il funanbolico Cavani. Con l’uscita dell’uruguayano cambia poco, perché Jankovic va a giocare nellamedesima posizione. Eppure trova ilmodo anche per andare ripetutamente sul fondo, da dove fa parecchio male al Palermo. ROSSI 7 Tre anni fa Zamparini gli aveva promesso ponti d’oro per portarlo in rosanero; lui preferì la C con ilGenoa e ora gioca al Barbera da capitano del Grifone: un premio alla fedeltà. Tiene d’occhio Simplicio per evitare gli inserimenti del brasiliano e spinge molto sulla fascia.Nella mini rivoluzione dopo l’uscita di Leon finisce a sinistra alternandosi fra terzo del tridente e centrocampista aggiunto per dare sostanza in mezzo. Successivamente torna a destra: cambia la posizione, non il rendimento. MILANETTO 7 Si propone sempre per ricevere palla, per poi smistarla con saggezza. Non consente a Migliaccio di fare girare il Palermo e spunta in ogni zona del campo per pressare o servire la palla giusta. Poi si fa trovare nel posto opportuno almomento opportuno sul centro di Figueroa per la prima rete stagionale. JURIC 6,5 Mette in campo la solita grinta, e intimidisce un combattente come Guana. Va costantemente al raddoppio, e non fa mancare il suo apporto anche alla fase offensiva con alcune discese che affondano nella ragnatela rosanero. Mette lo zampino anche sul raddoppio del Grifone rubando palla a centrocampo per avviare l’azione del gol. SCULLI 6,5 Al 7’ Leon lo libera solo davanti a Fontana ma non si aspettava che la palla filtrasse e perde il tempo sufficiente a permettere al portiere di neutralizzare la sua conclusione. Combatte a destra quando poi a sinistra, impedendo a Balzaretti di spingere. Come al solito, si sacrifica a tutto campo (28’ st DANILO ng: va a sinistra in zona Zaccardo per fare l’elastico fra attacco e centrocampo e soprattutto va al raddoppio sul portatore di palla che si avventura nella sua zona). FIGUEROA 7 Titolare per la seconda volta consecutiva: stavolta non c’entra il turnover ma le condizioni di Borriello. Si presta al dialogo con i compagni, ai quali offre la sponda. Poi estrae dal cilindro il colpo del campione con un sinistro dal limite che accarezza il palo e si insacca con una traiettoria imprendibile per Fontana. Va vicino al raddoppio nel recupero del primo tempo dopo un triangolo con Lucarelli. Si inventa pure uomo assist per la rete diMilanetto (15’ st BORRIELLO 6,5: entra con una terribile fame da gol; cerca il diciottesimo con insistenza per riavvicinarsi a Cristiano Ronaldo in ottica Scarpa d’Oro, anche se si tratta di un obiettivo difficilissimo da raggiungere. Da solo, riesce a tenere in apprensione Zaccardo, Rinaudo e Biava). LEON 5 Si dà da fare con insolita vena combattiva e predisposizione al sacrificio. Però alle buone intenzioni non seguono i risultati, perché perde un’infinità di palloni con appoggi approssimativi. Troppo confusionario e pasticcione, costringe Gasperini a toglierlo al costo di una serie di aggiustamenti a catena (8’ st DE ROSA 6,5: tiene la posizione con sicurezza e dà un grosso contributo a far girar la palla; non perde la calma neppure quando il Palermo timidamente prova ad accendere qualche mischia con la sola forza della disperazione, a gara abbondantemente compromessa). PALERMO Fontana 6; Zaccardo 6, Rinaudo 5, Biava 5, Balzaretti 5,5;Guana 5,5,Migliaccio 5 (8’ stG. Tedesco 6), Simplicio 5,5; Cavani 6 (25’ st Jankovic 6), Bresciano 5; Amauri 5. ARBITRO Tagliavento di Terni 5: con il Genoa non ha precedenti positivi. A Verona, per esempio, riuscì ad annullare tre reti ai rossoblù.Questa volta trasforma in rigore un anticipo di Santos su Cavani al 22’. Fiscalissimo su ogni intervento, spezzetta troppo il gioco. Se uno così è diventato internazionale, significa che il livello degli arbitri italiani è davvero basso

 

IL SECOLO XIX - Gasperini Obiettivo ottavo posto. «Borriello e Figueroa sono importanti. La squadra è cresciuta tanto e li esalta». di Giuliano Gnecco. Adesso arriva il bello. Perché– Roma a parte –il ciclo di ferro si è chiuso e inizia la discesa. La vittoria a Palermo rilancia sogni mostruosamente proibiti: c’è ancora tempo e modo per guardare all’Europa. Gian Piero Gasperini sorride, ma frena. «Abbiamo avuto una serie di infortuni che ci ha tolto la possibilità di giocarcela al completo. Da qui alla fine però non smobilitiamo: cercheremo di giocare tutte le partite al meglio, cercando di dare soddisfazioni a tutta la rosa. Siamo in una posizione impensabile a inizio stagione, e vogliamo mantenerla: arrivare ottavi non è la stessa cosa che arrivare dodicesimi». In Sicilia il Genoa ha dato una nuova prova di maturità, che aumenta il rimpianto per alcuni punti persi banalmente, come all’andata con i rosanero: con qualcosa in più nel forziere sarebbe stato più semplice alimentare la speranza di guadagnare subito l’Uefa. «Abbiamo fatto una bella partita– sottolinea Gasperini – Ci voleva. Abbiamo fatto una bella striscia con le grandi senza riuscire a vincere anche quando avremmo meritato. Questa squadra è cresciuta molto, lo si è visto dopo il rigore: in altri tempi, forse, ci saremmo disuniti, questa volta abbiamo reagito. Abbiamo sofferto solo nell’ultimo quarto d’ora quando eravamo alla frutta. Rispetto a Cagliari, però, la fatica per le tre partite in sette giorni l’abbiamo sentita solo alla fine, mentre allora c’era stato un calo fisico nel secondo tempo». Il rigore avrebbe potuto cambiare la partita in senso negativo, invece il Genoa ha continuato a macinare gioco. «Su quell’episodio mi sono arrabbiato molto – ammette il tecnico–Si può sbagliare, ma già dopo 5’ mi ero indispettito per una ammonizione eccessiva a Sculli. Mi sembrava che il rigore non ci fosse. Non è, però, giusto parlare di questi episodi, e non lo dico perché abbiamo vinto». Con le nubi che si addensano sulla panchina del Palermo, c’è chi lo candida a guidare in futuro la squadra rosanero. «Qui sono stato benissimo, il mio rammarico più grande da giocatore è di aver solo sfiorato la promozione in A con il Palermo. Ho tanti amici, sento profumi che mi piacciono: è un ambiente, almeno lo era ai miei tempi,per ilquale storcevi ilnaso quando dovevi arrivare, e poi non te ne volevi più andare via. Non so cosa ci sia nel mio futuro: però ho un impegno con il Genoa, dove sto bene, ho legato con l’ambiente e ho iniziato un grande lavoro proiettato nel futuro». Un altro dato confortante è che a Palermo il Grifone ha dimostrato di non essere Borriello dipendente: «Fino alla vigilia – confida Gasperini – ero convinto giocasse lui.Poi ha avuto qualche problema, e ho pensato che non era il caso di rischiarlo, visto che c’è in ballo anche la Nazionale. Vedo che Figueroa da qualche settimana ha la gamba giusta: sono contento per lui. In una squadra con giocatori di classe non è uno scandalo se qualche volta uno va in panchina. Borriello è fondamentale: ha fatto cose importanti e altre ne deve fare in questi due mesi per vincere la classifica dei cannonieri e conquistare l’Europeo. C’è anche la squadra che lo mette in condizione di fare bene, come è successo anche con Figueroa, che va guardato anche in ottica futura. Borriello ha dato tanto alla squadra, e la squadra ha dato tanto a Borriello». Spesso però si trova isolato a combattere contro il mondo, come è accaduto ieri ad Amauri. «Tante squadre – ricorda – tendono ormai a giocare con una punta centrale e altri che si inseriscono. È una tendenza non solo italiana. Talvolta per questo vengo criticato, però se si riesce a sostenere è una soluzione importante. Molti dicono che quest’anno spesso ci siamo espressi bene, che a parte poche occasioni abbiamo disputato buone gare e che, come la Roma, cerchiamo il risultato attraverso il gioco. Posso solo dire di essere d’accordo».

IL SECOLO XIX - Lucho Borriello la staffetta del futuro. Il delantero firma un gol gioiello: è tornato in forma e ora Gasperini può finalmente contare su due grandi bomber. di Giovanni Ciolina. Stop, controllo con la pianta del piede sotto la pressione di Rinaudo e interno collo di sinistro (ovviamente) che va a spegnersi sul palo lontano della porta difesa da Fontana, prima di rotolare in fondo al sacco. Immagine un po’ retrò, forse, per un flash che il popolo genoano difficilmente dimenticherà, ma che immortala perfettamente un gol d’altri tempi, d’altaclasse, e che, visti i precedenti, si può definire «alla Borriello». Il gol dell’1 1 di Lucho Figueroa è un autentico gioiello, il primo del delantero in maglia rossoblù lontano dal Ferraris. Il terzo della stagione (dopo Siena e Atalanta),ma, soprattutto, una similitudine con quel lampo che nell’agosto scorso lo mise in luce a Lugano, nell’amichevole organizzata appositamente per verificare le sue condizioni fisiche.A sette mesi di distanza Lucho si ripete,ma questa volta il gol è di quelli che contano davvero: doppio se si pensa che permette di recuperare lo svantaggio. E, soprattutto, conferma che quella stoccata non era un caso.Ma la regola. Nei 60 minuti di Lucho non c’è, però, solo il gol del pareggio. L’argentino arricchisce la prova con un assist (quello sulla rete del 2 1 firmata da Milanetto) e tanto sacrificio da mettere a disposizione della squadra. Un po’ come Leon, che al gol di Lucho mostra una maglietta la cui dedica resta decifrabile solo in un «…..ti amo». Borriello non ce la fa? Ecco allora servito l’argentino in un ipotetico passaggio di consegne tra centravanti che, materialmente, va in scena dopo un’ora di gioco, quando Super Borriello lo attende a bordo campo. Un sorriso, un abbraccio e po via, a fare la guerra con Zaccardo, Rinaudo e Biava. Uno scampolo di partita necessario a non fargli perdere il ritmo e a riabbracciare oggi i compagni nel ritiro della Nazionale di Donadoni. Insomma, il Grifone abbraccia il capocannoniere della serie A, ma non dimentica anche coloro che, poco o tanto, giocano per la causa rossoblù. Palermo, infatti, regala un ulteriore spunto di soddisfazione. Gasperini ha avuto la conferma di non essere vincolato esclusivamente a Borriello per l’attacco. Figueroa sta ritrovando condizione e gol e quindi la candidatura a centravanti bis del Grifone è lanciata. Mica roba da poco. Il tecnico rossoblù, nella volata finale, può quindi contare su due elementi in forma e assetati di gol, che possono giocare insieme, ma anche darsi il cambio. Lo scugnizzo napoletano è ovviamente il titolare, anche perché si gioca un posto nella comitiva azzurra in partenza per l’Europeo, ma Figueroa non è certo pedina trascurabile.E soprattutto da tenere in considerazione in prospettiva futura. Una scommessa che Preziosi sta pregustando di vincere

 

IL SECOLO XIX - Milanetto non si pone limiti. "Gol? E' solo il primo. La Roma? Ci proviamo". di Giovanni Ciolina. Finalmente si può dire. I tre punti strappati in Sicilia valgono la salvezza. Lo ammette senza troppi giri di parole anche uno dei protagonisti della disfida di Palermo. «Sono molto contento, ci tenevamo ad allungare il cammino e ad affrontare le prossime otto gare in serenità» spiega Omar Milanetto,32 anni, uno dei due “vecchietti” del centrocampo rossoblù in un accenno di politichese. Milanetto però resiste poco, un battito di ciglia per uscire allo scoperto: «Direi che il Genoa si può considerare salvo. Forsemancano 1 o 2 punti,ma direi forse…». Insomma, nel gruppo genoano c’è la consapevolezza di aver realizzato un’impresa importante nell’ottica del raggiungimento dell’obiettivo stagionale. «E lo abbiamo fatto a conclusione di una gara splendida» puntualizza il metronomo di Venaria che alla Favorita si è tolto anche lo sfizio di cancellare quello zero nella casellina delle reti segnate. «È il primo, tranquilli, non scherziamo… » dice con il sorriso di chi sa di averla fatta grossa. E per l’occasione parte anche la dedica da parte di Omar, solitamente poco ciarliero. Destinataria di tanto favore è «la mia bimba, Giulia, che proprio il 22 marzo festeggia il terzo compleanno. Mi ha portato fortuna». Ma si sa che la buona sorte bisogna anche andarsela a cercare e Milanetto sembra un ottimo cercatore di tartufi. Quella palla che arriva dalla sinistra se l’è andata a ricercare, come spesso ha provato a sostenere i compagni nelle ripartenze «ma tutta la squadra ha disputato una grande partita». Milanetto non cade nella trappola di chi intende paragonare Borriello a Figueroa, né tantomeno legare i risultati del Grifone alla presenza di uno o dell’altro: «Lucho è un grande. Abbiamo giocato con un grande attaccante. Sono cascati male quelli che pensavano che senza Borriello fosse un altro Genoa. Noi, invece, siamo cascati bene». Borriello in grande spolvero, Figueroa che sembra aver ritrovato condizione e vena realizzativa, «una squadra che gioca a memoria», sembrano rappresentare argomenti più che validi per affrontare il finale di stagione nel migliore dei modi «puntando ai vertici». Eccolo il concetto chiaro di Milanetto. Il Genoa di Palermo ha divertito i tifosi «ma soprattutto ci siamo divertiti noi. Ora proveremo a fare il massimo dei punti disponibili a cominciare dalla Roma. Perché no». Dopo aver stoppato l’Inter, il Grifone ora medita il colpo gobbo all’Olimpico: «Ci tenteremo »anche puntando sull’entusiasmo che deriva da risultati del genere. Milanetto dedica il gol alla figlia, ma soprattutto concentra l’attenzione sulla capacità della squadra di dimostrare «cinismo», quel cinismo che era mancato in altre occasioni. «Anche perché dopo essere andati sotto su un rigore inesistente abbiamo tenuto bene e siamo usciti alla distanza» spiega un Milanetto che ha tanta voglia di tornare a casa. E a chi gli fa notare come la trasferta sia stata preparata nei minimi dettagli anche con ilmini ritiro della vigilia, lui puntualizza la necessità «di parlarne poco, altrimenti lo ripetiamo… ». Come a dire: questa squadra di ritiri non ne ha bisogno. E ora l’appuntamento per tutti è mercoledì mattina a Pegli. Un giorno in più, come premio per la vittoria. E poi «personalmente traggo giovamento dal gioco della squadra, sfruttando le mie qualità. Soprattutto puntiamo a divertirci. Stiamo facendo un torneo straordinario». Da un Milanetto festante a un Santos che giura «di aver toccato il pallone nettamente» in occasione del rigore concesso dall’arbitro Tagliavento per il suo intervento su Cavani. «Neppure lui era convinto, però lasciatemi guardare le immagini televisive e poi potrò essere più preciso. Dal campo si vedono le cose in un certomodo e poi…». Resta il fatto che, nonostante il coinvolgimento nell’azione del vantaggio palermitano, il brasiliano ha disputato una buona partita, soprattutto su quella corsia di sinistra che lui predilige. «Bellissima partita» ammette mentre le graziose hostess palermitane lo invitano a fare il giro dell’oca per rispondere a tutte le domande. «Le nostre forze sono state il possesso palla e l’aver tenuto il Palermo in difesa» aggiunge prima di raggiungere i compagni in attesa sul pullman che ha portato la squadra all’aeroporto.

 

LA REPUBBLICA - Figueroa incanta, Genoa padrone a Palermo. Gol e assist dell´argentino, quarta vittoria in trasferta per i rossoblù. di Gessi Adamoli. PALERMO - È la stata la vittoria del gioco, il trionfo dell´organizzazione contro l´improvvisazione di undici solisti, alcuni per altro eccellenti. Omar Milanetto, il suo gol, quello del 2-1 e che di fatto ha fatto pendere l´equilibrio dalla parte del Genoa, lo dedica alla figlia: «Io non ne segno molto e trovo che sia fantastico che il primo della stagione sia capitato proprio il giorno nel quale Giulia compie 3 anni». Poi non si fa problemi a svelare il segreto del Genoa: «E´ molto semplice, giochiamo a memoria. Io sono qui da quasi due anni e vi posso garantire che tutti i giorni ripetiamo le stesse cose. Quello del mister è un bombardamento, ma ormai ci troviamo ad occhi chiusi. E così può capitare, come oggi, che facciamo quattro minuti di possesso palla, senza che l´avversario riesca ad intervenire». Per il Palermo, dopo la sconfitta di Parma, era una partita delicatissima: piazza in ebollizione e presidente e allenatore ai ferri corti. Nell´albergo del Palermo, però, la sera della vigilia, a spazzare via un po´ di paura, era arrivata una notizia rassicurante: Borriello ha il mal di schiena e non gioca. Sapere di non trovarsi di fronte il capocannoniere del campionato, poteva certamente dare un po´ più di sicurezza ad una squadra in preda a mille paure, come anche il fatto di aver potuto iniziare la partita in discesa grazie ad un grazioso regalo dell´arbitro Tagliavento (nell´occasione mal consigliato dal guardalinee De Luca) perché l´intervento di Santos era nettamente sulla palla (24´). «E per quel rigore - confessa Gasperini - mi sono arrabbiato moltissimo, perché d´accordo che si può sbagliare, ma mi pareva, anche per il fatto che Sculli era stato ammonito dopo soli 5´, che ci fosse un metro eccessivamente severo nei nostri confronti. Il nostro grande merito è stato quello di non disunirci. Non abbiamo perso la serenità e abbiamo continuato a fare il nostro gioco». Il pareggio è arrivato alla mezz´ora grazie ad una magia di Figueroa: tiro a giro con palla che sbatte sul palo alla destra di Fontana e finisce in rete. Guidolin, per cercare di mettere in difficoltà un avversario con i difensori contati, ha rinunciato al canonico 3-5-2 per puntare sul tridente Cavani-Amauri- Bresciano. Ma la linea Konko-Lucarelli-Santos ha retto agevolmente, anche se, una volta in vantaggio (Milanetto in spaccata su assist di Figueroa al 5´ della ripresa), Gasperini per non rischiare ha preferito passare alla difesa a quattro, inserendo De Rosa e sacrificando Leon, il meno in palla dei suo giocatori. Partita chiusa al 15´ quando, sul corner di Juric, è andato a bersaglio Konko di testa. Ora, dopo aver portato la squadra alla salvezza con larghissimo anticipo, Gasperini si pone l´obiettivo di evitare cali di rendimento e di riuscire a tenere sempre in tensione il gruppo: «Perché un conto è finire ottavi e un altro dodicesimi o tredicesimi».

 

LA REPUBBLICA - La squadra allenata da Gasperini vince 3-2 e firma il terzo ko consecutivo dei siciliani che finiscono la partita tra fischi e contestazioni. Per il tecnico si torna a parlare di esonero. Guidolin rischia ancora la panchina. PALERMO - Il Palermo continua a scivolare e rimedia la terza sconfitta consecutiva. Al "Barbera" passa il Genoa (dopo 73 anni) che s'impone per 3-2 e riprende la cavalcata alla ricerca dell'Europa. Non basta solo il cuore a un Palermo decisamente sfortunato che le tenta tutte per raggiungere almeno un pareggio che avrebbe pure meritato. Si chiude in pratica così il Guidolin atto IV, considerato che questa partita costituiva un vero e proprio ultimatum per il tecnico di Castelfranco Veneto. Il Genoa si mostra formazione dotata che subisce per lunghi tratti l'avversario ma che si conferma micidiale in contropiede. Guidolin cambia qualche uomo per dosare le forze e anche il modulo con un 4-3-3 iniziale; in difesa coppia centrale composta da Rinaudo e Biava per la squalifica di Barzagli; a centrocampo rientra Guana; spazio anche per Bresciano a supporto di Amauri e Cavani. Gasperini propone il consueto 3-4-3 e recupera Leon dopo il turno di squalifica; Borriello, non al meglio, lascia il posto a Figueroa come era accaduto con l'Inter; in difesa Lucarelli per l'infortunato Criscito. Il Palermo prova a tenere alto il baricentro, ma il Genoa ribatte colpo su colpo. La prima palla gol è dei rossoblu al 7' in contropiede: assist di Leon per Sculli solo al centro dell'area, tenuto in gioco da Biava, bravo Fontana a fermarlo. Il Palermo attacca troppo per vie centrali e con manovre piuttosto prevedibili. Al 23' Cavani entra in area e finisce a terra dopo l'intervento di Santos che colpisce prima la palla e poi l'uruguaiano; l'entrata è comunque brutta e Tagliavento indica il dischetto: Amauri calcia di potenza nell'angolo di Scarpi e lo supera, poi insieme ai compagni va ad abbracciare Guidolin. Intanto Cavani non riesce a restare in campo e lascia il posto a Jankovic. Il Genoa fa fatica a trovare spazi perchè il Palermo è attento ma al 29' un'invenzione di Figueroa pareggia i conti: l'argentino sorprende da fuori Fontana con un gran sinistro di collo pieno che colpisce il palo e si insacca. Il Palermo si rimbocca le maniche e si riporta in avanti: al 35' gran botta di Jankovic da posizione impossibile, Scarpi respinge con i pugni con qualche difficoltà. Al 43' Amauri lanciato a rete protegge il pallone ma tira debolmente da posizione non facile. Tuttavia il Genoa nelle ripartenza crea problemi ai rosanero e con pochi passaggi si ritrova in prossimità della porta avversaria. Si va al riposo sull'1-1. Stessi uomini in campo ad inizio ripresa. Il Palermo attacca generosamente e chiude il Genoa nella propria area. Ma il Genoa colpisce al primo contropiede: al 5' errore di Jankovic, Figueroa mette in mezzo da sinistra e Milanetto batte Fontana da due passi. Il Palermo reagisce ed è sfortunato al 7' quando Jankovic con un gran destro colpisce in pieno la traversa. Al 9' Tedesco nel Palermo rileva Migliaccio e dall'altra parte De Rosa prende il posto di Leon; entrambi i nuovi entrati sono ex, poco dopo staffetta tra Borriello e Figueroa. Il Palermo attacca e il Genoa segna: al 16': angolo dalla sinistra e prefetto stacco di testa di Konko sul primo palo che batte Fontana. Al 25' grande parata di Scarpi sul sinistro a botta sicura di Balzaretti, poi Simplicio non riesce a ribadire in rete di testa. Al 32' acrobazia di Simplicio in area, colpo di testa a botta sicura di Tedesco alto. Al 45' Fontana salva la propria porta su un colpo di testa ravvicinato di Rossi. Al 48' un gran gol di Amauri dalla distanza non basta a far tacere la contestazione.

LA REPUBBLICA - CARATTERE E NERVI SALDI. di Franco Rotella. Grande prova di personalità e maturità da parte del Genoa, che ha saputo sfruttare nel migliore dei modi la situazione ambientale e psicologica difficile degli avversari, reduci da una vigilia assai tormentata. La squadra di Gasperini è scesa in campo con calma e raziocinio e non ha perso la bussola, neppure quando un rigore ha permesso ai rosanero di portarsi in vantaggio. Bellissimo il gol segnato da Figueroa, determinante per riportare subito in parità il match, che poi è stato deciso nella prima parte della ripresa. Ancora una volta questo gruppo ha dimostrato di avere oltreché qualità tecniche e tattiche, anche una forte coesione e un carattere che gli permette di superare momenti delicati, come quello di chi aveva subito tre sconfitte consecutive prima del punto raccolto contro l´Inter.

LA REPUBBLICA - Le pagelle. Juric ovunque, Scarpi sicuro. di gessi Adamoli. Scarpi 6,5. Dà grande sicurezza al reparto arretrato. Su un missile di Balzaretti (poi Simplicio a porta clamorosamente vuota manda di testa sopra la traversa) la parata più difficile. Konko 7. Bene da marcatore puro ed anche da difensore esterno quando Gasperini decide di difendere a quattro e fa entrare De Rosa. Il gol che segna (il sceondo della stagione) conferna il uso strapotere atletico. Lucarelli 6. Essenziale, puntuale e senza sbavature negli interventi. Ora sembra finalmente calato nella parte dopo un girone d'amdata in affanno. Santos 6. Prende la palla non le gambe di Cavani. Il rigore lo vede solo il guardalinee. Però entrare in scivolata in area di rigore è sempre un azzardo e quel rischio il difensore brasiliano del Genoa poteva anche evitarselo. Rossi 6,5. Ormai esegue alla perfezione gli schemi di Gasperini. E' prontissimo a proporsi in sovrapposizione ma anche nelle chiusure. E il tutto, naturalmente, correndo senza un attimo di sosta. Milanetto 7. E' la materia grigia in una squadra di corsa. Mette la firma nel successo del Genoa con un gol alla Borriello, segna infatti da centravanti andando a chiudere in spaccata su cross dalla sinistra. Juric 7. Ruba palloni, imposta e va anche a proporsi in fase offensiva. Un'altra prestazione superlativa del soldatino croato. Fabiano 6,5. Ha patito più di altri il salto in serie A. Ha avuto un ambientamento più lungo di quello che ci si potesse aspettare, ma ora il suo sulla fascia di sinistra è tornato un contributo importante. Sculli 6,5. Pronti, via, viene smarcato davanti a Fontana ma conferna di non avere la freddezza del bomber. Fa il solito lavoro di grandissima quantità. Riuscisse ad essere più lucido in zona gol varrebbe 10 milioni di euro. Dal 26' st Danilo (s.v.) Figueroa 7. Un gol capolavoro ed un assist. I guai fisici sembrano definitivamente alle spalle. Dal 15' del st Borriello 6: tira ignorando lo smarcato Sculli e preferisce prendersi un vantaggio poco sfruttabile invece che accentuare la trattenuta di Rinaudo che, già ammonito, sarebbe stato espulso. Ma i bomber, si sa, sono egoisti per definizione. Leon 6. La grande cavalcata per dare poi a Figueroa la palla per il primo gol è l'unico lampo della sua partita. Quando poi Gasperini decide che non serve più esce dal campo visibilmente contrariato, ma senza nessuna reazione verbale stile Inter. Dal 9' st De Rosa 6. Grande concentrazione ed attenzione.

 

IL GIORNALE - Il Genoa batte arbitro e Palermo. di Giovanni Porcella. Il Genoa archivia la pratica salvezza con grande anticipo grazie ad una prestazione perfetta che umilia il Palermo battuto per 3-2 di fronte ai propri tifosi. È la quarta vittoria esterna della stagione. Una gara maiuscola per Rossi e compagni con un Figueroa strepitoso, gol d’autore e assist al bacio per il raddoppio siglato da Milanetto. Figueroa ha giocato al posto di Borriello colpito dal mal di schiena. Per il resto Gasperini aveva confermato la formazione prevista alla vigilia con il ritorno di Leon in avanti con Sculli. In difesa Santos centrale, Konko e Lucarelli al suo fianco. Insomma, Gasperini non ha sbagliato una mossa e ha dato scacco matto al suo collega rosanero Guidolin che neppure l’arbitro Tagliavento ha salvato con una direzione di gara vergognosa a vantaggio dei siciliani. A sbloccare il risultato è stato infatti proprio Tagliavento assegnando un rigore al Palermo per un inesistente fallo di Santos su Cavani al 22’. Tra lo stupore e le proteste genoane realizzava Amaurì. È stato pero’ un fuoco di paglia perché come ha detto un sorridente Gasperini nel dopo partita, il Genoa non si è affatto disunito: «Abbiamo avuto il merito di reagire a questa ingiustizia con serenità e fermezza. Una vittoria meritata e che dà alla nostra classifica un connotato che vale molto». Infatti i rossoblù che già sullo 0-0 avevano avuto una palla gol con Sculli, pareggiavano con Figueroa. L’argentino dal limite dell’area faceva partire un tiro tagliato che sbatteva sul palo e poi s’infilava in rete alle spalle di un Fontana immobile. Una prodezza balistica da applausi. Genoa padrone del campo e ancora Sculli su assist di Juric non riusciva a tirare in porta. Nella ripresa dopo un inizio arrembante del Palermo, facilitato da Tagliavento che ad ogni occasione aiutava i rosanero nel pressing concedendo falli a ripetizione nella metà campo rossoblù, la formazione di Gasperini rompeva l’equilibrio con un contropiede da manuale: il solito Juric rubava un pallone in mezzo al campo, Figueroa si allargava e il croato gli consegnava il pallone che l’argentino spediva col contagiro in area dove Milanetto in spaccata si faceva trovare puntuale all’appuntamento con il gol (50’). La reazione del Palermo era veemente e Jankovic, che aveva sostituito Cavani, con una conclusione dal limite colpiva la traversa. Guidolin toglieva Migliaccio per Tedesco, Gasperini sostituiva un altalenante Leon con De Rosa prevedendo l’assalto a suon di palle alte per Amaurì. Dopo un’ora a buon livello, fuori Figueroa e dentro Borriello. Ma le comprensibili mosse del mister rossoblù si facevano ancor più facili grazie alla terza segnatura, al 51’, arrivata con un colpo di testa di Konko sugli sviluppi di un corner. Il Palermo sprofondava con Guidolin sconvolto in panchina dai fischi del «Barbera». Tagliavento, quello dei tre gol annullati al Genoa a Verona di alcuni anni fa, continuava a giocare per il Palermo sorvolando su ogni scorrettezza ai danni del Grifone e tartassando Santos. Ma il forcing palermitano esaltava l’acrobatico Scarpi, bravissimo soprattutto nelle uscite e sul tiro di Balzaretti sbucato all’improvviso. Al 90’, quando era entrato Danilo per Sculli, il Genoa sfiorava addirittura la quarta rete con Rossi il cui colpo di testa veniva deviato da Fontana. E all’ultimo secondo del recupero i solito Amauri trovava un gran gol che però serviva solo a rendere meno pesante la sconfitta del Palermo. Il Genoa vince nel capoluogo siciliano dopo oltre 70 anni e torna a guardare in alto con pieno merito. SCARPI 7,5: per poco para il rigore di Amauri, per il resto è sempre reattivo, KONKO 7,5: il solito mastino con un gol in più. SANTOS 6,5: il suo intervento su Cavani è pulito sul pallone, ma Tagliavento lo umilia regalando il penalty ai padroni di casa. Ma non è colpa sua. LUCARELLI 7: in crescita costante da qualche settimana. Su di lui c’era un fallo da rigore, ma l’arbitro ovviamente... ROSSI 7: per il capitano gara generosa e frizzante. JURIC 7: chiude tutti gli spazi e ruba decine di palloni. Da il là alla seconda rete. MILANETTO 7,5: fosforo e classe. Il raddoppio corona una prestazione super. FABIANO 7: prezioso soldatino con ritrovata qualità. LEON 6: inizia bene poi eccede in dribbling e svolazzi. Dal 53’ DE ROSA 6,5: nel fortino si esalta. FIGUEROA 8: la magia del pareggio è da campione. Quando lo sosterrà la condizione fisica cosa farà? Dal 60’ BORRIELLO 6,5: dà il suo contributo di potenza. Aspetta di nuovo l’azzurro, che arriva puntuale in serata. SCULLI 6,5: poteva segnare in un paio di circosatnze, ma è sempre nel vivo del gioco. Dal 74’ DANILO S.V. GASPERINI 8: Tutti gli fanno i complimenti. Non si può eccepire sul gioco che ha il Genoa. TAGLIAVENTO 3: dovrebbe chiedere scusa e ritirarsi a vita monastica. Di sicuro è un incapace. Per il resto conviene non fare cattivi pensieri

 

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