CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

PALERMO - GENOA                              0 - 0   

PALERMO: Sirigu, Cassani, Kjaer, Migliaccio, Bovo, Nocerino, Simplicio, Bresciano, Pastore (62' Hernandez), Cavani (79' Budan), Miccoli. (Rubinho, Goian, Bertolo, Melinte, Blasi). Allenatore: Zenga.
GENOA: Scarpi, Papastathopoulos, Biava, Bocchetti, Rossi, Milanetto, Moretti, Modesto, Mesto 6 (75' Palacio), Floccari (58' Crespo), Palladino (58' Sculli). (Russo, Esposito, Zapater, Tomovic). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Brighi di Cesena. Ammoniti: Cavani, Miccoli, Scarpi, Papastathopoulos, Mesto e Biava.

Angoli: 7 a 6 per il Genoa. Spettatori: 25.624

 

     

 

     

 

     

 

TUTTOSPORT - GENOA, PUNTO D'ORO. Scarpi custodisce il pareggio, Crespo sfiora il colpaccio. Ma il Palermo reclama: rigore su Miccoli. di ALVARO MORETTI. PALERMO. Paura di volare, forse anche paura di volere volare: Palermo-Genoa 0-0 è una frenata delle ambizioni, un pareggio totale. Che lascia in mezzo, come ogni pareggio: nessuno salta in alto, nella classifica rattrappita. Nessu­no, alla luce di quanto visto ieri, avrebbe meritato la promozione nell’Empireo delle championsligabili... PRESUPPOSTI. I due ex dello scambio più sorprendente dell’estate, Amelia (ieri ko, co­munque a Palermo e in ritiro coi suoi tutto il pomeriggio) e Rubinho (in panca, sconsolato e ormai ai margini), non can­tano da tenori. Il Palermo torna a difendere a quattro, perché il tridente genoano con Palladino-Floccari-Mesto non va lasciato in parità numerica. Così Bovo scivola a sinistra. Gasperini, dal canto suo, fa in­dossare colori cangiati al suo 3-4-3 che spesso si trasforma in un 4-4-2 con Rossi o Modesto a giocare centrali o un 4-3­3 larghissimo con tutti a met­tere corsa attorno alla regia di Milanetto. La classifica partorita dall’ennesimo weekend di ribaltoni garantisce saluti e speranze, come avrebbe cantato De Gregori, a chiunque voglia veramente viaggiare in prima classe: Palermo e Ge­noa sono nuova alta borghesia che sogna l’investitura aristocratica ripartendo a inizio serata dalla pancia della classifica. Vi resteranno per mancanza di peso offensivo reale. PASTORE BOH? Pronti via è molto Palermo: il movimento tra le linee di Pastore, i tagli di Cavani e Miccoli, ma si nota soprattutto la ricerca pa­lermitana della profondità (pare un titolo tra Kundera e Camilleri: è solo una chiave tattica). E profondissimo al 2’, Cavani su lancio di Simplicio: ricciolo attorno a Bocchetti e stop di petto, con ausilio netto del braccio sinistro. Scarpi è battuto, Brighi no: gol annul­lato e giallo. Giusto. A Pastore per un tempo manca sempre un soldo per fare una lira: un aggancio sbagliato (12’, a tu per tu con Scarpi), un passag­gio troppo lungo o un drib­bling pretenzioso. Si è atteso Godot, perché non farlo con Javier? Bravo e scaltro, Scar­pi, al 15’ quando è Miccoli - dopo un errore di Biava - a presentarsi solo, tentare il drib­bling e trovare l’allungo del portiere genoano. Simplicio sbaglia la rovesciata (24’) chiudendo la metà tempo rosanero. Tocca al Genoa, ora: un’uscita infelice di Sirigu, con Mesto che calcia alto, ma so­prattutto due parate del portierino su Palladino e Rossi (43’). In mezzo l’errore di Brighi: al 40’ Rossi trattiene Mic­coli, l’arbitro (sulla linea d’area) trasferisce l’intervento sanzionato di un metro, quin­di fuori area... Ripresa che parte con l’equilibrio ormai consolidato, ma senza accen­sioni vere. Cavani è troppo lar­go. CRESPO FINALE Dentro Crespo, Sculli, poi Hernandez per i più o meno deludenti Floccari, Palladino, Mesto, Pastore, Cavani (per lui anche fi­schi al commiato): molte punte, pochi appunti però. Dopo un mani preteso Pastore cros­sa, Milanetto tocca: involontario. Al 26’ Crespo si gira alla Crespo: esterno della rete. Poi Palacio crossa profondo: lisciano al dunque Crespo e Sculli. Il finale è Palermo nelle inten­zioni, Genoa nelle azioni: Bovo di mani su Palacio (braccio vicino al corpo), poi Crespo frenato da Sirigu: quasi gol. PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6.5; Cassani 6.5, Kjaer 6, Migliaccio 6.5, Bovo 6; Nocerino 6, Simplicio 5.5, Bresciano 5; Pastore 5 (17’ st Hernandez 6); Cavani 5 (33’ st Budan ng), Miccoli 5.5. A disp. Rubinho, Goian, Bertolo, Melinte, Blasi. All. Zenga 5.5. GENOA (4-3-3): Scarpi 7; Papastathopoulos 6, Biava 6, Moretti 6, Bocchetti 5.5; Rossi 6.5, Milanetto 6, Modesto 6; Palladino 6 (13’ st Sculli 6), Floccari 5 (13’ st Crespo 6.5), Mesto 6 (30’ st Palacio ng). A disp. Russo, Zapater, Esposito, Tomovic. All. Gasperini 6.5 ARBITRO: Brighi di Cesena 5.5 NOTE: spettatori 25.624 per un incasso di euro 320.197,50. Am­moniti Papastathopoulos, Mesto per gioco falloso; Cavani e Mic­coli per condotta non regolamen­tare. Rec. tempo pt 0’, st 5’ STATISTICHE PALERMO: tiri 22, tiri in porta 6, angoli 6, fuorigioco 5, possesso palla 49,7% STATISTICHE GENOA: tiri 11, tiri in porta 5, angoli 7, fuorigioco 4, possesso palla 50,3.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Alvaro Moretti. PALERMO. CASSANI 6.5 Attacca e difende. Da Nazionale. SIRIGU 6.5 Non ne blocca una, ma ne para diverse. MIGLIACCIO 6.5 Calato nel ruolo, mette il piede ovunque. BOVO 6 Soffre Palladino e Palacio, ma è solo... KJAER 6 Tosto, al solito, senza sbavature. NOCERINO 6 La voglia matta di vincere ce l’ha solo lui, ma poca qualità, troppo poca. HERNANDEZ ( 17’ st) 6 Una rovesciata, poco fiato. MICCOLI 5.5 Fumo, tanto. Arrosto, pochissimo. Si perde sempre al dunque. SIMPLICIO 5.5 Due passaggi profondi, in avvio, poi quasi solo errori di misura in regia. BRESCIANO 5 Non aiuta Bovo. CAVANI 5 Costretto al terzinismo, si becca pure i fischi all’uscita. Urge vertenza sindacale. PASTORE 5 Se è vero che paga una multa a Zenga ogni passaggio sbagliato, ieri il salasso sarà stato tosto. Allenatore ZENGA 5.5 Organizza bene, modifica poco, soffre tanto. E quella posizione di Cavani... GENOA. SCARPI 7 Fondamentale su Miccoli. Sempre pronto. CRESPO ( 13’ st) 6.5 Sfiora il gol nel finale. ROSSI 6.5 Quantità, qualità, esperienza. BIAVA 6 Difesa senza ombre da ex. MESTO 6 Spinge tanto, conclude pure. MILANETTO 6 Regia senza acuti. MODESTO 6 Chiude e apre in ampiezza il centrocampo genoano, con profitto alle spalle di Mesto. MORETTI 6 Solido organizzatore: in mezzo non si passa. PALLADINO 6 Molte intenzioni, poche azioni. PAPASTATHOPOULOS 6 A destra spinge tanto. SCULLI ( 13’ st) 6 Assicura dinamismo. BOCCHETTI 5.5 Beffato in avvio da Cavani, poi resiste. FLOCCARI 5 Gira a vuoto. Allenatore GASPERINI 6.5 Modella gli attuali limiti genoani sul Palermo, alla fine i suoi ne hanno di più. Arbitro BRIGHI 5.5 Declassa a punizione un fallo inesistente su Miccoli che era in area. Sempre assolutorio sui tocchi di mano da distanza ravvicinata di Milanetto e Bovo. A scacchi ha vinto lui.

 

CORRIERE SPORT - Rosanero e rossoblù provano a vincere ma si equivalgono praticamente in tutto. Pochi rischi, zero gol. di Paolo Vannini. PALERMO - Nel giorno del suo compleanno n. 109 ( il club rosa fu fondato il 1 ° novembre 1900), il Palermo ottiene il primo 0- 0 della stagione, risultato che al Barbera non si verificava da un anno e mezzo ( Palermo- Atalan­ta 27 aprile 2008). Ma anche un risultato bianco può dispensare emozioni ed essere definito vibrante. Nessuna delle due esce bocciata dal posticipo, entrambe ci hanno provato ma senza trovare l’acuto decisivo. Da un lato l’ardore del Palermo, che a tratti rischia di sfociare in confusione, dall’altro la caratura ormai accertata del Genoa, che ha saputo aspettare e venire fuori in progressione fino a sfiorare il successo dopo aver sofferto un avvio veemente dei rosa. Che reclamano un rigore su Miccoli ( trattenuta di Marco Rossi all’interno dell’area) che avrebbe cambiato la gara ma sul quale Brighi, pur a due passi, ha sanzionato una smeplice punizione dal limite. Dall’altro lato, Sirigu è salito ancora sugli scudi fermando le due soluzioni vincenti che Hernan Crespo, entrato nell’ultima mezz’ora al po­sto di un pallido Floccari, aveva inventato all’interno dei 16 metri. Però la sfida a scacchi è stata bella e senza timori reveren­ziali. Il Genoa è partito con n 4­3- 3 che prevedeva una spietata marcatura non solo di Miccoli, ma persino di Cassani, il terzino che aveva incantato a San Siro e che ieri ha dovuto confrontarsi con un Mesto che lo impensieriva in entrambe le fasi. Nonostante il Palermo abbia un giorno in meno di riposo sulle gambe, è Gasperini a fare più turn over. Dentro quattro uomini nuovi rispetto a mercoledì mentre Zenga dà fiducia al gruppo di San Siro e inserisce solo Bovo, che era assente per squalifica ( ricostruita così la difesa a 4), e Nocerino nel centrocampo a 3. Hernandez parte dalla panchina, e sarà la carta della ripresa. Si parte subito con un’emozione ( Cavani in gol ma dopo essersi portato la palla avanti con la mano) e con un Palermo meno spregiudicato ma sufficientemente compatto. I liguri però non sono squadra che rinunciano al gioco e impostano la rimessa non appena riconquistano palla. L’asse Simplicio- Miccoli è sempre quello sul quale il Palermo costruisce di più: al 15' il salentino lanciato dal brasiliano arriva solo davanti a Scarpi ma indugia troppo e il sostituto di Amelia lo aspetta e lo ferma in corner. Le fiammate dei rosa nascono da manovre lineari anche se Pastore continua a non incidere, il Genoa sa partire d’infilata e costringe Sirigu a due parate in 10' su Palladino e Marco Rossi. Nella ripresa, gli scacchisti muovono i pezzi pesanti. Gasperini cambia interamente la bat­teria offensiva rinunciando anche ad un buon Palladino, e Sculli e Crespo ( poi anche Palacio) fanno subito sentire la diffe­renza. Il Genoa cresce come presenza tattica, costringe il Palermo all’attenzione ma anche Zenga ha armi per invertire la rotta e ricrea il 4- 3- 3 con Hernandez confermato dopo il gol all’Inter al posto di Pastore ( ennesima sostituzione per lui). La forza della difesa ospite ( straordinario Bocchetti) toglie spazio agli scambi veloci del Palermo e allora tocca anche a Budan che ci mette il fisico. I rovesciamenti di fronte rendono la partita avvincente ma manca sempre il tocco in più. La parate vera la fa di nuovo Sirigu, su un diagonale velenoso di Crespo, mentre Scarpi deve intervenire sulla bordata da lontano di Simplicio. Miccoli non è in una serata di grazia e finisce per infuriarsi con Brighi. Niente gol ma l’impressione di due realtà che si so­no equivalse. E che in una classifica tanto corta avranno ancora molto da dire in questa stagione. PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6,5; Cassani 6 Kjaer 6 Migliaccio 6 Bovo 6; Nocerino 6; Simplicio 6 Bresciano 6,5; Pastore 5,5 (17' st Hernandez 6); Cavani 5,5 (33' st Budan sv) Miccoli 5,5. A disp. Rubinho, Goian, Bertolo, Melinte, Blasi. All. Zenga 6. Falli commessi: 9 Fuorigioco procurati: 4. GENOA ( 4- 3- 3): Scarpi 6,5; Pa­pastathopuolos 6 Biava 6 Moretti 6 Bocchetti 7; Marco Rossi 6 Milanetto 6,5 Modesto 6; Mesto 6,5 (30' st Palacio 6) Floccari 5 (13' st Crespo 6,5) Palladino 6,5 (13' st Sculli 6). A disp. Russo, A. Esposito, Zapater, Tomovic. All. Gasperini 6,5. Falli commessi: 18 Fuorigioco procurati: 5 ARBITRO: Brighi di Cesena 5,5 Guardalinee: De Luca- Cariolato. Quarto uomo: Romeo. AMMONITI: Papastathopulos ( G), Biava ( G), Mesto ( G) per gioco falloso, Cavani ( P) per comportamento non regolamentare, Miccoli (P) per proteste. NOTE: spettatori totali 25.624, paganti 9.254, quota incasso euro 82.997,50. Abbonati 16.370, quota euro 237.200. Incasso totale euro 320.197,50. Angoli 7­6 per il Genoa. Recupero pt 0', st 5'.

CORRIERE SPORT - LE PAGELLE. Sirigu è una certezza Simplicio a singhiozzo, Pastore non incide. Bocchetti dominante. di Paolo Vannini. PALERMO 6,5 Sirigu - Magari non sono miracoli ma almeno 4 parate da riflessi pronti su Palladino, Rossi e Crespo. Per la terza volta imbattuto al Barbera. 6,5 Bresciano - Stantuffo su 80 metri di campo, dà una mano ai compagni e riparte con lucidità. 6 Kjaer - Floccari non gli va mai via, qualche ansia in più con Crespo. Veloce nei recuperi. 6 Bovo - Nuovamente spostato a sinistra, non disdegna gli inserimenti offensivi. 6 Migliaccio - Rude ma determinante sulle palle sporche in area. 6 Hernandez - Velocità e un paio di numeri acrobatici. 6 Cassani - Che sfida a destra con Mesto! Stavolta brilla più in copertura perchè ogni volta che sale è marcato spietatamente. 6 Simplicio - Detta i tempi un po’ a singhiozzo ma è bravo in aiuto alla difesa. 6 Nocerino - Si butta dentro con più frequenza del solito. Fornisce sostanza al centrocampo rosanero. 6 Zenga (all.) - Torna alla difesa a 4 ma ormai il Palermo sembra avere assunto un carattere. Stavolta i cambi non portano miglioramenti. 5,5 Cavani - Nel primo tempo sembra svuotato. Dà una mano al collettivo ma non trova la giocata giusta negli ultimi 20 metri. 5,5 Miccoli - Sopporta una arcigna marcatura individuale. Davanti a Scarpi ritarda troppo la conclusione e non è in serata di tiro, neppure sulle punizioni. 5,5 Pastore - In un paio di occasioni ha davanti le praterie per scatenarsi, poi prova a spostarsi più lateralmente. Voglioso ma non riesce a diventare decisivo. GENOA. 7 Bocchetti - Non lascia nulla agli attaccanti rosa. Prova scintillante. 6,5 Scarpi - Bravissimo a non farsi saltare su Miccoli, puntuale su Simplicio. 6,5 Milanetto - Dispensa gioco con saggezza e prende Pastore in prima battuta. 6,5 Mesto - Pericolose ripartenze e chiusure tempestive sulle avanzate di Cassani. 6,5 Gasperini ( all.) - Modulo cangiante, a fisarmonica, squadra corta ma pronta a ripartire. Nel­la ripresa sostituisce tutte e tre le punte e prova a vincere. 6,5 Crespo - Fa subito capire che è molto più pericoloso di Floccari. 6,5 Palladino - Arretra per trovare spazi fino a farsi trovare in difesa. Deliziose giocate di fino ed una sola conclusione alla quale si oppone Sirigu. 6 Palacio - Ci mette impegno. 6 Biava - Presidia la difesa in zona centrale e raddoppia Miccoli. 6 Moretti - Controlla la sua zona senza troppi affanni. 6 M. Rossi - Avanti e indietro sulla corsia destra, protagonista in molti episodi. Copre su Miccoli (ma in un caso fallosamente), e sfiora anche il gol. 6 Papastathopoulos - Nel primo tempo la sua è quasi una marcatura individuale su Miccoli. Nella ripresa si vede anche in affondo. 6 Modesto - Pendolo fra centrocampo e difesa sull’out sinistro. Attento su Hernandes. 6 Sculli - Prima su un lato poi sull’altro. 5 Floccari - Fa poco, non supera la cerniera Kjaer-Migliaccio. L’arbitro Brighi 5,5 - Il fallo su Miccoli è in area, lui lo arretra. Pavido. Vede bene invece su Cavani dopo appena 2'.

 

IL SECOLO XIX - Emozioni e gol sfiorati è un pari a viso aperto. di Mauro Casaccia. PALERMO. Sfida tra attacchi potenti, Palermo Genoa. Sfida da gol, sulla carta. Sfida dei 10, Palladino e Miccoli, che sanno trovare il colpo di genio, l'hanno dimostrato alla grande nel turno infrasettimanale, rete di tacco e doppietta a San Siro. Punte di rango che entrano dalla panchina, come Crespo e Budan. Ma dal "campionato pazzo" puoi attenderti di tutto: 00, il primo della stagione per entrambe. E protagonisti i portieri che non t'aspettavi. Non gli non ex, Rubinho e Amelia,ma Scarpi e Sirigu, insuperabili. Equilibrio pure tra Gasperini e Zenga, a scacchi. Il tecnico rossoblù, nel centrocampo ridotto ai minimi termini, schiera Rossi come mediano i nsieme a Milanetto, la fascia destra a Sokratis. Esposito ha provato nel pre gara, soffre per i postumi di una contusione e va in panchina. Il rosanero invece ha il "buco"asinistra,Balzaretti è infortunato e Melinte non ha convinto, perciò difesa che torna a quattro, sulla mancina va Bovo, Migliaccio semprenel ruolo di difensorec entrale (ma i due talvolta s'invertono). Con i guantoni, i "secondi" Scarpi e Sirigu. Davanti, con Floccari e Mesto da una parte, Cavani e Pastore dall'altra, a completare gli attacchi e provare a incendiarli, i numero10,classe pura,che ieri non è bastata. Palladino (in mattinata non stava benissimo,ma non ha avuto febbre e, pur non al meglio, è della partita finché tiene) e Miccoli. Aladino e il Romario del Salento, anche detto Pibe di Nardò. Quello del colpo di tacco e quello del colpo sotto. Due che si sono incrociati sotto la Mole, nella Torino bianconera, per poi maturare ed esplodere altrove. Cinque anni di differenza, entrambi già azzurri, entrambi con obiettivo Sudafrica 2010. La guida inventiva del Palermo porta il volto di Che Guevara tatuato sul polpaccio destro, ha talento esplosivo ed è il giocatore di serie A che più tira in porta: in 10 gare, 45 volte. La scintilla creativa del Genoa studia e trova ispirazione su Internet per giocate sempre sorprendenti, dall'elastico alla ruleta ( ieri,a referto la sterzata di tacco e il doppio passo, con conclusione però respinta).Palladino,messo ko a lungo da un virus ostinato, è tornato più forte. Miccoli quasi era stato messo al tappeto dal virus corruttivo che ha preso il calcio italiano (celebre la sua denuncia di "ghettizzazione" subita da Moggi alla Juventus),ma la sua destrezza è riemersa a Firenze, a Lisbona e ora in Sicilia.Nei piedi dei 10, si vede fin dal principio, tanto della sfida del Barbera. Tantissimo,inoltre,è nelle mani dei "secondi portieri". O per l'infortunio del primo (Amelia) o per sorpasso del titolare d'inizio stagione (Rubinho), tra i pali Scarpi e Sirigu, l'esperto e il ragazzino, quattordici anni di distanza tra i due, l'uomo di Jesolo che porta in campo la saggezza dei pescatori (esca e amo, la sua passione, cattura pure Miccoli nel testa a testa del 15'),il22enne di Nuoro che mette dentro tanta voglia di emergere. Pronti via, Scarpi è saltato beffardamente da Cavani,ma Brighi vede bene il tocco di braccio e ammonisce l'uruguayano. Al 12' l'estremo guardiano è coraggioso e puntuale in uscita bassa "doppia", sui piedi di Bresciano e Cavani. Sempre Scarpi, arriva il miracolo su Miccoli, lanciato in solitaria dopo errore di Milanetto: il 10 dribbla, il portierone resiste e in caduta a ritroso, a una mano,gli respinge la conclusione. Il Palermo in avanti crea dando pochi punti di riferimento, fa movimento continuo. Il Genoa aspetta e riparte, come al 10', contropiede orchestrato da Palladino e Mesto che però Kjaer riesce ad arginare. Poi, al 20', su sviluppo di un corner (situazione in cui il Palermo difende male la sua costola sinistra, emerge inaltri due casi) combinazione Milanetto Rossi, fuori misura il destro del capitano rossoblù. A Scarpi si torna: sberla di Bresciano dai 25metri, tuffo e deviazione. Poi, a Miccoli si torna, con proteste rosanero: al 39', Rossi mette la mano sulla schiena del 10 che cade in area, se è fallo è rigore, Brighi assegna invece il fallo al limite. Scarpi e Miccoli?Allora Palladino e Sirigu, al 43': botta di sinistro dell'altro 10, l'altro portiere respinge e fa il bis su Rossi. E da Palladino si riparte,mettendo a referto pure un grande aggancio volante, che non serve per andare all'assalto, bensì per chiudere un'avanzata altrui, da esterno completo. Di là,Miccoli, all'8': dribbling secco e fallo di Biava (ammonito, va in squalifica), punizione dai 25metri che però il pugliese sballa.Gasperini vuole alzare le frequenze,perciò al 13' Crespo e Sculli per Floccari e Palladino,molto stanco. Zenga risponde con Hernandez, che quasi era stato genoano,al posto di Pastore, troppo compassato.Gasp:Palacio per Mesto. Walter: Budan per Cavani. Attacchi che cambiano, per provare a vincere. Nell'ultimo quarto d'ora, occasioni di qua e di là,a vampate.Per ilGrifone, su traversone di Palacio non trovano l'appuntamento Crespoe poi Sculli.Ci prova Hernandez in sforbiciata volante, fuori. Di nuovo il Genoa, palla bassa e forte di Palacio, Migliaccio salva di tacco, poi Sirigu si distende a deviare il diagonale di Crespo.Ancora il Palermo, Miccoli va via ma svirgola il cross mancino,Bovo da lontano spara alto. Scarpi, Sirigu e le difese reggono, equilibrio fino in fondo.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. Andrea Schiappapietra. GENOA. SCARPI. 7.5 Torna a difendere la porta rossoblù, l'ultima volta era stata nella gara di chiusura della scorsa stagione, al Ferraris contro il Lecce. Ritrova il suo amico Rubinho, partito in estate e ora costretto in panchina dall'ottimo avvio di stagione di Sirigu. Dopo un paio di minuti Cavani segna di mano ma Brighi se ne accorge e lo ammonisce. Tempestivo al 12' in uscita su Bresciano, il centrocampista rosanero commette poi fallo travolgendolo quando ha ormai il pallone saldamente nelle mani. Straordinario al 15' quando riesce a deviare in corner la conclusione di Miccoli che lo aveva in precedenza saltato in dribbling. Al 33' si allunga per togliere il tiro di Bresciano dall'angolino basso: altro pericolo scampato per il Grifone. Nel secondo tempo, di nuovo al 33', respinge una sventola di Simplicio dal limite dell'area. Ammonito per perdita di tempo al 39'. BIAVA 6 Per la seconda volta da ex nello stadio che lo ha visto protagonista per 5 stagioni con la maglia rosanero. Si era lasciato molto bene soprattutto con la tifoseria, a cui aveva scritto una lettera di ringraziamento e saluti prima del passaggio al Genoa. Mercoledì con la Fiorentina si era destreggiato bene da centrale, a Palermo torna nel ruolo consueto sulla destra. Se la cava abbastanza bene, almeno fino all'8' della ripresa quando è costretto a fermare Miccoli e si prende l'ammonizione che gli farà saltare il Siena. MORETTI 6.5 Scontato il turno di squalifica per l'espulsione di Cagliari, rientra al centro della difesa. Se la cava, di testa e di piede. BOCCHETTI 6 Un po' al centro un po' sulla sinistra, di testa ci dà sempre. Piazza un paio di belle chiusure nel secondo tempo. SOKRATIS 6 Il greco parte di nuovo titolare e galleggia tra difesa e centrocampo. Battaglia con Miccoli, cerca di contenerlo: a volte ci riesce, altre no, come al 29', quando lo trattiene e si becca il cartellino giallo. Prova l'affondo 2 o 3 volte, copre bene anche se qualche volta è un po' ingenuo. ROSSI 6.5 Si conferma utilissimo, grazie alla sua grande duttilità. Zapater parte dalla panchina, in vista della sfida europea di giovedì con il Lille e così Gasperini lo sostituisce con il capitano. Dà una mano preziosa in difesa, con le sue diagonali a chiudere le avanzate di Miccoli e Bresciano, anche se rischia grosso sull'attaccante rosanero al 39' in area. Al 43', su respinta di Sirigu, ha la palla del vantaggio ma il portiere del Palermo riesce a respingere in calcio d'angolo il suo diagonale potente e preciso. MILANETTO 6 Gasperini non rinuncia al suo regista, nonostante arrivi da una lunga serie di gare giocate consecutivamente e sia in diffida. Al 15' perde palla a centrocampo, Simplicio lancia Miccoli ma Scarpi fa il miracolo in uscita. Al 18' s'infila centralmente e lancia Floccari che controlla bene ma poi è chiuso in corner da Kjaer. Rischia di nuovo nel secondo tempo ma c'è Modesto a chiudere su Hernandez. Sul piatto della bilancia ci sono però anche diversi palloni distribuiti con sapienza e precisione. MODESTO 6 Uno dei tanti ex della partita, anche se la sua avventura a Palermo non era stato molto fortunata. Rinfrancato dalla prova finalmente positiva messa in mostra mercoledì, cerca di tenere la posizione sulla sinistra, anche se quando viene chiamato al cross non riesce a trovare la giusta soluzione: palloni sempre respinti dalla difesa palermitana. Bravo al 20' in chiusura su Hernandez lanciato verso la porta rossoblù e poco più tardi su Simplicio. PALLADINO 6.5 Arriva al match del Barbera galvanizzato dalla magia che mercoledì ha gelato Frey ma debilitato nel fisico per un po' di influenza che lo ha colpito in mattinata. L'ultimo test prima della partita è però positivo per cui scende regolarmente in campo. Gasperini lo sistema a sinistra, per mettere in difficoltà Bovo: "Palla" mette in mostra parecchio del suo repertorio tecnico ma solo al 43' riesce ad andare al tiro, costringendo Sirigu alla difficile parata in tuffo. Nella ripresa strappa gli applausi del pubblico con una serie di stop splendidi, pallone saldamente ancorato ai piedi e immediato assist per i compagni non sfruttato a dovere. Gasperini gli risparmia l'ultima mezz'ora, in vista del Lille, crocevia fondamentale per l'avventura europea del Grifone. (13' st SCULLI 6 Dentro per combattere e lui non si sottrae). FLOCCARI 5.5 Zamparini lo aveva cercato insistentemente un paio di estati fa, sembrava ormai del Palermo ma poi era rimasto a Bergamo. Al 18', su lancio di Milanetto, controlla un bel pallone ma Kjaerè bravo a chiudergli lo spazio per la conclusione a rete. Non ha più l'opportunità di cercare la porta, nella ripresa cala e puntuale arriva il cambio-staffetta con Crespo, in vista di Lille e Siena, gare che concluderanno il tour de force rossoblù prima della sosta. (13' st CRESPO 6.5 Dopo circa 5' si libera sulla destra e scalda i pugni di Sirigu con un destro potente ma non preciso. Al 24', su lancio di Milanetto, gira a rete sfiorando il palo: Brighi, su segnalazione dell'assistente, gli fischia un fuorigioco che non c'è. Al 41' Sirigu gli dice di nuovo di no con un'ottima parata). MESTO 5 Subito pimpante e arrembante ma un pochino pasticcione nelle ripartenze che tagliano in due il pacchetto arretrato del Palermo. Al 37' ha la palla del vantaggio, su respinta corta di Sirigu, ma il suo piattone dal limite dell'area finisce alta a porta praticamente vuota. Commette un fallo ingenuo su Miccoli nel secondo tempo, sanzionato immediatamente da Brighi. Ancora qualche errore, poi arriva il cambio con Palacio: gara da dimenticare, dopo parecchie positive. (30' st PALACIO 6.5 Pochi minuti e per poco non ripete il numero di mercoledì scorso, piazzando in mezzo un cross, deviato, su cui Crespo e Sculli non riescono a trovare la deviazione vincente. Mette dentro un altro paio di ottimi palloni, a testimonianza delle sue indubbie qualità tecniche). PALERMO Il 5-3 di Milano, nel posticipo di giovedì sera, non porta Zenga a fare grosse variazioni di formazione. Pastore galleggia tra le linee, con il compito di innescare Miccoli e Cavani: l'argentino, però, delude le aspettative e infatti nella ripresa viene sostituito da Hernandez. Sirigu 7, Kjaer 6, Migliaccio 6, Bovo 6, Cassani 5.5, Simplicio 6.5, Nocerino 5, Bresciano 6, Pastore 5 (17' st Hernandez 6), Cavani 5 (33' st Budan sv), Miccoli 5.5. L'arbitro Brighi di Cesena 5.5 Il bilancio del Genoa con il direttore di gara romagnolo era di 4 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Era più di un anno che non arbitrava la squadra rossoblù: più esattamente dal 24 settembre 2008, 3-1 sulla Roma al Ferraris. Nella memoria dei tifosi genoani c'era però anche la serie di errori commesso in un Atalanta-Genoa di serie B di alcuni anni fa. Bravo ad accorgersi immediatamente del fallo di Cavani che infila Scarpi con un tocco di mano: ammonizione corretta. Sbaglia al 39': Miccoli cade in area, non è chiaro se Rossi commetta fallo o meno ma nel momento in cui fischia deve dare rigore e non punizione. Fischia un fuorigioco a Crespo che non c'è ma in questo caso è tradito dall'assistente. Altre decisioni lasciano dubbi.

IL SECOLO XIX - Crespo: «Un punto per uno, alla fine è stato giusto così». di Andrea Schiappapietra. Biava: «Dopo aver preso undici gol in tre partite era arrivato il momentodi limitare i nostri errori.Direi che ci siamo riusciti». Palermo. Il pareggio di Palermo lascia grande soddisfazione in casa rossoblù: la classifica è cortissima, una vittoria avrebbe significato aggancio al quarto posto ma la sensazione è che, dopo la rinascita con la Fiorentina, questo 0-0 rappresenti la conferma di un periodo nerissimo ormai alle spalle. «Abbiamo avuto diverse occasioni - sottolinea Crespo - ma alla fine va bene così. Tornare da Palermo con almeno un punto in tasca e soprattutto senza subire gol era troppo importante per noi. Su campi insidiosi come questo pareggiare non è male». Concetto ribadito anche da Beppe Biava, accolto con grande calore dall'ambiente rosanero: in Sicilia era rimasto per 5 anni, prima di passare al Genoa due estati fa. «Pareggio giusto, non c'è niente da dire - spiega il difensore rossoblù? finalmente siamo riusciti a non prendere gol: non accadeva dalla seconda giornata contro l'Atalanta». Quella del Grifone resta la difesa più battuta del campionato, ma i progressi messi in mostra prima contro la Fiorentina e poi ieri sera contro il Palermo sono stati evidenti. Tra l'altro la squadra siciliana era reduce da una striscia di 12 partite casalinghe in cui era sempre riuscita ad andare a segno. Cosa è cambiato nella retroguardia rossoblù? «Dopo gli 11 gol presi in 3 partite ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: non possiamo andare avanti così? confida Biava - mercoledì e stasera (ieri sera per chi legge, ndr) siamo riusciti a limitare gli errori che commettevamo prima. Cambiamenti tattici? Come al solito, dipende dalle squadre che incontriamo: il mister ci prepara nel modo migliore a giocare indifferentemente a 3 o a 4». Quella del Barbera doveva essere la partita di Amelia e Rubinho, protagonisti dello scambio tra le due società nel mercato estivo. Il primo si era infortunato alla vigilia ma era presente in tribuna per salutare ex compagni e tifosi, oltre che per avere qualche chiarimento dai dirigenti rosanero, con cui non si era lasciato bene. Il secondo, invece, aveva recuperato dall'infortunio alla spalla ma si è accomodato in panchina, lasciando spazio al rampante Sirigu. Al momento di entrare in campo, il brasiliano si è soffermato in particolare a salutare il suo ex preparatore, Gianluca Spinelli, e Alessio Scarpi, compagno di 3 anni di avventura genoana. Negli spogliatoi, poi, baci e abbracci con gli altri vecchi amici. «Ho visto Rubinho - racconta Biava - un po' giù di morale, spero che si riprenda al più presto perché ha grandi mezzi». Dalla difesa al reparto offensivo: Floccari si è battuto ma non è mai riuscito a rendersi pericoloso, mentre Crespo, nel finale, ha avuto almeno 3 nitide occasioni per portare il Genoa in vantaggio. «Sto meglio, piano piano sto superando qualche problemino fisico - ricorda Valdanito - certo mi piacerebbe partire dall'inizio ma rispetto le decisioni del mister. Nello schema del Genoa, l'attaccante centrale fa un po' da boa e se riesce ad andare al tiro vuol dire che la squadra funziona». Palacio ha fatto vedere cose molto positive negli ultimi minuti. «Viene dall'Argentina, dove era abituato a ritmi e compiti diversi. Al Boca giocava in coppia con Palermo, doveva solo badare alla fase offensiva. Deve crescere dal punto di vista tattico e fisico, quando sarà al massimo creerà parecchi problemi agli avversari», conclude Crespo

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: buona gara e potevamo vincerla. di Mauro casaccia. «MODESTO MI È PIACIUTO. FELICE PER LUI E PER NOI». Palermo. Punto buono, classifica buona, futuro buono. Gian Piero Gasperini vede rosa, dopo lo 0-0 sul campo dei rosanero. Palermo e Genoa, squadre votate all'offensiva, fermate «da difese attente e portieri bravi», sottolinea il tecnico rossoblù. «Un buon risultato, anche se forse siamo andati più vicini noi a vincere. Gara combattuta e che fa morale, 17 punti sono tanta roba con il calendario che abbiamo avuto. Da qui a dicembre avremo tante partite in casa, dove abbiamo già affrontato tante grandi, mentre fuori abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo. Possiamo crescere e migliorare». Zero reti, tanti motivi di soddisfazione. Walter Zenga: «È il mio primo 0-0 da quando alleno in Italia, in cinquanta o sessanta gare, ho perso il conto. E uno dei pochi della mia carriera». Da dodici partite interne consecutive il Palermo andava a segno. Ha sbattuto sul Genoa, che da parte sua prendeva gol dalla sfida di Bergamo, alla seconda di campionato. Stranezze di una sfida, nel campionato tutto strano. Il rossoblù: «Quattordici squadre in sette punti. Inter e Juventus sono le più forti, per il resto tanto equilibrio, comprese le neopromosse come Bari e Parma. Non so se il livello è più basso, ma il campionato è equilibrato e difficile». Il rosanero: «Torneo corto, tante squadre a poca distanza, basta una vittoria o una sconfitta per cambiare molto. È un campionato particolare, molto strano, come si vede in classifica. Credo che si deciderà nel girone di ritorno, preparando l'affondo finale. Anche attraverso pareggi come questo, contro squadre di pari livello. Per come la vedo io, Genoa e Palermo si equivalgono». Perciò, entrambi dicono: «Sì, 0-0, ma mica brutto». Zenga: «Partita che potevi vincere ma rischi anche di perdere, per meriti anche di chi c'è davanti. Equilibrata, sul filo dell'episodio». Alla fine, più opportunità per il Grifone, mentre i siciliani si dolgono per l'uno contro uno Scarpi-Miccoli vinto dal portiere e recriminano per un rigore non concesso. «Si vede che c'era, ma si tratta episodi, lascio commentare, non voglio essere quello che va ad attaccarsi a queste cose». Gasperini: «Risultato che sembra paradossale, è mancato solo il gol, la giocata finale. Noi nel primo tempo ci fermavamo troppo al limite, nella ripresa siamo stati più incisivi, siamo andati vicini a segnare. È mancato qualcosa di fine per rompere l'equilibrio, brave difese e portieri». Tra i pali del Grifone, grande prestazione di Scarpi: «Sono contento per lui Â? dice il tecnico rossoblù è un baluardo dello spogliatoio, uomo cardine, contro il Palermo fondamentale anche in campo». Altre individualità. Su Modesto: «Ha fatto anche meglio che con la Fiorentina, il dinamismo suo e di Rossi ci è servito. Sono felice per lui e lui serve al Genoa. Speriamo di ritrovare anche altri». Gli infortunati, Criscito e Juric (il primo dovrebbe tornare con il Lille). E chi non è ancora al meglio. «Floccari? Non è certo un problema. Se lui cresce, può farci fare il salto di qualità. Crespo ha sempre un ottimo impatto sulla gara quando entra, sfruttando anche la stanchezza degli avversari, dall'inizio magari è più difficile. Sono tutti e due da dosare, non siamo messi male». Adesso l'Europa, giovedì c'è il Lille al Ferraris: «Tengo alla coppa ed è una partita alla nostra portata, può pesantemente ricollocarci in classifica. Vincere in Europa League, inoltre, può darci slancio in campionato, per il Siena. I nostri 17 punti sono tanta roba e dopo la sosta il calendario potrebbe anche darci qualche respiro in più. Finora sono soddisfatto, ero più preoccupato qualche tempo fa». Dopo i rosanero, Gasperini vede rosa.

 

LA REPUBBLICA - Palermo - Genoa, zero gol. "Sono contento a metà" Pari a reti bianche contro pronostico al Barbera. Zenga la prende con filosofia ("Primo risultato del genere in Italia"), Gasperini è soddisfatto: "Abbiamo fatto di più" di LUIGI PANELLA. PALERMO - Il fatto eclatante della serata del Barbera è l'assenza di gol. Il Palermo arrivava dalle tre reti vanamente rifilate all'Inter, il Genoa - solitamente prolifico - si presentava con la difesa più battuta del campionato. Allo stato pratico, il punticino non va accolto con eccessivo entusiasmo: con la classifica corta (ovviamente fatta eccezione per l'Inter), un successo avrebbe infatti decretato un notevole salto di qualità. Nel complesso, risultato giusto: molto gradevole il primo tempo, ripresa con le squadre meno lucide. IL GIOCO TATTICO - E' un bel gioco tattico tra i due allenatori. Zenga propone la difesa a quattro (Bovo a sinistra) quale antidoto al tridente genoano, con Pastore tra le linee a sostegno del tandem Miccoli-Cavani. Gasperini più coperto del solito: difesa a quattro con l'inserimento di Papastathopoulos (a cinque in fase di non possesso), e Mesto, uomo del tridente, più basso del solito. A VISO APERTO - A viso aperto. Nel primo tempo di gioco se ne vede parecchio. La più bella occasione è per Miccoli, lanciato da Simplicio e fermato da Scarpi, che gli lascia il dribbling per poi sventare in recupero. Sempre pronto il portiere genoano: coraggioso in uscita bassa su Pastore, reattivo su botta di Bresciano dalla distanza. Spazio anche per la recriminazione. Rossi strattona Miccoli in area, l'arbitro però vede il fallo fuori. Non solo Palermo però. Genoa sornione ma pronto a colpire. La marcia in più ce l'ha Palladino: su un suo sinistro Sirigu e bravo, facendosi trovare pronto sulla ribattuta di Rossi. IL VOLPONE CRESPO - La ripresa offre molto di meno, anche se vanno riconosciuti ai tecnici cambi azzeccati. Il 'migliorè è quello di Crespo per uno spento Floccari. L'argentino entra benissimo in partita, cerca reiteratamente la porta ed in un paio di occasioni Sirigu deve esibire tutta la sua sicurezza. Dalla parte opposta, Hernandez (dentro per Pastore), punge di meno ma fa vedere comunque ottime qualità. Il portiere Scarpi, a parte la prontezza delle chiusure da ultimo uomo fuori area, l'unico vero intervento lo compie su una botta di Simplicio. IL RIGORE DI ZENGA - Zenga la prende con filosofia sul rigore negato a Miccoli: "Evidente che il fallo era in area, preferisco non commentare". "Il Palermo è da Champions League? Può essere... Abbiamo fatto una buona gara, avevamo giocato tre giorni prima. Si è trattato di una sfida equilibrata, è la prima volta che faccio 0-0 in Italia, e mi sento contento a metà". La partita di Pastore: "Volevo iniziare come avevo finito a Milano, con Hernandez, oltre a Pastore, Miccoli e Cavani. Nel caso fossimo andati sotto però, sarebbe stato difficile recuperare e ci ho ripensato". Una considerazione sul campionato: "E' strano, penso che tutto si deciderà nel ritorno. Noi per arrivare in Europa dobbiamo farci trovare pronti" GASPERINI E' SODDISFATTO - Gasperini nel complesso è soddisfatto: "Non è facile venire a Palermo e fare risultato. Eravamo molto concentrati a chiudere, ma davanti abbiamo fatto più del Palermo". L'assestamento difensivo iniziale: "Difficile, il Palermo è squadra insidiosa, noi abbiamo sbagliato qualche disimpegno". Sui singoli, nota di merito per Scarpi: "Importante anche a livello di spogliatoio, dà sicurezza alla difesa e permette di recuperare con calma Amelia". La mini crisi sembra archiviata. "Abbiamo steccato solamente con l'Inter, per il resto abbiamo sempre fatto buone gare. Ora il calendario ci dà sulla carta la possibilità di salire" PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6.5, Cassani 6.5, Kjaer 6, Migliaccio 6, Bovo 6,5, Nocerino 6, Simplicio 6.5, Bresciano 6, Pastore 5.5 (17' st Hernandez 6.5), Cavani 5.5 (34' st Budan sv), Miccoli 6.5 (83 Rubinho, 3 Goian, 14 Bertolo, 21 Melinte, 88 Blasi). All.: Zenga 6. GENOA (3-4-3): Scarpi 6.5, Papastathopoulos 6.5, Biava 6, Bocchetti 6, Rossi 6.5, Milanetto 6.5, Moretti 5.5, Modesto 6, Mesto 6 (30' st Palacio 6), Floccari 5 (13' st Crespo 7), Palladino 6.5 (13' st Sculli 6). (1 Russo, 16 Esposito, 21 Zapater, 40 Tomovic). All.: Gasperini 6. ARBITRO: Brighi di Cesena 6.5. Ammoniti: Cavani per fallo di mani; Scarpi per comportamento non regolamentare; Papastathopoulos, Mesto e Biava per gioco falloso; Miccoli per proteste. Espulsi: nessuno. Recupero: 0' e 5'. Calci d'angolo: 7 a 6 per il Genoa. Spettatori: 25.624, per un incasso di 320.197 euro

 

     

 

     

 

     

 

 

AKAIAOI