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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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PALERMO - GENOA 0 - 0
PALERMO:
Sirigu, Cassani, Kjaer, Migliaccio, Bovo, Nocerino, Simplicio, Bresciano,
Pastore (62' Hernandez), Cavani (79' Budan), Miccoli. (Rubinho, Goian, Bertolo,
Melinte, Blasi). Allenatore: Zenga. Arbitro: Brighi di Cesena. Ammoniti: Cavani, Miccoli, Scarpi, Papastathopoulos, Mesto e Biava. Angoli: 7 a 6 per il Genoa. Spettatori: 25.624
TUTTOSPORT
- GENOA, PUNTO D'ORO.
Scarpi custodisce il pareggio, Crespo sfiora il colpaccio. Ma il Palermo
reclama: rigore su Miccoli. di ALVARO MORETTI. PALERMO. Paura di volare, forse
anche paura di volere volare: Palermo-Genoa 0-0 è una frenata delle ambizioni,
un pareggio totale. Che lascia in mezzo, come ogni pareggio: nessuno salta in
alto, nella classifica rattrappita. Nessuno, alla luce di quanto visto ieri,
avrebbe meritato la promozione nell’Empireo delle championsligabili...
PRESUPPOSTI. I due ex dello scambio più sorprendente dell’estate, Amelia (ieri
ko, comunque a Palermo e in ritiro coi suoi tutto il pomeriggio) e Rubinho (in
panca, sconsolato e ormai ai margini), non cantano da tenori. Il Palermo torna
a difendere a quattro, perché il tridente genoano con Palladino-Floccari-Mesto
non va lasciato in parità numerica. Così Bovo scivola a sinistra. Gasperini, dal
canto suo, fa indossare colori cangiati al suo 3-4-3 che spesso si trasforma in
un 4-4-2 con Rossi o Modesto a giocare centrali o un 4-33 larghissimo con tutti
a mettere corsa attorno alla regia di Milanetto. La classifica partorita
dall’ennesimo weekend di ribaltoni garantisce saluti e speranze, come avrebbe
cantato De Gregori, a chiunque voglia veramente viaggiare in prima classe:
Palermo e Genoa sono nuova alta borghesia che sogna l’investitura aristocratica
ripartendo a inizio serata dalla pancia della classifica. Vi resteranno per
mancanza di peso offensivo reale. PASTORE BOH? Pronti via è molto Palermo: il
movimento tra le linee di Pastore, i tagli di Cavani e Miccoli, ma si nota
soprattutto la ricerca palermitana della profondità (pare un titolo tra Kundera
e Camilleri: è solo una chiave tattica). E profondissimo al 2’, Cavani su lancio
di Simplicio: ricciolo attorno a Bocchetti e stop di petto, con ausilio netto
del braccio sinistro. Scarpi è battuto, Brighi no: gol annullato e giallo.
Giusto. A Pastore per un tempo manca sempre un soldo per fare una lira: un
aggancio sbagliato (12’, a tu per tu con Scarpi), un passaggio troppo lungo o
un dribbling pretenzioso. Si è atteso Godot, perché non farlo con Javier? Bravo
e scaltro, Scarpi, al 15’ quando è Miccoli - dopo un errore di Biava - a
presentarsi solo, tentare il dribbling e trovare l’allungo del portiere
genoano. Simplicio sbaglia la rovesciata (24’) chiudendo la metà tempo rosanero.
Tocca al Genoa, ora: un’uscita infelice di Sirigu, con Mesto che calcia alto, ma
soprattutto due parate del portierino su Palladino e Rossi (43’). In mezzo
l’errore di Brighi: al 40’ Rossi trattiene Miccoli, l’arbitro (sulla linea
d’area) trasferisce l’intervento sanzionato di un metro, quindi fuori area...
Ripresa che parte con l’equilibrio ormai consolidato, ma senza accensioni vere.
Cavani è troppo largo. CRESPO FINALE Dentro Crespo, Sculli, poi Hernandez per i
più o meno deludenti Floccari, Palladino, Mesto, Pastore, Cavani (per lui anche
fischi al commiato): molte punte, pochi appunti però. Dopo un mani preteso
Pastore crossa, Milanetto tocca: involontario. Al 26’ Crespo si gira alla
Crespo: esterno della rete. Poi Palacio crossa profondo: lisciano al dunque
Crespo e Sculli. Il finale è Palermo nelle intenzioni, Genoa nelle azioni: Bovo
di mani su Palacio (braccio vicino al corpo), poi Crespo frenato da Sirigu:
quasi gol. PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6.5; Cassani 6.5, Kjaer 6, Migliaccio 6.5,
Bovo 6; Nocerino 6, Simplicio 5.5, Bresciano 5; Pastore 5 (17’ st Hernandez 6);
Cavani 5 (33’ st Budan ng), Miccoli 5.5. A disp. Rubinho, Goian, Bertolo,
Melinte, Blasi. All. Zenga 5.5. GENOA (4-3-3): Scarpi 7; Papastathopoulos 6,
Biava 6, Moretti 6, Bocchetti 5.5; Rossi 6.5, Milanetto 6, Modesto 6; Palladino
6 (13’ st Sculli 6), Floccari 5 (13’ st Crespo 6.5), Mesto 6 (30’ st Palacio
ng). A disp. Russo, Zapater, Esposito, Tomovic. All. Gasperini 6.5 ARBITRO:
Brighi di Cesena 5.5 NOTE: spettatori 25.624 per un incasso di euro 320.197,50.
Ammoniti Papastathopoulos, Mesto per gioco falloso; Cavani e Miccoli per
condotta non regolamentare. Rec. tempo pt 0’, st 5’ STATISTICHE PALERMO: tiri
22, tiri in porta 6, angoli 6, fuorigioco 5, possesso palla 49,7% STATISTICHE
GENOA: tiri 11, tiri in porta 5, angoli 7, fuorigioco 4, possesso palla 50,3.
CORRIERE SPORT
- Rosanero e rossoblù provano a vincere ma si equivalgono praticamente in tutto.
Pochi rischi, zero gol. di Paolo Vannini. PALERMO - Nel giorno del suo
compleanno n. 109 ( il club rosa fu fondato il 1 ° novembre 1900), il Palermo
ottiene il primo 0- 0 della stagione, risultato che al Barbera non si verificava
da un anno e mezzo ( Palermo- Atalanta 27 aprile 2008). Ma anche un risultato
bianco può dispensare emozioni ed essere definito vibrante. Nessuna delle due
esce bocciata dal posticipo, entrambe ci hanno provato ma senza trovare l’acuto
decisivo. Da un lato l’ardore del Palermo, che a tratti rischia di sfociare in
confusione, dall’altro la caratura ormai accertata del Genoa, che ha saputo
aspettare e venire fuori in progressione fino a sfiorare il successo dopo aver
sofferto un avvio veemente dei rosa. Che reclamano un rigore su Miccoli (
trattenuta di Marco Rossi all’interno dell’area) che avrebbe cambiato la gara ma
sul quale Brighi, pur a due passi, ha sanzionato una smeplice punizione dal
limite. Dall’altro lato, Sirigu è salito ancora sugli scudi fermando le due
soluzioni vincenti che Hernan Crespo, entrato nell’ultima mezz’ora al posto di
un pallido Floccari, aveva inventato all’interno dei 16 metri. Però la sfida a
scacchi è stata bella e senza timori reverenziali. Il Genoa è partito con n
43- 3 che prevedeva una spietata marcatura non solo di Miccoli, ma persino di
Cassani, il terzino che aveva incantato a San Siro e che ieri ha dovuto
confrontarsi con un Mesto che lo impensieriva in entrambe le fasi. Nonostante il
Palermo abbia un giorno in meno di riposo sulle gambe, è Gasperini a fare più
turn over. Dentro quattro uomini nuovi rispetto a mercoledì mentre Zenga dà
fiducia al gruppo di San Siro e inserisce solo Bovo, che era assente per
squalifica ( ricostruita così la difesa a 4), e Nocerino nel centrocampo a 3.
Hernandez parte dalla panchina, e sarà la carta della ripresa. Si parte subito
con un’emozione ( Cavani in gol ma dopo essersi portato la palla avanti con la
mano) e con un Palermo meno spregiudicato ma sufficientemente compatto. I liguri
però non sono squadra che rinunciano al gioco e impostano la rimessa non appena
riconquistano palla. L’asse Simplicio- Miccoli è sempre quello sul quale il
Palermo costruisce di più: al 15' il salentino lanciato dal brasiliano arriva
solo davanti a Scarpi ma indugia troppo e il sostituto di Amelia lo aspetta e lo
ferma in corner. Le fiammate dei rosa nascono da manovre lineari anche se
Pastore continua a non incidere, il Genoa sa partire d’infilata e costringe
Sirigu a due parate in 10' su Palladino e Marco Rossi. Nella ripresa, gli
scacchisti muovono i pezzi pesanti. Gasperini cambia interamente la batteria
offensiva rinunciando anche ad un buon Palladino, e Sculli e Crespo ( poi anche
Palacio) fanno subito sentire la differenza. Il Genoa cresce come presenza
tattica, costringe il Palermo all’attenzione ma anche Zenga ha armi per
invertire la rotta e ricrea il 4- 3- 3 con Hernandez confermato dopo il gol
all’Inter al posto di Pastore ( ennesima sostituzione per lui). La forza della
difesa ospite ( straordinario Bocchetti) toglie spazio agli scambi veloci del
Palermo e allora tocca anche a Budan che ci mette il fisico. I rovesciamenti di
fronte rendono la partita avvincente ma manca sempre il tocco in più. La parate
vera la fa di nuovo Sirigu, su un diagonale velenoso di Crespo, mentre Scarpi
deve intervenire sulla bordata da lontano di Simplicio. Miccoli non è in una
serata di grazia e finisce per infuriarsi con Brighi. Niente gol ma
l’impressione di due realtà che si sono equivalse. E che in una classifica
tanto corta avranno ancora molto da dire in questa stagione. PALERMO (4-3-1-2):
Sirigu 6,5; Cassani 6 Kjaer 6 Migliaccio 6 Bovo 6; Nocerino 6; Simplicio 6
Bresciano 6,5; Pastore 5,5 (17' st Hernandez 6); Cavani 5,5 (33' st Budan sv)
Miccoli 5,5. A disp. Rubinho, Goian, Bertolo, Melinte, Blasi. All. Zenga 6.
Falli commessi: 9 Fuorigioco procurati: 4. GENOA ( 4- 3- 3): Scarpi 6,5;
Papastathopuolos 6 Biava 6 Moretti 6 Bocchetti 7; Marco Rossi 6 Milanetto 6,5
Modesto 6; Mesto 6,5 (30' st Palacio 6) Floccari 5 (13' st Crespo 6,5) Palladino
6,5 (13' st Sculli 6). A disp. Russo, A. Esposito, Zapater, Tomovic. All.
Gasperini 6,5. Falli commessi: 18 Fuorigioco procurati: 5 ARBITRO: Brighi di
Cesena 5,5 Guardalinee: De Luca- Cariolato. Quarto uomo: Romeo. AMMONITI:
Papastathopulos ( G), Biava ( G), Mesto ( G) per gioco falloso, Cavani ( P) per
comportamento non regolamentare, Miccoli (P) per proteste. NOTE: spettatori
totali 25.624, paganti 9.254, quota incasso euro 82.997,50. Abbonati 16.370,
quota euro 237.200. Incasso totale euro 320.197,50. Angoli 76 per il Genoa.
Recupero pt 0', st 5'.
IL SECOLO XIX - Emozioni e gol sfiorati è un pari a viso aperto. di Mauro Casaccia. PALERMO. Sfida tra attacchi potenti, Palermo Genoa. Sfida da gol, sulla carta. Sfida dei 10, Palladino e Miccoli, che sanno trovare il colpo di genio, l'hanno dimostrato alla grande nel turno infrasettimanale, rete di tacco e doppietta a San Siro. Punte di rango che entrano dalla panchina, come Crespo e Budan. Ma dal "campionato pazzo" puoi attenderti di tutto: 00, il primo della stagione per entrambe. E protagonisti i portieri che non t'aspettavi. Non gli non ex, Rubinho e Amelia,ma Scarpi e Sirigu, insuperabili. Equilibrio pure tra Gasperini e Zenga, a scacchi. Il tecnico rossoblù, nel centrocampo ridotto ai minimi termini, schiera Rossi come mediano i nsieme a Milanetto, la fascia destra a Sokratis. Esposito ha provato nel pre gara, soffre per i postumi di una contusione e va in panchina. Il rosanero invece ha il "buco"asinistra,Balzaretti è infortunato e Melinte non ha convinto, perciò difesa che torna a quattro, sulla mancina va Bovo, Migliaccio semprenel ruolo di difensorec entrale (ma i due talvolta s'invertono). Con i guantoni, i "secondi" Scarpi e Sirigu. Davanti, con Floccari e Mesto da una parte, Cavani e Pastore dall'altra, a completare gli attacchi e provare a incendiarli, i numero10,classe pura,che ieri non è bastata. Palladino (in mattinata non stava benissimo,ma non ha avuto febbre e, pur non al meglio, è della partita finché tiene) e Miccoli. Aladino e il Romario del Salento, anche detto Pibe di Nardò. Quello del colpo di tacco e quello del colpo sotto. Due che si sono incrociati sotto la Mole, nella Torino bianconera, per poi maturare ed esplodere altrove. Cinque anni di differenza, entrambi già azzurri, entrambi con obiettivo Sudafrica 2010. La guida inventiva del Palermo porta il volto di Che Guevara tatuato sul polpaccio destro, ha talento esplosivo ed è il giocatore di serie A che più tira in porta: in 10 gare, 45 volte. La scintilla creativa del Genoa studia e trova ispirazione su Internet per giocate sempre sorprendenti, dall'elastico alla ruleta ( ieri,a referto la sterzata di tacco e il doppio passo, con conclusione però respinta).Palladino,messo ko a lungo da un virus ostinato, è tornato più forte. Miccoli quasi era stato messo al tappeto dal virus corruttivo che ha preso il calcio italiano (celebre la sua denuncia di "ghettizzazione" subita da Moggi alla Juventus),ma la sua destrezza è riemersa a Firenze, a Lisbona e ora in Sicilia.Nei piedi dei 10, si vede fin dal principio, tanto della sfida del Barbera. Tantissimo,inoltre,è nelle mani dei "secondi portieri". O per l'infortunio del primo (Amelia) o per sorpasso del titolare d'inizio stagione (Rubinho), tra i pali Scarpi e Sirigu, l'esperto e il ragazzino, quattordici anni di distanza tra i due, l'uomo di Jesolo che porta in campo la saggezza dei pescatori (esca e amo, la sua passione, cattura pure Miccoli nel testa a testa del 15'),il22enne di Nuoro che mette dentro tanta voglia di emergere. Pronti via, Scarpi è saltato beffardamente da Cavani,ma Brighi vede bene il tocco di braccio e ammonisce l'uruguayano. Al 12' l'estremo guardiano è coraggioso e puntuale in uscita bassa "doppia", sui piedi di Bresciano e Cavani. Sempre Scarpi, arriva il miracolo su Miccoli, lanciato in solitaria dopo errore di Milanetto: il 10 dribbla, il portierone resiste e in caduta a ritroso, a una mano,gli respinge la conclusione. Il Palermo in avanti crea dando pochi punti di riferimento, fa movimento continuo. Il Genoa aspetta e riparte, come al 10', contropiede orchestrato da Palladino e Mesto che però Kjaer riesce ad arginare. Poi, al 20', su sviluppo di un corner (situazione in cui il Palermo difende male la sua costola sinistra, emerge inaltri due casi) combinazione Milanetto Rossi, fuori misura il destro del capitano rossoblù. A Scarpi si torna: sberla di Bresciano dai 25metri, tuffo e deviazione. Poi, a Miccoli si torna, con proteste rosanero: al 39', Rossi mette la mano sulla schiena del 10 che cade in area, se è fallo è rigore, Brighi assegna invece il fallo al limite. Scarpi e Miccoli?Allora Palladino e Sirigu, al 43': botta di sinistro dell'altro 10, l'altro portiere respinge e fa il bis su Rossi. E da Palladino si riparte,mettendo a referto pure un grande aggancio volante, che non serve per andare all'assalto, bensì per chiudere un'avanzata altrui, da esterno completo. Di là,Miccoli, all'8': dribbling secco e fallo di Biava (ammonito, va in squalifica), punizione dai 25metri che però il pugliese sballa.Gasperini vuole alzare le frequenze,perciò al 13' Crespo e Sculli per Floccari e Palladino,molto stanco. Zenga risponde con Hernandez, che quasi era stato genoano,al posto di Pastore, troppo compassato.Gasp:Palacio per Mesto. Walter: Budan per Cavani. Attacchi che cambiano, per provare a vincere. Nell'ultimo quarto d'ora, occasioni di qua e di là,a vampate.Per ilGrifone, su traversone di Palacio non trovano l'appuntamento Crespoe poi Sculli.Ci prova Hernandez in sforbiciata volante, fuori. Di nuovo il Genoa, palla bassa e forte di Palacio, Migliaccio salva di tacco, poi Sirigu si distende a deviare il diagonale di Crespo.Ancora il Palermo, Miccoli va via ma svirgola il cross mancino,Bovo da lontano spara alto. Scarpi, Sirigu e le difese reggono, equilibrio fino in fondo.
IL SECOLO XIX
- IL PAGELLONE. Andrea
Schiappapietra. GENOA. SCARPI. 7.5 Torna a difendere la porta rossoblù, l'ultima
volta era stata nella gara di chiusura della scorsa stagione, al Ferraris contro
il Lecce. Ritrova il suo amico Rubinho, partito in estate e ora costretto in
panchina dall'ottimo avvio di stagione di Sirigu. Dopo un paio di minuti Cavani
segna di mano ma Brighi se ne accorge e lo ammonisce. Tempestivo al 12' in
uscita su Bresciano, il centrocampista rosanero commette poi fallo travolgendolo
quando ha ormai il pallone saldamente nelle mani. Straordinario al 15' quando
riesce a deviare in corner la conclusione di Miccoli che lo aveva in precedenza
saltato in dribbling. Al 33' si allunga per togliere il tiro di Bresciano
dall'angolino basso: altro pericolo scampato per il Grifone. Nel secondo tempo,
di nuovo al 33', respinge una sventola di Simplicio dal limite dell'area.
Ammonito per perdita di tempo al 39'. BIAVA 6 Per la seconda volta da ex nello
stadio che lo ha visto protagonista per 5 stagioni con la maglia rosanero. Si
era lasciato molto bene soprattutto con la tifoseria, a cui aveva scritto una
lettera di ringraziamento e saluti prima del passaggio al Genoa. Mercoledì con
la Fiorentina si era destreggiato bene da centrale, a Palermo torna nel ruolo
consueto sulla destra. Se la cava abbastanza bene, almeno fino all'8' della
ripresa quando è costretto a fermare Miccoli e si prende l'ammonizione che gli
farà saltare il Siena. MORETTI 6.5 Scontato il turno di squalifica per
l'espulsione di Cagliari, rientra al centro della difesa. Se la cava, di testa e
di piede. BOCCHETTI 6 Un po' al centro un po' sulla sinistra, di testa ci dà
sempre. Piazza un paio di belle chiusure nel secondo tempo. SOKRATIS 6 Il greco
parte di nuovo titolare e galleggia tra difesa e centrocampo. Battaglia con
Miccoli, cerca di contenerlo: a volte ci riesce, altre no, come al 29', quando
lo trattiene e si becca il cartellino giallo. Prova l'affondo 2 o 3 volte, copre
bene anche se qualche volta è un po' ingenuo. ROSSI 6.5 Si conferma utilissimo,
grazie alla sua grande duttilità. Zapater parte dalla panchina, in vista della
sfida europea di giovedì con il Lille e così Gasperini lo sostituisce con il
capitano. Dà una mano preziosa in difesa, con le sue diagonali a chiudere le
avanzate di Miccoli e Bresciano, anche se rischia grosso sull'attaccante
rosanero al 39' in area. Al 43', su respinta di Sirigu, ha la palla del
vantaggio ma il portiere del Palermo riesce a respingere in calcio d'angolo il
suo diagonale potente e preciso. MILANETTO 6 Gasperini non rinuncia al suo
regista, nonostante arrivi da una lunga serie di gare giocate consecutivamente e
sia in diffida. Al 15' perde palla a centrocampo, Simplicio lancia Miccoli ma
Scarpi fa il miracolo in uscita. Al 18' s'infila centralmente e lancia Floccari
che controlla bene ma poi è chiuso in corner da Kjaer. Rischia di nuovo nel
secondo tempo ma c'è Modesto a chiudere su Hernandez. Sul piatto della bilancia
ci sono però anche diversi palloni distribuiti con sapienza e precisione.
MODESTO 6 Uno dei tanti ex della partita, anche se la sua avventura a Palermo
non era stato molto fortunata. Rinfrancato dalla prova finalmente positiva messa
in mostra mercoledì, cerca di tenere la posizione sulla sinistra, anche se
quando viene chiamato al cross non riesce a trovare la giusta soluzione: palloni
sempre respinti dalla difesa palermitana. Bravo al 20' in chiusura su Hernandez
lanciato verso la porta rossoblù e poco più tardi su Simplicio. PALLADINO 6.5
Arriva al match del Barbera galvanizzato dalla magia che mercoledì ha gelato
Frey ma debilitato nel fisico per un po' di influenza che lo ha colpito in
mattinata. L'ultimo test prima della partita è però positivo per cui scende
regolarmente in campo. Gasperini lo sistema a sinistra, per mettere in
difficoltà Bovo: "Palla" mette in mostra parecchio del suo repertorio tecnico ma
solo al 43' riesce ad andare al tiro, costringendo Sirigu alla difficile parata
in tuffo. Nella ripresa strappa gli applausi del pubblico con una serie di stop
splendidi, pallone saldamente ancorato ai piedi e immediato assist per i
compagni non sfruttato a dovere. Gasperini gli risparmia l'ultima mezz'ora, in
vista del Lille, crocevia fondamentale per l'avventura europea del Grifone. (13'
st SCULLI 6 Dentro per combattere e lui non si sottrae). FLOCCARI 5.5 Zamparini
lo aveva cercato insistentemente un paio di estati fa, sembrava ormai del
Palermo ma poi era rimasto a Bergamo. Al 18', su lancio di Milanetto, controlla
un bel pallone ma Kjaerè bravo a chiudergli lo spazio per la conclusione a rete.
Non ha più l'opportunità di cercare la porta, nella ripresa cala e puntuale
arriva il cambio-staffetta con Crespo, in vista di Lille e Siena, gare che
concluderanno il tour de force rossoblù prima della sosta. (13' st CRESPO 6.5
Dopo circa 5' si libera sulla destra e scalda i pugni di Sirigu con un destro
potente ma non preciso. Al 24', su lancio di Milanetto, gira a rete sfiorando il
palo: Brighi, su segnalazione dell'assistente, gli fischia un fuorigioco che non
c'è. Al 41' Sirigu gli dice di nuovo di no con un'ottima parata). MESTO 5 Subito
pimpante e arrembante ma un pochino pasticcione nelle ripartenze che tagliano in
due il pacchetto arretrato del Palermo. Al 37' ha la palla del vantaggio, su
respinta corta di Sirigu, ma il suo piattone dal limite dell'area finisce alta a
porta praticamente vuota. Commette un fallo ingenuo su Miccoli nel secondo
tempo, sanzionato immediatamente da Brighi. Ancora qualche errore, poi arriva il
cambio con Palacio: gara da dimenticare, dopo parecchie positive. (30' st
PALACIO 6.5 Pochi minuti e per poco non ripete il numero di mercoledì scorso,
piazzando in mezzo un cross, deviato, su cui Crespo e Sculli non riescono a
trovare la deviazione vincente. Mette dentro un altro paio di ottimi palloni, a
testimonianza delle sue indubbie qualità tecniche). PALERMO Il 5-3 di Milano,
nel posticipo di giovedì sera, non porta Zenga a fare grosse variazioni di
formazione. Pastore galleggia tra le linee, con il compito di innescare Miccoli
e Cavani: l'argentino, però, delude le aspettative e infatti nella ripresa viene
sostituito da Hernandez. Sirigu 7, Kjaer 6, Migliaccio 6, Bovo 6, Cassani 5.5,
Simplicio 6.5, Nocerino 5, Bresciano 6, Pastore 5 (17' st Hernandez 6), Cavani 5
(33' st Budan sv), Miccoli 5.5. L'arbitro Brighi di Cesena 5.5 Il bilancio del
Genoa con il direttore di gara romagnolo era di 4 vittorie, 3 pareggi e 2
sconfitte. Era più di un anno che non arbitrava la squadra rossoblù: più
esattamente dal 24 settembre 2008, 3-1 sulla Roma al Ferraris. Nella memoria dei
tifosi genoani c'era però anche la serie di errori commesso in un Atalanta-Genoa
di serie B di alcuni anni fa. Bravo ad accorgersi immediatamente del fallo di
Cavani che infila Scarpi con un tocco di mano: ammonizione corretta. Sbaglia al
39': Miccoli cade in area, non è chiaro se Rossi commetta fallo o meno ma nel
momento in cui fischia deve dare rigore e non punizione. Fischia un fuorigioco a
Crespo che non c'è ma in questo caso è tradito dall'assistente. Altre decisioni
lasciano dubbi.
IL SECOLO XIX - Gasperini: buona gara e potevamo vincerla. di Mauro casaccia. «MODESTO MI È PIACIUTO. FELICE PER LUI E PER NOI». Palermo. Punto buono, classifica buona, futuro buono. Gian Piero Gasperini vede rosa, dopo lo 0-0 sul campo dei rosanero. Palermo e Genoa, squadre votate all'offensiva, fermate «da difese attente e portieri bravi», sottolinea il tecnico rossoblù. «Un buon risultato, anche se forse siamo andati più vicini noi a vincere. Gara combattuta e che fa morale, 17 punti sono tanta roba con il calendario che abbiamo avuto. Da qui a dicembre avremo tante partite in casa, dove abbiamo già affrontato tante grandi, mentre fuori abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo. Possiamo crescere e migliorare». Zero reti, tanti motivi di soddisfazione. Walter Zenga: «È il mio primo 0-0 da quando alleno in Italia, in cinquanta o sessanta gare, ho perso il conto. E uno dei pochi della mia carriera». Da dodici partite interne consecutive il Palermo andava a segno. Ha sbattuto sul Genoa, che da parte sua prendeva gol dalla sfida di Bergamo, alla seconda di campionato. Stranezze di una sfida, nel campionato tutto strano. Il rossoblù: «Quattordici squadre in sette punti. Inter e Juventus sono le più forti, per il resto tanto equilibrio, comprese le neopromosse come Bari e Parma. Non so se il livello è più basso, ma il campionato è equilibrato e difficile». Il rosanero: «Torneo corto, tante squadre a poca distanza, basta una vittoria o una sconfitta per cambiare molto. È un campionato particolare, molto strano, come si vede in classifica. Credo che si deciderà nel girone di ritorno, preparando l'affondo finale. Anche attraverso pareggi come questo, contro squadre di pari livello. Per come la vedo io, Genoa e Palermo si equivalgono». Perciò, entrambi dicono: «Sì, 0-0, ma mica brutto». Zenga: «Partita che potevi vincere ma rischi anche di perdere, per meriti anche di chi c'è davanti. Equilibrata, sul filo dell'episodio». Alla fine, più opportunità per il Grifone, mentre i siciliani si dolgono per l'uno contro uno Scarpi-Miccoli vinto dal portiere e recriminano per un rigore non concesso. «Si vede che c'era, ma si tratta episodi, lascio commentare, non voglio essere quello che va ad attaccarsi a queste cose». Gasperini: «Risultato che sembra paradossale, è mancato solo il gol, la giocata finale. Noi nel primo tempo ci fermavamo troppo al limite, nella ripresa siamo stati più incisivi, siamo andati vicini a segnare. È mancato qualcosa di fine per rompere l'equilibrio, brave difese e portieri». Tra i pali del Grifone, grande prestazione di Scarpi: «Sono contento per lui Â? dice il tecnico rossoblù è un baluardo dello spogliatoio, uomo cardine, contro il Palermo fondamentale anche in campo». Altre individualità. Su Modesto: «Ha fatto anche meglio che con la Fiorentina, il dinamismo suo e di Rossi ci è servito. Sono felice per lui e lui serve al Genoa. Speriamo di ritrovare anche altri». Gli infortunati, Criscito e Juric (il primo dovrebbe tornare con il Lille). E chi non è ancora al meglio. «Floccari? Non è certo un problema. Se lui cresce, può farci fare il salto di qualità. Crespo ha sempre un ottimo impatto sulla gara quando entra, sfruttando anche la stanchezza degli avversari, dall'inizio magari è più difficile. Sono tutti e due da dosare, non siamo messi male». Adesso l'Europa, giovedì c'è il Lille al Ferraris: «Tengo alla coppa ed è una partita alla nostra portata, può pesantemente ricollocarci in classifica. Vincere in Europa League, inoltre, può darci slancio in campionato, per il Siena. I nostri 17 punti sono tanta roba e dopo la sosta il calendario potrebbe anche darci qualche respiro in più. Finora sono soddisfatto, ero più preoccupato qualche tempo fa». Dopo i rosanero, Gasperini vede rosa.
LA REPUBBLICA - Palermo - Genoa, zero gol. "Sono contento a metà" Pari a reti bianche contro pronostico al Barbera. Zenga la prende con filosofia ("Primo risultato del genere in Italia"), Gasperini è soddisfatto: "Abbiamo fatto di più" di LUIGI PANELLA. PALERMO - Il fatto eclatante della serata del Barbera è l'assenza di gol. Il Palermo arrivava dalle tre reti vanamente rifilate all'Inter, il Genoa - solitamente prolifico - si presentava con la difesa più battuta del campionato. Allo stato pratico, il punticino non va accolto con eccessivo entusiasmo: con la classifica corta (ovviamente fatta eccezione per l'Inter), un successo avrebbe infatti decretato un notevole salto di qualità. Nel complesso, risultato giusto: molto gradevole il primo tempo, ripresa con le squadre meno lucide. IL GIOCO TATTICO - E' un bel gioco tattico tra i due allenatori. Zenga propone la difesa a quattro (Bovo a sinistra) quale antidoto al tridente genoano, con Pastore tra le linee a sostegno del tandem Miccoli-Cavani. Gasperini più coperto del solito: difesa a quattro con l'inserimento di Papastathopoulos (a cinque in fase di non possesso), e Mesto, uomo del tridente, più basso del solito. A VISO APERTO - A viso aperto. Nel primo tempo di gioco se ne vede parecchio. La più bella occasione è per Miccoli, lanciato da Simplicio e fermato da Scarpi, che gli lascia il dribbling per poi sventare in recupero. Sempre pronto il portiere genoano: coraggioso in uscita bassa su Pastore, reattivo su botta di Bresciano dalla distanza. Spazio anche per la recriminazione. Rossi strattona Miccoli in area, l'arbitro però vede il fallo fuori. Non solo Palermo però. Genoa sornione ma pronto a colpire. La marcia in più ce l'ha Palladino: su un suo sinistro Sirigu e bravo, facendosi trovare pronto sulla ribattuta di Rossi. IL VOLPONE CRESPO - La ripresa offre molto di meno, anche se vanno riconosciuti ai tecnici cambi azzeccati. Il 'migliorè è quello di Crespo per uno spento Floccari. L'argentino entra benissimo in partita, cerca reiteratamente la porta ed in un paio di occasioni Sirigu deve esibire tutta la sua sicurezza. Dalla parte opposta, Hernandez (dentro per Pastore), punge di meno ma fa vedere comunque ottime qualità. Il portiere Scarpi, a parte la prontezza delle chiusure da ultimo uomo fuori area, l'unico vero intervento lo compie su una botta di Simplicio. IL RIGORE DI ZENGA - Zenga la prende con filosofia sul rigore negato a Miccoli: "Evidente che il fallo era in area, preferisco non commentare". "Il Palermo è da Champions League? Può essere... Abbiamo fatto una buona gara, avevamo giocato tre giorni prima. Si è trattato di una sfida equilibrata, è la prima volta che faccio 0-0 in Italia, e mi sento contento a metà". La partita di Pastore: "Volevo iniziare come avevo finito a Milano, con Hernandez, oltre a Pastore, Miccoli e Cavani. Nel caso fossimo andati sotto però, sarebbe stato difficile recuperare e ci ho ripensato". Una considerazione sul campionato: "E' strano, penso che tutto si deciderà nel ritorno. Noi per arrivare in Europa dobbiamo farci trovare pronti" GASPERINI E' SODDISFATTO - Gasperini nel complesso è soddisfatto: "Non è facile venire a Palermo e fare risultato. Eravamo molto concentrati a chiudere, ma davanti abbiamo fatto più del Palermo". L'assestamento difensivo iniziale: "Difficile, il Palermo è squadra insidiosa, noi abbiamo sbagliato qualche disimpegno". Sui singoli, nota di merito per Scarpi: "Importante anche a livello di spogliatoio, dà sicurezza alla difesa e permette di recuperare con calma Amelia". La mini crisi sembra archiviata. "Abbiamo steccato solamente con l'Inter, per il resto abbiamo sempre fatto buone gare. Ora il calendario ci dà sulla carta la possibilità di salire" PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6.5, Cassani 6.5, Kjaer 6, Migliaccio 6, Bovo 6,5, Nocerino 6, Simplicio 6.5, Bresciano 6, Pastore 5.5 (17' st Hernandez 6.5), Cavani 5.5 (34' st Budan sv), Miccoli 6.5 (83 Rubinho, 3 Goian, 14 Bertolo, 21 Melinte, 88 Blasi). All.: Zenga 6. GENOA (3-4-3): Scarpi 6.5, Papastathopoulos 6.5, Biava 6, Bocchetti 6, Rossi 6.5, Milanetto 6.5, Moretti 5.5, Modesto 6, Mesto 6 (30' st Palacio 6), Floccari 5 (13' st Crespo 7), Palladino 6.5 (13' st Sculli 6). (1 Russo, 16 Esposito, 21 Zapater, 40 Tomovic). All.: Gasperini 6. ARBITRO: Brighi di Cesena 6.5. Ammoniti: Cavani per fallo di mani; Scarpi per comportamento non regolamentare; Papastathopoulos, Mesto e Biava per gioco falloso; Miccoli per proteste. Espulsi: nessuno. Recupero: 0' e 5'. Calci d'angolo: 7 a 6 per il Genoa. Spettatori: 25.624, per un incasso di 320.197 euro
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AKAIAOI |