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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

PARMA - GENOA                       1 - 0    (0 - 0)

Rete: 59' Lucarelli

PARMA: Pavarini, Coly, Falcone (72' Antonelli), Rossi, Castellini, Dessena, Morrone, Mariga, Parravicini (95' Anelli), Reginaldo (83' Lorenzini), Lucarelli. (Bucci, Moretti, Martinez, Prijovic). Allenatore: Cuper.

GENOA: Rubinho, Konko, Bovo, Criscito, Rossi (68' Figueroa), Milanetto (80' Vanden Borre), Juric, Danilo, Sculli, Borriello, Leon (75' Wilson). (Scarpi, Santos, Lucarelli, De Rosa). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Trefoloni di Siena. Ammoniti: Milanetto, Konko, Bovo, Criscito e Morrone. Angoli: 10-3. Spett: 17.693

 

     

 

     

 

IL SECOLO XIX - Lucarelli punisce un Grifone stanco. NON BASTA IL CARATTERE. Troppe le occasioni fallite. di Giovanni Ciolina. PARMA. Meno male che era imbolsito e ormai sul viale del tramonto. Se il Parma resta in corsa per la serie A deve ringraziare il bisonte livornese. Decide una sua incornata (doppia). Decide la sua voglia, la sua grinta che a molti può non piacere, ma che la gente di Parma apprezza. Saluta con un'ovazione la sua rincorsa ai difensori genoani nel finale. Poi Cristiano Lucarelli crolla a terra e sembra dire «tenetevi pure il miliardo che io mi tengo la speranza». Il Genoa, invece, lascia sul terreno del Tardini i sogni di coppa Uefa, mentre per l'Intertoto c'è tempo. Il Napoli perde e resta in scia. In terra emiliana il Grifone raccoglie la seconda sconfitta consecutiva, ma può consolarsi con l'esordio del brasiliano Wilson. Ventuno minuti permettersi in mostra e soprattutto regalare un paio di ansie cardiache ai tifosi parmensi prima della festa. Contenuta, perché tra la salvezza e la gioia ci sono ancora 180'.Da soffrire. Per il Grifone, invece, il Tardini si conferma tabù con la nona sconfitta in sedici confronti diretti. E regala al suo popolo solamente alcuni guizzi nella ripresa da parte di un Borriello che, come tutta la squadra, sembra aver perso per strada quella lucentezza e quel cinismo che hanno permesso al bomber di arrivare alla vetta della classifica cannonieri e alla squadra di completare un campionato straordinario. Ugualmente, perché non si può cancellare quanto fatto di buono finora di fronte a due passi falsi. E anche a Parma, se si fa eccezione per i primi 45 minuti, la squadra di mister Gasperini, conferma diversi di quegli aspetti che ne hanno fatto la squadra rivelazione. IL CARATTERE, certamente, non manca. Incassato lo svantaggio, il Grifo poteva mollare la presa e invece spinge sull'acceleratore e tiene in apprensione la formazione di casa. Gasperini regala freschezza con gli inserimenti di Wilson e Vanden Borre e soprattutto potenzia l'attacco con Lucho Figueroa. Trazione anteriore, quindi, come in altre occasioni;ma a Parma i risultati non cambiano. Che sia una giornata di quelle storiche per Parma è palpabile già al momento di entrare in campo. Ai botteghini dello stadio c'è un buon numero di tifosi, sicuramente più di quanti si sono presentati durante tutta la stagione. C'è vogliadi salvezza, c'è voglia di essere presenti per testimoniare il proprio apporto a una squadra che una volta in campo non fa certo molto per trascinare l'entusiasmo della gente gialloblù. La curvadi casa, però, sembra crederci mentre i tifosi con i capelli bianchi non fanno altro che sottolineare gli aspetti negativi di una stagione che da queste parti non sembra avere tantissimi precedenti. Scrollano la testa parlando del Parma nei tantissimi capannelli prima del fischio d'inizio del signor Trefoloni. Una volta nell'arena ti aspetti il sangue, ma una volta portato il dito in bocca ti accorgi che il sapore è di lambrusco. Buon lambrusco, ma niente di più. In queste situazioni serve ben altro spirito e il mister ha da sbracciarsi in panchinaper stimolare la reazione dei biancoscudati. Il solo Reginaldo sembra essere in partita. Sbaglia qualcosa di troppo, ma almeno non tira indietro la gamba e soprattutto cerca di impensierire Rubinho con alcune conclusioni da distante. E il Grifone? Non sta a guardare, ma nemmeno sembra buttare sull'erba di Parma la partita della vita. Milanetto e compagni svolgono il compitino che gli assegna il calendario con la solita sufficienza. Tanto che il primo angolo rossoblù arriva solo al 4' della ripresa. Detto questo, nella prima frazione l'unica conclusione verso la porta di Patarini arriva al 7' a conclusione di un triangolo Juric Leon Juric. Poi tanto possesso palla e qualche errore in disimpegno, come quello di Criscito (al 23') che apre un'autostrada davanti a Reginaldo. Bovo si immola e manda in angolo. Cuper prova a invertire le posizioni diMariga (parte a destra e finisce a sinistra) e Dessena nella speranza che il keniano riesca a puntare sulla velocità per bruciare Danilo. Impresa difficile anche se proprio dal giovane africano arriva nella ripresa la prima vera fiammata. Dessena cerca la sforbiciata: inutile. È il preludio all'euforia collettiva alla parmigiana. È il 13' e Lucarelli rimette sulla barca le speranze dei padroni di casa con una doppia inzuccata. La prima centra la traversa, la seconda batte Rubinho sotto gli occhi di un Konko in versione spettatore e in giornata non certo esaltante. Anzi, da due domeniche il marsigliese sembra la brutta copia del gioiello capace di attirare su di sé l'attenzione di tutti i principali club italiani e non solo. Nonostante tutto il Genoa ha ancora tre occasioni, con Borriello, di raddrizzare il pomeriggio (15', 17' e 30'),ma la mira è sempre alta. Trova invece la porta (35')Wilson, con una botta di sinistro dal limite che Pavarini respinge di pugno. Il finale è un assedio. Genoa spinge, Parma si affida al contropiede. Alcuni sussulti, ma non decisivi. E ora non resta che preparare la sfida alla Lazio, domenica, con il rientro di Fabiano, ma l’assenza per squalifica di Criscito.

IL SECOLO XIX - Borriello, il gol smarrito e l’ansia di fare storia. L’attaccante non segna da 299 minuti, al netto dei recuperi. L’obiettivo è anche la convocazione agli Europei con l’Italia. di Giuliano Gnecco. PARMA. Va bene: per la Scarpa d'Oro ormai è troppo tardi, anche perché Cristiano Ronaldo continuaa segnare a ritmi insostenibili. Però Marco Borriello ha ancora due partite per battere il record di reti in serie A per un giocatore del Genoa, detenuto da Guglielmo Trevisan con 20 centri, e diventare capocannoniere, obiettivo che nel Dopoguerra nessun giocatore rossoblù ha raggiunto. Il centravanti non segna da 299',al netto dei recuperi. E neppure le nuove scarpe rosse, invece di quelle tradizionali azzurre, gli hanno portato fortuna. «Le scarpe non c'entrano nulla», taglia corto Borriello. «Io l'ho visto un po' macchinoso », è il parere di Roberto Boninsegna: «Ormai i difensori lo hanno studiato e capito, quindi per lui tutto è più difficile. Poi è stato anche poco supportato, anche se io non ho visto un Genoa sottotono.Anzi». Domenico Criscito ricorda: «Oggi ha sbagliato, ma le occasioni le ha avute.Poi 19gol li ha fatti, e sono tantissimi. Comunque noi lo appoggiamo; speriamo che vinca la classifica dei marcatori perché lo merita». Fabrizio Preziosi, lucidamente, nota: «Non è che non segna più Borriello, non segna più il Genoa. Deve stringere i denti per fare uno o due gol nelle prossime due partite». In ballo c'è anche la convocazione per l'Europeo austroelvetico. Borriello coronerebbe un sogno, ma anche il Genoa ci guadagnerebbe, sia dal punto di vista del prestigio sia da quello economico, perché la Federcalcio riconosce ai club un indennizzo di 3.000 euro al giorno per le convocazioni. Poiché l'Europeo, se l'Italia va avanti, dura unmesetto, e prima c'è la fase del ritiro, si arriva a un gruzzoletto non disprezzabile. L'ultimo gol di Borriello è arrivato nella goleada contro il Torino servita a esonerare Novellino, che non lo ha valorizzato nella Sampdoria. Il Grifone non segna invece da 246': l'ultima rete porta la firma di Konko a Siena. L'attacco che ha segnato per sette partite consecutive si è improvvisamente inceppato. Però, anche a Parma le occasioni da gol non sono state meno di cinque, due delle quali capitate a SuperMarco. Contro la Lazio el Niño potrebbe già sbloccarsi, anche perché la squadra è intenzionata ad aiutarlo. «Basta pensare quando nel primo tempo Leon poteva tirare e invece ha cercato Borriello », nota Gasperini. L'obiettivo è chiudere in bellezza. Che significa, soprattutto, far segnare almeno due gol a Borriello, sempre che Trezeguet o Del Piero non facciano meglio.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Dopo appena 4' Reginaldo ne saggia i riflessi trovandolo già reattivo. Il bis lo concede al 15' sul pretenzioso tirocross sempre del connazionale. Al 13' della ripresa prima lo salva la traversa, poi raccoglie la palla in fondo al sacco sulla ripresa di Cristiano Lucarelli. Il Parma crea pochi pericoli, ma capitalizzamolto anche perché non trova granché resistenza. Fa una grande parata, ma inutile. KONKO 5 Irriconoscibile. Gli tocca prevalentemente Reginaldo, il brasiliano che tre anni fa fece quasi da solo nero, a Treviso, il Genoa di Cosmi. Il compagno di Elisabetta Canalis non ha solo rubato il cuore alla soubrette, ma pur senza strafare, fa anche venire il mal di testa al marsigliese tanto che Gasperini deve correre ai ripari avanzando il francese nella zona diDessena per abbassare Rossi su Reginaldo. Quando torna in difesa nella zona di Cristiano Lucarelli, lascia per due volte colpire indisturbato il centravanti, che prima centra la traversa, poi il bersaglio grosso. Perde spesso l'uomo, e non aiuta neppure in sovrapposizione come è abituato a fare. BOVO 5,5 Ha il difetto di essere troppo lezioso: anche con l'area intasata come via XX Settembre nell'ora di punta sotto Natale, cerca di uscire palla al piede invece di spazzare per allontanare i pericoli. Salvo poi ricorrere inmodo eccessivo al retro passaggio invece di provare a costruire qualcosa di decente. CRISCITO 5 Dalla sua parte si aggira il fantasma di Cristiano Lucarelli, decisamente lontano da uno stato di forma accettabile. Forse proprio per questo, si lascia ingannare concedendo troppo spazio al centravanti, che comunque sbaglia tutto ciò che umanamente è possibile sbagliare (infatti segna al secondo tentativo). Nella ripresa spesso duella con Reginaldo, anche se al 30' lascia saltare indisturbato ancora Lucarelli che sfiora il raddoppio. Diffidato, salterà l'ultima in casa contro la Lazio. ROSSI 6 Inizia su Mariga, che riduce al silenzio. Poi dalla sua parte passa Dessena, che non sfonda mai. Quindi arretra in difesa sulle orme di Reginaldo, al quale toglie spazio vitale. Nella ripresa, con Reginaldo passato sull'altra fascia, torna nuovamente sulla linea dei centrocampisti. È uno dei pochi a salvarsi dal naufragio generale (22' ST FIGUEROA 5,5: prova a darsi da fare, ma in mezzo all'area non arrivano palle giocabili. La qualità e l'impegno non mancano, però è difficile mettersi in luce). MILANETTO 5 Con il caldo si scioglie e si spegne la luce.Va ad andamento lento, e anche negli appoggi non è preciso. Un banale fallo di ostruzione su Mariga gli costa il giallo . In questomomento appare poco lucido, forse non gli farebbemale un po’ di riposo. (34' ST VANDENBORRE 6: confusionario, un po' sgraziato. Però inmezzo al campo cimette volontà e sostanza: quantità e pure qualità. È in comproprietà: bisognerà valutarlo ancora nelle prossime due partite,ma se all'inizio sembrava un pesce fuor d'acqua, ultimamente ha dimostrato di poter giocare a certi livelli). JURIC 5,5 Va a pressione suMorrone, un altro guerriero di centrocampo. Però cimettemeno intensità e cattiveria, e non fornisce il suo contributo neppure in fase offensiva. Si vedemeno del solito, e tocca anche unminor numero di palloni: se va a scartamento ridotto perde giri e finisce per non rendere. DANILO 6 Prima Dessena, poi Mariga,ma non ha mai lo spunto per spingere. Pensa soprattutto a tenere la posizione, senza cercare di andare sul fondo e sovrapporsi per sostenere le punte. Solo nel finale prova a sganciarsi un paio di volte, ma rischia di perdere di vista Mariga, il primo kenyano a giocare in Italia. Comunque diligente. SCULLI 5,5 Almeno dà l'impressione di battersi come di consueto, sebbene come al solito la sua generosità lo porta anche a fare un pizzico di confusione. Però almeno va ad aggredire, corre e rincorre l'avversario, cimette il cuore. BORRIELLO 5,5 Ci prova anche con un pizzico di cabala napoletana: ultimamente le scarpe azzurre non hanno portato fortuna, e allora ne calza un paio rosse fiammanti. Questa volta si sforza dimettersi anche al servizio della squadra, però palle giocabili ne arrivano poche se non nessuna. E quando prova a partire palla al piede e fare tutto da solo, paga con poca lucidità nei sedicimetri.Nella ripresa ha due ghiotte occasioni,ma commette altrettanti errori che non sono da lui. LEON 5 Dovrebbe giocare a sinistra, spesso invece sfarfalleggia dove lo porta il cuore,ma dove il cervello dovrebbe fargli comprendere che è inutile andare. Prova anche ad entrare nel vivo dell'azione, però spesso sbaglia anche le cose semplici. Quando, a inizio ripresa, in contropiede ha l'occasione di involarsi solo davanti a Pavarini, rallenta fino a farsi recuperare da Coly (29' STWILSON 6: appena entrato triangola con Figueroa e spara un siluro che Pavarini respinge a pugni uniti; si ripete poco dopo. In una manciata di minuti si rende più pericoloso di tutti gli attaccanti rossoblù messi insieme. Da rivedere in altre occasioni, per capire se ha davvero queste grandi qualità o brilla solo perché intorno a lui c'è il buio più nero.Da tener presente che è stato fermo un'eternità prima per problemi contrattuali con il Corinthians, poi per infortunio). PARMA Pavarini 6; Coly 6, Falcone 6 (26' stAntonelli 6), Rossi 6,Castellini 6;Dessena 6,5,Morrone 6,5, Parravicini 6 (50' st Anelli ng),Mariga 6,5; C. Lucarelli 6, Reginaldo 6,5 (37' st Lorenzini sv). ARBITRO Trefoloni di Siena 6: sbaglia in alcune occasioni, però non influisce sul risultato. C'è un dubbio se sul gol Lucarelli fosse in fuorigioco; probabilmente lo tiene attivo Konko, in ogni caso con l'aria che tira prima o poi il gol il Parma lo avrebbe segnato lo stesso.

 

IL SECOLO XIX - Filosofia Gasperini: finire bene. «Vincere, obbligo morale verso i tifosi. E Borriello segnerà il ventesimo gol» di Giuliano Gnecco. PARMA. Giù il cappello. Perché i sogni sono definitivamente svaniti (a meno che la società non cambi idea e decida di iscriversi all'Intertoto, sempre che dalla Coppa Italia arrivi l’ok): resta solo la realtà che è comunque al di sopra di ogni aspettativa, per non dire entusiasmante. «Siamo pur sempre ottavi dopo due sconfitte consecutive ricorda GianPiero Gasperini Significa che anche gli altri hanno difficoltà, ma uno degli obiettivi che ci restano è mantenere questa posizione». A Parma il Genoa ha regalato un tempo ai ducali; nella ripresa,appena ha accelerato, ha creato almeno cinque nitide palle gol, ma ha concluso senza la necessaria convinzione. «Le motivazioni osserva il tecnico sono fondamentali nel calcio. Oggi, nel secondo tempo, il Genoa ha fatto la sua partita, cercando il risultato fino all'ultimo. Direi che è stata una buona prestazione». Buona forse è una definizione eccessiva; dignitosa è più calzante per quanto riguarda la ripresa, decisamente insufficiente invece nel primo tempo. Per le motivazioni forse si potevano trovare stimoli pensando agli oltre 2.000 tifosi che lavorano tutta la settimana e poi spendono tempo e denaro per seguire la squadra anche in questa trasferta. Tuttavia, a questa squadra, senonsi ha la memoria corta, non si può imputare nulla: nell'arco della stagione ha fatto cose straordinarie. Gli stessi tifosi giunti al Tardini, che hanno sostenuto il Grifone per tutta la gara, alla fine hanno tributato ai giocatori un applauso meritato non tanto per questa partita quanto per il campionato. Puntualizza Gasperini: «Poteva andare diversamente quando abbiamo alzato i ritmi.Peccato per il gol, viziato da fuorigioco.Ora uno degli obiettivi è chiudere in casa davanti ai nostri tifosi ovviamente con un risultato positivo ma anche con una buona prestazione per terminare al meglio la stagione e festeggiare con loro. Abbiamo giocato meglio che con l'Empoli, però ultimamente abbiamo perso in attacco la fluidità per fare gol che prima avevamo con continuità». Battendo la Lazio si sarebbe centrato, con una giornata di anticipo, anche un altro traguardo: quello dei 51 punti. Ce n'è poi un altro in ballo: quello dei 20 gol di Borriello. Un obiettivo che è diventato una maledizione. «Ha ancora due partite per raggiungere un traguardo importante ricorda Gasperini E noi vogliamo aiutarlo: è emblematico quando nel primo tempo Leon aveva l'occasione per tirare e invece ha cercato Borriello. Magari anche per lui potremmo festeggiare con i nostri tifosi». Con un gol si eguaglierebbe il primato di Guglielmo Trevisan, con due si stabilirebbe un nuovo record per un giocatore genoano in serie A. Cosa resta di buono dalla trasfertadi Parma? Senza dubbio il debutto di Wilson che, pur essendo lontano da una buona condizione, ha dimostrato di essere un giocatore con qualità importanti: «Ha avuto due spunti interessanti che potevano avere miglior fortuna. Con lui abbiamo creato qualche difficoltà al Parma da quella parte, visto che i gialloblù avevano fatto alcuni cambi». Ora Lazio e Atalanta, due squadre che come il Genoa non hanno più molto da chiedere al campionato, il Grifone ha l'occasione per chiudere in bellezza la stagione, senza lasciare in bocca l'amaro gusto delle ultime due partite. Perché sarebbe un peccato, dopo un campionato così, chiudere in calando. «Ai tifosi restano nella memoria le ultime partite», ha sempre sostenuto Gasperini. Per questo occorre subito voltare pagina dopo queste due sconfitte, e far rivedere il Genoa dei giorni migliori, quello che è stato la grande rivelazione di questo torneo. Poi c'è ancora una flebile speranza di andare in Intertoto.

 

IL SECOLO XIX - Wilson in campo. E un rossoblù torna da Parma con il sorriso. Criscito: che peccato perdere, ma un posto nell’Intertoto possiamo conquistarlo. Rubinho: torneo imprevedibile. di Giovanni Ciolina. PARMA. «Finalmente ho potuto saggiare il clima del campionato italiano ». Il brasiliano Wilson esce dal Tardini con il sorriso stampato sul volto. A quattro mesi dal suo arrivo e dopo il tunnel di due infortuni, l'ex attaccante del Corinthians ha potuto scendere in campo, benché per una manciata di minuti. Ventuno per la precisione(recupero compreso), sufficienti, però per mostrare a tutti una rapidità di movimento e soprattutto una sfrontatezza degna di nota nell'affrontare la prima volta. Neppure il tempo di affacciarsi alla partita e dal suo piede sinistro(«Non è il mio preferito,ma va bene lo stesso») partono due insidie. «Aspettavo da tempo questo momento commenta Wilson e spero di poter giocare con continuità per poter dare il mio contributo.Tutto dipende dal mister ». Con un sorriso accattivante e un italiano notevolmente migliorato, l'attaccante carioca non sembra fare preferenze sulla posizione da occupare in campo «perché in questo momento l'importante è esserci.Nonmiimporta se a destra o a sinistra. Mi serve solo giocare». L'obiettivo dell'ultimo entrato nella famiglia rossoblu è ovviamente «la riconferma con il Genoa». Loaiuta il contrattodi tre anni firmato a gennaio e lo spinge «la consapevolezza di poter dimostrare il mio valore ». Wilson ricorderà Parma per il suo esordio in Italia, ma lo 0-1 turberà il sonno di tutti i rossoblù. C'è delusione per non essere riusciti a rimediare allo svantaggio. «La partita l'abbiamo fatta noi» puntualizza Mimmo Criscito che tra le mani tiene stretta una maglia gialloblù di Lucarelli. In campo, i due hanno dato vita ad un duello interessante, ricco di forza fisica e intensità, capace però di lasciare nel napoletano la carica per puntare ancora all'Europa «perché se l'Udinese è irraggiungibile, l'Intertoto era e resta il nostro obiettivo. Giocheremole rimanentidue gare per fare bottino pieno, poi si vedrà». Il portiere Rubinho invece nutre qualche dubbio sulla posizione di Lucarelli al momento della rete «perché mi sembrava troppo vicino ame,mentre non ho visto difensori». L'estremo difensore rossoblù commenta «l’imprevedibilità di questo campionato. Nessuno si aspettava le nostre vittorie con Lazio e Palermo e allo stesso temponeppure la sconfitta odierna. E' un torneo che regala tante sorprese».

 

LA REPUBBLICA - Gasperini ordina : "Battere la Lazio" E fa i complimenti soltanto a Wilson. Il tecnico cerca di trovare residue motivazioni alla squadra e punta sull´orgoglio a Marassi "Da due partite non riusciamo a fare gol perché tutti giocano per Borriello". di Gessi Adamoli. PARMA - Il tentativo da parte di Giampiero Gasperini di trovare motivazioni per cercare di tenere concentrata la squadra e finire in maniera degna un campionato che ha visto il Genoa straordinario protagonista, questa volta tocca l´orgoglio dei suoi giocatori. «Quella di domenica con la Lazio - spiega - è la partita del congedo casalingo, credo che la volontà di tutti debba essere chiudere con un bel risultato davanti al nostro pubblico. È stato il nostro primo campionato di serie A e ci siamo tolti tante soddisfazioni, dovremmo tenerci tutti a salutare i tifosi con una vittoria. E poi siamo sempre ottavi, una posizione di prestigio che contiamo di difendere sino alla fine». Una posizione ambita da altri, per esempio Napoli e Palermo, perché dà diritto all´Intertoto, ma non particolarmente dal Genoa. «Noi giocatori - spiega Juric - ci terremmo a fare un´esperienza europea, ma evidentemente la società non è di questo avviso». Così il fatidico ottavo posto lascia un po´ il tempo che trova e tocca allora a Gasperini fare i salti mortali per inventarsi le motivazioni da dare a questa squadra nelle due ultime partite che mancano prima della fine della stagione». «Già - osserva il tecnico piemontese - quelle motivazioni che a Parma hanno fatto la differenza. Perché per loro era la partita della vita e noi evidentemente non avevamo dentro la stessa carica. Però dico anche che questa sconfitta è molto diversa rispetto a quella della settimana precedente con l´Empoli, anche se i presupposti avrebbero potuto essere gli stessi. Il Genoa del secondo tempo, quando abbiamo finalmente alzato il ritmo, non mi è dispiaciuto. Paradossalmente adesso il problema è diventato il gol. Siamo sempre stati estremamente prolifici e invece ora sono due partite che restiamo a secco. Tutti giocano per Borriello e alla fine questo risultata controproducente. Ma ci sta cercare di volergli fargli centrare il prestigio traguardo dei 20 gol, così entrerebbe nella storia del Genoa». Fa i complimenti a Wilson, l´attaccante brasiliano che ha fatto esordire nella ripresa: «Il Parma su quella fascia era in difficoltà e lui ha contribuito ad aumentarne il disagio. E con noi da gennaio, ora sembra aver superato tutti i problemi di inserimento ed anche fisici. Ci sta, in questa fase finale della stagione, vedere un po´ tutti all´opera per cercare di capire che deve restare e chi, invece, dovrà essere sacrificato». Le grandi manovre sul mercato sono iniziate da tempo. Il nodo cruciale da risolvere è quello che riguarda Borriello: poche le possibilità che resti al Genoa, tante le sirene che lo tentano a botte di 3 milioni (netti) di ingaggio. Altro probabile sacrificio quello di Criscito. Troppi i 6 milioni che la Juventus vuole per ricedere al Genoa il 50 per cento del cartellino. Preziosi ha già una soluzione alternativa: Domizzi. Già raggiunto l´accordo con il Napoli (4 milioni e mezzo l´intero cartellino) e anche con il giocatore. Intanto si stringono i tempi per Cardacio, ventunenne centrocampista del Nacional di Montevideo.

 

LA REPUBBLICA - Pagelle. Rubinho 6 Ordinaria amministrazione (con però un paio di uscite a vuoto); incolpevole sul gol. Konko 6 Fa il compitino, niente a che vedere con il giocatore straripante finito nel mirino dell'Inter, del Siviglia e anche di tre o quattro squadre inglesi. Bovo 6,5 Indubbiamente il centrale è il ruolo nel quale si trova maggiormente a suo agio. Si cala alla perfezione nei panni del regista difensivo, ottimo senso della posizione e buon piede per far ripartire l'azione. Criscito 5,5 A disagio sulle palle alte con il comò Lucarelli. Ammonito (ostruzione su Mariga lanciato a rete) salterà per squalifica la partita con la Lazio. Rossi 6 L'impegno non manca mai, però è meno brillante e reattivo del solito. Dal 21' st Figueroa 5,5 : prova a mettere la sua impronta sul match, ma non trova spazi perché il Parma difende con i denti il preziosissimo vantaggio e fa mucchio nella propria area di rigore. Milanetto 5,5 Il caldo è il suo grande, storico nemico. Nella fornace del "Tardini" così non è brillante come nel periodo migliore della sua stagione. Dal 35' st Vanden Borre sv: è «l'Odorizzi nero», un trattore. Juric 7 «Non faremo le carogne» aveva annunciato Gasperini, ma lui non prende alla lettera le indicazioni del suo allenatore. A fare la carogna ci prova in tutti i modi: andando in pressing costante e invitando i compagni più svogliati a fare altrettanto e provando anche a cucire la manovra al posto di un non ispiratissimo Milanetto. Danilo 6 Gli tocca il cliente peggiore, quel Mariga molto veloce e capace di buoni cross al centro. Lo riesce a contenere, anche se con qualche sofferenza. Leon 4 Ormai Gasperini non si arrabbia nemmeno più. È il meno in partita di una squadra ormai già mentalmente in vacanza. Dal 29' st Wilson 6,5 : all'esordio, ma vale più il suo quarto d'ora che tutta la partita di Leon. Un gran tiro che scalda le mani a Pavarini e diverse buone iniziative sull'out destro. Borriello 5,5 Il gol per tornare in testa alla classifica dei cannonieri è ormai diventato un'ossessione, ma più si intestardisce e più non arriva. Tra l'altro non lo supporta più la squadra che da un paio di settimane ha tirato i remi in barca. Sculli 6 Svogliato come tutta la squadra nel primo tempo, si riscatta parzialmente nella ripresa. Due ottimi inserimenti in fase offensiva: il primo, solo davanti a Pavarini, lo conclude con un pallonetto a metà tra il tiro ed il passaggio a Borriello (in fuorigioco), il secondo con un cross per Borriello che però non trova la porta.

 

LA REPUBBLICA - Il Parma supera il Genoa e continua a sperare. Una rete di Lucarelli al 13' del secondo tempo tiene in piedi la possibilità per gli emiliani di restare in Serie A. PARMA - Al Tardini il Parma batte il Genoa e mantiene accesa la fiammella della speranza. Di Lucarelli al 13' del secondo tempo la rete che consente agli uomini di Cuper di rimanere in corsa per la salvezza dopo una gara giocata quasi interamente in attacco pur senza strafare. Tra squalifiche e infortuni Cuper deve fare a meno di Corradi, Budan, Morfeo, Couto Paci, Gasbarroni, Zenoni e Cigarini. Il tecnico argentino sorprende tutti schierando tra i pali Pavarini e non Bucci. Coppia d'attacco formata da Reginaldo e Lucarelli. Gioca per la gloria, invece, il Genoa con il solito tridente d'attacco Leon-Borriello-Sculli. Avvio al piccolo trotto: l'iniziativa è comprensibilmente in mano al Parma che però al 9' si fa sorprendere da un'incursione di Juric il cui tiro finisce fuori. Cuper in panchina si sbraccia continuamente ma i padroni di casa appaiono spenti e senza mordente. Il primo vero pericolo Rubinho lo corre al 18': uscita avventata del portiere genoano, il pallone finisce sulla testa di Mariga la cui conclusione però si spegne a lato. L'episodio sembra però aver svegliato gli uomini di Cuper, che iniziano a pressare con maggiore convinzione e mettono sotto il Genoa. Al 24' Reginaldo ruba palla a centrocampo a Criscito, ma è da solo e non può far altro che scagliare un tiro sporcato in angolo dalla difesa ligure. Al 35' Lucarelli svetta in area su una punizione ma anche questa volta il pallone è alto. Il Parma è ormai padrone del campo ma non riesce a segnare: Reginaldo ci mette tanta voglia mentre Lucarelli è troppo precipitoso, Cuper dal canto suo decide di invertire gli esterni, portando Mariga e destra e Dessena a sinistra. Prima che le squadre tornino negli spogliatoi per l'intervallo c'è ancora tempo per un'occasione di marca emiliana: stavolta è Morrone ad andare vicino al gol sugli sviluppi di un calcio d'angolo, ma la sua conclusione finisce alta. La ripresa scorre via sugli stessi binari del primo tempo: gialloblù in avanti e Genoa che pensa solo a controllare. Al 13' gli sforzi degli uomini di Cuper sono premiati con la rete di Lucarelli: l'ex attaccante del Livorno prima coglie la traversa ma al secondo tentativo infila di testa Rubinho. Pochi minuti dopo, però, il Genoa esce dal torpore e sfiora l'1-1: Sculli lanciato in contropiede salta Pavarini con un pallonetto, interviene Borriello che spedisce però in tribuna. Al 30' il capocannoniere del campionato manca ancora una volta l'appuntamento con il gol, stavolta su cross dalla sinistra di Sculli. Negli ultimi minuti il genoa impensierisce diverse volte la retroguardia ligure, ma il match finisce con la vittoria del Parma nonostante i cinque minuti di recupero.

LA REPUBBLICA - Il Genoa non c´è, i tifosi lo fischiano. Partita impalpabile, Lucarelli premia la volontà del Parma Manovra contorta e attacco ancora senza sbocchi. I 2000 trasfertisti non perdonano. di Gessi Adamoli. PARMA - Finisce con i fischi dei quasi duemila tifosi che avevano seguito il Genoa a Parma: la squadra prova ad andare sotto la curva ma si ferma a metà strada, respinta in maniera sonora e anche con gesti inequivocabili. C´è anche qualcuno che applaude ma è una minoranza. Sette giorni dopo la sconfitta con l´Empoli, arriva anche quella con il Parma, altra squadra a fortissimo rischio di retrocessione. Dopo tanti anni passati nel ruolo di vittima, il Genoa evidentemente non riesce ad indossare i panni del carnefice. Era stato realista Gasperini quando alla vigilia aveva annunciato: «Per loro è la partita della vita, noi non stenderemo certo il tappeto rosso ma è evidente che le nostre motivazioni sono diverse». La squadra rossoblù gioca un primo tempo assolutamente impalpabile, lasciando il pallino ad un Parma che, privo di nove titolari e attanagliato della paura di sbagliare quella che è davvero l´ultima prova d´appello, non riesce ad essere incisivo. Il primo tempo scivola così via senza sussulti. Da registrare solo l´anomalia di un eccesso di altruismo da parte di Leon, che solitamente prova il tiro da tutte le posizioni e questa volta invece, nonostante avesse lo specchio della porta libero davanti, prova a servire Borriello, per altro in fuorigioco. Il particolare non sfugge nemmeno all´analisi di Gasperini che dà un´interpretazione buonista: «E che tutti vogliono aiutare Borriello a raggiungere lo storico traguardo dei 20 gol». Ma anche questa volta non ha fatto terminare la partita al giocatore onduregno. Non solo Borriello non segna più (dalla partita con il Torino), ma anche tutto l´attacco ha finito per incepparsi. «La prolificità - osserva Gasperini - era una delle caratteristiche di questa squadra, ma ora sono due partite che non segniamo e questo dato finisce per spiazzarci». Paradossalmente il gol che decide la partita, il Parma lo segna nel secondo tempo che pure il Genoa sembrava aver iniziato con un piglio diverso. «Avevo chiesto alla squadra di alzare il ritmo - conferma Gasperini - e infatti non posso dire che la ripresa giocata dalla mia squadra non sia stata soddisfacente». La rete decisiva, con Budan e Corradi fuori per infortunio (in totale sono 9 le assenze nel Parma), non poteva non segnarlo che Cristiano Lucarelli. Prima centra la traversa di testa; poi, sempre di testa, raccoglie la palla che Morrone, lui pure di testa, ha rispedito verso la porta di Rubinho. Per Gasperini la posizione di Lucarelli è molto dubbia; in realtà lo tiene in gioco Konko, che è ancora a terra dopo aver tentato di contrastare la prima conclusione dell´attaccante livornese. Il muro che il Parma erige davanti alla porta di Pavarini sembra fragile, basterebbe una spallata decisa per farlo crollare. Ma il Genoa non ha più la facilità di manovra dei giorni belli, anche se qualcuno, vedi Juric, a perdere proprio non ci sta. Ci sono un paio di buoni inserimenti da dietro di Sculli ma senza risultati tangibili. Intanto entrano Figueroa, Wilson (all´esordio assoluto) e Vanden Borre, tutti con una grande voglia di mettersi in mostra. Tutto inutile. E alla fine i tifosi rifiutano alla squadra l´abituale passerella sotto la curva.

 

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