STAGIONE 2006/07

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Reti: 50' Rigoni (rig), 79' Forestieri, 87' Rigoni (rig)

Pescara: Tardioli, Zoppetti, Delli Carri, Gonnella, Demartis, Felci (68' Carozza), Luci (83' Gautieri), Aquilanti, Antonelli, Rigoni, Martini (75' Paponetti). All: Vivarini. (Sapadavecchia, Vicentini, Moscardi, Papini).

Genoa: Rubinho, Bega, De Rosa, Biasi (51' Aurelio), Botta, Coppola, Juric, Criscito, Zeytulaev (63' Forestieri), Tavares (46' Pedro Lopez), Greco. All: Gasperini. (Scarpi, Di Maio, Borghese, Martucci).

Arbitro: Orsato di Schio. Spettatori:4.081

Espulso: 92' Aurelio per simulazione dopo aver preso un calcione nello stinco in piena area.

 

      

  

     

 

AKAIAOI - Quando si perde la faccio breve ma stavolta è proprio breve davvero. Questa è una di quelle partite del Genoa in cui il risultato è già scontato. A mettere una pietra sopra al finale sono vari avvisi che vengono posti nella bacheca del destino rossoblù. Si comincia con la partita di Bari, non è facile perdere in un colpo solo Milanetto, Adailton e Rossi. Il discorso riprende a Vercelli dove Longo dà forfait dopo 3 minuti. Il Genoa si presenta all'Adriatico contro una squadra che non ha mai vinto, con un nuovo presidente e in un giorno commemorativo. Non basta ancora. Pavone non arriva e quindi si può rimpiangere le imbarazzanti prestazioni di Danilevicius, Godeas, Tiribocchi e del gioiellino che và al Chelsea per 10 milioni di euro che in quattro non hanno fatto il gol di Forestieri. Certamente se fossero arrivati qui a Pescara avrebbero fatto la differenza perchè dalle altre parti si accontentano di 9 / 10 gol qui nel ritorno chi arriva ne deve fare 25. Naturalmente le cose non sarebbero cambiate nemmeno con Masiello o un nuovo arrivo vice Rossi perchè il vice Rossi non sarà Nedved perchè è sinistro. Al Genoa mancano Adailton, Milanetto, Rossi, Fabiano, Longo, Sculli e Stellini (per la cronaca pure Tiago e Figueroa mentre Lopez c'è ma ha avuto la febbre) quindi l'unica cosa che si deve fare è pararsi il deretano. Il Genoa in 90 minuti crea una buona palla gol con Botta che mette un perfetto traversone sulla testa di Greco che manda di poco a lato e nel secondo tempo in svantaggio tenta con un tiro da fuori area di Aurelio respinto dal portiere. Il Pescara risponde con un tiro di Martini che in mezzo all'area si gira e spedisce a lato. Unica nota positiva della partita è la galoppata di Aurelio che liberatosi del suo marcatore quasi dal fondo mette in mezzo, la palla deviata viene respinta dal portiere ma finisce sulla testa di Forestieri che bagna il suo esordio nel campionato italiano con una rete. La partita è risolta da tre episodi, naturalmente tutti e tre sfavorevoli al Genoa. 1 Palla in area dove tranquilli ci sono due rossoblù, Biasi si sposta all' improvviso e De Rosa si vede addosso la palla e istintivamente alza il braccio toccandola. Rigore e goal. 2 Giocatore del Pescara che avanza con seguente intervento in scivolata di Criscito almeno 30 centimetri dalla riga dell'area. L'arbitro non vede, il guardalinee non vede e tutti e due concedono il rigore che non hanno visto perchè non c'è. 3 Il Genoa si ributta alla ricerca del pari, Aurelio entra nuovamente in area e fatto fuori il suo avversario accentua un po' la caduta che però è causata da un netto calcione rifilatogli nello stinco. L'arbitro non vede, il guardalinee non vede e tutti e due vedono la simulazione di Aurelio che viene cacciato fuori. Intanto il Napoli vince un altra partita su rigore che a 90° giudicano netto. Ad analizzare la moviola un ex arbitro che come tale non ha mai imparato che quando si è in area non si guardano le maglie o la palla ma le gambe dei giocatori altrimenti si sarebbe accorto che il giocatore del Napoli invece di saltare l'avversario in volo solitario porta entrambe le gambe all' indietro molto prima del presunto scontro ormai inevitabile. Conclusione: non metto neanche il solito tabellino per i voti ai giocatori perchè starcelo a menare per una partita del genere quando Venerdì arriva il Mantova con la squadra che probabilmente sarà al completo (MIIII TOCCA QUA' E LA') mi sembra inopportuno.

 

TUTTOSPORT - L’arbitro condanna il Genoa. Rigoni colpisce due volte dal dischetto, il Pescara torna a vincere dopo 8 mesi. Gasperini attacca: « Secondo rigore inesistente, ma con la rosa attuale niente A». Il tecnico accusa Orsato: «Assurdo il penalty su Paponetti, il fallo di Criscito commesso fuori area. Al contrario ce n’era uno per noi su Aurelio». In arrivo Zezinando, classe ’87. Anselmo Gramigni. Pescara. «Con questa squadra in serie A non ci si va». L’epitaffio è di Gasperini che diventa l’amaro epilogo dell’ennesimo pomeriggio di sofferenza per i cuori rossoblù. Già, per­ché la sconfitta rimediata contro un Pescara dignitoso e volonteroso ma niente più, apre inquietanti e imprevisti scenari futuri per un Grifone che non riesce a decollare. «Non illudiamo i tifosi, con questa rosa certi obiettivi non si possono raggiungere ». Ribadisce e sottolinea ancora Gasperini che lancia messaggi precisi alla società. Chiede rinforzi, insomma, e non solo in attacco. «Sì, il rigore su Paponetti non c’era, l’azione fallosa di Criscito viene compiuta fuori area. E invece c’era rigore su Aurelio che non capisco perché abbia tardato tanto a cadere rimediando poi la seconda ammonizione. Ma non possiamo attaccarci a questo per giustificare una sconfit­ta comunque immeritata. Serve ben altro per vincere... » . Sconfitta che fa male dunque maturata al termine di una brutta partita, anzi, deprimente, decisa da errori in serie. Come al 4’ del st quando su un in­nocuo colpo di testa di Papini, Biasi si toglie inspiegabilmente dalla traiettoria spiazzando il compagno De Rosa che allunga il braccio e tocca di mano la sfera in piena area. Rigoni ringrazia e trasforma. Oppure come sul finire della gara quando Paponetti viene lasciato libero d’involarsi verso Rubinho e di subire il fallo di un nervoso Criscito. Fallo che per la verità appare davvero compiuto fuori dall’area ma non per l’arbitro che indica il dischetto per la gioia del solito infallibile Rigoni. In mezzo il tap in del giovane Forestieri abile nello sfruttare al meglio un cross di botta, deviato malamente da Delli Carri. Un lampo nel buio che ha scosso per un po’ il Genoa ma non lo ha resuscitato. Certo, l’undici ligure schierato da Gasperini era falcidiato dalle assenze per squalifiche e infortuni, inoltre alcuni rossoblù come Coppola, Aurelio e Biasi avevano accu­sato, la notte prima, sintomi influenzali ma è anche vero che ciò che si è visto in campo è stato, onestamente, poco entusia­smante. Una certa indolenza di fondo ha un po’ indispettito il tecnico. Che chiosa: «Se prendiamo certi gollonzi... Forse non si deve solo pensare a rinforzare l’attacco», Esulta invece il Pescara che non vinceva dal 6 maggio scorso (3-2 sul Ce­sena). Esulta il presidente Renzetti che promette: «Rinforzeremo la squadra ma senza follie. Intanto abbiamo vinto e riconquistato i nostri tifosi». Infine c’è Forestieri, l’unico rossoblù felice: «E’ il mio primo gol importante, peccato non sia servito » . Martedì compirà 17 anni anni ed ha un grande avvenire davanti a sè. Ma il Genoa, ora, ha bisogno di molto di più. Intanto sta per arrivare il comunitario Zezinando, classe 1987, proveniente dalla Guinea Bissau, fresco di campionato portoghese (Estoril).

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Anselmo Gramigni. Forestieri, talento da seguire. Pescara. Tardioli 6.5: incolpevole sul tapin di Forestieri, puntuale e preciso per il resto della gara. Zoppetti 6.5: si fa ammonire quasi subito ma riesce a contenere i propri impeti. Fondamentale nel convulso finale di gara. Gonnella 6: si batte come un leone e non demerita. Bravo nel limitare Greco. Delli Carri 6: pure lui non tira mai indietro la gamba. Protagonista sfortunato sull’azione che porta al gol rossoblù.Demartis 6: partita di grande sacrificio. Fini­sce esausto. Felci 6.5: dà tutto quello che ha per oltre un’ora. Le sue incursioni creano problemi al Genoa. Esce sfinito. Corazza ( 23’ st) 6: fa il difensore aggiunto davanti alla difesa. Se la cava. Aquilanti 7: corre, combatte, interdisce e riparte. L’uomo ovunque del Pescara. Luci 6: un po’ timido ma cresce con il passare del tempo. Cala nel finale. Gautieri (39’ st): ng. Antonelli 5.5: gioca a corrente alternata e incide poco. Rigoni 7: freddo come il marmo, dal dischetto non lascia scampo a Rubihno. Martini 6.5: pungente e rapido, crea grattacapi a Bega e compagni. Paponetti ( 29’ st) 6: entra e si conquista il rigore della vittoria. All. Vivarelli 6.5: fa miracoli con il materiale umano che ha a disposizione. GENOA. Rubinho 6: non commette errori, stavolta e si disimpegna con sicurezza nelle rare occasioni che hanno richiesto il suo intervento. Bega 5.5: patisce un po’ la verve di Martini, non affonda mai come potrebbe. De Rosa 5: grave il suo svarione anche se pro­vocato dall’improvvisa “mossa“ di Biasi. Da lì in poi si disunisce. Biasi 4.5: almeno due gravi errori. Aurelio ( 6’ st) 6: espulsione ingiusta. Si era conquistato anche un rigore non concesso dall’arbitro. Botta 5.5: correre non basta. Serve più luci­dità. Coppola 5.5: meno brillante del solito. Colpa dell’influenza. Juric 6: prova a dare un senso alle manovre rossoblù. Ma lui non è un regista e finisce per fare confusione. Ma non si tira mai indietro. Criscito 6: si batte come un leone ma è molto nervoso. Provoca il rigore su Paponetti. Zeytulaev 4.5: non ne azzecca una nonostante si dia un gran d’affare. Forestieri ( 18’ st) 7: talento da tenere d’occhio. Entra subito in partita, segna e sfiora la doppietta. Campioncino da far crescere con la massima attenzione. Tavares 4: non pervenuto. Primo tempo a dir poco incolore. Lopez ( 1’ st) 6.5: si posiziona a destra e spinge come un forsennato. Meriterebbe più spazio. Greco 6: sfiora la rete in avvio poi si perde nel generale anonimato. Si riprende nel finale di partita. All. Gasperini 5.5: troppe assenze e troppo nervosismo. Il Genoa visto all’opera a Pescara è solo una pallida e sbiadita copia della squadra di avvio campionato. Deve recuperare molti dei suoi giocatori anche sotto l’aspetto psicologico. Arbitro. Orsato 5: direzione soprattutto sfortunata. Già, perché non era facile decidere sul fallo di Criscito su Paponetti. Lui opta per il rigore ma sbaglia. Così come sul penalty chiesto da Aurelio. Il genoano lo spiazza perché cade in ritardo ma il fallo di Delli Carri c’era tutto.

 

IL SECOLO XIX - La sbandata. Genoa, rabbia e rimpianti. di Giovanni Ciolina. Si ferma sull’Adriatico la corsa del Grifone verso la vetta. Lo stop arriva di rigore(ben due, di Rigoni,uno dei quali molto dubbio), ma doloroso come nessuno avrebbe potuto immaginare alla vigilia.Da ieri sera il Genoa è fuori dal giro playoff, ma non sarebbe nulla di grave se lo scivolone non coincidesse con una prova a tratti imbarazzante. Il Genoa regala il primo tempo a un’entità astrusa. Perché non si può neppure dire che lo faccia al Pescara che al suo attivo può contare un paio di colpi di testa e nulla più. Ma il Grifo non si sforza eccessivamente. Un’inzuccata di Greco e un tiroal45’ di Coppola sono troppo poco. «Ci è mancata la cattiveria» sottolinea Manuel Coppola a fine gara. Quella cattiveria che invece hanno buttato in campo i biancazzurri, alle prese con una classifica difficile, ma pronti a tutto pur di festeggiare il cambio di presidenza. Ed è proprio questo l’aspetto che lascia più perplessi al termine di questa gara. I Gasperini boys hanno più di un motivo per recriminare. Squalifiche e infortuni costringono i rossoblù a presentarsi in campo privi di sette titolari. Febbre e mal di gola impongono poi a cinque giocatori (Coppola, Biasi, De Rosa, Aurelio e Pedro Lopez) di scendere in campo in condizioni non perfette. Se al quadretto si aggiungono anche un paio di episodi molto dubbi ce ne sarebbe a sufficienza per assolvere Bega e compagni. Il fatto,però, è che il Genoa riprende il campionato dopo la lunga sosta natalizia senza la doverosa cattiveria in grado di fare la differenza contro una squadra che non vinceva in casa dal 6 maggio 2006 (3-2 al Cesena). Gasperini aveva chiesto ai suoi di fare almeno quanto sanno fare,ma la risposta della squadra è stata opposta. Fare drammi o fasciarsi eccessivamente la testa in questo frangente comunque sarebbe la strada peggiore da percorrere. La prova di Pescara, come quella amichevole di Vercelli,mette in mostra come il Grifone sia Milanetto dipendente e legato alla classe di Adailton. La squadra evidenzia enormi problemi in fase di costruzione della manovra. Gasperini prova a offendere schierandosi nel consueto 3-4- 3, con avanzamento di Criscito sulla linea di centrocampo. Ma Juric non riesce a prendere in mano le redini della sfida e Coppola Botta non sembrano in giornata. L’approccio alla sfida non sembra quello giusto: «Siamo entrati incampo un po’molli» ammetterà Criscito che punta poi l’attenzione sulla carenza di concentrazione. Un tema sul quale concordano un po’ tutti i protagonisti. Ora serve una scossa che già dopo il fischio finale regala il tecnico Gasperini indicando le enormi difficoltà di una squadra giovane («Mi sembrava di allenare al Viareggio»), per la quale diventa decisivo il mercato invernale. Preziosi e Gaucci hanno però voglia e intenzione di provarci. Servono innesti di qualità e lo sanno i dirigenti genoani. Serve comunque anche un po’di tranquillità e serenità per un ambiente che fa delle pressioni un’arma troppo spesso a doppio taglio. Ma da ieri c’è la nota positiva Forestieri e la reazione della squadra allo svantaggio. Tardiva, si potrà contestare, ma effettiva. Al punto da portare il Genoa al momentaneo pareggio. Serviva di più, anche contro il moribondo Pescara. La prova del nove? Già venerdì con il Mantova a Marassi.

 

IL SECOLO XIX - Forestieri entra, segna e sogna «Vorrei giocare un Mondiale» L'esordio del topa. L'argentino rivela: «Mister Gasperini è un grande. Mi dice sempre che devo giocare per la squadra e non solo per me stesso». di giovanni Ciolina. Pescara. Un gol all'esordio in serie B: mica male. Niente male oltretutto se la segnatura arriva a due giorni dal diciassettesimo compleanno di questo ragazzino argentino arrivato al Genoa la scorsa stagione, ma solo da quest'anno utilizzabile. Neppure la delusione per la sconfitta rimediata sul terreno dell'Adriatico riesce ad oscurare il momento di gioia di Nando Forestieri, il Topa. «Non sentivo nulla all'interno del mio corpo»è la sensazione di questo talento argentino che sogna in futuro «di giocare un Mondiale» e si ispira ad un brasiliano: un tal Ronaldo. «Fa gol, dribbla, insomma?» spiega. Tradotto: è dotato di tutte quelle armi che tanto piacciono al Topa e che qualche volta gli fanno prendere i rimbrotti di mister Gasperini. «E' un grande, il tecnico» rivela Forestieri che poi rivela come il tecnico gli suggerisca sempre «di giocare per la squadra e non per me stesso». Ecco se proprio si vuole muovere un appunto a Nando l'argentino è proprio la ricerca del colpo a sorpresa. Una caratteristica che peròè anche il suo grande pregio. «La joventude» chiarisce l'interessato con un sorriso che però va subito a mettere i puntini sulle i di un'umiltà che piano piano lo sta coinvolgendo. Devo crescere in tutto e soprattutto nei movimenti. Per l'esordio Forestieri si è però limitato ad un gol banale, in quel preciso momento importantissimo, ma banale: un colpo di testa su respinta corta del portiere. «Che emozione quando il mister mi ha chiamato» sono le sue reminiscenze del pomeriggio abruzzese. Una sensazione che Forestieri avea assaporato per un istante in occasione della sfida interna con la Juventus quando mister Gasperini lo guardò e il viso del giovane argentino si illuminò. La chiamata allora non arrivò. A Pescara invece il minuto 18 della ripresa ha segnato il suo ingresso in campo. Gli sono bastati sedici minuti per entrare nela storia. Comprensibile che il ragazzino abbia le idee un po' annebbiate dall'emozione anche perché non mi aspettavo di esordire». Il destino ha però voluto così e allora Nando si lascia andare alla dedica «a mio papà Rolando che venerdì ha compiuto gli anni ed è distante, in Argentina. Quando ho segnato ho pensato proprio alla mia famiglia, avrei voluto fossero qui a gioire con me. Proprio lo stare insieme a loro è il regalo più bello che posso augurarmi». Emozioni: le cantava Lucio Battisti. Le sognano in molti, soprattutto i teenager. Da ieri pomeriggio c'è uno di loro che dopo averle sognate a lungo sa cosa vogliono dire. Gli occhi di Nando Forestieri brillano. Sicuramente le emozioni sono una bella cosa.

 

IL SECOLO XIX - Le pagelle RUBINHO 6 Si lascia ingannare dalla conclusione di Aquilani che avrebbe significato il 2-0 poco dopo il primo rigore di Rigoni: solo all'ultimo riesce ad evitare la frittata salvandosi in angolo. Sui rigori, potenti e precisi, non può farci nulla. Rresta il fatto che al Genoa quello che manca da tempo è un portiere che ogni tanto faccia qualche miracolo, mentre quelli che ci sono (o c'erano) fanno solo la normale amministrazione. BEGA 6 In prima battuta si occupa di Rigoni, il migliore dei pescaresi, uno dei pochi fra gli avversari a dare del tu al pallone. Riesce a contenerlo e aiuta i compagni della retroguardia raddoppiando quando occorre. Il migliore là dietro. Non basta. DE ROSA 5,5 Contro il Bari, nell'ultima partita del 2006, sembrava un difensore geneticamente modificato: mezzo Beckenbauer per qualità, precisione e pulizia; mezzo Rambo per la potenza nei tackle e nelle libere uscite per sostenere l'azione offensiva. Questa volta commette invece una serie di ingenuità sconcertanti, fra appoggi sbagliati ed entrate fuori tempo. È comunque il primo a restare sorpreso in occasione del rigore: nella circostanza è incolpevole. Lo condiziona l'influenza. BIASI 5 Neppure lui è in condizioni ottimali. Un paio di rinvii ruvidi all'inizio, poi una partita dignitosa. Poi l'errore che porta in vantaggio in Pescara: la finta sul colpo di testa di Zoppetti inganna solo De Rosa. Come dopo la topica con lo Spezia, Gasperini lo richiama subito per dirottarlo negli spogliatoi: era già nella lista dei partenti, questa partita potrebbe rappresentare il passo d'addio (5' st AURELIO 6: ha colpi da grande giocatore, guizzi e talento non mancano: su questi conta Gasperini facendolo entrare. Conferma le potenzialità con la discesa che propizia il pareggio di Forestieri, e con alcuni colpi nonostante i sintomi influenzali: è la sua migliore prestazione stagionale. Ingenerosa l'espulsione). BOTTA 6,5 Ha un doppio compito: da una parte spingere a destra, cercando se possibile di accentrarsi per provare a scaricare il sinistro; dall'altra non deve perdere di vista Antonelli, oppure Rigoni quando scambia la posizione con il compagno. Nei ritagli, riesce anche ad anticipare Martini che, nel cuore dell'area, sta per sparare pericolosamente verso Rubino a conclusione di un contropiede abruzzese generato da una ingenuità di De Rosa in disimpegno. Nella ripresa passa a sinistra, poi si accentra con l'allargamento di Juric. Senza fortuna quando tenta la conclusione. COPPOLA 6 Va bene, in mezzo al campo il Grifone difetta di fosforo; lui però cerca di sopperire raddoppiando la dose di aggressività con l'aggiunta di una porzione di intelligenza per cercare - diffidato - di rimediare l'ammonizione. Questo un po' lo frena, come la febbre. JURIC 5 Torna alle origini, nella posizione che ricopriva prima che Gasperini a Crotone lo reinventasse esterno. Ha però mansioni differenti: non incontrista ma costruttore di gioco.Perde sulla propria trequarti alcuni palloni in modo banale, rischiando di mettere in difficoltà la squadra nel momento di salire. Che Milanetto abbia rimediato una squalifica ci sta; che Longo, suo naturale alter-ego, si sia infortunato in amichevole è una vera iattura. Con il Genoa sotto, il tecnico lo riporta esterno. Qui migliora. CRISCITO 6 Che non sia un terzino non lo si scopre certo oggi, che non lo sarà mai è ancora da vedere. Tiene bene Felci, rivelazione lo scorso anno nel Giulianova; difetta però quando deve proporsi in avanti: il piede tutt'altro che ruvido gli permette di fare cross piuttosto precisi, il problema è che non riesce ad andare sul fondo. Con l'uscita di Biasi torna a fare ciò che sa. Protagonista in negativo nell'episodio del fallo su Poponetti che ha come esito il raddoppio del Pescara. ZEYTULAEV 5 Criticato, in bilico, gioca dall'inizio e prova a reagire subito con un paio di discese sulla destra: fa tutto bene, tranne l'ultimo tocco. Preso un pizzico di confidenza, si concede pure un tentativo di rovesciata in area, anche se - pressato - finisce per sbucciare il pallone. Un'ammonizione lo costringerà a saltare il Mantova; visto oggi, non è una grande perdita (18' st FORESTIERI 6,5: alla soglia dei 17 anni - li compirà martedì? entra nella speranza che il suo talento ravvivi un attacco spento e inconcludente. Parte largo a sinistra, ma finisce per ostacolare Greco - in area piccola - al 27'. Poi decide di farsi un regalo anticipato, firmando di testa la rete del pareggio. Ha anche un pizzico di fortuna, ma non aiuta forse gli audaci? Il risultato avverso gli rovina la favola). DIOGO TAVARES 5 Assente ingiustificato per un tempo. Per carità: è elegante e fa anche un paio di cose belle a vedersi. Ma è utile come un portachiavi con la zampetta di coniglio. Un'attenuante? Palloni ne arrivano pochi, tanto meno giocabili. Però lui non fa granché per rendersi pericoloso. Il suo difetto più grande è l'assenza pressoché totale di concretezza. Dalla sua ha tuttavia l'età: con i mezzi che ha, lavorando molto e facendo esperienza può essere un giocatore di grande prospettiva (1' st PEDRO LOPEZ 6,5: Gasperini lo schiera a destra - nonostante l'influenza - per liberare Botta dall'altra parte; neppure il tempo di prendere posizione che il Grifone è già sotto. Però da lui arrivano i cross più pericolosi: se solo davanti chi fosse qualcuno in grado di sfruttarli?). GRECO 5,5 Un primo tempo da esterno sinistro, con un paio di discese sulla fascia, altrettanti uomini saltati e poco più. Una ripresa da centravanti senza però trovare la zampata vincente. Anche per lui valgono le attenuanti generiche: è mal supportato dalla squadra. Cresce sensibilmente quando il Genoa si trova in difficoltà. PESCARA Tardioli 6; Zappetti 6, Delli Carri 6, Gonnella 6, Demartis 6; Felci 6 (23' st Carozza 6), Luci 6 (38' st Gautieri sv), aquilani 6,5, Antonelli 6,5; Rigoni 6,5; Martini 6 (30' st Paponetti sv). ARBITRO Orsato di Schio 5: sul mani di De Rosa non può far altro che indicare il dischetto. Forse un rigore ci sarebbe anche nell'altra area, su Criscito. Dubbio invece l'ultimo rigore; l'impressione è che il fallo sia stato commesso fuori area. Su Aurelio, nel finale, il rigore è doppio, invece mostra il rosso all'attaccante rossoblù. di Giuliano Gnecco.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini severo toglie il Genoa dalla volata per la A Il tecnico: «Non dobbiamo illudere i tifosi. Ora questa squadra non ha un organico da promozione». di Giuliano Gnecco. Pescara. Un fulmine a ciel sereno? Non proprio: le avvisaglie c'erano state già dopo la sconfitta con l'Empoli in Coppa Italia. Però Gian Piero Gasperini, dopo lo scivolone di Pescara («Ma avrei detto le stesse cose anche se avessimo pareggiato»), è ancora più esplicito: «È un dato di fatto, questa squadra così come è non ha un organico che può competere per la serie A». Obiezione: mancavano nove giocatori. Contro obiezione: «Sì, ma il Genoa è questo, non è formato solo da dodici-tredici giocatori. Con l'organico completo di solito si giocano sette o otto partite all'anno, normalmente a inizio campionato. Poi possiamo parlare degli episodi: abbiamo perso 2-1, poteva finire 1-1, potevamo vincere 2-1. Il rigore di Criscito era fuori dall'area e quello su Aurelio era netto. Però questo non sposta il problema: quello che ha giocato oggi è il Genoa, non era un'altra squadra. Poi se vogliamo pensare che bisogna andare in A a tutti i costi per l'importanza della piazza è un altro discorso; ma non mandiamo in campo i nostri tifosi, altrimenti vinceremmo sempre». Intenti polemici? Nessuno: «Questa è una squadra sulla quale si sta lavorando; una squadra che eredita alcuni giocatori dell'anno scorso; continuare a fare pressioni parlando di A mi sembra eccessivo. Si parla tanto di un attaccante, ma in difesa non è la prima volta che subiamo gollonzi, e non è questione di moduli. Non è che uno o due acquisti debbano necessariamente cambiare le cose: bisogna vedere come si ambientano. Bisogna vedere cosa accadrà da qui al 31 gennaio». Precisazione: non è un messaggio di sfida alla società. Anzi: «Non ho messaggi da mandare, siamo tutti grandi, vaccinati e adulti - precisa il tecnico - Certo so che la società sta lavorando per migliorare, anche se non può farsi prendere per la gola. Però bisogna creare una squadra che abbia un organico adeguato il giorno che tornerà in serie A, che non servano poi rivoluzioni. Gli esempi? Sono il Mantova, il Bologna, il Napoli. Squadre costruite in due o tre anni, in cinque o sei sessioni di mercato. L'alternativa è spendere cifre folli, ma poi non è detto che funzioni. Se questa squadra può ancora sperare nella A? Ripeto: aspettiamo il 31 gennaio, cosìè dura. Non dobbiamo illudere la gente. Oggi avevamo in campo molti giovani, che hanno fatto anche bene. Forestieri ha segnato a 16 anni. Però cosìè come andare al Viareggio. Eppure non giocava un'altra squadra, era sempre il Genoa». Alimentare illusioni è come scherzare con il fuoco: molto pericoloso. Peròè vero anche che il Genoa ha legittimano la propria candidatura alla promozione giocando per mesi probabilmente il miglior calcio in Italia. «Vero, abbiamo fatto buone partite - concede Gasperini - Però la gente è in grado di capire. Intendiamoci, i giocatori che ci sono si possono solo lodare. Si impegnano, lavorano, sono seri. Ci mettono cuore. Dopo un primo tempo sterile ed equilibrato, nel quale abbiamo creato poco ma anche subito poco, abbiamo cercato di vincere anche sull'1-1, non ci siamo accontentati neppure in l'emergenza: l'ingresso di Pedro Lopez per Diogo Tavares non significava che per noi andava bene così. Però la squadra è questa, ed è sbagliato metterle pressione dicendo che "deve" andare in serie A». Oggi la squadra avrà una giornata di riposo. Domani pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti, Gasperini analizzerà gli errori con i giocatori. Ma per il salto di qualità serve altro. Servono innesti importanti. E non è detto neppure che sarebbe bastato il solo Pavone.

 

IL SECOLO XIX - «se fossi caduto...». di Giuliano Gnecco. Pescara. Come in Sliding Doors: la vita cambia per un episodio, per uno scherzo del destino. Quella di Salvatore Aurelio, genietto molto sregolato, poteva avere una svolta a Pescara: inserito nella lista dei partenti per fare esperienza e maturità, all'Adriatico è stato quello che, concretamente, ha fatto di più per opporsi alle avversità. L'azione che ha propiziato l'illusorio pareggio di Forestieri e quella che nel finale ha costretto i difensori avversari al fallo da rigore. Sarebbe stato il 2- 2. Invece l'arbitro Orsato di Schio, una sorta di amuleto (nonostante la beffa del caso Ghomsi) la scorsa stagione, ha estratto il cartellino rosso. Aurelio non si dà pace: «Era rigore netto. Sono stato trattenuto da Demartis; qualcuno ha detto che avrei dovuto buttarmi: sarebbe stato rigore. Invece sono rimasto in piedi. Sono caduto solo quando Gonnella mi ha colpito al ginocchio: secondo rigore nella stessa azione. Non ho neppure protestato. L'arbitro mi ha dato la seconda ammonizione, per simulazione. Mi spiace perché abbiamo dato tutto». Episodi avversi, che però non spiegano il primo tempo incolore: «Forse abbiamo bisogno di una sberla per reagire. Eravamo mosci, poi nella ripresa siamo migliorati». Nle futuro cosa c'è oltre la Sliding Doors? «La società mi lascia decidere. Ho quattro anni di contratto, vorrei fare qualcosa per il Genoa che per me ha fatto tanto».

 

LA REPUBBLICA - Genoa notte fonda a Pescara I rossoblù recuperano con Forestieri, ma un secondo, contestato rigore consegna agli abruzzesi la prima vittoria stagionale. Assenze, errori, sviste arbitrali: una sconfitta che pesa. di Gessi Adamoli. Non ci sono attenuanti per il Genoa battuto dall'ultima in classifica e che si sente già in serie C. Non reggone le recriminazioni per il fatto che l'incontro sia sato decisp da due calci di rigore, il secondo a 5' dal novamtesimo, inesistente e per la formazioe largamente rimaneggiata che Gasperini è stato costretto a mandare in campo. Le prove per Pescara il tecnico Genoano le aveva fatte martedì scorso nel primo tempo di Vercelli e, anche conbtro un avversario di C2 il Genoa aveva faticato. Gasperini ha riproposto la stessa squadra insistendo su giocatori svuotati come Zeytulaev impacciati come Biasi, senza contare il fatto che altri (vedi Criscito) a centrocampo) si sono dovuti adattare a ruoli non propriamente consoni alle proprie caratteristiche. Meglio il Genoa della ripresa con Pedro Lopez, Aurelio e Forestieri, anche se paradossalmente ha paersola partita proprio quando stava accelerando per vincerla. Per poter mettere in atto, pur con gli uomini contati, il suo 3-4-3-, Gasperini è costretto ad avanzare Criscito sulla linea dei centrocampisti. Troppi i giocatori delGenoa in campo ocn le valigie già pronte: Biasi, Zeytulaev, Pedro Lopez e anche Diogo Tavares sanno che probabilmente potrebbe essere stata l'ultima partita con la magia rossoblù. E se la professionalità non ècertamente messa in discussione, ci sta che la concentrazione non sia al top. All'11' sul un lancio di Botta Greco va al colpo di testa praticamente a botta sicura. ma da posizione favorevolissima non trova la porta ed è l'unica vera occasione de lGenoa nei primi 45'. Nel secondo tempo il Genoa si ripresenta con in campo Pedro LOpez al posto di Diogo Tavares. Ma non c'è nemmeno il tempo di ve rificare il nuovo assetto tattico che la squadra rossoblù si ritrova con un gol da recuperare: su un cross senza pretese di Martini, Biasi finge di intervenire, inganna De Rosa che vede la palla all'ultimo e istintivamente allunga un braccio. Trasforma Rigoni. Gasperini così si trova costretto a cambiare ancora: fuor iBiasi (Criscito torna a fare il difensore) e dentro AUrelio. Poi al 19' butta nella mischia anche Forestieri. Per l'Argentino, classe 1990, è l'esordio in campionato, potrebbe sembrare la carta della disperazione. E invece è proprio El Topa al 34' a firmare da grande opportunista il gol del pareggio, correggendo di testa in rete una palla che vagava nell'area di rigore dopo una discesa di Aurelio sulla destra. Più intraprendente e spigliato, il Genoa prova a vincere e spinge sull'acceleratore ma proprio nel momento miglior edella squadra rossoblù arriva il sceondo rigore (ancora Rigoni in gol) in favore della squadra abruzzese: Papometti vince di forza un contrasto ocn Juric e Criscito in scivolta trova le gambe dell'attaccante delPescara. Il fallo è commesso fuori area, ma Orsato che pure è vicinissimo indica il dischetto, Sbaglia ancora il direttore di gara di Schio quando nel recupero non soli non fischia un rigore in favore di Aurelio ma addirittura lo espelle (seconda ammonizione) per simulazione.

 

LA REPUBBLICA - Aurelio ignorato. di Claudio Onofri. Questa sconfitta è ovviamente frutto oltrechè della sfortuna (decisioni arbitrali discutibili come il secondo rigore assegnato al Pescara), di un organico, quello di ieri, che se proiettato nell'arco di un campionato intero, non potrebbe aspirare e più che un onorevole centroclassifica, anzi forse qualcosa di meno. Troppe le assenze di rilievo, troppo pochi i giocatori di qualità in campo per sottilizzare su un risultato che comunque non può non lasciare l'amaro in bocca. Semmai, ciò che lascia perplessi è che, seppure mella penuria di rirorse attualmente a disposizione non si valorizzino alcuni giocatori che sono in rosa e che fose potrebbero offrire un rendimento superiore a quello espresso da chi è andato in campo dal primo minuto. In particolare non convince l'ultilizzo da titolare di Zeytulaev, che anche ieri è apparso assai evanescente, mentre l'ingresso di Aurelio ha rappresentato un deciso cambio di passo. Questo ragazzo sarà anche acerbo, dovrà pur crescere, ma ha dimostrato di avere delle qualità e forse un po' più di coraggio, schierarlo sin dall'inizio, specie in una situazione di carestia come quella attuale, potrebbe giovare ai destini della squadra.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini suona l'allarme. "Con questa squadra non si va in A" Il tecnico: troppi ragazzini in squadra. Gli obiettivi? Riparliamone il 31 gennaio. di Gessi Adamoli. Dopo la sconfitta che frena la rincorsa delGenoa alla serie A, Gasperini va al cuore del problema senza troppi giri di parole "Perchè sono convinto che in quetso momento ci sia soprattutto bisogno di chiarezza e non sia corretto alimentare fasle illusioni, Questa squadra così com'è strutturata non può puntare alla serie A, il mio è un discorso onesto e credo che la stragrande maggioranza della tifoseria lo capirà. Abbiamo 12-13 giocatori importanti ma non sono sufficienti. Quante partite pensate che si possano disputare a organico completo: sette, forse otto? E verosimilmente ad inizio stagione. Noi oggi siamo andati in campo con tre ventenni, un diciannovenne ed un sedicenne. I ragazzi stanno facendo il massimo di quanto è nelle loro possibilità e non credo sia onesto caricarli di pressioni. Non si viene promossi in serie A perchè ci si chiama Genoa o si ha una tifoseria importante. Andassimo in campo con i tifosi vinceremmo sempre, ma purtroppo non è così". Gasperini, dunque, si aspetta arrivi importanti per completare l'organico "Ma sono anche il primo - spiega - che capisce come sia difficile operare nel mercato di gennaio e non trovo nemmeno giusto che la società si faccia prendere per la gola. Le squadre vincenti si creano con il tempo. Gli esempi sono il BOlogna, il Mantova, il Rimini ed il Napoli. Ci vuole pazienza, solo così, pezzo dopo pezzo, si può costruire una squadra che apra un ciclo. L'alternativa è investire cifre folli, senza la certezza di arrivare subito all'obiettivo." L'obiettivo restano i play-off? "Difficile centrarlo con questo organico. Neglio riparlarne il 31 gennaio alla chiusura del mercato". Uno sfogo, quello dell'allenatore rossoblù, che semrerebbe dettato anche dallìamarezza per l'incredibile sconfitta. Ma Gasperini assicura che non è così: "Il risultato non c'entra, avrei detto le stesse cose se la partita fosse andata in modo diverso. Anche perchè qui poteva davvero finire in qualsiasi modo. Il Pescara ha vinto per un calcio di rigore che, rivisto in TV2 nasce da un fallo chiaramente fuori area e perchè l'arbitro non ne ha concesso un altro evidente su di noi. Rubinho non ha dovuto fare una parata. E non mi piace neppure il fatto di vere l'attenuante delle tante assenze. Certi problemi meglio affrontarli subito finchè si è in tempo". Ovvero nei prossimi giorni, quando il presidente Preziosi ed il suo staff cercheranno di chiudere finalmente i primi affari. Obiettivo prioritario una punta. Virtualmente tramontata la pista argentina che portava a Pavone, ci si concentra sul mercato italiano. Il sogno rimane Bojinov, che nella Juve di Deschamps non trova spazio.

 

LA REPUBBLICA - Le pagelle. Rubinho 6: "non ha fatto una parata" sospira amaramente Gasperini. In occasione del secondo rigore prova ar estare in piedi sperando nel centrale, ma Rigoni gli mette la palla all'incrocio. Bega 6: dietro non sbaglia niente, qualche sbavatura in fase di rilancio. De Rosa 6: per il fallo di mano (istintivo) che causa il rigore deve ringraziare Biasi e quello è l'unico errore di una partita per il resto impeccabile. Biasi 5: "un altro gollonzo", così fotografa Gasperini il primo rigore in favore del Pescara. "E poi tirano in ballo il modulo" (dal 6' s.t. Aurelio 6,5: finalmente mette in mostra le sue grandi doti di tecnica e di velocità palla al piede. Il rosso per simulazione è una beffa perchè il rigore ci stava tutto. "e quelli del Pescara mi hanno detto che ho sbagliato a non buttarmi nel primo dei due interventi irregolari..."). Botta 5,5: onesto tran tran senza acuti. Coppola 5: quello del regista non è il suo mestiere. Juric 5,5: come Botta con l'aggravante di aver perso il tackle che dà via libera Paponetti in occasione del secondo rigore. Criscito 6,5: non sfigura nemmeno quando, nel primo tempo, fa il centrocampista. Zeytulaev 4: un fantasma. (dal 16' s.t. Forestieri 6,5: martedì compie 17 anni. Si fa il regalo dell'esordio e di un gol che però purtroppo è inutile). Diogo Tavares 4: bocciato dopo un tempo da spettatore (dal 1' s.t. Pedro Lopez 6. diligente sulla fascia, con qualche buona iniziativa). Greco 6: si batte ma è troppo solo.

 

IL GIORNALE - Il Genoa regala al Pescara la prima vittoria Gioca male, regala un tempo a un Pescara modesto, ma nel finale viene beffato dall'arbitro. E così per il Genoa arriva subito la prima sconfitta del 2007. Ed è una sconfitta amara perché per quanto la squadra fosse in piena emergenza con otto assenze e senza un vero regista, ha mostrato soprattutto nei primi 45 minuti di essere seduta, molla, senza lucidità. Nella ripresa al 4' uno svarione di Biasi costa il fallo di mano di De Rosa in area e il rigore che Rigoni realizza per il vantaggio pescarese. Il Genoa sbanda poi sale in cattedra, complici cambi forse tardivi, e al 35' arriva il pareggio con il primo gol del giovane Forestieri che raccoglie una respinta del portiere. Nel finale c'è lo show, in negativo, dell'arbitro Daniele Orsato di Schio. Al 41' regala il secondo rigore per un fallo fuori area di Criscito su Paponetti. Rigoni realizza consegnando al Pescara la prima vittoria in campionato. Ma Orsato non si ferma ed espelle Aurelio accusato di aver simulato un rigore che le immagini invece descrivono come sacrosanto e di aver poi protestato. In classifica per ora cambia poco, ma i rinforzi mai come in questo momento diventano vitali. RUBINHO 5.5 A parte i due rigori non è chiamato a compiere interventi di rilievo, ma proprio per questo stupisce la sua impreparazione in una conclusione dalla distanza che mette incredibilmente in corner trasmettendo insicurezza a tutto il reparto. BEGA 6 Sopperisce con l'esperienza agli errori dei colleghi della difesa, ma non basta. DE ROSA 5 Sbaglia a toccare la palla con la mano in area su un cross dalla destra che Biasi non aggancia, poi cerca di riscattarsi con progressioni palla al piede fuori area per cercare di trasformarsi nel regista che non c'è. BIASI 4.5 Nel primo tempo è ordinato, più che sufficiente. Nella ripresa ha il solito black out che porta De Rosa al fallo di mano e al primo rigore (dal 6' st AURELIO 6.5 È sempre pericoloso. Suo il guizzo che poi porta al gol di Forestieri. Viene da chiedersi perché non sia partito dal primo minuto al posto di Zeytulaev. Nel finale subisce un'espulsione assurda). CRISCITO 6 Si trasforma nel vice Fabiano, un po' a centrocampo e un po' in difesa. Non perde mai lucidità. Nel finale atterra Paponetti fuori area e l'arbitro si inventa il rigore. COPPOLA 5.5 In un centrocampo a tre, in piena emergenza, si trova un po' spaesato. JURIC 5.5 Regista improvvisato va presto in confusione. BOTTA 6 Se molte squadre lo cercano un motivo ci sarà. Non molla mai e in qualche occasione ci mette la qualità. Suo il cross che al 10' Greco non concretizza. ZEYTULAEV 4.5 A Pescara illude tutti perchè parte bene poi si perde e si conferma evanescente. (19’ st FORESTIERI 6.5 Ci vuole poco a capire che «El Topa» ha una, due marce in più dell'uzbeko. Subito non aggancia un pallone invitante di Aurelio poi si fa perdonare realizzando il suo primo gol in Italia che vale il temporaneo pareggio. DIOGO TAVARES 5 Lotta, ma combina davvero poco. (1’ st LOPEZ 6 Lottatore) GRECO 5.5 Non può caricarsi sulle spalle il peso di un attacco senza ispiratori, ma è l'ombra del giocatore di inizio stagione. GASPERINI 5.5 Non è certo colpa sua se mancano otto giocatori. L'emergenza è sotto gli occhi di tutti, come la prova ancora una volta imbarazzante di Zeytulaev che andrebbe sostituito prima. ORSATO 4.5 In una gara facile facile nel finale perde la bussola. Prima dà un rigore che non c'è poi non ne dà uno che c'è.

 

IL GIORNALE - Gasperini: «Non siamo da serie A». Le sue parole negli spogliatoi dell'Adriatico hanno l'effetto di una bomba: «Questo Genoa così non può pretendere la serie A». E quella di Gian Piero Gasperini non è un'accusa al gruppo che pieno di cerotti è uscito sconfitto dall'ultima in classifica, ma a chi gli chiede evidentemente la luna con una rosa insufficiente. «Siamo nelle condizioni di valorizzare dei giovani per delle belle prestazioni, ma nulla più - aggiunge il tecnico rossoblù - Ci sono delle difficoltà e non è che con il mercato di gennaio si possano fare miracoli. Tutto dipende da quello che si vuole». E il messaggio alla dirigenza non è nemmeno troppo velato poi la conclusione e la richiesta. «Il solo nome della piazza non basta, giocassimo solo con i nostri tifosi vinceremmo noi. Sappiamo di cosa c'è bisogno - ha concluso - Di certo dobbiamo avere umiltà e meno pressione». Concetti duri che vanno dritti a chi dirige la società ed in particolare al presidente Enrico Preziosi. Oltre all'allenatore del Grifo la delusione rossoblù è evidente anche nelle parole di Manuel Coppola. «Sicuramente lavoreremo per ritrovare quella cattiveria che oggi è mancata - denuncia il centrocampista - Cercheremo di non fare certi errori che abbiamo pagato cari. Eravamo senza titolari, ma questa non deve essere una giustificazione». Amareggiato anche Salvatore «Totò» Aurelio, il cui ingresso ha costituito sicuramente una delle poche note liete della giornata, ma non è servito a capovolgere il risultato. «Sono entrato in una condizione difficile, ma credo di avere dato tutto - dichiara la punta - Sono arrabbiato per le decisioni prese nel finale dall'arbitro che hanno reso il risultato bugiardo».

 

AKAIAOI