STAGIONE 2006/07

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Reti: 09' Baccin.

Rimini: Handanovic, Vitiello, Peccarisi, Digao, Regonesi, Baccin, Cascione, Cristiano (76' Tasso), Pagano (66' Cardinale), Ricchiuti (79' Moscardelli), Jeda. Allenatore: Acori. (Pugliesi, Bischeri, Porchia, Matri)

Genoa: Rubinho, Bega, Criscito, De Rosa, Fabiano (46' Galeoto), Coppola, Milanetto, Rossi (82' Carobbio), Leon, Greco (70' Gasparetto), Di Vaio. All: Gasperini. (Scarpi, Masiello, Stellini, Botta)

Arbitro: Saccani di Mantova. Espulso: 22' Bega

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Questa volta non faccio la cronaca della partita perchè altrimenti mi mettono dentro per incitamento alla violenza. Il primo tempo (soprattutto i 20 minuti iniziali) è esclusivamente del Rimini che prende anche una traversa. Secondo tempo per il Genoa che con Leon a dieci minuti dal termine colpisce su punizione il palo. Finita la doverosa spiegazione della partita descrivo la lungimirante carriera del sig. Saccani che probabilmente sarà designato l'ultima giornata per Genoa - Napoli. 2001-02, 1 partita. Palermo-Genoa. El Ouaer si distende e manda in angolo un tiro di Marco Aurelio. La gara finisce 0 a 0 ma il Palermo prende 3 punti e il Genoa 0 perchè occhio di lince Saccani ha visto (solo lui) la palla varcare la linea di porta. 2002-03, 2 partite. Genoa-Lecce finisce 0 a 0 mentre la sfida salvezza Napoli-Genoa termina 2 a 2. I partenopei giocano in 12, i genoani non possono toccare la palla che gli viene fischiato contro. I campani non vincono solo perchè Saccani nel ruolo di centravanti (per il Napoli) sembra trovarsi a disagio. 2004-05, 3 partite. A Bari col Genoa in vantaggio 1 a 0 riesce a espellere Milito al 90' per un fallo sì da dietro a Carrus ma che è in pratica nulla più che un calcetto. Con l'Albinoleffe fa l'arbitro casalingo infatti al Ferraris per lui giocano in casa i Bergamaschi. Piacenza - Genoa. Nel giro di 3 minuti rifila 2 cartellini gialli a Brevi. Col Venezia il Genoa oltre a Brevi gioca senza Scarpi, Stellone e Sartor che si picchiano negli spogliatoi con dei fantasmi e di conseguenza vengono squalificati (manca anche Sottil che dà una mascata a  Masiello che gli rompe le scatole). 2005-06 nessuna partita, serve al palazzo in A e in B. 2006-07, 2 partite. Tra Lecce e Rimini per 2 falli di gioco normali e un allontanamento di palla il Genoa gioca 130 minuti in 10. Unica nota positiva è che Bega salterà solo una partita come Calaiò. Ah è vero se giochi nel Genoa sono 2 turni. NB: Alla fine saranno 3 turni a Bega e 2 a Leon (pena ridotta poi a 1 turno) reo di aver detto al povero Saccani che aveva arbitrato proprio bene.

 

IL SECOLO XIX - Non segna, resta in 10, perde e contesta l'arbitro Saccani di Giovanni Ciolina. Rimini. Non basta una ripresa tutto cuore e determinazione per rimettere il Grifone nel giusto assetto, dopo un primo tempo da dimenticare. Gli arrivi di Di Vaio, Leon e Gasparetto regalano alternative a Gasperini, ma ci vuole tempo per rendere più fluido il reparto avanzato. E, soprattutto, ritrovare quella "centrifuga d'area di rigore" che all'andata, tra l'altro, aveva inghiottito Peccarisi e compagni. Vince il Rimini (1-0), con stoccata di Baccin dopo otto minuti e i biancorossi sognano. Lo stesso esterno centra l'incrocio dei pali e in altre due occasioni taglia la difesa genoana in contropiede. Tutto in 45'. Poi è trincea per i padroni di casa e grande spinta per i Gasperini Boys. Ma sulla strada della Romagna il Genoa trova un pizzico di sfortuna e un arbitro, quel Massimiliano Saccani da Mantova, che per la seconda volta in questa stagione usa la mano pesante sugli interventi dei giocatori rossoblù. Non è certo un portafortuna. Era l'arbitro di quel maledetto Piacenza-Genoa, madre di tutti i mali del Grifone dell'era Preziosi. A Lecce poi, il 30 settembre, aveva cacciato Sculli per un'ingenuità. A Rimini manda fuori Bega per un intervento non certo da femminuccia, ma neanche da codice penale. Entrata dura e se non saltavo forse poteva farmi male, ma da qui a buttarlo fuori ammette un Adrian Ricchiuti in grande forma. L'ex svela poi un particolare che potrebbe spiegare il cartellino rosso: Un secondo prima del fallo, Bega ha detto qualcosa a Jeda. Cosa? Chiedetelo a loro, forse Saccani ha abbinato le due cose. Deve giustificare i dieci ruzzoloni che ha fatto -è la risposta di Bega - E poi con Jeda nessuna parolaccia. Gli ho solo detto di non usare i gomiti. L'espulsione però pesa sullo sviluppo della gara come puntualizza Gasperini: L'ha condizionata. E' il leit motif per tutto lo staff rossoblù: da Milanetto al vice presidente Pastorello. I giocatori in campo, comunque non accendono gli animi di un sabato che segna il ritorno al calcio giocato dopo i fatti di Catania. Il giro di vite lo recepisce in modo rigorosissimo l'arbitro: in una gara decisa, ma non cattiva segna un espulso e otto ammoniti. Detto questo il Genoa deve prendere atto di una partita caratterialmente ottimale per un tempo, ma con alcuni errori che segnano un primo tempo abulico. Nonostante il potenziale offensivo da categoria superiore, il Grifo riesce a costruire poco nella manovra negli ultimi venti metri. Nonostante tutto siamo il miglior attacco dopo la Juve? spiega Omar Milanetto che poi rivela come le punizioni e le palle inattive siano una componente importante di questo Genoa. E noi dobbiamo sfruttarle. Il Grifo recrimina su un palo di Leon a otto minuti dal termine. L'honduregno prende le misure in un paio di occasioni, poi prova l'effetto Napoli ma la fortuna non lo assiste. Un colpo di biliardo che sembra assegnare ai punti il pari al Grifo. Ma come avevo detto a Genova che la vittoria rossoblu era meritata, così adesso sottolineo la bontà della nostra gara odierna? ribadisce Ricchiuti. Il Genoa meritava? Sì ha fatto due tiri in porta su punizione... Schermaglie da spogliatoio. Sugli spalti, tifosi senza grossi problemi. Solo uno finisce in ospedale per un malore. E un gruppetto, aspetto rimarcato dalla Rai, volge le spalle al campo durante il minuto di silenzio iniziale. Sul campo Gasperini azzarda Leon e Greco sulla fasce e Di Vaio boa centrale, con alle spalle una difesa a quattro. Dobbiamo riguardarci il quarto d'ora iniziale nel quale non siamo riusciti ad accorciare e ripartire in velocità è l'esatta fotografia di Milanetto. Il Rimini, schierato con Cristiano e Cascione piloni del centrocampo che ha in Baccin, Ricchiuti e Pagano i corridori sugli esterni, pressa fin dal primo minuto, impedendo al Grifo di ragionare. Milanetto e Coppola faticano ad entrare in partita con il risultato del solo Leon alla vana ricerca di spazi e velocità. I rossoblù non sono letali nelle ripartenze. Tutto il contrario del Rimini che, una volta in vantaggio e in superiorità numerica, gioca di rimessa. E per quattro volte si presenta davanti a Rubino (tre Baccin e una Ricchiuti). Gara all'italiana si sarebbe detto vent'anni fa. Prestazione che frutta tre punti: è la traduzione ai giorni nostri. Gasperini cambia nella ripresa. Galeoto esordisce, il Genoa torna a tre in difesa. Rossi (grandissima prova la sua) passa a sinistra, Leon continua a scorazzare su tutto il fronte offensivo. Prima volta in rossoblù anche per Gasparetto e Carobbio. Esordi concreti, ma inutili. Tutto rimandato a sabato contro il Modena, con Bega e Coppola squalificati.

 

IL SECOLO XIX - Il pagelllone di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Può poco sul contropiede di Baccin, mentre una presa difettosa sulla bordata di Ricchiuti fa venire i brividi. Il palo lo salva al 33', ancora su Baccin. Incerto in qualche uscita mancata, è bravo a negare il 2-0 a Jeda. BEGA 5 La sua partita dura 22' scarsi: si appiccica a Ricchiuti, seguendolo praticamente a uomo non appena i romagnoli conquistano palla. Poi entra a gamba tesa sull'ex rossoblù proprio sotto gli occhi dell'arbitro, il quale - con un eccesso di severità? lo espelle. Bega salterà il Modena tenendo la diffida per la gara successiva. Sorprendentemente ingenuo. DE ROSA 6 Duella con Jeda, brasiliano sgusciante che Gasperini conosce bene per averlo avuto a Crotone. I problemi maggiori li provoca il fatto che Ricchiuti gioca fra le linee, senza dare punti di riferimento: se la cava con l'esperienza. CRISCITO 6 Si sdoppia fra Jeda e Baccin, che finiscono per metterlo in mezzo. Tiene botta grazie all'invidiabile freddezza e al senso della posizione. ROSSI 6,5 Parte basso, come a Napoli, per contrastare Pagano. Un paio di volte la sua diagonale è provvidenziale per prevenire guai. Con l'espulsione di Bega arretra a fare il terzino: si adatta come già con De Canio. Cerca anche di sostenere la manovra offensiva, e nella ripresa si porta a sinistra per coprire le spalle a Greco. Corre senza sosta, e con intelligenza. (37' st CAROBBIO sv: non è di passo svelto, ma ha il cervello che pensa velocemente). COPPOLA 6 Raddoppia su Ricchiuti quando l'italo-argentino ripiega, ma viene ammonito al primo fallo, su Cristiano: cartellino pesante perché? essendo in diffida - non gli permetterà di giocare sabato con il Modena. Macina chilometri per tamponare ovunque. MILANETTO 6 Deve cantare e portare la croce, in una zona del campo nella quale spesso romagnoli lo aggrediscono in tre. Sopperisce con qualche duetto di prima con i compagni più tecnici. Prova inutilmente a verticalizzare l'azione. FABIANO 5 Baccin dovrebbe essere il suo uomo. E pur avendo caratteristiche prettamente difensive, il laterale romagnolo segna un gol, colpisce un palo e sfiora la doppietta: neanche fosse Garrincha. Lui è sempre in altre faccende affaccendato. (1' st GALEOTO 6,5: Monta di guardia su Pagano. Attento in fase difensiva, e dotato di un buon cross). LEON 6,5 Non è continuo, spesso si prende lunghe pause e gioca poco senza palla. Ma con il pallone fra i piedi inventa sempre qualcosa di pericoloso. Va alla ricerca del jolly come a Napoli, ma trova solo un palo. DI VAIO 5 L'inizio è da choc: perde palla sul pressing di Cristiano e ne nasce il contropiede che porta in vantaggio il Rimini. In primo tempo è imbarazzante: non tiene palla, non fa pressing, non aiuta i compagni, si fa sempre anticipare. A metà ripresa si ricorda che in B bisogna lottare. Cresce ma non graffia. GRECO 5,5 Con il Genoa in dieci deve fare il tornante di sinistra, sfiancandosi in ripiegamento: corre anche per gli altri compagni del tridente; si danna l'anima (25' st GASPARETTO sv: cerca di dare profondità, di pressare gli avversari. Si batte con coraggio). RIMINI: Handanovic 6; Vitiello 6,5, Digao 6, Peccarisi 6,5, Regonesi 6; Cristiano 6,5 (30 st Tasso sv), Cascione 6; Baccin 7,5, Ricchiuti 7 (34' st Moscardelli sv), Pagano 6,5 (21' st Cardinale sv); Jeda 6. ARBITRO . Saccani di Mantova 5: molto severa l'espulsione di Bega. Poi è curioso il fatto che nel primo tempo, con un espulso e cinque ammoniti, non conceda neppure un minuto di recupero. Il suo errore più grave è però nella gestione della gara: otto ammoniti e un espulso in una partita corretta sono un'esagerazione .

 

IL SECOLO XIX - Gasperini protesta espulsione di Bega eccessiva e decisiva Il tecnico: preso un gol sciocco, non è la prima volta. Baccin ammette: «Mi trovo bene contro la difesa a 3». di Giuliano Gnecco. Rimini. Come un fioretto: niente polemiche, non è la giornata adatta. «Quello che dovevo dire a Saccani l'ho detto a lui di persona», taglia corto Gian Piero Gasperini. Però il tecnico non riesce a nascondere la propria irritazione per come l'arbitro ha diretto la partita: «Non era facile giocare in dieci dal 20' - sottolinea - C'è rammarico perché il risultato avrebbe potuto essere lo stesso, però questa espulsione eccessiva può avere condizionato. L'espulsione ha tolto qualcosa alla gara, anche molto. Non era una partita così cattiva: è stata giocata con aggressività ma era corretta. Bisogna stare più attenti quando si vedono certi falli, capire o meno se sono cattivi». Otto ammoniti e una espulsione: roba da corrida. L'uscita di Bega è stata probabilmente la svolta della gara, ma forse il Genoa avrebbe potuto uscire comunque indenne se avesse giocato dall'inizio con il piglio dimostrato nella ripresa: «L'impatto nei primi 15' non è stato dei migliori, non eravamo perfettamente in gara - concede Gasperini - Però già prima dell'espulsione avevamo reagito. Forse, inconsciamente, ci ha un po' condizionato la sosta, ma è un periodo che in trasferta abbiamo poca fortuna: a Pescara, a Napoli, qui». Non solo l'espulsione: il Grifone è stato punito dall'ennesimo gol sciocco: «Sulla rete siamo stati un po' fermi - ricorda il tecnico - Abbiamo subito una rete che è da analizzare, e non è la prima volta». Sul banco degli imputati stavolta finisce Fabiano, come già a Verona quando il brasiliano sbagliò il movimento sul tentativo di fuorigioco lasciando Greco (quello scaligero) in posizione regolare. Ma in passato, a turno, è capitato a molti commettere un'ingenuità fatale. «Contro una difesa a tre e maggiori spazi, per le mie caratteristiche, mi riescono meglio i movimenti» spiega Dario Baccin, match winner. Gasperini rimarca la prestazione della squadra: «Sono soddisfatto di tutti, anche di chi è uscito e di chi è entrato: hanno dato il massimo. Non era facile perché sulle fasce eravamo molto sbilanciati. Non abbiamo segnato, ma giocare 65' in dieci non aiuta, eppure abbiamo avuto le nostre occasioni. Di Vaio? Non è stato possibile supportarlo adeguatamente per l'inferiorità numerica: ha solo bisogno di giocare. Anche Leon è stato positivo, come Gasparetto». Sabato arriva il Modena: una partita che non si può sbagliare per non perdere terreno. Rientrerà Juric, ma il Genoa perderà Bega e Coppola.

 

LA REPUBBLICA - Errori e sfortuna, Grifone ko Il Genoa reagisce troppo tardi, l´assedio finale in inferiorità numerica provoca soltanto un paio di brividi. Inizio choc, espulso Bega, palo di Leon. Al Rimini basta un gol. I rossoblù si ritrovano ora al sesto posto della classifica, scavalcati dai romagnoli, che, negli ultimi minuti, pensano solo a difendersi. di Gessi Adamoli. RIMINI - Si ritrova sesto in classifica il Genoa, proprio al limite della zona play off, dopo una sconfitta maturata nel primo tempo, senza poi nella ripresa, in inferiorità numerica, avere la possibilità concreta di rimontare. Decide un gol di Baccin, dopo appena nove minuti, ma altrettanto determinante è l´espulsione affrettata di Bega dopo 22´ (fallo non particolarmente grave su Ricchiuti). Una doppia mazzata dalla quale il Genoa fatica a riprendersi, anche perché due dei suoi giocatori di maggior talento, Di Vaio e Milanetto, hanno fisicamente una marcia in meno rispetto ai compagni. E così il Genoa si rende pericoloso solo con le punizioni di Leon, l´onduregno potrebbe concedere il bis di Napoli ma questa volta, quando mancano solo 9´ alla fine, la palla va a sbattere contro la base del palo. Leon era il dubbio della vigilia, superata l´influenza è regolarmente in campo, Gasperini così manda in campo la formazione che tutti si attendevano, anche se aspetta a comunicare le sue scelte alla squadra solo dopo il pranzo. Forse voleva tenerli tutti sulla corda, ma l´effetto ottenuto è opposto. Il Genoa sbaglia completamente l´approccio alla partita, sembra quasi narcotizzato di fronte ad un avversario indemoniato che va con grande foga su tutti i palloni. A giocare la carta della sorpresa è Acori, tiene fuori il bomber Moscardelli che nelle ultime partite era andato a segno a ripetizione. Ma la sua esplosione era però coincisa con il momento peggiore di tutta la stagione del Rimini e così il tecnico romagnolo ha preferito tornare all´antico con Jeda, che svaria su tutto il fronte d´attacco, unico attaccante in modo da non dare punti di riferimento alla retroguardia genoana. Alle spalle dell´ex pupillo di Gasperini a Crotone, pronti ad inserirsi, ci sono tre trequartisti: Baccin, Ricchiuti e Pagano. Acori, il tecnico del Rimini, la partita è convinta di averla vinta lui, anche se poi fa lo snob e rinuncia a presentarsi in sala stampa: «Ho mal di gola e sono senza un filo di voce», manda a dire. Ci pensano i suoi ragazzi a sostenere che la vittoria sul Genoa è tutta merito del mister. «Per tutta la settimana abbiamo provato su come riuscire a mettere in difficoltà la difesa del Genoa. Il segreto era stare molto larghi e cercare di prenderli in velocità», rivela Baccin, l´autore del gol. Ma ad armare la micidiale ripartenza del Rimini è stato un errore di disimpegno di Di Vaio con Milanetto che non riesce a intervenire. Così Cristiano, che si impossessa della palla, serve Ricchiuti pronto a lanciare in profondità Baccin che entra in area e batte proprio all´incrocio dei pali. Per altro Baccin, che evidentemente ha assimilato bene la lezione del suo allenatore, ha poi (34´) colpito anche un clamoroso incrocio (grande numero in palleggio aereo) e si è mangiato per due volte il gol che avrebbe chiuso la partita arrivando a calciare in corsa da solo davanti a Rubinho ma senza inquadrare la porta (45´ pt e 5´ st). Dopo essere rimasto a guardare per tutto il primo tempo, il Genoa nella ripresa prova a reagire. L´inserimento di Galeoto, che va a fare il terzino destro con licenza di fluidificare, al posto di Fabiano con Rossi che si sposta a sinistra, dà più equilibrio ad una squadra in dieci uomini. Guadagna metri la squadra di Gasperini, anche perché ad un certo punto il Rimini pensa solo a difendersi. Entra Gasparetto per avere la possibilità, là davanti, di battersi alla pari contro i giganti Peccarisi e Digao nel gioco aereo, e nel finale c´è anche il debutto di Carobbio. Al 36´ Leon calcia magistralmente su punizione da almeno 20 metri, al contrario di come aveva fatto a Napoli mira il palo del portiere. E un piccolo capolavoro balistico, ma la palla sbatte contro il legno: non c´è fortuna per gli artisti.

 

LA REPUBBLICA - Milanetto da dimenticare Gasparetto corre e lotta. Di Vaio ancora lontano da una condizione accettabile. Rubinho 6: non sempre sicurissimo, ma certamente incolpevolmente sul gol. Bega 5: la sua espulsione è sicuramente esagerata perché l´intervento su Ricchiuti è in ritardo ma non da dietro. De Rosa 6: in inferiorità numerica la difesa del Genoa prende qualche contropiede ma tutto sommato tiene. Criscito 6: meno preciso e pulito di altre occasioni. Rossi 6,5: dopo l´espulsione di Bega fa il terzino destro, poi quando entra Galeoto si sposta a sinistra. Buone alcune buone inziative sulle fascia e bene anche da difensore. Dal 38´ st Carobbio sv. Coppola 6,5: lotta, si batte e corre anche per Milanetto. Diffidato salterà il Modena. Milanetto 5: fermo sulle gambe, sempre tagliato fuori dal gioco. Fabiano 5,5: non riesce ad entrare in partita. Dal 1´ st Galeoto 6,5: ha mestiere e anche voglia di mettersi in evidenza. Leon 6,5: quella palla che su punizione va a sbattere sul palo grida vendetta. Di Vaio 5: impalpabile. Lo salva solo Gasperini: "Ha solo bisogno di giocare". Greco 6: l´impegno c´è, mancano i palloni giocabili. Dal 25´ st Gasparetto 6: corre più lui in 20´ che Di Vaio in 90.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini: "Penalizzati dall´arbitro" RIMINI - L´aveva detto anche Gasperini in settimana: «Gli stadi devono tornare ad essere riempiti delle famiglie». Un impegno preciso del governo, ma soprattutto di chi ama il calcio. E allora anche se, dopo i fatti di Catania, quella che segna il ritorno del pallone negli stadi è una giornata difficile, è importante essere presenti. Così, di buon mattino, sono partiti da Manesseno Ilario Poirè ed il figlioletto Tiziano. Tagliatelle nell´osteria a pochi passi dal Romeo Neri e poi via a tifare Genoa nello stadio dove la gente arriva in bici e la poggia contro il muro senza nemmeno chiuderla con la catena. Insieme a tanti altri che hanno voluto essere presenti in questo sabato particolare. C´è il gruppetto venuto da Casarza Ligure con sulle magliette la scritta «con te sino all´inferno». E ci sono tifosi di Novara e persino un isolato supporter rossoblù arrivato da Chieti. I pullman sono quelli organizzati dal Genoa Club Amt, dal Sestri e dai Figgi do Zena. In totale 350 genoani nel settore ospiti più un altro drappello, con in testa l´avvocato Mario Epifani. Prima dell´inizio della partita, per disposizione del questore di Rimini, vengono rimossi gli striscioni dei club che avevano colorato la curva genoana. Resta solo un enorme lenzuolo bianco con scritto in rosso e in blu: su Sky non ti guardiamo e ovunque ti seguiamo. Poi spunta anche un altro graffito: Edo sempre con noi. Durante il minuto di raccoglimento applaude lo stadio e applaudono i giocatori delle due squadra, schierati in mezzo al campo ed abbracciati l´uno all´altro. Resta in silenzio la curva genoana e si gira dando le spalle al terreno di gioco. «Non è giusto comportarsi così», denuncia a fine partita Adrian Ricchiuti, argentino, capitano del Rimini ed anche ex giocatore rossoblù. Per altro Ricchiuti aveva in passato stigmatizzato il comportamento dei propri ultras quando, in occasione del derby con il Cesena, erano stati trovati in possesso di molotov e spranghe. In tribuna d´onore c´è il nuovo vicepresidente Giambattista Pastorello, insieme all´amministratore delegato Zarbano e a Blondet. «Raramente parlo dei direttori di gara - sospira alla fine del primo tempo - ma l´arbitraggio di Saccani è stato davvero penalizzante». Qualche gradino più in là c´è Adailton, bloccato dalla pubalgia. Il brasiliano è sconcertato per la prestazione della squadra: «Questo primo tempo non è da Genoa. «. Poi, a fine partita, ritroverà, sia pure parzialmente, il sorriso: «Un grande secondo tempo, non sembravano nemmeno 10 contro 11», Ma la chiave di lettura della partita è proprio nell´approccio sbagliato alla partita. «Però - protesta Gasperini - l´espulsione di Bega è esagerata, è stata guastata una partita che non era cattiva e dunque non c´era necessità di tanta severità per un fallo come tanti altri».

 

IL GIORNALE - Leon lascia il Genoa al palo Il Genoa perde lo spareggio di Rimini, come l’aveva definito Gasperini, ma sul risultato pesa tantissimo l’espulsione al 22’ del primo tempo di Bega decretata dall’arbitro Saccani, per un fallo scomposto su Ricchiuti che stramazza a terra senza peraltro essere nemmeno colpito. In dieci i rossoblù non sono riusciti a rimediare una partita che peraltro si era messa malissimo subito, per la rete all’8’ di Baccin, questa volta per l’errato atteggiamento di tutta la squadra sia sotto il profilo mentale che tattico. Eppure Gasperini aveva schierato il tridente composto da Di Vaio al centro, Leon a destra e Greco a sinistra con Adailton spedito in tribuna a causa della pubalgia. Non è il Genoa di Napoli e si vede. Il Rimini che rinuncia alle sue torri Moscardelli e Matri si affida a Jeda sostenuto da Baccin, Ricchiuti e Pagano che imperversano pericolosamente. Almeno nel primo tempo, la sfida la vince Acori su Gasperini complice anche il fatto di giocare con l’uomo in più. Baccin infatti al 31’ colpisce l’incrocio del pali e al 44’ sfiora il palo. Nella ripresa l’evanescente Grifone si dà una scossa anche perché esce Fabiano ed entra Galeoto che riequilibra l’asse del match. Leon si muove molto, Milanetto e Coppola mordono le caviglie agli avversari e Di Vaio al 52’ è sfortunato perché un suo pallonetto sfiora la traversa. Per l’ex monegasco è però uno dei pochi guizzi della gara. C’è una girandola di cambi ed entra anche Gasparetto per Greco. Le sue sponde mettono in difficoltà il Rimini che sfiora il raddoppio con Jeda (parata di Rubinho), ma all’80’ su punizione Leon sfiora il bis di Napoli, ma stavolta l’honduregno colpisce il palo. E nell’assalto finale un colpo di testa di De Rosa sfiora la traversa. Una brusca frenata che deve far meditare, ma il «rosso» a Bega è stato decisivo. RUBINHO 6: Baccin ha un’autostrada davanti e lui non può fermarlo. BEGA S.V.: Saccani lo estromette dalla partita per un intervento più pacchiamo che cattivo su Ricchiuti. Al massimo ci stava il «giallo», ma lui è stato troppo irruento anche se era la prima scorrettezza. DE ROSA 6: inizia con la testa nelle nuvole come tutti, poi si riprende. CRISCITO 6.5: rimedia a qualche burrasca in area e ripropone anche in avanti con finezza. ROSSI 6: parte frenato, poi va a fare il terzino e nella ripresa quando fa l’incursore, viene sostituto (dal 37’ s.t: CAROBBIO S.V.: fa il suo esordio quando c’è solo confusione) FABIANO 5.5: sembra un pesce fuor d’acqua anche se non è tutta colpa sua (dal 1’s.t: GALEOTO 6: mette un po’ d’ordine e spinge con efficacia sulla fascia sinistra) MILANETTO 6.5: corre e rilancia. Nella ripresa una sua apertura per Rossi è da applausi. Non si arrende mai COPPOLA 6: perde qualche contrasto di troppo, ma è generosissimo. GRECO 5.5: non perveuto fino alla mezz’ora, poi si fa notare per un colpo di testa. L’intesa con Di Vaio non c’è. (dal 25’ s.t. GASPARETTO S.V.: il tempo per fare notare le sua qualità acrobatiche e tecniche, anche se di più non poteva fare). LEON 7: il migliore. Guizzi, invenzioni, corsa. E poi il pezzo forte, ovvero i calci piazzati: ma stavolta la magia del San Paolo si è fermata al palo. DI VAIO 5.5: annega nella difesa avversaria e così per un tempo non si vede neppure lui. Ma il Genoa da questo attaccante si aspetta qualcosa di più pesante. Non gli gira bene quando calcia sicuro dal limite dell’area sorprendendo Handanovic, ma la palla va appena alta. Troppo poco. GASPERINI 5: sceglie un Genoa offensivo e alla luce dei fatti sbaglia. Poi è difficile giudicare con una squadra in dieci che comunque reagisce ma che crea occasioni solo su punizione. SACCANI 5: ha il cartellino facile, ma quello dell’espulsione sventolato a Bega è una vera e propria esecuzione per tutto il Genoa. Una sentenza che ha spostato da una parte, quella del Rimini, la storia della partita anche perché interventi simili a quello di Bega su Leon non sono stati sanzionati. Incoerente.

 

   

 

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