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CAMPIONATO 2007-08 | Cronache Partite | Tabellini | Immagini | Giocatori | Calendario | |
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ROMA - GENOA 3 - 2 (2 - 0)
Reti:
14' Taddei, 17' Vucinic, 58' Rossi, 59' Leon, 80' De Rossi (rig). Genoa: Rubinho, Lucarelli, Bovo, Criscito, Rossi, Konko (64' Vanden Borre), Juric, Fabiano, Sculli (84' Figueroa), Borriello, Danilo (32' Leon). (Scarpi, De Rosa, Raggio Garibaldi, Di Vaio). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Banti di Livorno. Spettatori: 36.348.
Ammoniti: Bovo, De Rossi, Fabiano, Borriello, Leon, Mancini. Angoli: 6-3 per il Genoa.
TUTTOSPORT - L’ANTICIPO / ROMA-GENOA 3-2 I giallorossi battono il Genoa e si portano a un solo punto dall’Inter Orgoglio Roma: -1. Subito Taddei e Vucinic, in mezzo Rossi e Leon, poi De Rossi. Ragazzi di Spalletti da record: 12 vittorie di fila in casa. Banti fa infuriare il Genoa. E Borriello diventa eroe giallorosso: dal gol all’Inter al rigore che lancia la Roma. di Alvaro Moretti. Dopo due anni la messa a fuoco della targa dell’Inter, finalmente. Il meno 1 durerà per una notte e una mezza giornata ancora, almeno, ma la Roma ormai è lì. Le serve un record storico per ridurre il gap scudetto al minimo dopo aver denunciato la propria «frustrazione » a meno 11 e gli «aiutini» più di recente: 12 vittorie di fila all’Olimpico è primato abbattutto con tutte le difficoltà previste alla vigilia della gara col Genoa, anche se difficoltà così diverse da quelle immaginate. Vince 3-2 con un calcio di rigore giusto e rabbioso tirato da Daniele De Rossi con la lucida trance agonistica della notte di Berlino. Riguardateli e sovrapponeteli, i due rigori, colpi sotto la traversa, Barthez e Robinho: rischi calcolati di un campione che sa essere capitano e capopopolo, orchestratore e gestore del “fomento”, quel sentimento misto di rabbia, speranza e orgoglio che anima la gente della Maggica di questi tempi. E’ un 3-2 rocambolesco y finàl con un Genoa molto bello e tosto. Un rigore, quello di Capitan Futuro, che Francesco Totti non vuole vedere, vuole solo “sentire”: si tappa gli occhi, in tribuna, aspetta che sia Aquilani (altro assente con Pizarro dell’intellighenzia giallorossa) a comunicare associandosi ad un incredibile boato. Il boato, appunto: ha vinto con quel “boato” la Roma. Spalletti li aveva evocati e convocati, i romanisti «feroci » e hanno riposto in campo (De Rossi) e in curva (la Sud) spingendosi - come col Milan e con l’Empoli - oltre l’ostacolo Genoa e a ridosso dell’Inter. E’ inerzia da scudetto, questa, se si continua a giocar male e vincere sempre... E’ una vittoria nata dall’emergenza, costruita e distrutta con intelligenza prima e supponenza o poca forza dopo: subito 2-0, nei minuti che andavano dal 14’ al 17’ del primo tempo con il redivivo Taddei e l’incredibile sinistro di collo pieno di Mirko Vucinic, che costringe a balzare in piedi dal suo scranno pure Totti, infortunato per ora e per allora («niente Manchester», Spalletti dispera pure per Udinese-Roma a dire il vero). Tutto troppo facile, con un Genoa molto orfano di Milanetto: Borriello davanti sportella Mexes, trovando un Banti casalingo. Il Genoa del primo tempo è un animale che esce in ritardo dal suo letargo. Il sinistro di Borriello, al 20’, con Sculli (33’, di testa) che un varco per sè lo trova sempre. Borriello cerca sponde di Rossi e al 38’ Mexes s’immola per salvare. Ci sarebbe anche un reclamo legittimo al 46’: Panucci su Rossi, spinta e contatto. La Roma non capisce: la ripresa è peggiore di un incubo. TIRO MANCINI Spalletti, annusata l’aria, e consapevole che non è momento per interventi caritatevoli nè per sfide al popolo, esclude Mancini: lo ficca dentro quando non c’è tempo di occuparsi di lui e lo vede sfilare via senza festeggiare con la squadra il ribaltone finale. Verrà riproposto dove il condizionamento ambientale non ci sarà, all’Old Trafford tutti vorrebbero solo chi crede nel miracolo. Qui, ora, è un sopportato. 2+2=BORRIELLO Criscito al 5’ (sinistro parato), Leon fermato in fuorigioco dubbio al 12’, poi l’1-2 che porta al pari e al gelo Olimpico: c’è solo il Genoa in campo in avvio di ripresa. Al 13’ Sculli innesca Fabiano e un crosso sul quale Borriello sbatte su Doni, trovando tap in in Rossi. E un giro di lancetta dopo ecco che Leon vince il duello sulla trequarti, irridendo i centrali, fa 2-2 col destro. Litigano Spalletti e Gasperini, che finirà espulso nel finale, ma la Roma è poca poca. Borriello è stanco e finisce per consegnare altri due punti per un totale di quattro nella corsa scudetto alla Roma. Aveva fermato l’Inter a Marassi con un gol spettacolare, spettacolarmente ingenuo il fallo da rigore che commette travolgendo Taddei al 35’: De Rossi trasforma e trasfigura. GLORIA, SCUDETTO E COPPA «Andiamo, andiamo» urla baciando maglie e compagni, girando impazzito per il campo, conducendo tutti sotto quella curva che aveva perdonato Manchester, lanciando la rincorsa scudetto, vero obiettivo possibile al di là della facciata. Significativo il coro assillante che cantano i fedeli, prendendo a prestito le note dei colleghi del Man United: «Glory, glory As Roma; vinceremo il tricolor e la Coppa dei campion...» laddove l’ultima parte della strofa serve solo ed evitare cacofonie e rimbrotti melodici, of course.
TUTTOSPORT - PAGELLE ROMA: Cicinho domina la fascia Mancini, presenza inutile. DONI 6 Buone parate nel primo tempo, su Borriello in avvio la migliore. Controlla la situazione e può poco nel minuto di follia che regala due gol al Genoa. CICINHO 7 Costante crescita, durante la stagione e in questa partita. Recuperi brillanti, stavolta, oltre al solito quantitativo di cross. Finisce da esterno d’attacco con profitto. MEXES 6 Duello molto duro con Borriello, lo vince per gli errori altrui, coraggioso nella ricerca di ribaltamenti del fronte dove - paradossalmente - dà il meglio. Deve un grazie a Banti per l’interpretazione benevola di ogni contatto col centravanti del Genoa. PANUCCI 6 In mezzo non è impeccabile, spostato, nel finale, da esterno destro spinge la Roma alla vittoria. CASSETTI 5 Momento non positivo, dalla sua parte Leon e Marco Rossi sfondano per tutta la partita. Dopo l’infortunio di Milano è tornato ma senza ritrovare la verve dei mesi scorsi. PERROTTA 6 Torna al ruolo di mediano per l’emergenza infortuni e per una scelta discutibile di Spalletti. Ci mette grande impegno, tanta corsa, un cuore grande. Finisce nella sua posizione da trequartista. DE ROSSI 6.5A lungo fuori dalla partita, impreciso. Ma quando servono cuore e cervello, nervi tesi ma saldi Capitan Futuro c’è sempre. Si ribella al 2-2 prendendo a pallonate Rubinho, poi un rigore fotocopia di quello tirato a Berlino porta la Roma a meno 1. TADDEI 6.5 In partita sempre e finalmente, pronto sul tap in che gli regala il quinto gol di stagione. Finisce la corsa con lo stop che provoca il fallo da rigore decisivo per la gara e forse per la scossa scudetto. Dopo gli errori col Manchester, un segnale. JUAN (37’ st) ng. GIULY 5 Invisibile, quando parte titolare si eclissa. MANCINI (15’ st) 5 Fuori per evitare fischi, entra in gara solo col corpo, mai con l’anima. L’uscita è mesta e solitaria, da separato in casa. Becca sibili anche quando lo annunciano in panchina... TONETTO 6 Il cross per la prima rete, da esterno alto. Però anche qualche imprecisione di troppo. BRIGHI (19’ st) 6 Contribuisce alla spinta finale. VUCINIC 7 Un gol strepitoso che poteva chiudere la partita, protegge e serve assist da simulTotti. Mirko è in grande condizione e sta prendendo responsabilità importanti. ALL. SPALLETTI 6 Le scelte di formazione sono molto originali, a partire dall’esclusione di Mancini che forse neanche lui riesce più a difendere. La rivoluzione partorita funziona per 17’. Meglio la controrivoluzione finale. Arbitro. BANTI 5.5 Nel dubbio sceglie sempre la Roma, assai casalingo. Il rigore di Borriello c’è, ma potrebbe starci anche quello di Panucci su Rossi. Finale sbrigativo, dopo il 3-2. A. MO. PAGELLE GENOA A Sculli manca solo il gol Konko non entra in partita. RUBINHO 6 Sul primo gol di Taddei fa anche un mezzo miracolo, sorpreso da Vucinic. BOVO 5.5 Vucinic beffa la sua marcatura blanda. LUCARELLI 6 Non impeccabile in chiusura e nella costruzione dell’azione. CRISCITO 5.5 La pentrazione di Taddei sul cross di Tonetto arriva nella sua zona. ROSSI 6.5 Molto bravo quando deve attaccare con cross ficcanti, ma che spazi concede a Tonetto compreso quello dell’azione dell’1-0. KONKO 6 Spaesato e fuori partita nel momento caldo, lì in mezzo. Messo fuori sul più bello. VANDEN BORRE (19’ st) 5.5 Poco o niente. JURIC 6 Nervoso e impreciso, viene travolto in avvio. Ha la pazienza di rimettersi in partita e conduce per mano il Genoa verso il 2-2. FABIANO 6.5 Leggero leggero, Taddei e Cicinho lo attaccano con successo. Riemerge e prova tanti cross. Anche lui nella ripresa trova attimi di gloria, come quello che regala l’azione del 2-1. SCULLI 6.5A destra prima, a sinistra poi, tra i più pericolosi nel trovare lo spazio e il tempo d’inserimento. Divora un gol di testa. FIGUEROA (38’ st) ng. DANILO 5.5 Una mezzora nella quale non riesce ad assistere degnamente Borriello. Poi l’impatto di tibia con Mexes. LEON (31’ pt) 7 Quasi imprendibile da subito. Attacca a destra, segna dal centro con un gran tiro. BORRIELLO 6 Guerriero indomabile, tira dappertutto. Prende a sportellate Mexes, eccessivamente gladiatorio tanto da provocare un rigore ingenuo nel finale. ALL. GASPERINI 6 La sua squadra rincula troppo in avvio e senza Milanetto manca il cervello. Convice tutti dell’impresa, espulso per proteste.
CORRIERE SPORT
- Sofferto ma importantissimo successo della squadra di Spalletti
che ha rischiato dopo i gol di
Rossi e Leon. Espulso Gasperini. ROMA - La Roma si è rimessa a correre. Subito,
tra un Manchester e l’altro. Ma poichè è fatta a suo modo, bella e scellerata
com’è, ha rischiato di buttare via il campionato. Due gol in tre minuti, dopo
appena un quarto d’ora e la pazza idea che la partita potesse finire lì, senza
richiedere ulteriori energie. Non ha fatto i conti con un Genoa tenace, tosto,
ben messo e aggressivo. Risultato: in trenta secondi, nella ripresa, ha
riacciuffato la Roma e una partita, che sembrava ormai spenta, insipida e
sigillata, è diventata peggio di una finale di Champions. Con la Roma
arrabbiatissima e disperata e il Genoa sempre più baldanzoso. Mancava però
mezz’ora e così la Roma è tornata la Roma: pur confusa e ferita, si è rimessa in
piedi e con un rigore sacrosanto di De Rossi, grande trascinatore, ha strappato
tre punti cruciali per questo suo finale di stagione. E’ giusto rimproverarla
per la mancanza di senno, per la sua maledetta tendenza a complicarsi la vita, a
non accettare le cose facili, sino a farsi del male. Ma è giusto anche
abbracciarla per la reazione che ha avuto, per quella fiammata con cui si è
ribellata ad un verdetto che probabilmente l’avrebbe messa fuori dai giochi
scudetto. E invece è ancora lì, che aspetta di vedere cosa farà l’Inter a
Bergamo. E poi magari le correrà ancora dietro, nella speranza di incalzarla
sino alla fine. Va anche detto che Spalletti un po’ per necessità e un po’
pensando al Manchester si è presentato con una Roma molto ma molto rattoppata.
Senza Totti e Aquilani in tribuna, senza Pizarro squalificato e con Mancini e
Juan in panchina, entrati poi nel finale. Ha costruito una Roma molto più fisica
e dinamica, ma con minore qualità a centrocampo e sulla fascia sinistra, dove ha
piazzato Cassetti dietro e Tonetto esterno alto. Perrotta ha fatto il mediano
con De Rossi, Giuly il trequartista. Solo che il francese è stato una frana e lo
stesso Tonetto, a parte il cross sul primo gol, ha sbagliato quasi tutto. Priva
delle solite geometrie, senza qualità a centrocampo e bloccata sugli out dai
genoani, la Roma non ha quasi mai giocato come sa, ma ha spinto con rabbia e
generosità. E infatti dopo 14 minuti è passata in vantaggio: cross di Tonetto da
sinistra, pasticcio colossale tra Rubinho e Fabiano sul secondo palo, Taddei
vivacissimo, ne ha approfittato mettendo il tap in. Il Genoa non ha avuto il
tempo di rialzarsi perchè tre minuti dopo è stato fulminato da una prodezza di
Vucinic. De Rossi ha cercato il compagno con un lancio perfetto, che Vucinic ha
domato male: ma ha rimediato benissimo inventandosi una mezza girata di sinistro
nell’angolo opposto, con Bovo troppo molle nella marcatura e Rubinho nettamente
sorpreso. Era appena il 17’ e tutti hanno ritenuto che il sabato della Roma
fosse finito. Tutti, tranne il Genoa che ha incominciato a salire, a prendere
coraggio e a far vedere il buon calcio che conosce. Ma la Roma ha retto bene
sino alla fine del tempo, sia pur lasciando troppo campo ai genovesi. Che
infatti nella ripresa hanno raggiunto il pari in appena trenta secondi. Al 13’,
su cross da sinistra, Borriello ha deviato al volo e Doni si è salvato senza
trattenere: Rossi sul secondo palo ha scaraventato in rete. Nemmeno il tempo di
ripartire e Leon, entrato nel primo tempo al posto di Danilo, ha trovato dal
limite un rasoterra angolato su cui Doni non è stato proprio impeccabile. La
Roma ci ha messo un po’ per reagire. Spalletti ha buttato dentro Mancini e
Brighi e l’assalto si è risolto al 34'. Dopo un lungo scambio in area, tocco di
De Rossi a Taddei che ha fintato il tiro, ingannando Borriello che gli è franato
addosso: rigore ineccepibile, trasformato da De Rossi con una botta tremenda
nell’angolo alto. La Roma si è ripresa così la partita e 3 punti vitali per
stare dietro all’Inter e andare a Manchester col cuore leggero, sapendo che
comunque la sua stagione non finirà mercoledì all’Old Trafford. ROMA (4-2-3-1):
Doni 5,5; Cicinho 6,5 Mexes 6,5 Panucci 6,5 Cassetti 6; De Rossi 7,5 Perrotta 6;
Taddei 7 (37’ st Juan sv) Giuly 5 (15’ st Mancini 6) Tonetto 5,5 (19’ st Brighi
6); Vucinic 6,5. A disp. Curci, Antunes, Esposito, Pit. All. Spalletti 6,5 Falli
commessi: 11 Fuoprigioco fatti: 1 GENOA (3-4-3): Rubinho 5,5; A. Lucarelli 6
Bovo 5.5 Criscito 6; M. Rossi 7 Konko 6 (19’ st Vanden Borre 5,5) Juric 5,5
Fabiano 6; Sculli 6 (38’ st Figueroa sv) Borriello 6 Danilo 6 (31’ pt Leon 6,5).
A disp. Scarpi, Raggio Garibaldi, De Rosa, Di Vaio. All. Gasperini 6 Falli
commessi: 27 Fuorigioco fatti: 6 ARBITRO: Banti di Livorno 7 Guardalinee: Papi e
Niccolai Quarto uomo: Rocchi MARCATORI: 14’ pt Taddei (R), 17’ pt Vucinic (R),
13’ st Rossi (G), 14’ st Leon (G), 35’ st (rig.) De Rossi (R) AMMONITI: nel st
Bovo (G), De Rossi (R), Fabiano (G), Leon (G), Borriello (G, Mancini (R) NOTE:
paganti 9.053 per un incasso di 254.704,00; abbonati 27mila. Angoli 5-3 per il
Genoa. Allontanato al 46’ st Gasperini (all. Genoa), per proteste. Recupero: pt
1', st 3'.
CORRIERE SPORT - le pagelle De Rossi padrone Vucinic, che gol! Rossi indemoniato Rubinho sbaglia. ROMA 7,5 De Rossi - E’ giusto che segni lui il gol di una vittoria soffertissima, ma fondamentale. E’ giusto che vada lui sul dischetto con la rabbia e la decisione del leader. E infatti è sempre lui che detta i tempi, crea il gioco, va al tiro dalla lunga distanza e trascina la squadra nei momenti più difficili. 7 Taddei - Dopo un periodo grigio, questa volta non ci mette solo corsa, nerbo e sacrificio, ma anche qualità. Segna il primo gol e si guadagna il rigore. 6,5 Cicinho - Gioca a destra, sulla sua fascia, e smentisce chi crede ancora che sia più portato ad attaccare che a difendere. 6,5 Mexes - E’ un match durissimo quello con Borriello, che si conferma in gran forma e pericolosissimo. Bravo nelle chiusure, sul primo gol del Genoa resta tagliato fuori dal cross. 6,5 Panucci - Qualche sbavatura difensiva, lascia troppo spazio a Leon in occasione del 2-2. Però nel complesso lotta, è sempre nel fuoco della partita. 6,5 Vucinic - Meriterebbe di più per il gol che si inventa dopo 17 minuti. Spalletti balza in piedi e lo applaude a lungo. Però poi si vede molto meno. 6,5 Spalletti (all.) - Riesce a tenere il gruppo ancora sulla corda, vivo, deciso a giocarsi tutto sino alla fine. Opportuni i cambi nel finale. 6 Cassetti - Difende benino, pasticcia molto con Tonetto. 6 Perrotta - Torna a fare il mediano senza brillare. Si fa perdonare perchè corre e sgomita. 6 Mancini - Non fa cose straordinarie, ma è anche vero che entra nel momento più difficile. 6 Brighi - Rileva un Tonetto spento, puntella il centrocampo dove il povero De Rossi sgobba per due. 5,5 Doni - Non proprio impeccabile in occasione dei due gol, soprattutto del secondo: il tiro è angolato, ma lui sembra sorpreso. 5,5 Tonetto - Azzecca il cross del primo gol, poi non guadagna quasi mai il fondo, si fa imbottigliare dai genoani e sbaglia tutto. Giuly - Una delusione, non punge e non difende. GENOA 7 Rossi - Il migliore dei liguri. Non solo per il gol, ma perchè corre come un indemoniato. 6,5 Leon - Parte dalla panchina, entra solo perchè Danilo si fa male, ma segna un bel gol. 6 Lucarelli - Sbaglia meno degli altri in difesa. 6 Criscito - Timido, ma pulito nel compitino. 6 Konko - Molta quantità, molta generosità. Stop. 6 Fabiano - Si fa uccellare da Taddei sul gol, ma lavora molto sull’out. 6 Sculli - Un altro maratoneta, magari con poca qualità, ma sempre generoso. 6 Borriello - Partita coraggiosa e di sostanza. Ma è anche suo l’errore decisivo: abbocca alla finta di Taddei, gli rovina addosso e procura il rigore. 6 Danilo - Gioca mezz’ora tenendo bene l’out, poi si infortuna. 6 Gasperini ( all.) - Genoa troppo morbido in avvio, ma presi i due gol gioca bene e alla fine sfiora una mezza impresa. 5,5 Rubinho - Sbaglia sul gol di Taddei e non è una volpe nemmeno sulla prodezza di Vucinic. 5,5 Bovo - Lascia troppa libertà a Vucinic. 5,5 Vanden Borre - Entra nel finale e si vede poco. 5,5 Juric - Molta grinta e basta. L’arbitro 7 Banti -, Direzione quasi perfetta, fischia solo un fuorigioco che non c’è a Vucinic, ma su errore del guardalinee Niccolai.
IL SECOLO XIX
- CHE PECCATO.
Il Genoa esce dall’Olimpico a mani vuote dopo una bella rimonta. Beffa finale su
rigore. Gasperini espulso. di Giovanni Ciolina. Peccato. Non c’è altro da dire
dopo aver visto il Genoa all’Olimpico e aver sentito l’ululato di paura della
gente giallorossa quando è il Grifone a spingere. La Roma vince (3 2) e continua
la rincorsa all’Inter. Ma quanta fatica.Non c’è miglior riconoscimento che
l’ansia dell’avversario a testimoniare la bontà della tua prova e il Grifone fa
incetta per consolarsi dei mancati scatti in classifica. Peccato, perché a dieci
minuti dalla fine l’impresa sembrava completata. Sotto di due gol dopo 16’ (una
vera maledizione), Il Grifone in due minuti (12’ e 13’ della ripresa) rimonta
con Rossi, al terzo gol in serie A e lesto a recuperare una respinta di Doni su
conclusione di Borriello, e una prodezza balistica di Leon. «Ricordati che Gesù
Cristo di ama» è la dedica dell’honduregno nei festeggiamenti che seguono la sua
rete. Il Genoa da ieri sera però si ricorda anche che la Dea Bendata è
traditrice con un rigore fischiato per un intervento (scomposto) di Borriello su
Taddei. E quella che sembrava una ciambella con il buco perfetto, si ammoscia.E
resta l’amaro in bocca di un risultato che poteva essere e non è stato.
Gasperini è stato costretto a far uscire Konko che solitamente è uno dei
pilastri del Genoa, ma ieri era sulle ginocchia. A questo punto il tecnico non
poteva far altro che sostituirlo con Vanden Borre. Il belga si muove
discretamente, ma non è facile entrare a gara in corso e soprattutto nel momento
topico. Le prime sorprese arrivano già alla lettura delle formazioni. Il tecnico
della Roma Luciano Spalletti regala la prima mossa di scacchi plasmando la Lupa
a copertura delle fasce laterali sulle quali teme le unghiate genoane. L’origine
dell’avanzamento di Tonetto nel tridente alle spalle di Vucinic è proprio
nell’intenzione di contenere già sulla trequarti avanzata le ripartenze
delGrifone. La contromossa di Gasperini è l’incarico a capitan Rossi di arginare
l’ex samporiano, ma almeno nei primi dieci minuti di gioco le insidie corrono
sulla corsia di destra e indossano le sembianze di un certo RodrigoTaddei che,
dopo le delusioni di Champions League, sembra ritrovarsi nel caldo pomeriggio
dello stadio Olimpico. E proprio il brasiliano impone il sigillo dopo neppure 13
minuti. Tonetto crossa dalla sinistra e Fabiano si fa sorprendere due volte da
Taddei che di piede ribadisce in rete l palla respinta dalla prima prodezza
diRubinho. È ROMA però feroce, assatanata di punti e sogni, quella che spinge
sul prato dell’Olimpico e che in tre minuti mette il marchio quasi definitivo al
match. E che marchio. Quello di Vucinic è un marchio di fabbrica prestigioso.
Una siglad’autore: controllo dai 22 25 metri e girata di sinistro al volo a
scavalcare il portiere genoano con traettoria incrociata. Applaude il Pupone,
Francesco Totti, seduto in tribuna al fianco di Aquilani. Applaude anche Luciano
Spalletti dalla panchina,mentre il tecnico scozzese del Manchester United Alex
Ferguson, che mercoledì sfiderà all’Old Trafford la Roma nella gara di ritorno
dei quarti di finale di Champions League, davanti alla televisione avrà magari
avuto umore differente. Il doppio schiaffone ricevuto in così poco tempo ha
l’effetto di rinvigorire il Grifone invecedi abbatterlo. Bovo torna nella sua
posizione di esterno destro di difesa e Lucarelli finisce al centro. Un caso
(neanche tanto), ma da quel momento il Genoa comincia a fare toc toc al guscio
in cui si era rinchiuso e si fa vedere con insistenza dalle parti di Doni con
Borriello (gran girata dal limite al 20’), Sculli, Juric e Konko che a turno
provano dalla distanza. Con un colpo d’ala il Grifone si libera dell’assedio
romano e spinge, spinge, spinge. L’uscita per infortunio di Danilo
(infiammazione del tendine rotuleo del ginocchio sinistro) al 30’ si trasforma
nella svolta tattica della sfida. Lo spostamento di Sculli a sinistra costringe
il brasiliano Cicinho a giocare assai più indietro, lasciando Taddei un po’ più
solo nella morsa di Fabiano Criscito e senza supporto il brasiliano fatica. E
Fabiano spinge. Leon a destra, invece, obbliga Tonetto a guardarsi maggiormente
alle spalle per sostenere il compagno Cassetti che con la velocità dell’honduregno
rischia il flop. È quindi un Genoa che sposta di qualche metro in avanti
l’assetto aprofittando anche di un calo dei padroni di casa. Indubbiamente il 2
0 permette ai ragazzi di Spalletti di aspettare l’avversario, per provare a
colpirlo in ripartenza. E fin qui, la pressione rossoblù potrebbe derivare in
parte anche dall’atteggiamento dei padroni di casa, già nuovamente con la testa
al Manchester. Potrebbe, però, perché la Roma non riesce a ripartire e
soprattutto corre troppi rischi. E allora? La morale è differente. Ancora una
volta, nonostante il risultato sia già compromesso, il Grifone tira fuori quel
carattere, quel cuore, quella voglia e capacità di giocare che sono state le
caratteristiche di una stagione eccezionale e che risplendono anche nella
Capitale. I duemila tifosi rossoblu presenti all’Olimpico apprezzano e cantano.
Ma soprattutto con il cuore si rimonta. La girandola di sostituzioni porta
Vanden Borre a rilevare Konko, ma è soprattutto Spalletti a modificare
l’assetto, riportando Perrotta nel ruolo di trequartista al posto del francese
Giuly (veramente una gara da dimenticare), con Brighi a fianco di De Rossi e
Mancini (fischiato) sinistro nel tridente. Le corde dell’orgoglio romanista
vibrano e il suono è il ruggito dell’Olimpico alla botta di De Rossi sotto la
traversa dagli 11 metri per il 3 2 che infiamma il popolo giallorosso.
IL SECOLO XIX
- Il pagellone. Leon
entra e cambia la partita. Juric pilastro del centrocampo, Rubinho incerto.
RUBINHO 5,5 Incerto sull’1 0 perché smanaccia la prima conclusione sporca di
Taddei proprio sui piedi del brasiliano. Sul raddoppio di Vucinic tanto di
cappello al montenegrino, ma lui è fuori dai pali. Bravo invece a chiudere su
Vucinic lanciato a rete al 21’ della ripresa.Nel dubbio, devia in angolo al 28’
anche il siluro di De Rossi anche se probabilmente sarebbe ugualmente finito
fuori. E non si fida neppure della punizione di Brighi da distanza siderale.
LUCARELLI 6 Di nuovo a destra per causa di forza maggiore. Dopo appena 1’ lascia
però saltare Vucinic che di testa devia di poco a fil di palo. Poi passa a fare
il centrale con Bovo alla sua destra in questa posizione è a proprio agio, anche
se al 21’ del secondo tempo si perde di nuovo il montenegrino. BOVO 6 Gioca
contro la squadra della sua città e del suo cuore: avesse potuto decidere Bruno
Conti, che l’ha allevato e tecnicamente lo ritiene persino superiore a Totti,
non se ne sarebbe mai andato. Però sul 2 0 permette a Vucinic di girarsi per una
rete straordinaria: da centrale è l’unico errore. CRISCITO 6,5 Rientra
dall’infortunio proprio nello stadio che ha rappresentato il capolinea della sua
avventura bianconera. Lui è stato molto più contento così, e quell’errore su
Totti lo ha liberato da una prigione dorata. A inizio ripresa prova anche a
sorprendere Doni con un sinistro da fuori. E, oltre ad attaccare, fa benissimo
pure il difensore. ROSSI 6,5 Non riesce a fermare Tonetto sul cross dal quale
nasce l’1 0. Al 37’ promuove però un contropiede dal quale per poco non arriva
il gol che potrebbe riaprire la partita: Borriello, chiuso da due avversari, ci
arriva prima ma alle sue spalle c’è il solissimo Sculli in posizione favorevole.Nella
ripresa segna la seconda rete consecutiva in serie A, la terza in carriera.
KONKO 6 L’uomo per tutte le stagioni questa volta si sistema in mezzo al campo,
sebbene con compiti di copertura sui trequartisti avversari. Tiene d’occhio
Giuly ma si fa sentire anche in fase di impostazione, poi stremato lascia il
campo (18’ ST VANDEN BORRE 5,5: si piazza a centrocampo, nella zona di De Rossi
per un duello in fisicità. Sembra spesso un pesce fuor d’acqua; coincidenza: con
il suo ingresso il Genoa – fino a quel momento padrone del campo inizia a
perdere metri). JURIC 6,5 All’inizio perde un pallone a centrocampo: non
succedeva da quando giocava nell’equivalente della Berretti dell’Hajduk Spalato.
Poi però inizia la sua lenta opera di stritolamento a centrocampo, dove non
lascia a Perrotta la possibilità di inserirsi da dietro in zona gol. Tenta anche
un paio di legnate da fuori,ma la mira non è felice. FABIANO 6,5 Sbaglia sul
vantaggio giallorosso perché su Taddei c’è lui e lascia colpire il connazionale
senza neppure provare a contrastarlo. Quando il Genoa, dopo due schiaffi, si
sveglia dal torpore, è fra i più propositivi e spinge costantemente sulla fascia
per scodellare in mezzo un numero impressionante di cross che andrebbero meglio
sfruttati. Suo anche quello che riapre la gara. SCULLI 6,5 Inizia a destra, per
tenere basso Cassetti; si sposta a sinistra con l’ingresso di Leon. È lui ad
avviare l’azione che porta alla rete di Rossi, dopo aver fatto venire i capelli
dritti a Cicinho (38’ ST FIGUEROA NG: vorrebbe fare un favore al suo amico
Cambiasso, ma non ne ha il tempo). BORRIELLO 5,5 Chiama in causa Doni al 20’ con
una girata di sinistro delle sue, che il portiere neutralizza soltanto in due
tempi. Tenta il bis poco dopo la mezz’ora, ma sempre senza fortuna.
Sull’ennesima conclusione, c’è poi Rossi a ribadire in rete. Per un eccesso di
generosità commette con un’ingenuità (il fallo su Taddei) che costa il rigore
del 3 2. DANILO 5 Da quando è rientrato dopo l’infortunio a dicembre, ne ha
imbroccate più poche.Gasperini lo schiera per impedire a Cicinho di salire a
sostegno di Taddei,ma il compito riesce solo a metà. Poi esce per un infortunio
al ginocchio sinistro a probabile distorsione con possibile interessamento dei
legamenti, e a questo punto per lui in questo caso la stagione sarebbe finita
(31’ P T LEON 7: entra sul 2 0 per cercare di mettere un po’ di peperoncino
sulla difesa della Roma. Con i giallorossi ancora storditi dalla rete di Rossi,
si inventa una conclusione da incorniciare che beffa Doni e vale il pareggio. Ci
riprova al 22’,ma stavolta sfiora soltanto l'incrocio
IL SECOLO XIX
- LUCARELLI«VOGLIAMO RISPETTO».
LEON DEDICA IL GOL ALLA FAMIGLIA.
Roma. Entra a partita in corso e modifica l'andamento di una sfida che sembrava
decisa. Anzi, per 21', la stoccata dell'honduregno getta nello sconforto il
popolo romanista e permette a Leo di mostrare la sua maglietta con dedica a Gesù
Cristo. Ma non decide il corso del campionato. «Questo gol lo dedico alla mia
famiglia» rincalza il fantasista rossoblù al quinto centro stagionale, prima di
manifestare la sua soddisfazione per una rete «importante. Spero che il pubblico
se la sia goduta tutta». Quello di fede genoana sicuro. Anzi come il Grifone, i
duemila all'Olimpico hanno cullato a lungo un sogno: strappare almeno il pari.
«La prestazione della squadra è stata ottima - sottolinea? e se nel primo tempo
è venuta fuori un po' di stanchezza, nella ripresa abbiamo dimostrato di essere
in grande salute e condizione». Elogi alla prestazione che arrivano un po' da
tutte le voci dei giocatori, ma l'altro tema dominante riguarda l'operato
dell'arbitro. Leon sorride e scappa via, ma Alessandro Lucarelli, per esempio,
puntualizza come «l'arbitraggio nella ripresa ci ha impedito di uscire. Sono
stati fischiati falli a ripetizione su Borriello e i nostri attaccanti. Cosìè
difficile giocare. È vero che non siamo una squadra di prima fascia e non
lottiamo per un traguardo importante, ma pretendiamo rispetto, anche perché per
70' abbiamo giocato alla grande». La direzione di Banti è parsa cambiare una
volta che il Genoa ha raggiunto il 2-2 e la Roma è andata in affanno. A quel
punto anche la collaborazione del fischietto livornese è entrata nel grande
baraccone della corsa allo scudetto. «C'è molto rammarico», puntualizza Mimmo
Criscito che porta a casa come trofeo una maglia di Totti: «Sai, me l'hanno
chiesta». E chissà quanti (brutti) ricordi juventini sono passati per la testa
del mancino rossoblù a veder quel nome. Ma stavolta sono gli avanti romanisti a
trovarsi di fronte un osso duro, «anche se nel primo tempo abbiamo faticato ad
uscire dalla mia parte per la grande pressione di Taddei. L'ingresso di Leon,
però, ha cambiato un po' le cose». Rammarico, rabbia (per la direzione di Banti),
delusione per il risultato, «nonostante la gara abbia confermato la nostra
convinzione che a questi livelli possiamo starci» sono le parole di Bovo.
LA REPUBBLICA
- Genoa ko a Roma, sconfitta con
rabbia. di Gessi
Adamoli. Gasperini: "Dopo il pari l´arbitro non ci ha più fatto giocare" Il
diverbio con Spalletti: "Era teso e ha fatto tutto lui, io non ho neppure detto
una parola". Fa rabbia perdere così. Soprattutto perché il Genoa è convinto che
qualcosa gli sia stato portato via. Non c´entra il rigore. «Su quello niente da
dire - commenta Gasperini - Siamo stati ingenui noi, il fallo c´era. Però è
innegabile che, dopo che abbiamo raggiunto il pareggio, c´è stato impedito di
giocare: non potevamo ripartire perché regolarmente ci veniva fischiato un fallo
contro. Andatevi a rivedere la partita, contatevi i falli, pochissimi, che sono
stati fischiati a favore del Genoa e quelli, moltissimi, fischiati a favore
della Roma. Così è brutto, non va bene. Chiediamo tutti pulizia, ma se
continuiamo così non si esce dal solito meccanismo». Il signor Banti di Livorno
è riuscito a far saltare i nervi a Gasperini, che in questi due anni genoani ha
sempre dato dimostrazione di grande self control. E´ la prima espulsione da
quando è allenatore del Grifone (una delle ultime volte che venne allontanato
dal campo fu in un Crotone-Genoa, quando, però, sedeva sulla panchina della
squadra calabrese). Sorride: «Eravamo ormai a tempo scaduto e io ho
semplicemente detto "Speriamo fischi presto la fine così andiamo via".
Continuare così intanto non aveva senso. Dà fastidio subire un arbitraggio
sistematicamente penalizzante. Ed anche non è piacevole che l´arbitro ai nostri
giocatori si rivolgesse in maniera esageratamente colorita». Su questo tasto
battono anche i giocatori del Genoa, Borriello e Lucarelli in testa: «E se
fossimo stati noi a rivolgerci a lui in quella maniera, come sarebbe andata a
finire?». È teso il dopo partita all´Olimpico. Tiene banco il plateale
battibecco tra Spalletti e Gasperini (20´ della ripresa). «E´ che Gasperini si
lamenta sempre delle decisioni arbitrali, era successo anche nella partita
d´andata», è la versione di Spalletti. «Ha fatto tutto lui - replica il tecnico
genoano - Ha detto qualcosa a me, io niente a lui. Ma per carità, un pizzico di
tensione è comprensibile: la Roma si gioca lo scudetto. Il nervosismo era solo
da parte loro, noi abbiamo unicamente cercato di fare onestamente la nostra
partita. Ce lo imponeva il rispetto per i nostri tifosi e per la regolarità del
campionato. Mi stupisco, se qualcuno non capisce. E ci terrei che non passasse
il messaggio "intanto il Genoa è salvo". Mi rivolgo agli arbitri ma anche agli
avversari». Alla fine del primo tempo c´era stato un contatto sospetto ai danni
di Marco Rossi. «Ma non è uno scandalo che l´arbitro non l´abbia fischiato -
osserva Gasperini - Abbiamo protestato appena, eravamo sereni. Però la serenità
l´abbiamo persa, quando, dopo il pareggio, l´arbitro ha deciso di non farci più
giocare». Lo provocano: perché Borriello in panchina contro l´Inter e in campo
con la Roma? La replica è durissima: «Questa è disinformazione. Borriello contro
l´Inter non ha giocato semplicemente perché dovevamo disputare tre partite in
sei giorni. Io non penso né all´Inter né alla Roma, ma solo al Genoa». Ammette
che l´inizio del Genoa era stato disastroso: «Un approccio alla partita
negativo, timido, passivo. Proprio come quello di domenica scorsa con la
Reggina, solo che questa volta davanti avevamo la Roma».
LA REPUBBLICA
- Decide De Rossi su
rigore. All'Olimpico giallorossi in vantaggio di due gol dopo appena 17' poi
si fanno riprendere nella ripresa. Una pazza Roma rischia ma vince 3-2 al Genoa
e l'Inter è a un punto. ROMA - Immediato riscatto e Inter a un solo punto.
Sembrava tutto facile, poi tutto perso, quindi il rigore di De Rossi, insomma la
Roma riparte, batte il Genoa 3-2 e mette pressione alla capolista di Mancini
domani impegnata in casa dell'Atalanta. Questo chiedeva Spalletti ai suoi
ragazzi dopo il ko interno con il Manchester United che rischia di interrompere
il cammino in Europa di Totti e compagni. Non una grande Roma, ma un pizzico
fortunata e anche orgogliosa al punto giusto per piegare un Genoa davvero
combattivo. In 17 minuti due gol per i giallorossi: al 14' il vantaggio
abbastanza fortunoso di Taddei, al 17' il raddoppio di Vucinic con un gran
sinistro da fuori area. Poi la Roma si spegne, controlla la partita, il Genoa
cerca di riaprirla creando diverse occasioni nell'ultima metà del primo tempo,
ma non ci riesce. Lo fa nella ripresa con un micidiale 1-2 firmato Rossi-Leon al
13' e 14'. Poi il rigore di De Rossi all'80' e il 3-2 finale. Non una gara
facile per la Roma che oltre ad avere nelle gambe e nella testa i 90 minuti
giocati martedì sera con il Manchester, deve rinunciare a tanti titolari. In
difesa mancano Juan e Ferrari, a centrocampo non ci sono Pizarro e Aquilani, in
avanti è fuori Totti. Spalletti arretra Perrotta al fianco di De Rossi sulla
mediana, sulla trequarti dà spazio a Taddei, Giuly e Tonetto con Vucinic unica
punta. Mancini (fischiato al suo ingresso nella ripresa) va in panchina dopo
l'opaca prestazione con il Manchester United. Solito 3-4-3 per Gasperini che
deve rinunciare a Milanetto e affianca Konko a Juric. In avanti Borriello, ai
suoi fianchi Sculli e Danilo (ko al 32', al suo posto dentro Leon che poi sarà
decisivo). Parte bene la Roma, tonica, concentrata e decisa a mettersi alle
spalle il ko di martedì. Vucinic e De Rossi mettono subito i brividi a Rubinho
che al 14' è battuto da Taddei, bravo a mettere dentro su un intervento
difensivo da rivedere di Fabiano e Rubinho. La Roma prova a chiudere subito la
partita e l'impressione è che ci riesca con Vucinic che, al 17', trova un gran
gol di sinistro da fuori area. Giallorossi sul velluto, ma l'errore della
squadra di Spalletti è considerare già vinta la partita. Il Genoa non molla, ci
crede, capisce che la Roma non ha tante energie e la mette in difficoltà con un
bel gioco sulle fasce e un Borriello sempre pericoloso. Si fa male Danilo, al
suo posto entra Leon e il Genoa è ancora più pericoloso grazie alla fantasia
dell'honduregno. Nella ripresa i ragazzi di Gasperini ci provano con Criscito e
Fabiano, la Roma concede e il Genoa ne approfitta. Al 13' Borriello si fa
respingere un tiro da Doni che non trattiene, per Rossi è un gioco da ragazzi
mettere dentro. Appena un minuto dopo arriva il 2-2 del Genoa, lo sigla Leon con
un bel destro dal limite. Pari meritato per i liguri che potrebbero anche
sognare il colpaccio, l'Olimpico rumoreggia, piove qualche fischio, ma la Roma
ha orgoglio da vendere ed è De Rossi a caricarsi sulle spalle la squadra e a
suonare la carica. Ci prova al 29' dalla distanza, poi al 35' trasforma un
rigore pesantissimo che si procura Taddei, bravo a dribblare in area Borriello
che lo travolge commettendo un chiaro fallo. E' il gol del 3-2, la rete che
mantiene intatte le speranze scudetto portando i giallorossi a -1 dall'Inter
che, però, devono ancora scendere in campo. E mercoledì c'è la traferta di
Manchester, ma lì ci vorrà un'impresa.
IL MESSAGGERO
- Continua la rincorsa della Roma: 3-2 al Genoa e Inter a un punto.
ROMA - Continua la rincorsa della
Roma sull'Inter. I giallorossi tremano ma battono all'Olimpico il Genoa
nell'anticipo della 32a di campionato e si portano a meno uno dai nerazzuri che
domenica affrontano l'Atalanta a Bergamo. Micidiale l'uno due dei giallorossi in
avvio che in tre minuti si sono portati sul 2 a 0. E altrettanto micidiale la
risposta del Genoa nella ripresa che si è riportata sul 2 a 2 in poco più di un
minuto. Dal sogno all'incubo insomma, con la paura di dovere dire addio alla
rincorsa tricolore pochi giorni dopo la sconfitta con il Manchester, che ha
compromesso fortemente il cammino in Champions. Poi ci ha pensato il rigore di
De Rossi a scacciare tutti i fantasmi e a portare la Roma a un solo punto di
distanza dall'Inter. A San Siro il Milan torna a vincere battendo 3 a 1 il
Cagliari nel secondo anticipo della giornata e si porta a un punto dalla
Fiorentina, rilanciando la sua corsa verso la Champions. Reti di Kakà al 7' e
Inzaghi al 30' e 23' del secondo tempo. Il Cagliari aveva accorciato le distanze
al 4' della ripresa con Conti grazie a una papera di Kalac. Roma-Genoa. La
squadra di Luciano Spalletti parte subito in avanti e già dopo 48 secondi di
gioco va vicina al gol con Vucinic, che imbeccato da Cicinho di testa spedisce a
lato alla sinistra di Rubinho. In formazione rimaneggiata per gli infortuni di
Totti e Aquilani e la squalifica di Pizarro, la Roma attacca a testa bassa. I
rossoblu, forse troppo timorosi, non riescono a contenere gli attacchi in
velocità dei giallorossi che già nei primi minuti creano anche un'altra
occasione da gol con De Rossi su punizione. La rete del vantaggio arriva al 14':
cross dalla sinistra di Tonetto per Taddei che vicinissimo alla linea di porta
prima tira sul portiere e poi sulla respinta manda la palla in rete. Tre minuti
dopo il raddoppio di Vucinic: spalle alla porta il romanista si gira e lascia
partire un gran sinistro da fuori area. Rubinho resta di sasso, Totti in tribuna
esulta e Spalletti applaude senza sosta. Il Genoa è alle corde, ma riesce a non
demoralizzarsi e, quando la Roma rallenta, comincia a uscire fuori. La squadra
di Gasperini si affaccia in avanti al 20' con un tiro dal limite di Borriello
neutralizzato in due tempi da Doni. Subito dopo ci prova a anche Fabiano sempre
dalla lunga distanza ma il pallone finisce fuori. Dopo l'avvio scintillante, la
Roma nella seconda parte del primo tempo subisce sempre di più il tentativo di
reazione del Genoa, ma la squadra di Gasperini non riesce a impensierire più di
tanto Doni. Nella ripresa Genova ancora in avanti in avvio con la Roma costretta
a difendersi. La pressione dei liguri viene premiata al 13': cross dalla
sinistra per Borriello e tiro verso la porta quasi a colpo sicuro repinto da
Doni. Sulla palla si avventa Rossi e accorcia le distanze. Nemmeno due minuti
dopo il Genoa pareggia: Leon approfitta di un buco centrale e dal limite batte
il portiere giallorosso. Gelo sull'Olimpico e sulla Roma, che vede complicarsi
la rimonta sull'Inter. La squadra di Spalletti cerca di riportarsi in avanti ma
mette paura a Rubinho solo con tiri da fuori. Come quello di De Rossi al 29' o
la velenosa punizione di Cicinho deviata in angolo al 34'. Proprio da quel
corner però nasce il rigore decisivo. Boriello atterra Taddei in area e
l'arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri calcia De Rossi: destro
potente che si infila in alto a destra della porta difesa da Rubinho. La Roma
vince e ora è a meno uno dall'Inter. Spalletti. Intanto anche all'Old Trafford
mercoledì nel ritorno dei quarti di Champions con il Manchester la Roma dovrà
fare a meno di Totti. È quanto fa capire lo stesso Luciano Spalletti, davanti
alle telecamere di Sky, subito dopo la sofferta vittoria con il Genoa. «Sarei
contento di averlo a disposizione per domenica prossima» dice il tecnico
giallorosso. Il 2-0 dell'Olimpico ancora brucia: «Fino al primo gol avevamo
subito solo un tiro in porta, poi due episodi ci hanno girato contro la partita.
In questi casi non devi che fare i complimenti agli avversari e archiviare.
Riprenderemo in mano la questione mercoledì». Molto sofferto comunque il 3-2 sul
Genoa. «Il cuore c'è stato tutto - dice il tecnico -. Dopo il pari del Genoa
abbiamo ricominciato come all'inizio. Mi sembra una vittoria abbastanza meritata
- dice Spalletti - ma con sofferenza». L'allenatore fa i complimenti al Genoa e
bacchetta i suoi per la rimonta subita in un minuto: «Non capisco il
comportamento della mia squadra: quando una partita è in discesa, sul 2-0
abbiamo sbagliato cose banalissime, concedendo a loro la possibilità di prendere
coraggio». In tribuna Francesco Totti non ha guardato il rigore. «Io ho guardato
- conclude Spalletti -. Il rigore è un comportamento tecnico sempre difficile,
dove bisogna avere freddezza, personalità e assumersi la responsabilità del
momento». Con l'Inter a solo +1 sulla Roma (ma deve giocare ancora con l'Atalanta),
la rimonta giallorossa sembra ormai compiuta. Ma Spalletti non si sbilancia.
«Non voglio vedere domani titoloni sui giornali. Dico solo che sono contento
perché‚ la mia squadra ha vinto, il resto lo lascio alla fantasia dei
giornalisti. Altrimenti si finisce per passare da presuntosi e montati. Abbiamo
fatto quello che dovevamo fare. Dell'Inter non ci interessa». Rosella Sensi.
«Una vittoria sudata ma importantissima. Il Genoa ha attaccato moltissimo ma
l'importante è che siamo stati bravi a ribaltare il risultato». Rosella Sensi
preferisce godersi la gioia per la vittoria sul Genoa e non vuole pensare allo
scudetto: «Io sono tifosa quindi mi arrabbio e esulto, comunque faccio i
complimenti alla squadra che ci ha sempre creduto, hanno creduto alla vittoria
ed è arrivata - dice -. Non penso allo scudetto ma alla partita di mercoledì».
Cioè al Manchester, la Sensi crede anche alla rimonta in Champions: «Ci voglio e
ci devo credere. Il Manchester è una squadra forte con dei giocatori bravissimi,
ma ha ragione Spalletti, chi non ci crede non venga». Intanto continuano a
rincorrersi le voci su una possibile offerta in arrivo dall'America per
l'acquisto della società: «La squadra è cresciuta e quello che mi fa piacere è
che questo gruppo va avanti a prescindere delle voci - conclude Rosella Sensi -.
Attraverso i comunicati ho chiarito più volte che nessuno vuole acquistare la
Roma». Feriti due tifosi genovesi - Due tifosi del Genoa sono rimasti feriti al
termine della partita che si è svolta stasera all'Olimpico. I feriti, entrambi
di 19 anni, sono stati medicati al Policlinico Gemelli. Uno è stato accoltellato
ad una gamba ed è stato giudicato guaribile in cinque giorni, mentre l'altro ha
ricevuto una botta in testa ed è stato sottoposto ad accertamenti. Si occupa
delle indagini la polizia.
IL GIORNALE
- Vucinic e Taddei ispirati Borriello sbaglia area.
ROMA 6 DONI. Due parate senza affanni su Borriello, non pare colpevole sui gol
rossoblù. 6,5 CICINHO. Prestazione di quantità, tanti palloni conquistati e
rilanciati, sfiora anche un gol che sarebbe incredibile. 5,5 MEXES. Nel duello
con Borriello non è sempre vincente, sbaglia in occasione del secondo gol
genoano. 6 PANUCCI. Nei momenti più difficili ci mette l’esperienza, non perde
la testa quando il Genoa sta recuperando il risultato. 6 CASSETTI. Va a corrente
alternata, buon inizio, poi in grande difficoltà nel momento in cui il Genoa
completa la rimonta. 6 PERROTTA. Rientra dopo la squalifica in un ruolo di
centrocampista centrale vecchia maniera (mai successo quest’anno dall’inizio) e
non sfigura. 7 DE ROSSI. Prende per mano la Roma in grande difficoltà, impegna
con un bel tiro Rubinho e poi trasforma un rigore pesantissimo per la
classifica. 6,5 TADDEI. Segna il gol dell’1-0 che è più un regalo dei genoani,
si conquista il rigore. Finalmente una buona prova (dal 37’ st JUAN SV). 5 GIULY.
Riproposto trequartista, delude le aspettative (dal 16’ st MANCINI 5,5. La carta
giocata da Spalletti sul 2-2, ancora una volta non lascia il segno). 5,5 TONETTO.
Torna a giocare esterno alto, solo il cross dal quale nasce il gol di Taddei
(dal 19’ st BRIGHI 6. Dà il suo contributo quando la Roma cerca di vincere). 6,5
VUCINIC. Inventa una rete splendida dal limite dell’area, poi Rubinho gli nega
il bis chiudendogli lo spazio. L’attaccante si dimostra in salute. All.
SPALLETTI 6,5. Stravolge la formazione per le numerose assenze, bravo poi a
cambiare nel finale. GENOA 6 RUBINHO. Prende tre gol, ma non ha responsabilità.
Bravo su Vucinic, De Rossi e Cicinho nella ripresa. 6 A. LUCARELLI. Chiude bene
in un’occasione sull’attaccante montenegrino della Roma, in generale buona
prova. 6 BOVO. L’ex ancora legato all’ambiente di Trigoria fa il suo dovere,
match senza grandi sbavature. 5,5 CRISCITO. Forse l’anello debole della difesa
genoana, Taddei ha buon gioco su di lui. 7 M. ROSSI. Gode di molto spazio a
destra e si inserisce spesso in area. Segna il gol che riapre il match e che
incornicia la sua partita. 6,5 KONKO. A centrocampo si rivela un mastino, tenta
più volte il tiro dalla distanza (dal 19’ st VANDERBORRE 5,5. Spesso impreciso,
subisce la crescita progressiva della Roma). 6 JURIC. Gioca una partita di
grande sacrificio, qualche conclusione dal limite. 6 FABIANO. Combina un
pasticcio sulla rete di Taddei, ma poi serve l’assist che porta al gol di Rossi.
5,5 SCULLI. Tenta solo un tiro dalla distanza non pericoloso, fa partire
l’azione del primo gol (dal 38’ st FIGUEROA SV). 6 BORRIELLO. Suo il tiro più
pericoloso del Genoa nel primo tempo, ma anche il fallo da rigore decisivo per
il risultato. 6 DANILO. Si infortuna (ma non è la temuta distorsione)
sontrandosi con Mexes nella prima iniziativa (dal 32’ pt LEON 6,5. Ottimo
impatto sulla partita, grande il gol dalla distanza che illude il Genoa). All.
GASPERINI 6,5. La sua squadra si dimostra abile nel palleggio e veloce nel gioco
e sfiora l’impresa. Arbitro BANTI 6. Sembra gestire bene una partita corretta,
ma che ha rischiato di innervosirsi. Giusto il penalty.
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AKAIAOI |