CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

ROMA - GENOA                              3 - 2   (2 - 0)

Reti: 14' Taddei, 17' Vucinic, 58' Rossi, 59' Leon, 80' De Rossi (rig).
Roma: A.Doni, Cicinho, Panucci, Mexes, Cassetti, De Rossi, Perrotta, Taddei (82' Juan), Giuly (61' Mancini), Tonetto (64' Brighi), Vucinic. (Curci, Pit, Antunes, Esposito). Allenatore: Spalletti.

Genoa: Rubinho, Lucarelli, Bovo, Criscito, Rossi, Konko (64' Vanden Borre), Juric, Fabiano, Sculli (84' Figueroa), Borriello, Danilo (32' Leon). (Scarpi, De Rosa, Raggio Garibaldi, Di Vaio). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Banti di Livorno. Spettatori: 36.348. 

Ammoniti: Bovo, De Rossi, Fabiano, Borriello, Leon, Mancini. Angoli: 6-3 per il Genoa.
 

     

 

     

 

     

   

TUTTOSPORT - L’ANTICIPO / ROMA-GENOA 3-2 I giallorossi battono il Genoa e si portano a un solo punto dall’Inter Orgoglio Roma: -1. Subito Taddei e Vucinic, in mezzo Rossi e Leon, poi De Rossi. Ragazzi di Spalletti da record: 12 vittorie di fila in casa. Banti fa infuriare il Genoa. E Borriello diventa eroe giallorosso: dal gol all’Inter al rigore che lancia la Roma. di Alvaro Moretti. Dopo due anni la messa a fuoco della targa dell’Inter, finalmente. Il meno 1 durerà per una notte e una mezza giornata ancora, almeno, ma la Roma ormai è lì. Le serve un record storico per ridurre il gap scudetto al mini­mo dopo aver denunciato la propria «frustrazione » a meno 11 e gli «aiutini» più di recente: 12 vittorie di fila all’Olimpico è primato abbattutto con tutte le difficoltà previste alla vigilia della gara col Genoa, anche se difficoltà così diverse da quelle immaginate. Vince 3-2 con un calcio di rigore giusto e rabbioso tirato da Daniele De Rossi con la lucida trance agonistica della notte di Berlino. Riguardateli e sovrapponeteli, i due rigori, colpi sotto la traversa, Barthez e Robinho: rischi calcolati di un campione che sa essere capitano e capopopolo, orchestratore e gestore del “fomento”, quel sentimento misto di rabbia, speranza e orgoglio che anima la gente della Maggica di questi tempi. E’ un 3-2 rocambolesco y finàl con un Genoa molto bello e tosto. Un rigore, quello di Capitan Futuro, che Francesco Totti non vuole vedere, vuole solo “sentire”: si tappa gli occhi, in tribuna, aspetta che sia Aquilani (altro assente con Pizarro dell’intellighenzia giallorossa) a comunicare associandosi ad un incredibile boato. Il boato, appunto: ha vinto con quel “boato” la Roma. Spalletti li aveva evocati e convocati, i romanisti «feroci » e hanno riposto in campo (De Rossi) e in curva (la Sud) spingendosi - come col Milan e con l’Empoli - oltre l’ostacolo Genoa e a ridosso dell’Inter. E’ inerzia da scudetto, questa, se si continua a giocar male e vincere sempre...  E’ una vittoria nata dall’emergenza, costruita e distrutta con intelligenza prima e supponenza o poca forza dopo: subito 2-0, nei minuti che andavano dal 14’ al 17’ del primo tempo con il redivivo Taddei e l’incredibile sinistro di collo pieno di Mirko Vucinic, che costringe a balzare in piedi dal suo scranno pure Totti, infortunato per ora e per allora («niente Manchester», Spalletti dispera pure per Udinese-Roma a dire il vero). Tutto troppo facile, con un Genoa molto orfano di Milanetto: Borriello davanti sportella Mexes, trovando un Banti casalingo. Il Genoa del primo tempo è un animale che esce in ritardo dal suo letargo. Il sinistro di Borriello, al 20’, con Sculli (33’, di te­sta) che un varco per sè lo trova sempre. Borriello cerca sponde di Rossi e al 38’ Mexes s’immola per salvare. Ci sarebbe anche un reclamo legittimo al 46’: Panucci su Rossi, spinta e contatto. La Roma non capisce: la ripresa è peggio­re di un incubo. TIRO MANCINI Spalletti, annusata l’aria, e consapevole che non è momento per interven­ti caritatevoli nè per sfide al popolo, esclude Mancini: lo ficca dentro quando non c’è tempo di occuparsi di lui e lo vede sfilare via senza festeggiare con la squadra il ribaltone finale. Verrà riproposto dove il condizionamento am­bientale non ci sarà, all’Old Trafford tutti vorrebbero solo chi crede nel miracolo. Qui, ora, è un sopportato. 2+2=BORRIELLO Criscito al 5’ (sinistro parato), Leon fermato in fuorigioco dubbio al 12’, poi l’1-2 che porta al pari e al gelo Olimpico: c’è solo il Genoa in campo in avvio di ripresa. Al 13’ Sculli innesca Fabiano e un crosso sul quale Borriello sbatte su Doni, trovando tap in in Rossi. E un giro di lancetta dopo ecco che Leon vin­ce il duello sulla trequarti, irridendo i centrali, fa 2-2 col destro. Litigano Spalletti e Gasperini, che finirà espulso nel finale, ma la Roma è poca poca. Borriello è stanco e finisce per consegnare altri due punti per un totale di quattro nella corsa scudetto alla Roma. Aveva fermato l’Inter a Marassi con un gol spettacolare, spet­tacolarmente ingenuo il fallo da rigore che commette travolgendo Taddei al 35’: De Rossi trasforma e trasfigura. GLORIA, SCUDETTO E COPPA «Andiamo, andiamo» urla baciando maglie e compagni, girando impazzito per il campo, conducendo tutti sotto quella curva che aveva perdonato Manchester, lanciando la rincorsa scudetto, vero obiettivo possibile al di là della facciata. Signi­ficativo il coro assillante che cantano i fedeli, prendendo a prestito le note dei colleghi del Man United: «Glory, glory As Roma; vinceremo il tricolor e la Coppa dei campion...» laddove l’ultima parte della strofa serve solo ed evitare cacofonie e rimbrotti melodici, of course.

 

TUTTOSPORT - PAGELLE ROMA: Cicinho domina la fascia Mancini, presenza inutile. DONI 6 Buone parate nel primo tempo, su Borriello in avvio la migliore. Controlla la situazione e può poco nel minuto di follia che regala due gol al Genoa. CICINHO 7 Costante crescita, durante la stagione e in questa partita. Recuperi brillanti, stavolta, oltre al soli­to quantitativo di cross. Finisce da esterno d’attacco con profitto. MEXES 6 Duello molto duro con Borriello, lo vince per gli errori altrui, coraggioso nella ricerca di ribaltamenti del fronte dove - paradossalmente - dà il meglio. Deve un grazie a Banti per l’interpretazione benevola di ogni contatto col centravanti del Genoa. PANUCCI 6 In mezzo non è impeccabile, spostato, nel finale, da esterno destro spinge la Roma alla vittoria. CASSETTI 5 Momento non positivo, dalla sua parte Leon e Marco Rossi sfondano per tutta la partita. Dopo l’infortunio di Milano è tornato ma senza ritrovare la verve dei mesi scorsi. PERROTTA 6 Torna al ruolo di mediano per l’emergenza infortuni e per una scelta discutibile di Spalletti. Ci mette grande impegno, tanta corsa, un cuore grande. Finisce nella sua posizione da trequartista. DE ROSSI 6.5A lungo fuori dalla partita, impreciso. Ma quando servono cuore e cervello, nervi tesi ma saldi Capitan Futuro c’è sempre. Si ribella al 2-2 prendendo a pallonate Rubinho, poi un rigore fotocopia di quello tirato a Berlino porta la Roma a meno 1. TADDEI 6.5 In partita sempre e finalmente, pronto sul tap in che gli regala il quinto gol di stagione. Finisce la corsa con lo stop che provoca il fallo da rigore decisivo per la gara e forse per la scossa scudetto. Dopo gli errori col Manchester, un segnale. JUAN (37’ st) ng. GIULY 5 Invisibile, quando parte titolare si eclissa.  MANCINI (15’ st) 5 Fuori per evitare fischi, entra in gara solo col corpo, mai con l’anima. L’uscita è mesta e so­litaria, da separato in casa. Becca sibili anche quando lo annunciano in panchina... TONETTO 6 Il cross per la prima rete, da esterno alto. Però anche qualche imprecisione di troppo. BRIGHI (19’ st) 6 Contribuisce alla spinta finale. VUCINIC 7 Un gol strepitoso che poteva chiudere la partita, protegge e serve assist da simulTotti. Mirko è in grande condizione e sta prendendo responsabilità importanti. ALL. SPALLETTI 6 Le scelte di formazione sono molto originali, a partire dall’esclusione di Mancini che forse neanche lui riesce più a difendere. La rivoluzione partorita funziona per 17’. Meglio la controrivoluzione finale.  Arbitro. BANTI 5.5 Nel dubbio sceglie sempre la Roma, assai casalingo. Il rigore di Borriello c’è, ma potrebbe starci anche quello di Panucci su Rossi. Finale sbrigativo, dopo il 3-2. A. MO. PAGELLE GENOA A Sculli manca solo il gol Konko non entra in partita. RUBINHO 6 Sul primo gol di Taddei fa anche un mez­zo miracolo, sorpreso da Vucinic.  BOVO 5.5 Vucinic beffa la sua marcatura blanda.  LUCARELLI 6 Non impeccabile in chiusura e nella costruzione dell’azione.  CRISCITO 5.5 La pentrazione di Taddei sul cross di Tonetto arriva nella sua zona.  ROSSI 6.5 Molto bravo quando deve attaccare con cross ficcanti, ma che spazi concede a Tonetto compreso quello dell’azione dell’1-0. KONKO 6 Spaesato e fuori partita nel momento caldo, lì in mezzo. Messo fuori sul più bello. VANDEN BORRE (19’ st) 5.5 Poco o niente.  JURIC 6 Nervoso e impreciso, viene travolto in avvio. Ha la pazienza di rimettersi in partita e conduce per mano il Genoa verso il 2-2. FABIANO 6.5 Leggero leggero, Taddei e Cicinho lo attaccano con successo. Riemerge e prova tanti cross. An­che lui nella ripresa trova attimi di gloria, come quello che regala l’azione del 2-1. SCULLI 6.5A destra prima, a sinistra poi, tra i più pe­ricolosi nel trovare lo spazio e il tempo d’inserimento. Divora un gol di testa. FIGUEROA (38’ st) ng. DANILO 5.5 Una mezzora nella quale non riesce ad as­sistere degnamente Borriello. Poi l’impatto di tibia con Mexes. LEON (31’ pt) 7 Quasi imprendibile da subito. Attacca a destra, segna dal centro con un gran tiro.  BORRIELLO 6 Guerriero indomabile, tira dappertutto. Prende a sportellate Mexes, eccessivamente gladiatorio tanto da provocare un rigore ingenuo nel finale. ALL. GASPERINI 6 La sua squadra rincula troppo in avvio e senza Milanetto manca il cervello. Convice tutti dell’impresa, espulso per proteste.

 

CORRIERE SPORT - Sofferto ma importantissimo successo della squadra di Spalletti che ha rischiato dopo i gol di Rossi e Leon. Espulso Gasperini. ROMA - La Roma si è rimessa a cor­rere. Subito, tra un Manchester e l’altro. Ma poichè è fatta a suo modo, bella e scellerata com’è, ha rischiato di buttare via il campionato. Due gol in tre minuti, dopo appena un quarto d’ora e la pazza idea che la partita po­tesse finire lì, senza richiedere ulte­riori energie. Non ha fatto i conti con un Genoa tenace, tosto, ben messo e aggressivo. Risultato: in trenta se­condi, nella ripresa, ha riacciuffato la Roma e una partita, che sembrava ormai spenta, insipida e sigillata, è diventata peggio di una finale di Champions. Con la Roma arrabbiatissima e disperata e il Genoa sempre più baldanzoso. Mancava però mezz’ora e così la Roma è tornata la Roma: pur confusa e ferita, si è rimessa in piedi e con un rigore sacrosanto di De Rossi, grande trascinatore, ha strappato tre punti cruciali per questo suo finale di stagione. E’ giusto rimproverarla per la mancanza di senno, per la sua maledetta tendenza a complicarsi la vita, a non accettare le cose facili, sino a farsi del male. Ma è giusto anche abbracciarla per la reazione che ha avuto, per quella fiammata con cui si è ribellata ad un verdetto che probabilmente l’avrebbe messa fuori dai giochi scudetto. E invece è ancora lì, che aspetta di vedere cosa farà l’Inter a Bergamo. E poi magari le correrà ancora dietro, nella speranza di incalzarla sino alla fine. Va anche detto che Spalletti un po’ per necessità e un po’ pensando al Manchester si è presentato con una Roma molto ma molto rattoppata. Senza Totti e Aquilani in tribuna, senza Pizarro squalificato e con Mancini e Juan in panchina, entrati poi nel finale. Ha costruito una Roma molto più fisica e dinamica, ma con minore qualità a centrocampo e sulla fascia sinistra, dove ha piazzato Cassetti dietro e Tonetto esterno alto. Perrotta ha fatto il mediano con De Rossi, Giuly il trequartista. Solo che il francese è stato una frana e lo stesso Tonetto, a parte il cross sul primo gol, ha sbagliato quasi tutto. Priva delle solite geometrie, senza qualità a centrocampo e bloccata sugli out dai genoani, la Roma non ha quasi mai giocato come sa, ma ha spinto con rabbia e generosità. E infatti dopo 14 minuti è passata in vantaggio: cross di Tonetto da sinistra, pasticcio colossale tra Rubinho e Fabiano sul se­condo palo, Taddei vivacissimo, ne ha approfittato mettendo il tap in. Il Genoa non ha avuto il tempo di rialzarsi perchè tre minuti dopo è stato fulminato da una prodezza di Vucinic. De Rossi ha cercato il com­pagno con un lancio perfetto, che Vucinic ha domato male: ma ha rimediato benissimo inventandosi una mezza girata di sinistro nell’angolo opposto, con Bovo troppo molle nella marcatura e Rubinho nettamente sorpreso. Era appena il 17’ e tutti hanno ritenuto che il sabato della Roma fosse finito. Tutti, tranne il Genoa che ha incominciato a salire, a prendere coraggio e a far vedere il buon calcio che conosce. Ma la Roma ha retto bene sino alla fine del tempo, sia pur la­sciando troppo campo ai genovesi. Che infatti nella ripresa hanno raggiunto il pari in appena trenta secondi. Al 13’, su cross da sinistra, Borriello ha deviato al volo e Doni si è salvato senza trattenere: Rossi sul secondo palo ha scaraventato in rete. Nemmeno il tempo di ripartire e Leon, entrato nel primo tempo al posto di Danilo, ha trovato dal limite un ra­soterra angolato su cui Doni non è stato proprio impeccabile. La Roma ci ha messo un po’ per reagire. Spalletti ha buttato dentro Mancini e Brighi e l’assalto si è risolto al 34'. Dopo un lungo scambio in area, tocco di De Rossi a Taddei che ha fintato il tiro, ingannando Borriello che gli è franato addosso: rigore ineccepibile, trasformato da De Rossi con una botta tremenda nell’angolo alto. La Roma si è ripresa così la partita e 3 punti vitali per stare dietro all’Inter e andare a Manchester col cuore leggero, sapendo che comunque la sua stagione non finirà mercoledì all’Old Trafford. ROMA (4-2-3-1): Doni 5,5; Cicinho 6,5 Mexes 6,5 Panucci 6,5 Cassetti 6; De Rossi 7,5 Perrotta 6; Taddei 7 (37’ st Juan sv) Giuly 5 (15’ st Mancini 6) Tonetto 5,5 (19’ st Brighi 6); Vucinic 6,5. A disp. Curci, Antunes, Esposito, Pit. All. Spalletti 6,5 Falli commessi: 11 Fuoprigioco fatti: 1 GENOA (3-4-3): Rubinho 5,5; A. Lu­carelli 6 Bovo 5.5 Criscito 6; M. Rossi 7 Konko 6 (19’ st Vanden Borre 5,5) Juric 5,5 Fabiano 6; Sculli 6 (38’ st Figueroa sv) Borriello 6 Danilo 6 (31’ pt Leon 6,5). A disp. Scarpi, Raggio Garibaldi, De Rosa, Di Vaio. All. Gasperini 6 Falli commessi: 27 Fuorigioco fatti: 6 ARBITRO: Banti di Livorno 7 Guardalinee: Papi e Niccolai Quarto uomo: Rocchi MARCATORI: 14’ pt Taddei (R), 17’ pt Vucinic (R), 13’ st Rossi (G), 14’ st Leon (G), 35’ st (rig.) De Rossi (R) AMMONITI: nel st Bovo (G), De Rossi (R), Fabiano (G), Leon (G), Borriello (G, Mancini (R) NOTE: paganti 9.053 per un incasso di 254.704,00; abbonati 27mila. Angoli 5-3 per il Genoa. Allontanato al 46’ st Gasperini (all. Genoa), per proteste. Recupero: pt 1', st 3'.

CORRIERE SPORT - Spalletti: E ora vado al cinema «Non guarderò l’Inter, vedrò un film coi miei figli. A me interessa solo aver vinto» di Guido D’Ubaldo. ROMA - Non aveva mai sofferto e urlato tanto in panchi­na da quando è arrivato alla Roma. Dopo il 2-2 Luciano Spalletti ha dovuto richiamare i giocatori, scuoterli. Nei concitati minuti finali ha litigato con Gasperini, ha calciato un pallone in tribuna, quasi per incitare i tifosi ad inci­tare di più la squadra. Spalletti racconta una vittoria sofferta: «In certe situazioni bisognerebbe prendere le pasticche per stare tranquilli. E’ stata una partita difficile e ce la siamo complicata noi. Come spesso ci succede ci abbassiamo e disperdiamo le nostre caratteristiche, abbiamo sbagliato cose facili e il Genoa ne ha appro­fittato e ha ribaltato il risultato, ma poi in parità la Roma ha reagito e ha creato i presupposti per la vittoria, si­curamente meritata» . Gasperini si è lamentato dell’arbitro. Spalletti gelido: «Lo ha fatto anche nella partita di andata. Ho avuto da ridire dopo un intervento di un giocatore del Genoa a gamba tesa clamoroso. Lui si è alzato per protestare e allora gli ho detto, andate ad arbitrare voi». De Rossi ha segnato su rigore come al Mondiale. «Il rigore l’ho guardato, per il gol ha dimostrato grande responsabilità e freddezza, per quanto riguarda la prestazione può fare di più» . Ritorna sul black out dell’inizio del secondo tempo: «Non capisco perchè quei cali di tensione. Era più facile gestire la partita sul 2-0 che non sul 2-2. Abbiamo avuto anche altre occasioni per segnare. Sul 2-0 al 2-2 non siamo riusciti a tenere una palla nella loro metà campo e abbiamo sbagliato troppo a livello tecnico. La Roma era riuscita ad archiviare la sconfitta contro il Manchester che per qualche giorno aveva lasciato il segno. E lo ha fatto molto bene, soprattutto all’inizio. Può darsi che poi sia subentrata un po’ di stanchezza, ma dopo il 2­2 abbiamo finito bene. Taddei anche questa volta ha fatto 27 chilometri, la caratteristica della corsa è nel suo bagaglio ». L’allenatore del Genoa, Gian Piero Gasperini, ha qualcosa da ridire su questa sconfitta: «Ci sono stati troppi falli fischiati contro di noi dal 2-2 in poi, alcuni anche pesanti e brutti. C’è stata disparità di trattamento tra noi e loro. Chiediamo di giocare con onestà e serenità fino alla fine del campionato» . Commenta così l’espulsione: «Forse c’è stato un po’ di nervosismo, ma io non ho offeso nessuno»

 

CORRIERE SPORT - le pagelle De Rossi padrone Vucinic, che gol! Rossi indemoniato Rubinho sbaglia. ROMA  7,5 De Rossi - E’ giusto che segni lui il gol di una vittoria soffertissima, ma fondamentale. E’ giusto che vada lui sul dischetto con la rabbia e la decisione del leader. E infatti è sempre lui che detta i tempi, crea il gioco, va al tiro dalla lunga distanza e trascina la squadra nei momenti più difficili. 7 Taddei - Dopo un periodo grigio, questa volta non ci mette solo corsa, nerbo e sacrificio, ma anche qualità. Segna il primo gol e si guadagna il rigore. 6,5 Cicinho - Gioca a destra, sulla sua fascia, e smentisce chi crede ancora che sia più portato ad attacca­re che a difendere. 6,5 Mexes - E’ un match durissimo quello con Borriello, che si conferma in gran forma e pericolosissimo. Bravo nelle chiusure, sul primo gol del Genoa resta tagliato fuori dal cross. 6,5 Panucci - Qualche sbavatura difensiva, lascia troppo spazio a Leon in occasione del 2-2. Però nel complesso lotta, è sempre nel fuoco della partita. 6,5 Vucinic - Meriterebbe di più per il gol che si inventa dopo 17 minuti. Spallet­ti balza in piedi e lo applaude a lungo. Però poi si vede molto meno. 6,5 Spalletti (all.) - Riesce a tenere il gruppo ancora sulla corda, vivo, deciso a giocarsi tutto sino alla fine. Opportuni i cambi nel finale. 6 Cassetti - Difende benino, pasticcia molto con Tonetto. 6 Perrotta - Torna a fare il mediano senza brillare. Si fa perdonare perchè corre e sgomita. 6 Mancini - Non fa cose straordinarie, ma è anche vero che entra nel momento più difficile. 6 Brighi - Rileva un Tonetto spento, puntella il centrocampo dove il povero De Rossi sgobba per due. 5,5 Doni - Non proprio impeccabile in occasione dei due gol, soprattutto del secondo: il tiro è angolato, ma lui sembra sorpreso. 5,5 Tonetto - Azzecca il cross del primo gol, poi non guadagna quasi mai il fondo, si fa imbottigliare dai genoani e sbaglia tutto. Giuly - Una delusione, non punge e non difende. GENOA 7 Rossi - Il migliore dei li­guri. Non solo per il gol, ma perchè corre come un indemoniato. 6,5 Leon - Parte dalla panchina, entra solo perchè Danilo si fa male, ma segna un bel gol. 6 Lucarelli - Sbaglia meno degli altri in difesa. 6 Criscito - Timido, ma pu­lito nel compitino. 6 Konko - Molta quantità, molta generosità. Stop. 6 Fabiano - Si fa uccellare da Taddei sul gol, ma lavora molto sull’out. 6 Sculli - Un altro maratoneta, magari con poca qua­lità, ma sempre generoso. 6 Borriello - Partita coraggiosa e di sostanza. Ma è anche suo l’errore decisivo: abbocca alla finta di Taddei, gli rovina addosso e procura il rigore. 6 Danilo - Gioca mezz’ora tenendo bene l’out, poi si infortuna. 6 Gasperini ( all.) - Genoa troppo morbido in avvio, ma presi i due gol gioca bene e alla fine sfiora una mezza impresa. 5,5 Rubinho - Sbaglia sul gol di Taddei e non è una volpe nemmeno sulla prodezza di Vucinic. 5,5 Bovo - Lascia troppa libertà a Vucinic. 5,5 Vanden Borre - Entra nel finale e si vede poco. 5,5 Juric - Molta grinta e basta. L’arbitro 7 Banti -, Direzione quasi perfetta, fischia solo un fuorigioco che non c’è a Vucinic, ma su errore del guardalinee Niccolai.

 

IL SECOLO XIX - CHE PECCATO. Il Genoa esce dall’Olimpico a mani vuote dopo una bella rimonta. Beffa finale su rigore. Gasperini espulso. di Giovanni Ciolina. Peccato. Non c’è altro da dire dopo aver visto il Genoa all’Olimpico e aver sentito l’ululato di paura della gente giallorossa quando è il Grifone a spingere. La Roma vince (3 2) e continua la rincorsa all’Inter. Ma quanta fatica.Non c’è miglior riconoscimento che l’ansia dell’avversario a testimoniare la bontà della tua prova e il Grifone fa incetta per consolarsi dei mancati scatti in classifica. Peccato, perché a dieci minuti dalla fine l’impresa sembrava completata. Sotto di due gol dopo 16’ (una vera maledizione), Il Grifone in due minuti (12’ e 13’ della ripresa) rimonta con Rossi, al terzo gol in serie A e lesto a recuperare una respinta di Doni su conclusione di Borriello, e una prodezza balistica di Leon. «Ricordati che Gesù Cristo di ama» è la dedica dell’honduregno nei festeggiamenti che seguono la sua rete. Il Genoa da ieri sera però si ricorda anche che la Dea Bendata è traditrice con un rigore fischiato per un intervento (scomposto) di Borriello su Taddei. E quella che sembrava una ciambella con il buco perfetto, si ammoscia.E resta l’amaro in bocca di un risultato che poteva essere e non è stato. Gasperini è stato costretto a far uscire Konko che solitamente è uno dei pilastri del Genoa, ma ieri era sulle ginocchia. A questo punto il tecnico non poteva far altro che sostituirlo con Vanden Borre. Il belga si muove discretamente, ma non è facile entrare a gara in corso e soprattutto nel momento topico. Le prime sorprese arrivano già alla lettura delle formazioni. Il tecnico della Roma Luciano Spalletti regala la prima mossa di scacchi plasmando la Lupa a copertura delle fasce laterali sulle quali teme le unghiate genoane. L’origine dell’avanzamento di Tonetto nel tridente alle spalle di Vucinic è proprio nell’intenzione di contenere già sulla trequarti avanzata le ripartenze delGrifone. La contromossa di Gasperini è l’incarico a capitan Rossi di arginare l’ex samporiano, ma almeno nei primi dieci minuti di gioco le insidie corrono sulla corsia di destra e indossano le sembianze di un certo RodrigoTaddei che, dopo le delusioni di Champions League, sembra ritrovarsi nel caldo pomeriggio dello stadio Olimpico. E proprio il brasiliano impone il sigillo dopo neppure 13 minuti. Tonetto crossa dalla sinistra e Fabiano si fa sorprendere due volte da Taddei che di piede ribadisce in rete l palla respinta dalla prima prodezza diRubinho. È ROMA però feroce, assatanata di punti e sogni, quella che spinge sul prato dell’Olimpico e che in tre minuti mette il marchio quasi definitivo al match. E che marchio. Quello di Vucinic è un marchio di fabbrica prestigioso. Una siglad’autore: controllo dai 22 25 metri e girata di sinistro al volo a scavalcare il portiere genoano con traettoria incrociata. Applaude il Pupone, Francesco Totti, seduto in tribuna al fianco di Aquilani. Applaude anche Luciano Spalletti dalla panchina,mentre il tecnico scozzese del Manchester United Alex Ferguson, che mercoledì sfiderà all’Old Trafford la Roma nella gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League, davanti alla televisione avrà magari avuto umore differente. Il doppio schiaffone ricevuto in così poco tempo ha l’effetto di rinvigorire il Grifone invecedi abbatterlo. Bovo torna nella sua posizione di esterno destro di difesa e Lucarelli finisce al centro. Un caso (neanche tanto), ma da quel momento il Genoa comincia a fare toc toc al guscio in cui si era rinchiuso e si fa vedere con insistenza dalle parti di Doni con Borriello (gran girata dal limite al 20’), Sculli, Juric e Konko che a turno provano dalla distanza. Con un colpo d’ala il Grifone si libera dell’assedio romano e spinge, spinge, spinge. L’uscita per infortunio di Danilo (infiammazione del tendine rotuleo del ginocchio sinistro) al 30’ si trasforma nella svolta tattica della sfida. Lo spostamento di Sculli a sinistra costringe il brasiliano Cicinho a giocare assai più indietro, lasciando Taddei un po’ più solo nella morsa di Fabiano Criscito e senza supporto il brasiliano fatica. E Fabiano spinge. Leon a destra, invece, obbliga Tonetto a guardarsi maggiormente alle spalle per sostenere il compagno Cassetti che con la velocità dell’honduregno rischia il flop. È quindi un Genoa che sposta di qualche metro in avanti l’assetto aprofittando anche di un calo dei padroni di casa. Indubbiamente il 2 0 permette ai ragazzi di Spalletti di aspettare l’avversario, per provare a colpirlo in ripartenza. E fin qui, la pressione rossoblù potrebbe derivare in parte anche dall’atteggiamento dei padroni di casa, già nuovamente con la testa al Manchester. Potrebbe, però, perché la Roma non riesce a ripartire e soprattutto corre troppi rischi. E allora? La morale è differente. Ancora una volta, nonostante il risultato sia già compromesso, il Grifone tira fuori quel carattere, quel cuore, quella voglia e capacità di giocare che sono state le caratteristiche di una stagione eccezionale e che risplendono anche nella Capitale. I duemila tifosi rossoblu presenti all’Olimpico apprezzano e cantano. Ma soprattutto con il cuore si rimonta. La girandola di sostituzioni porta Vanden Borre a rilevare Konko, ma è soprattutto Spalletti a modificare l’assetto, riportando Perrotta nel ruolo di trequartista al posto del francese Giuly (veramente una gara da dimenticare), con Brighi a fianco di De Rossi e Mancini (fischiato) sinistro nel tridente. Le corde dell’orgoglio romanista vibrano e il suono è il ruggito dell’Olimpico alla botta di De Rossi sotto la traversa dagli 11 metri per il 3 2 che infiamma il popolo giallorosso.

IL SECOLO XIX - Gasperini attacca l'arbitro. "Troppi falli contro di noi. Dopo il 2 a 2 era difficile giocare". di Giuliano Gnecco. Una prima in serie A: Gian Piero Gasperini espulso. Il tecnico reagisce all’arrabbiata: «Mi spiace, è arrivata a tempo scaduto. C’era un po’di nervosismo, da parte loro. Sicuramente non ho offeso nessuno: la mia non era una polemica. Però dopo il 2 2 è diventato difficile giocare: troppi falli fischiati contro il Genoa, e pochi a nostro favore. Non è normale, e sono invece normali le nostre proteste. Il rigore è stata un’ingenuità nostra, però rivedetevi la partita. Sul 2 2 è diventata troppo nervosa, e non per colpa nostra. Anche la mia espulsione è forse un segno di scarsa serenità da parte di qualcuno». E Gasperini non allude alla Roma: «Normale fossero nervosi, si giocano lo scudetto». Anche se c’è stato un vivace battibecco con Spalletti: « Non lo so, io non gli ho detto nulla», assicura il tecnico. Replica Luciano Spalletti: «Gasperini si lamenta? Lo ha fatto anche all’andata: si lamenta sempre. Cosa gli ho detto? Hanno protestato in due o tre per un netto fallo a gamba tesa, sul quale ci stava anche l’ammonizione; gli ho detto che allora potevano arbitrarsela loro». Gasperini non ci sta: «Sul 2 2 è cambiato qualcosa. Non va bene, perché non deve passare il concetto che poi ché siamo salvi possono accadere certe cose. Noi vogliamo giocarcela con serietà e al massimo con tutti. Lo abbiamo fatto con la Reggina, che gioca per non retrocedere, lo faremo anche quando affronteremo altre pericolanti. Vogliamo giocare con onestà. Dobbiamo terminare il campionato in crescendo». Questo solo per una questione di dignità: «I nostri obiettivi – ammette l’allenatore – potevano cambiare solo se avessimo vinto questa partita. Il pareggio sarebbe stato un risultato di prestigio ma non avrebbe cambiato le cose. Abbiamo gli stimoli per ottenere risultati importanti: non fosse così ce ne andremmo a casa. Anche per questo ha fatto male ciò che è successo sul 2 2 ». A volte gli arbitri possono condizionare le partite più nelle piccole cose, nel fallo a centrocampo, che in quelle plateali e in area di rigore. Però, è anche vero che come il Genoa ha preso in pugno la partita e ha messo la Roma ai paletti dopo l’uscita diDanilo e l’ingresso di Leon, agguantando il pareggio e dando l’impressione di poter centrare il colpo grosso, il Grifone ha iniziato a perdere metri di campo quando è uscito Konko e al suo posto è entrato Vanden Borre. Gasperini taglia corto: «Konko era stanco, era affaticato ed è uscito. Spiace, perché nei primi 20’ sembravamo timidi, come è successo con la Reggina. Poi rimontare non era facile, ma siamo una squadra solida che sta bene. Abbiamo la volontà come squadra di dare il meglio. In questo momento abbiamo anche una buona condizione, mentre ci sono squadre che con il cambio di stagione hanno alti e bassi anche da una settimana all’altra». La sensazione è, però, dell’ennesimo punto gettato alle ortiche, con l’impressione che sul 2 2, con la Roma in bambola e il Genoa su di giri, se c’era una squadra che aveva maggiori probabilità di vincere era proprio il Grifone. Invece i rossoblù hanno perso metro su metro, lentamente ma costantemente, pur non correndo mai seri pericoli. Non sono stati gli episodi in area (nell’una e nell’altra) a impedire al Genoa di tornare a casa con un risultato importante. È stato semmai ciò che è successo fra la trequarti rossoblù e quella romanista. «Di cosa si lamenta stavolta Gasperini?», chiede ironico Spalletti. Ma, a prescindere dalla forza della Roma, se una squadra che era riuscita a prendere in pugno le redini della gara e volava sulle ali dell’entusiasmo ha iniziato ad abbassarsi faticando terribilmente a ripartire, qualcosa deve essere per forza accaduto, e non dal punto di vista tecnico

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. Leon entra e cambia la partita. Juric pilastro del centrocampo, Rubinho incerto. RUBINHO 5,5 Incerto sull’1 0 perché smanaccia la prima conclusione sporca di Taddei proprio sui piedi del brasiliano. Sul raddoppio di Vucinic tanto di cappello al montenegrino, ma lui è fuori dai pali. Bravo invece a chiudere su Vucinic lanciato a rete al 21’ della ripresa.Nel dubbio, devia in angolo al 28’ anche il siluro di De Rossi anche se probabilmente sarebbe ugualmente finito fuori. E non si fida neppure della punizione di Brighi da distanza siderale. LUCARELLI 6 Di nuovo a destra per causa di forza maggiore. Dopo appena 1’ lascia però saltare Vucinic che di testa devia di poco a fil di palo. Poi passa a fare il centrale con Bovo alla sua destra in questa posizione è a proprio agio, anche se al 21’ del secondo tempo si perde di nuovo il montenegrino. BOVO 6 Gioca contro la squadra della sua città e del suo cuore: avesse potuto decidere Bruno Conti, che l’ha allevato e tecnicamente lo ritiene persino superiore a Totti, non se ne sarebbe mai andato. Però sul 2 0 permette a Vucinic di girarsi per una rete straordinaria: da centrale è l’unico errore. CRISCITO 6,5 Rientra dall’infortunio proprio nello stadio che ha rappresentato il capolinea della sua avventura bianconera. Lui è stato molto più contento così, e quell’errore su Totti lo ha liberato da una prigione dorata. A inizio ripresa prova anche a sorprendere Doni con un sinistro da fuori. E, oltre ad attaccare, fa benissimo pure il difensore. ROSSI 6,5 Non riesce a fermare Tonetto sul cross dal quale nasce l’1 0. Al 37’ promuove però un contropiede dal quale per poco non arriva il gol che potrebbe riaprire la partita: Borriello, chiuso da due avversari, ci arriva prima ma alle sue spalle c’è il solissimo Sculli in posizione favorevole.Nella ripresa segna la seconda rete consecutiva in serie A, la terza in carriera. KONKO 6 L’uomo per tutte le stagioni questa volta si sistema in mezzo al campo, sebbene con compiti di copertura sui trequartisti avversari. Tiene d’occhio Giuly ma si fa sentire anche in fase di impostazione, poi stremato lascia il campo (18’ ST VANDEN BORRE 5,5: si piazza a centrocampo, nella zona di De Rossi per un duello in fisicità. Sembra spesso un pesce fuor d’acqua; coincidenza: con il suo ingresso il Genoa – fino a quel momento padrone del campo inizia a perdere metri). JURIC 6,5 All’inizio perde un pallone a centrocampo: non succedeva da quando giocava nell’equivalente della Berretti dell’Hajduk Spalato. Poi però inizia la sua lenta opera di stritolamento a centrocampo, dove non lascia a Perrotta la possibilità di inserirsi da dietro in zona gol. Tenta anche un paio di legnate da fuori,ma la mira non è felice. FABIANO 6,5 Sbaglia sul vantaggio giallorosso perché su Taddei c’è lui e lascia colpire il connazionale senza neppure provare a contrastarlo. Quando il Genoa, dopo due schiaffi, si sveglia dal torpore, è fra i più propositivi e spinge costantemente sulla fascia per scodellare in mezzo un numero impressionante di cross che andrebbero meglio sfruttati. Suo anche quello che riapre la gara. SCULLI 6,5 Inizia a destra, per tenere basso Cassetti; si sposta a sinistra con l’ingresso di Leon. È lui ad avviare l’azione che porta alla rete di Rossi, dopo aver fatto venire i capelli dritti a Cicinho (38’ ST FIGUEROA NG: vorrebbe fare un favore al suo amico Cambiasso, ma non ne ha il tempo). BORRIELLO 5,5 Chiama in causa Doni al 20’ con una girata di sinistro delle sue, che il portiere neutralizza soltanto in due tempi. Tenta il bis poco dopo la mezz’ora, ma sempre senza fortuna. Sull’ennesima conclusione, c’è poi Rossi a ribadire in rete. Per un eccesso di generosità commette con un’ingenuità (il fallo su Taddei) che costa il rigore del 3 2. DANILO 5 Da quando è rientrato dopo l’infortunio a dicembre, ne ha imbroccate più poche.Gasperini lo schiera per impedire a Cicinho di salire a sostegno di Taddei,ma il compito riesce solo a metà. Poi esce per un infortunio al ginocchio sinistro a probabile distorsione con possibile interessamento dei legamenti, e a questo punto per lui in questo caso la stagione sarebbe finita (31’ P T LEON 7: entra sul 2 0 per cercare di mettere un po’ di peperoncino sulla difesa della Roma. Con i giallorossi ancora storditi dalla rete di Rossi, si inventa una conclusione da incorniciare che beffa Doni e vale il pareggio. Ci riprova al 22’,ma stavolta sfiora soltanto l'incrocio

IL SECOLO XIX - Borriello: «Che ingenuità, quella scivolata». L'attaccante: «Rigore netto, ma l'arbitro non mi è piaciuto, dovremo dire qualche parolaccia». La Roma? «Voglio restare a Genova». di Giovanni Ciolina. Roma. Vorrebbe andarsene senza fermarsi ad analizzare le fasi della partita. Marco Borriello, a botta calda, passa nel pancione dell'Olimpico, saluta, ringrazia e si avvia verso il pullman. Poi, dopo qualche insistenza, torna indietro e affronta punto su punto i temi della giornata. A cominciare dal rigore fischiato per un suo intervento su Taddei e che deciderà la sfida. La considerazione non lascia adito a dubbi: «Rigore netto» butta lì tutto d'un fiato. Ma non è una liberazione per il cannoniere del campionato, ieri rimasto a secco. Lo scugnizzo di San Giovanni a Teduccio fa autocritica e ammette «l'ingenuità nell'intervento». Poi scende nei particolari: «Lui stava per calciare e io sono intervenuto in scivolata per impedirglielo. Lui ha tolto la palla. E' stato bravo. Ho sbagliato io, ma quell'intervento non deve andare a rovinare una prestazione che ritengo importante ugualmente». L'attaccante si promuove «per il movimento e la prestazione complessiva», ma soprattutto elogia la squadra intera «che ha disputato una grande partita, pur senza riuscire a portare a casa il risultato. Ad un certo punto credevamo di poter fare il colpaccio a Roma ed invece è arrivato quel rigore?». Maledetto rigore. Ingenuo rigore, come ha sottolineato lo stesso diretto protagonista, ma le partite vanno anche così. E bisogna anche accettare arbitri come il signor Banti «che ha un po' privilegiato la Roma». E per una volta dallo stanzone genoano sale anche una considerazione che riguarda l'atteggiamento generale da tenere in campo. Borriello non entra nei particolari di quanto accaduto sul prato ma la sua frase è emblematica: «Più ci si comporta bene e meno si viene rispettati. Bisogna dire anche noi qualche parolaccia in campo». Borriello resta comunque l'oggetto del desiderio di mezza serie A. Anche la Roma sembra in ottima posizione per accaparrarsi le sue prestazioni «e quale giocatore non vestirebbe volentieri questa maglia?» ammette con i cronisti della Capitale, prima di aggiungere però una postilla importante. «Intanto premetto che sono a metà tra Milan e Genoa. Poi a Genova sto provando emozioni incredibili e voglio restare qui». E sul bomber ha avuto parole di elogio anche un indimenticato ex rossoblù, Bruno Conti, attualmente nell'area tecnica romanista: «Sta dimostrando tutto il suo valore. Anche quando non è in forma ti mette in difficoltà; lotta, difende il pallone: insomma, un'insidia». Conti lo dice chiaro: «Il Genoa ci ha messo in difficoltà. Non ha mai mollato. Grande squadra». Le pacche sulle spalle non fanno classifica, ma un po' di morale si

 

IL SECOLO XIX - LUCARELLI«VOGLIAMO RISPETTO». LEON DEDICA IL GOL ALLA FAMIGLIA. Roma. Entra a partita in corso e modifica l'andamento di una sfida che sembrava decisa. Anzi, per 21', la stoccata dell'honduregno getta nello sconforto il popolo romanista e permette a Leo di mostrare la sua maglietta con dedica a Gesù Cristo. Ma non decide il corso del campionato. «Questo gol lo dedico alla mia famiglia» rincalza il fantasista rossoblù al quinto centro stagionale, prima di manifestare la sua soddisfazione per una rete «importante. Spero che il pubblico se la sia goduta tutta». Quello di fede genoana sicuro. Anzi come il Grifone, i duemila all'Olimpico hanno cullato a lungo un sogno: strappare almeno il pari. «La prestazione della squadra è stata ottima - sottolinea? e se nel primo tempo è venuta fuori un po' di stanchezza, nella ripresa abbiamo dimostrato di essere in grande salute e condizione». Elogi alla prestazione che arrivano un po' da tutte le voci dei giocatori, ma l'altro tema dominante riguarda l'operato dell'arbitro. Leon sorride e scappa via, ma Alessandro Lucarelli, per esempio, puntualizza come «l'arbitraggio nella ripresa ci ha impedito di uscire. Sono stati fischiati falli a ripetizione su Borriello e i nostri attaccanti. Cosìè difficile giocare. È vero che non siamo una squadra di prima fascia e non lottiamo per un traguardo importante, ma pretendiamo rispetto, anche perché per 70' abbiamo giocato alla grande». La direzione di Banti è parsa cambiare una volta che il Genoa ha raggiunto il 2-2 e la Roma è andata in affanno. A quel punto anche la collaborazione del fischietto livornese è entrata nel grande baraccone della corsa allo scudetto. «C'è molto rammarico», puntualizza Mimmo Criscito che porta a casa come trofeo una maglia di Totti: «Sai, me l'hanno chiesta». E chissà quanti (brutti) ricordi juventini sono passati per la testa del mancino rossoblù a veder quel nome. Ma stavolta sono gli avanti romanisti a trovarsi di fronte un osso duro, «anche se nel primo tempo abbiamo faticato ad uscire dalla mia parte per la grande pressione di Taddei. L'ingresso di Leon, però, ha cambiato un po' le cose». Rammarico, rabbia (per la direzione di Banti), delusione per il risultato, «nonostante la gara abbia confermato la nostra convinzione che a questi livelli possiamo starci» sono le parole di Bovo.

IL SECOLO XIX - E Spalletti: «Non si può lamentare sempre». di Luca De Carolis. «È stata una partita molto tirata. Il Genoa ha giocato bene». Poi se la prende con Gasperini: «Già all'andata aveva contestato l'arbitro». Roma. Amici mai. Dopo il confronto in campo, il duello a distanza tra Gasperini e Spalletti è proseguito anche in sala stampa. Senza che il tecnico giallorosso facesse nulla per evitarlo. Ai cronisti che gli hanno riferito delle critiche del collega all'arbitro, il tecnico giallorosso ha risposto con aria visibilmente infastidita: «Gasperini si era lamentato dell'arbitro già nella partita di andata, e non capisco di cosa potesse rammaricarsi oggi. Io mi sono alzato dalla panchina quando ho visto che si lamentava per un fallo netto di un suo giocatore, a gamba tesa. La punizione c'era, e forse anche l'ammonizione. Mi sono alzato per dirglielo. Gli ho detto: "Arbitrate voi, a questo punto". Non si può fare così». Parole insolitamente dure per Spalletti, che raramente si lascia andare a polemiche, soprattutto quando riguardano altri allenatori. Ma questa volta il tecnico toscano non ha resistito, in campo e fuori. Tanto che, pochi attimi dopo lo scambio di battute con Gasperini, ha calciato lontano un pallone. Forse perché l'adrenalina si faceva sentire, come ha ammesso lui stesso negli spogliatoi («Dopo una partita così tirata bisogna prendere le pillole»). Il Genoa ha messo davvero paura ai giallorossi, con un secondo tempo gagliardo. Spalletti ha reso merito all'avversario: «Il Genoa è una bella squadra, che gioca un buonissimo calcio. Noi però ci siamo complicati la vita da soli, sbagliando tutto sul 2 a 0, in una situazione che teoricamente dovrebbe esaltare le caratteristiche di una squadra come la nostra». E invece la Roma si è incartata, forse perché sentiva nelle gambe la partita contro il Manchester United di martedì scorso. Ma il tecnico non è d'accordo: «La stanchezza può aver influito, ma credo che sia stato soprattutto un fatto mentale. Sbagliavamo anche le cose più banali, ogni singolo passaggio: sembravamo la squadra di martedì scorso, dopo il raddoppio del Manchester. E così abbiamo fatto il gioco del Genoa. Un fatto su cui dovremo lavorare parecchio». Alla fine però la vittoria è andata ai giallorossi, che possono continuare la rincorsa all'Inter. Ma Spalletti non vuole parlare della capolista: «Di quello che fanno i nerazzurri non mi interessa nulla, noi dobbiamo pensare solo a dare il meglio. Forse non vedrò neppure la loro partita a Bergamo. Questa domenica spero di andare al cinema con i miei figli». Intanto mercoledì i giallorossi proveranno l'impresa all'Old Trafford contro il Manchester. Ieri Spalletti non ne ha voluto parlare, ma ha ammesso che la sconfitta all'Olimpico contro gli inglesi «ha influito sui ragazzi. Per un paio di giorni erano tristi e abbattuti». Motivo per cui ieri, contro il Genoa, il tecnico ha cambiato molto la squadra a livello tattico.Voleva scuotere i suoi, mescolando le carte. E ha avuto ragione lui, anche se qualche cambio forse è stato tardivo, come sussurravano ieri i giornalisti. Ma a risolvere tutto ha provveduto De Rossi, leader giallorosso in assenza di Totti. Che alla fine ha parlato in difesa della società: «I compratori americani? Noi abbiamo i Sensi e ce li teniamo stretti. E poi con gente che ha un patrimonio da un miliardo di dollari sarebbe troppo facile. Ora spero che mi rinnovino al più presto il contratto»

 

LA REPUBBLICA - Genoa ko a Roma, sconfitta con rabbia. di Gessi Adamoli. Gasperini: "Dopo il pari l´arbitro non ci ha più fatto giocare" Il diverbio con Spalletti: "Era teso e ha fatto tutto lui, io non ho neppure detto una parola". Fa rabbia perdere così. Soprattutto perché il Genoa è convinto che qualcosa gli sia stato portato via. Non c´entra il rigore. «Su quello niente da dire - commenta Gasperini - Siamo stati ingenui noi, il fallo c´era. Però è innegabile che, dopo che abbiamo raggiunto il pareggio, c´è stato impedito di giocare: non potevamo ripartire perché regolarmente ci veniva fischiato un fallo contro. Andatevi a rivedere la partita, contatevi i falli, pochissimi, che sono stati fischiati a favore del Genoa e quelli, moltissimi, fischiati a favore della Roma. Così è brutto, non va bene. Chiediamo tutti pulizia, ma se continuiamo così non si esce dal solito meccanismo». Il signor Banti di Livorno è riuscito a far saltare i nervi a Gasperini, che in questi due anni genoani ha sempre dato dimostrazione di grande self control. E´ la prima espulsione da quando è allenatore del Grifone (una delle ultime volte che venne allontanato dal campo fu in un Crotone-Genoa, quando, però, sedeva sulla panchina della squadra calabrese). Sorride: «Eravamo ormai a tempo scaduto e io ho semplicemente detto "Speriamo fischi presto la fine così andiamo via". Continuare così intanto non aveva senso. Dà fastidio subire un arbitraggio sistematicamente penalizzante. Ed anche non è piacevole che l´arbitro ai nostri giocatori si rivolgesse in maniera esageratamente colorita». Su questo tasto battono anche i giocatori del Genoa, Borriello e Lucarelli in testa: «E se fossimo stati noi a rivolgerci a lui in quella maniera, come sarebbe andata a finire?». È teso il dopo partita all´Olimpico. Tiene banco il plateale battibecco tra Spalletti e Gasperini (20´ della ripresa). «E´ che Gasperini si lamenta sempre delle decisioni arbitrali, era successo anche nella partita d´andata», è la versione di Spalletti. «Ha fatto tutto lui - replica il tecnico genoano - Ha detto qualcosa a me, io niente a lui. Ma per carità, un pizzico di tensione è comprensibile: la Roma si gioca lo scudetto. Il nervosismo era solo da parte loro, noi abbiamo unicamente cercato di fare onestamente la nostra partita. Ce lo imponeva il rispetto per i nostri tifosi e per la regolarità del campionato. Mi stupisco, se qualcuno non capisce. E ci terrei che non passasse il messaggio "intanto il Genoa è salvo". Mi rivolgo agli arbitri ma anche agli avversari». Alla fine del primo tempo c´era stato un contatto sospetto ai danni di Marco Rossi. «Ma non è uno scandalo che l´arbitro non l´abbia fischiato - osserva Gasperini - Abbiamo protestato appena, eravamo sereni. Però la serenità l´abbiamo persa, quando, dopo il pareggio, l´arbitro ha deciso di non farci più giocare». Lo provocano: perché Borriello in panchina contro l´Inter e in campo con la Roma? La replica è durissima: «Questa è disinformazione. Borriello contro l´Inter non ha giocato semplicemente perché dovevamo disputare tre partite in sei giorni. Io non penso né all´Inter né alla Roma, ma solo al Genoa». Ammette che l´inizio del Genoa era stato disastroso: «Un approccio alla partita negativo, timido, passivo. Proprio come quello di domenica scorsa con la Reggina, solo che questa volta davanti avevamo la Roma».

LA REPUBBLICA - Restano solo i complimenti "Finalmente una squadra vera". L´ex Sebino Nela: "Qui tutti si chiudono, avreste sicuramente meritato di più" Anche Lucarelli contro anti: "Ci aspettavamo tutto, ma non che si rivolgesse così a noi giocatori". Le polemiche, nel dopo partita dell´Olimpico, ma anche i complimenti (doverosi) al Genoa. Li fa anche Spalletti, dopo aver battibeccato a distanza con Gasperini: «Di fronte avevamo una squadra che gioca bene al calcio e che è anche in un´ottima condizione. E non è mai facile quando si incontra un avversario che è in un buon momento e che ha dunque anche grande entusiasmo. Semmai chi ha stupito in negativo è stata la mia squadra, questa volta proprio non l´ho capita. Una volta che la partita si era messa in discesa abbiamo sbagliato cose banalissime». Il doppio ex Sebino Nela, commentatore abituale delle partite della Roma all´Olimpico, è entusiasta della prestazione del Genoa: «Finalmente una squadra che gioca a calcio. Qui vengono tutti a chiudersi, il Genoa ha invece fatto la sua partita e avrebbe sicuramente meritato di più». «Feroci» era il titolo a caratteri di cubo del Romanista, ma il furore agonistico auspicato da parte del quotidiano riservato ai tifosi giallorossi, è durato solo 17´. Dopo aver erroneamente creduto di aver chiuso la pratica Genoa, ha cominciato a pensare al Manchester e Rossi e compagni hanno potuto così cominciare a tessere la propria tela, anche se pesava tremendamente l´assenza di Milanetto ovvero il giocatore capace di inventare una palla smarcante in profondità per Borriello. Le reti di Taddei e Vucinic («il più bel gol della mia carriera»), hanno indotto la Roma a giocare sotto ritmo. Ma il Genoa ha riaperto la partita con Rossi: solito schema di Fabiano in sovrapposizione sulla sinistra, con l´unica variante che questa volta Borriello non ha fatto centro (sulla ribattuta zampata vincente del capitano, 13´). E subito dopo Leon da fuori ha agguantato il pareggio (14´). A questo punto, però, è sceso in campo Banti. «La Roma è in lotta per lo scudetto - osserva Lucarelli - Ci aspettavamo un arbitro di un certo tipo, ma non che addirittura non ci facesse giocare. Per non parlare poi di come si rivolgeva a noi giocatori». Banti è di Livorno (come Lucarelli) la città dove si stampa «Il Vernacoliere», si vede che per lui un certo tipo di linguaggio è abituale. Niente da dire, però, sull´episodio del rigore. Borriello è reo confesso: «Ho sbagliato ad andare in scivolata, mi sono fatto trasportare dall´istinto». Ma è una vecchia regola che un attaccante, quando retrocede nella propria area di rigore fa danni. Borriello aveva combinato la frittata anche nella partita d´andata, dimenticandosi Panucci in area all´ultimo minuto. «Peccato - osserva Bovo - perchè avevamo giocato davvero un grande secondo tempo». Brucia perdere così. Sono saltati i nervi persino al mite Rubinho, che, a fine partita, ha avuto un vivacissimo scambio verbale con Juric. Tutto, però, prontamente rientrato, anche per l´intervento di alcuni compagni e del team manager Salucci

 

LA REPUBBLICA - Decide De Rossi su rigore. All'Olimpico giallorossi in vantaggio di due gol dopo appena 17' poi si fanno riprendere nella ripresa. Una pazza Roma rischia ma vince 3-2 al Genoa e l'Inter è a un punto. ROMA - Immediato riscatto e Inter a un solo punto. Sembrava tutto facile, poi tutto perso, quindi il rigore di De Rossi, insomma la Roma riparte, batte il Genoa 3-2 e mette pressione alla capolista di Mancini domani impegnata in casa dell'Atalanta. Questo chiedeva Spalletti ai suoi ragazzi dopo il ko interno con il Manchester United che rischia di interrompere il cammino in Europa di Totti e compagni. Non una grande Roma, ma un pizzico fortunata e anche orgogliosa al punto giusto per piegare un Genoa davvero combattivo. In 17 minuti due gol per i giallorossi: al 14' il vantaggio abbastanza fortunoso di Taddei, al 17' il raddoppio di Vucinic con un gran sinistro da fuori area. Poi la Roma si spegne, controlla la partita, il Genoa cerca di riaprirla creando diverse occasioni nell'ultima metà del primo tempo, ma non ci riesce. Lo fa nella ripresa con un micidiale 1-2 firmato Rossi-Leon al 13' e 14'. Poi il rigore di De Rossi all'80' e il 3-2 finale. Non una gara facile per la Roma che oltre ad avere nelle gambe e nella testa i 90 minuti giocati martedì sera con il Manchester, deve rinunciare a tanti titolari. In difesa mancano Juan e Ferrari, a centrocampo non ci sono Pizarro e Aquilani, in avanti è fuori Totti. Spalletti arretra Perrotta al fianco di De Rossi sulla mediana, sulla trequarti dà spazio a Taddei, Giuly e Tonetto con Vucinic unica punta. Mancini (fischiato al suo ingresso nella ripresa) va in panchina dopo l'opaca prestazione con il Manchester United. Solito 3-4-3 per Gasperini che deve rinunciare a Milanetto e affianca Konko a Juric. In avanti Borriello, ai suoi fianchi Sculli e Danilo (ko al 32', al suo posto dentro Leon che poi sarà decisivo). Parte bene la Roma, tonica, concentrata e decisa a mettersi alle spalle il ko di martedì. Vucinic e De Rossi mettono subito i brividi a Rubinho che al 14' è battuto da Taddei, bravo a mettere dentro su un intervento difensivo da rivedere di Fabiano e Rubinho. La Roma prova a chiudere subito la partita e l'impressione è che ci riesca con Vucinic che, al 17', trova un gran gol di sinistro da fuori area. Giallorossi sul velluto, ma l'errore della squadra di Spalletti è considerare già vinta la partita. Il Genoa non molla, ci crede, capisce che la Roma non ha tante energie e la mette in difficoltà con un bel gioco sulle fasce e un Borriello sempre pericoloso. Si fa male Danilo, al suo posto entra Leon e il Genoa è ancora più pericoloso grazie alla fantasia dell'honduregno. Nella ripresa i ragazzi di Gasperini ci provano con Criscito e Fabiano, la Roma concede e il Genoa ne approfitta. Al 13' Borriello si fa respingere un tiro da Doni che non trattiene, per Rossi è un gioco da ragazzi mettere dentro. Appena un minuto dopo arriva il 2-2 del Genoa, lo sigla Leon con un bel destro dal limite. Pari meritato per i liguri che potrebbero anche sognare il colpaccio, l'Olimpico rumoreggia, piove qualche fischio, ma la Roma ha orgoglio da vendere ed è De Rossi a caricarsi sulle spalle la squadra e a suonare la carica. Ci prova al 29' dalla distanza, poi al 35' trasforma un rigore pesantissimo che si procura Taddei, bravo a dribblare in area Borriello che lo travolge commettendo un chiaro fallo. E' il gol del 3-2, la rete che mantiene intatte le speranze scudetto portando i giallorossi a -1 dall'Inter che, però, devono ancora scendere in campo. E mercoledì c'è la traferta di Manchester, ma lì ci vorrà un'impresa.

LA REPUBBLICA - BORRIELLO NON È STATO TUTELATO. di Franco Rotella. Peccato, ha vinto la squadra che ha giocato peggio. Il risultato dell´Olimpico è stato, infatti, sicuramente ingiusto. Il Genoa avrebbe meritato almeno un pareggio. Non si è vista in campo la differenza di classifica, anzi esattamente il contrario. Con la forza della tranquillità per la loro classifica I rossoblù hanno dato il meglio proprio contro la squadra che esprime il miglior calcio del torneo. Sotto di due reti, abbastanza episodiche e sfortunate, non hanno mollato con grinta e determinazione. Alla fine è arrivato un rigore evitabile, che ha il sapore di beffa. L´arbitro non mi è piaciuto, soprattutto perché non ha mai tutelato Borriello, spesso maltrattato dalla difesa giallorossa. Quindi un´altra prova complessivamente positiva. Da non ripetere è solo l´inizio eccessivamente guardingo e timoroso. Con il Torino si può riprendere la marcia. Da Roma esce un Genoa rafforzato sul piano della fiducia nei propri mezzi

 

IL MESSAGGERO - Continua la rincorsa della Roma: 3-2 al Genoa e Inter a un punto. ROMA - Continua la rincorsa della Roma sull'Inter. I giallorossi tremano ma battono all'Olimpico il Genoa nell'anticipo della 32a di campionato e si portano a meno uno dai nerazzuri che domenica affrontano l'Atalanta a Bergamo. Micidiale l'uno due dei giallorossi in avvio che in tre minuti si sono portati sul 2 a 0. E altrettanto micidiale la risposta del Genoa nella ripresa che si è riportata sul 2 a 2 in poco più di un minuto. Dal sogno all'incubo insomma, con la paura di dovere dire addio alla rincorsa tricolore pochi giorni dopo la sconfitta con il Manchester, che ha compromesso fortemente il cammino in Champions. Poi ci ha pensato il rigore di De Rossi a scacciare tutti i fantasmi e a portare la Roma a un solo punto di distanza dall'Inter. A San Siro il Milan torna a vincere battendo 3 a 1 il Cagliari nel secondo anticipo della giornata e si porta a un punto dalla Fiorentina, rilanciando la sua corsa verso la Champions. Reti di Kakà al 7' e Inzaghi al 30' e 23' del secondo tempo. Il Cagliari aveva accorciato le distanze al 4' della ripresa con Conti grazie a una papera di Kalac. Roma-Genoa. La squadra di Luciano Spalletti parte subito in avanti e già dopo 48 secondi di gioco va vicina al gol con Vucinic, che imbeccato da Cicinho di testa spedisce a lato alla sinistra di Rubinho. In formazione rimaneggiata per gli infortuni di Totti e Aquilani e la squalifica di Pizarro, la Roma attacca a testa bassa. I rossoblu, forse troppo timorosi, non riescono a contenere gli attacchi in velocità dei giallorossi che già nei primi minuti creano anche un'altra occasione da gol con De Rossi su punizione. La rete del vantaggio arriva al 14': cross dalla sinistra di Tonetto per Taddei che vicinissimo alla linea di porta prima tira sul portiere e poi sulla respinta manda la palla in rete. Tre minuti dopo il raddoppio di Vucinic: spalle alla porta il romanista si gira e lascia partire un gran sinistro da fuori area. Rubinho resta di sasso, Totti in tribuna esulta e Spalletti applaude senza sosta. Il Genoa è alle corde, ma riesce a non demoralizzarsi e, quando la Roma rallenta, comincia a uscire fuori. La squadra di Gasperini si affaccia in avanti al 20' con un tiro dal limite di Borriello neutralizzato in due tempi da Doni. Subito dopo ci prova a anche Fabiano sempre dalla lunga distanza ma il pallone finisce fuori. Dopo l'avvio scintillante, la Roma nella seconda parte del primo tempo subisce sempre di più il tentativo di reazione del Genoa, ma la squadra di Gasperini non riesce a impensierire più di tanto Doni. Nella ripresa Genova ancora in avanti in avvio con la Roma costretta a difendersi. La pressione dei liguri viene premiata al 13': cross dalla sinistra per Borriello e tiro verso la porta quasi a colpo sicuro repinto da Doni. Sulla palla si avventa Rossi e accorcia le distanze. Nemmeno due minuti dopo il Genoa pareggia: Leon approfitta di un buco centrale e dal limite batte il portiere giallorosso. Gelo sull'Olimpico e sulla Roma, che vede complicarsi la rimonta sull'Inter. La squadra di Spalletti cerca di riportarsi in avanti ma mette paura a Rubinho solo con tiri da fuori. Come quello di De Rossi al 29' o la velenosa punizione di Cicinho deviata in angolo al 34'. Proprio da quel corner però nasce il rigore decisivo. Boriello atterra Taddei in area e l'arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri calcia De Rossi: destro potente che si infila in alto a destra della porta difesa da Rubinho. La Roma vince e ora è a meno uno dall'Inter. Spalletti. Intanto anche all'Old Trafford mercoledì nel ritorno dei quarti di Champions con il Manchester la Roma dovrà fare a meno di Totti. È quanto fa capire lo stesso Luciano Spalletti, davanti alle telecamere di Sky, subito dopo la sofferta vittoria con il Genoa. «Sarei contento di averlo a disposizione per domenica prossima» dice il tecnico giallorosso. Il 2-0 dell'Olimpico ancora brucia: «Fino al primo gol avevamo subito solo un tiro in porta, poi due episodi ci hanno girato contro la partita. In questi casi non devi che fare i complimenti agli avversari e archiviare. Riprenderemo in mano la questione mercoledì». Molto sofferto comunque il 3-2 sul Genoa. «Il cuore c'è stato tutto - dice il tecnico -. Dopo il pari del Genoa abbiamo ricominciato come all'inizio. Mi sembra una vittoria abbastanza meritata - dice Spalletti - ma con sofferenza». L'allenatore fa i complimenti al Genoa e bacchetta i suoi per la rimonta subita in un minuto: «Non capisco il comportamento della mia squadra: quando una partita è in discesa, sul 2-0 abbiamo sbagliato cose banalissime, concedendo a loro la possibilità di prendere coraggio». In tribuna Francesco Totti non ha guardato il rigore. «Io ho guardato - conclude Spalletti -. Il rigore è un comportamento tecnico sempre difficile, dove bisogna avere freddezza, personalità e assumersi la responsabilità del momento». Con l'Inter a solo +1 sulla Roma (ma deve giocare ancora con l'Atalanta), la rimonta giallorossa sembra ormai compiuta. Ma Spalletti non si sbilancia. «Non voglio vedere domani titoloni sui giornali. Dico solo che sono contento perché‚ la mia squadra ha vinto, il resto lo lascio alla fantasia dei giornalisti. Altrimenti si finisce per passare da presuntosi e montati. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Dell'Inter non ci interessa». Rosella Sensi. «Una vittoria sudata ma importantissima. Il Genoa ha attaccato moltissimo ma l'importante è che siamo stati bravi a ribaltare il risultato». Rosella Sensi preferisce godersi la gioia per la vittoria sul Genoa e non vuole pensare allo scudetto: «Io sono tifosa quindi mi arrabbio e esulto, comunque faccio i complimenti alla squadra che ci ha sempre creduto, hanno creduto alla vittoria ed è arrivata - dice -. Non penso allo scudetto ma alla partita di mercoledì». Cioè al Manchester, la Sensi crede anche alla rimonta in Champions: «Ci voglio e ci devo credere. Il Manchester è una squadra forte con dei giocatori bravissimi, ma ha ragione Spalletti, chi non ci crede non venga». Intanto continuano a rincorrersi le voci su una possibile offerta in arrivo dall'America per l'acquisto della società: «La squadra è cresciuta e quello che mi fa piacere è che questo gruppo va avanti a prescindere delle voci - conclude Rosella Sensi -. Attraverso i comunicati ho chiarito più volte che nessuno vuole acquistare la Roma». Feriti due tifosi genovesi - Due tifosi del Genoa sono rimasti feriti al termine della partita che si è svolta stasera all'Olimpico. I feriti, entrambi di 19 anni, sono stati medicati al Policlinico Gemelli. Uno è stato accoltellato ad una gamba ed è stato giudicato guaribile in cinque giorni, mentre l'altro ha ricevuto una botta in testa ed è stato sottoposto ad accertamenti. Si occupa delle indagini la polizia.

IL GIORNALEIl volo scudetto, la Roma vive due volte per arrivare a meno 1. Sembrava tutto facile dopo il doppio vantaggio maturato in appena diciotto minuti, grazie a un rimpallo che favorisce Taddei e un gol da cineteca di Vucinic («sicuramente il più bello della mia carriera», sottolinea il montenegrino). Poi molla gli ormeggi, lasciando l’iniziativa a un Genoa bravo nel palleggio e abile nel gioco in velocità. I liguri, che perdono Danilo (sospetta distorsione al ginocchio, ma il medico ha già rassicurato il giocatore e il tecnico) ma guadagnano Leon, dopo aver avanzato sempre più il baricentro, confezionano l’uno-due con Fabiano e lo stesso Leon in quaranta secondi e mettono paura ai giallorossi. Solo allora si rivede una Roma determinata a centrare la vittoria finale, con il rigore (netto il fallo di Borriello su Taddei, come riconoscerà alla fine lo stesso attaccante azzurro). Ma nel dopopartita il tecnico del Genoa Gasperini, espulso nel finale, è furioso: «Dopo il 2-2 sono successe cose gravi e non mi riferisco al rigore. Tanti piccoli episodi, l’arbitro non ci ha fatto più giocare». «Era nervoso anche all’andata – dice Spalletti che ha avuto un battibecco con il collega durante la ripresa – ma credo che il risultato sia meritato. È stata una vittoria ottenuta con il cuore, dopo il 2-0 abbiamo sbagliato cose banalissime e loro hanno ripreso coraggio. L’Inter a -1? Non mi interessa parlarne, dico solo bravi ai miei giocatori per il successo».

 

IL GIORNALE - Vucinic e Taddei ispirati Borriello sbaglia area. ROMA 6 DONI. Due parate senza affanni su Borriello, non pare colpevole sui gol rossoblù. 6,5 CICINHO. Prestazione di quantità, tanti palloni conquistati e rilanciati, sfiora anche un gol che sarebbe incredibile. 5,5 MEXES. Nel duello con Borriello non è sempre vincente, sbaglia in occasione del secondo gol genoano. 6 PANUCCI. Nei momenti più difficili ci mette l’esperienza, non perde la testa quando il Genoa sta recuperando il risultato. 6 CASSETTI. Va a corrente alternata, buon inizio, poi in grande difficoltà nel momento in cui il Genoa completa la rimonta. 6 PERROTTA. Rientra dopo la squalifica in un ruolo di centrocampista centrale vecchia maniera (mai successo quest’anno dall’inizio) e non sfigura. 7 DE ROSSI. Prende per mano la Roma in grande difficoltà, impegna con un bel tiro Rubinho e poi trasforma un rigore pesantissimo per la classifica. 6,5 TADDEI. Segna il gol dell’1-0 che è più un regalo dei genoani, si conquista il rigore. Finalmente una buona prova (dal 37’ st JUAN SV). 5 GIULY. Riproposto trequartista, delude le aspettative (dal 16’ st MANCINI 5,5. La carta giocata da Spalletti sul 2-2, ancora una volta non lascia il segno). 5,5 TONETTO. Torna a giocare esterno alto, solo il cross dal quale nasce il gol di Taddei (dal 19’ st BRIGHI 6. Dà il suo contributo quando la Roma cerca di vincere). 6,5 VUCINIC. Inventa una rete splendida dal limite dell’area, poi Rubinho gli nega il bis chiudendogli lo spazio. L’attaccante si dimostra in salute. All. SPALLETTI 6,5. Stravolge la formazione per le numerose assenze, bravo poi a cambiare nel finale. GENOA 6 RUBINHO. Prende tre gol, ma non ha responsabilità. Bravo su Vucinic, De Rossi e Cicinho nella ripresa. 6 A. LUCARELLI. Chiude bene in un’occasione sull’attaccante montenegrino della Roma, in generale buona prova. 6 BOVO. L’ex ancora legato all’ambiente di Trigoria fa il suo dovere, match senza grandi sbavature. 5,5 CRISCITO. Forse l’anello debole della difesa genoana, Taddei ha buon gioco su di lui. 7 M. ROSSI. Gode di molto spazio a destra e si inserisce spesso in area. Segna il gol che riapre il match e che incornicia la sua partita. 6,5 KONKO. A centrocampo si rivela un mastino, tenta più volte il tiro dalla distanza (dal 19’ st VANDERBORRE 5,5. Spesso impreciso, subisce la crescita progressiva della Roma). 6 JURIC. Gioca una partita di grande sacrificio, qualche conclusione dal limite. 6 FABIANO. Combina un pasticcio sulla rete di Taddei, ma poi serve l’assist che porta al gol di Rossi. 5,5 SCULLI. Tenta solo un tiro dalla distanza non pericoloso, fa partire l’azione del primo gol (dal 38’ st FIGUEROA SV). 6 BORRIELLO. Suo il tiro più pericoloso del Genoa nel primo tempo, ma anche il fallo da rigore decisivo per il risultato. 6 DANILO. Si infortuna (ma non è la temuta distorsione) sontrandosi con Mexes nella prima iniziativa (dal 32’ pt LEON 6,5. Ottimo impatto sulla partita, grande il gol dalla distanza che illude il Genoa). All. GASPERINI 6,5. La sua squadra si dimostra abile nel palleggio e veloce nel gioco e sfiora l’impresa. Arbitro BANTI 6. Sembra gestire bene una partita corretta, ma che ha rischiato di innervosirsi. Giusto il penalty.

IL GIORNALE - L’espulso Gasperini: «L’arbitro ha fischiato solo contro il Genoa». di Emmanuele Gerboni. La rabbia è forte, fortissima. Non è bastato quell'uno-due all'inizio del secondo tempo per portare a casa un risultato positivo che sarebbe stato meritato. Dal Paradiso all'Inferno, un biglietto di sola andata con quel rigore che alla fine ha messo ko la squadra rossoblu. In casa Genoa l'umore è nerissimo, cambia poco per la classifica del Grifone ma di certo a Borriello e compagni sarebbe piaciuto tantissimo fermare la Roma all'Olimpico e inserire un'altra perla in questa stagione. E il Genoa è andato vicinissimo all'impresa, ma la fortuna non ha aiutato la truppa rossoblu. Così si torna a casa con una sconfitta che fa male soprattutto per una ripresa che aveva portato il Genoa ad un pareggio che sembrava impossibile da raggiungere dopo appena venti minuti di gara. Nel dopo partita Gian Piero Gasperini (espulso nel finale) ha voluto chiarire alcuni aspetti. Non gli è piaciuto l'atteggiamento del direttore di gara Banti e spiega il motivo del suo disappunto: «Se andate a rivedere la partita, tutti potranno capire la ragione: sono stati fischiati molti falli “pesanti“ contro il Genoa, e pochi a nostro favore. Certi atteggiamenti e diverse interpretazioni (ovviamente il riferimento è al direttore di gara, ndr) non mi sono proprio piaciuti e anzi devo fare i complimenti alla mia squadra che è riuscita a mantenere la calma e non era assolutamente facile», esordisce il tecnico rossoblu che poi prosegue l'analisi della gara, mettendo in chiaro un concetto. Chiede più tutela nei confronti della sua squadra: «Non vorrei che passasse un certo tipo di messaggio: il Genoa è salvo e allora va tutto bene. Non ci sto, noi stiamo facendo il massimo per raccogliere più punti possibili perché vogliamo chiudere nel modo migliore questa stagione, onorando la regolarità del campionato. Abbiamo affrontato la Reggina e avremo di fronte anche altre squadre che devono salvarsi. Ma pensare che tutto può andare bene perché il Genoa è salvo mi dà molto fastidio: mi auguro che questo messaggio non passi», ripete ancora Gasperini. Che, poi, entra nel cuore di questo match caratterizzato dalla falsa partenza rossoblu, bilanciata però da una reazione super: «Nei primi venti minuti siamo partiti male, un approccio sbagliato, la squadra era timida, un po' come era successo anche domenica con la Reggina. Poi, ci siamo ripresi creando anche buone occasioni prima dei due gol che ci hanno permesso di ottenere il pareggio. Non era facile agganciare la Roma dopo essere andati sotto di due reti, ma la squadra ha fatto una grande rimonta. Peccato che non sia bastata per portare a casa un risultato positivo», conclude l'allenatore rossoblu. Tanta rabbia in casa del Genoa mentre ovviamente dall'altra parte festeggiano i giallorossi che sognano ancora l'aggancio scudetto. «Il cuore c'è stato tutto, soprattutto dopo il pareggio del Genoa. Abbiamo sofferto perché i rossoblu stanno molto bene fisicamente e propongono un calcio davvero bello, ma alla fine la reazione della mia squadra è stata molto importante», ha spiegato Luciano Spalletti

 

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