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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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ROMA - GENOA 3 - 0 (2 - 0) Reti: 16' Perrotta, 44' e 60' Toni
ROMA:
Julio Sergio,
Cassetti, Burdisso, Juan, Riise, Taddei, Pizarro, Brighi, Perrotta, Toni (89'
Baptista), Vucinic (89' Menez) (Lobont, Mexes, Motta, De Rossi, Cerci).
Allenatore: Ranieri. Arbitro: Romeo di Verona. Ammoniti: nessuno. Angoli: 6 a 4 per la Roma. Spettatori: 31.746
CORRIERE SPORT - Perrotta sblocca Toni ne segna due Genoa sbriciolato. E Ranieri sale al terzo posto. di Luigi Ferrajolo. ROMA - Ora che c’è Luca Toni, alla Roma non manca proprio più niente. Tanto che si concede il lusso di umiliare una squadra come il Genoa, lasciando in poltrona Totti e in panchina De Rossi, cioè i due più bravi di tutti. Che la Roma scoppi di salute e ormai corra come una grande è del resto confermato dai fatti, dai numeri: con questo spettacolare 3-0 a Gasperini, ha scavalcato la Juve, che sarà pure in crisi nera, ma sino a qualche domenica fa era lontano un miglio. E del resto, la Roma di Ranieri non perde ormai da ottobre e all’Olimpico è diventata una macchina quasi perfetta: su tredici partite, ne ha vinte dodici. Questa l’ha stravinta, non vinta. Raramente in questo campionato capita di vedere una gara a senso unico, senza storia. E’ vero, il Genoa deve stare maluccio, perchè ha perso quella baldanza fisica ma anche psicologica che poi era la sua grande forza. Ma la Roma l’ha annichilita dall’inizio alla fine, sotto tutti gli aspetti: quello fisico, sul ritmo, sul temperamento e non parliamo nemmeno dei valori tecnici in campo. Ranieri deve avere in pugno la situazione perchè non ha voluto rischiare nemmeno con De Rossi, come se sapesse sin dall’inizio come sarebbe finita. E Brighi, che ha sostituito De Rossi ma giocando come vertice del rombo, non ha fatto venire rimpianti a nessuno. In questo momento la squadra ha una condizione fisica invidiabile, gioca e corre che è una bellezza ed ha ritrovato gente che sembrava finita: con Pizarro e Toni, gli altri protagonisti sono stati ancora una volta Perrotta e Taddei, per non parlare di Juan, padrone dell’area e della situazione. Dopo appena 17 minuti, senza che il Genoa potesse fiatare, la Roma ha rotto gli argini. Toni si era mangiato subito una bella palla gol, calibrando male l’incornata, e Vucinic, su punizione, aveva costretto Amelia a una mezza prodezza. Ma il gol era nell’aria ed è arrivato sugli sviluppi di un corner. Pizarro ha crossato da sinistra sul secondo palo, Juan, imperioso, ha staccato di testa e Amelia ha rinviato alla peggio, tanto che Vucinic e Sculli si sono ostacolati cercando la deviazione di testa: Perrotta è piombato come un falco, sbattendo il pallone in rete da due metri. Il rombo di Ranieri ha schiantato il centrocampo genoano, in cui si sono salvati in parte Juric e Mesto, bravo sull’out. Ranieri ha piazzato Pizarro come sempre in regia, con Taddei sulla destra e Perrotta sulla sinistra, tenendo Brighi come vertice alto. Perrotta ha giocato e corso per due: non solo un gol che ha spalancato la partita, ma ha alternato gli improvvisi inserimenti offensivi con chiusure sull’out sinistro, aiutando Riise, o davanti alla difesa. Sempre con una lucidità e una generosità rare. Toni ha ingaggiato i soliti duelli aerei, questa volta con Dainelli, e al 33’, incornando solo, nell’area piccola, si è fatto ribattere il tiro da Amelia con i piedi. Due palle gol buttate via domenica scorsa, altre due in questa, sembrava che il gol non arrivasse mai. E invece, allo scadere del primo tempo, Toni ha messo la sua prima sospiratissima firma con la Roma. Gran merito di Vucinic, innescato da Brighi sulla destra: cross radente e preciso e Toni, anticipando Rossi, con quel trampolone che si ritrova, ha sbattuto la palla in rete. Lo stadio si è infiammato e lui ci ha provato tanto gusto, da concedersi il bis. Nella ripresa, al quarto d’ora esatto, il sigillo finale: punizione di piatto, precisa, invitante, sul secondo palo, di Vucinic, ormai votato agli assist, e ancora lui, Toni, è salito in alto, punendo un grappolo di genoani. Troppo bello per la Roma, troppo grave per il Genoa, che non ha avuto una reazione a dir poco decorosa. Nemmeno un ... assist involontario di Cassetti, in avvio di ripresa, gli ha permesso di essere pericoloso: Fatic, tutto solo, sul quel grazioso regalo, ha messo fuori un diagonale sbilenco. Nella marcia trionfale della Roma c’è dunque molta sostanza, niente di casuale. Ranieri è stato bravissimo nel rigenerare gente sparita da un pezzo, nel dare equilibrio alla squadra e piano piano anche un gioco. L’arrivo di Toni ha completato e facilitato questo copione perchè adesso la squadra ha un centravanti vero. In questa situazione, Vucinic, dopo un avvio un po’ anonimo, ha trovato spazio e ispirazione per regalare i due assist a Toni, e per dimostrare che poi non si vive solo di gol. Adesso viene il bello: vista questa Roma, verrebbe voglia di non toccarla, ma a Torino, contro la Juve, rientreranno Totti e De Rossi. E Ranieri dovrà decidere chi togliere, per far loro posto. Ieri ha preso tempo, sabato non potrà più. ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio 6; Cassetti 6 Burdisso 6,5 Juan 7,5 Riise 6,5; Taddei 7 Pizarro 7,5 Perrotta 7,5; Brighi 6,5; Toni 7,5 ( 45’ st Baptista sv) Vucinic 7 ( 45’ st Menez sv). A disp: Lobont, Mexes, Motta, De Rossi, Cerci. All: Ranieri 7,5. Falli commessi: 11. Fuorigioco fatti: 4. GENOA (3-4-3): Amelia 5,5; Biava 5 Dainelli 5 Bocchetti 5; Marco Rossi 5,5 Milanetto 5 Juric 6 Criscito 5; Mesto 6,5 ( 26’ st Tomovic sv) Suazo 5 (19’ st Crespo 5) Sculli 5,5 ( 30’ pt Fatic 5). A disp: Scarpi, Papastathopoulos, Zapater, Moretti. All: Gasperini 5. Falli commessi: 15. Fuorigioco fatti: 2. ARBITRO: Romeo di Verona 6,5. Guardalinee: Ayroldi e Ghiandai. Quarto uomo: Rizzoli. MARCATORI: 17’ pt Perrotta, 44’ pt e 15’ st Toni ASSIST: Vucinic NOTE: paganti 7.292 per un incasso di 196.615,00; abbonati 25mila. Angoli 7-5 per la Roma. Recupero: nel pt 3', nel st 0’.
CORRIERE SPORT -
LE PAGELLE -
Juan implacabile Perrotta decisivo Vucinic, due assist Suazo mai in partita.
di Luigi Ferrajolo. ROMA.
7,5
Toni - La Roma ha finalmente un centravanti e se ne accorgono anche gli orbi.
Toni sbaglia un paio di palle gol, ma poi riempie la sua partita con la prima
doppietta, lotta su tutti i cross, mette alle corde Dainelli. 7,5 Juan - Spegne
subito Suazo e nel finale stessa sorte tocca a Crespo. Difficile trovare un
altro difensore altrettanto elegante, implacabile, bravissimo nell’anticipo.
7,5 Pizarro - E’ tra i più in forma di una squadra in salute. Detta i tempi e i
temi ai compagni, vanifica con i suoi dribbling secchi il pressing dei genoani,
ispira dall’inizio alla fine gli assalti romanisti. 7,5 Perrotta - E’ il più
prezioso e decisivo, persino più di Toni. Segna il gol più importante, corre e
sgomita senza pause. 7,5 Ranieri (allenatore) - Ha trasformato una Roma molle ed
esangue in una squadra vera, in piena salute, a tratti micidiale e divertente. 7
Taddei - Distrugge Criscito sul ritmo e sulla corsa. 7 Vucinic - L’arrivo di
Toni gli impone di cambiare un po’ il suo gioco. Cerca spesso Toni e gli regala
due assist: il primo, con un cross perfetto da destra, poi con una punizione
pennellata sul secondo palo. 6,5 Burdisso - Accanto a un Juan sontuoso, fa la
sua parte, con meno classe, ma con grinta e grande applicazione. 6,5 Riise - Se
la vede con il migliore del Genoa, perchè Mesto è mobilissimo e cerca
disperatamente di far gioco. 6,5 Brighi - Gioca da vertice alto nel rombo del
centrocampo. Si divora un gol più facile di un rigore. 6 Julio Sergio - Non è in
gran giornata, pasticcia un paio di volte. 6 Cassetti - Grave l’errore con cui
nella ripresa manda Fatic in porta: per sua fortuna, il genoano butta via quel
regalo. GENOA.
6,5
Mesto - L’unico un po’ vivo e propositivo in una squadra che sembra spenta e
allo sbando. 6 Juric - Si batte con orgoglio a centrocampo, dove la Roma
straripa. 5,5 Amelia - Prende tre gol senza colpe, ne evita un altro paio. 5,5
M. Rossi - Vucinic se lo porta a spasso, su quel lato la Roma costruisce e
porta pericoli come vuole. 5,5 Sculli - Solo mezz’ora, in modo dignitoso. Poi si
infortuna. 5 Biava - Sempre in affanno, come tutta la squadra. 5 Dainelli - Toni
gli rovina l’esordio con una doppietta. 5 Bocchetti - Anonimo, senza
personalità, subisce e basta. 5 Milanetto - Gioca quasi da fermo, questa volta i
centrocampisti della Roma corrono il doppio di lui. 5 Criscito - Taddei lo
travolge. Troppo timido, non abbozza nemmeno una reazione. 5 Suazo - Sembra si
alleni, non è mai in partita, non tira in porta neppure una volta. 5 Crespo -
Rileva Suazo negli ultimi 25 minuti ma non fa certo meglio del compagno. 5 Fatic
- Cassetti gli regala un assist d’oro, riesce a sbagliare anche quello. 5
Gasperini (all.)- Squadra spenta, come se fosse scoppiata. Non ha più gli ardori
agonistici che la sostenevano e quanto a qualità, non ne parliamo nemmeno.
L’arbitro
TUTTOSPORT - Così Juan ricorda Aldair. Rossoblù senza umiltà. di Stefano Carina. Voglia d’azzurro. 8 TONI E PERROTTA La “ vecchia guardia” di Lippi batte un colpo, anzi tre. Non è un caso che le reti giallorosse siano firmate dall’accoppiata Toni- Perrotta. Generoso nell’aprire lo spazio ai compagni e decisivo sotto porta il centravanti, uomo- ovunque il centrocampista che sta vivendo un periodo di forma eccezionale: « I mondiali? - hanno detto entrambi nel post- gara - Il ct sa cosa possiamo dare. Dobbiamo solo continuare così, poi vedremo a giugno » . Il segreto di Ranieri 7 VUCINIC E JUAN Lasciano il palcoscenico e gli applausi a Perrotta e Toni ma risultano fondamentali nel gioco di Ranieri. Vucinic apre varchi e regala due assist al centravanti. Juan, invece, dietro non sbaglia un intervento, dando sicurezza al reparto difensivo. In alcune uscite palle al piede ricorda Aldair, vecchia conoscenza e idolo della curva giallorossa. Parole a vuoto. 5 DAINELLI Martedì in conferenza stampa aveva promesso: « So come si ferma Toni ». Pane per la Gialappa’s Band... Poco gioco 4 GASPERINI Trentacinque gol subiti, eliminato dalla Coppa Italia e dall’Europa League, 8 ª sconfitta in campionato ( la 7 ª in trasferta), squadra in evidente confusione tattica che arriva sempre seconda sul pallone, palesando una condizione fisica a dir poco deficitaria. Che fine ha fatto lo splendido Genoa della scorsa stagione o quello formato- derby di quest’anno? Anche ieri poco e nulla: quasi mai in partita, squadra troppo lunga in campo con Gasperini prigioniero del suo credo tattico e reo di aver effettuato cambi a dir poco ritardati, a partita già conclusa. Sotto già di due reti alla fine del primo tempo, a cosa è servito far riscaldare Crespo per 20 minuti e farlo entrare sul 3- 0 per la Roma? Possibile che in un centrocampo muscolare e con poche idee come quello di ieri, Zapater non trovi posto? Sacrificare Floccari per Suazo è stata la scelta giusta? Il tecnico prova a difendersi: « In trasferta abbiamo sempre più difficoltà che in casa. Abbiamo comunque incontrato una Roma in ottima forma che ci è stata superiore. Mercato? Dobbiamo dare tempo ai nuovi arrivati di inserirsi. Mi auguro che il miglior rinforzo sia recuperare un po’ di infortunati » . E oltre a quelli anche un po’ di umiltà che il Genoa, con il passare delle giornate, sembra aver smarrito per strada. LA PARTITA. Brilla Vucinic uomo chiave ROMA-GENOA 3-0 MARCATORI: pt 17’ Perrotta, 44’ Toni; st 15’ Toni ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio 5.5; Cassetti 5.5, Burdisso 6.5, Juan 7, Riise 6.5; Taddei 6.5, Pizarro 6.5, Perrotta 8; Brighi 6; Vucinic 7 (45’ st Menez ng), Toni 8 (45’ st Baptista ng). A disp. Lobont, Mexes, Motta, De Rossi, Cerci. All. Ranieri 7.5 GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Biava 5, Dainelli 5, Bocchetti 5; Rossi 6, Milanetto 5, Juric 5.5; Mesto 6 (26’ st Tomovic ng), Suazo 5 (19’ st Crespo 5.5), Sculli 5 (30’ pt Fatic 5). A disp. Scarpi, Papastathopulos, Zapater, Moretti. All Gasperini 4 ARBITRO: Romeo di Verona 6.5 NOTE: 32 mila spettatori. Angoli: 6-5 per la Roma. Recupero tempo: pt 3’, st 0’ CRONACA 1° TEMPO 8’ Cassetti crossa, Toni di testa dai 5 metri: out 16’ Punizione di Vucinic: Amelia c’è. 17’ Pizarro per la testa di Juan, Amelia devia male, Perrotta irrompe e fa 1-0. 25’ Brutta uscita di Julio Sergio: Mesto sbaglia a porta vuota. 33’ Pizarro per la testa di Toni: para Amelia . 39’ Combinazione Roma: Brighi tira fuori di poco. 44’ Brighi per Vucinic che crossa perfetto per Toni: destro, 2-0. CRONACA 2° TEMPO 10’ Cassetti serve il contropiede di Fatic: errore del genoano. 15’ Punizione di Vucinic, testa di Toni: 3-0
IL SECOLO XIX - Gioca solo la Roma il Grifo ne prende tre. di Mauro Casaccia. ERRORI E INFORTUNI, UN’ALTRA TRASFERTA AMARA. ROMA. La Roma aggiorna il palla lunga e pedalare in palla alta e saltare. Il gioco aereo, per la conclusione o la sponda a premiare gli inserimenti, è il grimaldello con cui i giallorossi aprono la scatola Genoa. Sfruttando le doti di Toni e Juan,anche se grazie a segno va il corridore Perrotta. E poi, a spazi più larghi, Vucinic e soci colpiscono palla a terra, beffardamente con quello più adatto ad andare involo,Toni. Sopra e sotto. All’Olimpico un brutto Grifone, rimaneggiato in attacco e costretto alla mezz’ora a rinunciare pure a Sculli per infortunio, crea poco, spreca malamente con Mesto(sull’10) e Fatic (sul 20) le occasioni nate da errori altrui e perde sia la battaglia di cielo che quella di terra. Sopra e sotto, Lupa. Di nuovo sopra, Toni di testa, per il 3-0 pesante, che a terra schiaccia il Genoa. Fuori Totti,Ranieri in avvio lascia a riposo anche De Rossi. I giallorossi si schierano con Pizarro nel ruolo di volante davanti alla difesa, Brighi e Perrotta sono le mezzali di inserimento. L’azzurro, così, buttandosi in area su torre di Toni, al 2’ porta il primo pericolo: battuta di destro, centrale, respinta con i pugni di Amelia.Palla alta, la strategia scelta in principio dalla Lupa per offendere. Gasperini utilizza dall’inizio l’uomo in più per la contraerea, Dainelli, ma l’andamento difensivo rossoblù resta dannatamente preoccupante. Altre tre sberle rimediate. I capitolini al 6’ confermano la via dei cieli: lancio di Pizarro a pescare l’inserimento di Juan a sinistra, sponda al centro per Toni che va su, ma Amelia è bravo ad andargli a prendere palla sulla testa. Sempre on air, Dainelli sbaglia il disimpegno,Cassetti cattura e crossa, trovando il centravanti ex Bayern Monaco solo nei pressi dell’area piccola, spigolo sbagliato e sfera abbondantemente fuori. S’era detto alla vigilia, come fosse sfida di Gormiti, l’aria per i balzi di Toni (e Juan, spesso presente in avanzata) e la terra per gli sprint Suazo. L’honduregno all’11’ si volta sulla trequarti e prova il destro a giro dai 25 metri, Julio Sergio si allunga a respingere, un po’ goffamente; migliore lo stile di Riise, il quale si distende sull’erba per toccare all’indietro il rasoterra. Raffinatezza del norvegese, che poco dopo si presenta a spaventare col mancino su punizione dai 30metri: inganno, tocco per Vucinic e destro secco, Amelia respinge in tuffo. Ma non basta, perché dal corner seguente la Roma torna a scegliere il gioco aereo e passa: Juan prova di testa, smarcato sul secondo palo, il portiere rossoblù smanaccia tirando via palla dal sacco; Vucinic allo stacco, Sculli rimpalla; arriva Perrotta, piattone mancino e non capocciata, Amelia tocca ma non può evitare l’1-0. Chi con le palle alte sembra non avere dimestichezza, tra i giallorossi, è Julio Sergio. Prima una presa mancata che genera un corner senza conseguenze, quindi un buco in uscita, al 25’, che regala la grande occasione per il pareggio a Mesto: bene il primo dribbling a rientrare sull’estremo difensore brasiliano, poi la battuta col sinistro è lenta e Riise può respingere in spaccata. Uno scontro volante penalizza ancora il Genoa qualche minuto dopo, quando Sculli ha la peggio nel contrasto con Juan e lascia: in campo non Crespo ma Fatic,a comporre il tridente d’emergenza (fuori Palacio e Palladino, oltre al lungodegente Jankovic) con Suazo e Mesto. Ancor di più, con questo attacco, serve andare palla a terra. Il montenegrino ci prova subito in uno due basso con Milanetto, Cassetti sbraccia e lo ferma sul lato corto dell’area, Romeo lascia correre. Di là, il metodo non cambia: Perrotta al cross da sinistra, Dainelli sorpreso fuori posizione, Toni incorna ma non angola,Amelia è reattivo nella respinta. Allora anche il Grifone tenta la strada fortunata, su corner di Juric va più in alto di tutti Dainelli, la deviazione è però alta. A lungo andare, i giallorossi riescono anche a portare l’insidia col fraseggio piano: al 39’ la combinazione Vucinic Toni manda al tiro sporcato Brighi, pallone a sfiorare il palo. Replica a pelo d’erba al 44’, con gli stessi protagonisti: Brighi pesca Vucinic che mette palla tesa al centro, Toni scivola in spaccata, d’anticipo su Rossi, e realizza la sua prima rete giallorossa, 20. Nella ripresa la Roma rallenta e si dispone alla guerra di posizione. Il Genoa fa possesso, prende metri ma fatica a trovare varchi. E al 10’, quando è Cassetti a regalarne uno con retropassaggio orripilante, Fatic ciabatta a lato il sinistro davanti a Julio Sergio. Passano cinque minuti e i capitolini tornano in aria per la terza rete: punizione morbida di Vucinic, Toni salta tra Criscito e Bocchetti per incrociare la testata sul palo lontano. Per l’attaccante doppietta e 200 gol da professionista. Gasperini inserisce Crespo, togliendo Suazo, poi Tomovic per Mesto. Il peso offensivo resta scarso e non è più questione di manovra alta o bassa, perché il morale rossoblù è sotto terra. Si fa male anche Dainelli (distorsione alla caviglia destra, da valutare), che però resta in campo. La Roma spreca il quarto gol con Brighi. Perlopiù amministra, fa torello. E gli olè del pubblico sono la colonna sonora finale di un’altra trasferta da incubo, che il Grifone dovrà cercare di cancellare.
IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. Genoa. Amelia 6.5 La partita con la Roma ha un significato particolare per il numero uno rossoblù, che della squadra giallorossa è da sempre grande tifoso. Molto concentrato, è protagonista dopo appena due minuti: bella sponda di Toni per Perrotta che s'inserisce: botta forte ma centrale, che il portiere rossoblù respinge con i pugni. Prontissimo in uscita su Toni pochi minuti più tardi, si esalta sulla punizione di Vucinic dalla distanza, al 15'. Sugli sviluppi del corner, però, respinge corto sul colpo di testa di Juan e Perrotta è bravo ad infilare da pochi metri. Roma vicina al raddoppio al 33', con Toni che colpisce tutto solo di testa a tre metri dalla porta: il portiere di Frascati respinge come può. L'ex centravanti della Nazionale, suo compagno al Mondiale 2006, gli sbuca davanti al 44' e non sbaglia il tocco da due passi, su cross basso di Vucinic. Nella ripresa può solo stare a guardare il colpo di testa di Toni che anticipa tutti e infila il 3-0 della Roma. Biava 5 Fa naufragio come tutta la difesa rossoblù che in campionato, dopo la pausa con il Catania, è tornata a subire pesantemente. L'inserimento di Dainelli necessita di tempo, ma la lezione inflitta dai giallorossi, soprattutto sulle palle inattive, è particolarmente dura. Dainelli 5 Il duello con l'amico Toni era uno dei temi del match dell'Olimpico: un duello soprattutto di fisico e centimetri, che il centravanti arrivato dal Bayern Monaco si aggiudica già nel primo tempo: prima un paio di colpi di testa sbagliati da pochi passi, poi il gol di piede con un tocco sottoporta. Dalla sua, ha l'attenuante di essere appena arrivato in rossoblù e di essersi allenato con i nuovi compagni praticamente solo due volte. Oltretutto, si fa male alla caviglia e resta in campo stringendo i denti: per il Bari è comunque in dubbio. Bocchetti 5.5 Vale il discorso fatto per i suoi compagni di reparto: troppi errori, soprattutto sui palloni alti. Nelle prossime settimane ci sarà parecchio da lavorare. Rossi 5 Domenica da dimenticare per il capitano. Sul secondo gol della Roma, al 44', probabilmente tiene in gioco Vucinic e poi cerca di chiudere alla disperata su Toni, ma l'attaccante giallorosso lo anticipa secco e infila Amelia. A pochi secondi dalla fine del primo tempo ha la palla per riaprire la partita, ma calcia di sinistro sul fondo, da buona posizione. Milanetto 5.5 I compagni lo cercano nella speranza che riesca a trovare il lancio giusto, ma anche per il regista cala presto il buio, nonostante tenti in ogni modo di tenere vivo il Grifone. Suazo è troppo solo e quasi mai viene innescato nello spazio sulla corsa. Unica nota positiva della giornata: evita il cartellino che gli sarebbe costato la squalifica. Juric 5 Travolto come a Milano, ma stavolta la marea è giallorossa. È il primo ad andare a pressare, anche quando i compagni arretrano e lasciano metri importanti agli avversari. Coraggioso perché non si risparmia mai, ma troppo impreciso e poco efficace nel fare filtro. La difesa rossoblù, poco protetta, è sempre in affanno. Vive un momento di appannamento, normale dopo gli infortuni subiti e la fatica di questi mesi giocati al massimo. Criscito 5 Non riesce a spingere sulla sinistra, poco brillante anche in fase difensiva; osserva Toni andare a colpire indisturbato per la rete del 3-0. Mercoledì ha l'occasione del pronto riscatto, come tutti i compagni, contro il Bari al Ferraris. Mesto 5 Prestazione negativa per l'esterno pugliese: sulla destra si batte, ma sono troppi gli errori negli appoggi, compreso qualche inutile leziosismo. Al 23' del primo tempo ha la grande occasione per riportare il match in equilibrio ma, una volta conquistato il pallone in piena area, sull'uscita errata di Julio Sergio, perde l'attimo e si vede respingere il pallone dalla difesa giallorossa. (26' st Tomovic sv S'impegna ma combina pochino). Suazo 5.5 Subito attivo, dopo un paio di controlli errati ci prova dal limite al 3', ma la mira è sballata. Identica situazione al 10': stavolta la botta è diretta in porta e Julio Sergio respinge con qualche difficoltà. Là davanti è tutto solo, i compagni non riescono a servirlo nel modo migliore e così diventa spettatore della partita. Ranieri aveva indicato alla vigilia la sua velocità come il pericolo maggiore del Genoa e aveva chiesto ai suoi di chiudergli il telepass: missione compiuta. Dopo il 3-0 giallorosso Gasperini lo sostituisce con Crespo: per il recupero di mercoledì contro il Bari occorre risparmiare energie. (19' st Crespo 5.5 Molto chiacchierato nei giorni scorsi per le voci su una sua possibile partenza, entra quando la partita non ha più nulla da dire. Se non altro, ci prova). Sculli 5.5 Che sia l'ennesima giornata sfortunata per il Grifone lo si intuisce al 30' del primo tempo, quando l'attaccante calabrese è costretto a uscire per una botta subita alla cresta iliaca (zona inguinale, già oggi i primi accertamenti), in un contrasto a centrocampo. Gasperini, rimasto con il solo Crespo in panchina, non ha più attaccanti esterni e cosìè costretto a inserire Fatic a sinistra. (30' pt Fatic 5 Al 10' del secondo tempo approfitta di un errore sul retropassaggio di Cassetti e s'invola verso la porta, ma calcia incredibilmente di sinistro sul fondo). ROMA Ranieri prepara al meglio la partita e mette subito in difficoltà un Genoa colpito anche dall'infortunio a metà primo tempo di Sculli. Ottima la prestazione di tutta la squadra, che in pratica concede quasi nulla ai rossoblù. Arrivano anche i primi gol di Luca Toni: con la sua forza fisica e la sua bravura nel gioco aereo ha subito dato grande efficacia al gioco della Roma. Julio Sergio 6, Cassetti 6, Burdisso 6.5, Juan 7, Riise 6.5, Brighi 6.5, Pizarro 6.5,Taddei 6.5, Perrotta 7, Vucinic 7 (44' st Menez sv), Toni 7.5 (45' st Baptista sv). L'arbitro Romeo di Verona 6 Con lui la Roma era al debutto, mentre il Genoa si trovava in perfetta parità su 10 precedenti: 4 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, ma non trovava l'arbitro veronese dal 10 febbraio 2008, 1-1 a Livorno. Con la sconfitta dell'Olimpico, il bilancio del Grifone diventa negativo. La designazione del fischietto veneto aveva un po' sorpreso all'inizio per la sua scarsa esperienza in serie A. Nel complesso non commette errori gravi, anche se non fischia due falli (su Fatic e Rossi) alla squadra rossoblù al limite dell'area.
IL SECOLO XIX
- Allarme infermeria: Gasp ha un
solo esterno. di Andrea
Schiappapietra. Contusione all'inguine per Sculli: oggi le visite. Dolorante
pure Dainelli: distorsione alla caviglia. Mercato, arrivato Aleksic. Roma. Con
Bocchetti, Criscito, Milanetto e Juric nell'elenco dei diffidati c'era, alla
vigilia, il grande timore di dover fare i conti, dopo il match dell'Olimpico,
con una serie di assenze per squalifica. In realtà a Roma l'arbitro Romeo non ha
dovuto estrarre alcun cartellino. Pericolo scampato? Nemmeno per sogno. Il
giudice sportivo non fermerà nessuno ma contro i pugliesi Gasperini dovrà fare i
conti con gli infortuni subiti da Dainelli e Sculli. Il difensore si è fatto
male alla caviglia: una distorsione che non gli ha impedito di restare in campo
fino alla fine ma che ora dovrà essere valutata attentamente per non rischiare
nulla in prospettiva. Preoccupa anche la situazione di Sculli che è stato
costretto a uscire per una forte contusione alla cresta iliaca (zona inguinale)
subita in un contrasto a centrocampo con Cassetti. A fine gara camminava con
difficoltà: conoscendo il temperamento dell'attaccante calabrese, il dolore
doveva essere particolarmente intenso. Due dubbi, quindi, per il tecnico
rossoblù. L'emergenza riguarda soprattutto l'attacco: se Sculli non dovesse
farcela, il Gasp si ritroverebbe senza esterni, visto che Palladino tornerà a
disposizione solo a fine mese, mentre Palacio potrebbe anche essere pronto per
l'Atalanta. Al momento ci sono Suazo e Crespo, più Mesto. L'argentino, tra
l'altro, ha confermato di voler restare al Genoa: «Non vado via, voglio
rimanere», ha spiegato ieri a fine partita. Nel reparto difensivo, invece, ci
sono più alternative ma è chiaro che in questo momento sarebbe molto importante
riuscire a far giocare Dainelli con continuità per consentirne l'inserimento più
rapido possibile. Tornando agli attaccanti, oggi a Pegli potrebbe essere il
giorno del debutto di Danijel Aleksic sul palcoscenico rossoblù. L'attaccante
serbo prelevato dal Vojvodina, costato 2,5 milioni, dovrebbe iniziare ad
allenarsi con i suoi nuovi compagni: la società lo tessererà liberando un posto
da extracomunitario. Ieri era al Ferraris a vedere Sampdoria-Catania in
compagnia di Vladimir Jugovic: è stato l'ex giocatore blucerchiato, infatti, a
consigliarlo al Grifone. Per quanto riguarda il resto del mercato, sembra tutto
fermo per l'affare Candreva. La Juve, in ogni caso, si è gettata con decisione
sul giocatore, anche se è lo stesso Alessio Secco, direttore sportivo
bianconero, a evidenziare le difficoltà della trattativa. «Ci stiamo pensando.
Noi lo possiamo prendere con una logica di acquisto in prestito, con diritto di
riscatto - ha detto -. L'Udinese vuole metterci un controriscatto e noi non
possiamo certo lavorare per conto dell'Udinese». Fino all'1 febbraio, comunque,
c'è tempo per qualsiasi sviluppo. Infine, i dirigenti rossoblù hanno fatto
visita a Ranocchia, operato sabato a Roma dal professor Mariani.
IL SECOLO XIX - Gasperini ci crede: «Possiamo rialzarci». di Mauro Casaccia. «DOPO MERCATO E INFORTUNI DI NUOVO IN ALTO». Roma. L'8 febbraio 2009, Roma-Genoa 3-0. Il 22 ottobre 2009, Lille-Genoa 3-0. Il 17 gennaio 2010, Roma-Genoa 3-0. Stesso risultato, affinità e differenze che danno il senso della batosta rimediata dai rossoblù all'Olimpico, in una gara dominata dai padroni di casa. Ieri, sintesi di Grifone. E allora sintesi estrema delle parole di Gian Piero Gasperini: Roma superiore, Genoa con troppe assenze. Prima, il tuffo più indietro nel tempo. Rispetto al match contro la Roma nello scorso campionato, si torna ad accennare alle cessioni di Milito e Thiago Motta. Sebbene l'esito sia stato lo stesso. Gasperini aggiunge e va oltre: «Anche Ferrari, ma può essere nella logica delle cose per una società come il Genoa. Si deve ricostruire. Tuttavia, tutto è più difficile se si pensa di voler fare meglio. Diventa pericoloso perché ogni partita, ogni sconfitta, può diventare una grossa delusione». Il tema della dimensione del club che ritorna. E il tecnico che si sforza di fare esercizio d'ottimismo: «La squadra, completato questo periodo con mercato e tanti impegni ravvicinati, può tornare a dare soddisfazioni». A patto, continua l'allenatore, che gli infortuni diano tregua. Ieri, stop per Sculli e Dainelli. Ora, ai minimi termini è l'attacco. E lì, nelle difficoltà offensive, Gasperini individua le ragioni della debacle, come era stato al Metropole di Lille, con commento "in contropiede" dopo una disfatta molto pesante: «La fase difensiva è stata buona a tratti, abbiamo sofferto sui calci piazzati. E ci sono delle attenuanti, oltre alla superiorità della Roma, che vale le migliori del campionato e lo ha confermato: già eravamo pochi davanti e si è fatto male anche Sculli; non avevamo tante possibilità di fare male e quando non crei pericoli finisci per andare in difficoltà dietro. Due occasioni le abbiamo avute e le abbiamo sprecate. Realizzandone almeno una si poteva dare un senso diverso alla gara. Tuttavia ciò non toglie nulla alla superiorità degli avversari». Ok, forte la Roma. Poi, le grane del Grifone, ieri brutto assai. Primo, i troppi gol incassati: «In fase difensiva non stavamo neanche facendo male, poi siamo stati fragili sui calci piazzati. Sulla statistica pesano molto le reti subite con Inter e Milan, peròè certamente un nostro limite. Nel girone di ritorno andrà meglio». Secondo, l'andamento tremebondo lontano dal Ferraris: «In casa riusciamo a giocare con un'intensità e un'aggressività maggiori; ciò ci consente magari di mascherare certe difficoltà tecniche che possiamo avere». Terzo, gli infortuni: «Le molte assenze sono un dato di fatto. È una stagione che si sta rivelando non tanto fortunata in tal senso, anche se usare questo termine non mi piace». Gasperini per sostituire Sculli ha scelto Fatic, poi afferma: «Schierare Fatic e Tomovic, giovani con caratteristiche più difensive, è diverso da avere Palacio e Palladino. Abbiamo bisogno di recuperare i nostri elementi». Perché va bene essere cooperativa del gol (Genoa sempre primatista in A per numero di uomini mandati a rete, 14; con i gol di Toni la Roma ieri si è avvicinata, quota 13), ma se già si riesce a creare poco e poi la palla buona capita sul piede sbagliato, tutto si fa tremendamente complicato. Suazo ieri non ha avuto occasioni: «Ma prossimamente raggiungerà la migliore condizione». Sculli è uscito alla mezz'ora: «Sensazione non buona, ha preso una brutta botta all'anca. E per Dainelli distorsione alla caviglia destra, vediamo domani (oggi, ndr) se ce la farà per mercoledì». Fatic non è un attaccante. E, senza Palladino e Palacio, manca l'uomo che inventa dribbling e assist. E Bari e Atalanta incombono: «È il momento di fare quadrato. Abbiamo due gare non facili, ma in casa: dobbiamo cercare di ottenere il massimo».
LA REPUBBLICA
- Toni lancia la Roma "L'uomo che
mancava". I giallorossi
rimettono piede in zona Champions travolgendo il Genoa grazie a Perrotta e ad
una doppietta di Toni. Ranieri: "Era l'attaccante che ci mancava per completare
il nostro gioco". di Jacopo Manfredi. ROMA - La Roma prosegue il suo splendido
momento (10° risultato utile, 5° successo interno di fila) spazzando via il
Genoa nello scontro diretto europeo. Tre punti pesantissimi che, complice il ko
della Juve a Verona, riportano i giallorossi con entrambi i piedi in zona
Champions. Un dato che andrebbe ricordato anche a chi ha contestato a
prescindere, sul 3-0, Rosella Sensi. Al presidente, infatti, tanti appunti
possono essere fatti per la gestione parsimoniosa ma è anche giusto darle il
merito di aver raddrizzato (col cambio d'allenatore e l'acquisto di Toni) una
situazione che, a inizio stagione, sembrava davvero critica. TONI, DUE MESSAGGI
A LIPPI - Già Toni. Con l'arrivo del bomber azzurro, la Roma ora non sembra più
patire l'assenza di Totti. Tutta la squadra, infatti, beneficia del lavoro
oscuro del centravanti di peso e lui stesso si è tolto la soddisfazione di
superare quota 200 gol in carriera (201 per la precisione, esclusi quelli in
nazionale) con una doppietta da impacchettare già per Lippi. "Il ct sa quello
che posso dare, mi sono già tolto tante soddisfazioni con l' Italia. So che più
farò bene alla Roma e più avrò possibilità di andare in nazionale", ha detto
alla fine l' attaccante. L' UOMO CHE MANCAVA - "Era proprio l' uomo che ci
mancava", gongola Ranieri. "Avevamo bisogno di un giocatore forte di testa e
presente in area. E infatti ha segnato due gol e ne ha sfiorati almeno
altrettanti?". Gol pesanti che lanciano la Roma sempre più in alto. "Non
dobbiamo ora pensare di essere al 3° posto", ammonisce il tecnico giallorosso.
"Il campionato è ancora lungo, di esami da superare ne abbiamo ancora tanti, a
cominciare dalla prossima sfida con la Juve. Spero che la squadra si dimostri
matura. Per ora posso solo con soddisfazione constatare che la sosta non ci ha
arrugginito?". ROMA, GARA CHIUSA IN 45' - La Roma ha vinto la gara in 45',
giocati ad alto ritmo ed in velocità. Ha messo sovente in crisi il Genoa con gli
inserimenti sugli esterni di Cassetti e Riise e quelli centrali di Perrotta e
Brighi e, dopo tre palle-gol costruite in 15', ha sbloccato la situazione
proprio con Perrotta sugli sviluppi di un angolo. GENOA IRRITANTE - Il Genoa,
irritante nel cercare continuamente la profondità con lanci imprecisi per Suazo,
ha avuto il demerito di non sfruttare gli unici due errori commessi della difesa
romanista. Il primo sull'1-0 con Mesto che non ha approfittato di una presa
sbagliata di Julio Sergio calciando a porta vuota addosso a Riise, il secondo
sul 2-0 con Fatic che, lanciato inavvertitamente da Cassetti, ha messo un
sinistro malamente a lato a tu per tu col portiere giallorosso. VUCINIC
INDISPENSABILE - La Roma ha ringraziato e ha finito per dilagare grazie a Toni
che ha messo insieme tutto il suo repertorio prima raddoppiando con una spaccata
in anticipo sul diretto avversario su cross radente di Vucinic e poi con un
perfetto stacco di testa nell' angolo su punizione pennellata ancora del
montenegrino, sempre più assist-man indispensabile nel gioco di Ranieri. E
allora la domanda viene spontanea: col ritorno di Totti a chi toccherà andar
fuori? ROMA-GENOA 3-0 (2-0) Roma (4-4-2): Julio Sergio, Cassetti, Burdisso,
Juan, Riise, Taddei, Pizarro, Brighi, Perrotta, Toni (44' st Julio Baptista),
Vucinic (44' st Menez) (1 Lobont, 5 Mexes, 13 Motta, 16 De Rossi, 24 Cerci).
All.: Ranieri. Genoa (3-4-3): Amelia, Biava, Dainelli, Bocchetti, Rossi,
Milanetto, Juric, Criscito, Mesto (26' st Tomovic), Suazo (19' st Crespo),
Sculli (30' pt Fatic). (73 Scarpi, 15 Sokratis, 21 Zapater, 24 Moretti). All.:
Gasperini. Arbitro: Romeo di Verona. Reti: nel pt 16' Perrotta, 44' Toni; nel st
15' Toni. Angoli: 6-4 per la Roma. Recupero: 3' e 0'. Spettatori: 33.000.
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