STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

SIENA - GENOA                         0 - 1    (0 - 1)

Reti: 24' Konko

Siena: Manninger, Rossettini (74' Jarolim), Ficagna, Loria, A.Rossi, Coppola, Codrea, Vergassola (60' De Ceglie), Forestieri (46' Alberto), Riganò, Maccarone. (Eleftheropoulos, Galloppa, Kharja, Porta). Allenatore: Beretta.

Genoa: Rubinho, Bovo, De Rosa, Criscito, M.Rossi, Konko, Juric, Danilo, Leon (66' Vanden Borre), Borriello (86' Di Vaio), Sculli (75' Raggio Garibaldi). (Scarpi, Wilson, Ghinassi, Figueroa). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Marelli di Como. Espulso: 34' De Rosa. Ammoniti: Bovo, Rossettini, Juric. Spettatori 12.228.

 

  

 

  

 

TUTTOSPORT - Il Genoa sogna Europa vicina. I rossoblù resistono in 10 (espulso De Rosa) e tornano dalla Toscana con 3 punti. Il Siena gioca ma spreca. Decide Konko. SIENA. Al Genoa i tre punti e la prosecuzione di un sogno “europeo” dall’alto di 48 punti inaspettati. Al Siena la standing ovation della folla del “Franchi” per Mario Beretta, propedeutica alla conferma del tecnico nel decisivo incontro con il presidente Lombardo Stronati, fissato per domani. Con tante storie di ex di mezzo (Konko, Coppola, Forestieri). Un match piacevole, animoso alla fine e sostanzialmente deciso dagli errori. Konko ha segnato un bel gol e poi l’ha difeso, da marcatore puro, risultando il più decisivo nel contesto. Nell’incidente di percorso della sconfitta per il Siena la consolazione che nulla si è mosso sul fondo e dunque il margine di sicurezza pro-salvezza è una ricca assicurazione per la serie A 2008-09. CRONACA Il Siena fa la partita, il Genoa la vince, anche per la gioia di 3.000 tifosi in trasferta, il frutto dell’investimento sul gioco e sull’alta classifica (un sontuoso ottavo posto). Finirà con la “ola” a cui si presta, anche il beatificato Gasperini. Il terzo tempo sarà una parodia del fair play per le vistose perdite di tempo di Juric e grumi di nervosismo. Dopo un tiro alto di Loria (3’) e un lob di Coppola (15’) fuori di poco, il match si decide al 24’ quando Rossi è fermo come un paracarro su un’incursione di Konko, che ha il tempo di aggiustarsi la palla, quasi passarsela, per la conclusione che fulmina Manninger sul secondo palo. Per rispetto il francese non festeggia. Analogo errore commette De Rosa al 32’, ma Maccarone spara alto. Poi al 34’ Rubinho, che nel prosieguo dell’incontro sarà provvidenziale, commette il suo unico, peraltro grave, errore, sbagliando il rinvio di piede. Così De Rosa, per impedire un facile gol a Maccarone, lo falcia da dietro, da ultimo uomo, prima dell’ingresso in area. Ma i 60’ effettivi residui in superiorità numerica non basteranno al Siena, perlomeno per impattare. FESTIVAL MACCARONE Già perchè “Big Mac”, con una spalla poco agile come Riganò (nell’ultimo quarto d’ora assistente anche di Loria), sbaglierà da tutte le posizioni nella ripresa, complice a volte la bravura di un Rubinho in cerca di riscatto. Al 2’ quando, per l’unica volta, Konko lo perde; al 17’ su un “dai e vai” con Riganò; al 42’ con gittata da non più di 8 metri. Ci proveranno anche Loria di testa su corner all’11’ e Codrea al 33’ su punizione violenta, ma centrale. Riganò chiederà un rigore al 24’ per strattonamenti reciproci con Bovo ma Marelli, complice l’accentuazione nella caduta, non abboccherà. E negli spogliatoi, significativamente, nessuno si lamenterà di questo. VERSO IL RECORD Con il tredicesimo successo stagionale, il Genoa guarda al record assoluto delle vittorie in A (precedente 15, stagione 1947-48). Gasperini invece guarda al “vecchio continente”. «Siamo in uno stato di forma per cui vorremmo che il campionato durasse ancora due mesi. Non dipende solo da noi, dobbiamo rimontare tre punti, ma ci proveremo, anche per questo meraviglioso bacino d’utenza che ci siamo creati. Questa squadra ha enormi valori tecnici e morali. A Konko rimprovero solo un mancato assist per Borriello ». Beretta invece: «Vado al terzo incontro con Lombardi Stronati sperando di chiudere per il prossimo anno. Le premesse ci sono tutte». Buffo, il suo ciclo al Siena era cominciato proprio con il 3­1 esterno sul Genoa nel girone d’andata, giocando con 3 punte. Ora ha subìto la legge del contrappasso. Coppola ammonisce: «Sarebbe un errore fare la corsa sulle ultime. Una vittoria e ci chiamiamo fuori dalla lotta salvezza». Conseguenza per il prossimo turno: De Rosa, Bovo e Rossettini saranno tutti squalificati. SIENA-GENOA 0-1 MARCATORE: pt 24’ Konko. SIENA ( 4- 3- 1- 2)Manninger 6; Rossettini 6 ( 28’ st Jarolim 6), Ficagna 6, Loria 6.5, A. Rossi 5.5; Vergassola 5 ( 14’ st De Ceglie 6.5), Codrea 5.5, Coppola 5.5; Fore­stieri 5 ( 1’ st Alberto 5.5); Riganò 5.5, Maccarone 5.5. A disp.: Eleftheropoulos, Kharja, Galloppa, Porta. ALLENATORE: Beretta 6. ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Rossettini per gioco falloso. TIRI: 12 TIRI IN PORTA: 4 FUORIGIOCO: 2 ANGOLI: 9 POSSESSO PALLA: 46% GENOA ( 3- 4- 3) Rubinho 6; Bovo 6, De Rosa 6, Criscito 7; M. Rossi 5.5, Konko 7, Juric 6, Danilo 5.5; Sculli 6.5 ( 30’ st Raggio Garibaldi 6), Borriello 6 ( 41’ st Di Vaio ng), Leon 6 ( 20’ st Vanden Borre 6). A disp.: Scarpi, Figueroa, Ghinassi, Wilson. ALLENATORE: Gasperini 6.5. ESPULSI: De Rosa ( 34’ st) per fallo da ultimo uomo. AMMONITI: Bovo e Juric per gioco falloso. TIRI: 5 TIRI IN PORTA: 4 FUORIGIOCO: 3 ANGOLI: 2 POSSESSO PALLA: 54% ARBITRO: Marelli di Como 6.5. RECUPERO TEMPO: pt 1’; st 3. SPETTATORI: 12.228 per un incasso di 146.134 euro.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Criscito, grandi anticipi Maccarone sciupa troppo. MANNINGER 6Poco o niente sulla coscienza, sul gol la sua difesa apre una voragine. ROSSETTINI 6Un lavoro minuto o all’ingrosso, a secon­da delle circostanze. JAROLIM( 28’ st) 6 Discreto contributo. FICAGNA 6 Buona intesa con i compagni di reparto. LORIA 6.5 Un vero leader. Pericoloso davanti, tenace e resistente dietro. A. ROSSI 5.5 Buona dinamicità, ma responsabilità nel gol che decide. VERGASSOLA 5 Un po’ spaesato e anonimo. DE CEGLIE (14’ st) 6.5 Pur convalescente regala un valore aggiunto di fantasia. CODREA 5.5 Una punizione significativa ma parecchi duelli persi. COPPOLA 5.5 Molto motivato, forse troppo. Generoso e un po’ impreciso. FORESTIERI 5 Innegabili doti tecniche ma tatticamente spaesato. ALBERTO ( 1’ st) 5.5 Non decisivo. RIGANO’ 5.5 Fa sempre sponda, la spizza sempre. Ma per un compagno assente. MACCARONE 5.5 Lui almeno ha sui piedi le palle gol. Che regolarmente sbaglia. ALL. BERETTA 6 Ha poco da rimproverarsi. GENOA. RUBINHO 6 Meriterebbe di più ma in questo caso il voto glielo mette De Rosa. BOVO 6 Un po’ greve a tratti, quando sale la pressione. DE ROSA 6 Non demerita, il fallo da espulsione è il tentativo estremo. CRISCITO 7 Elegante. Annulla Forestieri nel primo tempo, entra nel vivo nella ripresa. Stupendo nell’anticipo. M. ROSSI 5.5 Costretto ad arretrare il baricentro. KONKO 7 Prestazione regale. Incursore vincente e poi stopper difensivo. JURIC 6 Verve e agonismo. DANILO 5.5 Spumeggiante in avvio, cala alla distanza. SCULLI 6.5 Nella ripresa è molto presente, in ripartenza, tentando sempre la giocata a testa alta. RAGGIO GARIBALDI (30’ st) 6 Grande spirito di sacrificio. BORRIELLO 6 Non si vive di solo gol. Si spende per la squadra ed ha una sola vera occasione. DI VAIO (41’ st) ng. LEON 6 Si accende e si spegne, ma tiene impegnata la difesa senese. VANDEN BORRE (20’ st) 6 Fa vedere che è giocatore vero. Con la corsa, la presenza e il fisico. ALL. GASPERINI 6.5 Gestisce bene un match imperfettibile, ma anche fortunato. Arbitro. MARELLI 6.5 Sbaglia forse solo l’interpretazione di un fuorigioco.

 

IL SECOLO XIX - Tre punti d’oro parte la rimonta. KONKO DIPINGE l’1-0. UN’ORA IN DIECI MA IL SIENA NON PASSA. di Giovanni Ciolina. SIENA. «Gasperini sotto la curva» canta il popolo che vede l'Europa a tre punti. Accontentati. Con corsa alla Preziosi senior. Tre punti per l'Europa: tanti se si guardano le giornate al termine (4), un passo, un sospiro, alla luce dell'entusiasmo che regala la vittoria di Siena e la concomitante sconfitta dell'Udinese con la Sampdoria. Decide Konko, forse nell'unica occasione genoana. Ma la vendetta è un piatto che va servito freddo e il boccone che il Grifone riserva al Siena è indigesto tanto è ghiacciato. In dieci uomini per 59 minuti, il Grifone difende il vantaggio con gli artigli, si aggrappa ad un paio di paratone di Rubinho, ringrazia l'impalpabilità di Forestieri («Volevo strafare e non ho fatto nulla, mi servirà per imparare a stare più tranquillo») e Riganò. E mostra a tutti un ex che brilla come un rubino: Konko Soprattutto, però, il Genoa mette sul prato verde del Franchi cinismo (spesso necessario), sacrificio, spirito di gruppo.Egioco, tanto gioco. Il possesso di palla in inferiorità numerica spesso manda fuori giri il Siena e alla fine il Grifo festeggia. Borriello e Leon forse non gradiscono la sostituzione, ma il non è tempo di musi lunghi e il risultato positivo, frutto dell’impegno collettivo, restituisce il sorriso a tutti. Così il mister,mano nella mano al secondo Caneo e al prossimo direttore generale Fabrizio Preziosi, corre sotto la curva che ospita il popolo rossoblù. L'Europa sembra un po’ più vicina, anche se il Grifone deve affidarsi a Inter e Roma nelle semifinali di coppa Italia. Se le sfidanti per lo scudetto dovessero battere Lazio e Catania, infatti, anche il settimo posto spalancherà le porte dell’Uefa. E, come si diceva, l'Udinese è lì, a tre punti. Altrimenti bisognerà prendere la via traversa dell’Intertoto. «Possiamo pensare all'Europa, ma guardando gara dopo gara» è il pensiero di un Danilo che in versione difensore convince più di quando gioca nel tridente offensivo. «Abbiamo sofferto, è vero, ma centrare la vittoria in inferiorità numerica è sempre una grande impresa », puntualizza il giocatore. La sagacia tecnico tattica è sicuramente una delle qualità del Genoa di Gasperini, ma nelle ultime settimane spicca anche quella convinzione nei propri mezzi che fa della squadra un osso duro da rodere. Soprattutto, il collettivo si mostra in grado di assorbire senza traumi assenze importanti (Milanetto, Lucarelli, Paro, Fabiano, Santos) e di inserire i nuovi Vanden Borre e Raggio Garibaldi come se stessero lì da sempre. La prima mossa è di Mario Beretta. Mario Frick non ce la fa per un risentimento al bicipite femorale destro e in campo finisce il "contestatore" Riganò. Anche Locatelli è out. I padroni di casa si schierano con Forestieri e Maccarone sulle fasce a sostegno dell’ariete di Lipari, lasciando il centrocampo a tre con Codrea regista e Coppola a destra. Il tridente senese porta Gasperini a spingere Konko sulle tracce dell'ex attaccante del Middlesbourgh. Insomma una mini rivoluzione tattica, che però impedisce alla gara di decollare. Un po’ il caldo e un po' la necessità di trovare tempi e misure frenano il Grifone, pur sospinto dai 4 mila tifosi arrivati in Toscana. Le marcature sono rigide e rigorose, il ritmo non elevato. Coppola, accolto con un'ovazione dai suoi vecchi sostenitori (a fine tempo regalerà la maglia a Fabrizio Preziosi), prova a spaventare Rubinho al 15' con una scudisciata dal limite. E' però l'ex di turno sulla sponda genoana a zittire il Franchi e a far impazzire la curva San Domenico dipinta di rossoblù. Sculli inventa un assist al contagiri: Konko capitalizza, sparando di collo pieno, in corsa. La macchina di Gasperini gira in modo costante,ma non alza i ritmi. E neanche riesce ad abbinare il cinismo offensivo alla precisione nei tocchi. Maccaronesi ritrova tra i piedi alcune palle importanti, ma è proprio da un disimpegno sbagliato di Rubinho che l’ex del Middlesbourgh costringe De Rosa a un fallo che l’arbitro punisce con il cartellino rosso. Genoa in dieci e Gasperini corre ai ripari, decidendo l'arretramento di Danilo sulla linea dei difensori, abbassado anche la posizione di Sculli. Nella ripresa il Genoa si arrocca sulla propria trequarti, aspettando il Siena ma pronto a ripartire con Sculli, Juric e Leon. Il Siena spinge e il Grifo si rintana. A volte in maniera pericolosa, tanto che Maccarone (2' e 17') e Loria (11'ditesta) sfiorano il pari.Mai bianconeri toscani non riescono ad approfittare deimolti palloni vaganti che porta al limite dell’area avversaria passando per i corridoi centrali. Le panchine cominciano a rielaborare le tattiche di gioco e se gli ingressi di De Ceglie e Vanden Borre non cambiano assetti ormai cristallizzati, quello di Jarolim(per Rossettini) è in tutta evidenza mirato a schiacchiare ancor più nella propria area il Genoa. Non a caso Gasperini risponde con la decisione di rinforzare il centrocampo. Così, dentro Raggio Garibaldi (alla seconda presenza) e fuori l’esausto Sculli. E’ l’ultima di una serie di mosse vincenti.

IL SECOLO XIX - Le pagelle del professor Juric «Che bravi Anthony e Raggio». di Giovanni Ciolina. Siena. Vanden Borre e Raggio Garibaldi: con Rossi e Juric il peso del centrocampo nei minuti finali è finito sulle spalle di due semiesordienti di 20 e 19 anni. Il Genoa di Gasperini è anche questo. Un cantiere nel quale possono cambiare gli "operai" senza modificare la qualità del lavoro. Anthony, il centrocampista belga-congolese, manifesta la sua soddisfazione parlando sotto voce e affidandosi al tecnico: «Cerco di fare quello che dice il mister e soprattutto mi impegno per inserirmi bene e senza fretta». Silvano Raggio Garibaldi, da Chiavari, affida la sua soddisfazione al sorriso accattivante: «Anche stavolta è stato bello». Pur con caratteristiche differenti, i due baby hanno dato ossigeno alla squadra. Vanden Borre mantenendo il possesso palla nel finale di gara, Raggio Garibaldi con un intervento da veterano su Loria. Da dedicare ai suoi primi allenatori «Fabio Ghiro, Vincenzo Torrente, Luca Chiappino», sottolineando anche il ruolo avuto da Davide Scapini «un grande uomo». Come Vanden Borre, Raggio garibaldi fa dell'umiltà la sua caratteristica: «Riprendere i compagni? Avete visto male» dice ai cronisti che rievocano l'episodio come dimostrazione del suo carattere. E Anthony? «Tutta la squadra ha vinto una bella gara, arginando l'inferiorità numerica. Abbiamo disputato una grande partita».Il belga non è tipo da toni enfatici. Timido, educato, si limita a puntualizzare come sia «arrivato al Genoa per fare bene. Devo lavorare ancora molto per raggiungere i ritmi dei compagni». Ivan Juric va al nocciolo della questione: «Anthony ha qualità, ma deve lavorare tanto sotto il profilo tattico. Raggio Garibaldi? Mi assomiglia un po', ha futuro»

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Dopo appena 2' è reattivo sulla botta di Loria sugli sviluppi della punizione calciata da Codrea. Tuttavia sbaglia tutto al 34', quando un suo errato rinvio intercettato daMaccarone costa aDe Rosa l'espulsione per fallo da ultimo uomo: è l'episodio che rischia di diventare la svolta negativa della partita.Al 2' della ripresa BigMac lo grazia con un diagonale errato. Bravo invece al 17' a chiudere la porta in faccia aMaccarone, in una sorta di rigore inmovimento.Al 32' respinge a pugni uniti la botta su punizione di Codrea. Anche nel finale disinnescaMaccarone che spara a botta quasi sicura. KONKO 7 L'insolito 433 schierato da Beretta lo costringe ad abbassarsi a destra sulla linea dei difensori nella zona diMaccarone. Bravissimo anche negli inserimenti: al primo taglio, su lancio di Sculli, fa a fette la retroguardia senese, lascia sul potoAndrea Rossi e in diagonale batteManninger. Strappa applausi anche al 40' quando chiude in ripiegamento su BigMac. L'unicamacchia è quando a inizio ripresa perdeMaccarone che può tirare liberamente solo davanti al portiere.Al 12' della ripresa cerca la doppietta,ma Manninger dice no.Giocatore completo, non stupisce faccia gola ai grandi club italiani e stranieri: il Siena aveva un diamante in casa e non se ne è accorto. Meglio per ilGenoa. DE ROSA 5,5 Duella in quota e a livello fisico con l'eterno Riganò, ormai un po' appesantito ma sempre potente e insidioso. È provvidenziale quando al 10' allunga il piedone per fermare in angolo Maccarone lanciato in contropiede dal lungo lancio di Codrea.Al 31' però si perde BigMac, che lo grazia sparando in Curva San Domenico, quella occupata dai tifosi rossoblù. Poi si immola per recuperare a un errore di Rubinho, guadagnandosi il rosso per fallo da ultimo uomo. BOVO 7 Nelle intenzioni, libero come è da marcature, è il regista arretrato, quello che comanda e detta i tempi alla difesa. L'uscita diDe Rosa cambia tutto e lo obbliga ad andare su Riganò, che gli passa diversi centimetri. Poi, per stoppareMaccarone che si sta girando pericolosamente, si prende il giallo: diffidato, dovrà saltare l'Empoli domenica aMarassi.Nel finale rovente, alterna clava e fioretto a seconda delle necessità per prevenire ogni possibile pericolo. CRISCITO 6,5 Si allarga a sinistra dove il Siena utilizza Forestieri, rinunciando al trequartista. Non si scopre oggi il talento e la tecnica del Topa,ma non gli fa vedere biglia. Poi, con l'espulsione diDe Rosa, lascia l'italoargentino per accentrarsi accanto a Bovo. Pulito come il bucato appena fatto, impassibile anche nelle situazioni più scabrose, si conferma più maturo della sua età. ROSSI 6,5 Vergassola è un avversario tutt'altro che agevole; il capitano lo affronta a viso aperto aggredendolo con le continue sovrapposizioni sulla fascia.Aiuta in fase passiva andando a raddoppiare su coloro che passano dalla sua parte. Bravo anche a limitare il talento diDe Ceglie. JURIC 6,5 Playmaker di giornata, per le contemporanea assenze diMilanetto e Paro, non snatura le sue caratteristiche di interdittore facendo pressing a tuttocampo. In tutta la partita toccherà cento palloni sbagliandone solo due per rimpalli sfortunati. Conosce amemoria l'enciclopedia della tattica.Quando serve si sgancia anche a sinistra. DANILO 6 Spinge, ma con moderazione, nella zona di Coppola. Con l'espulsione di De Rosa scala in difesa in marcatura su Forestieri, che neppure con lui trova spazi, tanto che Beretta lo sostituisce per la disperazione. Neanche il connazionale Alberto trova miglior fortuna e si copre di gloria. Bene in fase difensiva, potrebbe fare qualcosa in più in quella offensiva SCULLI 7 Con un paio di giocatemette in affannoAndrea Rossi, anche se poi garantisce il consueto apporto anche in fase di copertura. Con il Grifone in dieci arretra a centrocampo, sulla destra, nel 432 rimodellato giocoforza da Gasperini. Con la squadra che subisce il tentativo di forcing del Siena che cerca il pareggio, lui è bravo a far salire i compagni facendoli respirare. Ci mette un cuore grande così, lottando su ogni pallone come se fosse quello decisivo.Quando esce, laNord da trasferta gli dedica la meritata standing ovation (30' ST RAGGIO GARIBALDI 6,5: reduce dalla trasferta in Ucraina con la Nazionale Under 19, il giovane talento di Chiavari va a tappare le crepe che spuntano nella diga di centrocampo. Nel finale tiene in campo una palla impossibile che gli vale gli applausi dei 4.000Grifoni giunti al Franchi. Con un’apertura intelligente, in pieno recupero, permette alGenoa di guadagnareminuti preziosi). BORRIELLO 6 Per tutto il primo tempo cerca con insistenza di eguagliare il record di Guglielmo Trevisan: tira non appena riceve palla, anche da posizioni improbabili, quando invece avrebbe la possibilità di servire un compagnomeglio smarcato; l'ansia da prestazione e la voglia di fare bene gli si ritorcono contro.Nella ripresa è fatalmente troppo isolato, si batte solo contro tutti, poco sostenuto e poco servito (40' ST DI VAIO NG: ha il merito di tenere alta la palla e conquistare un paio di falli importanti nel rovente finale). LEON 6 Un paio di accelerazioni e poco altro: due spari nel buio per tutto il primo tempo, e non è che Rossittini eriga unmuro invalicabile. In inferiorità numerica si accentra alle spalle di Borriello per non dare punti di riferimento emetterci quel pizzico di imprevedibilità che appartiene al suo bagaglio (20' ST VANDEN BORRE 6,5: l'idea è di dare un po' di polpa aggiuntiva al centrocampo, che con l'uomo in meno necessita di ricostituenti; il belga si piazza in mezzo, nella posizione del metodista, anche se segue più l'istinto che le consegne. Si inventa però una veronica che gli permette di sbarazzarsi di Codrea.Alcune sgroppate tagliano il centrocampo bianconero). SIENA Manninger 6; Rossettini 6 (28' st Jarolim6), Ficagna 6, Loria 6,5,A. Rossi 5; Coppola 6, Codrea 6, Vergassola 5 (15' stDe Ceglie 6,5); Forestieri 5 (1' stAlberto 5), Riganò 5,Maccarone 5. ARBITRO MARELLI DI COMO 6: domenica ha fatto il quarto uomo al Ferraris con il Torino; questa volta prende inmano il timone, anche nel senso che nella ripresa lascia giocare poco ilGrifone, e gli rende difficile come già a Roma dopo il 22 uscire dal guscio.Al 24' della ripresa non ammonisce l’attaccante Riganò che si tuffa in area scambiandola per una piscina.Nel finale non perde la tranquillità.

 

IL SECOLO XIX - Obiettivo 51 «È un passo per l’Uefa». GASPERINI: DISTACCO DIMEZZATO, LA SQUADRA GIRA, CI PROVEREMO. di Giuliano Gnecco. SIENA. Sognare è lecito, ma con cautela. Perché oggi il Genoa è in piena corsa per la Coppa Uefa, però non è il solo padrone del suo destino: deve vedere cosa fa chi sta davanti (l'Udinese), deve vedere chi va in finale di Coppa Italia. Molte le variabili, però il solo fatto di essere in ballo per l'Europa a quattro turni dalla fine è un risultato straordinario. «L'Europa dobbiamo meritarla sottolinea Gian Piero Gasperini La distanza è dimezzata, siamo a tre punti:non sono pochi,ma è una partita e ne mancano quattro. Bisogna vedere cosa faranno Inter e Roma in Coppa. Dobbiamo raggiungere 51 punti, che è l'obiettivo. Primal o raggiungiamo, poi vediamo se si può spostare l'obiettivo, come abbiamo fatto per la salvezza». Il tecnico però sottolinea come il Grifone non possa abbassare la guardia: «A questo punto partiamo in svantaggio. Come abbiamo portato tanta gente a Siena, possiamo riempire lo stadio. Però con l'Empoli non sarà facile, lottano per la salvezza.Dobbiamo giocare sapendo che è difficile, basta vedere cosa è accaduto alla Roma con il Livorno». Vero è però che il Genoa sta vivendo un momento magico; l'anno del quarto posto Bagnoli disse che se il campionato fosse durato due mesi in più, il Grifone avrebbe potuto arrivare almeno secondo. Sotto questo aspetto quella e questa squadra si assomigliano, perché li unisce il finale in crescendo: bisognerebbe che questo torneo non finisse mai. Gasperini sorride: «Vediamo, intanto mancano quattro partite. Giochiamole, e magari diremo "meno male che è finito"». Però «dispiace che manchino solo quattro partite ». Tuttavia Gasperini ammonisce: «Siamo stati bravi a vincere nonostante le motivazioni ormai non fossero al massimo. Adesso potrebbero aumentare? Sono sempre state forti, ma non dobbiamo trasformarle in pressione». Comunque Gasperini non lesina lodi al suo gruppo: «Bene Raggio Garibaldi, che ha dato ossigeno alla squadra; bene Vanden Borre, che è un giocatore importante e ha dimostrato di essere un centrocampista; bene Di Vaio, che è entrato e ha rincorso tutti. In questo gruppo chiunque entra fa bene, anche se avevamo delle assenze. Konko è stato bravo, anche se in dieci ha potuto uscire meno e poteva servire Borriello quando invece è inciampato. Se la squadra gira è perché evidentemente ha valori importanti, umani e tecnici. L'esempio lo danno alcuni che trascinano gli altri. Sculli è un esempio. È una squadra che ha valori e ha una buona base. In giro non è facile trovare giocatori migliori dei nostri. Se abbiamo vinto questa gara, è perché c'è un gruppo unito al suo interno, con i tifosi, con l'ambiente». Abdoulay Konko sostiene che «è giusto provarci, e se non ci riusciremo quest'anno daremo l'anno prossimo l'assalto all'Europa». Gasperini replica soddisfatto:«Bene, significa che l'anno prossimo giocherà ancora con noi. A parte tutto, questa è la dimostrazione dell'attaccamento di questi giocatori». C'è una corrispondenza di amorosi sensi fra il Genoa e i suoi tifosi: «Ci danno un vantaggio incredibile - sottolinea il tecnico - La soddisfazione maggiore è farli felici. Hanno dato un esempio del calcio come dovrebbe essere: oggi ho visto in giro per Siena tifosi di tutte le età, da quelli in carrozzella agli anziani. Hanno girato la città, hanno fraternizzato con i tifosi avversari. È così che dovrebbe essere sempre, e Genova è un esempio». Alla fine c'è stato anche spazio per la riconciliazione con Manuel Coppola: «Gli ho chiesto confida Gasperini se ce l'ha ancora con me. Lui e Forestieri sono giocatori importanti che avranno un bel futuro». Replica Coppola: «Io non ce l'avevo con lui, semmai era lui ad avercela con me. Però a Genova ho passato un periodo fantastico, mi ha fatto piacere ritrovare gli amici. Spero che il Genoa vada in Europa. Il mio futuro? Si dovranno parlare le società».

IL SECOLO XIX - Il lungo duello. E Rubinho si mangia Big Mac. di Luca Pacini. SIENA. Rubinho e Maccarone, ecco i due volti del match che il Genoa è riuscito a far suo. Konko a parte, ex del match assai brillante e decisivo, il Franchi ha potuto ammirare la sfida a distanza del portiere rossoblu con uno dei suoi idoli indiscussi, Super Mac. Sono proprio loro a descrivere gli episodi chiave della gara, a partire dall’espulsione di De Rosa:«Nel rilanciare attacca Rubinho il piede mi è rimasto bloccato nel terreno per colpa dei tacchetti. Quando ho visto che il pallone era finito a Maccarone ho provato a rientrare velocemente tra i pali: a quel punto ho visto il fallo di De Rosa,ma non so se era da espulsione. Sono sicuro che il fallo c’era, così come in precedenza il mio brutto errore». Già, brutto errore: speranza tradotta in realtà per Maccarone: «Uno pensa sempre che l’avversario possa sbagliare; sono stato fortunato a intercettare il pallone. Peccato che le conseguenze di quella leggerezza di Rubinho non abbiano inciso sul risultato della partita». Il vero cruccio di Super Mac è però non aver trasformato in oro il gentile omaggio servitogli di tacco da Riganò nel secondo tempo: «Christian è stato bravissimo a liberarmi davanti alla porta,ma Rubinho è stato eccezionale nel respingere la mia conclusione ravvicinata. Veramente strepitoso. Però è stato bravo anche in un altro paio di occasioni, riuscendo a chiudermi completamente lo specchio della porta, inducendomi così in errore». Il velo di tristezza nell’espressione di Rubinho, dovuta all’incertezza che ha determinato l’espulsione, svanisce nel momento in cui gli viene chiesto di spiegare la grande parata salva risultato: «Quando ho visto Maccarone solo davanti a me ho deciso di correre il rischio anticipando l’uscita: è andata bene, ma si tratta di situazioni in cui intuito e fortuna vanno di pari passo. Sono felice di aver contribuito a questo successo perché, dopo la brutta figura dell’andata, tenevamo particolarmente a far bene a Siena». E il successo in Toscana contribuisce anche ad avvicinare il Genoa a un traguardo finora solo sognato, l’Europa: «Abbiamo delle chances sorride Rubinho . Per ilmomento, però, cerchiamo di raggiungere la soglia dei 51 punti, un traguardo che il mister aveva fissato per noi qualche settimana fa. Dopo vedremo cosa succede... ». Il portiere brasiliano ha una dedica speciale per Konko: «Ha giocato una grande partita. E’ un giocatore che merita tantissimo perché sa sacrificarsi per la squadra: attacca, difende, corre su tutti i palloni». E c’è molta soddisfazione anche sul volto di capitan Marco Rossi: «Abbiamo compiuto veramente una bella impresa, perché abbiamo giocato in dieci per un’ora. Voglio complimentarmi con Raggio Garibaldi e Vanden Borre per il contributo che hanno saputo dare nel finale di partita. Vincere così è stata una grandissima soddisfazione per tutti, come ha testimoniato l’esultanza finale sotto la curva dei nostri splendidi tifosi». L’ex Manuel Coppola ha sentito in modo particolare la partita. «Giocare contro i miei ex compagni e rivedere tanti amici mi ha fatto venire un colpo al cuore. Quando sono entrato in campo per il riscaldamento ho sentito il popolo rossoblù che mi acclamava: un’emozione incredibile. Ho visto un Genoa abile nel palleggio e cinico: è riuscito a ottenere il massimo risultato col minimo sforzo». Il portiere Rubinho ha vinto lo scontro diretto con Maccarone

 

IL SECOLO XIX «L'Uefa non è una missione impossibile». Preziosi junior festeggia e indica il traguardo «Noi ci crediamo, ci credano anche i tifosi» dice il direttore generale in pectore. L'emozione dell'abbraccio con la curva. di Giovanni Ciolina. Siena. «Se ci crediamo noi, ci possono credere anche i tifosi». Per la prima volta anche la dirigenza rossoblù si sbilancia nel non ritenere qualificazione in Coppa Uefa una missione impossibile. L'onore e l'onere se lo assume Fabrizio Preziosi, figlio del patron e soprattutto direttore generale in pectore della società. «Volevamo dare una gioia ai nostri sostenitori - dice Preziosi junior - perché loro sono la nostra priorità». Già il fatto di poter pensare a un traguardo che solo qualche mese fa sembrava utopia è un evento. All'inizio della stagione, persino la salvezza appariva un orizzonte molto lontano, complicatissimo da raggiungere. Ora l'obiettivo è più ambizioso. E il giovane Preziosi annuisce con un sorriso a chi sottolinea i progressi di una squadra alla quale vanno stretti anche i 51 punti fissati come "dead line" da Gasperini. Sulla partita, Preziosi non ha dubbi nel rilevare la capacità della squadra «di reggere bene all'inferiorità numerica», ma a soddisfarlo particolarmente è il fatto che chi va in campo «sa metterci gioco, spirito di gruppo ed entusiasmo». L'apporto del pubblico, poi, «ha dato la spinta decisiva». Parla già con il piglio del direttore generale, Preziosi junior, il modo migliore per far capire che il padre non sembra essersi sbagliato in questa scelta. Poco importa, poi, se per indossare formalmente i galloni bisognerà attendere il prossimo giugno. «Si tratta di un impegno in più, però confesso che mi piace assumere delle responsabilità. Soprattutto, spero di non deludere i tifosi» dice Fabrizio Preziosi. Che a fine partita ha abbracciato mister Gasperini, ha battuto "il cinque" a ciascun giocatore e soprattutto è corso sotto gli spalti per unirsi a loro in un urlo di gioia. Sembra di vedere il padre, Enrico. E' un rito, il festeggiamento con i supporter, che Fabrizio non vuole "rubare" al genitore: «E' suo e lo merita tutto. Del resto, è stato il mister a prendermi per mano a portarmi dai tifosi per raccoglierne l'abbraccio. Sensazioni da brivido». A casa, a Desenzano del Garda, Enrico Preziosi ha festeggiato davanti alla televisione. Sarebbe dovuto arrivare a Siena, poi ha cambiato programma, preferendo fermarsi in famiglia. Attraverso il telefono cellulare, però, è rimasto costantemente in contatto con il Franchi. «Commenti? Lo conoscete abbastanza per immaginare il suo stato d'animo» dice Fabrizio. Immaginare il presidente non è difficile: grande entusiasmo, ma senza farsene travolgere. E sembra quasi di sentirlo: «Rimaniamo con i piedi per terra e concentriamoci sul prossimo avversario, l'Empoli. Sarà una gara più difficile di quella con il Siena. Facciamo in modo che finisca allo stesso modo».

IL SECOLO XIX - LA NORD IN TRASFERTA «PORTACI IN EUROPA» In quattromila al Franchi. di Giuliano Gnecco. Siena. Alla fine l'abbraccio virtuale fra la squadra e la Nord da trasferta. Il coro che si alza riecheggia quello dei giorni nei quali il Grifone ha volato più in alto nel Dopoguerra: «Portaci, portaci, portaci in Europa», cantato in uno sventolio di bandiere. Quattromila cuori soffrono e poi si gonfiano di speranza: ora il sogno è a portata di mano. La squadra va anche sotto i Distinti a salutare i bambini che l'Associazione Club Genoani ha portato allo stadio con un pullman a loro riservato: i baby rossoblù hanno stretto un gemellaggio con i coetanei della Contrada della Selva. Ma per un giorno tutta Siena si tinge con i colori del Genoa. La bandiera sventola anche in piazza del Campo, e i ristoratori fanno affari d'oro fra piatti tipici toscani e fiumi di Chianti. Violenza? Neppure un buffetto, alla faccia di chi vuol negare il diritto alle trasferte. È una festa di calcio, una trasferta che riporta il pallone alle sue antiche dimensioni: i viaggi non come occasione per scazzottate ma per stringere amicizie, conoscere posti nuovi, gustare la cucina del luogo. Niente polizia in tenuta da stato d'assedio, niente steward perennemente sul chi va là, e neppure blocchi ai caselli autostradali con incolonnamenti e percorsi sotto scorta. Allo stadio non ci sono barriere: le sciarpe rossoblù si mischiano a quelle bianconere. E per domenica è pronto il bis: a Genova arriverà un pullman di bambini empolesi, che renderanno la visita fatta all'andata dai coetanei rossoblù. Visiteranno insieme il Porto Antico, vedranno le bellezze della città. Poi insieme allo stadio, non a tifare contro, ma per i rispettivi colori rispettando gli avversari.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini ammette "Ora forse è il momento di cambiare obiettivo". Il tecnico: ma se non fosse Europa, nessun dramma. di Gessi Adamoli. SIENA - Comunque andrà a finire sarà un successo. Il Genoa a raggiungere l´Europa ci prova, non dovesse farcela la sua resterebbe in ogni caso una stagione, la prima di serie A dopo 12 anni di purgatorio, da incorniciare. Il solo, grande rammarico è che tra quattro domeniche il campionato finisca. Lo dice anche Gasperini: «Giocare divertendosi come ci capita in questo momento è la condizione ideale. Ora l´obiettivo primario è centrare il secondo traguardo che c´eravamo prefissi, quello dei 51 punti, poi, nel caso, vedremo di spostare nuovamente l´obiettivo». Intanto si è preso la soddisfazione di vendicare la pesante sconfitta dell´andata, quello che lui ha definito «il momento più brutto della nostra stagione». Beretta ha tentato di incanalare la partita sulla stessa falsariga tattica e così, invece che con le due punte con il trequartista a sostegno come gioca abitualmente, ha schierato il tridente come a Marassi. Sulla carta la situazione ottimale per mettere in difficoltà una squadra che difende a tre come il Genoa. Ma Gasperini, memore delle difficoltà che il Genoa aveva incontrato a Marassi e consapevole che Beretta avrebbe riproposto il tridente, ha anche optato per una difesa formata, da destra a sinistra, da Konko, De Rosa, Bovo e Criscito. Il tecnico genoano aveva anche previsto che Maccarone, lanciato in profondità, era l´arma con cui il Siena avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. Nonostante le numerose assenze, il Genoa ha confermato di attraversare un momento di straordinaria forma sia mentale che fisica. «Così chiunque entri fa la sua parte - conferma Gasperini - Mi riferisco a Vanden Borre e a Raggio Garibaldi, ma anche a Di Vaio. E´ entrato a soli 4´ dal novantesimo, ma con uno spirito eccezionale». Il gol decisivo lo ha segnato dopo 24´ Konko, l´unico degli ex in campo a fare davvero la differenza perché Forestieri, dopo un tempo è stato sostituito da Beretta («era emozionato. è giovane, va capito») e Codrea è stato impalbabile. Dopo 10´ dal gol di Konko la partita del Genoa rischia di complicarsi, quando Rubinho scivola al momento di rinviare, la palla finisce sui piedi di Maccarone e De Rosa è stato costretto al fallo da ultimo uomo. Gasperini si trova così costretto a ridisegnare l´assetto tattico della squadra, passando dal 4-3-3 al 4-3-1-1. Borriello diventa l´unica punta con Leon che gli gioca dietro come trequartista. Sculli retrocede sulla linea dei centrocampisti, Rossi si accentra e Juric passa nella zona di centrosinistra con Danilo, che scala indietro in un nuovo assetto difensivo che vede Konko a destra, Bovo e Criscito centrali e, per l´appunto, il brasiliano a sinistra. Ma il Genoa non patisce l´inferiorità numerica, è in una splendida condizione atletica. Nella ripresa Gasperini sceglie il solido Vanden Borre per Leon. «Visto? Non è più un ufo come poteva sembrare qualche settimana fa - commenta il tecnico genoano - E questa partita è anche la conferma che è un centrale di centrocampo e non un esterno». Poi tocca anche a Raggio Garibaldi, sostituisce Sculli, che esce dopo aver dato veramente tutto. Ha fatto la punta, il mediano ed il terzino, Gasperini gli fa i complimenti: «Tutta la squadra è cresciuta molto, ma lui è sicuramente quello che è migliorato di più».

LA REPUBBLICA - IL SETTIMO POSTO NON È UN TABÙ. di Franco Rotella. Il primo tempo è stato giocato molto bene a parte i primi cinque minuti, in cui c´era un po´ di confusione in mezzo al campo. Poi, pur rimanendo in dieci, la squadra rossoblù ha saputo tenere bene il campo. Nella ripresa, pur in inferiorità numerica, il Genoa ha saputo soffrire, per la prima volta in questo campionato ho visto in difficoltà Borriello, ha trovato un difensore che lo ha messo in difficoltà, fisicamente era forte, e lui non è stato quasi mai pericoloso. Adesso facendo due conti, si vede che arrivare settimi non è impossibile e potrebbe voler dire ambire alla Uefa, e quindi credo che valga la pena provarci sino alla fine. Sarebbe un risultato fantastico e insperato, in caso contrario mi pare di capire che la società non sarebbe intenzionata a partecipare all´Intertoto, ma semmai a riprovarci la prossima stagione.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa in 10 passa a Siena. Al "Franchi" i toscani sbagliano molte occasioni serve ancora qualche punto per la salvezza. Decisiva la rete di Konko. SIENA - Il Genoa espugna l'Artemio Franchi di Siena grazie alla rete di Konko al 24' del primo tempo. I rossoblù poi restano in dieci per l'espulsione di capitan De Rosa al 34', per fallo da ultimo uomo su Maccarone dopo una papera in rinvio di Rubinho. Ma l'uomo in più per quasi un'ora non basta al Siena per riacciuffare quanto meno il pari. Vittoria tutto sommato meritata per i rossoblù che nella ripresa sempre con Konko hanno costruito la palla del possibile due a zero. La cronaca. Nel Siena Beretta schiera Forestieri alle spalle di Riganò e Maccarone; dall'altra parte Gasperini ripropone il tridente con Borriello, Leon e Sculli, mentre in difesa trova posto De Rosa. Siena subito pericoloso al 3' con un diagonale di Loria, ma Rubinho respinge. Al 16' ci prova Coppola, servito da Forestieri, ma la conclusione esce di poco. Il Genoa si fa vivo al 22' con Borriello che prova la rovesciata, ma è anticipato da Manninger. Due minuti più tardi, però, i rossoblù passano. Konko lascia partire un destro dal limite che si va ad infilare nell'angolino più lontano, battendo Manninger. Al 33' Maccarone da buonissima posizione cicca la palla e la spedisce altissima. Un minuto più tardi, errore del portiere genoano Rubinho che, nel tentativo di rinviare la palla, scivola e la serve su un piatto d'argento a Maccarone al limite. A De Rosa non resta altro da fare che atterrarlo. Ma è fallo da ultimo uomo e quindi il capitano dei grifoni è espulso. La conseguente punizione è calciata dallo stesso Maccarone, respinge la barriera e Vergassola da pochi passi calcia fuori. Il primo tempo si chiude con il Genoa in vantaggio per 1-0 ma in dieci per l'espulsione di De Rosa. Al rientro in campo, Beretta propone Alberto per Forestieri. E bianconeri subito vicini al pari, ma al 2' Maccarone, solo davanti a Rubinho, fallisce la mira, spedendo a lato. Il Siena spinge alla ricerca del pari. Ci prova prima Codrea su punizione e poi Vergassola di testa, su azione da corner. Ma è il Genoa, ancora con Konko, ad andare vicino al raddoppio. Questa volta Manninger è pronto a neutralizzare. Beretta toglie Vergassola ed inserisce De Ceglie, che rientra dopo la lunga assenza per infortunio. Al 18' Riganò lancia Maccarone all'altezza del dischetto, ma Rubinho è bravo a deviare la conclusione ravvicinata. Gasperini toglie uno spento Leon ed inserisce il belga Vanden Borre. Al 25' Riganò protesta per un fallo di Bovo, ma l'arbitro fa proseguire. Terza sostituzione per Beretta, dentro Jarolim, fuori Rossettini, già ammonito. Risponde Gasperini che toglie Sculli e mette Raggio Garibaldi. Al 33' Rubinho si salva con i pugni su punizione dai 25 metri di Codrea. Poi, la partita si spegne piano piano con i bianconeri senesi che vedono svanire la possibilità di acciuffare il pari.

LA REPUBBLICA - Pagelle. di Gessi Adamoli. Rubinho 6 Combina alcuni pasticci, è l'involontario colpevole dell'espulsione di De Rosa ed un paio di uscite alte sono da brividi. Ma salva due volte il risultato su Maccarone. Konko 7 È "l'uomo partita Sky", ma faticano per convincerlo a fare l'intervista in presa diretta a fine partita perché lui, da sempre, non parla con le tv. La sua valutazione ha superato i 10 milioni di euro dopo la partita capolavoro di ieri. De Rosa 5 In settimana Gasperini, in previsione di Maccarone, l'aveva allenato nell'uno contro uno contro Borriello, ma proprio quel duello, al di là del clamoroso svarione di Rubinho, è stata l'unica sofferenza della partita del Genoa. Bovo 6,5 Impeccabile nei disimpegni e, rispetto a De Rosa, ha sofferto molto meno Maccarone. Anche se in un'occasione è stato costretto ad un placcaggio che gli è costato l'ammonizione che fa scattare la squalifica. Criscito 6 Più sicuro, anche se non è ancora disinvolto e determinante come lo scorso anno. Rossi 6 Il solito maratoneta. Si sacrifica, raddoppia le marcatura, va sempre in raddoppio del compagno in difficoltà. Prezioso anche quando dal centro-destra passa a fare il centrale puro, un ruolo per lui assolutamente inedito. Juric 7 Sta così bene di testa e come condizione atletica che Gasperini potrebbe chiedergli qualunque cosa. Anche di fare il regista e provare a sostituire Milanetto. Danilo 6,5 Un rientro con buona personalità. Tiene la posizione e non spreca palla quando la squadra prova a ripartire. Sculli 7 Una partita di polmoni e di cuore, di forza ma anche di tecnica. Dal 30' st Raggio Garibaldi sv: un quarto d'ora di straordinario ardore agonistico. Senza emozione, come se lui la serie A la frequentasse da tempo. Borriello 6 Un po' troppo egoista, ormai sembra solo che giochi per la classifica dei cannonieri. Dal 41' st Di Vaio sv : merita i complimenti di Gasperini per quei 4' giocato con lo spirito giusto, con la voglia di che vuole assolutamente vincere. Leon 6 Fa poesia quando invece servirebbe soprattutto grande sostanza. Dal 20' st Vanden Borre 6,5: decisivo soprattutto nel finale quando, di forza, tiene per 2' minuti la palla vicino alla bandierina del calcio d'angolo con gli avversari che gli rimbalzano addosso

 

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