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CAMPIONATO 2007-08 | Cronache Partite | Tabellini | Immagini | Giocatori | Calendario | |
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SIENA - GENOA 0 - 1 (0 - 1) Reti: 24' Konko Siena: Manninger, Rossettini (74' Jarolim), Ficagna, Loria, A.Rossi, Coppola, Codrea, Vergassola (60' De Ceglie), Forestieri (46' Alberto), Riganò, Maccarone. (Eleftheropoulos, Galloppa, Kharja, Porta). Allenatore: Beretta. Genoa: Rubinho, Bovo, De Rosa, Criscito, M.Rossi, Konko, Juric, Danilo, Leon (66' Vanden Borre), Borriello (86' Di Vaio), Sculli (75' Raggio Garibaldi). (Scarpi, Wilson, Ghinassi, Figueroa). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Marelli di Como. Espulso: 34' De Rosa. Ammoniti: Bovo, Rossettini, Juric. Spettatori 12.228.
TUTTOSPORT
- Il Genoa sogna Europa vicina.
I rossoblù resistono in 10 (espulso De Rosa) e tornano dalla Toscana con 3
punti. Il Siena gioca ma spreca. Decide Konko. SIENA. Al Genoa i tre punti e la
prosecuzione di un sogno “europeo” dall’alto di 48 punti inaspettati. Al Siena
la standing ovation della folla del “Franchi” per Mario Beretta, propedeutica
alla conferma del tecnico nel decisivo incontro con il presidente Lombardo
Stronati, fissato per domani. Con tante storie di ex di mezzo (Konko, Coppola,
Forestieri). Un match piacevole, animoso alla fine e sostanzialmente deciso
dagli errori. Konko ha segnato un bel gol e poi l’ha difeso, da marcatore puro,
risultando il più decisivo nel contesto. Nell’incidente di percorso della
sconfitta per il Siena la consolazione che nulla si è mosso sul fondo e dunque
il margine di sicurezza pro-salvezza è una ricca assicurazione per la serie A
2008-09. CRONACA Il Siena fa la partita, il Genoa la vince, anche per la gioia
di 3.000 tifosi in trasferta, il frutto dell’investimento sul gioco e sull’alta
classifica (un sontuoso ottavo posto). Finirà con la “ola” a cui si presta,
anche il beatificato Gasperini. Il terzo tempo sarà una parodia del fair play
per le vistose perdite di tempo di Juric e grumi di nervosismo. Dopo un tiro
alto di Loria (3’) e un lob di Coppola (15’) fuori di poco, il match si decide
al 24’ quando Rossi è fermo come un paracarro su un’incursione di Konko, che ha
il tempo di aggiustarsi la palla, quasi passarsela, per la conclusione che
fulmina Manninger sul secondo palo. Per rispetto il francese non festeggia.
Analogo errore commette De Rosa al 32’, ma Maccarone spara alto. Poi al 34’
Rubinho, che nel prosieguo dell’incontro sarà provvidenziale, commette il suo
unico, peraltro grave, errore, sbagliando il rinvio di piede. Così De Rosa, per
impedire un facile gol a Maccarone, lo falcia da dietro, da ultimo uomo, prima
dell’ingresso in area. Ma i 60’ effettivi residui in superiorità numerica non
basteranno al Siena, perlomeno per impattare. FESTIVAL MACCARONE Già perchè
“Big Mac”, con una spalla poco agile come Riganò (nell’ultimo quarto d’ora
assistente anche di Loria), sbaglierà da tutte le posizioni nella ripresa,
complice a volte la bravura di un Rubinho in cerca di riscatto. Al 2’ quando,
per l’unica volta, Konko lo perde; al 17’ su un “dai e vai” con Riganò; al 42’
con gittata da non più di 8 metri. Ci proveranno anche Loria di testa su corner
all’11’ e Codrea al 33’ su punizione violenta, ma centrale. Riganò chiederà un
rigore al 24’ per strattonamenti reciproci con Bovo ma Marelli, complice
l’accentuazione nella caduta, non abboccherà. E negli spogliatoi,
significativamente, nessuno si lamenterà di questo. VERSO IL RECORD Con il
tredicesimo successo stagionale, il Genoa guarda al record assoluto delle
vittorie in A (precedente 15, stagione 1947-48). Gasperini invece guarda al
“vecchio continente”. «Siamo in uno stato di forma per cui vorremmo che il
campionato durasse ancora due mesi. Non dipende solo da noi, dobbiamo rimontare
tre punti, ma ci proveremo, anche per questo meraviglioso bacino d’utenza che ci
siamo creati. Questa squadra ha enormi valori tecnici e morali. A Konko
rimprovero solo un mancato assist per Borriello ». Beretta invece: «Vado al
terzo incontro con Lombardi Stronati sperando di chiudere per il prossimo anno.
Le premesse ci sono tutte». Buffo, il suo ciclo al Siena era cominciato proprio
con il 31 esterno sul Genoa nel girone d’andata, giocando con 3 punte. Ora ha
subìto la legge del contrappasso. Coppola ammonisce: «Sarebbe un errore fare la
corsa sulle ultime. Una vittoria e ci chiamiamo fuori dalla lotta salvezza».
Conseguenza per il prossimo turno: De Rosa, Bovo e Rossettini saranno tutti
squalificati. SIENA-GENOA 0-1 MARCATORE: pt 24’ Konko. SIENA ( 4- 3- 1- 2)Manninger
6; Rossettini 6 ( 28’ st Jarolim 6), Ficagna 6, Loria 6.5, A. Rossi 5.5;
Vergassola 5 ( 14’ st De Ceglie 6.5), Codrea 5.5, Coppola 5.5; Forestieri 5 (
1’ st Alberto 5.5); Riganò 5.5, Maccarone 5.5. A disp.: Eleftheropoulos, Kharja,
Galloppa, Porta. ALLENATORE: Beretta 6. ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Rossettini
per gioco falloso. TIRI: 12 TIRI IN PORTA: 4 FUORIGIOCO: 2 ANGOLI: 9 POSSESSO
PALLA: 46% GENOA ( 3- 4- 3) Rubinho 6; Bovo 6, De Rosa 6, Criscito 7; M. Rossi
5.5, Konko 7, Juric 6, Danilo 5.5; Sculli 6.5 ( 30’ st Raggio Garibaldi 6),
Borriello 6 ( 41’ st Di Vaio ng), Leon 6 ( 20’ st Vanden Borre 6). A disp.:
Scarpi, Figueroa, Ghinassi, Wilson. ALLENATORE: Gasperini 6.5. ESPULSI: De Rosa
( 34’ st) per fallo da ultimo uomo. AMMONITI: Bovo e Juric per gioco falloso.
TIRI: 5 TIRI IN PORTA: 4 FUORIGIOCO: 3 ANGOLI: 2 POSSESSO PALLA: 54% ARBITRO:
Marelli di Como 6.5. RECUPERO TEMPO: pt 1’; st 3. SPETTATORI: 12.228 per un
incasso di 146.134 euro.
IL SECOLO XIX
- Tre punti d’oro parte la rimonta.
KONKO DIPINGE l’1-0. UN’ORA IN DIECI MA IL SIENA NON PASSA. di Giovanni Ciolina.
SIENA. «Gasperini sotto la curva» canta il popolo che vede l'Europa a tre punti.
Accontentati. Con corsa alla Preziosi senior. Tre punti per l'Europa: tanti se
si guardano le giornate al termine (4), un passo, un sospiro, alla luce
dell'entusiasmo che regala la vittoria di Siena e la concomitante sconfitta
dell'Udinese con la Sampdoria. Decide Konko, forse nell'unica occasione genoana. Ma
la vendetta è un piatto che va servito freddo e il boccone che il Grifone
riserva al Siena è indigesto tanto è ghiacciato. In dieci uomini per 59 minuti,
il Grifone difende il vantaggio con gli artigli, si aggrappa ad un paio di
paratone di Rubinho, ringrazia l'impalpabilità di Forestieri («Volevo strafare e
non ho fatto nulla, mi servirà per imparare a stare più tranquillo») e Riganò. E
mostra a tutti un ex che brilla come un rubino: Konko Soprattutto, però, il Genoa
mette sul prato verde del Franchi cinismo (spesso necessario), sacrificio,
spirito di gruppo.Egioco, tanto gioco. Il possesso di palla in inferiorità
numerica spesso manda fuori giri il Siena e alla fine il Grifo festeggia.
Borriello e Leon forse non gradiscono la sostituzione, ma il non è tempo di musi
lunghi e il risultato positivo, frutto dell’impegno collettivo, restituisce il
sorriso a tutti. Così il mister,mano nella mano al secondo Caneo e al prossimo
direttore generale Fabrizio Preziosi, corre sotto la curva che ospita il popolo
rossoblù. L'Europa sembra un po’ più vicina, anche se il Grifone deve affidarsi
a Inter e Roma nelle semifinali di coppa Italia. Se le sfidanti per lo scudetto
dovessero battere Lazio e Catania, infatti, anche il settimo posto spalancherà
le porte dell’Uefa. E, come si diceva, l'Udinese è lì, a tre punti. Altrimenti
bisognerà prendere la via traversa dell’Intertoto. «Possiamo pensare all'Europa,
ma guardando gara dopo gara» è il pensiero di un Danilo che in versione
difensore convince più di quando gioca nel tridente offensivo. «Abbiamo
sofferto, è vero, ma centrare la vittoria in inferiorità numerica è sempre una
grande impresa », puntualizza il giocatore. La sagacia tecnico tattica è
sicuramente una delle qualità del Genoa di Gasperini, ma nelle ultime settimane
spicca anche quella convinzione nei propri mezzi che fa della squadra un osso
duro da rodere. Soprattutto, il collettivo si mostra in grado di assorbire senza
traumi assenze importanti (Milanetto, Lucarelli, Paro, Fabiano, Santos) e di
inserire i nuovi Vanden Borre e Raggio Garibaldi come se stessero lì da sempre.
La prima mossa è di Mario Beretta. Mario Frick non ce la fa per un risentimento
al bicipite femorale destro e in campo finisce il "contestatore" Riganò. Anche
Locatelli è out. I padroni di casa si schierano con Forestieri e Maccarone sulle
fasce a sostegno dell’ariete di Lipari, lasciando il centrocampo a tre con
Codrea regista e Coppola a destra. Il tridente senese porta Gasperini a spingere
Konko sulle tracce dell'ex attaccante del Middlesbourgh. Insomma una mini
rivoluzione tattica, che però impedisce alla gara di decollare. Un po’ il caldo
e un po' la necessità di trovare tempi e misure frenano il Grifone, pur sospinto
dai 4 mila tifosi arrivati in Toscana. Le marcature sono rigide e rigorose, il
ritmo non elevato. Coppola, accolto con un'ovazione dai suoi vecchi sostenitori
(a fine tempo regalerà la maglia a Fabrizio Preziosi), prova a spaventare
Rubinho al 15' con una scudisciata dal limite. E' però l'ex di turno sulla
sponda genoana a zittire il Franchi e a far impazzire la curva San Domenico
dipinta di rossoblù. Sculli inventa un assist al contagiri: Konko capitalizza,
sparando di collo pieno, in corsa. La macchina di Gasperini gira in modo
costante,ma non alza i ritmi. E neanche riesce ad abbinare il cinismo offensivo
alla precisione nei tocchi. Maccaronesi ritrova tra i piedi alcune palle
importanti, ma è proprio da un disimpegno sbagliato di Rubinho che l’ex del
Middlesbourgh costringe De Rosa a un fallo che l’arbitro punisce con il
cartellino rosso. Genoa in dieci e Gasperini corre ai ripari, decidendo
l'arretramento di Danilo sulla linea dei difensori, abbassado anche la posizione
di Sculli. Nella ripresa il Genoa si arrocca sulla propria trequarti, aspettando
il Siena ma pronto a ripartire con Sculli, Juric e Leon. Il Siena spinge e il
Grifo si rintana. A volte in maniera pericolosa, tanto che Maccarone (2' e 17')
e Loria (11'ditesta) sfiorano il pari.Mai bianconeri toscani non riescono ad
approfittare deimolti palloni vaganti che porta al limite dell’area avversaria
passando per i corridoi centrali. Le panchine cominciano a rielaborare le
tattiche di gioco e se gli ingressi di De Ceglie e Vanden Borre non cambiano
assetti ormai cristallizzati, quello di Jarolim(per Rossettini) è in tutta
evidenza mirato a schiacchiare ancor più nella propria area il Genoa. Non a caso
Gasperini risponde con la decisione di rinforzare il centrocampo. Così, dentro
Raggio Garibaldi (alla seconda presenza) e fuori l’esausto Sculli. E’ l’ultima
di una serie di mosse vincenti.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Dopo appena 2' è reattivo sulla botta di Loria sugli sviluppi della punizione calciata da Codrea. Tuttavia sbaglia tutto al 34', quando un suo errato rinvio intercettato daMaccarone costa aDe Rosa l'espulsione per fallo da ultimo uomo: è l'episodio che rischia di diventare la svolta negativa della partita.Al 2' della ripresa BigMac lo grazia con un diagonale errato. Bravo invece al 17' a chiudere la porta in faccia aMaccarone, in una sorta di rigore inmovimento.Al 32' respinge a pugni uniti la botta su punizione di Codrea. Anche nel finale disinnescaMaccarone che spara a botta quasi sicura. KONKO 7 L'insolito 433 schierato da Beretta lo costringe ad abbassarsi a destra sulla linea dei difensori nella zona diMaccarone. Bravissimo anche negli inserimenti: al primo taglio, su lancio di Sculli, fa a fette la retroguardia senese, lascia sul potoAndrea Rossi e in diagonale batteManninger. Strappa applausi anche al 40' quando chiude in ripiegamento su BigMac. L'unicamacchia è quando a inizio ripresa perdeMaccarone che può tirare liberamente solo davanti al portiere.Al 12' della ripresa cerca la doppietta,ma Manninger dice no.Giocatore completo, non stupisce faccia gola ai grandi club italiani e stranieri: il Siena aveva un diamante in casa e non se ne è accorto. Meglio per ilGenoa. DE ROSA 5,5 Duella in quota e a livello fisico con l'eterno Riganò, ormai un po' appesantito ma sempre potente e insidioso. È provvidenziale quando al 10' allunga il piedone per fermare in angolo Maccarone lanciato in contropiede dal lungo lancio di Codrea.Al 31' però si perde BigMac, che lo grazia sparando in Curva San Domenico, quella occupata dai tifosi rossoblù. Poi si immola per recuperare a un errore di Rubinho, guadagnandosi il rosso per fallo da ultimo uomo. BOVO 7 Nelle intenzioni, libero come è da marcature, è il regista arretrato, quello che comanda e detta i tempi alla difesa. L'uscita diDe Rosa cambia tutto e lo obbliga ad andare su Riganò, che gli passa diversi centimetri. Poi, per stoppareMaccarone che si sta girando pericolosamente, si prende il giallo: diffidato, dovrà saltare l'Empoli domenica aMarassi.Nel finale rovente, alterna clava e fioretto a seconda delle necessità per prevenire ogni possibile pericolo. CRISCITO 6,5 Si allarga a sinistra dove il Siena utilizza Forestieri, rinunciando al trequartista. Non si scopre oggi il talento e la tecnica del Topa,ma non gli fa vedere biglia. Poi, con l'espulsione diDe Rosa, lascia l'italoargentino per accentrarsi accanto a Bovo. Pulito come il bucato appena fatto, impassibile anche nelle situazioni più scabrose, si conferma più maturo della sua età. ROSSI 6,5 Vergassola è un avversario tutt'altro che agevole; il capitano lo affronta a viso aperto aggredendolo con le continue sovrapposizioni sulla fascia.Aiuta in fase passiva andando a raddoppiare su coloro che passano dalla sua parte. Bravo anche a limitare il talento diDe Ceglie. JURIC 6,5 Playmaker di giornata, per le contemporanea assenze diMilanetto e Paro, non snatura le sue caratteristiche di interdittore facendo pressing a tuttocampo. In tutta la partita toccherà cento palloni sbagliandone solo due per rimpalli sfortunati. Conosce amemoria l'enciclopedia della tattica.Quando serve si sgancia anche a sinistra. DANILO 6 Spinge, ma con moderazione, nella zona di Coppola. Con l'espulsione di De Rosa scala in difesa in marcatura su Forestieri, che neppure con lui trova spazi, tanto che Beretta lo sostituisce per la disperazione. Neanche il connazionale Alberto trova miglior fortuna e si copre di gloria. Bene in fase difensiva, potrebbe fare qualcosa in più in quella offensiva SCULLI 7 Con un paio di giocatemette in affannoAndrea Rossi, anche se poi garantisce il consueto apporto anche in fase di copertura. Con il Grifone in dieci arretra a centrocampo, sulla destra, nel 432 rimodellato giocoforza da Gasperini. Con la squadra che subisce il tentativo di forcing del Siena che cerca il pareggio, lui è bravo a far salire i compagni facendoli respirare. Ci mette un cuore grande così, lottando su ogni pallone come se fosse quello decisivo.Quando esce, laNord da trasferta gli dedica la meritata standing ovation (30' ST RAGGIO GARIBALDI 6,5: reduce dalla trasferta in Ucraina con la Nazionale Under 19, il giovane talento di Chiavari va a tappare le crepe che spuntano nella diga di centrocampo. Nel finale tiene in campo una palla impossibile che gli vale gli applausi dei 4.000Grifoni giunti al Franchi. Con un’apertura intelligente, in pieno recupero, permette alGenoa di guadagnareminuti preziosi). BORRIELLO 6 Per tutto il primo tempo cerca con insistenza di eguagliare il record di Guglielmo Trevisan: tira non appena riceve palla, anche da posizioni improbabili, quando invece avrebbe la possibilità di servire un compagnomeglio smarcato; l'ansia da prestazione e la voglia di fare bene gli si ritorcono contro.Nella ripresa è fatalmente troppo isolato, si batte solo contro tutti, poco sostenuto e poco servito (40' ST DI VAIO NG: ha il merito di tenere alta la palla e conquistare un paio di falli importanti nel rovente finale). LEON 6 Un paio di accelerazioni e poco altro: due spari nel buio per tutto il primo tempo, e non è che Rossittini eriga unmuro invalicabile. In inferiorità numerica si accentra alle spalle di Borriello per non dare punti di riferimento emetterci quel pizzico di imprevedibilità che appartiene al suo bagaglio (20' ST VANDEN BORRE 6,5: l'idea è di dare un po' di polpa aggiuntiva al centrocampo, che con l'uomo in meno necessita di ricostituenti; il belga si piazza in mezzo, nella posizione del metodista, anche se segue più l'istinto che le consegne. Si inventa però una veronica che gli permette di sbarazzarsi di Codrea.Alcune sgroppate tagliano il centrocampo bianconero). SIENA Manninger 6; Rossettini 6 (28' st Jarolim6), Ficagna 6, Loria 6,5,A. Rossi 5; Coppola 6, Codrea 6, Vergassola 5 (15' stDe Ceglie 6,5); Forestieri 5 (1' stAlberto 5), Riganò 5,Maccarone 5. ARBITRO MARELLI DI COMO 6: domenica ha fatto il quarto uomo al Ferraris con il Torino; questa volta prende inmano il timone, anche nel senso che nella ripresa lascia giocare poco ilGrifone, e gli rende difficile come già a Roma dopo il 22 uscire dal guscio.Al 24' della ripresa non ammonisce l’attaccante Riganò che si tuffa in area scambiandola per una piscina.Nel finale non perde la tranquillità.
IL
SECOLO XIX - Obiettivo 51
«È un passo per l’Uefa».
GASPERINI: DISTACCO DIMEZZATO, LA SQUADRA GIRA, CI PROVEREMO. di Giuliano Gnecco.
SIENA. Sognare è lecito, ma con cautela. Perché oggi il Genoa è in piena corsa
per la Coppa Uefa, però non è il solo padrone del suo destino: deve vedere cosa
fa chi sta davanti (l'Udinese), deve vedere chi va in finale di Coppa Italia.
Molte le variabili, però il solo fatto di essere in ballo per l'Europa a quattro
turni dalla fine è un risultato straordinario. «L'Europa dobbiamo meritarla
sottolinea Gian Piero Gasperini La distanza è dimezzata, siamo a tre punti:non
sono pochi,ma è una partita e ne mancano quattro. Bisogna vedere cosa faranno
Inter e Roma in Coppa. Dobbiamo raggiungere 51 punti, che è l'obiettivo. Primal
o raggiungiamo, poi vediamo se si può spostare l'obiettivo, come abbiamo fatto
per la salvezza». Il tecnico però sottolinea come il Grifone non possa abbassare
la guardia: «A questo punto partiamo in svantaggio. Come abbiamo portato tanta
gente a Siena, possiamo riempire lo stadio. Però con l'Empoli non sarà facile,
lottano per la salvezza.Dobbiamo giocare sapendo che è difficile, basta vedere
cosa è accaduto alla Roma con il Livorno». Vero è però che il Genoa sta vivendo
un momento magico; l'anno del quarto posto Bagnoli disse che se il campionato
fosse durato due mesi in più, il Grifone avrebbe potuto arrivare almeno secondo.
Sotto questo aspetto quella e questa squadra si assomigliano, perché li unisce
il finale in crescendo: bisognerebbe che questo torneo non finisse mai.
Gasperini sorride: «Vediamo, intanto mancano quattro partite. Giochiamole, e
magari diremo "meno male che è finito"». Però «dispiace che manchino solo
quattro partite ». Tuttavia Gasperini ammonisce: «Siamo stati bravi a vincere
nonostante le motivazioni ormai non fossero al massimo. Adesso potrebbero
aumentare? Sono sempre state forti, ma non dobbiamo trasformarle in pressione».
Comunque Gasperini non lesina lodi al suo gruppo: «Bene Raggio Garibaldi, che ha
dato ossigeno alla squadra; bene Vanden Borre, che è un giocatore importante e
ha dimostrato di essere un centrocampista; bene Di Vaio, che è entrato e ha
rincorso tutti. In questo gruppo chiunque entra fa bene, anche se avevamo delle
assenze. Konko è stato bravo, anche se in dieci ha potuto uscire meno e poteva
servire Borriello quando invece è inciampato. Se la squadra gira è perché
evidentemente ha valori importanti, umani e tecnici. L'esempio lo danno alcuni
che trascinano gli altri. Sculli è un esempio. È una squadra che ha valori e ha
una buona base. In giro non è facile trovare giocatori migliori dei nostri. Se
abbiamo vinto questa gara, è perché c'è un gruppo unito al suo interno, con i
tifosi, con l'ambiente». Abdoulay Konko sostiene che «è giusto provarci, e se
non ci riusciremo quest'anno daremo l'anno prossimo l'assalto all'Europa».
Gasperini replica soddisfatto:«Bene, significa che l'anno prossimo giocherà
ancora con noi. A parte tutto, questa è la dimostrazione dell'attaccamento di
questi giocatori». C'è una corrispondenza di amorosi sensi fra il Genoa e i suoi
tifosi: «Ci danno un vantaggio incredibile - sottolinea il tecnico - La
soddisfazione maggiore è farli felici. Hanno dato un esempio del calcio come
dovrebbe essere: oggi ho visto in giro per Siena tifosi di tutte le età, da
quelli in carrozzella agli anziani. Hanno girato la città, hanno fraternizzato
con i tifosi avversari. È così che dovrebbe essere sempre, e Genova è un
esempio». Alla fine c'è stato anche spazio per la riconciliazione con Manuel
Coppola: «Gli ho chiesto confida Gasperini se ce l'ha ancora con me. Lui e
Forestieri sono giocatori importanti che avranno un bel futuro». Replica
Coppola: «Io non ce l'avevo con lui, semmai era lui ad avercela con me. Però a
Genova ho passato un periodo fantastico, mi ha fatto piacere ritrovare gli
amici. Spero che il Genoa vada in Europa. Il mio futuro? Si dovranno parlare le
società».
IL SECOLO XIX
«L'Uefa non è una missione impossibile».
Preziosi junior festeggia e indica il traguardo «Noi ci crediamo, ci credano
anche i tifosi» dice il direttore generale in pectore. L'emozione dell'abbraccio
con la curva. di Giovanni Ciolina. Siena. «Se ci crediamo noi, ci possono
credere anche i tifosi». Per la prima volta anche la dirigenza rossoblù si
sbilancia nel non ritenere qualificazione in Coppa Uefa una missione
impossibile. L'onore e l'onere se lo assume Fabrizio Preziosi, figlio del patron
e soprattutto direttore generale in pectore della società. «Volevamo dare una
gioia ai nostri sostenitori - dice Preziosi junior - perché loro sono la nostra
priorità». Già il fatto di poter pensare a un traguardo che solo qualche mese fa
sembrava utopia è un evento. All'inizio della stagione, persino la salvezza
appariva un orizzonte molto lontano, complicatissimo da raggiungere. Ora
l'obiettivo è più ambizioso. E il giovane Preziosi annuisce con un sorriso a chi
sottolinea i progressi di una squadra alla quale vanno stretti anche i 51 punti
fissati come "dead line" da Gasperini. Sulla partita, Preziosi non ha dubbi nel
rilevare la capacità della squadra «di reggere bene all'inferiorità numerica»,
ma a soddisfarlo particolarmente è il fatto che chi va in campo «sa metterci
gioco, spirito di gruppo ed entusiasmo». L'apporto del pubblico, poi, «ha dato
la spinta decisiva». Parla già con il piglio del direttore generale, Preziosi
junior, il modo migliore per far capire che il padre non sembra essersi
sbagliato in questa scelta. Poco importa, poi, se per indossare formalmente i
galloni bisognerà attendere il prossimo giugno. «Si tratta di un impegno in più,
però confesso che mi piace assumere delle responsabilità. Soprattutto, spero di
non deludere i tifosi» dice Fabrizio Preziosi. Che a fine partita ha abbracciato
mister Gasperini, ha battuto "il cinque" a ciascun giocatore e soprattutto è
corso sotto gli spalti per unirsi a loro in un urlo di gioia. Sembra di vedere
il padre, Enrico. E' un rito, il festeggiamento con i supporter, che Fabrizio
non vuole "rubare" al genitore: «E' suo e lo merita tutto. Del resto, è stato il
mister a prendermi per mano a portarmi dai tifosi per raccoglierne l'abbraccio.
Sensazioni da brivido». A casa, a Desenzano del Garda, Enrico Preziosi ha
festeggiato davanti alla televisione. Sarebbe dovuto arrivare a Siena, poi ha
cambiato programma, preferendo fermarsi in famiglia. Attraverso il telefono
cellulare, però, è rimasto costantemente in contatto con il Franchi. «Commenti?
Lo conoscete abbastanza per immaginare il suo stato d'animo» dice Fabrizio.
Immaginare il presidente non è difficile: grande entusiasmo, ma senza farsene
travolgere. E sembra quasi di sentirlo: «Rimaniamo con i piedi per terra e
concentriamoci sul prossimo avversario, l'Empoli. Sarà una gara più difficile di
quella con il Siena. Facciamo in modo che finisca allo stesso modo».
LA
REPUBBLICA - Gasperini
ammette "Ora forse è il momento di cambiare obiettivo".
Il tecnico: ma se non fosse
Europa, nessun dramma. di Gessi Adamoli. SIENA - Comunque andrà a finire sarà un
successo. Il Genoa a raggiungere l´Europa ci prova, non dovesse farcela la sua
resterebbe in ogni caso una stagione, la prima di serie A dopo 12 anni di
purgatorio, da incorniciare. Il solo, grande rammarico è che tra quattro
domeniche il campionato finisca. Lo dice anche Gasperini: «Giocare divertendosi
come ci capita in questo momento è la condizione ideale. Ora l´obiettivo
primario è centrare il secondo traguardo che c´eravamo prefissi, quello dei 51
punti, poi, nel caso, vedremo di spostare nuovamente l´obiettivo». Intanto si è
preso la soddisfazione di vendicare la pesante sconfitta dell´andata, quello che
lui ha definito «il momento più brutto della nostra stagione». Beretta ha
tentato di incanalare la partita sulla stessa falsariga tattica e così, invece
che con le due punte con il trequartista a sostegno come gioca abitualmente, ha
schierato il tridente come a Marassi. Sulla carta la situazione ottimale per
mettere in difficoltà una squadra che difende a tre come il Genoa. Ma Gasperini,
memore delle difficoltà che il Genoa aveva incontrato a Marassi e consapevole
che Beretta avrebbe riproposto il tridente, ha anche optato per una difesa
formata, da destra a sinistra, da Konko, De Rosa, Bovo e Criscito. Il tecnico
genoano aveva anche previsto che Maccarone, lanciato in profondità, era l´arma
con cui il Siena avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. Nonostante
le numerose assenze, il Genoa ha confermato di attraversare un momento di
straordinaria forma sia mentale che fisica. «Così chiunque entri fa la sua parte
- conferma Gasperini - Mi riferisco a Vanden Borre e a Raggio Garibaldi, ma
anche a Di Vaio. E´ entrato a soli 4´ dal novantesimo, ma con uno spirito
eccezionale». Il gol decisivo lo ha segnato dopo 24´ Konko, l´unico degli ex in
campo a fare davvero la differenza perché Forestieri, dopo un tempo è stato
sostituito da Beretta («era emozionato. è giovane, va capito») e Codrea è stato
impalbabile. Dopo 10´ dal gol di Konko la partita del Genoa rischia di
complicarsi, quando Rubinho scivola al momento di rinviare, la palla finisce sui
piedi di Maccarone e De Rosa è stato costretto al fallo da ultimo uomo.
Gasperini si trova così costretto a ridisegnare l´assetto tattico della squadra,
passando dal 4-3-3 al 4-3-1-1. Borriello diventa l´unica punta con Leon che gli
gioca dietro come trequartista. Sculli retrocede sulla linea dei centrocampisti,
Rossi si accentra e Juric passa nella zona di centrosinistra con Danilo, che
scala indietro in un nuovo assetto difensivo che vede Konko a destra, Bovo e
Criscito centrali e, per l´appunto, il brasiliano a sinistra. Ma il Genoa non
patisce l´inferiorità numerica, è in una splendida condizione atletica. Nella
ripresa Gasperini sceglie il solido Vanden Borre per Leon. «Visto? Non è più un
ufo come poteva sembrare qualche settimana fa - commenta il tecnico genoano - E
questa partita è anche la conferma che è un centrale di centrocampo e non un
esterno». Poi tocca anche a Raggio Garibaldi, sostituisce Sculli, che esce dopo
aver dato veramente tutto. Ha fatto la punta, il mediano ed il terzino,
Gasperini gli fa i complimenti: «Tutta la squadra è cresciuta molto, ma lui è
sicuramente quello che è migliorato di più».
LA REPUBBLICA
- Il Genoa in 10 passa a Siena.
Al "Franchi" i toscani sbagliano molte occasioni serve ancora qualche punto per
la salvezza. Decisiva la rete di Konko. SIENA - Il Genoa espugna l'Artemio
Franchi di Siena grazie alla rete di Konko al 24' del primo tempo. I rossoblù
poi restano in dieci per l'espulsione di capitan De Rosa al 34', per fallo da
ultimo uomo su Maccarone dopo una papera in rinvio di Rubinho. Ma l'uomo in più
per quasi un'ora non basta al Siena per riacciuffare quanto meno il pari.
Vittoria tutto sommato meritata per i rossoblù che nella ripresa sempre con
Konko hanno costruito la palla del possibile due a zero. La cronaca. Nel Siena
Beretta schiera Forestieri alle spalle di Riganò e Maccarone; dall'altra parte
Gasperini ripropone il tridente con Borriello, Leon e Sculli, mentre in difesa
trova posto De Rosa. Siena subito pericoloso al 3' con un diagonale di Loria, ma
Rubinho respinge. Al 16' ci prova Coppola, servito da Forestieri, ma la
conclusione esce di poco. Il Genoa si fa vivo al 22' con Borriello che prova la
rovesciata, ma è anticipato da Manninger. Due minuti più tardi, però, i rossoblù
passano. Konko lascia partire un destro dal limite che si va ad infilare
nell'angolino più lontano, battendo Manninger. Al 33' Maccarone da buonissima
posizione cicca la palla e la spedisce altissima. Un minuto più tardi, errore
del portiere genoano Rubinho che, nel tentativo di rinviare la palla, scivola e
la serve su un piatto d'argento a Maccarone al limite. A De Rosa non resta altro
da fare che atterrarlo. Ma è fallo da ultimo uomo e quindi il capitano dei
grifoni è espulso. La conseguente punizione è calciata dallo stesso Maccarone,
respinge la barriera e Vergassola da pochi passi calcia fuori. Il primo tempo si
chiude con il Genoa in vantaggio per 1-0 ma in dieci per l'espulsione di De
Rosa. Al rientro in campo, Beretta propone Alberto per Forestieri. E bianconeri
subito vicini al pari, ma al 2' Maccarone, solo davanti a Rubinho, fallisce la
mira, spedendo a lato. Il Siena spinge alla ricerca del pari. Ci prova prima
Codrea su punizione e poi Vergassola di testa, su azione da corner. Ma è il
Genoa, ancora con Konko, ad andare vicino al raddoppio. Questa volta Manninger è
pronto a neutralizzare. Beretta toglie Vergassola ed inserisce De Ceglie, che
rientra dopo la lunga assenza per infortunio. Al 18' Riganò lancia Maccarone
all'altezza del dischetto, ma Rubinho è bravo a deviare la conclusione
ravvicinata. Gasperini toglie uno spento Leon ed inserisce il belga Vanden
Borre. Al 25' Riganò protesta per un fallo di Bovo, ma l'arbitro fa proseguire.
Terza sostituzione per Beretta, dentro Jarolim, fuori Rossettini, già ammonito.
Risponde Gasperini che toglie Sculli e mette Raggio Garibaldi. Al 33' Rubinho si
salva con i pugni su punizione dai 25 metri di Codrea. Poi, la partita si spegne
piano piano con i bianconeri senesi che vedono svanire la possibilità di
acciuffare il pari.
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