STAGIONE 2006/07

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Reti: 29' Di Vaio, 51' Criscito, 74' Do Prado

Spezia: Santoni, Giuliano, Nicola, Scarlato, G.Rossi, Saverino, Do Prado, Confalone, Frara (69' Ponzo), Guzman (53' Colombo), Guidetti. All: Soda. (Mondini, Fusco, Zamboni, Quadri, Bruccini).

Genoa: Rubinho (75' Scarpi), Bega, Stellini, Criscito, M.Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano, Leon (73' Masiello), Gasparetto, Di Vaio (61' Adailton). All: Gasperini. (Galeoto, Coppola, Carobbio, Greco).

Arbitro: Morganti di Ascoli. Spettatori: 9.000.

Note: Dal 76' il Genoa, che ha già effettuato tutte le sostituzioni, gioca in 10 per infortunio ad Adailton

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Il Genoa si presenta al Picco convito di poter restituire con gli interessi lo sgarbo subito ingiustamente all' andata dagli spezzini. Unici indisponibili Sculli e De Rosa che viene sostituito al centro della difesa da Stellini. Gasperini come già a Crotone mette in campo Juric al posto di Coppola e forma lo stesso tridente con Leon, Gasparetto e Di Vaio. Dall' altra parte Soda deve fare a meno di Alessi, Gorzegno e Pecorari squalificati oltre a Varricchio infortunato. Il recuperato Guzman viene preferito a Colombo mentre a centrocampo si sistema quel Do Prado tanto apprezzato da Luca Pellegrini.  02’ Il primo tiro in porta è rossoblu, Di Vaio da fuori tenta la botta che deviata arriva tra le braccia di Santoni. 05’ Giuliano recupera su Gasparetto e devia in corner. Dall’ angolo Juric mette in area e Stellini che manda alto di testa e Gasparetto finiscono a terra. L'arbitro non vede ma scarlato ha rifilato un pugno all'attaccante rossoblù. 07’ Do Prado atterrato sulla fascia destra. La punizione battuta da Guzman viene deviata di testa in angolo da Stellini. 14’ Rossi dalla destra mette rasoterra in area, Gasparetto non arriva alla deviazione ma a sinistra riceve Di Vaio. L'attaccante genoano prova ad incrociare rasoterra mandando la palla a sfilare di poco a lato. 16’ Lancio in profondità di Do Prado, Guzman supera Bega e con il suo tiro rasoterra in diagonale batte anche Rubinho ma la palla finisce di poco a lato. 17’ Leon mette per Gasparetto solo in area. E' praticamente un calcio di rigore ma miracolosamente Santoni in uscita respinge il tiro. 24’ Fallo su Di Vaio. La punizione di Leon viene ribattuta dalla barriera. 25’ Leon parte sulla fascia in contropiede, traversone in area per la testa di Gasparetto ma in uscita l'estremo spezzino respinge la palla anticipando il genoano. 27’ Ammoniti Gasparetto e Scarlato che fa il gesto di colpirlo con la testa. 29’ Angolo per il Genoa dalla sinistra. Milanetto mette in area, Do Prado spizzica la palla prolungandola sul palo lontano dove Di Vaio in controbalzo indirizza a rete. L’intervento di Santoni è inutile, la palla ha ormai varcato ampiamente la linea portando il Genoa in vantaggio. 35’ Frara con un intervento falloso ferma Rossi e viene Ammonito. 38’ Avanzata di Scarlato che tenta il tiro respinto da Criscito. La sfera alla fine giunge a Confalone il cui diagonale da fuori area termina di poco a lato. 41' Una ribattuta di Juric arriva a Guidetti che tenta di fare da solo e alla fine viene fermato in area. 42' Un traversone di Rossi centra in viso Frara che dopo essere rimasto a terra e curato riprende il gioco. 44’ Juric cambia a destra per Leon che avanza e cerca Di Vaio ma Nicola riesce a respinge la palla in fallo laterale. Finisce il primo tempo che vede il Grifone meritatamente in vantaggio e padrone nel possesso palla. Le squadre riprendono il gioco senza nessuna variazione, il Genoa ora attacca verso la curva che ospita i tifosi rossoblù. 48’ Guidetti viene fermato in maniera pulita da Bega, contropiede del Genoa con Leon che poi serve Rossi. Il Rossoblù anche scivolando chiude il triangolo porgendo la palla a Gasparetto che solo davanti alla porta calcia clamorosamente addosso a Santoni che coi piedi mette in angolo. 51’ Rossi scatta sulla fascia, Nicola anticipa Di Vaio calciando in corner. Dalla bandierina Milanetto indirizza verso il primo palo, confusione in area e zampata di Criscito che spedisce alle spalle del portiere bianconero. 54’ Soda cerca di salvare il salvabile e getta in campo Colombo al posto di Guzman. 56’ Ancora Frara ci rimette la salute per deviare in angolo un traversone di Bega. Quando riprende il gioco sugli sviluppi dell’ angolo parte un tiraccio al volo di Milanetto che finisce altissimo. 60’ Uno due tra Leon e Gasparetto che lancia l’honduregno verso la porta. Il rossoblù controlla la palla forse con il braccio ma Santoni comunque in uscita agguanta la sfera. 61’ Prima sostituzione per Gasperini, Adailton torna in campo dopo i problemi di pubalgia al posto di Di Vaio. 64’ Colombo viene pescato giustamente in fuorigioco. Lo spezzino calcia lo stesso a rete e viene ammonito. 65’ Errore di Stellini, Colombo prende palla ed effettua un  pallonetto che finisce alto sopra la traversa di Rubinho. Il Genoa controlla la gara facendo sfogare lo Spezia che cerca disperatamente di ridurre le distanze ma non riesce mai a indirizzare la sfera verso Rubinho. 68’ Altra sostituzione spezzina, esce Frara ed entra Ponzo. 69’ Fermata l’azione genoana riparte lo Spezia. Guidetti al limite dell' area serve a sinistra Do Prado che calcia a rete ma Rubinho in volo devia in corner. 72’ Lo Spezia ha avuto l'occasione di accorciare e Gasperini rinforza la difesa sostituendo Leon con Masiello. 73’ Fabiano interviene fallosamente su Saverino e viene ammonito. La punizione, centrale, è pericolosa ed infatti Do Prado calcia magistralmente sopra la barriera e mette in rete all’ incrocio. Rubinho s’infortuna sbattendo con la faccia sul palo. 74’ Il Genoa è costretto a sostituire il portiere brasiliano con Scarpi che fa il suo debutto in questo campionato. 76’ G.Rossi commette fallo su Adailton che cade sul ginocchio di Ponzo che stava entrando in scivolata sulla palla. Il brasiliano col volto insanguinato deve uscire e viene portato via in ambulanza. Il Genoa ha già effettuato le tre sostituzioni e deve terminare la partita in inferiorità numerica. 80’ Tiro dalla distanza di Saverino bloccato senza problemi da Scarpi. Il Genoa rimane nella propria metà campo facendo scorrere il tempo, lo Spezia prende palla e lancia la sfera dentro l'area dei rossoblù cercando la situazione favorevole e un miracoloso pareggio. A parte alcuni traversoni ben controllati dai difensori i 5 minuti di recupero non fanno registrare opportunità ai levantini. Morganti fischia la fine e il Genoa può festeggiare la vittoria e il secondo posto solitario in classifica. Oltre ciò i diffidati sono riusciti ad evitare le ammonizioni e contro il Bologna potranno scendere in campo. Per Rubinho, che a fine gara festeggia con i compagni, solo qualche punto come per Adailton che però rimane in ospedale per accertamenti. Non sono previste magliette commemorative per l'ennesima vittoria rossoblù sul campo dello Spezia. 

 

TUTTOSPORT - Di Vaio- Criscito, il Genoa vola Rossoblù alla terza vittoria consecutiva (2-1), allo Spezia non basta Do Prado. Paura per Adailton: ferita al volto, ricovero in ospedale e stagione finita. Il bomber ko dopo uno scontro con Ponzo: venti punti in fronte ed esami al San Martino per valutare eventuali fratture. Gasperini: Calendario favorevole, ma presto per parlare. di Giovanni Tosco. LA SPEZIA. Quarta vittoria nelle ultime cinque partite, terza consecutiva, seconda di fila in trasferta, sette gare in casa nelle prossime undici giornate. Tocchi ferro chi ha a cuore le sorti del Genoa, ma questi sono numeri da serie A. Nel momento più importante del campionato, quando cioè viene lanciata la volata per la promozione, i rossoblù passano sul campo dello Spezia con più facilità di quanto dica il risultato di 2-1 e dimostrando qualità tecniche per un’ora abbondante e capacità di soffrire nel finale reso complicato da una serie di episodi avvenuti in una manciata di minuti (splendida rete di Do Prado su punizione; infortunio nella stessa azione di Rubinho, sostituito da Scarpi che non giocava dalla scorsa stagione; corsa all’ospedale per Adailton, al rientro dopo un mese e mezzo e colpito involontariamente al volto da una ginocchiata di Ponzo: paura, venti punti di sutura alla fronte e ricovero cautelare al San Martino per valutare eventuali fratture. Per lui stagione comunque finita). Le firme sul successo sono di Marco Di Vaio e Mimmo Criscito, lesti a sfruttare gli angoli di Milanetto: l’attaccante, al 30’ del primo tempo, ha anticipato Frara dopo che la palla è stata appena sfiorata da Do Prado; il difensore, sotto lo sguardo attento di Marco Tardelli, ha deviato col ginocchio il cross spizzato di testa da Leon al 6’ st. In settimana, Enrico Preziosi aveva scelto una metafora ciclistica e parlato di possibile “strappo” in caso di vittoria. Ottenutala, Gian Piero Gasperini più prudente: Diciamo che questo 2-1 ci mette nella condizione di sfruttare al meglio il calendario favorevole, però è ancora presto per andare oltre. Ma il tecnico non riesce a nascondere la soddisfazione per aver “vendicato” la sconfitta dell’andata (l’unica a Marassi) in un derby che non avrlo stesso valore di quello con la Sampdoria ma resta sentitissimo, a maggior ragione dopo le tensioni dello scorso campionato (con lo Spezia salito direttamente in B e il Genoa costretto ai playoff): Diciamo che alcune situazioni ravvicinate hanno complicato una gara tranquilla, pernello stesso tempo ci hanno permesso di dimostrare valori importanti e personalità, fondamentali in vista dei prossimi impegni ­. Il mezzo passo falso della Juventus non lo illude:Al primo posto non abbiamo mai pensato e non ci pensiamo di sicuro ora. La terza sconfitta consecutiva complica la corsa dello Spezia verso la salvezza, ma Antonio Soda è arrabbiato soprattutto per il modo in cui sono venute le due reti:Le disattenzioni sulle palle inattive non ci devono essere, anche perchè lavoriamo tanto durante la settimana e ognuno sa chi deve marcare o dove deve sistemarsi. Nonostante le assenze degli squalificati Alessi, Gorzegno e Pecorari e dell’infortunato Varricchio, lo Spezia ha lottato con determinazione, soffrendo la superiorità del Genoa ma insidiando Rubinho con Guzman dopo un quarto d’ora. Soda, L’approccio mi è piaciuto, però poi siamo stati condizionati dai due gol subiti in fotocopia. Ciò nonostante la squadra ha reagito e avrebbe meritato il pareggio. Peccato, ci stiamo complicando la vita da soli..., aggiunge Soda, che sperava di festeggiare la centesima panchina in carriera. In una giornata tranquilla, considerati i timori per l’ordine pubblico, si è registrato solo un parapiglia finale nel tunnel che conduce allo spogliatoio, con qualche spintone di troppo tra Saverino e Stellini, accusato di aver salutato ironicamente la curva dello Spezia.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Milanetto ispira il gioco. di Giovanni Tosco. SPEZIA: Santoni 6: si oppone per due volte con bravura a Gasparetto, ma appare incerto sui gol. Nicola 6.5: gestisce con autorevolezza la fascia di competenza. Giuliano 6: sbroglia diverse situazioni pericolose. Scarlato 5.5: alcune buone chiusure, ma troppe volte si fa prendere d’infilata sui tagli del Genoa. Ammonito, sarà squalificato. G. Rossi 5.5: patisce le sovrapposizioni di Leon e del suo omonimo Marco. Saverino 6: poco lucido nel primo tempo, cresce alla distanza. Confalone 5.5: fatica su Juric. Frara 6: non­ reattivo sul gol di Di Vaio, però recupera un mare di palloni. Ponzo (24’ st) 6: contribuisce all’assalto finale. Do Prado 6: alterna buone cose (addirittura ottime: il gioiello su punizione) a errori disarmanti (buca la palla sull’angolo di Milanetto che porta allo 01). Guzman 6: preferito inizialmente a Colombo,­ il più vivace dell’attacco spezzino. Colombo (9’ st) 6: pur acciaccato, lotta con grinta. Salterà Modena per squalifica. Guidetti 5.5: dinamico permai concreto. All. Soda 6: con tre squalificati e Varricchio infortunato non poteva sperare di più. GENOA. Rubinho 6: sempre attento, non arriva sulla punizione di Do Prado e anzi finisce per infortunarsi sbattendo contro il palo. Scarpi (32’ st) 6: non giocava da nove mesi e mezzo. Non corre pericoli seri, ma si dimostra pronto. Bega 6: rischia in avvio con Guzman. Poi convincente, specie negli anticipi. Stellini 6: sostituisce lo squalificato De Rosa con disinvoltura. Criscito 7.5: impreziosisce con la terza rete stagionale una partita perfetta. M. Rossi 6.5: spinge con continuità, garantendo anche copertura. Milanetto 7: qualità per un’ora e pi(dal suo piede nascono i gol) poi, quando il Genoa resta in dieci, si sacrifica anche a protezione della vittoria. Juric 6.5: di nuovo mezzo sinistro, come a Crotone, lascia il segno. Fabiano 6: pochi sussulti in avanti, nella fase difensiva non corre rischi. Leon 6.5: i suoi lampi accendono il gioco del Genoa. Masiello (28’ st) 6: concentrato e deciso. Gasparetto 6: sciupa due ghiotte occasioni, ma svolge un enorme lavoro. Di Vaio 6.5: incostante, ha il merito di sbloccare la situazione con un tocco di rapina, quarta rete da genoano. Adailton (16’ st) ng: al rientro dopo un mese e mezzo,sfortunatissimo. Ponzo lo colpisce involontariamente al viso con una ginocchiata e finisce all’ospedale. All. Gasperini 7: tatticamente il Genoa sovrasta lo Spezia per un tempo e mezzo. La terza vittoria consecutiva e il calendario favorevole inducono all’ottimismo. Arbitro. Morganti 6: non vede una scorrettezza di Giuliano su Gasparetto. Per il resto, dirige bene.

 

CORRIERE DELLO SPORT - SPEZIA-GENOA 1-2 Infortuni gravi a Rubinho e Adailton. Di Vaio ancora a segno il Genoa resta secondo. LA SPEZIA - Due calci d'angolo di Milanetto mettono in crisi lo Spezia. Un gol per tempo con le firme di Di Vaio prima e Criscito poi. Do Prado riaccende la speranza dei bianchi ma la rimonta non si materializza. Lo Spezia controlla e lascia l'impostazione agli avversari, gli aquilotti sfruttano le ripartenze. Al 6' off-side per Guidetti lanciato da un pallone riconquistato con caparbietà da Confalone. Al 14' un brivido scorre lungo la schiena della retroguardia aquilotta. Rossi dalla corsia di sinistra calibra un appoggio perfetto per Di Vaio. L'ex juventino prova un diagonale al volo che si spegne di un soffio fuori. Lo Spezia replica in contropiede con Guzman senza far male. Quattro minuti e Santoni salva i suoi rinviando di piede un tiro a tu per tu di Gasparetto. Niente da fare al 30' quando Di Vaio infila da due passi su corner di Milanetto e spizzicata di testa di Gasparetto. Lo Spezia reagisce al 39' con un'iniziativa di Scarlato. Il difensore serve Confalone ma il tiro termina fuori. Nella ripresa il Genoa tenta il k.o. dopo un miracolo di Santoni su Di Vaio. Al 5' corner di Milanetto ed in mischia Criscito supera Santoni con un tocco fulmineo. La rete della speranza giunge su punizione al 29' con Do Prado che trova il sette dal limite. Poiassalto alla porta rossoblù ma il Genoa che chiude in dieci per l'infortunio di Adailton che resiste fino alla fine. ADAILTON - Il centrocampista rossoblù è stato ricoverato all'ospedale di La Spezia: sottoposto ad una Tac e poi medicato con venti punti di sutura per la contusione al volto. SPEZIA (4-1-2-2-1): Santoni 5,5; Nicola 6,5 Giuliano 6 Scarlato 6 Rossi 5; Saverino 6; Frara 5,5 (24' st Ponzo 6) Confalone 5,5; Guzman 6 (9' st Colombo 6) Guidetti 6; Do Prado 6. A disp.: Mondini, Fusco, Quadri, Aliboni, Bruccini. All. Soda. Falli commessi: 12. Fuorigioco fatti: 5. GENOA: (3-4-3): Rubinho 6 (32' st Scarpi sv); Bega 6 Stellini 6 Criscito 6,5; Rossi 6 Milanetto 7 Juric 6 Fabiano 6; Leon 6,5 (30' st Masiello sv) Di Vaio 6,5 (15' st Adailton 6) Gasparetto 6. A disp.: 73 Scarpi, 3 Galeoto, 5 Coppola, 8 Carobbio, 10 Adailton, 23 Grieco. All. Gasperini. Falli commessi: 13. Fuorigioco fatti: 5. ARBITRO: Morganti di Ascoli 6 MARCATORI: 30' pt Di Vaio (G); 5' st Criscito (G), 29' st Do Prado (S). AMMONITI Scarlato, Gasparetto, Frara, Colombo, Fabiano. NOTE: spettatori 2682 paganti, 5386 abbonati per un incasso di 35.391 euro + 64.683 euro (quota abbonati). Angoli 7-2 per il Genoa. Recupero: pt 2'; st 1'.

 

IL SECOLO XIX - GENOA, due goal per la A. SPEZIA sconfitta da paura di Giovanni Ciolina. Di vaio, Criscito e Do Prado a segno. Finita la stagione di Adailton. Lo strappetto auspicato dal presidente Enrico Preziosi deve forse essere rimandato di qualche giornata per via del successo partenopeo a Bologna, mai tre punti che il Grifone strappa con il cuore e con la testa al Picco valgono tanto in chiave promozione. E inguaiano ulteriormente gli aquilotti. Purtroppo il Genoa lascia Adailton sulla sfiancante ascesa del Picco. Per lui la stagione è finita: nello scontro fortuito con Ponzo, il brasiliano rimedia 20 punti di sutura e una triplice microfrattura. Terribile. L’incidente al brasiliano oscura solo in parte la luccicante luce che emana la formazione genovese e che accieca per oltre sessanta minuti lo Spezia, martoriato dalle assenze. Solo nel finale si rivede quella squadra all’arma bianca che spera di far cadere nella centrifuga l’avversario, lo mette alle corde,prova in tutti i modi a piazzare il colpo decisivo. Con il Genoa in dieci, lo Spezia ci prova. Tutto inutile. Il Grifo stringe le ali,vola radente e alla fine porta a casa la vittoria. Il secondo successo consecutivo in trasferta vale «tre punti» come sottolinea scherzosamente capitan Stellini, ma inietta nei fisici dei genoani qualcosa di più del mero aspetto materiale: secondo posto confermato,media inglese in continuo miglioramento, sgarro dell’andata vendicato. DiVaio e Criscito sono i finalizzatori della manovra rossoblù, ma il 2-1 inflitto allo Spezia (punizione capolavoro di Do Prado) è una splendida torta paradiso soffice soffice, alla quale tutti i protagonisti portano un piccolo ingrediente. Un lavoro di gruppo, una festa alla quale si unisce Stefano Botta, finito in tribuna, al quale tutti dedicano il successo.Ma anche a Rubinho: il brasiliano strega Do Prado al 72’, prima di immolarsi treminuti dopo e lasciare la testa sul palo nel tentativo di intercettare il bellissimo destro del connazionale. Al fischio finale si presenta in campo in ciabatte, borsa del ghiaccio sulla testa, per festeggiare. All’ex fiorentino invece non resterà che consolarsi alla fine con gli sguardi dolci della sua piccola che ignara del risultato si stringe il papino tra le braccia. Federico, il contagioso speaker del Picco che prima del fischio d’avvio invita tutti ad affidarsi a Guidetti, non puòinvece far altroche appoggiarsi ad una ringhiera e lanciare lo sguardo all’infinito, forse verso quelle gru dell’arsenale che a Spezia speravano potessero risollevare l’Aquila per farla volare ancora una volta sopra il Grifo. «Speriamo di salvarci» sussurra, quasi comeun’implorazione. Lasquadra del presidente Giuseppe Ruggieri ne ha le possibilità a condizione però «di buttare in campo quella cattiveria necessaria a sopperire alle difficoltà tecniche». Sono le immagini della delusione spezzina che contrastano con la felicità rossoblù.Una gioia scalfita dal grave infortunio di cui rimane vittima Adailton. Martins rimane in campo diciassette minuti, prima di finire all’ospedale con l’arcata sopraccigliare devastata. Il carattere: è forse proprio questo aspetto il grande assente in casa spezzina. La situazione di classifica non lascia certo dormire sonni tranquilli,ma proprio per quella ragione sarebbe stato necessario un approccio differente nell’affrontare il Genoa. «Abbiamo reagito solo sul 2-0, dopo avergli peraltro regalato due reti ammonisce il patron di casa sono convinto che il mister sia arrabbiatissimo per questo atteggiamento». Buon profeta Ruggieri,anche se non bisogna sottovalutare l’ottima prestazione degli avversari. I Gasperini Boy si presentano con la stessa formazione che vince a Crotone, fatta eccezione per l’assenza di De Rosa e, come in terra calabra, entra in campo con la coscienza di trovarsi di fronte ad un impegno decisivo. Gasperini preferisce non rischiare Adailton dall’inizio e manda Leon a fare legna sulla fascia destra in coppia con Rossi.L’honduregno saggia il terreno al ritmo di musica del suo ipod e da quella parte il Grifone crea le maggiori insidie. Merito dei due stantuffi, ma anche di un Milanetto che non perde un colpo. Tocca cento palloni e ne sbaglia nessuno: impeccabile, un cronometro nel dettare i tempi alla squadra.E lo Spezia ne risente. La Curva Ferrovia ruggisce, spinge, ma non riesce a scardinare le gambe di un’Aquila che vorrebbe far male, ma non ci riesce. Juric corre per tre, Gasparetto fa la guerra contro chiunque gli capiti attorno e alla fine l’albero da botte genoano si rivela una preziosissima boa al centro dell’attacco. Si sciolgono invece come il burro sotto il sole caldo le prodezze di Santoni che in due occasioni (18’e48’)usa tutte le appendici del suo corpo per negare al marine Gasparetto la gioia del gol. Antonio Soda arriva alla partita dell’anno con la squadra a pezzi. Varricchio va in tribuna ed è una bella perdita. Lo seguono Addona, Pecorari, Alessi e Padoin, ma la vera pedina mancante alla fine risulterà Gorzegno. La sua assenza si sente eccome, per frenare un Marco Rossi devastante sulla fascia destra. Il Genoa vince con la forza della qualità e quantità,ma sarebbe ingiusto dimenticare l’incompletezza dell’organico bianco. Indubbiamente gli ingressi di Colombo e Ponzo ravvivano la manovra dei padroni di casa, non fosse altro sotto il profilo della grinta e del carattere. L’ingresso del savonese sposta Do Prado a sinistra, costringendo Gasperini a far entrare Masiello per arginare la sua velocità, mentre Adailton, con l’uscita di Leon, torna alla sua fascia prediletta: la destra. Per poco però. Il destino non è con Martins. Lapubalgia si è rivelata un nemico ostico, ma è stata sconfitta. Ada non aveva fatto i conti con la malasuerte.E per il Grifo è una brutta perdita.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE DELLA SFIDA - di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6,5 Bravissimo sul diagonale di Do Prado che potrebbe riaprire la partita in anticipo; sulla punizione diDo Prado è invece costretto ad arrendersi e a gettare la spugna per infortunio (32’ st SCARPI 6: dimostra di avere i riflessi pronti sul sinistro di Saverino, poi solo ordinaria amministrazione). BEGA 6,5 Non riesce a chiudere su Guzman al 16’, lo costringe però a defilarsi quel tanto che basta che la sua rasoiata non centra lo specchio della porta. Copre, chiude ed è arrembante sulla fascia quando occorre.Non ha paura a spazzare. Con l’uscita diAdailton avanza come esterno destro di centrocampo. STELLINI 6,5 Astuzia,mestiere, intelligenza: tiene Guidetti giocando di anticipo; alcune sue chiusure sono magistrali, da vecchio bucaniere delle aree di rigore.Non ha tentennamenti neppure nel finale in apnea. CRISCITO 7 Puntuale come un treno elvetico, preciso come un’equazione. E quando sbuca in area avversaria fa male come il morso di uno squalo. Elegante ed efficace allo stesso tempo. M.ROSSI 7,5 Si batte con Frara, in fase difensiva raddoppia pure su Guzman, e quando occorre lo trovi pure sulla fascia opposta a quella di competenza per chiudere su Guidetti che sta già affilando gli artigli. Strepitoso tanto in fase difensiva quanto in quella offensiva.Nel finale è fra i più lucidi a cercare di tenere palla lontano dalla zona pericolo. Le sue sovrapposizioni sono un pericolo continuto per la retroguardia spezzina. MILANETTO 7,5 Come in Master & Commander: con Saverino è una sfida senza tregua, guardandosi, però, spesso con il cannocchiale.Ha spazio per salire in pedana e dirigere straordinariamente con la bacchetta, però va pure a tamponare e a chiudere: uomo di lotta e di governo. JURIC 7 Ripete l’ottima prestazione di Crotone, e forse va pure oltre. Contro Confalone offre una prova maiuscola in contenumento, e negli ultimi minuti va pure a galleggiare dietro a Gasparetto che altrimenti resterebbe solo. Lotta su ogni pallone con grande cattiveria agonistica. FABIANO 6,5 Tira il freno per restare sulla scia del connazionale Do Prado. Lo spezzino èmolto fumoso, ma come dimostra nell’episodio della punizione èmeglio non distrarsi. Contiene le discese sulla fascia. Finisce a fare il terzino vero.Diffidato, sarà squalificato contro il Bologna. LEON 6 Dovrebbe giocare largo a destra, per sfondare dalla parte di Giovanni Rossi. Invece tende ad accentrarsi e andare dove lo porta il cuore,ma non gli schemi. Solo Maradona si poteva permettere l’anarchia tattica, perché vinceva le partite da solo; l’honduregno invece perde spesso palloni sciocchi che rischiano dimettere le ali alle Aquile. Tra l’altro in mezzo rinuncia alla sua più grande arma: l’accelerazione. Poi si fa pericoloso quando si aprono gli spazi (28’ st MASIELLO 6: si mette sulle piste di Do Prado, che inizia a diventare una minaccia; con ilGenoa in dieci passa a fare il centrale di destra. Mai in affanno). GASPARETTO 6,5 Al 17’ si smarca sul filo del fuorigioco ma, solo davanti al portiere, spreca calciando addosso a Santoni la palla servitagli da Leon. Costringe poi Giuliano all’intervento scomposto in area: se non è rigore gli assomiglia molto.A inizio ripresa Santoni compie un prodigio per respingere in angolo il suo destro da posizione ravvicinata. Fa un gran lavoro fra Giuliano e Scarlato. DI VAIO 6,5 Sua la prima conclusione della partita: un sinistro a incrociare su traversone di Marco Rossi al 14’. Sua anche la rete che sblocca la partita: si fa trovare al posto giusto nel momento giusto come un avvoltoio d’area di rigore. Va ancora migliorata l’intesa (16’ st ADAILTON sv: lascia il Grifone in dieci per infortunio dopo appena 15’, nei quali però dimostra di essere tornato quello di prima offrendo anche lampi di classe. Peccato per l’infortunio che gli fa chiudere la stagione). SPEZIA: Santoni 6,5, Giuliano 6,5, Nicola 6, Scarlato 6, G.Rossi 5,5, Saverino 5,5, Do Prado 6, Confalone 5, Frara 5,5 (24' st Ponzo 6), Guzman 6 (8' st Colombo 6), Guidetti 6. ARBITRO MORGANTI di Ascoli 6,5: è l'arbitro che ci voleva per la supersfida Spezia-Genoa. Calmo, riflessivo e misurato. Non eccede mai con i cartellini e riesce sempre a tenere in pugno la partita. La sua direzione scorre via senza intoppi e riesce sempre a mantenersi a stretto contatto con le azioni. Naturalmente le lamentele non possono mancare, ma, riviste alla moviola, dimostrano la bontà delle decisioni arbitrali. Il Genoa ha protestato per una trattenuta in area di Gasparetto ad opera di Giuliano nel corso del primo tempo. Da parte spezzina, invece, proteste nei riguardi degli assistenti per un paio di fuorigioco dubbi e l'eccessiva severità per l'ammonizione a Colombo.

 

IL SECOLO XIX - Adailton, il campionato è già finito L'infortunio. Tre fratture al volto per l'attaccante brasiliano: da ieri sera è ricoverato al San Martino. Ponzo sotto choc: «Ho sentito un rumore strano nell'impatto. E pensare che prima della partita abbiamo scherzato insieme. Andrò a trovarlo». di Giovanni Ciolina. La Spezia. Criscito dedica il gol alla «ragazza, alla famiglia e ai tifosi». Di Vaio, l'altro marcatore di giornata, parla di «grande voglia». Capitan Stellini racconta dei festeggiamenti a Botta «al quale dedichiamo il successo perché nel nostro gruppo nessuno meriterebbe di finire in tribuna». Ma in tutti c'è la voglia di tenere bassi i toni. Un po' per caratteristica e ordini gasperiniani, ma soprattutto perché Adailton si è fatto male. Il dopo partita è un susseguirsi di telefonate, di corse in ospedale. Di ansia. «Non avevo mai visto una cosa del genere» racconta Paolo Ponzo, 35 anni, di Cairo Montenotte, involontario protagonista dello scontro che ha devastato il viso del brasiliano. «Spero non sia nulla di grave, ma temo per la mandibola. Ho sentito un rumore strano nell'impatto con il mio ginocchio». Il centrocampista spezzino è ancora nell'antistadio. Non può sapere. Il bollettino medico delle 20 è invece particolarmente grave per l'attaccante genoano: 20 punti di sutura alla parte superiore dello zigomo, con tre microfratture all'arcata orbitaria, setto nasale e zigomo. Tradotto: stagione finita. «Non ho colpe, ma mi spiace veramente tanto - aggiunge Ponzo - Domani (oggi, ndr) andrò a trovarlo in ospedale. E pensare che abbiamo scherzato prima della gara, gli ho detto se poteva aspettare ancora un po' a rientrare, che lo avrei marcato a uomo...E guarda cosa va a capitare». Il giocatore brasiliano, assistito dal medico sociale Lucio Genesio, è stato subito trasportato all'ospedale della Spezia (dai militi della Croce Rossa di Levanto) dove il dottor Claudio Cappellini ha provveduto a suturare l'ampia ferita al volto. La tac ha poi rivelato i timori iniziali e in serata è stato trasferito al reparto maxillofacciale dell'ospedale San Martino di Genova. «Non ci sono ematomi e il ragazzo è cosciente» ha commentato il vicepresidente Giambattista Pastorello all'uscita dall'ospedale. E tutti i dirigenti rossoblù sono andati in ospedale dopo aver atteso che la squadra abbandonasse lo stadio. «Ho dovuto chiamare mia figlia per capire chi avesse fatto gol», rivela Gianni Blondet raggiante nell'abbraccio a Mimmo Criscito. «E' stato bravo Leon a spizzicare la palla di testa. Poi...». E poi? «La palla mi è sbattuta sul ginocchio ed è finita in fondo al sacco. Che devo dire? Abbiamo vinto una gara importante, pur soffrendo nel finale. In dieci ci siamo comunque difesi bene, ma ora niente distrazioni e pensiamo a fare i tre punti con il Bologna». Anche Marco Rossi ribadisce il concetto: «Abbiamo avuto sempre noi il possesso di palla e penso che il risultato sia giusto». Che i tre punti siano qualcosa di più di una semplice vittoria lo dimostra l'insolita esultanza del massese al fischio finale di Morganti: «Importante». «Bisogna continuare con questa concentrazione e abnegazione», avverte Stellini che alle dediche «a Botta e Adailton», fa seguire anche la solita analisi pacata: «La sofferenza finale è legittima, di fronte all'inferiorità e alla stanchezza, ma nessun proclama. Non abbiamo ancora fatto nulla». Marco Di Vaio, al quarto gol in maglia rossoblù parla di «grande voglia comune» e non si deve faticare molto a capire di cosa si tratti. «Sono felice per il gol perché sono utili alla squadra» sottolinea prima di svelare «di non aver dovuto fare troppi sforzi» per mettere in porta quel pallone vagante su angolo di Milanetto. Rete da opportunista «alla vecchia maniera, ma sicuramente giocare ti aiuta a trovare la condizione e mi sembra che piano piano stiamo crescendo». L'ex monegasco concorda poi sull'importanza della vittoria «a livello di testa» prima di togliersi un piccolo sassolino: «Siamo stati criticati per l'1-0 sull'Albinoleffe e poi abbiamo visto quanto vale».

 

IL SECOLO XIX - La Piscina è uno tsunami. Ferrovia sul binario morto Il tifo di casa diviso tra paura e carica nei minuti dell'assalto finale. Un solo eccesso:gli sputi al cronista di Primocanale. Le due gradinate. Lo speaker invoca San Guidetti, per i genoani lo sfottò un anno dopo. di Marcello Zinola. La Spezia. Ci sarebbero diversi modi per raccontare il pomeriggio del Picco "dalla parte degli spettatori". Si gioca di venerdì (Santo): laici, finti laici, fedeli nei secoli e fedeli per interesse dell'ultima ora discutono di "Dico"e non di pallone "blasfemo". Nessuno quindi si lamenta (lo scorso anno tuonarono vescovi e parroci per le partite nella settimana pasquale) e allora, il povero Cristo che va sulla croce è lo Spezia, il capo centuria romano che lo disseta con l'aceto è il Genoa. Ma non c'è resurrezione e allora è meglio tornare su un paragone strettamente da stadio, idealizzando le due curve. La Curva Piscina dove si assiepano gli oltre 2000 genoani (altri, in ordine sparso, in tribuna) diventa uno Tsunami del tifo anche se la prima bandiera compare solo alle 15, complice il ritardo negli ingressi e del viaggio stop and go in autostrada e di quelli che sono arrivati in treno. Gli Eolo che gonfiano le onde dell'entusiasmo, con relativo sfottò finale sono i goleador di carambola Di Vaio e Criscito. La Curva Ferrovia che un'ora e mezza prima della partita è già un Eurostar del tifo spezzino, coperta da centinaia di bandiere, si arena su un binario morto nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo: Di Vaio è un capotreno che becca il passeggero dell'Aquila senza biglietto. Come uno dei tanti convogli ferroviari italiani stenta a riprendere il viaggio, lo farà trascinando tutto il Picco a una sola voce negli ultimi venti minuti quando il pallino gira, il Grifone perde un paio di piume importanti e per qualche minuto rischia di farsi travolgere dal Pendolino animato da Ultrà, Bulloni (nel senso del gruppo dei tifosi) e di Curve pericolose (la primavera rivela tutta la bellezza delle tifose, e no). Ma un anno dopo le due sberle al Genoa in serie C, il clima in città non è più lo stesso. Lo si coglie nel quartiere del Prione, prendendo un caffé qui, sbocconcellando una focaccia là, orecchiando i discorsi all'edicola. La Ferrovia "si zittisce" quando l'Aquila diventa simile ai due testardi piccioni che continuano a beccare l'erba tranquillamente con tacchetti e palloni che gli ronzano attorno sulla fascia destra dell'attacco genoano, sotto la tribuna. Il clima anche dentro lo stadio rivela incertezza e timore. Perché«adesso finisce che pensiamo di essere saliti su una giostra (dopo 55 anni) come la B e scendiamo subito». Traducendo l'esorcismo che non cita la prola proibita: il timore è la serie C. Allo Spezia gira male e allora lo speaker storico Federico La Valle annuncia le formazioni come se, dopo ogni nome, arrivasse una saetta di Giove, invocando "e diciamolo....Massimiliano ...dacci una mano, Guidetttttti". Boato. Ma se il Genoa si presenta come un centro salute (finirà però come un treno ospedale), lo Spezia di oggi, per sfiga e per malanni vari, è come la pubblicità di un ortopedico che esibisce le famose fasce della "dottor Gibaud". Ha più ginocchiere e fasce elastiche che palloni da giocare. Entra Colombo, ex doriano, che ci prova a riprendere la coda del Grifone sotto gli ululati della Ferrovia, ma l'attaccante spezzino è una sorta di Enrico Toti con tutore al ginocchio. "Santoni (portiere) santo subito" pensa più d'uno quando para l'imparabile per tre volte e gli spezzini lo inondano di applausi. I raccattapalle sembrano cloni di quelli dell'Olimpico di Roma-Manchester che saettano palloni in campo, persino troppi (due) in più di una occasione per velocizzare la ripresa del gioco. Per mezz'ora al Picco si sente solo la voce aggrifonata della Piscina. Ma eccolo lì, il capotreno che fischia la ripartenza della Ferrovia, è Do Prado che lascerà lo stadio spupazzando una bimba di pochi mesi: i suoi tre punti li ha tra le braccia. Ci prova ancora la Ferrovia, ma il treno è ormai su un binario morto. Dall'altra parte nuotano nella felicità, sfottò a raffica. Come a Quelli della notte di arboriana memoria: "abbiamo vinto, non si divide, chi vince ride, ah ah ah". Tristi, ma non vinti, Bulloni, Ultrà e Curve pericolose lasciano il Picco. Chi ha perso veramente è il gruppetto di spezzini che copre di sputi Giovanni Porcella, giornalista di Primocanale. Uno dei contestatori, colpito dal cazzotto di uno steward, finisce al pronto soccorso. Il resto sono gli sguardi opposti alla classifica e alle tv per vedere i risultati. Il Genoa mette le cinture di sicurezza per la "A". Lo Spezia non vuole scendere dalla giostra della B. Pena il futuro della società.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi: «Abbiamo dato lezione di calcio» La partita del presidente. La preoccupazione per l'incidente al brasiliano. Sessanta sigarette in due ore: «Adesso gli altri ci guardano la coda». di Marcello Zinola. LA sPEZIA. La preoccupazione è per Adailton - «proprio non ci voleva, ma quello che conta è la sua salute, faremo tutto il possibile per assisterlo e farlo guarire» - che guasta la soddisfazione per la vittoria (non sarà derby, non sarà stracittadina, ma perdere a Spezia, ai genoani proprio non piace) e lo "strappetto" compiuto in testa al gruppo. Chi ha fatto il bis, a Spezia, è Milanetto: 3-2 in C1 con il Modena e uscita tra gli applausi, 2-1 con il Genoa. E Omar con la faccia degna di "Pirati" e il calzettoni ogni tanto arrotolati, è pure stato uno dei migliori. Enrico Preziosi è soddisfatto. «Per un'ora e dieci abbiamo insegnato il calcio, abbiamo "dato il bianco" giocando "da Genoa". Gli altri, in classifica, ci guardano ancora la coda. Poi, come è il pallone...». Appunto come è. «E' che ti scappano due infortuni in un minuto, in una gara che hai dominato, rimani in dieci e devi soffrire. Ma anche in quelle condizioni abbiamo dimostrato chi era il più forte». L'infortunio di Adailton è serio e la stagione è, probabilmente, conclusa. «E' stata uno scontro accidentale, non c'è stata voglia di fare male. Vedremo di conquistare la serieA e di farlo anche per Ada». Tre punti a Spezia quanto valgono? «Molto perché confermano la convinzione in noi stessi, come a Crotone si è detto "vogliamo vincere". E si è vinto». Come l'ha vissuta la partita? «Adesso sto andando a fare una partita a tennis. Per un'ora abbondante con tensione e passione, poi ho sforato con le sigarette». Quante? «Sessanta, ma erano di quelle piccoline e sottili».

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa non si ferma più e il Napoli resta due piani sotto di Gessi Adamoli. E´ un Genoa a due facce quello che espugna il "Picco" e vola verso la serie A. E´ tecnicamente e tatticamente di un´altra categoria per un´ora, bello fino al punto di giocarsi addosso quando il risultato sembrava blindato. Poi sa tirare fuori la grinta e l´orgoglio, dopo che, in un solo minuto, l´inerzia della partita viene sconvolta dal gol capolavoro di Do Prado su punizione e dagli infortuni prima di Rubinho (nel tentativo di opporsi alla prodezza balistica del brasiliano dello Spezia va a sbattere contro il palo) e di Adailton (quattro punti di sutura), che lo costringono a giocare in inferiorità numerica gli 11 minuti finali più i 5 di recupero. E la notizia più brutta riguarda il brasiliano, che ha riportato fratture plurime al volto e al naso, è stato ricoverato in stato di choc a San Martino e dovrà essere operato dal professor Moscato. Per lui campionato finito. Così quella che era destinata ad essere la logica affermazione della squadra più forte, diventa invece la vittoria del cuore. Il finale vede dieci giocatori in maglia rossoblù a fare muro e quelli dello Spezia, con gli indemoniati Colombo e Ponzo probabilmente entrati con colpevole ritardo, a buttare palloni nel mucchio dove staziona anche Scarlato che, alla De Rosa, ha abbandonato le retrovie per stazionare nell´area di rigore avversaria. Ed è festa grande al fischio finale, tutti sotto la curva dei 2.000 tifosi arrivati da Genova. Dagli spogliatoi, in ciabatte e con la borsa del ghiaccio sulla fronte, sbuca anche Rubinho. Non ci può essere, invece, Adailton all´ospedale per cucire la ferita alla fronte dopo lo scontro con Ponzo (una ginocchiata involontaria dopo un intervento in tackle scivolato). Se i brasiliani Fabiano e Do Prado si scambiano le maglie rientrando negli spogliatoi, ci sono invece scintille tra qualcun altro. Spintoni, anche qualche colpo proibito. Tutto, pare, sotto gli occhi dell´arbitro Morganti che avrebbe scorto Stellini e Saverino come coloro che si sarebbero maggiormente distinti in quel parapiglia. Non annacqua, Gasperini, il Dna del Genoa nella trasferta che. dal punto di vista ambientale è la più difficile dell´anno. Così in avanti sono confermati Leon, Gasparetto e Di Vaio, il tridente che ha fatto saltare il banco a Crotone e che ha lasciato il segno anche contro l´Albinoleffe. A centrocampo Juric è preferito a Coppola, mentre è obbligato l´avvicendamento di De Rosa (stiramento) con Stellini. Nello Spezia sono pesanti le assenze del bomber Varricchio e di Pecorari che si aggiungono a quelle di Gorzegno, Alessi e Addona. Soda, graziato dopo l´espulsione di Vicenza, opta per uno schieramento ad una sola punta (Guidetti) con il paraguaiano Guzman ed il brasiliano Do Prado a sostegno. E la partita che tutti (a parole) tirano a vincere, ma che soprattutto non vogliono perdere. La preoccupazione maggiore diventa allora soprattutto chiudere gli spazi all´avversario, tanto che il brasiliano Do Prado più che da trequartista funge da mediano. Una sorta di sentinella sulla fascia che aspetta Fabiano e gli toglie così la possibilità di attaccare lo spazio. La fase di studio è interrotta al quarto d´ora da un´occasione per Guzman. Servito da Do Prado, il paraguaiano allievo di Gasperini, da posizione favorevolissima, angola però troppo la conclusione e la palla esce sul fondo sfiorando il palo. Bastano solo 120 secondi per la replica del Genoa. Leon mette Gasparetto davanti a Santoni, sembra impossibile non fare gol, ma il centravanti genoano sceglie di calciare dritto per dritto ed il portiere spezzino riesce a ribattere di piede. Il primo gol al 29´: corner dalla sinistra di Milanetto, Gasparetto spizzica e allunga la traiettoria sul secondo palo, mentre Santoni annaspa a metà strada nell´area piccola, il tocco di interno di Di Vaio è debole, ma quando basta alla palla per varcare la linea bianca perché il portiere dello Spezia ha recuperato in ritardo la posizione. Il secondo tempo si apre con un´altra incredibile occasione per Gasparetto, dopo che un fulminea combinazione Leon-Rossi l´aveva smarcato davanti al portiere. E, se possibile, l´errore del centravanti genoano, che tira nuovamente addosso a Santoni, è ancora più clamoroso di quello del primo tempo. Il gol del 2-0 arriva, però, subito dopo (5´): ancora corner di Milanetto, ancora difesa dello Spezia immobile e questa volta è vincente un tocco con il ginocchio di Criscito. Lo Spezia accusa il colpo, intanto Adailton rileva Di Vaio e ci sono praterie dove affondare. Ma il Genoa diventa un po´ troppo lezioso e, invece di essere concreto, fa accademia. Il calo di tensione porta Stellini a rischiare il gollonzo. Rinvio in ritardo, la palla carambola su Guidetti e la parabola è fuori dalla portata di Guidetti ma anche dello specchio della porta. Quando Do Prado viene dimenticato (grande parata in corner di Rubinho), Gasperini decide di passare al 4-4-2 con Masiello al posto di Leon. Il gol di Do Prado su punizione alla mezz´ora e gli infortuni a Rubinho e Adailton complicano il finale del Genoa. E così alla fine quella di Milanetto e compagni diventa la vittoria del cuore.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini guarda già alla Juve "Magari ci arrivassimo a meno 4". Il tecnico rossoblù: "Vittoria fondamentale ma possiamo migliorare ancora". di Raffaella Griggi. Giampero Gasperini è felice ma non esagera. «E´ stata una partita che abbiamo meritato di vincere, anche se nel finale abbiamo sofferto, per noi le cose si sono un po´ complicate dopo il doppio infortunio di Rubinho e Adailton». E altre parole raccontano bene l´altra faccia della medaglia: «Possiamo ancora migliorare però». L´allenatore rossoblù è euforico, e non potrebbe essere diversamente: questa sfida all´andata gli aveva riservato una piccola delusione, ma adesso è tutta un´altra storia. Spezia, ovvero la frontiera dove tutto è possibile: «Ora siamo sei squadre in cinque punti…la nostra è stata senza dubbio una vittoria importante». E allora il famoso "strappo" che come immagine era così piaciuta al presidente Preziosi, c´è stato o no? «Non ancora…ma ora siamo nelle condizioni di allungare. Il primo posto è di appannaggio della Juventus, non ci pensiamo, io ci metterei la firma ad arrivare allo scontro di Torino con questo divario». Dopo la dedica della vittoria a Botta: («Mi spiace averlo mandato in tribuna, lo vorrei sempre uno così»), e aver constatato la gravità dell´infortunio ad Adailton), lascia un ultimo messaggio: «Io mi sono sempre sentito protetto dalla società». Chi è raggiante anche se bisogna togliergli le parole di bocca è Criscito, autore del secondo gol: «L´ho toccata con il ginocchio…è andata bene. Limportante però era vincere». Anche Di Vaio, autore di un gol vecchia maniera, da opportunista, non fa niente per nascondere lo stato d´animo: «Dovevo solo trovarmi al posto giusto, per fortuna c´ero». In casa bianconera prevale il rammarico per l´esito della gara, ma soprattutto per come sono maturati i due gol genoani, ovvero su altrettante palle inattive. «Ma non molliamo, anche se ne stanno capitando di tutti i colori – commenta Ferdinando Giuliano fuori dallo spogliatoio – va detto che di solito il Genoa crea almeno 7-8 occasioni gol a partita, mentre stavolta sono stati meno pericolosi». Anche Davide Saverino, lottatore di centrocampo, mastica amaro: «Avevamo davanti un´ottima squadra ma alla fine non meritavamo di perdere, i due gol sono arrivati su errori nostri, ultimamente li prendiamo sempre così… Nel secondo tempo siamo entrati con determinazione diversa, abbiamo alzato il baricentro, dispiace perché era il derby e ci tenevamo a vincerlo». Soda. Inizio timoroso? «No, inizio guardingo perché loro sono forti, la paura di perdere è subentrata dopo il primo gol insieme ad alcuni svarioni tattici, ad esempio sulla marcatura di Milanetto avevo dato disposizioni precise che non sono state rispettate». Ancora reti su palle inattiva… «Se volete vi porto la lavagna che c´è nello spogliatoio, dove in settimana stabiliamo chi deve fare cosa su corner e punizioni. Poi un cross filtra tra quattro giocatori…ci sta che qualcuno la butti dentro!». Alla fine, con il Genoa in dieci uomini il pareggio sembrava raggiungibile. «Ci ho creduto fino in fondo, perché dopo la loro supremazia nei primi 20 minuti della ripresa siamo riusciti finalmente a venire avanti a folate, con cross invitanti, peccato perché un punto era davvero pesante per noi». La prossima a Modena, senza Scarlato e Colombo che si sono fatti ammonire per ingenuità ed erano diffidati? «Tutti i giorni mi sono raccomandato con tutti i diffidati. Eppure Colombo si è fatto ammonire per un tiro a gioco fermo, e Scarlato…il problema che dietro abbiamo finito i centrali, speriamo che Fusco ce la faccia». Obiettivo in Emilia? «Andiamo per vincere, loro sono in grossa difficoltà fisica, almeno nella partita che ho visto io contro il Crotone anche se hanno notevoli capacità di reazione».

 

LA REPUBBLICA - Milanetto in cattedra, Rossi non sbaglia mai, croce e delizia Leon ancora una volta alterna giocate davvero straordinarie a ingenuità clamorose. Rubinho 6,5: impeccabile nelle uscite alte, salva su Do Padro. La sua partita finisce quando per cercare di togliere la palla dall´incrocio, va a sbattere contro il palo. Dal 31´ st Scarpi sv: l´ultima partita l´aveva giocata contro il Monza nei playoff. Ma va in campo in un momento delicatissimo con grande serenità. E, anche se non deve compiere interventi decisivi, in questa vittoria c´è anche la sua firma. Bega 6,5: un leader, non sbaglia niente. Stellini 6: sostituisce De Rosa e fa tutto bene, ad eccezione di un rinvio maldestro addosso a Guidetti che per poco non causa il più incredibile dei gollonzi. Criscito 7: una partita impeccabile, impreziosita dal terzo gol stagionale (aveva già segnato contro Treviso e Frosinone). Ha il riflesso giusto e su quella palla che passa in mezzo ad un nugolo di giocatori, lui ci mette il ginocchio. Rossi 7: alcune accelerazioni irresistibili, ma soprattutto tanto sacrificio ed una maturità tattica insospettata. Milanetto 7: è il Pirlo rossoblù, non solo fa girare tutta la squadra, ma è anche un insuperabile baluardo davanti alla difesa. Juric 7: sarà dura per Coppola riconquistare la maglia da titolare. Il croato ha mestiere, tenuta fisica e soprattutto una straordinaria capacità di leggere la partita, che lo portano ad essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Fabiano 6,5: non è devastante come in altre occasioni, ma quando la palla arriva a lui, è come se fosse in banca. Leon 6,5: alterna giocate straordinarie ad errori madornali. Dal 27´ st Masiello 6: nel bunker a spazzare come i difensori di una volta. Gasparetto 6: lavora di gomiti, prende colpo e ne dà. Un lavoro di grande e preziosissimo sacrificio, ma anche due errori clamorosi sotto porta. Di Vaio 6,5: quando un attaccante segna, ha comunque fatto il suo dovere. Dal 15´ st Adailton sv: merita l´oscar della sfortuna, Era fuori da Piacenza (24 febbraio), il suo campionato è finito alla Spezia.

 

IL GIORNALE - Un anno dopo, la «vendetta» di Gasperini & C di Luca Russo. Sei aprile un anno dopo e la musica per il Genoa è stata completamente diversa. A 365 giorni dalla sconfitta del Picco in C e dopo la beffa dell'andata la squadra di Gasperini ha conquistato tre punti pesantissimi nella corsa promozione e ha restituito la cortesia con lo stesso risultato dell'andata, ma a squadre capovolte, 2-1. Lo Spezia ha pagato un'inferiorità tecnica apparsa evidente da subito, una serie di assenze per infortuni e una leggerezza eccessiva sui calci da fermo dai quali sono arrivate proprio le reti rossoblù di Di Vaio al 29' del primo tempo e di Criscito al 6' della ripresa. Il Genoa ha esercitato un netto predominio territoriale per oltre sessanta minuti poi però ha perso qualcosa a centrocampo e nell'arco di 360 secondi tutto per un attimo è sembrato capovolgersi. Prima il gol disegnato su punizione al 30' della ripresa da un Do Prado che fino a quel momento era apparso impalpabile poi l'infortunio di Rubinho feritosi alla testa proprio in occasione del gol spezzino. Quindi al 34' lo scontro fortuito tra Adailton e Ponzo al centro del campo che ha messo fuori gioco il brasiliano entrato nella ripresa al posto di Di Vaio. Per lui un trauma cranico e soprattutto alcuni punti di sutura, ma nessuna lesione interna. Comunque, è stato ricoverato prima all’Ospedale civile della Spezia e poi al San Martino a Genova. La conseguenza di questo stravolgimento sono stati dieci minuti di sofferenza pura per il Genoa complice una sfortunata inferiorità numerica. Prima dell'infortunio ad Adailton infatti il tecnico rossoblu aveva effettuato già i tre cambi compreso quello di Scarpi. Lo Spezia ha spinto e ci ha provato con Saverino e con un Scarlato in versione attaccante nei minuti finali. Ma il fortino rossoblu ha retto grazie alla saggezza e alla tecnica di giocatori come Bega, Criscito e Juric. La squadra di Gasperini ha così incamerato la terza vittoria consecutiva (seconda in trasferta) e ora si appresta ad affrontare lo scontro diretto di venerdì prossimo al Ferraris con il Bologna.

 

IL GIORNALE - Milanetto, Fabiano, Leon primi in una classe di bravi. di Giovanni Porcella. RUBINHO 6.5. Prima di arrendersi al gol di De Prado, dice di no allo stesso brasiliano e quando serve dimostra grande sicurezza. È sfortunato in occasione della rete subita perché urta il palo con il volto ed è costretto ad uscire. (Dal 30’ st Scarpi 6.5. Non era facile entrare al Picco nell’ultimo quarto d’ora. Ma lui non si fa mai sorprendere). BEGA 6.5. Gioca non al meglio della condizione fisica ma stringe i denti e non fa mai passare gli avversari. STELLINI 7. Gasperini sceglie l’esperienza per sostituire De Rosa. Prestazione impeccabile. Un unico neo quando rinvia su Guidetti che per poco non fa il gol da Gialappa’s. CRISCITO 7. Gioca una gara puntigliosa e senza sbavature. In più infarcisce il match con giocate tecniche di categoria superiore. Decisivo il suo gol. ROSSI 7.5. È da tutte le parti e sfonda ripetutamente con Leon sulla fascia destra dove il suo omonimo Giovanni Rossi non riesce a tappare le falle. Risulta determinante anche quando si mette nel fortino a fare da contraerea. JURIC 7. Gioca la partita tutta generosità ed è l’ultimo a finire la benzina quando i suoi compagni non riescono più a contenere il forcing dello Spezia. MILANETTO 7.5. Sale in cattedra sin dal primo minuto ed in più fa un pressing asfissiante su Saverino e Frara. Anche lui perde un po’ di smalto nell’ultimo quarto d’ora quando il Genoa resta in dieci per l’infortunio ad Adailton. FABIANO 6.5. Sulla corsia di sinistra incide meno del solito anche perché Di Vaio non lo sorregge a sufficienza. Tatticamente è perfetto ma è meno evoluto in altre circostanze. LEON 7.5. Fa il bello e il cattivo tempo. Salta costantemente il suo avversario diretto, il frastornato Rossi, e serve assist a ripetizione a Gasparetto e Di Vaio, forse la miglior partita da quando è arrivato in rossoblù. (Dal 29’ st Masiello 6. Il granitico difensore non bada a fronzoli e non corre mai rischi). GASPARETTO 6.5. Anche se non al meglio della condizione dimostra di essere imprescindibile per questo Genoa, lotta, si fa spazio, arriva a concludere in rete. È l’ABC del bomber che serviva al Genoa. Con lo Spezia gli difetta solo la mira anche per la bravura di Santoni. DI VAIO 6.5. Non gioca un gran match e dopo un’ora Gasperini lo manda sotto la doccia, ma ha il grande merito di tramutare in rete una palla sporca da un calcio d’angolo. Deve crescere ancora. (Dal 16’ st Adailton sv La sua felicità per il rientro dura poco, infatti, Ponzo fortuitamente gli provoca una brutta ferita al volto che costringe il brasiliano all’ospedale. Jellato). All. GASPERINI 8. Stravince tatticamente il duello con Soda e si vendica così della sconfitta subita all’andata. Il Genoa in fondo soffre solo quando resta in inferiorità numerica mentre la sua superiorità non è mai in discussione. ARBITRO MORGANTI 7. Adotta il buon senso e la personalità in un match mai cattivo e difficile.

 

IL GIORNALE - «Dedichiamo la vittoria a Botta». Grande soddisfazione per il tecnico Giampiero Gasperini nella sala stampa del Picco, l’allenatore rossoblù si gode la vittoria e la «vendetta» rispetto alla gara d’andata: «Ci siamo ripresi quello che lo Spezia ci aveva tolto a Marassi. È una vittoria importantissima perché ottenuta con lo spirito giusto. Ho visto una squadra tonica e caparbia. Ma non ci dobbiamo illudere perché in cinque punti si può entrare ed uscire dai play off». Gasperini ha una dedica particolare per questa vittoria: «Il mio pensiero va a Botta che ha per forza dovuto andare in tribuna, ma lui rappresenta un esempio di professionalità, è uno di quei giocatori che tutti vorrebbero avere». Gasperini si gode i gol di Di Vaio e Criscito ma analizza anche i quattro minuti che nel finale potevano cambiare il match: «Prima il gol di De Prado, poi l’infortunio a Rubinho e quindi anche quello occorso ad Adailton, che ci ha costretti a rimanere in dieci. I ragazzi però hanno lottato e dimostrato maturità». Soddisfatto anche Marco Di Vaio autore della prima rete: «Ammetto che in settimana sui corner avevamo provato uno schema che poi siamo riusciti a realizzare proprio nella mia rete. Mi sono trovato questo pallone sporco che mi è sbucato all’improvviso ma sono riuscito a spingerlo in qualche modo in rete».

 

   

 

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