STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

TORINO - GENOA                         1 - 1    (0 - 0)

Reti: 47' Borriello, 55' Lanna

Torino: Sereni; Comotto, Natali, Di Loreto, Dellafiore; P.Zanetti, Corini, Lanna; Rosina (80' Malonga), Recoba (51' Ventola), Di Michele (86' Motta). In panchina: Fontana, Vailatti, Bottone, Lazetic. All: Novellino.

Genoa: Scarpi; Bega, Bovo, Lucarelli; Rossi, Konko, Milanetto, Fabiano (80' Santos); Papa Waigo (46' Leon), Borriello, Di Vaio (56' Sculli). In panchina: Lanza, Masiello, Coppola, Figueroa. All: Gasperini

Arbitro: Rizzoli di Bologna. Ammoniti P.Zanetti, Fabiano, Bega, Konko, Santos. Angoli 4-3 per il Genoa.  Spettatori: 18.404. Note: Trasferta vietata al tifo organizzato genoano

 

  

 

Le premesse ci sono tutte, il Torino FC chiude i festeggiamenti per i cento anni ai quali il Torino (fallendo 3 anni fà) non è arrivato, Novellino spara belinate alla stampa e al Genoa, dono di Rosetti, manca quasi tutto il centrocampo. Inoltre l'infermeria dei Piemontesi si è improvvisamente svuotata ed insomma è la partita perfetta per rilanciare le ambizioni granata. Purtroppo per il Toro si ritrovano con un allenatore capace di giocare solo il 4-4-2 ma pendente verso il catenacciaro. Rinunciando a Barone e Grella squalificati Novellino deve schierare una formazione d'attacco che vada finalmente alla ricerca della vittoria oltre che del gioco e così è quasi costretto, per l'ennesima volta, a mettere da parte il suo modulo preferito (l'unico di cui dispone) per schierare in avanti il trio delle meraviglie Rosina, Recoba e Di Michele. I risultati sono alquanto deludenti tanto che i tre non terminano la partita (forse restano fin troppo in campo). Il Torino colleziona falli su falli e nei primi sessanta minuti segna una rete per magnanima concessione della difesa rossoblù e crea un occasionale palla gol nel primo tempo sprecata malamente da Di Michele davanti a Scarpi. L'entrata di Ventola per circa 10 minuti sveglia la truppa granata che oltre ad ottenere il pareggio con due mischioni in area costringe Scarpi a salvare il risultato ma finisce lì. Gasperini dal canto suo deve rinunciare a Juric, Paro e Danilo per squalifica ma purtroppo per il brasiliano c'è di mezzo un infortunio che lo costringerà fuori fino a fine Gennaio. Rubinho ha il torcicollo e viene sostituito da Scarpi, Konko a centrocampo viene preferito a Coppola mentre un pò a sorpresa il trio d'attacco è alquanto inedito con Papa Waigo, Borriello e Di Vaio. Il Genoa, qualche sbavatura in difesa, controlla agevolmente la partita ma costruisce anche la più clamorosa palla gol del primo tempo. Bovo taglia il campo con un lancio, la palla viene ceffata in scivolata dall' ultimo difensore granata e Papa Waigo si trova solo in area davanti alla porta spostato leggermente verso destra. In pratica è un rigore in movimento e di conseguenza potendo scegliere qualsiasi cosa, anche scartare il portiere, Papa Waigo decide a due metri dall' estremo torinese di fare il "cucchiaio" alla Totti. Sereni si ritrova la palla indirizzata docilmente verso lo stomaco e portando le mani in avanti la blocca senza spostare un filo d'aria. Papa Waigo non rientra nel secondo tempo ma probabilmente la staffetta con Leon era già programmata.....diciamo così. Il problema dei rossoblù nel primo tempo sono le fasce, oltre l'inconsistenza di Papa Waigo c'è anche un Fabiano che non avanza mai e un Di Vaio che come al solito gioca da terzino (alcune cose buone altre belinate galattiche e un colpo di tacco che dà il via alla marcatura di Borriello). La ripresa inizia con un Fabiano finalmente incisivo in avanti e gli ingressi di Leon e Sculli cambiano completamente la partita, il Genoa si fà più intraprendente e dopo una prima fase di confusione dopo il gol del pareggio chiude mettendo in più momenti in difficoltà la retroguardia granata. In definitiva un punto importante, a Torino i granata hanno ottenuto 2 vittorie e 4 pari con unica sconfitta nel discusso derby con la Juventus. Chiuso il ciclo di ferro dei sette punti di vantaggio sulla terzultima se ne sono persi solo 2 e il Genoa può così giocarsi le partite prima della sosta Natalizia con Siena, Empoli e Parma con una certa tranquillità cercando quelle vittorie che le consentirebbero di sistemarsi nella più prestigiosa parte destra della classifica. 06' Il Genoa ha una buona ripartenza, i rossoblù al limite dell' area si ritrovano tre contro due, Borriello tiene troppo la palla e poi fa confusione con Di Vaio. Alla fine la palla ritorna a Borriello che contrastato da Natali che lo tira per la maglia termina a terra, per Rizzoli non ci sono gli estremi del rigore. 08' Errore d'impostazione genoano con Rossi che viene fermato da Recoba, Di Michele per Rosina che avanza sulla destra e chiude il triangolo col compagno mettendogli un traversone verso il palo lontano. Di Michele completamente libero chiude al volo alzando clamorosamente sopra la traversa. 13' Traversone in area per la testa di Lanna che però commette fallo su Rossi. 14' Altro errore rossoblù a centrocampo, Recoba recupera palla e tenta il lungo spiovente per sorprendere Scarpi. Il portiere rossoblù torna indietro di qualche passo e blocca, mani in alto, la sfera. 17' L'azione più pericolosa del primo tempo, Papa Waigo dopo un errore del difensore granata entrato in scivolata, si trova solo davanti a Sereni e gli consegna, a cucchiaio, la palla fra le mani. 23' Svarione difensivo di Di Vaio, recupera palla Recoba che mette un traversone in area, la palla è preda di Milanetto che viene atterrato da Zanetti. Rizzoli ammonisce il granata. 25' Lancio verso l'area torinista per Di Vaio, Natali gli taglia la strada facilitando l'uscita e la presa a terra di Sereni. 26' Triangolazione al limite, Della Fiore avanza diagonalmente nel mezzo della difesa rossoblù e spara in porta, Bovo in scivolata respinge la palla in corner. 29' Scambio veloce tra granata, Rosina da fuori area spara in diagonale ma Scarpi è pronto e in due tempi para a terra. 38' Angolo per il Genoa, s'accende una mischia in area poi la palla messa fuori giunge a Konko che manda abbondantemente a lato. 41' Tocco di mano di Corini, Bovo dai trenta metri spedisce la punizione alta sopra la traversa. 42' Fabiano entra su Di Michele e becca il cartellino giallo. 44' Punizione dalla destra, Borriello colpisce di testa ma commette fallo sul suo controllore. Il secondo tempo inizia con una novità tra le file del Genoa, Leon prende il posto dell' inconcludente Papa Waigo. 47' Palla recuperata dal Genoa, Fabiano scambia con Di Vaio che con un colpo di tacco riconsegna la palla al brasiliano lanciandolo verso il fondo. L'esterno rossoblù taglia con un traversone basso verso il primo palo dove Borriello in spaccata devia imparabilmente alle spalle di Sereni. 51' Novellino in preda alla disperazione manda in campo Ventola a sostituire l'inutile Recoba. 53' Muro di Bega su Di Michele e giallo per il rossoblù che salterà la partita col Siena. 54' Il Torino non riesce a reagire ma, sulla destra, trova un fallo laterale per un anticipo di Lucarelli su Ventola. Palla battuta velocemente e Lucarelli non riesce a rientrare sull' attaccante granata che nessuno decide di marcare. Ventola prolunga la palla di testa mettendo fuorigioco Bega, Rosina fa velo e Ventola spara a rete a pochi metri da Scarpi. Rossi devia la palla che cambia direzione avviandosi a sinistra verso la linea di porta dove Lanna tocca nella porta sguarnita. 56' Sostituzione nel Genoa, Di vaio lascia il posto a Sculli. 62' Tentativo di Konko, la palla messa fuori area giunge a destra a Rossi che pennella sul secondo palo per l'accorrente Sculli ma Comotto in anticipo di testa mette in corner. 64' Intervento di Konko su Rosina e ammonizione per il Genoano. 65' Azione pericolosa per il Torino, Di Michele entra in area e dal fondo mette indietro per Di Loreto, tiro da pochi metri dalla porta e grande respinta di Scarpi. La palla schizza addosso a Ventola che non la controlla e il rimbalzo termina a Scarpi che si accartoccia sopra la sfera prima che l'attaccante possa intervenire. 66' Fallo di mano e punizione per il Genoa sulla destra. Leon batte verso il primo palo, Konko stacca di testa e manda la palla a sfiorare il palo sinistro della porta difesa da Sereni. 75' Avanzata di Leon, palla indietro per Sculli che calcia in diagonale a rete ma la palla rimpallata da un difensore termina in corner. Dall' angolo la palla spiove verso il primo palo, Borriello stacca prolungandola verso il palo lontano dove Lucarelli appostato sulla riga di porta allungando la gamba non riesce a spedire in rete mancando la sfera di un centimetro. 78' Traversone in area dalla 3/4, stacco imperioso di Borriello su Di Loreto ma la palla anche se forte è troppo centrale e Sereni riesce nella presa della sfera. 80' Girandola di sostituzioni, Malonga per Rosina nel Toro e Santos per Fabiano nel Genoa. 85' Leon dai 25 metri tenta di sorprendere Sereni con un tiro velenoso rasoterra. La palla sfiorata da Corini costringe il portiere a distendersi e deviare la sfera in corner. 86' Ultima sostituzione, entra in campo Motta a rilevare il deludente Di Michele. 87' Bello spunto di Malonga sul fondo a sinistra. Palla all'indietro per Motta che mette a sinistra per Lanna che contrastato da Rossi tenta di sinistro di superare Scarpi che gli fa muro davanti respingendo la sfera. 91' Fallo di Santos su Comotto e ammonizione per il genoano. La punizione ai 25 metri viene respinta dalla barriera poi motto spedisce in curva. Akaiaoi  

 

Le Pagelle - Akaiaoi - Genoa: Scarpi 7: Due interventi decisivi, incolpevole sulla rete del Toro. Bega 6: Buona prova, anche lui pecca sul pari granata. Bovo: 6.5 Sempre sicuro, il migliore della difesa, imposta delle buone ripartenze. Mette una palla d'oro sui piedi di Papa Waigo. Lucarelli 5.5: Qualche piccola sbavatura e poca concentrazione al momento della rimessa laterale che porta al pareggio. Rossi 6: E' praticamente il quarto difensore genoano, alcuni suoi interventi sugli attaccanti granata sono decisivi, pecca nell' occasione del gol mancato da Di Michele. Konko 7: E' onnipresente, al centro, in chiusura, in attacco. Mi chiedo cosa cacchio ha guardato quel cioccolataio che ha dato i voti su La Stampa. Milanetto 6.5: Se avesse la continuità e la velocità per i 90' minuti sarebbe veramente un grande. Fabiano 6: Primo tempo impalpabile solo in fase di chiusura, nel secondo tempo è un altro giocatore, inizia a saltare gli avversari e ad andare sul fondo. Suo il traversone per la stoccata di Borriello. Primo tempo da 5.5 secondo da 6.5. (80' Santos ng). Papa Waigo 5: Un cinque generoso, speriamo la sua prova sia solo frutto dell' assenza forzata di un mese per l'appendicite. (46' Leon 6.5: Cambia la partita, si vede che i difensori del Torino lo temono e cercano di non lasciarlo troppo libero). Borriello 6.5: Troppo solo nel primo tempo, si batte come al solito proteggendo la palla aspettando rinforzi. Settimo sigillo personale. Di Vaio 6: Per farlo giocare terzino tanto vale giocare in 10, non è certo questione di volontà. Per le poche volte che è nella sua posizione e per il colpo di tacco merita la sufficienza (56' Sculli 6: Sulla destra il Torino non combina più niente mentre Fabiano è più libero di avanzare.). All: Gasperini 6.5: Il Genoa non ha bisogno di complimenti per il gioco ma ha bisogno di fare punti. Blocca il Torino e sfiora il colpaccio, era una partita difficile e il punto mette la squadra in condizioni perfette per affrontare le gare con le formazioni in lotta per la salvezza. Torino: Sereni 6,5; Comotto 6, Natali 6, Di Loreto 5.5, Dellafiore 6.5; P.Zanetti 6, Corini 5, Lanna 7; Rosina 5.5 (80' Malonga 6), Recoba 5 (51' Ventola 6.5), Di Michele 5.5 (86' Motta sv). All: Novellino 5. Arbitro: Rizzoli 6.5 - Finalmente un arbitro che fischia fallo anche a favore del Genoa, forse qualche volta potrebbe lasciare il vantaggio per non spezzettare troppo il gioco ma fischia equamente per entrambe le squadre usando lo stesso metro di giudizio. Unica pecca un solo cartellino per i giocatori granata. Per il resto interventi sempre azzeccati, da rivedere la trattenuta a Borriello e un fuorigioco a Recoba comunque difficile da giudicare.

 

  

 

  

 

TUTTOSPORT - Compleanno amaro per il Toro che agguanta l’1-1 di grinta, ma esce tra i fischi. Niente sorpresa, solito pari . Genoa avanti con Borriello, poi Lanna. I 3 tenori steccano: acuti solo con Ventola. Un atipico 4-4-2 con Recoba e Di Michele più Rosina, Lanna a centrocampo e Dellafiore terzino. Ma le alchimie di Novellino non bastano: il gioco continua a mancare, è il 9° pareggio stagionale. Prova d’orgoglio dei rossoblù che spezzano la loro serie negativa. di Alberto Manassero. TORINO. Chiude il Centenario, oggi il Toro compie centouno anni. Chiude tra i fischi, sonorissimi dei tifosi granata, per il nono pareggio della loro per ora trista squadretta. Mediocre pareggio, contro un Genoa che si è fatto preferire ma che aveva rimediato un punto appena nelle ultime quattro partite. Le alchimie di Novellino non fun­zionano, c’è giusto un po’ d’orgoglio che sbuca nel momento in cui si rischia il tracollo e riequilibra di rabbia la barchetta. Il resto è notte, però. Eppure la fantasia in panchina non manca: non tanto per le squalifiche di Grella e Barone, quanto per la volontà di sorprendere, No­vellino spiazza e piazza la 14ª formazione diversa in 14 gior­nate. La formula tattica è la prediletta, il 4-4-2, ma di canonico ha nulla, apparirà anzi quantomeno atipica, strana (soprattutto in fase d’attacco: di certo non ancora sufficiente­mente rodata). Dellafiore viene spostato a sinistra con l’inseri­mento a centro difesa di Di Loreto a far coppia con Natali; Lanna non perde il posto, avan­za solo la sua posizione sulla linea della mediana mentre in avanti, dietro a Zanetti e Cori­ni, agiscono i cosiddetti tre tenori: Rosina, che funge da esterno destro di centrocampo, Recoba e Di Michele. Il Genoa ribatte col centrocampo rifatto per squalifiche di Danilo (anche infortunato), Juric e Paro (as­senti per problemi fisici pure Rubinho e De Rosa), e l’ex allevatore di campioncini juventini, Gasperini, va di altrettanta fantasia. Borriello, in forse fino all’ultimo, c’è ed è anche pimpante, ai suoi fianchi Di Vaio ­ultima chance? potrebbe essere ceduto a gennaio - e Papa Waigo. Il 3-4-3 rossoblù poggia in mezzo alla linea composta da Marco Rossi, Konko, ormai autentico tuttofare, Milanetto e Fabiano. Dietro, davanti a Scar­pi sostituto dell’acciaccato Rubinho, Bega, l’ex granata Bovo e Alessandro Lucarelli. Domina la prudenza, per non dire la paura di perdere. Entrambe le squadre non arrivano da giorni esaltanti. Passo regolare, an­dante lento quello granata, senza acuti (le due vittorie lo sono state solo nel risultato), parecchi pareggi con rognose recriminazioni e tre sole sconfitte; paso doble per il Genoa: partito in accelerazione, poi scemato nell’ultimo mese e mezzo dopo il misurato ko con la Juventus. Totale comunque identico: 14 punti e più vicine le fiamme della zona retrocessione che non le frizzanti e maliziose arie procacciatrici di europei sogni. Vanno aggiunte le piccole ma sincere tensioni che hanno agitato le ultime ore della vigilia nel mondo Toro, per lo sciopero del tifo organizzato come prote­sta contro i nuovi sistemi di controllo riassumibili nella pa­rola Osservatorio (niente trasferta organizzata per i cuori rossoblù, che pure sono gemel­lati sinceramente con i simili granata). Curva Maratona dunque deserta al centro e festa che chiude l’anno del Centenario degradata nei toni di parecchie ottave. Ha preceduto la partita la mini manifestazione voluta da Cairo, però forse si è festeggiato meglio fuori, dove i tifosi hanno allegramente bivaccato e acceso significativi fuochi artificiali, tra loro non pochi genoani, comunque. Timori, prudenza, dicevamo. Il primo tempo è un lungo pasticciare a metacampo, dove Zanetti va a pestare i piedi di Mi­lanetto e Konko gioca quasi a uomo su Corini. Il Torino ha cinque minuti di efficienza, nel mezzo del tempo. Il Genoa qualche fiammata sporadica, per lo più vanificate da erro­racci di misura. Due le palle gol vere identiche, una per parte. Comincia Di Michele a spreca­re l’unico fraseggio sincera­mente bello del trio meraviglia che per ora sbadiglia: solo da­vanti a Scarpi, sbiella il tiro (9’). Al 19’ Papa Waigo restituisce il favore dopo un liscio di Della­fiore: ha la porta spalancata, Sereni condannato, l’unica cosa difficile è centrare il portiere e lui ce la fa. Il resto è nulla o, meglio, bruttarella noia. Dopo il riposo qualcosa di meglio. Gran parte del merito è rossoblù: il Genoa capisce che di fronte ha velleità e nomi, mica sostanza, e ci prova. Pronti, via e Borriello fa settebello: 2’, un tacco di Di Vaio libera Fa­biano sulla sinistra, perfetto cross sul quale Di Loreto perde l’attaccante che batte Sereni e trova il suo 7° gol. Il Toro traballa, confuso, e nemmeno la rabbia ha sfogo. Ci vuole una collaborazione e viene dall’unica dormita della difesa genoana: Ventola, subentrato al 6’ st a un Recoba che non gradisce, riesce a concludere, deviazione di Rossi, Lanna si avventa e da due passi ribadisce in rete: 1­1 al 10’ st. Ci si aspetterebbe un Toro rivitalizzato, invece rinasce il Genoa, che trae beneficio dal­l’ingresso di Leon per Papa Waigo. Vero, i granata hanno la palla del 2- 1, ma Sculli salva su Di Loreto. Poi sono gli ospiti a essere intraprendenti e pericolosi ( con Leon dalla bandierina e su botta dal limite, e Borriello testata centrale). Soltanto nel finale, con Malonga in campo per Rosina e Motta per Di Michele il To­rino crea un pericolo: è il giovane francese a piazzare Lanna a tu per tu con Scarpi, bravo però a uscire e a sventare. Il Toro così rischia forte di chiudere il 2007 molto peggio di come chiuse il 2006. Eppure in estate Cairo ha speso molto per rinnovare a fondo e rinforzare appieno l’organico, ha ingaggiato dirigenti e soprattutto un allenatore che a detta di tutti è “ allenatore da Toro”. L’anno scorso alla 14ª, con Zaccheroni, il fortunoso ma grintoso 1-0 sull’Empoli aveva celebrato il Centenario e portato la classifica a quota 17 punti. Ora il bilancio è -2, davanti ci sono Inter e Roma e, soprattutto, poca serenità; dietro i fischi. Che facciano pen­sare, anzi correre. I giocatori, del resto, adesso ci sono: eppu­re il gioco ancora manca.

 

TUTTOSPORT - PAGELLE GENOA - Bovo insicuro, Konko non tradisce Leon vivace, delusione Papa Waigo. DI ANSELMO GRAMIGNI. Scarpi 6: non fa rimpiangere l’acciaccato Rubinho. Graziato da Di Michele al 9’, è at­tento e preciso su tutto il resto. Brividi su una conclusione da lontano di Recoba, ma recupera la posizione in tempo. Incolpevo­le sul gol di Lanna. Bega 6: frena gli ardori di Recoba e Di Michele quando ruotano dalle sue parti. Qual­che affanno sugli inserimenti dei centro­campisti avversari. Stringe bene al centro allorché i granata provano a sfondare in massa. Era diffidato: ammonito, sarà squalificato. Bovo 5.5: dirige il proprio reparto, corren­do spesso in aiuto a Lucarelli e Bega, con qualche incertezza di troppo. Abituato a marcare attaccanti di peso, si trova un po’ in difficoltà sui folletti che Novellino gli po­ne contro. Lui s’adegua. Sorpreso pure lui sul gol di Lanna. Lucarelli 6: problemi con Di Michele quan­do l’ex palermitano decide di passare dalle sue parti. E problemi pure sulle percussioni di Comotto. Ricorre un po’ troppo spesso alle maniere forti. Ma non commette errori. Rossi 6.5: patisce le ripartenze granata e si affanna in precipitosi recuperi all’indietro. Sempre pronto a far ripartire il gioco del Genoa, non disdegna ( pure lui) veloci progressioni in avanti. Konko 6.5: toglie spazio in primis a Corini e a chiunque gli orbiti attorno. Corre come un ossesso e non perde mai la palla. Fa cose semplici, ma le fa bene. Ormai, da tempo, è uno dei cardini della squadra modellata da Gasperini. Milanetto 6: gioca al posto di Paro e fa il suo. Un po’ lento, tuttavia è abbastanza lucido nel governare il gioco rossoblù. Buone alcune sue geometrie e bravo nel dare equi­librio al collettivo. Fabiano 6: primo tempo col freno a mano tirato. Ma all’inizio della ripresa, con un perfetto cross da sinistra, manda in gol il solito Borriello. Un po’ scostante, ma quando decide di combinare qualcosa, gli riesce bene. Ha colpi. Santos ( 38’ st): ng. Papa Waigo 4.5: deludente. Spedito in campo un po’ a sorpresa da Gasperini, non riesce a incidere. Anzi, al 19’ pt avrebbe l’occasione per battere Sereni su uno sva­rione di Dellafiore. Ma la sua conclusione è molle e poco convinta, soprattutto inefficace. Da lì in poi sparisce. Leon ( 1’ st) 6.5: vivacizza l’attacco rossoblù. Le sue intuizioni creano scompiglio tra i granata. Borriello 7.5: un’occasione, un gol. E non era al massimo della condizione per un problema al polpaccio destro che lo ha infasti­dito in settimana. Nonostante gli acciacchi, fa ( come sempre) reparto da solo e tiene in costante apprensione la difesa avversaria. Segna il 7 ° gol in campionato nel giorno della centesima partita in serie A. Di Vaio 5: parte bene, con due ficcanti per­cussioni che potevano avere maggior fortuna. Poi progressivamente cala, anche se si impegna al massimo nei recuperi. Non rie­sce a svolgere al meglio il ruolo di spalla di Borriello. Sculli ( 21’ st) 6: muscoli e corsa al servizio del Genoa. All. Gasperini 6: senza Paro, Juric e il pupillo Danilo, cioè senza il centrocampo ti­tolare, il tecnico ridisegna un reparto e pu­re tutta la squadra. E ci riesce bene. Forse però c’è qualcosa da registrare in difesa. Il Genoa becca troppi gol che potrebbero essere evitati con maggiore attenzione. Ma sa giocare... Arbitro. Rizzoli 6.5: un po’ indisponente negli atteggiamenti. Fischia troppo. Ma sembra non commettere gravi errori e non incide sulla gara. Un grande merito in questo periodo di mala tempora arbitrali. PAGELLE TORO Sul vantaggio rossoblù il portiere non ha colpe. Poi prodezze Sereni, garanzia di qualità. Di Loreto e Dellafiore soffrono, bene Corini in regia, Zanetti spreca palloni. di Marco Bonetto. Sereni 6.5: si trova improvvisamente davanti Papa Waigo in contropiede, che però gli conse­gna gentilmente la palla. È tem­pestivo nell’arpionare a terra una sfera su Di Vaio. Non ha re­sponsabilità sull’1 a 0, così come su un paio di brividi successivi in mezzo all’area. Devia bene in angolo una velenosa conclusio­ne di Leon. Comotto 6: presto arrembante sulla fascia, crea grattacapi a Fabiano e Lucarelli e mette in mezzo numerosi palloni, seppur solo raramente “cucinati” a puntino. Nella ripresa è troppo alto e viene... tradito, quando Fabiano scatta per armare l’1 a 0. Poi balla anche lui su ripetute altrui proiezioni offensive. Natali 6: torna titolare dopo la panca di Empoli e si staglia subito con un gran recupero al li­mite dell’area su Borriello. Quasi mai denota distrazioni, anche se gli capiterà di gestire maluc­cio un paio di rinvii. Di Loreto 5.5: primo tempo po­sitivo in marcatura, preoccu­pandosi di mantenere sempre la posizione e di non farsi inca­strare dai movimenti altrui. Tuttavia nella ripresa viene bru­ciato da Borriello sul gol. Quin­di, in attacco, trova Scarpi e non la rete su una conclusione vo­lante, ravvicinata: poteva esse­re il 2 a 1. Dellafiore 5.5: viene spostato per la prima volta sulla fascia si­nistra e si vede eccome che il centrale, lì, si trova a disagio. Co­mincia sballando un rinvio e “bucando” in scivolata un lancio su Papa Waigo, che peraltro grazierà poi Sereni. Poco dopo non riesce invece a trovarlo, il “buco” necessario nell’area rossoblù, per tirare in porta. Nel finale di tempo, dopo un paio di buone cose, inciucca un altro rilancio e crea nuove insidie ai compagni. Tenta poi disperatamente di bloccare Borriello sul gol, ma non era stato lui ad averlo perso. Rosina 6: a tratti si intende bene con Di Michele e Recoba, splendido un suo taglio iniziale a liberare l’ex palermitano davanti al portiere. Nel primo tempo fa anche lavorare Scarpi con un tiro insidioso. C’è quasi sempre lui nelle azioni più pericolose, partorendole o duettando. Malonga (36’ st) ng.Zanetti 5.5: ha il compito di badare innanzi tutto a Milanetto, ma è subito troppo falloso (giallo dopo appena 24’). Così così in mediana, tra buoni recuperi ma anche qualche pallone di troppo sprecato. Corini 6: opera in regia talora con discreta efficacia, talora proteggendo più che altro l’equili­brio tattico. È un buon fusibile in mediana, nel senso che tampona anche alcune falle altrui. Lanna 6.5: schierato a sorpresa a centrocampo per arginare gli scatti dei vari Papa Waigo (poi Leon) e Rossi, il terzino aggiunto disputa una partita quasi esemplare nei raddoppi e ha pure il grande merito di crederci, con Ventola, fino a spingere dentro l’1 a 1. Nel finale, tuttavia, si allunga un po’ troppo un pallone pesantissimo, poi rimpianto: quando conclude, Scarpi gli ha ormai chiuso lo specchio. Recoba 6: titolare a sorpresa, “il Chino mascherato” (protezione al volto, post operazione al viso) appare, seppur anche lui a intermittenza, quasi indiavolato ai danni di Scarpi (due parate) e di mediani e difensori ros­soblù: dribbling, aperture e “dai e vai”. Ventola (6’ st) 6: entra subito in partita, mettendo a soqquadro l’area rossoblù, tirando in porta e trascinando Lanna al gol. In mischia sfiora poi il 2 a 1, su una respinta di Scarpi. Di Michele 6: rientra dopo l’infortunio al ginocchio, arma all’alba del match una fuga con un bel colpo di tacco, ma dopo appena 9’ non azzecca il tiro al volo, tutto solo in area, su un assist dorato di Rosina. Cerca (ma trova soltanto qua e là) triango­lazioni rapide con Recoba e Rosina, libera Di Loreto sul possi­bile 2 a 1, si muove assai, ma è ancora discontinuo, inevitabil­mente. Motta (42’ st) ng. All. Novellino 6: sorprende tutti schierando “i tre tenori” e spostando Lanna a centrocampo. Lampi di Toro aggressivo e imprevedibile, davanti. Ma i granata sono sempre poco cinici all’atto del concludere, troppo poco continui e, talora, pericolosamente ballerini dietro.

TUTTOSPORT - Borriello: « Genoa, la solita distrazione». IERI 100 PARTITE PER L'ATTACCANTE E 7º SIGILLO  «Novellino? Con lui alla Sampdoria nessun problema, ma purtroppo non trovavo spazio». Gasperini: «Bene così ma serve più attenzione». Scarpi: «Che sfortuna». di Anselmo Gramigni. TORINO. Mancava, è arrivato. A coronamento di una prestazione personale maiuscola, Marco Borriello è riuscito a segnare il suo primo gol in trasferta dopo averne siglati sei in casa. «Peccato però che non sia arrivata la vittoria. Purtroppo la solita disattenzione difensiva ha permesso agli avversari di pareggiare e così torniamo a casa con un punto quando potevamo racimolarne tre».Un difetto, i gol subiti da calci da fermo, che sta diventando una perniciosa costante per il Genoa. «Stavolta hanno segnato dopo un’azione partita da fallo laterale. Batti e ribatti davanti a Scarpi, un po’ di sfortuna su un rimpallo e la frittata ci è stata servita. Peccato perché la difesa era riuscita a contenere bene il trio del Toro. Bisogna migliorare, lavorandoci sopra sono convinto che elimineremo questa lacuna». Borriello si è anche tolto lo sfizio di infliggere un dispiacere a Novellino, che alla Samp aveva preferito puntare su altri giocatori. «Ma io ho un buonissimo rapporto con l’allenatore del Toro. Quando eravamo insieme davanti a me avevo Bonazzoli che segnava sempre e Flachi l’idolo dei tifosi blucerchiati. Poi arrivò Bazzani, ovvio che non ci fosse più spazio per me. Nessun rancore, ci mancherebbe ». Tanto più che ora è diventato il re Mida rossoblù. «Dopo tanto peregrinare in prestito da una squadra all’altra è arrivato un presidente, Enrico Preziosi, che ha scucito fior di quattrini per comprare la metà del mio cartellino. Ha avuto fiducia in me e io farò di tutto per ripagarlo». Infine una battuta su Kakà. «Sono felice per lui, lo merita. Ne ha fatto di strada da quando, qaulche anno fa, lo portavo in giro per Milano con me...». Poco più in là c’è Gian Piero Gasperini. Soddisfatto per la prestazione del suo Genoa ma un po’ deluso dal risultato finale. «Sì, perché potevamo far nostra questa gara. Una volta in vantaggio ci credevo. Poi è arrivata quella disattenzione difensiva ed abbiamo incassato il pareggio. La squadra, comunque, ha assorbito il colpo ed ha continuato a giocare. Ma dovevamo stare più attenti. Purtroppo non è la prima volta che veniamo frenati da episodi come questo. Dovremo lavorare su questo». Un punto dal sapore dolceamaro dunque: «Un pari che comunque serve perché fa classi­fica. E’ che nelle ultime gare, nelle fasi finali e per nostri errori evi­tabili, abbiamo perso troppi pun­ti. Resta il fatto però che questo Genoa stia disputando un ottimo campionato. Siamo più avanti del previsto nei programmi. Abbiamo già incontrato tutte le squadre più forti. Ora. incontreremo Siena, Empoli e Parma e ce la gio­cheremo alla pari». Un’ultima considerazione. Ma per Gasperini quello di ieri era una sorta di derby? «Quando vengo qui a Torino e vedo granata sento sempre quell’aria...». Scarpi recrimina: «Maledetta sfortuna. Forse sul loro pari c’era pure un fallo. Pa­zienza, è andata così. Certo che dobbiamo darci una registrata. Io? Mi sembra di essere andato bene».

 

IL SECOLO XIX - GASPERINI IMBRIGLIA IL TORO. Gol e fiducia è tornato il Grifo. di Giovanni Ciolina. TORINO. Prendiamo il punto e torniamo a casa con il sorriso.Muove la classifica, regala morale e interrompe una serietta nera. Purtroppo il settimo gol di Super Borriello in campionato non serve per regalare l’intera posta in palio. Neppure se è la prima rete in trasferta della stagione. Il cuore (o la disperazione?) Toro inchioda la partita su un 1-1 che, per entrambe, vuole dire andare a cinque punti dalla zona paludosa e continuare il cammino con serenità. C’è rammarico però, per il Grifo. Se il primo tempo è una sorta di elettrocardiogramma piatto di emozioni e gioco, i rossoblù legittimano nel ritorno in campo una ripresa anche di tenuta psicologica e di concentrazione nel finale caliente.Adire il vero DiLoreto si ritrova sul piede il colpo di un kappao (sarebbe stato troppo), ma Alessio Scarpi si dimostra ”vecchietto” attento a farsi trovare pronto all’occorrenza. Un piccolo neo di serata è la squalifica di Bega, in diffida e ammonito.Salterà la gara di domenica con il Siena, ma il rientro di Santos dopo dodici turni di assenza è sicuramente la nota piacevole. In un reparto troppo speso finito nel mirino della critica, l’inserimento di un giocatore forte di testa è tanta manna. Peccato. Si può riassumere così lo stato d’animo genoano. Il Gasp azzecca i cambi e, in particolare, l’ingresso in campo di Leon che gioca bene, soprattutto a livello tattico. La serata comincia all’insegna della festa. Il Toro chiude con il Genoa (società amica) i festeggiamenti per i cento anni della sua storia e se il presidente Umberto Cairo ringrazia i tifosi per l’affetto dimostrato in questi mesi e riceve l’affetto della Maratona, qualcuno lo invita «a comprare un centravanti altrimenti andiamo in B». Implorazioni infarcite di critiche; timori che arrivano da un passato scottante e da una classifica che non lascia certo dormire tranquilli.Anche perché al fischio finale di Rizzoli sono bordate di fischi. Non sta molto meglio il Grifone, per il quale il traguardo del quart’ultimo posto resta predominante e da raggiungere al più presto, come ha sottolineato anche il presidente Enrico Preziosi nella visita infrasettimanale a Pegli. Il Grifone che si presenta all’Olimpico è, volente o nolente, rimaneggiato. Della squadra che ha perso con la Roma ci sono solo cinque elementi. Rubinho non c’è la fa e tocca a Scarpi, ma è dalla cintola in su che il Grifo cambia volto. Konko passa in mezzo a fare lo Juric e si prende cura di Euge Corini che, nonostante l’età, ha la classe di sempre e la verve fisica di un ventenne. Milanetto va in cabina di regia e trova speso dalle sue parti Paolo Zanetti: è un duello a volte che fa scintille. In attacco Borriello ce la fa,ma il Gasp gli cambia totalmente compagni di ventura: DiVaio e PapaWaigo. LA CHIAVE. Proprio il senegalese si ritrova sui piedi (19’) l’unica vera palla gol del primo tempo del Grifone. Peccato che la sciupi in maniera banale. L’inserimento di Papa ha lo scopo di provare ad aggirare il fortino granata sulla fascia, anche se l’arretramento di Dellafiore – per Lanna – tutela i granata di Novellino almeno sul piano della corsa. Il Genoa, però, fatica a far partire la saetta africana e soprattutto a trovare la giocata rasoterra e in velocità. La gara va avanti così con molti errori (banali) da una parte e dall’altra e molti lanci lunghi che costringono gi attaccanti a grandi corse,ma anche a qualche brutta figura. La sfida si appella ai lampi di classe dei protagonisti per mantenere una parvenza di vivacità. LE MOSSE. Novellino inverte sovente la posizionedegli attaccanti.Recoba saggia il livello di attenzione di Scarpi con un beffardo pallonetto da centrocampo. Alessio c’è. Bovo si immola su un blitz di Dellafiore (26’) e il romano di rivela il più in condizione del reparto arretrato ligure. I rossoblu hanno il possesso palla, provano a fare la partita, ma non riescono a dare linearità e velocità all’azione.Non è facile. Il Torino si chiude bene e all’occorrenza non risparmia il gioco maschio, anche perché raramente i genoani riescono ad accorciare in attacco, giocando tra le linee. RIPRESA SCOPPIETTANTE. Se per 45minuti si vive di andamento lento, bastano dieci minutiper ritrovarti immerso a capofitto nei vortici di una gara totalmente differente. E sono i fulmini di classe di Di Vaio e Ventola (appena entrato) a illuminare la nottata dell’Olimpico. L’ex laziale (al 2’) invita Fabiano all’affondo sulla fascia sinistra e sul cross Borriello sale a quota sette in classifica cannonieri. Otto minuti e il Torino fa 1-1. Lo schiaffo dello svantaggio ha l’effetto di far indiavolare i padroni di casa. «Fuori le palle, tirate fuori le palle», è il grido di battaglia che parte dalla Maratona. Una scudisciata per i ragazzi di Novellino che riescono a raddrizzare in tempo una gara che invece sembra sfuggirgli di mano. E già, perché se Ventola ha un effetto immediato, anche la scelta di Gasperini di lasciare negli spogliatoi Papa Waigo per buttare nell’arena Leon si rivela azzeccata. L’honduregno entra subito in partita e con la rapidità mette in difficoltà la retroguardia del Toro. Anche perché si muove su tutto il fronte offensivo, senza concedere punti di riferimento all’avversario. Il risultato è di un Genoa maggiormente concreto e le occasioni fioccano dalle parti di Sereni: Sculli, Borriello, Lucarelli (finisce addirittura in porta, nel tentativo di una deviazione sotto misura). E il Torino? Torna a soffrire e soprattutto tornano i brusii verso una panchina che ritarda i cambi. Per Novellino non ci sono certo applausi a scena aperta.E nemmeno per la squadra.

 

IL SECOLO XIX - Borriello, la vittoria sfiorata: «Va bene anche così». La punta ha festeggiato con un gol la centesima presenza in serie A. Scarpi: «Il tocco di un nostro difensore mi ha spiazzato». di Marcello Zinola. Torino. Cento partite in serie A, ma lui Marco Borriello precisa subito: «cento presenze, le partite sono altre cose. Cinque minuti, dieci, quindici non erano mica partite?». Il riferimento è al passato, ma il presente adesso è migliore. I minuti sono quasi sempre 90' . E' soddisfatto come Alessio Scarpi che, quando serve, c'è sempre e maledice quella distrazione su rimesa laterale (come nel primo gol subito dal Genoa contro il Palermo) costata il gol del pari con «tocco anche di un nostro difensore che, alla fine, mi ha spiazzato». Ritorna Borriello: settimo gol e primo in trasferta. «Un buon bilancio anche per stasera, partita che avremmo potuto vincere. Il primo gol in trasferta speravo che ci servisse di più anche se fare punti a Torino, dopo un mese in cui abbiamo giocato bene quasi sempre e raccolto meno del dovuto, è un dato positivo. Alla fine, forse, il risultato è giusto, però?». Però se non c'era quell'errore sul gol del pari. Che fare, si paga pegno sempre su calci piazzati o azioni "banali" come una palla rimessa dalla linea laterale? «Che fare? Se lo sapessimo non saremmo qui a parlare di questo. E' un problema che credo tutti potremo risolvere solo lavorando e mantenendo alta la concentrazione anche quando si va in vantaggio, ma siamo tutti poi responsabili. La difesa questa sera, e non solo questa sera, è stata egregia». Ma si torna sempre al tema degli errori che costano punti. «La difesa è andata bene, del resto è nuova e sono insieme, giocano insieme i compagni della difesa, stabilmente, da una decina di partite. Il Torino si annunciava con il trio delle meraviglie in attacco, mi pare che lo abbiano annullato e che loro siano anche stati costretti a fare dei cambi proprio per questo». Cento presenze in serie A come dice lei. E non partite intere. Ma col Genoa è diverso. «Sì, ho trovato stima e considerazione e gioco. Quando dico che sono 100 presenze e non 100 partite dico una cosa vera, cioè che una presenza può essere anche cinque, dieci minuti, una partita è diversa?». Quindi col Genoa sono partite e non presenze. «Certo». Il presidente Preziosi ha detto di volere affrontare il discorso con Galliani per il suo cartellino. «A Genova ho trovato chi ha creduto in me e ha messo mano al portafoglio, investendo, quando era sei mesi che mi allenavo soltanto e non giocavo partite. A questa considerazione voglio e devo rispondere in modo positivo, per ripagare chi, presidente e società, ha creduto in mese. E. se sarò tutto del Genoa. allora dovrò ancora più riconoscenza, quindi più gioco e impegno e spero anche più gol». Sulla sponda Samp lei non sfondò per problemi anche con l'allenatore Novellino. «No, nessun problema di rapporto, sempre chiaro. Avevo davanti chi segnava molto come Flachi che era anche un idolo dei tifosi, poi decisero di fare rientrare Bazzani e io ero la quarta scelta, volevo giocare e andai via». Al Milan era col pallone d'oro Kakà, campo e fuori campo. «All'inizio anche fuori campo, ma adesso la mia fidanzata mi tiene a casa ed esco meno. Comunque Kakà, autentico campione, non amava molto farsi vedere troppo in giro di sera e nelle altre ore». Lui, Borriello, invece il bello di notte (calcisticamente parlando) lo fa: settimo gol, buone giocate. E il presidente mette mano alla saccoccia per averlo tutto in quota Genoa.

IL SECOLO XIX - Il sacrificio di Leon: «Ho aiutato la difesa». Il fantasista è entrato nella ripresa al posto di Papa Waigo: «Con un po' più di convinzione avremmo portato a casa i tre punti». di Giovanni Ciolina. Torino. «In questo momento avrei preferito vincere la partita piuttosto che ricevere il premio di Sky quale migliore giocatore in campo». Julio cesar Leon non è tipo da giri di parole. Sorride, come al solito. Si presenta nella zona mista dello stadio Olimpico in giacca e cravatta e dimostra che nonostante la temperatura rigida e l'umidità che la rende ancora più greve non sembra sentire il freddo. «Che brividi vederti senza maglia addosso», lo incalza un giornalista honduregno. «Avevo appena cambiato la maglia con un avversario e poi non sento il clima rigido»è la risposta a base di schiettezza di Leon che tra l'altro è stato uno dei pochi, se non l'unico, a giocare nella partita di ieri sera con la maglietta con le maniche corte. La stessa sincerità che Leon usa anche quando il discorso finisce per cadere su quel primo tempo passato in panchina a guardare i compagni correre e lottare. «Non fa piacere a nessuno finire in panchina, ma è l'allenatore che fa le scelte e da parte mia cerco di dare sempre il massimo in settimana per farmi trovare pronto alla domenica, ogni volta che c'è bisogno». Detto fatto e nonostante davanti a lui ci siano solo 45 minuti di gioco, Julio Cesar riesce a trasformare la ghiacciaia dello stadio Olimpico in un forno bollente nel quale il Torino rischia di cuocere a fuoco neppure tanto lento. «Mi sono fatto trovare pronto nel momento giusto ed ho cercato soprattutto di andare a muovermi negli spazi che mi lasciava la difesa». Offensivo, ma anche «disponibile a sacrificarmi in un assetto difensivo». È così che nasce la prestazione del centroamericano che però davanti alla prova individuale vuole anteporre sempre e comunque gli interessi della squadra. Il pareggio gli sta stretto «anche perché potevamo vincere con maggiore convinzione». Eccolo, appunto, il problema del momento: la convinzione. «Da qualche tempo sembra quasi che la stiamo perdendo» confida Leon che poi ha una toccata e affondo per gli arbitri e per quei falli al limite dell'area di rigore che non gli fischiano «perché tutti pensano che mi butti». E invece ieri sera due occasioni avrebbero potuto essere ghiotte se il signor Rizzoli le avesse ravvisate. «Pazienza» ribatte il diretto interessato. Sicuramente in Honduras hanno seguito la partita e soprattutto sono molto attenti alle prestazioni del loro beniamino. La nazionale chiama, ha bisogno della sua fantasia e della sua verve e non importa se «i federali» stano pensando di naturalizzare un brasiliano: tal Luciano. «Ci sarà spazio anche per lui, per carità» sottolinea Leon che poi puntualizza come ci sia sempre bisogno di gente brava a giocare a pallone. E lui è uno di questi. Finora, con la maglia rossoblù ha realizzato due reti (al Palermo) e spera di continuare la serie nel prossimo futuro. Sempre che Gasperini lo mandi in campo. «Nelle ultime due gare lo avevo visto un po' affaticato - sono state le parole del tecnico genoano - e poi per fortuna posso far giocare altri elementi». Con il Siena, domenica pomeriggio, potrebbe riscattare l'ora del Pibe de Honduras. E il suo sorriso sarà ancora più caldo e intenso. Leon ha fame di gol.

 

IL SECOLO XIX - Le Pagelle. di Giuliano Gnecco. Scarpi è stato il migliore dei rossoblù.Konko cuore del centrocampo genoano. SCARPI 7,5 Rubinho è costretto a gettare la spugna. Così tocca al portiere portafortuna: con lui, fra Udinese e Napoli, sei punti in due partite. Lo chiamano in causa Recoba e Rosina: risponde sempre «presente ». Passa il tempo,ma continua a dare sicurezza alla difesa ogni volta che scende in campo. Poi è straordinario quando in pochi secondi dice no prima aDi Loreto e subito dopo a Ventola, che spara a botta sicura. Il migliore dei rossoblù BEGA 6,5 È provvidenziale quando al 31’ interrompe un fraseggio stretto fra Recoba e Di Michele. Con punte rapide come quelle granata, uno rapido come lui si trova a proprio agio. Talvolta lo stile non è eccelso, tuttavia è sempre efficace e non fa lo schizzinoso se c’è da spazzare alla vecchia maniera. Diffidato, contro il Siena non ci sarà perché squalificato. BOVO 6,5 Fresco ex: a Torino non ha potuto esprimersi almeglio perché tormentato dagli infortuni, e gli è rimasto il rammarico di non aver dimostrato completamente il suo talento in una stagione difficile per i granata. Sulla percussione di Dellafiore al 26’, fa scudo con il corpo per evitare la beffa. Gioca con una serenità invidiabile anche nelle mischie più roventi, e punta – vincendo – sull’anticipo. LUCARELLI 6 Torna permettere i suoi centimetri a disposizione della contraerea sulle torri granata soprattutto nelle palle inattive, anche perché in realtà Novellino sceglie l’attacco dei piccoletti. Si arrangia con il mestiere, e prova anche a far ripartire lamanovra salendo a sinistra permettere inmoto Fabiano. Su angolo di Leon, ha di testa un’enorme occasione per riportare il Grifone in vantaggio,ma arriva in ritardo. ROSSI 6 L’inizio non è incoraggiante: al 9’ si lascia anticipare da Recoba innescando una ripartenza del Toro che non va a segno solo per l’imprecisione di Di Michele nella conclusione. Poi si rinfranca; la sua è una partita giudiziosa, votata soprattutto a dare una mano in fase difensiva.Quando prova l’incursione, spesso i compagni non lo servono, vanificando la discesa sulla fascia. Nella ripresa si propone davanti conmaggior insistenza riuscendo a graffiare. KONKO 7 Ha passaporto francese,ma potrebbe benissimo essere olandese: è unmagnifico interprete del calcio totale. Lo puoimettere in qualsiasi posizione, e non sfiguramai. Stavolta va a fare legna inmezzo, pronto a spingere in fase offensiva. Senza sudditanza alcuna,mostra i canini a nonno Corini.Di testa sfiora anche il palo con Sereni pietrificato. MILANETTO 6,5 Torinese diVenaria, all’Olimpico tocca sempre a lui: con la Juve con la complicità dell’infortunio di Paro, questa volta per la squalifica del compagno. Per lui, a casa, partita speciale: è un Cuore Toro, uno di quelle cresciuti in Maratona e con il mito del Filadelfia anche se le giovanili le ha fatte in bianconero. Inmezzo dirige il traffico mettendo ordine dove si formano ingorghi. FABIANO 7 I bassotti del tridente (solo teorico) granata continuano a incrociarsi e a scambiarsi posizioni per non dare punti di riferimento, così da qui passano Recoba, Di Michele ma soprattutto Rosina: Rosinaldo non la vede quasi mai. Non è ancora quello della passata stagione,ma è in progresso. Lo si vede perché non solo fa bene la fase difensiva,ma sale anche ripetutamente a cercare il cross dal fondo: quello per il gol di Borriello è pennellato (35’ ST SANTOS NG: altri centimetri nel finale; va a fare il centrale di una difesa a quattro con Lucarelli che passa a sinistra). PAPA WAIGO 6 Non giocava giusto da Torino, con la Juve, prima dell’appendicite. Dopo averne saggiato le potenzialità devastanti al Trofeo Spagnolo, Novellino si cautela mettendo dalla sua parte un marcatore centrale puro come Dellafiore.Al 19’ non ha però la freddezza per lasciare il segno quando un errore del suo avversario sul lancio di Bovo lo libera solo davanti al portiere: non trova di meglio che calciare debolmente fra le mani di Sereni. Ha alcuni spunti apprezzabili, però poi non riesce mai a finalizzare. È ancora lontano dall’essere quella pantera della scorsa estate (1’ ST LEON 6,5: al secondo pallone toccato,mette a sedereDellafiore, che deve ancora capire come l’honduregno gli abbia fatto la finta. Tende però troppo ad accentrarsi, invece di restare largo per tenere basso l’avversario. Riesce comunque a dare imprevedibilità con il suo estro senza controllo). BORRIELLO 7 In settimana sembrava che neppure dovesse giocare: l’infortunio di giovedì aveva fatto scattare l’allarme rosso.Non vuole marcare visita, e questo gli fa onore, però si vede che non sta bene ed è condizionato.Gli manca qualcosa anche nello scatto breve, anche se poi comunque va a procurar battaglia con coraggio guerreggiando con due armadi come Natali eDi Loreto. Fino a riuscire a dare la zampata decisiva: la prima in trasferta per festeggiare la centesima presenza in serieA. Sfiora la doppietta di tsta su traversone del solito Fabiano. DI VAIO 6 È fra i più vivaci davanti, e limita pure le percussioni di Comotto, uno che la Maratona ama per il suo temperamento. Ripiega all’occorrenza, ma stavolta fa più la seconda punta. Con un’intuizione da campione, di tacco libera Fabiano a sinistra nell’azione che sblocca il risultato (11’ ST SCULLI 6:mentre a Leon bastano pochiminuti per entrare in partita, lui fatica. Tiene su Comotto,ma tocca pochi palloni, e spesso li tocca male. Poi si ridesta e cresce). TORINO Sereni 6; Comotto 6,5,Natali 6,Di Loreto 6,Dellafiore 7; Rosina 5,5 (35’ st Malonga ng), P. Zanetti 6,5, Corini 6, Lanna 6,5; Recoba 5,5 (6’ st Ventola 6), DiMichele 5 (41 st’Motta n.g.). ARBITRO Rizzoli di Bologna 6,5: i tifosi granata si lamentano molto del suo operato; in realtà non incide sulla partita e dirige senza troppe ombre una partita che – specialmente nella ripresa – non è facilissima.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini amaro Un punto stretto «INGENUI SUL GOL DEL TORO». di Giuliano Gnecco. TORINO. La sensazione è forte: ancora una volta il Genoa ha raccolto meno di quanto ha seminato. Precisazione: il pareggio a Torino va anche bene,ma forse il Grifone poteva tornare a casa con il punteggio pieno. Gian Piero Gasperini ha un sorriso amaro: «Il punto ci sta stretto anche se è buono.C’erano i presupposti per vincere la gara. Complimenti ai ragazzi. C’è da rammaricarsi, anche se quando si pareggia c’è sempre meno rammarico di quando si perde». Il ritornello è sempre il solito: ai punti il Genoa avrebbe vinto, ma il calcio non è pugilato. L’analisi è semplice: come possesso palla e pressione il Grifone è stato superiore ai granata. È spesso riuscito a tenere il Toro nella propria trequarti.Poi? Pericoli reali: quasi zero.Non solo: Borriello è troppo spesso isolato, storia vecchia. PapaWaigo e Di Vaio non gli hanno dato grande sostegno.«Hanno sbagliato molti passaggi – ammette Gasperini – Ma non solo loro. Forse nella costruzione del gioco siamo stati meno lucidi, e troppi appoggi sono stati sbagliati: magari ha contribuito il fatto di giocaredi sera, conun campo scivoloso. Ricordo un due contro uno di Borriello eDi Vaio che poteva essere meglio sfruttato. L’ingresso di Leon ci ha dato una mano: ha fatto alcune partite bene, con la Roma era sembrato un po’ affaticato. Ho preferito schierarlo nel secondo tempo, quando i ritmi si allentavano perdare energia e qualità cercando di vincere la gara». L’OMBRA. Sulla rete di Lanna c’è invece un’ombra: quella di un fallo su Bovo, certamente. Ma anche quella dell’ennesima distrazione difensiva. Gasperini non si nasconde: «Sul fallo non lo so, non l’ho rivisto. Dispiace che la rete sia arrivata su una rimessa laterale, ci siamo fatti trovare un po’ scoperti. Peccato, perché c’eravamo difesi bene». In estrema sintesi: la partita con il Torino conferma vizi e virtù, condensa tutto il bene e tutto il male di questa squadra.Cioè: ha una identità di gioco, pratica un buon calcio, diverte e corre pochi rischi dietro.Però fatica terribilmente a segnare – pur arrivando spesso in zona tiro – e paga pesantemente ogni distrazione difensiva. «Il primo tempo è stato così così – nota il tecnico – Nel secondo tempo siamo stati più pericolosi». Due dati, fondamentalmente, si possono trarre dalla trasferta all’Olimpico, ed entrambi sono positivi. Intanto Fabiano: ha imboccatola strada giusta, sta tornando ad essere il giocatore determinante della scorsa stagione.Ha fatto bene la fase difensiva, pur alternandosi dalla sua parte avversari rognosetti, e ha anche spinto parecchio, con cross tesi e precisi che sono la specialità della casa: quello per il gol di Borriello è la ciliegina. IL TUTTOFARE. Poi c’è Konko, che si è confermato ad alti livelli anche in mediana. È un giocatore ormai universale: difensore, esterno o in mezzo, è sempre una garanzia. «Sa fare un po’ di tutto – conferma Gasperini –Ha energia, corsa, è molto duttile. Prima o poi dovrà specializzarsi ». Per ora è un jolly preziosissimo. Altro dato da non sottovalutare, sebbene sia solo temporale: è finito il novembre nero. «Su questa storia di novembre c’è poco da scherzare – confida Gasperini – Io non sono scaramantico, però a questo punto mi viene da pensare che se avessimo giocato il 30 novembre magari questa partita l’avremmo persa». Per la cronaca: dicembre, con gennaio, è uno dei mesi più favorevoli di Gasperini. Sottinteso: con Siena, Empoli e Parma, da qui a Natale, servono non meno di sette punti. Se sono nove, tanto meglio. Anche per alzare la media del mese.

 

LA REPUBBLICA - Genoa a due volti, brilla Leon. Rossoblù in vantaggio con Borriello, subiscono il pareggio del Torino, partita in bilico sino all´ultimo Partenza fiacca, Sculli e l´honduregno cambiano il match Un punto prezioso che può dare fiducia in vista di un ciclo di partite più abbordabili. di gessi Adamoli. TORINO - Dopo due soli punti in sei partite, era soprattutto importante non perdere. Perché ci sarà tempo per sfatare la maledizione. Perché a Torino contro la squadra granata il Genoa non vince dal campionato di guerra 1940-41, perfino ai tempi di Bagnoli furono due sconfitte con addirittura complessivamente nove gol al passivo. Quella tra Novellino e Gasperini è una sfida mancata sotto la Lanterna, il loro avrebbe dovuto essere un derby. Sono due tecnici integralisti che, neppure davanti all´oggettivo momento di difficoltà delle rispettive squadre, rinunciano ai propri convincimenti tattici. Così Monzon propone il suo suo classico 4-4-2, adattandolo alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. L´agognato Recoba, in maschera per proteggere la mandibola dopo l´operazione ai denti, a lungo inutilmente inseguito ai tempi della Samp, gioca di punta insieme a Di Michele e allora Rosina si sistema sulla linea dei centrocampisti (primo da destra). Gasperini risponde con il suo tradizionale 3-4-3. Mancano gli squalificati Paro, Juric e Danilo e per sua scelta il tecnico genoano inizialmente rinuncia anche a Leon e Sculli, rilanciando come titolari Di Vaio e Papa Waigo, reduce dall´operazione di appendicite. Non c´è nemmeno Rubinho, bloccato dal torcicollo e in porta va Scarpi. Il cuore della Curva Maratona è deserto, restano fuori dallo stadio gli ultras granata per protesta contro le norme antiviolenza. Vietata la trasferta organizzata, 500 tifosi del Genoa hanno comunque raggiunto Torino con mezzi propri, hanno fatto la coda ai botteghini dello stadio e sono entrati all´Olimpico mischiati ai «fratelli» granata. La prima occasione è per il Toro dopo 9´. Rossi perde banalmente una palla a centrocampo e innesca il micidiale contropiede granata, Rosina smarca Di Michele che colpisce al volo di controbalzo, sbagliando però clamorosamente la mira. Il Genoa fa possesso palla, ma non riesce a proporsi al tiro. E quando (18´) un clamoroso errore di Dellafiore libera a Papa Waigo una corsia preferenziale verso la porta di Sereni, l´attaccante sengalese non ne approfitta, tirando centralmente a mezz´altezza, favorendo la presa sicura del portiere granata. Dopo mezz´ora tocca a Di Michele arretrare sulla linea dei centrocampisti con Rosina spostato in avanti. Novellino si sforza di trovare una convivenza tra i suoi tre "tenores" (finirà per sostituirli tutti e tre), ma senza rinunciare all´adorato 4-4-2. E´ solo una prova, la musica non cambia e presto Rosina e Di Michele si riscambiano la posizione. Per convivere i tre fantasisti granata avrebbero bisogno che la squadra giocasse palla a terra e invece quella del Toro è una partita a tamburello. Nel secondo tempo entra Leon per Papa Waigo e l´honduregno mette subito la sua impronta sul match. Di tacco smarca Fabiano che ha un´autostrada sulla sinistra: cross teso al centro e in spaccata Boriello è pronto all´appuntamento con il gol (2´). Novellino rinuncia a Recoba, dentro Ventola. All´11´ il pareggio, propiziato proprio dal nuovo entrato. Lanna, che si aggiusta la palla con una mano, dà a Ventola, tiro respinto da Scarpi, riprenda Lanna che mette in rete a porta vuota. Al 20´ una palla inattiva rischia nuovamente di essere letale per la retroguardia genoana: sul secondo palo sbuca Di Michele che fa da sponda per Ventola, Scarpi però riesce a sventare la minaccia. Ma il Genoa risponde costruendosi due occasioni da gol. Al 21´ Konko, su punizione dalla destra di Rossi, di testa sfiora il palo con Sereni di sasso. E alla mezz´ora sul corner di Leon, Lucarelli non arriva alla deviazione anche perché messo fuori tempo da una leggera deviazione di Borriello che aveva a sua volta tentato di impattare il pallone senza riuscirci. L´ultima occasione è però per il Toro ed è miracoloso Scarpi sulla conclusione da distanza ravvicinata di Dellafiore.

LA REPUBBLICA - Scarpi decisivo Bega salta il Siena. di Gessi Adamoli. Bovo dietro non sbaglia nulla Papa Waigo spreca una chance molto buona. Scarpi 7: molto sicuro e almeno un paio di volte provvidenziale, miracoloso all´87 sulla conclusione da distanza ravvicinata di Dellafiore. Bega 6,5: attento e reattivo, ammonito salterà il match con il Siena. Bovo 7: è il regista del reparto arretrato rossoblù, non sbaglia nulla. Lucarelli 6: ruvido nel disimpegno, va vicinissimo al gol. Rossi 6,5: un solo errore (poteva però costare caro) in una partita di grande intesità e anche di acume tattico. Konko 7: straordinario, è dappertutto, pressa e riparte, va anche vicinissimo al gol. Milanetto 6: regista ad andamento lento ma che però non spreca mai la palla. Fabiano 6: non soffre più di tanto Rosina e confeziona l´assist per Borriello. Dal 35´ st Santos sv. Papa Waigo 5,5: buono il lavoro a sostegno dei centrocampisti, ma spreca l´unica occasione del Genoa nei primi 45´ calciando in bocca a Sereni. Dal 1´ st Leon 6,5: entra ed è subito protagonista, dando il là di tacco all´azione che porta al gol di Borriello. Borriello 7: là davanti lotta spesso da solo, in mezzo a due giganti come Natali e Di Loreto e quando gli capita la palla buona non perdona e centra il settimo centro personale. Di Vaio 6: più tonico rispetto alle ultime prestazioni, si sacrifica. Dall´11´ st Sculli 6: entra subito in partita con la consueta grande generosità. Ormai non è più un attaccante ma un mediano a tutto campo.

LA STAMPA - Il Toro non brilla: 1-1 contro il Genoa. LA SQUADRA DI NOVELLINO NON RIESCE A VINCERE, TIFOSI SPAZIENTITI. Un Toro da fischi. Altro pari interno dei granata fermati dal Genoa. Steccano i "tre tenori": il pareggio è di Lanna. Succede tutto nel secondo tempo: Grifoni in vantaggio con Borriello,poi il pari di Lanna. Delude Recoba. TORINO Non c’è svolta, per il Toro. Nemmeno schierando per la prima volta dal via il suo trio meraviglia Rosina-Recoba-Di Michele, Novellino trova la vittoria che cerca invano dal 27 ottobre. Pareggiano ancora, i granata. Uno a uno con il Genoa, in rimonta: nona «ics» su 14 giornate, in un campionato finora più che da formica da squadra senza identità, senza guizzi. Anche, se non soprattutto, senza lucidità sotto rete. Problema vecchio, per il Toro. Ieri ha creato più del solito ma, dall’erroraccio di Di Michele in apertura alla palla non sfruttata da Lanna in chiusura a due passi da Scarpi, alla fine ha portato a casa un golletto appena sufficiente a impattare al volo la rete firmata in apertura di ripresa da Borriello. E il fatto che l’1-1 di Lanna sia arrivato subito dopo l’ingresso di Ventola, una punta vera al posto di Recoba, non è da ritenersi casuale. Quei tre là davanti si sono cercati quanto hanno potuto, hanno creato grattacapi a Scarpi ma hanno pure peccato d’egoismo, hanno costretto il resto della squadra a un superlavoro. Da rivedere, insomma, la Formula 3 granata. Intanto, però, il tempo passa e le occasioni per fare il salto di qualità diminuiscono. Contro il Genoa di ieri, aggiustato nella ripresa dall’innesto di Leon, poteva essere quella buona. Dallo spumeggiante 4-4 del Trofeo Spagnolo agostano, in effetti, sono passati nemmeno 4 mesi ma sembra un’eternità. Quello di Marassi era stato uno dei primissimi collaudi stagionali per squadre piene di entusiasmo e di ambizioni, questo dell’Olimpico è stato uno spareggio fra chi dal terzo iniziale di campionato ha ricavato molto meno di quanto sperava. Novellino e Gasperini si sono ormai abituati a convivere con l’emergenza, ieri sera causata soprattutto dalle squalifiche concentrate a centrocampo: Barone e Grella da una parte; Paro, Juric e Danilo dall’altra. Per il Grifone, poi, c’è anche il ko di Rubinho, portiere rimpiazzato da Scarpi. Per il Toro, invece, c’è la 14ª formazione diversa su 14 giornate, la più impronosticabile: Novellino, alla 600ª panchina in carriera, schiera tre centrali di difesa e, davanti, i tre che le gente granata sognava da inizio stagione, ma il risultato sul campo è un 4-4-2 con Dellafiore spostato sulla fascia sinistra, con Lanna davanti a lui a tamponare le temute percussioni di Rossi e Papa Waigo e con Rosina e Di Michele chiamati a turno a sacrificarsi in copertura. Il Toro che nessuno si aspetta, in effetti, fa meglio per tutto il primo tempo di un Genoa slegato, impreciso e con Konko, uomo di fascia, in evidente disagio da centrale di centrocampo. La difesa granata butta troppi palloni avanti alla rinfusa, dalle fasce piovono a volte cross per la punta che non c’è, ma quando il Toro riesce a partire in velocità fa male. Gli capita al 9’, quando Recoba innesca Rosina, bravo a pescare Di Michele solo in area. La volée mancina dell’ex palermitano è da dimenticare. Recoba prova a fare il fenomeno da metà campo, ma Scarpi è pronto; il Chino e Rosina lanciano missili da lontano, invano; Dellafiore va in percussione finché Bovo non gli dice no con una scivolata in extremis. Toro caparbio ma sterile, tanto per cambiare. Sempre meglio del Genoa, che nemmeno ci prova. Non fosse per un buco di Dellafiore che offre a Papa Waigo una palla d’oro, malamente sciupata, il Grifone non farebbe un tiro in porta. Il primo vero, dopo 2’ della ripresa, però vale il gol. Fabiano, a sinistra, fa la prima cosa buona della sua serata e mette in mezzo per Borriello, bravo a infilarsi fra i centrali granata e a festeggiare la sua 100ª in serie A. Toro sotto, con Recoba da un po’ ormai ai margini del gioco. Novellino lo toglie al 6’ e Ventola, il subentrato, al 10’ si fa subito sentire con il tiro che finirebbe dentro anche senza l’ultimo tocco di Lanna. Ci mettono il cuore, adesso i novelliniani, alla ricerca della svolta che non arriva. Si scoprono rischiando, ma sfiorano due volte almeno il gol del 2-1: Di Loreto al 21’ e Lanna al 43’ trovano Scarpi sempre al posto giusto. Finisce senza nessuno dei suoi tre uomini-fantasia, il Toro. Fuori anche Rosina e Di Michele. Ma resta 1-1, tra i fischi di parte del pubblico. E guardando avanti, al trittico prenatalizio che parla di Inter, Roma e Napoli in arrivo, c’è poco da stare allegri in casa granata. Meglio il Genoa, che pure non vince dal 7 ottobre: avrà Siena, Empoli e Parma. Sulla carta, trampolini mica male per rilanciarsi.

 

LA STAMPA - LE PAGELLE di Torino-Genoa. TORINO Sereni 6 INCOLPEVOLE. L'ultimo a bucarlo in casa era stato Trezeguet, due mesi fa. Comotto 6 BIFRONTE. La maglia del Centenario addosso gli fa un bell?effetto: per 45, assatanati. Poi, la ripresa è sofferenza, a partire dal gol che arriva dalla sua parte.Borriello, al primo tentativo, gli blocca la serie. Natali 5,5 INDECISO. Rilanci un po a casaccio, problemi su Borriello e Co. nella ripresa. Di Loreto 5,5 INTERMITTENTE. Sfiora il 2-1. Prima, però, affanni dietro. Dellafiore 6,5 TRASFORMISTA. Trasloca dal centro a sinistra, ma la qualità delle sue prove resta alta. Al netto del liscio che smarca presto Papa Waigo davanti a Sereni, è pressoché impeccabile. Rosina 5,5 SACRIFICATO. L'inedito modulo lo obbliga soprattutto in avvio a compiti di copertura. Si accende raramente, specie nella ripresa. Corini 5,5 SPENTO. Non ha attaccanti da lanciare. Lui, però, si complica da solo la vita con tentennamenti e troppe amnesie. Zanetti 6 COMBATTIVO. Presto ammonito e unico vero incontrista granata, offre un sacco di quantità. Per la qualità, ripassare. Lanna 6 SBLOCCATO. Si prende il gol che sarebbe stato di Ventola, prima sua vera gioia in granata di una stagione fin qui molto difficile. Gioca più avanti e, dopo un avvio complicato, fa meglio del solito avvicinando persino il 2-1. Recoba 6 LIMITATO. Dalla maschera ricordo dell'operazione alla mandibola e dalla forma così così. Sbaglia per troppo egoismo, ma nel 1° tempo è il granata più pericoloso. Ventola 6,5 INCISIVO. Dal 6' st al posto di Recoba: la punta che mancava. Incide subito. Di Michele 5,5 SPRECONE. Sulla coscienza ha il peccato originale di quel gol sbagliato dopo appena 9' (dal 41' st Motta sv). GENOA. SCARPI 6,5 - Attento. BEGA 6 - Diffidato. Bovo 6,5 - Sicuro. LUCARELLI 5,5 - Sfondato. ROSSI 6 - Ordinato. KONKO 5,5 - Sballato. Milanetto 6,5 - Tenace. FABIANO 5,5 - ASSENTE (dal 37' st Santos sv). PAPA WAIGO 5 - Specone (dal 1' st Leon 6,5 uno spauracchio per il Toro). BORRIELLO 6,5 - Ballerino. DI VAIO 6 - Pericoloso (dall'11' st Sculli 5,5 si sbatte ma combina poco).

 

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