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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 36' Milanetto Triestina: G.Rossi, Pivotto, Abruzzese (85' Rupolo), Lima, Pesaresi, Rossetti (64' Eliakwu), Allegretti, Gorgone (36' Piovaccari) Testini, Graffiedi, Marchini. Allenatore: Agostinelli. Genoa: Rubinho, Bega, De Rosa, Criscito, Stellini Juric, Milanetto, Coppola, Adailton, Tavares (53' Greco), Botta (05' Zeytulaevn), (69' Aurelio). All: Gasperini. Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Espulso: 87' Stellini. Spettatori: 7.150.
CORRIERE DELLO SPORT - Basta una punizione di Milanetto. Triestina, è crisi. Anche il Genoa in vetta. di Mauro Farci. TRIESTE. Basta una punizione di Milanetto nel primo tempo per regalare al Genoa la terza vittoria consecutiva e soprattutto il primato in classifica. Per la Triestina invece si aprono le porte di una crisi con il terzo rovescio consecutivo. Un Genoa prudente che rinuncia al tridente con Stellini al posto di Greco mentre in porta Rubinho viene preferito a Barasso. Agostinelli invece, viste le assenze di Kyriazis e Mignani, rispolvera Abruzzese al centro della difesa e soprattutto ridisegna la squadra con un centrocampo più rinforzato e con il solo Graffiedi in attacco.E' una Triestina intraprendente che non si limita a controllare il gioco avversario ma prova anche ad affondare i colpi con un paio di conclusioni di Rossetti. Ma al 36' il Genoa non perdona e passa in vantaggio con Milanetto abile a trasformare una punizione dal limite. Nella ripresa il Genoa cerca soprattutto di amministrare il vantaggio, gran possesso di palla e molta attenzione in fase difensiva oltre ad un paio di velenose punizioni di Adailton. La Triestina naturalmente ci prova con generosità ma Rubinho si supera prima su Piovaccari quindi su Eliakwu. Nel minuti finali il Genoa resta in dieci per l'espulsione di Stellini , la Triestina recrimina per fallo di mano in area di Juric allo scadere. TRIESTINA (4-5-1): Rossi 5,5; Pivotto 5,5, Lima 6,5, Abruzzese 6 (43' st Ruopolo ng), Pesaresi 6; Marchini 5 , Rossetti 6 (20' st Eliakwu 6), Allegretti 6, Gorgone 6 (37' pt Piovaccari 6), Testini 5,5 ; Graffiedi 6. A disp. Dei, Groppi, Azizou, Briano. Allenatore: Agostinelli 6 Fuorigioco fatti: 2 Falli commessi: 25. GENOA (4-4-2): Rubinho 7; Bega 6,5, De Rosa 6, Stellini 6; Coppola 6, Milanetto 6,5, Juric 6, Criscito 6; Botta ng (7' pt Zeytulaev 6 25' st Aurelio ng); Tavares 6 (8' st Greco 6), Adailton 6. A disp. Barasso, Borghese, Biasi, Lopez. All. Gasperini 6,5 Fuorigioco fatti: 3 Falli Commessi: 24 Arbitro: Ayroldi N. di Molfetta 5,5 Guardalinee: Buonocore, De Luca Quarto uomo: Peruzzo MARCATORI: 36' pt Milanetto (Ge) ESPULSO: 41' st Stellini gioco falloso AMMONITI: Rossetti, Marchini (Tr) Zeytulaev (Ge) gioco falloso, Coppola, Adailton (Ge) gioco non regolamentare NOTE: spettatori 7000 circa di cui 5233 abbonati. Angoli 6-1 per la Triestina.. Recuperi: 3' pt; 5' st.
TUTTOSPORT - Genoa primo con Milanetto. Terza vittoria consecutiva dei rossoblù che sbancano il Rocco su punizione. La Triestina nella ripresa gioca nella metà campo avversaria, ma non trova il pari. di Giovanni Tosco. TRIESTE. Il Genoa più concreto della stagione conquista la terza vittoria consecutiva e riassapora il piacere del primato in classifica, sia pure in coabitazione e con una partita in più rispetto alla Juventus. A decidere è stata una punizione realizzata da Omar Milanetto al 37’ del primo tempo: alla Triestina non è bastata la rabbia con cui si è gettata in avanti dopo l’intervallo per evitare la terza sconfitta di fila, seconda in quattro giorni davanti ai propri tifosi. Gasperini ha scelto di sorprendere: inserendo Rubinho al posto di Barasso, escludendo Greco e rinunciando all’amato 3- 4- 3 per un 4- 3- 2- 1 inedito e più accorto che, nella ripresa, si è trasformato in una sorta di fortino con Juric sulla linea dei difensori. Ha avuto ragione su tutta la linea, il tecnico, perché il brasiliano è stato il migliore con almeno quattro parate determinanti e perché i rossoblù, pur soffrendo, sono riusciti a non subire gol dopo undici partite, tra campionato e Coppa Italia. Sarà interessante ora capire cosa succederà sul mercato, visto che il Genoa è dichiaratamente alla ricerca di un portiere ( Sorrentino o Pegolo). Agostinelli è partito con un sistema di gioco prudente, un 4- 5- 1 nel quale Graffiedi era l’unica punta. L’andamento della gara l’ha costretto a modificarlo: con Piovaccari è passato al 4- 4- 2, con Eliakwu al 4- 3- 3, con Ruopolo ha tentato il tutto per tutto, senza fortuna. Nel primo tempo il Genoa - che dopo appena sette minuti ha dovuto sostituire Botta con Zeytulaev - ha tenuto il controllo dell’iniziativa senza riuscire a rendersi pericoloso fino all’episodio decisivo, propiziato da un fallo di Abruzzese su Tavares al limite dell’area: Rossi si aspettava forse l’esecuzione di Adailton sulla sua sinistra e così non ha saputo opporsi al tocco vellutato di Milanetto sull’altro palo. Rubinho è dovuto intervenire su un colpo di testa ravvicinato di Marchini ( 22’) e su un malaccorto tocco in spaccata di Stellini (43’), ma è stato nella ripresa che il sudamericano si è esaltato, uscendo con tempestività su Piovaccari e ribattendo una secca conclusione di Eliakwu nel giro di tre minuti. Generosa ma non sempre lucida, la Triestina ha chiuso il Genoa nella propria metacampo, rischiando pochissimo in contropiede. Tuttavia, la determinazione e le mosse di Agostinelli non sono state sufficienti ad agguantare almeno un punto che, dal punto di vista psicologico, sarebbe stato preziosissimo in vista della trasferta di sabato a Crotone.
TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Giovanni Tosco. Rubinho è 4 volte decisivo. TRIESTINA. Rossi 5.5: sorpreso dalla punizione di Milanetto. Pivotto 6: presidia bene la zona di competenza. Abruzzese 6: efficace, ma commette il fallo da cui ha origine il gol. Lima 6.5: tempestivo nelle chiusure. Pesaresi 6: contiene Adailton, impreciso nelle ripartenze. Marchini 6.5: impegna Rubinho di testa al 22’ pt. Spinge con decisione nella ripresa. Rossetti 5.5: funziona a corrente alternata. Eliakwu (20’ st) 6: impegna Rubinho. Allegretti 6: prova a limitare la creatività di Milanetto. Gorgone 6: tatticamente disciplinato, esce per un infortunio. Piovaccari (39’ pt) 6.5: di testa sfiora la traversa, di piede costringe Rubinho a un’uscita coraggiosa. Testini 6: rapido ma discontinuo. Graffiedi 5: non trova il modo di rendersi pericoloso. Allenatore: Agostinelli 6: sceglie un atteggiamento prudente che la gara gli impone di modificare. Nella ripresa la Triestina cresce, ma non basta. GENOA. Rubinho 7: schierato a sorpresa, compie almeno quattro interventi decisivi. Bega 6: nel pt soffre Testini. De Rosa 6.5: sempre puntuale. Stellini 6: concreto, con una sbavatura alla quale rimedia Rubinho. Espulso per una manata Graffiedi e viene espulso. Criscito 6: una sola incertezza senza conseguenze. Coppola 6: recupera palloni. Milanetto 7: dirige il gioco con la solita sicurezza. Firma su punizione la rete dell’1-0. Juric 6.5: prova di sostanza. Adailton 6: un paio di punizioni pericolose, apprezzabile in copertura. Botta ng: un guaio muscolare lo costringe a uscire. Zeytulaev (7’ pt) 6: sacrificio e un’evitabile ammonizione. Esce dolorante. Aurelio (25’ st) ng. Tavares 5.5: controllato con bravura dai centrali della Triestina, guadagna la punizione che porta al gol. Greco (8’ st) 6: aiuta a proteggere il vantaggio. Allenatore: Gasperini 6.5: abbandona il 3-4 3 per un 4-3-2-1 concreto e vincente. Arbitro. Ayroldi 6.5: dirige bene una partita non difficile.
IL SECOLO XIX - Genoa il vento della vetta. Terzo successo consecutivo, poker in trasferta. Una magia di Milanetto su punizione vale la vittoria nella bora di Trieste. di Marcello Zinola. Trieste. Genoa camaleonte. Scende nell'igloo di Trieste, vola ad ali spiegate sulle folate di bora che spazzano il campo, cambia la carta dei vini, lascia le bollicine in frigo e stappa una bella bottiglia di rosso, di quelli spessi che scaldano. Sornione il Grifone del primo tempo, che vola in vetta, anche se il suo nido è da condividere con Juventus, Bologna e Napoli. Il Genoa costruisce il suo poker di vittorie in trasferta sull'asse padano veneto (Brescia, Vicenza, Treviso, Trieste). Questa è la vittoria consecutiva numero tre. L'impennata dopo il momento difficile. Il colpo d'ali che ridà il senso voluto al campionato in un momento importantissimo. Stavolta è Omar Milanetto a calare la carta decisiva. Vola il tappo. Poi, i Gasperini Boys sono bravi a tener botta nella ripresa, quando la Triestina cerca l'affondo per riequilibrare un risultato che significa consacrazione di una crisi. Il Grifone è concreto. Non disdegna anche qualche rinvio che un tempo si sarebbe detto alla "viva il parroco" e che i neologismi del calcio d'oggi definiscono come "alleggerimento della pressione offensiva". Quel che conta è la sostanza, ovvero tenere la palla lontana. Come nel finale, quando Stellini viene espulso all'87'. Nella campagna del poker lombardo-veneto non sempre si può utilizzare il fioretto. La prima sorpresa nel gelo del Nereo Rocco è il brasiliano Rubinho che assaggia il freddo del nord-est con Barasso che va in panca. Manca anche Greco che non viene rischiato per i postumi della botta alla testa del perone subita nel finale della gara con il Frosinone. Entrerà nella ripresa al posto di Tavares. Gioca quindi Stellini. Le scelte tattiche di Gasperini vengono "forzate" dopo appena cinque minuti quando Botta (probabile stiramento dopo un contatto con Lima) deve uscire con l'ingresso di Zeytulaiev. Rispetto alla gara con il Frosinone, Gasperini alza una linea difensiva con Bega, De Rosa, Criscito, Stellini al cospetto del pacchetto avanzato dei giuliani, che presentano Graffiedi, Marchini e Testini. Dall'altra parte Gorgone e Rossetti cercano di contenere Milanetto e Coppola, con Allegretti perno (però spesso impreciso e fumoso) e Pesaresi a spingere. Zeytulaev pendola tra centrocampo e attacco e dice la sua, ma si becca un'ammonizione per un fallaccio al 20' venendo graziato al 47' per una clamorosa trattenuta su Pivotto che stava per ripartire su un pericoloso contropiede. Esce, per Aurelio, al 78', dopo avere alternato cose buone a errori banali. Tavares e Adailton, quando si incrociano e si trovano, fanno male. Come al 36' quando Tavares viene fermato con un fallo al limite dell'area. Batte Milanetto, praticamente senza rincorsa, dopo un conciliabolo con Adailton: Rossi è sorpreso, ed è 1-0. Il gol premia la concretezza genoana della prima mezz'ora, durante la quale i rossoblù fanno gioco, ogni tanto anche un po' di torello. In questa fase i Gasperini Boys nascondono le bollicine dello spumante a favore dello spessore di un solido nero friuliano (tipo Clinto, quello che ti lascia i "baffi" quando si beve) e tiene la partita in mano. La Triestina schierata da Agostinelli appare un po' contratta nella prima frazione di gioco, più determinata nella ripresa con l'ingresso di Piovaccari, ma con molte difficoltà nella finalizzazione del gioco all'altezza dei sedici metri. Qualcosa in più combinerà poi da metà ripresa con l'ingresso di Eliakwu. In avvio c'erano state tre buone azioni rossoblù: al 2', 10' e 11' con Criscito, Adailton (sfiora la rete su punizione deviata in corner) e De Rosa mentre gli alabardati ci avevano provato (botta a filo di traversa con Rossetti). E occasione per i giuliani al 23' con un tiro cross di Rossetti che si impenna e costringe Rubinho a smanacciare su traversa e corner. Subìto il gol e inserito Piovaccari al posto di Gorgone (botta a uno zigomo), aumenta il peso dell'attacco. La Triestina ha avuto la prima vera occasione da gol su una deviazione di Stellini, che sfrutta un cross di Allegretti. Rubinho dimostra di non patire il freddo e respinge il quasi autogol, salvando il vantaggio. Come al 72' e al 74' quando esce prima sui piedi di Piovaccari e poi su Allegretti. Quindi esce con tempo perfetto ancora su Piovaccari in presa alta. Adailton costringe Rossi a volare sul palo alla sua destra per sventare una punizione velenosa e poi a un quasi clamoroso autogol sempre su punizione. Il finale è caldo, bollente, nonostante la bora gelida. Su un cross di Testini, che la difesa del Genoa respinge, i padroni di casa chiedono il rigore per tocco di braccio di Adailton. E' un assalto: Rubinho esce, sventa e resta a terra. L'arbitro Ayroldi raccoglie qualcosa, forse una monetina piovuta dagli spalti. Ancora qualche brivido. Poi, tre fischi dell'arbitro. E' la fine, il Genoa torna al comando.
IL SECOLO XIX - Rubinho esame ok senza saudade. IL PERSONAGGIO «Io amo Genova». Il tecnico frena: prima di cedere, bisogna valutare. di Marcello Zinola. Trieste. Ebbé il personaggio è lui. Rubens Fernando Rubinho, già Under 21 nella nazionale brasiliana. Nero dal freddo: «Non ho mai giocato con un freddo così, non sentivo più i piedi e a un certo punto non capivo nemmeno più come e dove prendevo la palla quando calciavo». È il personaggio per la buona prestazione, ma anche perché nel tormentone dei portieri rileva Barasso e Gasperini dice di lui che è un «buon ragazzo e un buon portiere» e che «non bisogna dare troppe sentenze. Rubinho non aveva giocato molto ed era da valutare... Prima di dare via qualcuno bisogna valutare sempre». Gasperini è uomo di mondo e sa farsi capire. Tradotto: Barasso non ha giocato per scelta tecnica. Per Rubinho la pagella prenatalizia è buona. Allora, Rubinho, quando ha saputo che avrebbe giocato? «Ooohh il mister mi ha detto che avrei giocato poco prima della partita e mi ha detto di stare tranquillo, di fare quello che sapevo e che potevo». Parla con "coccina" brasiliana, quasi sottovoce. Quasi con un po' di timidezza, ma il sussidiario del come "si fa" dopo una partita da protagonista lo conosce bene. Sull'ultimo corner per la Triestina c'era forse un fallo di mano di Adailton? «Scusa, ma non ho proprio visto». Allora palla al tema centrale. Con Barasso come vivete questo antagonismo per il posto? «Non c'è niente di sbagliato tra di noi, lavoriamo ogni giorno, l'allenatore parla sempre con chiarezza e non ci può essere qualcosa di sbagliato. Siamo tranquilli». Però siete in concorrenza. «Normale, ma non c'è concorrenza sbagliata». E su questo si potrebbe sottoscrivere: no, non siamo nell'ambito dei concetti da diplomazia calcistica, in quel settore dialettico dove le frasi fatte abbondano e la sostanza molto meno. Per dirla ttutta: l'abbraccio di Barasso al compagno-rivale, pochi istanti dopo il fischio finale, qualcosa vorrà pur dire, no? Comunque ha giocato lei. E stasera si è guadagnato il posto: due ottime uscite a terra, un'altra parata sul suo palo destro, un'uscita alta sicura. «Sì, tutti mi sono venuti a dire bravo alla fine e a darmi dei colpetti in testa. Mi hanno abbracciato. Tutti sanno che io amo giocare a Genova e in Italia». Una paratona anche sul quasi autogol di Stellini. «Sì, ma non so chi ha deviato, io ho visto solo la palla». Quando si è fatto male in uscita, in campo è volata una monetina, un accendino? L'arbitro si è messo qualcosa in tasca. «Non so, io sentivo male e ho chiesto aiuto, non era stata una botta come quella di Modena, ma sai...». Per un brasiliano un bell'impatto con il freddo. «Oh sì, avevo giocato una volta con la Under 21 brasiliana a Tolone e c'era molto freddo, ma come questa sera mai. Non sentivo più i piedi, quando calciavo non riuscivo a capire con che parte prendevo il pallone e come lo prendevo, terribile». Ma ne è valsa la pena.
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE. di Giovanni Ciolina. RUBINHO 7 L'avvio è scontatamente timoroso dopo tanta panchina: calcia male un appoggio della difesa. Il brasiliano si riprende subito. Esce con sicurezza su un campanile dalla fascia che mai come in queste occasioni scende con il ghiaccio attaccato. E quindi di per sé difficile. Poi è pronto su una deviazione di testa di Rossetti, ma soprattutto respinge d'istinto una deviazione volante di Stellini che sotto pressione di Graffiedi rischia un clamoroso autogol. Ripresa di gran lavoro ma Rubinho c'è. S'immola in uscita su Piovaccari e il pubblico di casa lo becca. BEGA 6 Agisce dalle parti di Testini e Pesaresi e non gli viene richiesta una prestazione super. Ciccio si limita all'ordinaria amministrazione, senza dimenticare qualche apparizione offensiva. Cresce alla distanza quando c'è da andare con la roncola. Da quando è rientrato in formazione anche la difesa ci guadagna. Finisce in mezzo alla battaglia. DE ROSA 6,5 Sfiora il gol in avvio e si dispera. Poi si piazza in trincea e alza una barricata invalicabile per gli avversari. Neppure l'ingresso di Piovaccari cambia gli equilibri. Nel momento in cui il lavoro cresce e l'area si affolla Gaetano si fa trovare presente. CRISCITO 6 Diligente e preciso. Lascia i luccichii a tempi migliori e soprattutto quando clima e avversario lo consentono. Nell'igloo triestino bisogna scaldarsi e portare a casa punti. Serve attenzione e decisione. Lui li mette entrambi. Nella ripresa concede una palla alta a Piovaccari che rischia il pareggio. STELLINI 6 Comincia a sinistra nella difesa a quattro per poi passare a fianco di De Rosa al centro e lasciare la fascia a Criscito. Battaglia con Graffiedi e con chiunque passi da quelle parti. Di testa ci dà quasi sempre lui. Fatica nella ripresa quando Graffiedi lo porta a girovagare sulla fascia e proprio in una di queste situazioni viene espulso. JURIC 7 Tenaglia non molla un pallone e la fascia sinistra diventa di sua esclusiva proprietà. Cresce gara dopo gara e il suo peso, nonostante paghi chili e centimetri al diretto concorrente, diventa un macigno. La sua presenza si nota ancora di più nella ripresa quando ovunque ti giri vedi quella chioma nera rincorrere tutto e tutti. Chissà se si ferma anche al rientro negli spogliatoi. Un gigante. MILANETTO 7 Dipinge una traettoria perfetta dai 25 metri. Gegè Rossi si aspetta la botta di Adailton e invece il sigillo arriva da Omar the Hannibal. Una traettoria sulla quale il portiere non accenna neppure la parata. E Omar entra nella hall of fame dei marcatori con il numero undici. Ma oltre al gol l'ex bresciano è il vero cuore e motore rossoblù. Argina, pressa, si fa vedere dai compagni e dispensa palloni a destra e sinistra. Il primo tempo rasenta la perfezione, pensando che è alla seconda gara in tre giorni dopo un'assenza di oltre un mese. Cala, ovviamente, nella ripresa. COPPOLA 6 Il solito Piranha. Non molla mai in quella che minuto dopo minuto assume i contorni della sua partita ideale: una battaglia. Comincia con Gorgone e poi finisce con Rossetti a girare dalle sue parti. Per entrambi razione di corsa. E nel secondo tempo di sofferenza si mette in mezzo e leda di santa ragione. ADAILTON 6,5 Ha il compito di far alzare la squadra sfruttando le sue qualità tecniche. Ci riesce spesso e volentieri. Con il suo sinistro prova a fare magie e sfiora il palo dalla distanza. Questa volta la gioia è di Milanetto. Ripresa di grande sacrificio, con il brasiliano che da punta si trasforma spesso e volentieri in difensore aggiunto. Preziosissimo. DIOGO TAVARES 6 Si muove molto su tutto il fronte offensivo, ma alla quantità non sempre corrisponde la qualità. Anche perché spesso finisce nella morsa di Abruzzese e Lima. Sbaglia alcuni appoggi facili facili, ma non è facile giocare in queste condizioni. Gasperini gli chiede tanto sacrificio e oltre agli spazi un pressing offensivo alto in grado di bloccare sul nascere le ripartenze giuliane. Non è un peso massimo, ma sai procura la punizione dal limite sulla quale Milanetto sblocca la partita. (GRECO 6: fatica ad entrare in partita e non riesce a tenere alta la squadra. Si dedica al sacrificio quando Gasperini lo trasferisce sulla fascia). BOTTA sv Cinque minuti nella ghiacciaia del Rocco mettono fuori gioco il rossoblù. In un contrasto con Pivotto sulla fascia sinistra Stefano sente una fitta alla coscia e chiede subito il cambio. Meglio non rischiare aggravamenti di un eventuale guaio muscolare. Peccato, perché su quella fascia, avanzato nel tridente, Botta aveva dimostrato di poter mettere in difficoltà il fenicottero Pivotto. (dal 5' pt ZEYTULAEV 5,5: entra subito in partita anche perché per lui il freddo non sembra essere un problema. Con Bega è l'unico rossoblù a maniche corte e dopo cinque minuti si procura la prima punizione dal limite. Qualche errore di troppo e soprattutto un fallo ingenuo che nel finale di prima frazione rischia di lasciare la squadra in dieci; dal 24' st AURELIO sv). TRIESTINA Rossi 6, Pivotto 6, Abruzzese 6 (Ruopolo sv), Lima 6, Pesaresi 5,5, Rossetti 6 (Eliakwu 6), Allegretti 6,5, Gorgone 6 (Piovaccari 6), Testini 5,5, Graffiedi 6, Marchini 5,5. L'ARBITRO Ayroldi 5,5 Passi la direzione all'inglese, ma in qualche occasione eccede. Grazia Zeytulaev, ma il giallo a Adailton per simulazione pare eccessivo. L'assistente Buonocore vede bene sul fuorigioco di Piovaccari nella ripresa. Mentre il direttore di gara grazia Graffiedi che si porta avanti il pallone con la mano. Perché Ada sì e Graff no? Anche il rosso a Stellini sembra eccessivo. Il difensore rossoblù appoggia la mano sul volto di Graffiedi, ma sembra più un gesto di movimento che un atto violento.
IL SECOLO XIX - Botta ko, Zeytulaev in dubbio per venerdì. L'ANALISI. Gasperini copre il Genoa con la difesa a 4. di Giovanni Ciolina. Milanetto: «Tenevamo a questo successo. Non avevamo mai vinto per 1-0. Le palle inattive sono una risorsa da sfruttare». Trieste. Impresa aveva chiesto Gasperini e impresa è stata. Il Genoa vince a Trieste, cala il poker di vittorie esterne di questa stagione e torna, seppur in coabitazione, in testa alla classifica. Nei 98' di Trieste c'è un po' tutto il Genoa di quest'anno: cuore, tecnica, saggezza e spregiudicatezza del comandante. «Che classifica» esordisce il tecnico di Grugliasco. Sei squadre in un punto solo sono un'ammucchiata «incredibile». «Essere primi è una soddisfazione»è l'unica divagazione del tecnico alla classifica. Anche perché il Genoa paga a caro prezzo la vittoria: «Godiamocela, intanto»è il suo pensiero, ma dopodomani al Ferraris con il Barisarà ancora emergenza. Non ci saranno Longo e Fabiano (i due infortunati di lungo corso), ai quali si è aggiunto Stefano Botta. Risentimento muscolare alla coscia destra è la prima diagnosi «ma per venerdìè fuori anche se al ritorno a Genova faremo accertamenti più approfonditi». Pure Zeytulaev ha lasciato il campo per «un problema che si trascina da tempo» ed è quindi in dubbio per il Bari. Se rientrerà Rossi, mancherà Stellini espulso per fallo di reazione. «L'arbitro ha detto di aver visto una gomitata, ma non penso che Christian sia capace di fare ciò - racconta Omar Milanetto - Piuttosto ha fatto ostruzione». L'uomo partita non si sente tale e tesse le lodi del gruppo: «Ci tenevamo a vincere 1-0 visto che non ci eravamo mai riusciti. Ho tirato io, ma non importa. Le palle inattive sono una risorsa importante per questo Genoa». Giusto, ma il Grifone ha confermato di essere una squadra con gli attributi. Gasperini va giù duro: «Prima di emettere sentenze bisogna avere pazienza. Bisogna conoscerli i giocatori prima di stroncarli». E nella gelida notte triestina il Grifone sbatte le piume e si toglie i ghiaccioli di dosso. E riesce a volare con un tecnico che per la seconda volta consecutiva rinnega il suo credo tattico e la difesa la piazza a quattro: «Abbiamo giocato a 4 a 5 a 3 - sembra scherzare l'allenatore - Non importa. Come in altre occasioni ci siamo adeguati all'avversario che ci siamo trovati di fronte». Camaleonte, quindi, in grado di riprendere a divertirsi sull'ottovolante di una classifica che è tornata ad essere brillante. «È il risultato del nostro spirito di gruppo - spiega Milanetto - Siamo una squadra nuova, con valori tecnici importanti, ma non solo». Gasperini non riesce a stupire in sala stampa come invece fa sul campo quando tiene fuori Barasso e Greco e schiera una formazione con due punte di ruolo e un portiere da rilanciare. «Prima di privarsene bisogna essere sicuri», ammette Gasperini.
LA REPUBBLICA - Meno champagne, più punti. Il Grifone osa, rischia e vince. Un gioco meno brillante ma redditizio fa espugnare ai rossoblù il Nereo Rocco Gasperini azzecca le mosse giuste, Milanetto spietato su punizione Centrata la terza vittoria consecutiva che vale la testa della classifica Finale di partita in 10 Espulso Stellini. di Gessi Adamoli. TRIESTE - Non è più calcio champagne, ma un gioco estremamente pratico e redditizio quello che permette al Genoa di espugnare il Nereo Rocco, centrare la terza vittoria consecutiva e tornare in testa alla classifica in attesa che la Juventus recuperi la partita con il Cesena. Decisivi sono Milanetto, non solo per il gol (su punizione), ma anche perché illumina il gioco, Juric, tatticamente preziosissimo, e Rubinho. In porta, per l´appunto, a sorpresa c´è Rubinho. È coraggiosa la scelta di Gasperini che, dopo averlo strenuamente difeso, abbandona Barasso al suo destino a due partite dall´apertura di quel mercato che, ormai è assodato, porterà al Genoa un nuovo portiere. L´altra novità riguarda Greco, in panchina a favore di Stellini. Un utile turn over in vista della partita di dopodomani con il Bari, ma anche la volontà del tecnico di coprirsi con un difensore in più per cercare di evitare le troppe, recenti disavventure difensive. Difende a quattro il Genoa, mentre a centrocampo operano Milanetto, Coppola e Juric con Adailton, Diogo Tavares e Botta, ko dopo soli 7´ e sostituito da Zeytulaev, a formare il tridente avanzato. Un 4-3-3 che all´atto pratico è un 4-5-1 con Adailton e Zeytulaev in costante ripiegamento sulla linea dei centrocampisti. Blindare la difesa si rivela una scelta che paga, anche perché il Genoa ha straordinari esecutori dei calci piazzati. Al 12´ ci prova Adailton: Zeytualev viene atterrato qualche metro fuori dall´area di rigore, la punizione del brasiliano schizza su un difensore in barriera e finisce un palmo sopra la traversa. E il gol arriva al 37´. La punizione questa volta la batte, un po´ a sorpresa, Milanetto. Il più sorpreso appare il portiere Rossi che evidentemente si aspettava il tiro di Adailton. Quando cerca di opporsi, in ritardo, alla parabola maligna di Milanetto gli cede il piede d´appoggio e non può far altro che guardare la palla finire in rete. È in dieci la Triestina al momento del gol subito perché c´è Gorgone ko a bordo campo. Al suo posto entra Piovaccari, l´ex attaccante del San Marino che in estate era stato nel mirino del Genoa. Il prezioso vantaggio è difeso da Rubinho con una grande parata d´istinto sul tentativo di autogol di Stellini. Poi, nei tre minuti di recupero del primo tempo, l´ammonizione ad Adailton per simulazione. Nella ripresa parte con grande impeto alla ricerca del pareggio la Triestina che ha abbandonato il prudente 4-5-1 iniziale e gioca con due punte. Piovaccari dà slancio agli attaccati della squadra di Agostinelli. Per fronteggiare il nuovo assetto offensivo della Triestina, Gasperini cambia la disposizione dei suoi difensori: Criscito da esterno sinistro passa a centrodestra, De Rosa a centrosinistra e Stellini va largo a sinistra. Ma ad essere decisivo è il portiere Rubinho. Prima fa una parata capolavoro in uscita a terra su Piovaccari (28´), poi alla mezzora inchioda a terra la conclusione velenosa di Eliakwu, il terzo attaccante buttato nella mischia da Agostinelli. Quella del Genoa è per lunghi tratti una difesa passiva, sulla falsariga di quella del secondo tempo di sabato con il Frosinone. Gli ultimi 3´, più i 5´ di recupero il Genoa è costretto a giocarli in 10 per l´espulsione di Stellini che alza il braccio (per Ayroldi evidentemente c´è la volontà di far male) per fronteggiare Graffiedi.
LA REPUBBLICA - Sorpresa Rubinho due volte decisivo. LE PAGELLE Grande serenità del brasiliano fra i pali Adailton mai in partita, Criscito praticamente perfetto. Rubinho 7: grande serenità, anche quando all´inizio Milanetto lo rimprovera severamente per un´incomprensione con Criscito. Bega 6,5: come contro il Frosinone ci prova un pallonetto da 40 metri ma, arcigno e reattivo, è fondamentale soprattutto in fase difensiva. De Rosa 6,5: nel bunker si esalta. Stellini 5,5: qualche sbavatura, come il tentativo di autogol. Il cartellino rosso per la manata a Graffiedi è forse eccessivo. Criscito 6,5: un solo errore, il mancato intervento su Piovaccari che arriva solo davanti a Rubinho. Milanetto 7: non solo è un play maker straordinario, ma mette anche la firma sul gol che decide la partita. Coppola 6: in cabina di regia va Milanetto, lui fa il gregario. Juric 7: è l´uomo ovunque, sempre al posto giusto nel momento giusto. Adailton 5: mai in partita, logorato da una stagione che l´ha visto sempre in prima linea. Diogo Tavares 6: il ragazzo si sbatte e conquista la punizione del gol. Dall´8´ st Greco 6: isolato là davanti fa quello che può. Botta sv. Dal 7´ pt Zeytulaev 6: grande impegno, ma anche un´ingenuità che poteva costargli l´espulsione. Dal 25´ st Aurelio sv.
LA REPUBBLICA - Riflette e ragiona, così va lontano. di Claudio Onofri. «Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori». Parafrasando il grande Faber è questo il senso della gara con il Treviso e, più in generale, il senso di questo Genoa concreto e ben disposto da Gasperini. Anche sfruttando alcune circostanze favorevoli, sta nascendo un Genoa più riflessivo e ragionatore, che incanta meno, a volte concede una sterile supremazia agli avversari, ma che rischia poco o nulla (e anche quando rischia trova come contro il Treviso un buon Rubinho). La squadra sta formandosi anticorpi eccezionali, come già abbiamo potuto vedere nel primo tempo contro il Frosinone. Sarà opportuno formarseli, questi anticorpi, e sfruttarli nei momenti in cui lo spolvero non sarà grande. La squadra vive una situazione positiva, ma anche se il livello del gioco non è scintillante i risultati arrivano. E questo è molto importante per la squadra. In alcune occasioni la Triestina ha saputo mettere in difficoltà il Genoa. Ma questo Genoa non si fa cogliere impreparato. E´ una squadra che sta cambiando pelle e anche quando è in difficoltà sa sempre come arrangiarsi.
IL GIORNALE - Milanetto gela Trieste, il Genoa fa tris. Una punizione perfetta del regista regala al Grifone la terza vittoria consecutiva e il primo posto. di Luca Russo. Basta una foglia morta di Milanetto per spazzare via la Triestina e regalare al Genoa la terza vittoria consecutiva in campionato. Nel freddo del Nereo Rocco finisce 1-0 per i rossoblù grazie al vantaggio maturato nel primo tempo con una punizione realizzata dal regista rossoblù. Per il gruppo di Gasperini è il dicembre brillante dopo il novembre nero che proietta il Grifone sempre più vicino alla vetta nonostante squalifiche e soprattutto infortuni. Gasperini rinuncia per necessità al suo modulo prediletto e presto il Genoa si sistema in campo con un 4-3-3 meno efficace, ma necessario. Nella ripresa i rossoblù si rintanano nella loro metàcampo, ma un super Rubinho in campo dal primo minuto al posto di Barasso, sventa i pericoli che di tanto in tanto si presentano. RUBINHO 7 Gioca un po' a sorpresa dopo «l'incidente» in Coppa Italia con l'Empoli. Al 5' con un retropassaggio va in difficoltà. Si riscatta con una bella uscita e con un colpo di reni su una girata di testa di Graffiedi. Grandi riflessi su Stellini che tocca all'indietro una conclusione di Graffiedi. Salva il risultato in uscita nella ripresa. BEGA 6 Reattivo si propone in avanti con cross dalla tre quarti a tagliare il campo. Ma il Genoa soffre solo nella sua zona. DE ROSA 6 Graffiedi è un brutto cliente. Non è attento come al solito. STELLINI 6 È il capitano di questo Genoa. Numericamente prende il posto di Greco che viene inizialmente risparmiato dopo una botta subita sabato con il Frosinone. Si schiera come centrale quando la difesa diventa ufficialmente a quattro. Però alla fine si fa cacciare. CRISCITO 6 Dopo l'uscita di Botta gioca largo a sinistro sulla linea dei difensori in un 4-3-3. Ci prova dalla distanza. Nella ripresa si fa sfilare Piovaccari, ma per fortuna c'è Rubinho. JURIC 6.5 Un po' meno evidente del solito anche perché il baricentro rossoblu è più arretrato del solito. Nel finale quando tutti non ne hanno più ritrova energie. MILANETTO 7 Autoritario. La sua ammonizione su una punizione della Triestina è quantomeno dubbia. Al 36' segna con una punizione alla Adailton, una foglia morta che supera Generoso Rossi. Primo gol stagionale per lui. È l'ago della bilancia rossoblù. COPPOLA 6.5 A centrocampo le dà e le prende. Si permette anche qualche bella progressione. ADAILTON 6 Al 10' una deviazione gli nega la gioia del gol su punizione. Poi nel finale del primo tempo viene ammonito per simulazione per un contatto dubbio in area giuliana in cui lui si lascia cadere in maniera plateale. Non riesce a tenere bassa una palla deliziosamente servita da Milanetto. DIOGO TAVARES 6.5 Da subito intraprendente poi svolge diligentemente il ruolo di boa in attacco. Bravo a conquistare il calcio di punizione dal quale arriva la rete di Milanetto. Dal 8' st GRECO Compie il lavoro sporco di tenere palla e far salire la squadra. I suoi compagni di reparto però non lo aiutano a dovere. BOTTA sv Si infortuna molto presto ed è costretto ad uscire. Dal 7'st ZEYTULAEV 4.5 Si va a posizionare a sinistra nel tridente. Si fa ammonire per un fallo stupido a centrocampo e rischia l'espulsione per altri interventi tanto fallosi quanto inutili. Inconsistente. Dal 25' st AURELIO 6 Un po' troppo scolastico. GASPERINI 6.5 Per la seconda volta consecutiva immola il suo modulo sull'altare di squalifiche e soprattutto infortuni. E ancora una volta viene premiato. AYROLDI 5.5 Dispensa cartellini solo quando non può farne a meno. Bravo a valutare la simulazione di Adailton. Prende invece un abbaglio quando sventola il rosso sul naso di Stellini nel finale per una gomitata inesistente.
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AKAIAOI |