STAGIONE 2006/07

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Reti: 44' Rossi, 83' L.Greco.

Verona: Pegolo, Pedrelli, Turati, Sibilano (37' Perticone), Teodorani, Pulzetti, Mazzola, Guarente, Iunco (62' Foderaro), Nieto, Cossu (62' L.Greco). Allenatore: Ficcadenti. (Vanstrattan, Italiano, Mancinelli, Rossetti).

Genoa: Barasso, Criscito, De Rosa, Biasi Rossi, Milanetto (73' Juric), Coppola, Fabiano, Adailton (80' Aurelio), G.Greco (60' Longo), Sculli. All: Gasperini. (Rubinho, stellini, Botta, Zeytulaev).

Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Spettatori: 12.342

 

     

 

AKAIAOI - Il Genoa ha la grande opportunità di portare la distanza dalla seconda in classifica a 4 punti trovandosi la domenica seguente, sfruttando anche lo scontro tra Napoli e Juventus, a poter aumentare il vantaggio nel turno casalingo con il Crotone. Il Grifone non gioca una gran partita ma a parte due conclusioni pericolose del Verona nel primo tempo tutto sembra ormai segnato dalla rete di Rossi allo scadere della prima frazione. Come contro Lecce e Cesena negli ultimi minuti arriva un calcio piazzato (questa volta è una semplice rimessa laterale) e salta tutto per aria. In verità il pareggio è risultato giusto e comunque ottenuto in trasferta è sempre utile però visto che il Verona doveva recuperare e quello è stato l'unico tiro in porta di tutto il secondo tempo la cosa dispiace assai. Ficcadenti deve fare a meno di Anaclerio e Comazzi e tiene l'ex Italiano in panchina. Gasperini deve rinunciare allo squalificato Biasi più Lopez e Figueroa. Dopo i primi minuti di studio al 10' il Genoa ha la grande opportunità di passare. A centrocampo Milanetto riceve e di prima verticalizza per Greco, i veronesi falliscono il fuorigioco così tutto solo l'attaccante avanza ed entrato in area scocca un tiro a girare sul secondo palo che Pegolo in tuffo con la punta delle dita riesce a deviare in angolo. 12' Iunco commette un brutto fallo su Fabiano. Ayroldi non ammonisce Iunco ma bensì Pulzetti che protesta inviperito. La punizione è battuta da Milanetto e Nieto in difesa di testa spedisce in angolo. 14' Sugli sviluppi del corner Criscito viene a contatto con Pegolo e l'arbitro lo ammonisce. 20' Nieto si libera bene del suo marcatore e una volta arrivato poco fuori l'area genoana con un gran destro spedisce la palla in curva. 24' Corner per il Grifo, la palla giunge a centro area dove interviene un difensore che libera. La sfera arriva sui piedi di Coppola che controlla e spara rasoterra a sfiorare il palo destro della porta difesa da Pegolo. 25' Errore difensivo rossoblu, un passaggio indietro fa giungere centralmente la palla a Iunco che contrastato da Criscito avanza fino quasi al dischetto del rigore. Sulla botta a colpo sicuro interviene Barasso in prodigioso tuffo a respinge la sfera in angolo. 27' Ancora Verona con una palla scodellata al limite dell' area, un difensore interviene in rovesciata allungando la palla verso destra. Sulla sfera arriva Iunco che quasi dal fondo s'accentra e tira in diagonale a rete. Barasso è superato ma appostato sul primo palo c'è Biasi che respinge il tiro. 31' Adailton viene steso in buona posizione. Lo stesso brasiliano batte ma la sfera risulta alta sopra la traversa. 38' Prima sostituzione, Ficcadenti manda in campo Perticone al posto di Sibilano. 41' Sculli sulla sinistra serve Fabiano che in area avanza e spara in diagonale a rete ma la palla viene ribattuta in angolo. Sul corner interviene Rossi che prende palla, supera un avversario e mette la palla sull' esterno della rete. 44' Adailton sulla destra riceve e di prima serve, facendo tunnel ad un avversario, Rossi che avanza e arrivato in prossimità di Pegolo fa partire un siluro in diagonale che passa sopra la testa del portiere e s'infila in rete. Secondo tempo e al 55' Criscito si guadagna un Corner. La battuta di Adailton arriva sul primo palo dove Fabiano a distanza ravvicinata in acrobazia devia leggermente alto sopra la traversa. 60' G.Greco in non perfette condizioni fisiche viene rilevato da Longo, Coppola passa sulla fascia destra. 63' Doppia sostituzione per i gialloblu, entrano Foderaro e L.Greco ed escono Iunco e Cossu. 70' Sculli perde palla con Foderaro e commette fallo beccandosi il cartellino giallo. 73' Gasperini fa entrare dopo un lungo infortunio juric che prende il posto di Milanetto. 74' Pedrelli protesta per un fallo laterale e viene ammonito pure lui. 77' Sulla sinistra scambio tutto brasiliano tra Fabiano e Adailton, quest'ultimo ritorna palla al compagno che in area tira secco in diagonale ma Pegolo a pugni chiusi respinge il tiro. 78' Tentativo dalla distanza di Nieto che termina a lato di poco. 81' Ultima sostituzione e Adailton applaudito dal pubblico lascia il posto all' altro ex gialloblu Aurelio. Il Verona nel secondo tempo è certamente riuscito ad impedire il solito gioco offensivo dei Rossoblu ma nello stesso tempo non ha mai tirato in porta ed ormai le speranze di pareggio sembrano ridotte al lumicino. 83' Rimessa laterale, la palla messa in area viene respinta di testa da Biasi che anticipa Nieto. La palla viene colpita male in rovesciata da un Veronese che la mette a campanile davanti alla porta. Davanti a Barasso solo soletto e in posizione regolare si trova L.Greco che spalle alla porta colpisce all' indietro di testa mettendo la palla dove Barasso non può arrivare. L.Greco si toglie la maglia e viene ammonito. 85' Arriva l'ammonizione anche per Mazzola. 91' Ultimo tentativo con Aurelio che mette palla per Juric che tenta il tiro ma la sfera viene deviata in corner

 

TUTTOSPORT - Genoa, la fuga è rimandata. Al Bentegodi arriva il primo pareggio stagionale per la squadra di Gasperini. I rossoblù, in vantaggio con Rossi, vengono riacciuffati dal Verona con Greco. Ficcadenti è bravo a bloccare la manovra della capolista, ma sulla rete del pareggio pesa l’indecisione di Fabiano. La tradizione è stata confermata: il Genoa infatti non riesce a vincere a Verona dal 1958. di Giovanni Tosco. VERONA. Ipotizzare una fuga qui al Bentegodi, dove il Genoa non vince dal 1958, era quasi un azzardo storico: e infatti, anche questa volta, i rossoblù non sono riusciti a interrompere la maledizione, dovendosi accontentare di un 1-1 che vale il primo pareggio della stagione. Il risultato, va detto subito, è giusto, perché nel primo tempo soprattutto il Verona è stato bravo ad aggredire gli spazi impedendo alla squadra di Gasperini di sfruttare la velocità con cui ha spesso tramortito le avversarie. Eppure, un gol capolavoro di Marco Rossi, quando all’intervallo mancava un minuto, era sembrato gettare le basi per un successo che avrebbe proiettato la capolista a 4 sul Rimini. Nonostante una ripresa meno brillante, anche a causa del dispendioso lavoro svolto in precedenza, i veneti sono riusciti ad agguantare un punto importante al 38’, grazie a un colpo di testa ravvicinato di Leandro Greco, ventenne al debutto, abile a sfruttare l’indecisione di Fabiano, che non è salito a sufficienza per metterlo in fuorigioco. Il Verona è così tornato a segnare dopo la bellezza di 711 minuti: non accadeva dalla seconda giornata. Era, in particolare, la partita di Adailton, che da queste parti è stato protagonista per sette stagioni: il brasiliano ha forse patito l’emozione del ritorno perché si è visto poco, anche se dal suo piede è nata l’iniziativa che ha portato alla rete di Rossi: con un taglio verticale ha aperto la difesa liberando l’esterno che, da posizione quasi impossibile tanto era vicino alla linea di fondo, ha scoccato un diagonale devastante sul quale Pegolo nulla ha potuto. Privo dello squalificato Biasi, sostituito a destra da Criscito, con un Giuseppe Greco in sofferenza fisica ( il bomber ha sciupato in avvio un buon contropiede, concluso con un non irresistibile tiro respinto dal portiere), il Genoa ha provato a imporre il solito predominio territoriale, però Ficcadenti è stato bravo nel sistemare le proprie pedine, chiedendo ai centrocampisti e agli attaccanti di aggredire costantemente le fonti del gioco rossoblù. Gradualmente il Verona è salito di tono anche in avanti, tanto che tra il 25’ e il 28’ ha avuto due chances per passare: ma prima Barasso è uscito con tempestività su Iunco - liberato da un errato rinvio di Fabiano, poi Biasi ha respinto quasi sulla linea la conclusione di Cossu. Il sostanziale equilibrio è stato rotto dalla prodezza di Rossi che ha indotto Ficcadenti a giocarsi presto gli ultimi due cambi, dopo che era stato costretto a sostituire l’acciaccato Sibilano con Perticone: dentro, dunque, Leandro Greco e Foderaro, fuori Iunco e Cossu. Gasperini ha ridisegnato il Genoa più volte, inserendo prima Longo, poi Juric e infine Aurelio, nella speranza che il giovane attaccante desse la profondità svanita dopo le uscite di Giuseppe Greco e Adailton. Ha avuto qualche contropiede che poteva sfruttare meglio, la formazione rossoblù, ma nel complesso ha fatto poco per legittimare il vantaggio: tant’è vero che Pegolo è stato impegnato solo da un diagonale di Fabiano al 31’. Nell’ultimo quarto d’ora il Verona s’è gettato in avanti e, dopo uno spunto di Nieto concluso sul fondo, è arrivato il pareggio di Leandro Greco, che ha sfruttato un rimpallo al limite dell’area da cui è scaturito un campanile sul quale s’è avventato di testa. La classifica del Verona non cambia molto, ma aver ritrovato la via del gol potrà aiutare ad abbandonare quanto prima i bassifondi.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE - L’emozione mette ko Adailton Criscito delude, Milanetto soffre. VERONA. Pegolo 6: attento sulla conclusioni ravvicinate di Greco e Fabiano, si arrende al lampo di Rossi. Pedrelli 6.5: presidia bene la fascia di competenza. Turati 5.5: sorpreso in occasione del gol. Sibilano 6: si oppone bene a Giuseppe Greco, ma deve uscire per un problema muscolare. Perticone (38’ pt) 6: tempestivo nelle chiusure, pericoloso in avanti sulle palle inattive. Teodorani 5.5: incerto nell’episodio che decide la gara. Pulzetti 6: apprezzabile soprattutto nella fase di copertura. Mazzola 6: preferito a Italiano, mantiene l’ordine in mezzo al campo. Guarente 6: non si nota molto ma tatticamente è disciplinato. Iunco 5.5: nel pt gli capita un’occasione d’oro però Barasso lo ipnotizza. Foderaro (17’ st) 5.5: non lascia il segno. Nieto 6: bocciato in estate dal Genoa, che l’ha ceduto al Verona in prestito, si muove parecchio ed è insidioso in un paio di circostanze. Cossu 6: col dinamismo spaventa la difesa rossoblù. Esemplare l’azione del 28’ pt, conclusa con una botta secca salvata quasi sulla linea da Biasi a Barasso battuto. L. Greco (17’ st) 7: porta un po’ di freschezza e firma di testa l’1-1, segnando un gol che al Verona mancava da 711 minuti. All. Ficcadenti 6.5: alla 100ª panchina gialloblù, ferma la capolista con un pareggio meritato. GENOA. Barasso 6: decisivo sul tiro a tu per tu di Iunco, non può nulla sul colpo di testa Leandro Greco. Criscito 5.5: a destra per la squalifica di Bega, è meno efficace del solito. De Rosa 6: lievi sbavature all’interno di una prova di sostanza. Biasi 6: in difficoltà nei primi minuti, compie un salvataggio sulla linea al 28’ pt. Rossi 7: tra i più brillanti, realizza un gol splendido per potenza e precisione. Milanetto 6: soffre l’aggressività dei centrocampisti gialloblù, ma si sacrifica a protezione della difesa. Juric (27’ st) ng. Coppola 5.5: lotta caparbiamente, non sempre in maniera lucida. Fabiano 5.5: spesso disattento nella fase difensiva: tiene in gioco Leandro Greco sull’1-1. Adailton 6: paga forse l’emozione per il ritorno a Verona. E tuttavia inventa un assist delizioso per l’1-0 di Rossi. Aurelio (36’ st) ng. G.Greco 5.5: non è al meglio fisicamente, tanto che già nel pt sembra destinato a uscire. Resiste fino al quarto d’ora della ripresa con pochi sussulti. Longo (15’ st) 5.5: non riesce a far sentire il proprio peso a centrocampo. Sculli 6: funziona a corrente alternata, ma i guizzi in velocità spaventano il Verona. All. Gasperini 6: il vantaggio sulle inseguitrici diminuisce, tuttavia è un buon punto in una serata non facile. Arbitro. Ayroldi 6: dirige con attenzione una partita non difficile.

 

CORRIERE DELLO SPORT - L’altro Greco beffa il Genoa. di Simone Antolini . Verona-Genoa 1-1. A Verona primo pari stagionale per i rossoblù di Gasperini. Liguri avanti con Rossi. Sull’1-1 la firma del 20enne mediano scuola Roma. VERONA – Rossi e il Greco nuovo. L’illusione e la speranza. Il Verona costringe al pari (il primo stagionale) il Genoa, che consolida il primato ma non riesce a fuggire via. I rossoblu in vantaggio con il centrocampista dal gol facile vengono raggiunti nel finale dalla rete dell’esordiente Leandro Greco, centrocampista ventenne scuola Roma, che permette all’Hellas di muovere la classifica. Notte di pensieri, di rimpianti, di ricordi e di speranze. Ficcadenti fa cento. Cento volte sulla panchina gialloblù. E il tecnico dell’Hellas vorrebbe festeggiare nel modo migliore. Adailton e Biasi tornano nella città del cuore. Gasperini, a modo suo, vorrebbe allungare la serie positiva, e lanciare un messaggio forte alla Juve. Difficile rimanere rilassati in serate come questa. Il primo tempo offre giocate di pregevole fattura, accelerazioni improvvise, un Verona orgoglioso ed un Genoa dal passo regale. Per intendersi: i veronesi lottano su ogni palla, cercano di limitare la fantasia degli artisti rossoblu e trovano anche il tempo per impegnare Barasso. Dal canto suo il Genoa gioca di fino e passa in vantaggio con un’azione spettacolare. Prima di raccontare il gol del vantaggio rossoblu, finiscono sul taccuino almeno quattro occasioni. Al 7’ Greco sfugge il fuorigioco veronese ma calcia debolmente in direzione di Pegolo. L’Hellas risponde due volte con Iunco. L’esterno barese prima prova a piazzare la palla (24’pt), ma trova il tuffo di Barasso, poi calcia a botta sicura da dentro l’area (27’pt), ma trova la respinta sulla linea di Biasi. E veniamo al pacco dono di Adailton. Siamo al 44’: il brasiliano spedisce a centro area una palla deliziosa per Marco Rossi: inserimento perfetto, diagonale alla dinamite, Pegolo non può fare altro che raccogliere la palla in rete. Fabiano (12’st) sfiora in acrobazia la rete del raddoppio, ma il destino della partita resta ancora in bilico. La ripresa però è meno veloce. A 7’ dalla fine l’acuto veronese. Perticone rovescia in area, Fabiano non sale, Greco di testa scavalca Barusso e regala un punto di speranza al Verona, che non segnava in campionato da 710’. L’astinenza è finita. VERONA (4-3-3): Pegolo 6,5; Pedrelli 6 Turati 6 Sibilano 6 (37’pt Perticone 6) Teodorani 5,5; Pulzetti 5,5 Mazzola 6,5 Guarente 5,5; Cossu 5,5 (17’st L. Greco 6,5) Nieto 5,5 Iunco 6 (17’st Foderaro 6). A disposizione: Vanstrattan, Italiano, Mancinelli, Rossetto. All: Ficcadenti 6. Falli subiti: 14. Fuorigioco fatti: 2. GENOA (3-4-3): Barasso 6,5; Criscito 7 De Rosa 6 Biasi 6; Rossi 7 Milanetto 6 (27’st Juric sv) Coppola 6,5 Fabiano 6; Adailton 6,5 (36’st Aurelio sv) G.Greco 5,5 (15’st Longo 6) Sculli 6. A disposizione: Rubinho, Stellini, Botta, Zeytulaev. All: Gasperini 7. Falli subiti: 15. Fuorigioco fatti: 1. ARBITRO: Ayroldi di Molfetta 6. Guardalinee: Rubino e Saglietti. Quarto uomo: Manera. AMMONITI: Pulzetti (V), Criscito (G), Sculli (G), Pedrelli (V), Greco (V), Turati (V). NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni. Spettatori paganti 6261, abbonati 6061, per un incasso totale di 101.711 euro. Angoli 7-5 per il Genoa, recupero 1’pt, 5’st.

 

IL SECOLO XIX - Genoa beffato pari a Verona. Genova. A Verona primo pareggio in campionato del Genoa dopo sei vittorie e due sole sconfitte; i rossoblù allungano portando a due i punti di vantaggio sul Rimini. Al bellissimo gol di Marco Rossi al 44' del primo tempo ha risposto Leandro Greco a sette minuti dal termine. Occasione persa quindi per la squadra di Gasperini, che con un successo avrebbe dato inizio alla prima fuga in serie B. Invece le distanze rimangono abbastanza ravvicinate: il Napoli è a quattro lunghezze, la Juventus a sei, con una partita da recuperare (domani). La trasferta del Grifone ha avuto un prologo ad alta tensione: alla partenza, nei pressi della stazione di Brignole, la Digos sul treno ha sequestrato quindici "oggetti proibiti": spranghe e aste in plastica dura. Ma nel dopopartita, a Verona, sono stati i tifosi di casa a dar vita a un assalto ai pulmann dei rossoblù; la polizia è intervenuta con cariche e lanci di lacrimogeni.

 

IL SECOLO XIX - Il Genoa non sa essere spietato. L'OCCASIONE SPRECATA La squadra di Gasperini allunga di un punto sul Rimini ottenendo il primo pareggio in campionato. Fra i rimpianti In vantaggio con una magia di Marco Rossi, spreca tutto concedendo l'1-1 al Verona nel finale. di Giovanni Ciolina. Verona. Una disdetta. Il Genoa lascia al Bentegodi due punti che forse non merita per il gioco, ma che per 75' sembrano saldamente nelle sue mani. E la maledizione veronese, che si prolunga dal 1958, prosegue. Destino, anche se i rossoblù devono battersi il petto per la solita disattenzione difensiva che regala il primo pari stagionale alla squadra di Gasperini. Genova resta capolista, ma l'allungo non arriva. E' gara a rischio e l'antipatia tra le due fazioni si palpa. «Rossi di m...» intona la curva sud che la butta in politica, ricevendo l'eco di un grido a sostegno dei napoletani, nemici storici dei veronesi. Ma accoglienza non certo attesa riceve anche Martins Adailton. Il pubblico lo fischia ad ogni pallone che tocca. Sorpresa, ma la riconoscenza è merce rara nel mondo del calcio. Il brasiliano di Valpolicella accusa, però nel momento topico della gara si trasforma in un killer spietato nel servire un pallone con i giri perfetti a Rossi per il vantaggio. Comincia benino il Grifo con un gran pallone di Adailton per la percussione di Greco che tentenna un attimo pensando di essere in fuorigioco e, quando calcia, Pegolo riesce a coprirgli lo specchio della porta con i suoi quasi due metri di altezza. La tromba dei tifosi veronesi suona la carica e i tifosi di casa amplificano il desiderio di vedere la squadra andare all'assalto del fortino genoano. Magari a testa bassa, magari rischiando qualcosa. Ma il Grifone non intende regalare vantaggi alla squadra veronese e chiude con puntualità ogni varco, anche se fatica a ripartire con la consueta insistenza e velocità. I tre attaccanti non riescono ad accorciare gli spazi e giocano spesso troppo larghi. Difficile creare. Nieto, l'ex di turno, si batte come può, ma non trova eccessivi spazi fino a sparire nella ripresa. E allora al 16' ci prova dalla distanza: alto, ma sembra più una conclusione per scaricare rabbia e tensione piuttosto che un vero e proprio tiro in porta. Al 20' un'incertezza di Barasso su un pallone che spiove in area permette a Cossu di addomesticare la sfera e rimetterla in mezzo per Pulzetti che viene anticipato. Il Verona riesce a farsi vedere al 24' grazie ad un errore a centrocampo di un rossoblù che regala un pallone all'indietro sul quale si avventa Iunco anticipando Criscito: Barasso questa volta si supera. Il Bentegodi si infiamma. Più che a Verona sembra di essere in uno stadio anglosassone. Il risultato è immediato. Il Genoa sembra alle corde e Verona inanella due angoli consecutivi e va vicinissimo al vantaggio con Iunco che batte a colpo sicuro dalla destra, ma prima che il pallone varchi la linea di porta il piede di Biasi respinge. È il 27' e i rossoblù rischiano di perdere anche Greco che accusa un dolorino alla solita coscia in uno dei suoi tanti scatti. Spesso a vuoto. E Gasperini fa scaldare Aurelio e Zeytulaev. Ma è un Genoa irriconoscibile rispetto alle ultime uscite. La squadra non riesce a uscire palla al piede, lascia il pallino in mano veronese con il rischio di correre spesso a vuoto a rincorrere l'avversario di turno e soprattutto non riesce proprio a trovare le distanze tra i reparti. Il Verona ha il merito di correre e mettere in campo tanta volontà e, come diceva alla vigilia Gasperini, chi corre di più in B spesso vince la partita. Quasi un presagio e per il tecnico genoano non è una serata tranquilla in panchina. Si agita, impreca, non riesce a stare fermo. È un leone in gabbia disposto a qualsiasi cosa pur di riuscire a cambiare le cose e aiutare i suoi ragazzi. La fiammata veronese si placa ma il Gaspero non si queta .Ci pensa l'accoppiata Adailton-Rossi a regalare al tecnico una perla che da sola vale il prezzo del biglietto. Il cronometro segna il minuto 44 e Adailton taglia un pallone rasoterra in area per Rossi che, senza pensarci un attimo, calcia di prima intenzione. Ne viene fuori uno shoot incrociato che Pegolo può solo guardare, mentre entra in porta in diagonale. È una delle rare occasioni in cui la squadra rossoblù fa quello che sa fare: giocare veloce, rasoterra e il risultato è immediato. Il gioiello della premiata ditta rossoblù ricorda il gol all'Ascoli del Principe Milito due stagioni fa. Il gol rinfranca soprattutto Marco Rossi che dopo un primo tempo difficoltoso diventa padrone del campo, corre dappertutto e va a cercare spazi e ossigeno sugli esterni. E il Genoa respira. riuscendo a mettere la sfida sul piano del controllo e della gestione. Operazione che riesce grazie anche alle manipolazioni tattiche di Gasperini che trasforma il 3-4-3 in un 4-4-2 con Longo e Juric a sostituire Greco e Milanetto. Missione compiuta? Quasi. Perché una sbavatura difensiva ci scappa: Biasi (33') regala a Nieto l'occasione per mettersi in mostra, ma il sinistro dell'argentino non centra la porta. Il Genoa sembra padrone del match. Sembra, perché la disattenzione è dietro l'angolo e va in gol Greco. Il Greco sbagliato, quello gialloblù.

 

IL SECOLO XIX - Rossi, un diagonale da urlo. Il laterale rossoblù fa di tutto: il difensore, il centrocampista e anche l'attaccante. Milanetto sembra Hannibal. Barasso, luci e ombre. Criscito a destra non convince. BARASSO 5,5 Un'incomprensione con Biasi, un'uscita solo accennata al 19' permette a Cossu di seminare scompiglio in area rossoblù. Si riscatta al 24' deviando in angolo la conclusione velenosa di Iunco, giunto in area con fare minaccioso. Il tallone d'Achille restano però le uscite, specialmente sulle palle spioventi. Talvolta gli tocca invece quasi fare il libero, quando la difesa si alza. Viene battuto però fra i pali dall'incornata di Leandro Greco. Si impegna, ma deve migliorare. CRISCITO 5,5 Dopo un paio di esperimenti dai risultati confortanti, Gasperini lo fa partire subito a destra al posto dello squalificato Bega. Di fronte a lui c'è Cossu, che è piccolo, svelto, dotato di una buona tecnica e ha l'argento vivo addosso. Non solo: spesso si incrocia con Iunco, altro giocatore che non permette di distrarsi. Lui si distrae comunque al 19', ma rimedia da solo. Poco dopo lo salva invece Barasso su Iunco. Una grossa mano gliela porge anche Ficcadenti che nella ripresa toglie entrambi gli elementi che più gli creano grattacapi. Serata non degna della sua fama. DE ROSA 6,5 Sembra un paradosso, ma anche quando i veneti spingono sull'acceleratore e provano a schiacciare il Grifone, lo si vede più in fase di impostazione - da regista aggiunto - che in quella difensiva. Comunque sempre freddo e impassibile. BIASI 6,5 Ingaggia un ruvido scontro fra ex con Nieto, meteora rossoblù di una estate. Non è un compito particolarmente gravoso; per dire: un tiro dell'argentino da sinistra si spegne in fallo laterale dalla parte opposta. Però merita un monumento quando salva sulla linea, a Barasso battuto, una conclusione a botta sicura di Cossu. ROSSI 7 Un occhio a Guarente, che lo costringe ad accentrarsi più del solito. Poi via, appena si apre un varco corre sulla fascia in percussione. Anche per pressare il portatore di palla e impedirgli di ragionare: generosità da capitano. Non basta? È da urlo il diagonale che batte Pegolo e sblocca il risultato al secondo tentativo. Difensore, centrocampista e attaccante con l'ingresso di Juric. MILANETTO 6,5 Chiamatelo Hannibal, a Modena non si sbagliavano: a centrocampo si aggira come un barracuda per poi aggredire spietatamente la preda e rubargli il pallone. Prova a mettere ordine quando a regnare è invece la confusione (26' st JURIC 6: al rientro dopo una lunga assenza - intervallata dalla fugace apparizione a Modena - si piazza subito in trincea presidiando la fascia destra). COPPOLA 6,5 Il Verona cerca di saltare il centrocampo con lanci per Iunco e Cossu; corre ugualmente con la spada sguainata per tentare l'abbordaggio ai mediani di Ficcadenti. Pulzetti è particolarmente battagliero, ma lui non è da meno. FABIANO 6,5 Il tridente del Verona lo obbliga a partire molto basso per non lasciare libero il guizzante Iunco o Cossu, che si alternano da quella parte. Cerca comunque di andare sul fondo, e regge sulla fascia finché Ficcadenti sostituisce i suoi peperini. A quel punto può dialogare meglio con Sculli in fase offensiva. Costringe anche Pegolo alla grande parata su un siluro di sinistro. Ha il solo torto di tenere in gioco Leandro Greco. ADAILTON 7 Lo accoglie il benvenuto dello speaker dello stadio e gli sporadici fischi di un manipolo di ingrati; non potendo applaudire un avversario temuto, i tifosi veronesi scelgono la politica tenuta a suo tempo dalla Nord quando Aguilera si presentò per la prima volta al Ferraris con la maglia del Torino: indifferenza. Lui fa spallucce e pennella un assist geniale per la rete di Rossi. Quando il capitano sale nel tridente, lui si ricicla prima punta prima di uscire tra gli applausi (36' st AURELIO sv: dovrebbe tenere palla e pungere in contropiede). G. GRECO 6 Dopo appena 7', scattando sul filo del fuorigioco su invito di Adailton, ha la palla che potrebbe mettere subito le cose in discesa; temendo di essere in posizione irregolare perde l'attimo giusto e fa fare un figurone al genoano mancato Pegolo, che devia il suo diagonale. Poi? Cerca di tenere palla, di dare profondità, anche se gli duole una coscia (14' st LONGO 6: centravanti tattico alla Higdekuti per mettere il bavaglio a Mazzola Alessandro, che del grande ex interista è solo omonimo ma è la mente pensante dei veneti. Arretra in cabina di regia con l'uscita di Milanetto). SCULLI 6,5 Da bomber implacabile nelle ultime giornate, all'occorrenza si trasforma anche in difensore, come quando al 19' sparacchia in tribuna una palla che in area sta diventando rovente. Come si dice? Canta e porta la croce: non solo spinge molto a sinistra, ma rientra nella propria metà campo per rubare palla e ripartire. Da applaudire per generosità. VERONA Pegolo 6,5; Pedrelli 5,5, Turati 6,5, Sibilano 6 (37' Perticone 6), Teodorani 5,5; Pulzetti 7, Mazzola 6,5, Guarente 6; Iunco 7 (17' st Foderario 6), Nieto 4,5, Cossu 7 (17' st L. Greco 6,5). ARBITRO Ayroldi 5 - Va bene, è il nuovo corso. Ma fa sempre effetto vedere un direttore di gara che tollera interventi duri e poi ammonisce perché un giocatore abbozza una protesta. La gestione dei cartellini è talvolta davvero incomprensibile.

 

IL SECOLO XIX - La grande rabbia di Gasperini. L'analisi del tecnicoIl dopopartita è una bacchettata alla squadra. Senza giri di parole «Non mi è piaciuto che abbiamo accettato il pari, io voglio che si giochi sempre per vincere». di Giuliano Gnecco. Verona. Il Verona ha messo il difficoltà il Genoa usando le sue stesse armi: ha alzato i ritmi, ha aggredito sulle fasce. Tuttavia la differenza tecnica fra le due squadre non giustifica il pareggio e tanto meno le difficoltà che ha incontrato il Grifone soprattutto nel primo tempo. Gian Piero Gasperini non si nasconde, ammette problemi che ha già individuato: nella notte del Bentegodi il vero avversario è stato il Genoa stesso, a livello mentale. «Hanno fatto una partita più aggressiva della nostra - ammette il tecnico -. Eravamo partiti bene con l'occasione di Greco, poi ci siamo un po' sgonfiati. Abbiamo fatto gol forse nel momento meno bello, poi siamo di nuovo calati. Abbiamo pensato a difendere: il Verona non ci ha impensierito molto, non ha creato tanto. Ma anche noi, poco o niente». Gasperini si arrabbia, è la prima volta che accade da quando siede sulla panchina del Genoa: «Non abbiamo avuto le nostre caratteristiche, abbiamo cercato di difenderci. E pur non correndo pericoli, dai e dai il gol lo prendi. È un modo sbagliato di proporsi. Il risultato ci sta, ma anche se avessimo vinto sarebbe stato lo stesso: avevamo timore di perdere, e se ho paura non gioco». È soprattutto il finale ad aver deluso il tecnico; sembra un paradosso, ma ha una logica stringente: «Ci sta tutto, ci sta che non si riesca sempre a vincere e che talvolta si sia poco brillanti - premette - Ci sta che trovi anche un avversario che fa il suo. Quello che non mi è piaciuto per niente, quello che mi ha fatto arrabbiare di più, è stato la mancata reazione dopo il pareggio. O si vince o si perde, invece ci siamo accontentati. Avrei voluto cercare di vincere anche rischiando di perdere, tanto non sarebbe stata la morte di nessuno. Le altre cose sono comprensibili, questa no. Anche a Vicenza abbiamo subito gol ed eravamo in dieci, ma siamo andati a saltare e abbiamo vinto. Certe forme di calcolo non le accetto: io non ho paura di perdere». È una bacchettata alla squadra. Per evitare ulteriori cali di tensione: perchéè questo il problema e il limite di questo Genoa: accontentarsi, cercare di amministrare pur non avendone le caratteristiche. È accaduto con il Cesena, è accaduto in una fase a Vicenza e con il Rimini: regolarmente è arrivato il gol. C'è anche un problema fisico, magari carichi di lavoro più pesanti? Gasperini si indispettisce: «Avremo sbagliato la preparazione. Tutto può essere». Ma il lavoro da fare è nella testa, non nelle gambe.

 

IL SECOLO XIX - Adailton: «Meglio così che avere rimpianti». IL PARERE OPPOSTO E' stato salutato e festeggiato da tanti tifosi gialloblù che non lo hanno dimenticato «Le cose non sono andate bene come al solito, ma finchè si muove la classifica... » di Giovanni Ciolina. Verona. «Ada non ti sta bene quella tuta. Ti dona maggiormente il gialloblù» esclama una signora bionda sulla quarantina quando l'ex idolo di casa si avvicina alle inferriate dello stadio per salutare i tanti amici lasciati qui. La Freccia Rossoblù ha fretta di tornare a Veronello per la cena, ma il brasiliano non cede all'urgenza: «Per una volta che torno a Verona...», esclama stringendo decine di mani. Certo che l'attaccante rossoblù sperava in un ritorno differente nella sua Verona «ma se il Genoa ha faticato molti meriti sono dei padroni di casa. Hanno disputato una grande partita, ci hanno raddoppiato sempre. Personalmente non ho mai avuto la possibilità di andare uno contro uno». Disamina corretta, ma il Genoa di notte non riesce finora a splendere della stessa luce in grado di sprigionare al pomeriggio. E dopo Modena ecco la seconda prova incolore. «Rispetto a quella gara siamo andati un po' meglio. Siamo anche riusciti a segnare - ammette Adailton - ma le cose non sono andate bene come al solito». «Smaltiamo in fretta questa fatica e pensiamo al Crotone» aggiunge il sudamericano, che dopo aver regalato i doverosi meriti ai padroni di casa contesta al Genoa l'incapacità«di entrare in possesso del gioco». «Ma il pressing del Verona è stato asfissiante»è stata l'immediata scusante. Il Grifone di Verona non è piaciuto e tantomeno ha lasciato soddisfatto il tecnico Gasperini, che ha evidenziato di non aver visto reazione all'1-1. «Fin che si muove la classifica va tutto bene»è la morale di Adailton, il quale preferisce così«piuttosto di avere in futuro rimpianti per un punto buttato». È chiaro che la vittoria di Verona sarebbe stata tanta manna in questo momento e vedersela sfuggire all'ultimo momento dalle mani può far arrabbiare. Normale voler vincere, «ma in campo dopo il pareggio non è che fossimo così superiori da poter tentare il colpaccio». Impresa riuscita a Vicenza, questa volta no. Sindrome da riflettori? Forse, ma in questo caso c'è da considerare anche il valore dell'avversario e «soprattutto la sua voglia di fare risultato». Da un ex all'altro, da Adailton a Biasi. «Non siamo riusciti a esprimerci come sappiamo e una volta raggiunti dal Verona è subentrato anche un po' di timore oltre alla stanchezza e quindi non siamo riusciti a fare le cose che sappiamo». Il difensore poi entra nel vivo del problema: le disattenzioni difensive. «Abbiamo subito rete su palla inattiva, come era già successo in altre occasioni. Dobbiamo cercare di tenere alta l'attenzione nei momenti delicati della sfida. Il Verona si è comunque dimostrato una squadra tosta e cattiva, in grado di non mollare su ogni pallone. Il pareggio è giusto, anche se è un peccato». E per una volta il clima nella truppa non è a livelli alti. Sembra aver toccato i minimi storici. Con un Gasperini mai così furente.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa finisce la benzina Rimandate le prove di fuga. Match a due volti con i rossoblù che partono fortissimo, ma poi subiscono il ritorno degli avversari Perla di Rossi, ma nella ripresa il Verona pareggia È il primo pareggio dall´inizio del campionato Nel finale a Gasperini manca un terminale offensivo. di Gessi Adamoli. VERONA - Il primo pareggio della stagione (a Verona non vince dal 1958.) per il Genoa al termine di una partita che ha fatto pochissimo per vincere, ma che ormai sembrava avere in pugno. In curva un migliaio di tifosi rossoblù (un treno speciale e 8 pullman), i compagni del gruppo "Sette Settembre" (il giorno della fondazione del Genoa) hanno ricordato Monica Di Mari, la ragazza uccisa mercoledì scorso all´Ipercoop di Carasco. In campo non c´è il Verona che t´aspetti. Ficcadenti ha miracolosamente rivitalizzato la squadra imbarazzante che sette giorni prima si era fatta battere in casa dall´Albinoleffe. Azzecca, il tecnico gialloblù, la scelta di attaccare il Genoa, una tattica aggressiva che probabilmente è la sola che, in questo momento, consenta di provare a contrastare la squadra rossoblù. Parte bene il Genoa, funziona soprattutto la sovrapposizione Fabiano-Sculli a sinistra. All´8´ Greco ha possibilità di sbloccare il risultato, ma l´attaccante genoano non è ispirato come in altre occasioni. Poi cresce il Verona, perfino Nieto, l´attaccante argentino arrivato in prestito dal Genoa dopo essere stato bocciato da Gasperini, è meno macchinoso e maldestro del solito. Il primo campanello d´allarme suona al 25´, quando un rinvio svirgolato di Fabiano smarca Iunco in area: conclusione non irresistibile ed efficace respinta in volo plastico di Barasso. Ma tre minuti più tardi, a portiere battuto, è decisivo l´intervento di Biasi appostato sulla linea. Il gol del Genoa arriva due minuti prima del riposo: verticalizzazione di Adailton in favore di Marco Rossi che, ad un paio di metri dalla linea di fondo, inventa un diagonale di straordinaria precisione e potenza che non dà scampo a Pegolo. Nella ripresa il Genoa crede di avere già i 3 punti in tasca. Gasperini sostituisce Greco, non al top della condizione, con Longo per dare più peso al centrocampo. Rossi scala in avanti a fare il primo di destra del tridente con Adailton. Subito dopo Ficcadenti, che nel primo tempo era stato costretto a sostituire Sibilano con Perticone, si gioca contemporaneamente i due cambi che gli sono rimasti: fuori Cossu e Iunco, i suoi due spuntati attaccanti esterni, e dentro L. Greco e Foderaro. Il Genoa commette l´errore di pretendere di controllare la partita, si illude di poter congelare il match contro un avversario che ormai sembra svuotato. Manca un terminale offensivo centrale e così vengono frustrati tutti i numerosi potenziali contropiede della squadra rossoblù. Al Genoa, che intanto ha avvicendato Adailton con Aurelio (ma la sostanza là davanti non cambia) è fatale al 38´ un rimpallo al limite della propria area, la palla schizza verso il Greco veronese che di testa la mette in rete.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Milanetto poco ispirato, Sculli incanta. Da Adailton solo l´assist. Barasso 6: è attento su Iunco. Criscito 6: è "fuori piede" e il suo disagio di sinistro si nota soprattutto quando è chiamato ad impostare. De Rosa 6,5: attento in fase difensiva, pronto in quella di rilancio. Biasi 6,5: provvidenziale quando sulla linea si sostituisce a Barasso. Rossi 7: un gol da cineteca (quasi alla Mortensen). Milanetto 5,5: meno ispirato di altre volte. Dal 27´ st Juric sv Coppola 6: la solita grande quantità. Fabiano 5,5: partita a due volti. Adailton 5,5: E determinante solo in occasione dell´assist per Rossi. Dal 36´ st Aurelio sv. Greco 5,5: resiste un´ora, anche se non è in una delle sue serate migliori. Dal 15´ st Longo 5,5: non entra in partita con autorità. Sculli 6,5: lotta, tiene palla, fa salire la squadra e favorisce gli inserimenti di Fabiano, davvero un momento magico.

 

IL GIORNALE - Rossi lancia il Genoa in fuga, il Verona lo riprende nel finale. di Luca Russo - da Verona. Non riesce al ìGenoa la grande fuga. Al Bentegodi finisce 1-1 al termine di un match sicuramente non spettacolare e spigoloso con i rossoblu un po' appannati di fronte ad un Verona spuntato, ma volitivo. Il Grifone mantiene comunque la testa della classifica con due lunghezze di vantaggio sul Rimini. Il gruppo di Gasperini si fa inizialmente sorprendere dall'inizio arrembante degli scaligeri. Poi esce fuori va in vantaggio grazie ad una perla di Rossi. Nella ripresa la squadra del presidente Preziosi manca un po' di lucidità il Verona ci prova e alla fine riesce nell'impresa del pareggio con Greco, quello gialloblù. Dai mille tifosi rossoblu arrivati al Bentegodi c'è comunque il tributo a Monica De Mari, la vigilante uccisa a Carasco che ieri dove essere lì con loro. BARASSO 5.5 Chiude bene lo specchio della porta anche se in uscita desta qualche preoccupazione. CRISCITO 5.5 Manca Bega squalificato e lui, sinistro, viene sacrificato a destra. Non mostra la solita sicurezza che gli ha guadagnato il titolo di giovane Maldini. DE ROSA 6 Il tridente del Verona non avrà qualità, ma ci mette l'anima per mettere in difficoltà la difesa e qualche volta ci riesce mandando in affanno anche un giocatore d'esperienza come lui. BIASI 6. Si vede che sente molto la partita, qualche disimpegno non è proprio da manuale, ma poi salva sulla linea una pericolosa conclusione di Iunco. Nella ripresa ROSSI 7 Silente, ma in agguato. Nel primo tempo non sembra la solita freccia, le azioni più importanti arrivano dalla sinistra, ma è solo una questione di numeri. Quello più importante è il suo con il gol capolavoro al 44'. Nella ripresa cresce e prende per mano la squadra con continue accelerazioni. COPPOLA 6 E' il solito mastino, ma la conclusione verso la porta è roba per altri e lui si ostina un po'. Poi si sacrifica a destra in un secondo tempo che diventa un po' lo specchio di un Genoa per una volta un po' troppo approssimativo. MILANETTO 6.5 Attento, preciso. Conquista palla, prende compasso e riga e ancora una volta disegna il centrocampo. (Dal 27' st JURIC 5.5). FABIANO 6.5 Spinge e molto e qualche volta paga dazio con Iunco che dalla sua parte sembra imprendibile. In fase offensiva non sempre è supportato da Sculli e allora prende l'iniziativa con profitto. Nella ripresa sfiora il gol dopo una triangolazione con Adailton. ADAILTON 6.5 Torna al Bentegodi da avversario. Su di lui piove anche qualche fischio ingeneroso. È un professionista, non ci fa caso e delizia subito tutti con un colpo di tacco nei pressi dell'area gialloblù che Criscito non capitalizza. È suo l'assist che consente a Rossi di gonfiare la rete. Nella ripresa rallenta il ritmo. (Dal 36' st Aurelio sv). GRECO 5. 5 Si presenta davanti a Pegolo e fallisce il gol. Non è al top e si vede, ma si danna comunque per i compagni. (Dal 15' st LONGO 6 Diligente). SCULLI 6 Dovrebbe fare l'attaccante, ma la prima cosa importante la fa in difesa quando nel primo tempo Barasso esce male e lui spazza via. Viaggia a corrente alternata. GASPERINI 6 Meno convincente del solito con i cambi che non lo premiano. Juric non gira mentre Longo non fa il vice Milanetto. Arbitro AYROLDI 5.5 mediocre

 

GAZZETTA DELLO SPORT - Il Genoa spreca a Verona. I rossoblù passano nel primo tempo, poi Gasperini toglie Milanetto e Adailton e lascia la squadra in balìa dei non pochi svarioni nella retroguardia. Così il Verona ne approfitta (1-1). VERONA. Mai fidarsi troppo dei propri mezzi. E mai sottovalutare troppo l'avversario. Anche se quest'ultimo è un Verona spuntato, reduce da un lungo digiuno di gol. E' la lezione che stasera ha imparato a sue spese il Genoa che, trovato il vantaggio nel primo tempo grazie alla talentuosa ditta Adailton-Rossi, ha poi fatto poco e niente per chiudere la partita e si è fatto beffare a fine ripresa, anche a causa di una difesa non all'altezza di chi si candida alla promozione. Il Verona parte con la carica di chi tiene a dimostrare di non avere alcun timore reverenziale nei confronti della capolista. La quale dà l'impressione di voler lasciar sfogare l'avversario per poi colpirlo, e in effetti dopo una decina di minuti è proprio il Genoa ad arrivare a un passo dal gol e a sprecare con Greco. Poi però la squadra di Gasperini inizia a giocare con troppa sufficienza, soprattutto in difesa, e arrivano gli svarioni: per due volte i rossoblù devono salvarsi nei pressi della linea di porta, e un'altra volta è provvidenziale un volo plastico di Barasso. A quel punto nel Genoa l'allarme suona, e a fine tempo interviene la classe: Adailton dall'angolo alto a destra dell'area trova con un servizio delizioso il corrdoio giusto per servire Rossi, che in velocità tira imparabilmente sul secondo palo. Nella ripresa i genoani tornano in campo con una sicurezza anche maggiore in virtù del vantaggio, ma anche con un po' più di attenzione in difesa. E la prima occasione da gol è proprio rossoblù grazie a un'acrobazia di Fabiano, che però tira alto. Il Verona, tra l'altro, sembra soffrire più del Genoa il suo campo di gioco, reso scivoloso dall'umidità. Senza contare che le sostituzioni di Ficcadenti, che toglie punti di riferimento importanti come Cossu e Iunco, disorientano la squadra: la partita si fa via via più confusa, a tutto vantaggio del Genoa. Gasperini a quel punto pensa di potersi permettere la sostituzione di Milanetto e poi Adailton. Ma l'errore difensivo rossoblù è sempre in agguato e arriva puntuale quando, su tocco dal limite di Perticone, la retroguardia lascia libero Greco a tu per tu con Barasso, forse cercando il fuorigoco: è il pari per un Verona che forse non ci sperava più.

 

AKAIAOI