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TORNEO INTERNAZIONALE DI VIAREGGIO 2007 |
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08 Febbraio 2007 - Ceparana (Spezia) - Girone di qualificazione GENOA - REGGINA 1 - 0 (0 - 0) Rete: 93' Siligato. GENOA: Russo, D'Alessandro, Borghese, Tiago, Di Maio, Cotellessa, Raggio Garibaldi, Rivaldo, Ledesma (67' Martucci), Eusepi (57' Siligato), Forestieri (93' Rondinara). Allenatore: Torrente. REGGINA: Marino, Sapone, Ungaro, Porcaro (79' Mamadou), Barillà, Thakraji, Kras, Teikler (63' Koris) Barbagallo (72' Toscano), N.Viola, A.Viola. Allenatore: Orlandi. Arbitro: D'Ascoli di Arezzo. Ammoniti: Kras e Forestieri. Espulsi: 85' Kras, Mamadou.
LA REPUBBLICA - Viareggio, buona la prima Siligato stende la Reggina. di Gessi Adamoli. Avversari in nove, i grifoncini trovano il gol della vittoria soltanto nel recupero . Ceparana - La prima partita a porte aperte, dopo la guerriglia di Catania, porta i ragazzi del Genoa nell´entroterra di Spezia. Un campo spellacchiato e pieno di fango come nel calcio di una volta, pieno di romanticismo e senza spranghe e bombe carta. A guidare i ragazzi del Genoa non c´è un allenatore qualunque. Vincenzo Torrente ha più di 400 presenze con la maglia del Grifone ed era il capitano quando venne ucciso Spagna. Toccò a lui parlare ai tifosi della Nord e fare un appello attraverso l´altoparlante: «E come non ricordare Capello che mi ripeteva di non dire niente perché voleva continuare a giocare». Il "Viareggio" con in campo gli aspiranti calciatori che provano a mettersi in mostra ed un pubblico quasi interamente comporto da parenti ed osservatori ha sempre voluto lanciare un messaggio di fratellanza. Ed è giusto che si sia ripreso con il calcio dei giovani, contro la Reggina (in 9 nel finale per le espulsioni di Mamadou e Kras), il Genoa per trovare il gol vittoria ha dovuto aspettare il 93´. L´ha segnato di forza, finendo in porta col pallone, Siligato, genovese del Cep che spera così di aver dato un calcio alla sfortuna e a quegli infortuni che rischiavano di compromettere una carriera che si annunciava importante. Tutti aspettano lo show del "Topa" Forestieri e invece in cattedra sale un ragazzo di Chiavari: Silvano Raggio Garibaldi. Classe 1989, va su tutti i palloni alla Gattuso, salvo poi non buttarli via ma provare anche a cucire il gioco. E, intanto, Preziosi ed i suoi uomini hanno messo le mani su un altro grande talento. Viene dalla Slovenia si chiama Dejan Lazarevic è un trequartista di grande qualità e compirà 17 anni giovedì prossimo: è stato l´ex bomber rossoblù Massimo Briaschi a segnalarlo. In tribuna due vecchie conoscenze rossoblù, Spartaco Landini e Davide Scapini.
10 Febbraio 2007 - Genova Arenzano - Girone di qualificazione GENOA - NEW YORK STARS 8 - 1 (3 - 1) Reti: 03' Di Maio, 31' Torman (Aut), 34' Siligato, 42' Ojanguren, 60' e 67' Di Maio, 74' Forestieri, 81' Eusepi, 86' Costantini. GENOA: Russo, D'Alessandro, Borghese, Tiago, Di Maio, Cotellessa (69' Moschella), Raggio Garibaldi (69' Costantini) Rivaldo, Ledesma, Siligato, Forestieri (75' Eusepi). Allenatore: Torrente. NEW YORK STARS: Morelli, Torman, Filmor, Pirri, Gortwez (32' Lancellotti), Aggrey, Morello (50' Discipio), Topei, Maliniak (46' D'Alessandro), Smart, Ojanguren. Allenatore: Sederini. Arbitro: Gueli di Collegno. Ammonito: Forestieri
Davanti a un folto pubblico la Primavera del Genoa ha battuto gli americani del New York Stars nella seconda gara del Torneo di Viareggio. Troppo netta la differenza di valori, anche per prendere come oro colato le indicazioni fornite dal campo. Sta di fatto che i rossoblù hanno divertito, a tratti entusiasmato con azioni travolgenti. Addirittura una tripletta per il difensore Di Maio. Le altre segnature sono venute su autogol di Torman, poi con Forestieri che ha raccolto un assist di Ledesma, Siligato, Eusepi e Costantini. Prossimo incontro lunedì alle 15, sempre ad Arenzano, contro il Real Arroyo Seco.
12 Febbraio 2007 - Genova Arenzano - Girone di qualificazione GENOA - REAL ARROYO SECO 2 - 1 (1 - 1) Reti: 20' Borghese, 48' Vanelli, 60' Ledesma. GENOA: Russo, D'Alessandro, Borghese, Tiago, Di Maio, Cotellessa, Raggio Garibaldi, Rivaldo, Ledesma, Eusepi, Martucci. A disposizione: Ippolito, Rondinara, Costantini, Siligato, Innocenti, Moschella, Pacella. REAL ARROYO SECO: Vigil, Schunke, VonArx, Flores, Vanelli, Caceres, Schonfield, Verdini, Zanabria, Altamirano, Soldatelli. Allenatore: Runque. Arbitro: Cornero di Milano. Espulsi: 37' Flores, 65' Von Arx e R.Garibaldi, 66' Vigil, 67' Schonfield, 69' Caceres. Partita sospesa al 70'. Decretata la vittoria 3 a 0 a tavolino per il Genoa.
IL SECOLO XIX - Al torneo di Viareggio furia argentina. L’arbitro sospende la gara con il Genoa dopo 5 espulsi Aggredito dai giovani sudamericani, finisce all’ospedale. di Giovanni Ciolina. Arenzano. Un calcio alla schiena dell’arbitro, reo di aver espulso cinque compagni di squadra per gioco violento.Ma soprattutto un calcio a tutto il mondo del pallone già alle prese con i noti problemi della violenza. La vetrina del calcio italiano del torneo di Viareggio si trasforma in un maredi fango per la formazione argentina del Real Arroyo Seco e per un giovane giocatore della panchina che, al triplice fischio finale della gara per mancanza di numero legale di giocatori della compagine argentina, si alza dalla panchina e si avventa contro l’arbitro Enrico Cornero di Genova. Tre minuti di follia pura. Tre minuti nel quali il direttore di gara deve estrarre quattro volte il cartellino (21’ st Von Arx e Raggio Garibaldi; 22’ st. il portiere Gonzalo Vigil e Jonas Oscar Schonfield; 24’Ezequiel Caceres) e si trova costretto a sospendere l’incontro visto che al 37’ del primo tempo Fernando Flores aveva dovuto lasciare il campo. Tre minuti di caccia all’uomo, sfociata in un calcio al volo alla schiena all’arbitro e poi una corsa folle di Paniagua, inseguito e trattenuto dai compagni. Il film della drammatica e disgustosa scena va in onda sul terreno in sintetico di Arenzano, teatro prescelto dall’organizzazione della manifestazione viareggina per due gare del Genoa di Vincenzo Torrente. Attimi, e il terreno in riva al mare diventa una plaza de toro con i giocatori argentini che si scatenano contro l’arbitro chiamato in extremis a sostituire l’indisposto Carlo Negrinelli di Lovere. Cornero, promettente arbitro della Can D nazionale, cerca di evitare il contatto con i giocatori sudamericani, poi si chiude nello spogliatoio in attesa dell’arrivo dei carabinieri. Contro la porta volano calci e insulti. Sono momenti di estrema tensione. Prima di entrare nella palazzina che ospita gli spogliatoi un giocatore ospite lancia una bottiglia di plastica all’indirizzo dei tifosi sugli spalti (circa 300) sugli spalti. Torrente, dopo aver cercato di sedare la bagarre scatenatasi in campo, ha raccolto i suoi giocatori nell’area di rigore opposta agli spogliatoi per evitare di finire nellla mischia. Solito Vince: signore in campo e fuori. Ad Arenzano vanno in onda scene che non si vorrebbero assurde, tanto meno in una vetrina giovanile tanto importante. Il risultato (vantaggio del Genoa per 2 1 al momento della sospensione, retidiBorghese e Ledesma) diventa secondario nonostante valga la qualificazione agli ottavi per i ragazzi di Torrente. Domani i Grifoncini sfideranno l’Inter a Quarrata in provincia di Pistoia. Ma intanto, l’auspicato terzo tempo del rugby applicato al calcio non va in scena in Liguria e il pomeriggio non si conclude con il rientro delle squadre in campo. Tutta la comitiva argentina viene accompagnata in caserma per il riconoscimento, un dirigente del Grifone (Ubaldo Traverso, 75 anni) finisce all’ospedale di Voltri per un malore provocato da uno sbalzo di pressione. I medici dell’ospedale un’ora dopo visiteranno anche l’arbitro per la contusione alla schiena. La prognosi è di cinque giorni e la vicenda dal punto di vista penale dovrebbe fermarsi qui. Serve una denuncia di parte per procedere: persino gli stessi argentini hanno affermato ai carabinieri di voler riununciarvi nonostante qualche giocatore abbia evidenziato escoriazioni. In serata il dirigente Traverso fa ritorno , ma nella sua mente resta ben impresso il pomeriggio di follia vissuto ad Arenzano. Le sequenze dell’aggressione, immortalate dalle immagini della Amanuensi (il service genovese che ha ripreso la partita) sono state acquisite dai carabinieri di Arenzano che hanno individuato i principali artefici della violenza. In particolare il numero 18 in maglia arancione, tal Saul Magno Paniagua (fisico possente e somiglianza con il pugile Carlos Monzon), del quale sono stati acquisiti gli estremi del passaporto. Solo attorno alle 19 la comitiva argentina ha potuto fare ritorno nel ritiro di Viareggio (dal quale sarebbe partita alle 12 di ieri), in tempo per partecipare alla cena di gala programmata dagli organizzatori. In serata arriva la decisione della commissione disciplinare di assegnare la vittoria a tavolino (3 - 0) al Grifone, ma il presidente del Real annuncia ricorso a Fifa e Federazione argentina. Resta il fango e la brutta figura. Un pomeriggio da dimenticare.
LA REPUBBLICA - Non si salva nemmeno il Viareggio botte, caccia all´arbitro e denunce. Sei giovani espulsi in Genoa-Arroyo, gara interrotta, gli argentini tentano di aggredire il direttore di gara: finisce in rissa. di Gessi Adamoli. Arenzano - Non c´è pace sui campi di calcio italiani, un arbitro, il genovese Enrico Cornero, è stato rincorso e preso a calci da un giocatore della squadra argentina del Real Arroyo Seco di Santa Fè durante una partita del Torneo di Viareggio, quello che è considerato un mondiale giovanile per squadre di club. Velocissimo nello scappare, il direttore di gara è fortunatamente riuscito a schivare quasi tutti i colpi che il diciannovenne argentino, Saul Magno Paniqua, sparava all´impazzata. Medicato in ospedale, gli venivano prescritti cinque giorni di prognosi. Il direttore di gara, con oltre venti minuti d´anticipo, aveva decretato il termine della partita che vedeva gli argentini di Santa Fè («tutti comunitari» come annunciava trionfante prima della partita il loro agente italiano e dunque in caccia di ingaggi lucrosi) opposti al Genoa. Già nel primo tempo i nervosissimi ragazzi argentini erano rimasti in 10, poi nella ripresa, in rapida successione altri quattro cartellini rossi, oltre, buon peso, anche l´allenatore Runque. E al 23´, con il Genoa in vantaggio per 2-1, il Real Arroyo non aveva più il numero minimo di giocatori previsto dal regolamento per continuare a giocare. Così, quando Cornero ha dato il triplice fischio finale, si è scatenata la gazzarra. Qualcuno se l´è presa con il genoano Ledesma, forse perché da argentino aveva segnato il gol che aveva riportato il Genoa in vantaggio, mentre Paniaqua, che indossava la giacca della tuta, essendo uno dei giocatori rimasti in panchina, concentrava le sue attenzioni sull´arbitro. Non avendo la maglia con il numero, i carabinieri hanno potuto identificarlo negli spogliatoi solo grazie al filmato di un cineoperatore. I giocatori argentini hanno emulato le poco gloriose gesta di Aguirre-Suarez, Manera e Poletti, che venne addirittura arrestato, nella finale della Coppa Intercontinentale del ´69 che l´Estudiantes perse con il Milan. Mentre i ragazzi genoani restavano prudentemente in campo, verso la porta più lontana, per evitare il contatto fisico, gli argentini hanno continuato il loro show lanciando alcune pietre raccolte nel piazzale davanti agli spogliatoi verso il pubblico. Intanto l´anziano dirigente del Genoa addetto all´arbitro, Baldo Traverso, aveva un malore e veniva trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso. Il pullman della squadra argentina prendeva invece la strada della vicina caserma dei carabinieri, dove avveniva l´identificazione di Paniqua contro il quale l´arbitro Cornero, se lo riterrà, potrà procedere con una querela di parte. Sconcertato il tecnico genoano Vincenzo Torrente, che era il capitano della squadra rossoblù, quando 12 anni fa, fuori dallo stadio Ferraris venne ucciso Vincenzo Spagnolo: «Un´altra sconfitta per quello che una volta era il gioco più bello del mondo. Ma evidentemente il malessere è di fondo, non solo italiano».
IL GIORNALE - Rissa furibonda, partita sospesa fra «baby» rossoblù e argentini. di Luca Russo - Finisce come una partita a poker in un saloon: con gli sconfitti all'assalto selvaggio dei vincitori. I grifoncini passano, ma devono fare i conti con la rabbia incredibile ed ingiustificata degli avversari, gli argentini del Real Arrojo Seco rimasti in sei per le cinque espulsioni, rabbia che si ferma solo di fronte all'intervento dei carabinieri che accompagnano i ragazzini terribili in caserma per le identificazioni di rito. Il tutto succede al Torneo di Viareggio - 59° Coppa Carnevale la fucina dei campioni del domani e la cosa fa ancora più male se la si accosta ai tragici fatti di Catania. Teatro del far west è stato il campo sportivo di Arenzano dove il Genoa Primavera e i sudamericani si giocavano la qualificazione alla seconda fase del torneo. Al minuto 23 della ripresa, con la squadra di Torrente in vantaggio per 2-1 grazie ai gol di Borghese nel primo tempo e Ledesma nel secondo, un giocatore argentino fa l'ennesimo intervento falloso pericoloso sulle gambe di un calciatore rossoblù. L'arbitro Cornero di Milano non può fare altro che punire il sudamericano con il rosso. Il Real Arrojo Seco resta in sei mentre il Genoa, con un espulso, è in dieci. Il regolamento parla chiaro: la partita deve essere sospesa con la vittoria per i rossoblù. Così fa il direttore di gara e gli animi si incendiano ulteriormente con i sudamericani che cercano prima di aggredire la giacchetta nera e poi i grifoncini che Torrente a fatica trascina negli spogliatoi per evitare che la situazione degeneri. Finisce nel peggiore dei modi insomma anche se il Genoa Primavera conquista un'importante qualificazione.
IL SECOLO XIX - Torrente: «ho capito subito le loro intenzioni bravi i miei a non reagire usando i pugni». di Giuliano Gnecco. Genova. Vincenzo Torrente, tecnico dei Grifoncini, è ancora indignato: «Si parla sempre del calcio italiano, questa volta bisogna sottolineare la vergogna degli argentini. Ho capito subito che erano venuti con cattive intenzioni, non so perché. Ho avvertito i miei, che sono stati intelligenti, hanno mantenuto un atteggiamento esemplare. Avevo paura per loro, ma hanno subito sputi, cazzotti e gomitate senza reagire, dimostrando grande maturità. Quello che è successo è vergognoso. E oggi mi ritrovo contro l'Inter agli ottavi senza Raggio Garibaldi che è stato espulso per aver preso una gomitata...». Conferma Cesare Gussoni, presidente dell'Associazione Italiana Arbitri: «Gli argentini sono entrati in campo prevenuti - racconta il numero uno degli arbitri italiani - In campo si sono messi a picchiare e a sputare. Cornero si è trovato nella necessità di dover espellere nel primo tempo un giocatore per fallo da ultimo uomo. Poi, quando il Genoa ha segnato il 2-1, gli argentini hanno perso la testa, hanno picchiato come pazzi. E l'arbitro ha dovuto espellere finché non è mancato il numero legale. Ha fischiato la fine, e a quel punto apriti cielo». Aggiunge Gussoni, a proposito di Cornero: «Ho parlato con il ragazzo, che sta bene. Ha preso un calcio ma sta bene. È stato ricoverato perché si temevano problemi a un rene, che fortunatamente non ci sono. Però si è trovato di fronte a una gara incredibilmente difficile». Oggi alle 15 i Grifoncini torneranno in campo a Quarrata, in Provincia di Pistoia, per affrontare l'Inter, arbitra Davide Pecorelli di Arezzo. «Noi siamo tranquilli perché non c'entriamo nulla con quanto è successo - sottolinea Torrente - A fine partita ho portato i ragazzi da una parte perché non fossero coinvolti. Sono stati encomiabili»
14 Febbraio 2007 - Quarrata (Pistoia) - Ottavi di Finale GENOA - INTER 1 - 1 (1 - 0 , 1 - 1) (9 - 8 ai rigori) Reti: 08' Forestieri, 53' Siligardi (Rig) GENOA: Russo, D’Alessandro, Borghese, Di Maio, Tiago, Cotelessa (75' Pasqui), Moschella, Rivaldo, Ledesma (56' Martucci poi 91' Costantini), Siligato, Forestieri. Allenatore: Torrente. INTER: Tornaghi, Fais, Fautario (46' Pedrelli), Bonucci, Esposito, Filkor, Puccio (46' Cocchiere) Bolzoni, Siligardi, Litteri (76' Slavkovski), Ribas. Allenatore: Esposito. Arbitro: Pecorelli di Arezzo. Ammoniti: D'Alessandro e Bolzoni. Espulsi: 63' D'Alessandro, 84' Pedrelli. Rigori: Forestieri, Siligardi, Tiago, Bonucci (parato), Siligato, Cocchiere, Moschella, Filkor, Costantini (fuori), Slavkovski, Pasqui, Fais, Borghese, Bolzoni, Rivaldo, Esposito, Di Maio, Ribas (parato).
IL SECOLO XIX - Grifoncini ai quarti contro lo Spartak. Viareggio. Palla da una parte, portiere dall'altro. Il tiro del difensore Di Maio finisce nel sacco e fa 9-8, i Torrente boys passano ai quarti di finale del Viareggio, superando i baby Moracticos. Oggi incontreranno i moscoviti dello Spartak che ha eliminato (5-3) il Santos Laguna. «Buona gara e successo meritato» dice mister Torrente. Primo tempo appannaggio rossoblù con la rete di Forestieri, fresco alfiere del club (Mira El Topa) a lui dedicato. Forestieri va a segno al 7' con un diagonale secco dal vertice dell'area. Un paio di altre occasioni per consolidare il risultato non vanno a buon fine. Nella ripresa l'Inter tenta il recupero e riequilibrano le sorti al 55' con il rigore (dubbio) realizzato da Siligardi, promessa superosservata con Ribas. L'1-1 rimane sino alla fine e per schiodarlo i grifoncini che lamentano un rigore non concesso du Forestieri, devono aspettare i rigori per proseguire, meritatamente, nel cammino. Due gli espulsi (D'Alessandro e Pedrelli). Russo quindi sugli scudi ad annullare un'occasionissima nerazzurra. Quindi i rigori con la realizzazione decisiva di Di Maio.
LA REPUBBLICA - Rigori batticuore Inter battuta 9-8 oggi lo Spartak. di Luca Palmieri. I rossoblù ai quarti del torneo di Viareggio affrontano i moscoviti. Grande impresa del Genoa, che supera ai rigori l´Inter a Quarrata e si qualifica per i quarti di finale del torneo di Viareggio. La formazione di Torrente ha messo in campo tutta la determinazione possibile per superare i favoriti nerazzurri e soprattutto le qualità tecniche di Fernando Forestieri. È stato proprio El Topa a portare in vantaggio i rossoblù già all´8´ con un preciso destro appena entrato in area. I grifoncini sono stati padroni del primo tempo ma nella ripresa hanno subito il ritorno dell´Inter ed anche qualche contestata decisione dell´arbitro come quella che ha portato al rigore del pareggio nerazzurro trasformato, all´8´ della ripresa, da Siligardi e l´espulsione di D´Alessandro poco dopo. Il Genoa ha resistito in dieci e l´espulsione dell´interista Pedrelli ha ristabilito la parità numerica. Al 90´, come da regolamento, la partita è andata ai calci di rigore e, al termine di una serie infinita (Costantini, entrato prima della fine proprio perché specialista sui calci piazzati, aveva tirato fuori il quinti penalty che poteva dare subito la vittoria), il difensore Di Maio ha calciato in rete il penalty della qualificazione e del 9-8 finale. Durante i rigori espulso anche Borghese, per un diverbio col portiere avversario, e oggi non giocherà contro lo Spartak Mosca a Pietrasanta.
GAZZATTA DELLO SPORT - Viareggio: fuori Inter e Juve - Tante sorprese dagli ottavi di finale: il Genoa elimina i nerazzurri ai calci di rigore. Quarrata (Pistoia) - Si decide tutto ai rigori. Sbaglia Ribas, dopo i primi 5 tiri dal dischetto con un 4 a 4 di parziale (errori di Bonucci e Costantini). Tiro sbilenco e centrale. Ma non fatene una colpa all'uruguaiano, perché proprio Ribas (figlio dell'ex tecnico del Venezia) aveva rimesso in gara l'Inter guadagnando un rigore e dando la carica in una ripresa che l'Inter ha dominato. Ma potevano svegliarsi prima i giocatorini di Moratti, e non regalare il primo tempo al Genoa andando sotto d'un gol e rischiando di trovarsi fuori dai giochi già nella prima frazione di gioco. Nella ripresa hanno la possibilità anche di giocare con un uomo in più fin quando l'espulsione di Pedrelli non riporta la sfida in parità numerica. Primo tempo - E' tutto del Genoa, l'Inter non riesce a trovare la porta nemmeno se ricorresse alla bussola. Centrocampo svagato, leggerino, che fa poco filtro davanti la difesa e nel pressing non recupera palloni, specie quelli determinanti che ballonzolano davanti l'area di rigore. E proprio da quella zona nasce il vantaggio del Genoa, sugli sviluppi d'un angolo, con Forestieri che piazza la sassata giusta potendo tirare indisturbato sebbene da distanza proibitiva. Non solo: l'arbitro nega a Forestieri un rigore che sembrava abbastanza netto (palla a scorrere di Esposito che lo blocca, ma la punizione è per i nerazzurri). I liguri fanno un pressing alto e asfissiante, l'Inter subisce troppo, e riesce a ravvivarsi solo quando quel 4-3-3 con Siligardi a partire dai lati (ma con compiti anche da centrocampista) può vederlo porsi, in pianta stabile, dietro le punte Ribas e Litteri, per un 4-3-1-2. Un colpo di testa di Esposito (39' cross di Siligardi) e poi un tiro proprio del fantasista (41') vede Russo chiamato in causa o, comunque, sobbalzare per palloni radenti il palo. Ledesma (42'), su un cross da sinistra, trova la botta al volo ma Tornaghi para bene. Secondo Tempo - Cambia completamente volto l'Inter e con lei la gara che, con i nerazzurri arrabbiati, alla ricerca forsennata del pari, inizia a regalare emozioni a raffica. Il tecnico Esposito parte con una difesa a tre rinfoltendo il centrocampo (3-4-3 spurio) e inserendo Pedrelli e Cocchiere (tra i maggiori artefici della metamorfosi). Proprio quest'ultimo di testa sfiora il palo, e una punizione di Siligardi fa la stessa fine. Ma sempre lui s'inventa il cross che vede D'Alessandro abbracciare in area Ribas che cade, guadagnando un rigore anche abbastanza ingenuo per come è arrivato. Dal dischetto, il peperini che copia Bechkam sui calci piazzati, fa infilare il pallone sotto la traversa. L'Inter continua a macinare gioco, cambia anche assetto, Esposito, per continuare a tenere in pugno la partita. Ci riesce, il 4-2-3-1 nerazzurro (Cocchiere dietro Ribas punta centrale, con Litteri e Siligardi ai lati) mentre davanti la difesa fanno da diga Bolzoni e Filkor (che finalmente trovano una loro dimensione, senza risultare pesci fuor d'acqua come accaduto nel primo tempo). Devono ripartire, rubar palla e interdire: lo sanno, eseguono, e non si fanno prendere la mano da palleggi inutili, sterili e pericolosi. Rigori - L'assalto nei minuti finali dell'Inter produce solo palpitazioni ai tifosi ma non gol. Dal dischetto sbaglia per prima l'Inter, con Bonucci che si vede respinto il tiro da Russo. Costantini pareggia il conto degli errori, dopo che Forestieri sigla un rigore da carambola: palla sul palo destro, che finisce di rimbalzo sul palo opposto e termina, per sua fortuna, la traiettoria in rete. Poi, nei tiri ad oltranza, l'errore di Ribas, probabilmente emozionato dalla presenza di papà in tribuna. Dopo di lui al tiro va Di Maio: il difensore arrivato al Genoa grazie ad una letterà del papà che chiedeva un provino è inesorabile e non sbaglia.
15 Febbraio 2007 - Pietrasanta (Lucca) - Quarti di Finale GENOA - SPARTAK MOSKOW 2 - 1 (1 - 1) d.t.s. Reti: 22' Prudnikov, 41' Shpedt (Aut) o rete di Tiago, 110' Forestieri GENOA: Russo, Cannella, Tiago, Di Maio, Rondinara, Ledesma (58' Siligato), Pasqui, Moschella, Rivaldo, Forestieri, Eusepi (81' Innocenti). Allenatore: Torrente.SPARTAK MOSKOW: Gubin, Gultyaev, Shpedt, Andreev (46' Rhyzov) Badyautdinov, Lugachov, Ivanov, Bazhev (73' Grigoryen), Fomin, Maloyan (85' Tumenko), Prudnikov. Allenatore: Romashchenko. Arbitro: Baratta di Salerno. Ammoniti: Rondinara, Shpedt, Di Maio, Badyautdinov.
IL SECOLO XIX - Forestieri segna: baby Grifoni in semifinale. Nonostante le assenze, la squadra di Torrente rimonta la rete dello Spartak Mosca e si qualifica nei supplementari. di Giuliano Gnecco. Il sogno continua. Un sogno spezzato due anni fa, con con l'ombra di Moggiopoli sulla finale. Il Genoa conquista la semifinale del Torneo di Viareggio: i Grifoncini affronteranno l'Empoli domani sera (20,30) a Rosignano Solvay, provincia di Livorno. È una grande impresa, perché contro lo Spartak Mosca i rossoblù erano privi di D'Alessandro, del forte difensore Borghese e del centrocampista Raggio Garibaldi: ha un futuro assicurato, insieme al più giovane fratello portiere. È una grande impresa anche perché i baby avevano ancora nelle gambe la partita di appena ventiquattro ore prima con l'Inter. Invece, nonostante tutto, il Genoa ha avuto la forza di recuperare lo svantaggio iniziale e imporsi nei supplementari. «È stata una grande prestazione a livello di spirito di gruppo - sottolinea il tecnico Vincenzo Torrente - Abbiamo sofferto, non era facile. Eravamo stanchi; i russi erano una squadra fisica, muscolare. Per me è una grande soddisfazione». Ora il sogno è prendersi la rivincita dopo la beffa di due anni fa: «Andiamoci piano - prena Torrente - Io penso solo a preparare la partita con l'Empoli, che è una delle squadre favorite. ultimamente ha fatto molto bene, ha tradizione». Una finale due anni fa, una semifinale adesso: nella storia del Grifone al Viareggio non era mai successo. C'è solo un minimo comun denominatore: l'allenatore. «Sono bravi i ragazzi - assicura Torrente - I complimenti vanno a loro. Sono splendidi sotto il profilo morale e della qualità. Questa è una squadra, sono puri. L'anno scorso ho dovuto preparare una squadra in una settimana; quest'anno, e quando siamo arrivati in finale, ho potuto contare su un periodo di cinque-sei mesi di lavoro insieme: è un vantaggio». È stato Rivaldo a propiziare l'autorete del provvisorio pareggio. poi il gol di Forestieri ha dato inizio alla festa, con un bandierone rossoblù sventolato in campo dai giocatori. Il sogno continua. Prossimo obiettivo intermedio: arrivare in finale.
LA REPUBBLICA -
Forestieri fa volare i Grifoncini. Invenzione del fantasista
argentino, per i ragazzi di Torrente semifinale con l´Empoli.
Pietrasanta. - Continua la bella favola dei grifoncini di Vincenzo
Torrente, arrivati sino alla semifinale dopo aver superato, ai tempi
supplementari, lo scoglio Spartak Mosca. E ora per il Genoa,
vincitore morale dell´edizione 2005 (Moggi nello spogliatoio
dell´arbitro Messina prima della partita e direzione di gara pro
Juve in perfetto stile calciopoli), vuole prendersi sul campo quanto
gli era stato sottratto. Particolarmente ostico, però, l´avversario
che il Genoa si troverà di fronte. L´Empoli, che ai calci di rigore
ha avuto la meglio dell´Atalanta, è infatti da anni ai vertici del
calcio giovanile come confermano i numerosi talenti che sforna ogni
stagione. «Noi però non partiamo battuti - confida Mario Donatelli,
il responsabile del settore giovanile rossoblù - I ragazzi ci
credono, hanno formato un bel gruppo e l´atmosfera che si respira e
di quelle che invogliano a credere nel colpaccio. E poi, come si
dice, arrivati sino a Roma sarebbe un peccato non riuscire a vedere
il papa... ».
IL GIORNALE - I Grifoncini volano in semifinale. Si alimenta un sogno. Un altro va in frantumi. Umori, stati d'animo contrapposti per le formazioni Primavera di Genoa e Sampdoria al termine di due tirati e combattuti quarti di finale della 59a edizione del Torneo di Viareggio, entrambi conclusisi ai tempi supplementari. Sorridono e volano in semifinale i grifoncini di Vincenzo Torrente, che al “XIX Settembre” di Pietrasanta, in provincia di Lucca, regolano per 2-1 i russi dello Spartak Mosca, nonostante le pesanti assenze tra i pali e in difesa degli squalificati Raggio Garibaldi, D'Alessandro e Borghese. Passati in svantaggio al 22' del primo tempo per il colpo inferto da Prudnikov, i rossoblù reagiscono e si riportano ben presto in carreggiata: è il minuto 41 quando una punizione tagliata di Rivaldo provoca il maldestro intervento di Sphedt che insacca sciaguratamente nella propria porta. Si chiude così, sul punteggio di 1-1, la prima frazione di gara. Stesso parziale anche al termine ripresa (un palo colpito da Tiago Pires l'occasione genoana più ghiotta) e, come accaduto l'altro ieri contro l'Inter, non bastano 90 minuti per dirimere la questione. Stavolta, però, niente rigori: ancora mezz’ora da giocare nonostante le fatiche della sfida contro i nerazzurri si facciano sentire. Pronti, via e al 5' ci pensa un fulmineo contropiede di Fernando Martin Forestieri a portare il Genoa sul 2-1. Ed è proprio il terzo gol del “Topa” in questa competizione a risolvere la sfida contro i russi e a regalare ai giovani grifoni la semifinale contro l'Empoli in programma domani pomeriggio.
17 Febbraio 2007 - Rosignano (Livorno) - Semifinale GENOA - EMPOLI 0 - 0 (3 - 2 ai rigori) GENOA: Russo, D’Alessandro, Borghese, Di Maio, Tiago, Cotellessa, Raggio Garibaldi, Rivaldo, Forestieri, Eusepi (55' Rondinara), Ledesma (50' Martucci). Allenatore: Torrente. EMPOLI: Pelagotti, Arvia, Iacoponi, Rincon, Chiocchetti, Pizza, Caponi, Baldanzeddu (59' Pellecchia), Arcidiacono (79' Hemmy), Eder (11' Caturano), Cesaretti. Allenatore: Donati. Arbitro: Scoditti di Bologna. Ammoniti: Borghese, R.Garibaldi, Rincon, Forestieri, Arcidiacono, D'Alessandro. Espulso: 54' Borghese. Rigori: Arvia (fuori), Rivaldo, Rincon, Cotellessa, Cesaretti (palo), Forestieri, Pellecchia, Rondinara (parato), Hemmy (fuori).
IL SECOLO XIX - Grifoncini, cuore e rigori. domani in finale contro la Roma. di Giuliano Gnecco. In dieci dal 9' della ripresa, i ragazzi di Torrente la spuntano dal dischetto con gol di Rivaldo, Cotellessa e Forestieri. Rosignano Solvay. I sogni finiscono all'alba? Non sempre, talvolta svaniscono prima, sfumano quando il nuovo giorno non è ancora arrivato. Non stavolta, non stanotte. Il Genoa è in finale del torneo di Viareggio, per la seconda volta in tre anni: avversario, domani, la Roma. La squadra di Vincenzo Torrente passa ai rigori, ma è la vittoria del cuore, in dieci per tutto il secondo tempo e per i supplementari: per digerire una sconfitta a un passo dalla meta, con conti vecchi un paio d'anni da regolare, allo stadio "Eugenio Solvey" di Rosignano non sarebbe bastato tutto il bicarbonato del mondo. Dalla Liguria al seguito dei Grifoncini sono arrivati centinaia di tifosi: ci sono striscioni dell'Acg, dei club di Sestri Ponente e Savona. "La Primavera del Genoa? Un Torrente di emozioni", è scritto su un drappo nella Nord improvvisata. Fernando Forestieri è l'unico ad avere un club con tranto di striscione a suo nome: "Genoa Club mira el Topa". Mario Donatelli, responsabile del settore giovanile, dalla tribuna si coccola i suoi gioielli; per il vivaio rossoblùè un magic moment, Primavera a parte: gli Allievi di Luca Chiappino stanno andando benissimo, i Giovanissimi Nazionali di Michele Sbravati si sono qualificati per le finali della Nike Cup a Pescara (dal 2 al 4 marzo) con altre sette squadre più Inter e Juve partecipanti di diritto per meriti di sponsor: la vincente giocherà le finali mondiali a luglio in Cina, al seguito della tournée del Manchester United. I toscani sono privi del regista Musacci; sopperiscono giocando con il 4-2-3-1, nel quale Arcidiacono si piazza alle spalle del guizzante Cesaretti per lanciarsi in improvvise incursioni che fanno male. L'Empoli ha una lieve superiorità nel possesso palla e prova a schiacciare, ma i Grifoncini si difendono, provando anzi a ribaltare l'azione con rapidi ripartenze. Il Genoa trema però al 33', quando Eder su punizione timbra la parte bassa della traversa, poi Cotellessa spazza l'area. Sale l'incitamento dei tifosi rossoblù, però giusto al 45' Tiago Pires tocca pericolosamente in area Cesaretti che cade: l'arbitro fa proseguire, ma quella del portoghese è un'ingenuità che sarebbe potuta costare cara. I Grifoncini tengono, mettono in vetrina i piedi fini di Forestieri e Ledesma e la potenza di Eusepi, la grinta di Raggio Garibaldi e la spinta di D'Alessandro. Nella ripresa tutto si complica: Borghese lascia la squadra in dieci per somma di ammonizioni, e Torrente è obbligato a togliere Eusepi per coprirsi con Rondinara. Poco dopo Arcidiacono si lascia cadere in area: Scoditti corre per mostrargli il giallo ma, accortosi che l'attaccante è già ammonito, torna sui suoi passi. L'Empoli prende ancor più coraggio, il Genoa si chiude: davanti resta il solo Forestieri, con il sostegno di Martucci. I Grifoncini sono bravi ad addormentare la partita, che ha improvvise fiammate come al 36' quando Iacoponi trattiene in area Martucci: la maglietta dell'esterno rossoblù si allunga parecchio, l'ineffabile Scoditti non fa una piega. Si staglia l'ombra dei supplementari: il Genoa è anche stanco per gli impegni ravvicinati degli ultimi giorni. L'Empoli invoca un rigore per un contatto fra Russo e Rincon: questa volta l'arbitro ammonisce il brasiliano per simulazione. È l'ultimo sussulto, poi si va ai supplementari. I Grifoncini soffrono. Cotellessa ha un problema alla caviglia. Di Maio, di testa, al 6' del primo supplementare, colpiscee la trasversa su corner di Rivaldo. Paradosso, solo apparente: è il Genoa che esce alla distanza. E dal dischetto sogna: La Roma, domani alla 15, a Viareggio.
IL SECOLO XIX - Le pagelle. di G. Gnecco. RUSSO 6,5 Se due anni fa è stato premiato come miglior portiere del torneo, non è un caso: dà sicurezza al reparto dimostrando di saperci fare fra i pali e in uscita. D'ALESSANDRO 6,5 Gli tocca Eder, funambolico e veloce. La miglior difesa? L'attacco, così prova a spingere cercando il fondo. BORGHESE 5 Guida la difesa, cercando di portarsi su Arcidiacono quando l'avversario si inserisce aggredendo gli spazi. Poi becca il secondo giallo ingenuamente. TIAGO PIRES 6 É il più insicuro, il più timido nei contrasti: Cesaretti è dalla sua parte che cerca spazio per sfondare. Si piega ma non si spezza. DI MAIO 7 Dirottato a sinistra, gioca con giudizio su Baldanzeddu; spinge poco ma è scaltro nella fase difensiva. Poi passa in mezzo con l'espulsione di Borghese: si trova più a suo agio. COTELLESSA 6 Alto e dal passo lento, sopperisce però con grande senso della posizione: aiuta la retroguardia nelle chiusure e dà equilibrio al centrocampo. Segnadal dischetto con freddezza. SI. RAGGIO GARIBALDI 6,5 Cattivo come l'aglio: picchia, corre, pressa, aggredisce. E imposta pure. Si abbassa per tenere Arcidiacono in prima battuta, ma raddoppia su chiunque. Un difetto? Troppo irruente: gli arbitri non gradiscono. RIVALDO 6 Primo tempo pressoché da spettatore: uno come lui ci si attende di più. Nel finale di frazione si risolleva con un paio di giocate: non sbaglia il calcio di rigore. FORESTIERI 6 Ha un gioco di gambe straordinario, che mette in difficoltà gli avversari. Tende però, lui piccolino, ad alzarsi sempre la palla, finendo per farsela portare via. Segna dal dischetto. EUSEPI 6 Fisicamente è un centravanti vecchio stampo, ma interpreta il ruolo in maniera moderna. È un lottatore. (11' st RONDINARA 6: copre la fascia sinistra con compiti di copertura). LEDESMA 6 Con Forestieri parla il medesimo linguaggio tecnico. Difetta però di continuità (5' st MARTUCCI 6,5: dalla panchina al Ferraris direttamente alla semifinale del Viareggio con grande vivacità). EMPOLI Pelagotti 6; Arvia 6, Iacoponi 6,5, Rincon 6,5, Chiocchetti 6; Pizza 6,5, Caponi 6; Baldanzeddu 6 (13' st Pellecchia 6), Arcidiacono 6,5 (34' st Hemmy sv), Eder 6,5 (13' pts Caturano); Cesaretti 6,5. ARBITRO Scoditti di Bologna 5: affrettata l'espulsione di Borghese, anche se già Raggio Garibaldi aveva rischiato; i toscani protestano molto, e alla fine abbocca. Difficile da spiegare la mancata espulsione di Arcidiacono. Non vede un rigore su Martucci nel finale.
TUTTOSPORT - La finale è Roma - Genoa. Di rigore. Domani si conclude il torneo. I rossoblù in 10 nella ripresa per il rosso a Borghese. Rosignano. Massimo equilibrio e non poteva essere altrimenti. La paura di perdere frena la voglia di vincere di due squadre vicinissime all’ambito traguardo di giocarsi la vittoria del Viareggio 2007. Sono proprio i liguri a insidiare la porta di Pelagotti al 17’ con Di Maio che tenta la fortuna dalla distanza, con il numero uno azzurro pronto alla respinta. Risposta toscana col brasiliano Eder che centra la traversa su punizione. Ancora un calcio piazzato, stavolta per il Genoa, pareggia il conto delle occasioni migliori della prima parte di gara con Ledesma (40’) che costringe agli straordinari Pelagotti. Sul finire del primo tempo l’Empoli protesta per un atterramento in area di Tiago Pires ai danni di Cesaretti ma Scoditti lascia correre. Vivace l’inizio della ripresa con i rossoblù vicini al gol al 5’ con Cotellessa che duetta con Forestieri prima di calciare a fil di palo. Qualche attimo dopo, però, la squadra di Torrente rimane in 10 per i secondo giallo rimediato da Borghese e il tecnico rossoblù deve rivedere l’assetto tattico con l’inserimento di Rondinara per passare a un 4-4-1 con Forestieri punta alta e Ledesma abbassato sulla linea del centrocampo. In 10 contro 11 la partita dei grifoni diventa di contenimento mentre l’Empoli alza i ritmi. Le gambe però non sono quelle di inizio torneo e la fatica di tanti impegni ravvicinati si fa sentire. Si va avanti a fiammate da una parte e dell’altra con il Genoa che protesta per un presunto rigore al 35’: Iacoponi spinge Martucci che cade a due passi da Pelagotti. A questo punto la paura di perdere prende il sopravvento su tutto il resto e le due squadre si trascinano al 90’ prima di affrontare le fatiche dei supplementari che si infiammano con un palo per parte: Rincon (8’) per l’Empoli, Di Maio (11’) per il Genoa. E ai rigori esultano i rossoblù. La finale per il terzo posto è in programma domani alle ore 13 allo Stadio dei Pini di Viareggio. Alle 15, sempre sullo stesso campo, si disputerà la finale per il primo e il secondo posto con eventuali supplementari. In caso di parità la gara sarà ripetuta mercoledì 21 con supplementari e rigori. In occasione delle duei finali sarà esposta, nello stadio versiliese, la Coppa del Mondo 2006 vinta dagli azzurri in Germania. Entrambe le partite saranno trasmesse in diretta su RaiSportSat.
19/02/2007 - Viareggio - Stadio dei Pini - FINALE GENOA - ROMA 2 - 1 (0 - 1)
Reti: 21'
Okaka, 47' Siligato (Rig), 76' Siligato Arbitro: Trefoloni di Siena. Spettatori 3.500 circa. Ammoniti: Virga, Ianniciello, Rosi, Palermo, Freddi, D’Alessandro, Forestieri, Martucci. Angoli: 7- 5 per il Genoa. Prima della partita è stata portata in mezzo al campo la Coppa del Mondo vinta dagli azzurri a Berlino. Incidente a Ledesma: botta in faccia e tac negativa all’ospedale. Presenti in tribuna: Caprili, vice presidente del Senato, il sindaco di Viareggio, Marcucci. Quindi Cuccureddu, Burgnich, Pastorello, Capozucca, Collina, Bini e Perinetti.
La rete su rigore di Siligato nella finale contro la Roma
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| Akaiaoi 2006 |