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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 24' De Rosa, 68' Raimondi, 81' De Rosa. Arbitro: Salati di Trento. Espulso: 70' Barasso. Spettatori: 7.000.
AKAIAOI - Per il Grifone prima di campionato in trasferta a Vicenza e prima meritata vittoria nella ritrovata, speriamo per poco, Serie B. La squadra di Gasperini, accompagnata da un migliaio di tifosi, deve fare a meno (oltre naturalmente a Figueroa) di Criscito, Juric e Longo che sono squalificati mentre Zeytulaev è ancora convalescente. Oltre a ciò Bega guarito a tempo record si accomoda in panchina assieme a Sculli in non perfette condizioni. Dall' altra parte anche il Vicenza ha problemi di formazione viste le defezioni per vari motivi di Nastos, Scardina, Viskovic più gli squalificati Rigoni e Vitiello. Nel modulo di Gasperini i tre posti in difesa vengono presi da Biasi, De Rosa e Stellini mentre a centrocampo Botta viene spostato a destra con Rossi avanzato nella linea d'attacco dove troviamo Greco al centro e Adailton a sinistra. Prima dell' inizio della gara viene osservato un minuto di silenzio in ricordo dello scomparso Presidente ed ex giocatore dell'Inter nonchè della Nazionale Giacinto Facchetti. Al 04' il primo tentativo Rossoblù è di Coppola con un tiro che termina sul fondo. 06' Adailton viene steso ma la seguente punizione calciata da buona posizione risulta troppo alta. 08' Si fà vivo il Vicenza con un cross rasoterra di Martinelli per Cavalli che gira a rete ma il tiro debole è facile preda di Barasso. 09' Zanini interviene fallosamente su Rossi e si mette a protestare beccandosi l'ammonizione. La punizione centrale ma distante dalla porta viene calciata da Adailton, la palla si abbassa e Guardalben deve intervenire mandando la sfera a picchiare sulla traversa e finire in angolo. 18' Lancio di Rossi sulla sinistra per Fabiano che lascia partire un tiro-cross a mezz' altezza che attraversa lo specchio della porta senza essere deviato terminando di poco a lato. 22' Botta ricevuto palla si accentra e poco fuori area calciaa rete colpendo il palo, sul tentativo seguente di Rossi un difensore devia in angolo. 23' Sul corner di Adailton interviene De Rosa che di testa infila Guardalben sulla sua sinistra. 26' Il Vicenza risponde con un tentativo di Cavalli deviato in angolo da Biasi. 31' Ancora Fabiano con un pericoloso tiro cross sul quale questa volta interviene fissore anticipando i genoani. Adailton, greco e rossi mettono piu' volte in difficolta' la retroguardia biancorossa ma e' il Vicenza al 41' a sfiorare il pareggio quando Sgrigna libera Cavalli che gira in porta sfiorando il palo alla destra di Barasso. Il primo tempo si conclude con Greco che lanciato sulla sinistra riceve in area e gira immediatamente in porta mandando la palla sull' esterno della rete. Nel secondo tempo il Vicenza si fa' sotto e al 52' Zanini a centro area tenta il tiro, un rimpallo fà terminare la sfera a Pietribiasi che spostato sulla sinistra a pochi passi da Barasso si vede la palla respingere di pugni dal portiere genoano. 55' Errore di Adailton e palla che finisce a Cavalli che spara alto sopra la traversa. 56' Fallo di Stellini che viene ammonito. 60' Uscita a valanga ma pulita di Barasso su Zanini che terminato a terra assieme a un difensore rossoblu' chiede il rigore. 61' Gasperini mette in campo Bega al posto di Rossi. 64' seconda sostituzione rossoblu', Pedro Lopez entra per Stellini che era stato spostato momentaneamente esterno di centrocampo mentre Camolese tira fuori Cavalli e mette dentro l'esperto e prolifico bomber Scwoch. 66' Ancora fabiano lancia rasoterra per greco che non riesce a intervenire sulla sfera con guardalben impietrito. 69' rinvio di Barasso messo fuori da un vicentino ma l'arbitro non se ne accorge, i veneti battono e proprio il nuovo entrato Scwoch bevendosi la fascia destra rossoblu' quasi sul fondo mette un pallone indietro sul quale in maniera sporca ma efficace interviene Raimondi che insacca. Barasso infuriato forse anche per una trattenuta va alla ricerca dell' arbitro beccandosi il cartellino rosso. Il Genoa in 10 e senza portiere attua l'ultima sostituzione facendo entrare Rubinho per Botta. 75' Esce Zanini ed entra Vailatti. 79' Scwoch lancia Pietribiasi, Rubinho e' pronto ad uscire impossessandosi della palla ma nello scontro i due rimangono a terra. 81' pietribiasi viene sostituito con Crovari. 82' Angolo per il Genoa, batte Adailton e ancora de rosa di testa questa volta schiacciando la palla a terra mette in rete. 89' Lancio di Adailton per greco che avanza aspettando i compagni, l'attaccante poi mette la palla all' indietro e l'intervento in anticipo di un difensore per poco non provoca l'autogol. 92' Questa volta e' pedro Lopez a bersi la fascia sinistra vicentina, lo spagnolo giunto in area quasi sul fondo dribbla 2 difensori e mette indietro per greco che contrastato da un biancorosso mette a fil di palo. E' l'ultima azione della partita poiche' dopo poco al 4' minuto di recupero salati fischia la fine dell' incontro. concludiamo dicendo che chi comincia bene e' a meta' dell' opera e per chi se lo fosse scordato come dice Vignolo Tarallo e Facchinetti sono andati al Padova, Grando non lo so' (ps: al Gela).
TUTTOSPORT - Classe e cuore, Grifone già in volo - Primo tempo da manuale, nella ripresa in dieci mette ko il Vicenza. Decisiva la doppietta di testa firmata da De Rosa che risolve nel momento più difficile del match Sofferenza nel secondo tempo, ma nei primi 45´ la squadra gioca a memoria. di Gessi Adamoli. Vicenza - L´impresa porta la firma di De Rosa, il vecchio di un gruppo giovane e proiettato nel futuro, acquistato proprio nelle ultime battute del mercato per far tornare i conti anche nel presente, registrando con personalità e mestiere il reparto arretrato del Genoa, ma anche per segnare qualche gol di testa su calcio d´angolo. È una sua doppietta, infatti, che consente al Genoa di battere il Vicenza ed iniziare con il piede giusto il campionato. È sicuramente complice Pesoli, il difensore avversario incaricato di prenderlo in consegna nei calci d´angolo, ma pesa anche la grande abilità dell´ex giocatore della Reggina nel gioco aereo. Impresa perché vincere in trasferta la prima partita di campionato è un viatico importante che aumenta il proprio bagaglio di autostima, e perché il "Menti" è uno stadio che non portava fortuna al Genoa. Il primo tempo del Genoa è un piccolo capolavoro. La superiorità di De Rosa e compagni è quasi imbarazzante. In campo c´è una squadra sola: triangoli stretti, combinazioni tutte di prima con palla sempre rigorosamente a terra, attaccanti che vanno ad attaccare gli spazi e vengono regolarmente serviti. Insomma, gioca a memoria la squadra di Gasperini che proprio in questo stadio, alla fine del ritiro in Austria, si era presentata alla guida di una sorta di armata Brancaleone, che aveva rimediato una brutta figura sia contro il Vicenza che con l´Udinese. Qualcuno di quegli interpreti è cambiato, ma soprattutto è diversa la mentalità. La squadra è entrata in sintonia con il tecnico di Grugliasco, che le ha pazientemente insegnato il suo calcio, trovando interlocutori ricettivi e motivati. Ora il Genoa è una squadra che gioca a memoria. Prima del gol di De Rosa al 24´, il Grifone ha già timbrato per due volte i legni della porta di Guardalben. Primo legno al 12´ con Adailton direttamente su punizione: il portiere del Vicenza ci arriva con la punta delle dita e riesce a deviare contro la traversa. Timbra il montante anche Botta al 23´ con un rasoterra dal limite. La difesa poi libera in calcio d´angolo e sul corner che ne consegue lascia il segno De Rosa, lasciato colpevolmente libero, naturalmente di testa su corner dalla destra di Adailton. È una lezione di calcio e l´unico appunto che si può muovere alla squadra rossoblù, straordinariamente organizzata, è quella di aver raccolto troppo poco in rapporto a quanto costruito e di aver così lasciato così il risultato aperto, prestando il fianco alle occasionali iniziative della squadra di casa. Come al 42´ del primo tempo quando il rasoterra di Cavalli, esce a fil di palo con Barasso che probabilmente non sarebbe riuscito ad intervenire. Il portiere genoano è, invece, straordinario al 7´ della ripresa, quando un tiro sbagliato di Zanini diventa un assist per Pietribiasi che può battere a rete da pochi metri, ma Barasso ribadisce la sua esplosività schizzando come una molla a ribattere quella che sembrava una conclusione a colpo sicuro. A questo punto va in scena un´altra partita. Forse paralizzato dalla paura di vincere o perché ben presto ha finito la benzina, il Genoa lascia l´iniziativa al Vicenza. Gasperini prova a prendere le necessarie contromisure, sostituendo prima Rossi con Bega e subito dopo Stellini con Pedro Lopez, ma prima che possa ridisegnare tatticamente la sua squadra, il Genoa non solo subisce il gol del pareggio con Raimondi, che risolve sotto misura, dopo che Scrigna aveva tagliato a fette la difesa rossoblù (23´ st), ma resta anche in 10. Barasso, infatti, fa 50 metri di corsa per protestare perché era stata invertita la rimessa laterale che ha dato il là al gol del Vicenza e, già ammonito, viene espulso. Entra Rubinho (per Botta) ed il brasiliano al 34´ salva il risultato con una straordinaria uscita a terra su Pietribiasi. Due minuti dopo De Rosa concede il bis. Questa volta il corner è da sinistra e lo batte Milanetto. Ma il resto non cambia: difesa avversaria immobile e splendido stacco di testa del libero genoano.
LA REPUBBLICA - Preziosi, dedicato alla Juve "In B nessuno fa sconti" - Il patron è soddisfatto ma ammette: "Dopo l´1-1 ho temuto di perdere": Gasperini: "Dovevamo chiudere prima il match" Il tecnico non infierisce su Barasso "Ha capito di aver sbagliato". di Gessi Adamoli. Vicenza - Quando si vince, diventa tutto più facile. Anche esibire un grande fair play e fare i complimenti all´avversario. «Dico la verità: il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto», osserva Enrico Preziosi. Vero sino ad un certo punto perché il Genoa a Vicenza ha dominato per un tempo, e poi in 10 ha saputo imprimere comunque la zampata decisiva. «Bisognerà capire i perché di questo calo improvviso - dirà poi Preziosi in sala stampa - Io credo che sia stato soprattutto un problema fisico, ci hanno preso per stanchezza. La reazione del Vicenza dopo l´intervallo me l´aspettavo, ma ero sicuro che saremmo riusciti a fronteggiarla. Invece non è stato così e, sono sincero, dopo l´uno a uno e l´espulsione di Barasso speravo finisse uno a uno. Ho visto cose buone e altre meno e qui dovrà entrare in gioco l´allenatore per apportare gli opportuni correttivi. Però questa vittoria ce la teniamo stretta: serve per la classifica ed anche ad aumentare la fiducia in noi stessi. De Rosa? E costato qualche soldo, ma sapevo che ne valeva la pena. E non solo per i due gol che ha segnato, ma anche per il piglio con il quale ha guidato la difesa. Barasso? Ha pagato quei 5 o 6 anni nei quali è rimasto in ombra». Poi confida un grande desiderio: «Ridare la domenica ai tifosi del Genoa. Sono fiducioso perché Sky, che ha fatto un investimento importante sul campionato di serie B, è al nostro fianco in questa nostra battaglia». La prima telefonata di complimenti, solo pochi secondi dopo il fischio finale, gliela fa Gigi De Canio, l´ex tecnico genoano con il quale è rimasto molto legato. L´altoparlante dello stadio trasmette i risultati: Rimini - Juventus 1 - 1. «L´avevo detto - commenta Preziosi - che in serie B avrebbero trovato vita dura». Preziosi ha deciso all´ultimo momento di rinunciare al comodo salotto della sua villa di Desenzano e alla diretta su Sky per vivere in trincea il debutto in campionato del Genoa. Lo accompagna il professor Zangrillo, medico personale ma soprattutto amico del presidente rossoblù. Gasperini non infierisce su Barasso: «E´ mortificato, ha capito subito di aver fatto una grande cavolata». E punta il dito su quello che ritiene l´errore più grave della sua squadra: «Ha preteso di voler gestire la palla, quando invece c´erano i presupposti per chiudere la partita. E proprio, quando sei in vantaggio che si verificano le condizioni migliori per giocare».
IL SECOLO XIX - Genoa, due gioielli per cominciare - L'esordio a Vicenza. Ottimo avvio con vantaggio, calo nella ripresa e nuovo sorpasso quando le cose sembrano complicarsi. Manca un po' di cinismo ma la squadra c'è. Vittoria in dieci per la scellerata espulsione di Barasso. Il difensore De Rosa firma la doppietta: 2-1. Vicenza. di Giovanni Ciolina. Se ieri pomeriggio allo stadio Menti era presente qualche maestro orafo della zona, l'allenatore del Genoa Gian Piero Gasperini dovrebbe preoccuparsi per il futuro di Gaetano De Rosa, difensore centrale di professione. Nella terra del gioiello e dell'oreficeria, infatti, l'ex barese incastona due gioielli sul collier a tinte rossoblù di grande fattura. Da assumere subito. La doppietta consente al Genoa di centrare la quinta vittoria consecutiva: la più importante. Era troppo importante cominciare con il piede giusto il difficilissimo torneo di serie B. Era troppo importante rispondere presente alla prima chiamata lontano da Marassi. Certo, nel 2-1 al Vicenza, c'è anche spazio per qualche difficoltà, per qualche problemino, ma in cassaforte i tre punti sono entrati. De Rosa è il protagonista indiscusso della sfida, è vero, ma il tocco dell'artista arriva a far brillare un manufatto a 24 carati che tutto il gruppo, con qualche luce e qualche ombra, modella attimo dopo attimo. Emanuele Pesoli, 26 anni, si appisola su quei due calci d'angolo disegnati da sor Adailton, veneto d'adozione, anche se indubbiamente la scelta di tempo del genoano e la forza impressa nel colpire il pallone è caratteristica non comune. E il Grifone torna a volare sul cielo vicentino dopo 47 anni. Era dalla stagione 1958-59 che i rossoblù non provavano il gusto della vittoria al Menti: 2-1 e rete decisiva di Barison. A distanza di tanto tempo il Genoa sorride «anche se il pari sarebbe stato forse più giusto. Ma teniamoci la vittoria». Il presidente Enrico Preziosi è tra i primi ad analizzare la partita e lo fa con attenzione: «Valutando il primo tempo avremmo potuto chiudere la gara. Poi con un pizzico di fortuna siamo riusciti a rimediare. In dieci e con l'entusiasmo del Vicenza era difficile. Ad un certo punto speravo finisse 1-1 per andare a casa». In poche righe ci sono tutti i novanta minuti del Grifo. Intanto la prima considerazione. Alla prova della trasferta il Genoa risponde in maniera positiva alle attese. E il carattere viene fuori soprattutto quando la squadra resta in dieci per la scelleratezza di Barasso (grandioso in avvio di ripresa su conclusione di Pietribiasi) che, benché capitano, rincorre l'arbitro per protestare: doppio giallo e cacciata dal campo. Il rischio di perdere la gara rimanendo in dieci aumenta notevolmente anche se «forse è stato un bene», come sottolinea Preziosi. La scudisciata sul fondoschiena rossoblù dopo il primo immediato bruciore ha l'effetto di rinsaldare lo spirito di sacrificio e la reazione della squadra. La vittoria arriva perciò meritata, anche se sofferta, in quanto nella valutazione complessiva della squadra ci sono anche i due legni colpiti nella prima frazione e soprattutto 45 minuti giocati non certo a ritmi frenetici, ma sicuramente da grande squadra. Il Vicenza si deve aggrappare alle sgroppate di Sgrigna e Raimondi sulle fasce, ma non gli resta che giocare palla lunga su un Cavalli deludente. Il Genoa da parte sua ha la forza di un centrocampo corto, attento, pronto al pressing e con Stefano Botta in versione gigante. Proprio da una sua invenzione (sinistro che centra il palo e costringe la difesa in angolo) nasce il vantaggio genoano. Ed è un bel vedere. Il Genoa non travolge, ma amministra. Forse troppo però. L'unico aspetto da rivedere forse è proprio quello. Gasperini, tra i tanti insegnamenti che impartisce a questo gruppo, non sembra aver ancora fatto troppo uso del cinismo che serve per dare la mazzata decisiva ad una squadra in grande difficoltà e che mostra il fianco alle ripartenze. Milanetto, Rossi e Coppola non riescono però a dare velocità e profondità. Il risultato è di andare al riposo con un gol di vantaggio e il rischio, puntualmente verificatosi, di subire la reazione dei biancorossi di casa nella ripresa. «Mi è parso più un calo fisico» ritiene il presidente. «Problema anche di testa» dirà il tecnico Gasperini. «Una volta in vantaggio si tende a gestire», aggiunge il mister che vince il suo personale derby con il granata Camolese. Tradotto in parole spicce il Grifone deve lavorare per crescere ancora ed evitare di compromettere per una stupidaggine un risultato che per lunghi tratti sembra saldamente in mano alla banda genoana. Ma attenzione a non dimenticare le molte assenze, tra le quali quella di Longo si evidenzia soprattutto nella ripresa, quando il centrocampo si affievolisce e il Vicenza cresce. Con il Rimini la controprova.
IL SECOLO XIX - Le pagelle - Stellini, il capitano che dà sicurezza. di Giuliano Gnecco. BARASSO 5 Si vede per la prima volta al 7' della ripresa, però quella su Pietribiasi - appostato quasi in area piccola - è una di quelle parate che valgono un gol, oltre a dare sicurezza ai compagni. Coraggioso quando si getta sui piedi di Zanini, rischiando il rigore, per vanificare una situazione che si faceva incandescente. Già ammonito, sbaglia a protestare facendosi espellere dopo il pari. Ingenuità gravissima. C'è un'aggravante: nella circostanza era pure capitano. BIASI 6 È uno dei mancini adattati a destra; nel suo ruolo non c'è neppure il vantaggio di poter tagliare in mezzo per tentare il tiro. Eppure si applica su Cavalli, un tipo tignoso: fino a pochi anni fa era considerato una promessa. Molto bravo nelle chiusure. Torna a sinistra con l'ingresso di Bega: paradossalmente comunque nella ripresa cala. DE ROSA 7,5 Un difensore che sappia uscire palla al piede e impostare l'azione: era la richiesta di Gasperini. Esaudita: l'ex reggino è perfetto per svolgere queste mansioni. Fra l'altro il suo curriculum dimostra che sa garantire un certo numero di reti; come biglietto da visita stacca con perfetta scelta di tempo in area berica firmando l'1-0. Non basta, arriva anche il 2-1, sempre di testa, sempre anticipando Pesoli. STELLINI 6,5 Camolese prova a metterlo in difficoltà con il dinamismo di Pietribiasi, un ragazzino classe '85. Il quale però non riesce mai ad andargli via. Non solo: il capitano dà una mano in fase di impostazione e ripartenza (18' st PEDRO LOPEZ 6,5: si sistema a destra sulla linea dei centrocampisti, confermando una buona adattabilità). BOTTA 6,5 Di nuovo a destra, sempre per necessità. E gli tocca pure Sgrigna che è un giocatore dalle caratteristiche prettamente offensive. Deve in pratica fare il terzino, pur essendo un centrocampista mancino. Non rinuncia però ad offendere, e da un suo sinistro che centra il palo nasce il vantaggio. Torna sulla fascia di competenza con l'uscita di Stellini (24' st RUBINHO 6,5: entra e salva subito su Pietribiasi lanciato a rete, si ripete poco dopo su un traversone insidioso). COPPOLA 6,5 Più disciplinato del solito: mostra i denti contenendo l'irruenza. Ci mette cuore ma anche cervello. Si ricorda che fino a dodici mesi fa era un regista: è lineare, geometrico sebbene manchi di guizzi di fantasia. Vince comunque il duello con Helguera, fratello del ben più celebre difensore del Real Madrid. MILANETTO 6 Un solo errore in tutto il primo tempo, ma può costare caro: si lascia portare via palla da Sgrigna che mette in moto Cavalli il quale va a pochi centimetri dalla rete dell'1-1. Si vede che soffre il caldo (giocare di sera in questa stagione è un'altra cosa), ma sopperisce con intelligenza. Bravo a cercare di verticalizzare. Ma cala nella ripresa. FABIANO 6,5 Accompagna sempre l'azione facendo molto bene il gioco senza palla. Quando può scendere sulla fascia, ingrana la marcia e diventa imprendibile. Arrivato sul fondo, scodella in mezzo cross da manuale: tesi e a rientrare. Con l'uscita di Rossi avanza nel tridente fino a quando il Genoa non resta in dieci. ROSSI 6 Padoin sarà pure un nazionale Under 21, però nell'occasione si dimostra ben poca cosa. L'esterno rossoblù, avanzato per l'assenza di Sculli, lo salta con facilità, salvo poi perdere freddezza quando c'è da concludere o fare l'ultimo passaggio (15' st BEGA 6: recuperato a tempo di record, entra quando il Vicenza sta pericolosamente avanzando il baricentro. Non riesce però ad arginare le folate biancorosse). GRECO 6 Prova a dare profondità e a fare pressing alto, ma è poco servito e poco cercato. Spesso è troppo solo, stretto nella morsa fra Pesoli e Fissore che non sono nulla di straordinario ma sono pur sempre due contro uno. Con il Grifone in dieci, aiuta anche i compagni ripiegando. Nel finale va vicinissimo al gol della sicurezza con un contropiede che manda in tilt la retroguardia di casa. ADAILTON 6,5 Sente aria di derby, lui che è un veronese d'adozione. E già all'11' prova a far felici i suoi vecchi tifosi con una punizione velenosa che Guardalben tocca deviandola sulla traversa. Si abbassa spesso a cercare palla, e gioca soprattutto di sponda per i compagni. Geniale quando al 43' della ripresa inventa un assist per Greco, spalancandogli la porta. VICENZA: Guardalben 6; Martinelli 5,5, Pesoli 4,5, Fissore 5, Padoin 5; Raimondi 6, Zanini 5,5 (28' st Vailatti 6), Helguera 6, Sgrigna 6,5; Pietribiasi 6 (36' st Crovari sv), Cavalli 5,5 (19' st Schwoch 6). ARBITRO Salati di Trento 5 Lo ricordate? È quello che lo scorso anno a Pavia ne combinò di tutti i colori, compresa l'espulsione di Rivaldo che grida ancora vendetta. Non affonda mai in area di rigore, non taglia mai il campo, andando a disturbare così il portatore di palla. E sbaglia parecchie decisioni piuttosto banali.
IL SECOLO XIX - Preziosi: «Serviva un inizio così" - Il presidente rossoblù a ruota libera: si complimenta con la squadra, giustifica Barasso, guarda alla Juve, scherza con Pastorello e si confronta con il suo tecnico. di Giovanni Ciolina. "Mi spiace, mi spiace proprio». «Dai Enrico non scherzare, lo sappiamo che non è vero».Protagonisti del siparietto nello stretto corridoio della sala stampa vicentina sono Enrico Preziosi, presidente del Genoa e Giovan Battista Pastorello, patron del Verona. Un botta e risposta scherzoso al quale assiste Sergio Cassingena, presidente del Vicenza. «Ci stava il pari: due angoli, due gol. Comunque onore e meriti al Genoa» aveva appena confidato ai giornalisti di casa, ma sulla considerazione del patron biancorosso sembra concordare anche Preziosi: «Pari più giusto, però ci teniamo stretti la vittoria». Schermaglie da dopo gara. Resta però la considerazione che il Genoa ottiene tre punti importanti su uno dei campi più difficili di tutti la categoria. «Mi aspettavo una gara difficilissima sottolinea Alessandro Gaucci ma questa vittoria mi ha regalato una soddisfazione enorme. Sono soddisfattissimo, anche se stanchissimo come se avessi giocato io». In completo scuro, giacca gialla e al fianco la splendida Francesca, il responsabile dell’area tecnica genoana tesse le lodi (scontate) di De Rosa («Meriti al presidente che l’ha voluto a tutti i costi. Non ha sbagliato nulla») e di tutta la squadra: «Abbiamo sofferto, è vero, ma è anche giusto così». I temi della partita però sono anche il calo della squadra nella ripresa e l’espulsione di Barasso per doppia ammonizione. «Paga lo scotto dei lunghi anni passati nell’ombra» lo giustifica Preziosi che lo ha voluto a tutti i costi in porta per questa stagione. «Credo che lui stesso sia il primo ad essere dispiaciuto di quello che è accaduto». Vero. Anche perché fino a quel momento Nicola si sbriga alla grande: gran parata su Pietrobiasi, uscita importante su Zanini. «Purtroppo mi sono dimenticato di essere già ammonito» confiderà a qualche compagno. «All’arbitro non ho comunque detto nulla di particolare. Gli ho solo detto di aver subito un fallo». Sufficiente per Denis Salati ad applicare il regolamento ed estrarre il secondo giallo. Ma il Preziosi che si presenta in sala stampa appare soddisfatto per i tre punti («Ci voleva cominciare bene») anche se il calo della ripresa non gli è piaciuto: «E poi nel primo tempo siamo stati poco cinici. Ho avuto due scambi di opinione con il tecnico e toccherà al mister correggerli. Bisogna essere più convincenti nell’arco dei 90 minuti». Preziosi comunque si tiene stretti i tre punti per un campionato «che non regalerà nulla a nessuno. Il pari della Juventus a Rimini lo dimostra. Vorranno fare tutti la partita della vita con bianconeri e napoletani. Probabilmente tra qualche settimana anche il Genoa attirerà interesse. Il Grifo non è tornato perché non è mai morto: è stato ricoverato con qualche ferita lacero contusa». Non si vede neppure più il segno dei tagli. E con il Rimini serve la plastica definitiva.
IL SECOLO XIX - Gasperini, gioia strozzata - Vicenza. di Giuliano Gnecco. Buoni i tre punti, buona la prestazione nel primo tempo, buona la reazione dopo l’espulsione di Barasso. Eppure Gian Piero Gasperini, dopo il colloquio con Preziosi negli spogliatoi, ha poca voglia di sorridere: «Abbiamo pagato sul piano fisico, perché era la prima partita che giocavamo di pomeriggio. All’inizio del secondo tempo abbiamo forse pagato anche dal punto di vista mentale: ho notato pure in alcune amichevoli che quando ci portiamo in vantaggio invece di continuare a giocare cerchiamo di gestire. È sbagliato, dobbiamo migliorare sotto questo aspetto: è più facile giocare quando si vince rispetto a quando si pareggia o si perde. Dopo l’espulsione pensavo potesse andare bene anche il pari, invece è arrivata questa vittoria che ci premia». A Barasso il tecnico ha preferito non dire nulla: «Era già abbastanza avvilito, si è reso conto di aver fatto una bella frittata. Peccato, perché aveva fatto anche belle parate. Questa cosa gli servirà per fare esperienza. Però sulla prima ammonizione mi serve a poco perdere tempo per recuperare 5”; e sulla seconda ha protestato per un fallo laterale invertito, anche se da quell’episodio al gol è passato ancora del tempo». Qualche motivo per sorridere? «Abbiamo molte varianti sui calci piazzati, abbiamo un bel gruppo nel quale tutti si sentono coinvolti. E vedo bene Figueroa: forse in settimana inizierà a fare qualche partitella». È serio Cristian Stellini: «È l’inizio di campionato che ci aspettavamo. Sapevamo che imporre per 90’ il nostro gioco come avevamo fatto in Coppa sarebbe stato difficile, tanto più in trasferta. Ci serva di lezione: dobbiamo tenere alta la concentrazione e i ritmi:quando loro li hanno alzati, noi non siamo riusciti ad accelerare a nostra volta. Nel primo tempo abbiamo avuto due o tre occasioni per chiudere la partita, non siamo stati cinici». Mozione d’ordine: il Genoa ha vinto, per di più in trasferta. Per di più su un campo sul quale non si imponeva dai tempi di Barison: si può anche fare un sorriso. Ci prova Dario Biasi: «Abbiamo giocato con lo spirito che ci contraddistingue; abbiamo voglia di fare una grande stagione. Ho giocato a destra, che non è la mia posizione naturale, però sono a disposizione dell’allenatore. È stato bello vincere così, in 10 contro 11. Abbiamo pagato il caldo, ma è andata bene così». Caldo: tanto, troppo: è stato il grande avversario del Genoa: «Abbiamo pagato il fatto di aver sempre giocato di sera" concede Stellini "Loro ne hanno risentito nel primo tempo, noi nella ripresa». Barasso? Lo spogliatoio fa quadrato: «Credeva di poter parlare perché in quel momento era il capitano" sottolinea "Con le nuove norme non si può più protestare». Un paradosso: nonostante la vittoria c’è poca allegria, si guarda più alle imperfezioni. Altro paradosso? È proprio questa la forza del Genoa, che invece di lasciarsi andare come in passato a momenti di euforia alternati a depressione, riesce a mantenere lucidità e piedi per terra anche dopo una vittoria in trasferta.
TUTTOSPORT - Il Genoa svetta con De Rosa - Doppietta di testa del difensore, i rossoblù passano a Vicenza dopo 48 anni. di Giovanni Tosco. Pali di Adailton e Botta, contestato il momentaneo pareggio di Raimondi. Espulso Barasso per le proteste seguite al gol dei veneti. Gasperini: «Ha fatto una doppia sciocchezza». Camolese furioso: «Inaccettabile subire due reti fotocopia» VICENZA. Il Genoa comincia il campionato con una vittoria frutto di una prestazione double-face: dopo un primo tempo impeccabile, nel quale sono passati in vantaggio con De Rosa e hanno colpito una traversa con Adailton e un palo con Botta, i rossoblù hanno iniziato la ripresa in maniera svagata, finendo per accrescere con l’eccesso di disattenzione la sofferenza atletica causata dal caldo. Quando, al 23’, Raimondi ha firmato il pareggio e Barasso, già ammonito, si è fatto scioccamente espellere per una protesta esagerata, il destino pareva segnato: invece, non solo il Vicenza non ha saputo approfittare della superiorità numerica, ma ancora De Rosa, “dimenticato” da Pesoli in un’azione d’angolo fotocopia del primo gol, è salito in cielo a sancire un successo che, in questo stadio, mancava dalla stagione 1958-59. «Ci siamo complicati la vita perché non abbiamo chiuso la partita mentre la nostra superiorità era netta. Per assurdo, rimanere in dieci è servito a dare la scossa. Certo, un’affermazione così è di buon auspicio per il futuro...», commenta Enrico Preziosi, tornato a seguire il Genoa in trasferta dopo più di un anno e pronto a legare il nome della squadra a MSC Crociere. Nei prossimi giorni l’incontro con Piefrancesco Vago, amministratore delegato del gruppo, che ha stanziato 300 milioni da investire in marketing e pubblicità. Senza gli squalificati Juric, Criscito e Longo e con Sculli in panchina in attesa della miglior condizione, la squadra di Gasperini per 45’ ha confermato quanto di positivo detto nel precampionato, per attenzione tattica e volontà di imporre il gioco. Con un Vicenza in costante affanno («Il Genoa faceva girare bene la palla e noi pativamo l’uno contro uno», ha spiegato Camolese), i liguri sono passati al 24’, quando De Rosa ha sfruttato di testa un corner di Adailton: prima, Guardalben era stato bravo a deviare sulla traversa una punizione del brasiliano (12’) e Botta aveva centralo il palo (23’). Inesistente la reazione biancorossa, tant’è vero che nel primo tempo l’unica conclusione pericolosa è arrivata al 42’ con un tiro a fil di palo di Cavalli. Camolese ha sfruttato l’intervallo per ridisegnare il Vicenza: non tatticamente, perché ha continuato col 4-2-3-1 che, nella fase difensiva, si trasformava in un 4-4-1-1, ma mentalmente. E’ cresciuta la spinta sulla fascia sinistra, tanto che Gasperini ha provato a limitarla inserendo Bega e Pedro Lopez. Non è bastato. Vicino al pareggio con Pietribiasi al 7’ (Barasso si è superato per ribattere la conclusione ravvicinata), il Vicenza ha realizzato l’1-1 al 23’: sugli sviluppi di una rimessa laterale che l’arbitro ha erroneamente assegnato ai padroni di casa, Sgrigna ha sfondato, per l’appunto sulla mancina, e messo al centro un pallone sul quale s’è avventato Raimondi che ha battuto Barasso, la cui furia si è concretizzata in una plateale rincorsa all’arbitro Salati,“costretto” a estrarre un altro fallo e a espellerlo. «Barasso ha fatto una doppia sciocchezza, perché era evitabile anche la prima ammonizione: non m’interessa perdere cinque o dieci secondi per una rimessa...», stigmatizza Gasperini. «E’ vero, ma paga anche lo scotto di troppi anni in panchina», lo difende Preziosi. In ogni caso, rimanere in dieci ha restituito al Genoa energie e determinazione. Rubinho è uscito con coraggio sui piedi di Pietribiasi al 34’ e due minuti più tardi, su angolo questa volta di Milanetto, De Rosa ha segnato la rete da tre punti. «Inaccettabile subire due gol così...», tuona, a ragione, Camolese, che sabato vivrà a Torino il personale derby con la Juventus. Gasperini dovrà lavorare su due aspetti: «Bisogna migliorare sotto l’aspetto fisico e, una volta in vantaggio, continuare a giocare invece di gestire la partita». Contro il Rimini, tra una settimana, la verifica dei progressi. VICENZA: Guardalben 6; Martinelli 6, Pesoli 4, Fissore 5.5, Padoin 6; Zanini 5.5 (Vailatti ng), Helguera 5.5; Raimondi 6, Pietribiasi 6 (Crovari ng), Sgrigna 6; Cavalli 5.5 (Schwoch 5.5). All: Camolese 5.5. GENOA: Barasso 5.5; Biasi 6, De Rosa 8, Stellini 6 (Pedro Lopez 6); Botta 6 (Rubinho 6), Coppola 6.5, Milanetto 5.5, Fabiano 6.5; Rossi 6 (Bega 6), Greco 6, Adailton 6. All: Gasperini 6.5. ARBITRO: Salati di Trento 5.5.
IL GIORNALE - Il Genoa prende subito il volo - Preziosi: «Il merito è mio che ho voluto De Rosa...». di Luca Russo. Pronti via, il Genoa vince a Vicenza e lancia un segnale a tutti: oltre ad avere un gioco ha anche il carattere e la determinazione di una grande. Al Menti la vittoria questa volta arriva grazie alla doppietta di un difensore De Rosa ed è la contraddizione più bella per una squadra che gioca con tre attaccanti. Il primo tempo è un monologo con la squadra di Gasperini che gioca a memoria. Adailton e Rossi fanno il pendolo con il centrocampo, Coppola è una rubapalloni micidiale. Il Genoa prima punge sui calci da fermo poi anche su azione. Milanetto e Adailton cercano di impensierire la porta di Guardalben su punizione. Poi con un diagonale Fabiano che ancora una volta non fa rimpiangere l'assenza del fidato Juric. La difesa sembra granitica con Biasi bravo negli anticipi e De Rosa nelle ripartenze. Chi si concede qualche lusso di troppo è a sorpresa capitan Stellini che alcune occasioni spaventa la sua retroguardia. Al 24' la partita si sblocca grazie ad un calcio d'angolo. Dalla bandierina batte Adailton, il suo tocco brasiliano finisce dritto sulla testa di De Rosa che svetta alto e schiaccia verso la porta del Vicenza. Guardalben è battuto e mille della gradinata nord versione Menti esplodono di gioia. Alla fine del primo tempo si conta però una sola vera occasione per i padroni di casa. Nella ripresa si capisce subito che in campo c'è un Genoa diverso più stanco, affaticato. La squadra di Camolese, pressoché assente nel primo tempo, sale di ritmo e già al 7' impegna Barasso in un strepitoso intervento su Sgrigna. Greco sembra un po' tagliato fuori dalla manovra. Sì è vero al bomber dell'estate rossoblu arrivano pochi palloni giocabili, ma lui sembra un po' troppo statico. Al 14' tocca ancora a Barasso salvare il risultato con un grande anticipo su Zanini che fa gridare al rigore sugli spalti del Menti. Gasperini capisce che occorre cambiare e allora ecco che il redivivo Bega prende il posto di un generoso Rossi. Il Vicenza cala un po' e il Genoa cerca di prenderle le misure non riuscendo più ad imporre il proprio gioco come nel primo tempo. Al 24' dopo una girandola di cambi arriva l'episodio che cambia la partita. In mischia Raimondi realizza il pareggio sugli sviluppi di un'azione viziata da una rimessa laterale non assegnata al Genoa. E così dopo il gol preso il portiere rossoblù parte furioso verso Salati. Viene ammonito, è il secondo cartellino giallo e per lui si apre la porta degli spogliatoi. La squadra rossoblu resta in dieci e gli ultimi 20 minuti rischiano di trasformarsi in un tiro al bersaglio. Non è così. Il Grifone si compatta, ha carattere e dopo due buoni interventi del neo entrato Rubinho al 36' arriva il gol della vittoria. E' ancora 'bomber' De Rosa su schema fotocopia dell'azione che aveva portato alla prima marcatura. «Voglio prendermi un merito - ha commentato negli spogliatoi il presidente Enrico Preziosi insolitamente presente in una partita in trasferta del suo Genoa - questo giocatore l'ho voluto io. E' un grande professionista e che sia un realizzatore ne so qualcosa perché quando ero al Como perdemmo a Bari per colpa sua». Soddisfatto Preziosi soprattutto per il carattere della squadra. «Paradossalmente abbiamo giocato meglio in dieci - ha commentato - Cosa ho detto a Barasso? Che ha fatto una sciocchezza. Quando l'arbitro assegna un gol non torna indietro». «Dobbiamo migliorare, ma sono felice - ha replicato mister Gasperini - Non dobbiamo dimenticare che contro il Vicenza mancavano parecchi titolari e alcuni di quelli che sono scesi in campo, vedi Lopez e Bega, non erano al meglio».
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